Phytolacca decandra

DESCRIZIONE

E’ un rimedio omeopatico che si ottiene dalla Tintura Madre di Phytolacca (o Fitolacca), che è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Phytolaccaceae. E’ originaria dell’America Settentrionale ed oggi cresce selvatica nei Paesi temperati d’Europa, nelle siepi, nelle rupi, lungo le strade di campagna, sia in pianura che nelle zone montane. Ha radice carnosa ricca di un glucoside (fitolaccina) ad azione purgativa; presenta fusti rossi, ramosi, alti anche 3 m; le foglie sono glabre, ovato-allungate; i fiori hanno colore bianco-roseo e sono riuniti a grappoli, appaiono da luglio a ottobre; i frutti sono a bacca, rossastri e poi nerastri, con succo di colore intensamente porporino. Le bacche mature industrialmente venivano utilizzate per produrre un colorante naturale per dolci e liquori. Tale colore ha dato origine al nome della pianta, che si compone della parola greca phyton e della radice araba lakk (lacca, colore). Il nome scientifico completo è Phytolacca decandra o anche Phytolacca americana L. con riferimento alla sua origine nord americana. La pianta comunemente è chiamata anche Erba amaranta o ancora Uva turca. Tutte le sue parti sono velenose, però i giovani germogli, resi innocui dalla bollitura, sono molto buoni e possono essere consumati come gli asparagi. La pianta contiene potassa caustica in quantità prossima al 45%. La droga utilizzata per la preparazione del rimedio omeopatico è la radice, raramente le bacche.

CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO

Il rimedio agisce:

• sugli organi linfatici e su quelli ricchi di reti linfatiche, principalmente su tonsille e mammelle;

• sui tessuti connettivi fibrosi, prediligendo la zona del calcagno, la tibia, la regione cranica, dove la rete fibrosa è particolarmente fitta.

Quindi Phytolacca corrisponde a tutte le affezioni acute e croniche che interessano sia il sistema linfatico che i tessuti fibrosi. Inoltre normalizza il sistema endocrino femminile.

Il tipo Phytolacca è depresso, malinconico, ha un’aria triste e sofferente, è irrequieto, non ama il lavoro e soprattutto quello intellettuale; è molto abbattuto, guarda la vita con indifferenza ed ha paura di non guarire. Ha guance incavate, occhiaie, colorito pallido. Ha cefalee e dolori muscolari generalizzati, mani chiuse e dita dei piedi flesse, desiderio di stringere i denti.

Un sintomo particolare di Phytolacca, che però non è sempre presente ma quando c’è è fortemente indicativo per la scelta del rimedio, è il dolore al tallone tale da rendere molto difficoltoso o addirittura impedire il camminare; tale dolore migliora tenendo i piedi sollevati.

In Phytolacca le secrezioni lacrimali, salivari, biliari e urinarie risultano più abbondanti del normale e perciò il rimedio si dimostra particolarmente utile anche in alcuni casi di albuminuria. La bocca si riempie di saliva filamentosa con gusto metallico. Sono presenti eruzioni cutanee pruriginose di tipo squamoso che hanno tendenza ulcerativa.

Il soggetto Phytolacca è fortemente idrogenoide, cioè ha una spiccata sensibilità all’umidità, ai cambiamenti del tempo, alla pioggia, al freddo umido, che aggravano i sintomi. Sta peggio la notte, i suoi dolori peggiorano con il movimento (come Bryonia) e migliorano solo con il riposo, con il calore, con il tempo secco e caldo. E’ ipersensibile e perciò mal sopporta i dolori.

Phytolacca è il miglior rimedio omeopatico per la cura delle affezioni della mammella, poiché nessun altro rimedio in Omeopatia concentra la sua azione sulla ghiandola mammaria e solo pochi rimedi sono veramente così efficaci nella cura degli indurimenti delle mammelle e degli ascessi nel puerperio.

Latte, sale e caffè sono i suoi antidoti.

In estrema sintesi Phytolacca è il rimedio degli organi ghiandolari, in particolare delle tonsille e delle mammelle.

USO DEL RIMEDIO

Si usa nei seguenti principali casi, quando i sintomi corrispondono e si associano alle caratteristiche del rimedio:

1) TONSILLE: in presenza di tonsillite sia acuta che cronica con tonsille rosse e gonfie tendenti alla suppurazione, linfonodi sottomascellari gonfi, mucose faringee di colore rosso scuro, deglutizione dolorosa, bruciore, secchezza e sensazione di un corpo estraneo in gola. Il dolore si irradia anche alle orecchie e alle parotidi, oltre che alla radice della lingua; l’ugola è gonfia. In queste manifestazioni il rimedio è molto simile a Kali iodatum ed anche a Mercurius, tanto che il dott. James Tyler Kent (1849-1916, US) definisce Phytolacca “il mercurio vegetale”. I sintomi peggiorano con l’uso di bevande calde. Si usa anche nei casi di LARINGITE di CRUP e di PSEUDOCRUP. E’ l’ideale nei casi di SINDROME INFLUENZALE con tosse secca, raucedine, mal di gola, infiammazione delle tonsille, raffreddore, febbre.

2) MAMMELLA: per affezioni quali mastiti, ascessi, nodosità, adenoma, ulcere dolorose (ragadi), galattorrea nelle puerpere quando il capezzolo è screpolato, fessurato e c’è dolore durante la suzione; il dolore parte dal capezzolo e si estende a tutto il corpo. Si usa anche nei casi di DOLORE AL SENO dovuto all’avvicinarsi delle mestruazioni ed in tutti i casi in cui c’è INDURIMENTO DELLA MAMMELLA con dolori al seno che si irradiano alla schiena e alle braccia.

Spesso Phytolacca completa l’azione di Bryonia: entrambi i rimedi agiscono sulla mammella femminile.

3) GHIANDOLE ASCELLARI e PAROTIDEE ingrossate, indurite, dolenti. Si usa anche nei casi di PAROTITE.

4) INFIAMMAZIONI REUMATICHE, con dolori muscolari e ossei, colpo della strega, nevralgia, sciatalgia, artrosi. I dolori muscolari sono simili a scosse elettriche, si spostano rapidamente e si irradiano dall’alto verso il basso. Il malato si agita ed è irrequieto, perché quando si muove i dolori aumentano, come in Bryonia. Questa condizione di indolenzimento generale dà al malato la sensazione di come se fosse stato picchiato, come in Arnica. I dolori alla testa e al torace vanno dalla zona anteriore a quella posteriore, quelli alle ossa sono principalmente localizzati alla tibia ed al calcagno.

5) RENI: nei casi in cui c’è albuminuria (elevata concentrazione di albumina nelle urine) dovuta principalmente ad alterazione dei reni.

6) RAFFREDDORE, accompagnato da faringite, tonsillite e rinite con secrezione filamentosa (quest’ultima tipica anche di Kali bichromicum).

7) BOCCA: poiché il rimedio ha tendenza ulcerativa è indicato nei casi di STOMATITE ulcerosa.

8) PELLE: eruzioni cutanee di tipo squamoso come PITIRIASI (dermatosi benigna che colpisce prevalentemente il busto, gli arti superiori ed il cuoio capelluto; è caratterizzata da formazione di macchie ove la pelle manca di elasticità e idratazione), PSORIASI (malattia infiammatoria della pelle solitamente cronica e recidivante che si presenta in varie forme; si manifesta con la comparsa di macchie rossastre e rotondeggianti, ricoperte di squame; colpisce prevalentemente il cuoio capelluto, gomito e ginocchio, la zona lombo-sacrale), TIGNA (infezione della pelle dovuta a un fungo, spesso trasmessa da cani e gatti; si manifesta con chiazze rosa a forma di anello, il cui bordo è rilevato e squamato), FOLLICOLITE da barba (infezione del follicolo pilifero che si manifesta con papule rossastre senza pelo esterno; nella gran parte dei casi è dovuta al batterio Staphylococcus aureus; la forma più lieve può essere dovuta ad una rasatura troppo profonda), ESANTEMI (eruzioni cutanee di pustole, vescicole e bolle) come nel morbillo, ERITEMI scarlattiniformi su tutto il corpo. Le manifestazioni cutanee prediligono le pieghe, le fessure, le zone dove la circolazione è più debole, come dietro le orecchie (lo stesso comportamento si ha in Graphites). Le eruzioni presentano indurimento e tendenza ad ulcerare, sono pruriginose, si aggravano con il grattarsi.

DOSI

□ Casi 1), 3) e 6): se acuti, 3 granuli o 5 gocce 5CH, ogni 3 ore; se cronici, 3 granuli o 5 gocce 5CH, 3 volte al dì. Nei casi 1) e 6) effettuare anche gargarismi con 5 gocce di TM in ½ bicchiere d’acqua, 2 volte al dì.

□ Caso 2): 3 granuli o 5 gocce 2D, 3 volte al dì; in presenza di febbre alta, pulsazioni e congestione della testa si ripete 2 volte, nell’arco della giornata, il seguente ciclo: 2 granuli di Bryonia 5CH, dopo 2-3 ore 2 granuli di Belladonna 4CH, dopo altre 2-3 ore 2 granuli di Phytolacca 4CH, il tutto per alcuni giorni, allungando i tempi ai primi miglioramenti, fino a guarigione.

□ Caso 4): 3 granuli o 5 gocce 4CH, 3 volte al dì.

□ Casi 5) e 8): 3 granuli o 5 gocce 7CH, 3 volte al dì.

□ Caso 7): 3 granuli o 5 gocce 6CH, 2-3 volte al dì secondo gravità; risciacqui con 10 gocce di TM in 1 bicchiere d’acqua.

(*) V. Note esplicative

54 risposte a Phytolacca decandra

  • m.grazia Ruzza scrive:

    Molto interessante le caratteristiche curative di phytolacca-decandra.

    Le vorrei chiedere però che cosa si intende per antidoto(latte sale caffè)

    se vanno evitati in quanto eliminano l’effetto curativo del medicinale,

    oppure si devono prenderein quanto eliminano la tossicità del suddetto.
    Perdoni la mia ignoranza in materia,ma vorrei esserne sicura.Attendo al più
    presto una sua e-mail. Grazie. M.GRAZIA RUZZA

  • Gentile M. Grazia, in merito alla sua richiesta le fornisco volentieri i seguenti chiarimenti.
    In Omeopatia si chiama antidoto un rimedio che ha la proprietà di annullare o attenuare l’azione del rimedio somministrato in precedenza, come pure di far scomparire gli effetti sgradevoli o aggravanti dello stesso. Anche l’assunzione di alcuni alimenti può esercitare la stessa funzione. Perciò è molto importante conoscere l’antidoto di ogni rimedio omeopatico, proprio per poter tenere sotto controllo l’eventuale azione eccessiva del rimedio somministrato. Nel caso specifico di Phytolacca decandra, latte, sale e caffè debbono essere evitati, in quanto, essendo degli antidoti, indeboliscono l’azione del rimedio e possono essere eventualmente assunti per eliminare qualche disturbo che potrebbe comparire durante la cura, quale il vomito.
    Continui a visitarci. Cordiali saluti. Rita della Volpe

  • ROSAMARIA scrive:

    vs. sito esaustivo e di immediato consulto. desidero sapere, quale rimedio omeopatico è più indicato nel caso di glossite angolare (lati della bocca). grazie.

  • Gentile Rosa Maria, dalle sue indicazioni ritengo che lei sia afflitta da stomatite o cheilite angolare, che è un’infiammazione degli angoli della bocca, dovuta a diverse cause che comunque vanno indagate. I rimedi omeopatici generalmente utilizzati sono diversi, quali ad es. Natrum muriaticum, Mercurius, Pulsatilla, Sulphur, Apis, Arsenicum album, Nitricum acidum, Lachesis, Belladonna, Argentum nitricum, Echinacea, Phytolacca, Graphites, Silicea, Borax. Sarebbe pertanto opportuno consultare un medico omeopata per poter individuare il rimedio giusto alla sua persona ed al suo caso. Possono essere utili anche i lavaggi con il decotto di radici di Malva o di Calendula. Le invio cordiali saluti e la ringrazio per l’apprezzamento. Rita della Volpe

  • elisa scrive:

    Gentile dott.ssa, desidero sapere se Phytolacca 5 ch è indicata per un bambino di 5 anni, buona corporatura che spesso si ammala di tonsillite, e che tiene le tonsille sempre un po’ grossette. La somministro quando inizia ad avere mal di gola, un po’ di raffreddore per far fronte all’infiammazione che poi si trasforma in tonsillite. Insieme a Ribes nigrum 50 gocce. (la mattina prima di andare all’asilo). Che ne pensa? Grazie

  • Gentile Elisa, per il suo bambino potrebbe essere più indicato Baryta carbonica 5 o 7CH che sembrerebbe corrispondere meglio al suo caso ed alla sua costituzione. Consulti comunque l’articolo “Mal di gola” della sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, recentemente pubblicato. Per quanto riguarda il fitoterapico Ribes nigrum (ritengo che sia il macerato glicerico), il suo uso potrebbe essere appropriato considerato che ha una spiccata azione antinfiammatoria ed antiallergica, sia a carattere preventivo che curativo. La inviterei soltanto a controllare il dosaggio della somministrazione giornaliera, tenuto conto che in genere per i bambini non si supera la dose di 20-25 gocce per volta, a causa essenzialmente del contenuto di alcool, per cui potrebbe essere meglio praticare due somministrazioni quotidiane anziché una sola. Cordiali saluti.

  • francesca scrive:

    Gentile dottoressa, mi è stato riscontrato un fibroadenoma di quasi 2 cm lateralmente al seno destro. Mi è stato subito proposto di toglierlo ma io mi curo da sempre con l’omeopatia e vorrei proprio evitare…
    Il problema però è che, soprattutto la sera, mi da alcune fitte fastidiose e anche rigirandomi nel letto sento la sua presenza che mi disturba. Leggendo la descrizione di Phytolacca mi sembra che potrebbe essere un rimedio adatto…cosa ne pensa? e in caso quale sarebbe il dosaggio più indicato?
    Tenga presente che ho già provato senza buoni risultati ad utilizzare Thuya 30ch su indicazione della mia omeopata… attualmente sto facendo degli impacchi con argilla ventilata e olio di mandorle. Attendo un suo consiglio. Grazie

  • Gentile Francesca, i rimedi omeopatici che potrebbero essere indicati sono diversi, tra cui Phytolacca, Thuya, Carbo animalis, Asterias rubens, Bromum, Conium maculatum, Bryonia, Clematis recta. Solo il medico omeopata può individuare la cura più adatta al suo caso ed alla sua persona. Cordiali saluti.

  • G. scrive:

    gentile dottoressa,
    ogni qual volta sta per verificarsi un cambiamento del tempo, specie se si passa da bel tempo secco a brutto tempo umido avverto malesseri vari che vanno da dolori addominali, disturbi gastrointestinali, giramenti di testa, lievi tremori, tachicardia, dolori muscolari in particolare al petto e dietro la schiena. Inoltre l’ugola si ingrossa e tocca leggermente la parte inferiore del palato e la pelle si screpola sempre negli stessi punti. Una volta arrivato il cattivo tempo appena inizia a piovere mi passa tutto! Molto spesso i medici a cui mi sono rivolto hanno risolto tutto con la parola stress… oppure “e’ una tua convinzione” perchè non è possibile che in qualche modo il mio corpo “preveda” il cattivo tempo. Il fatto è che spesso mi è capitato mentre dormivo quindi cade l’ipotesi che sia una mia fissazione perchè se dormivo non potevo mica guardare che tempo stesse facendo… E’ come se il corpo subisca piccole e continue infiammazioni in varie parti del corpo divenute ormai croniche credo… Mi sono ritrovato in molti punti nella definizione di tipo Phytolacca…anche per quanto riguarda la descrizione fisica! Il guaio è che non essendoci sintomi molto forti da poter far pensare a qualche malattia precisa navigo nel buio, ho provato molte cure, dai farmaci per la colite, a qualche calmante, ecc… ne ho tratto sicuramente dei benefici pero’ quando c’e’ cattivo tempo non c’e’ farmaco che tenga.
    Sinceramente anche se non sono un medico credo che ci sia un collegamento per molti sintomi e che la radice di questi problemi sia in falle del sistema nervoso e immunitario e/o nel DNA, faccio molte ipotesi tra me e me, alcune forse anche ridicole, magari è una questione di cariche elettriche portate dal cattivo tempo che interferiscono con le cariche del nostro corpo?! Mi chiedevo dov’e’ che questa pianta agisce e in che modo. Inoltre ho letto che pare sia velenosa, come si concilia con la sua proprieta’ di farmaco omeopatico???

  • Egr. G., come riportato nell’articolo, Phytolacca decandra è il rimedio principe degli organi ghiandolari in soggetti i cui sintomi si aggravano con l’umidità e con i cambiamenti del tempo. Anche se la pianta è velenosa il rimedio omeopatico, contenendone quantità infinitesimali, è assolutamente innocuo ed è in grado di curare tutti quei sintomi che invece in quantità elevate produce. Ciò secondo la legge di similitudine su cui si basa l’omeopatia. Ulteriori informazioni al riguardo sono reperibili nella sezione del sito “Approfondimenti”. In linea generale l’omeopatia potrebbe dare una risposta al suo caso, per cui le suggerisco di rivolgersi ad un medico omeopata. Cordiali saluti.

  • valeria scrive:

    Gentile dott.ssa, vorrei sapere se Phytolacca decandra può essere assunta anche in gravidanza (prime settimane). In caso contrario, quale rimedio alternativo mi suggerirebbe (ho placche in gola, tornate dopo una cura di antibiotici conclusa, e una lieve alterazione)? Grazie, V.

  • Gentile Valeria, a differenza dei farmaci tradizionali, molti dei quali non possono essere assunti durante la gravidanza, generalmente i rimedi omeopatici, tranne quelli che possono avere effetti sulla regolarità della gestazione, possono essere assunti. La parola però spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • sergio scrive:

    da poco più di due anni soffro di una specie di eritema, prima è comparso su tutto il busto e le braccia, adesso è rimasto fisso solo sulla parte in basso a destra del busto grande circa 30 cm qudrati con tanti piccoli foruncolini e una piccola parte sulla schiena ma sempre dalla stessa parte anch’essa con i foruncoli, la sera si infiammo e diventano particolarmente rossi,
    inoltre sulle braccia a livello del muscolo bicipite, si formano le stesse chiazze di foruncolini e alcuni qua e là sparsi.
    può funzionare una cura con questo tipo di pianta omeopatica?
    grazie per la risposta

  • Kamilla Anna scrive:

    Gentile dott.ssa, ho letto che Phytolacca può essere usata nel caso delle mammelle gonfie a causa della montata lattea. La mia canina di 9 anni e mezzo soffre della gravidanza isterica e, anche se prende già un medicinale veterinario per ridurre il latte ed altri sintomi, due giorni fà ho notato un indurrimento vicino ad una delle mammelle. Da oggi presenta anche del sangue nel latte (nella stessa mammella). Vorrei aiutarla con l’omeopatia ed ho pensato a Phytolacca ma non so a quale diluizione usarla e se associarla ad un altro rimedio. Ho veramente bisogno del suo consiglio… So che non è un sito veterinario ma ho saputo che molti rimedi possono essere usati nello stesso modo dalle persone e dagli animali.
    Grazie e cordiali saluti,
    Kamilla Anna

  • Egregio Sergio, innanzitutto occorrerebbe comprendere se la sua è la manifestazione di un problema soltanto di pelle oppure è la manifestazione esterna di un problema interno. Tenga presente che la pelle rappresenta la via di eliminazione di tossine e di prodotti del metabolismo da parte dell’organismo, per cui ogni affezione cutanea deve essere opportunamente trattata ed assolutamente non deve essere soppressa per evitare il rischio di provocare manifestazioni più dannose. Pertanto l’uso di rimedi omeopatici sintomatici è consigliabile ed anche risolutivo solo se, ripeto, il problema è strettamente cutaneo, altrimenti deve essere accompagnato da una cura del “terreno” per evitare le recidive. Per questo dovrà rivolgersi ad un medico. I rimedi omeopatici sintomatici sono diversi a seconda del tipo di manifestazione cutanea: ad es. Phytolacca è più adatta per le eruzioni cutanee suppuranti, Calendula per le manifestazioni cutanee di tipo infiammatorio, Rhus toxicodendron per pelle arrossata e piccole vescichette pruriginose, Arsenicum album per le affezioni cutanee secche con prurito e bruciore, Sulphur per eruzioni cutanee pruriginose di ogni tipo, e così via. Si ricordi infine di osservare anche una dieta alimentare appropriata, ricca cioè di frutta e verdura e povera di grassi, e di mantenere una buona igiene personale senza però esagerare. Cordiali saluti.

  • Gentile Kamilla Anna, può provare con 5 gocce, 3 volte al dì, di Phytolacca D2. Cordiali saluti.

  • caterina scrive:

    Buongiorno Dottoressa il Phytolacca puo’ curare anche la sindrome della bocca urente?
    grazie per farmi sapere e per la sua gentilezza

  • Gentile Caterina, piuttosto che Phytolacca, poiché il sintomo predominante è il bruciore, viene spontaneo pensare a rimedi omeopatici che hanno molto marcata tale affinità, quali ad esempio Arsenicum album, se i sintomi migliorano con il caldo, o Phosphorus, se migliorano con il freddo, o ancora Luffa operculata, se migliorano all’aria aperta. Cordiali saluti.

  • andrea scrive:

    Salve Dottoressa, ottimo sito il vostro; vorrei chiederle un consiglio.
    Soffro di infezione da stafilococco aureus con formazione abbastanza frequente e casuale di “palline dure piene di pus”(scusi non sò darle un nome perchè nella diagnosi non v’è friferiment) in diverse zone del corpo. Mammela,vicino al capezzolo, parte esterna dei genitali, in corrispondenza dell’osso sacro e ogni tanto anche sula fronte o vicino alla bocca vengono dei brufoletti che hanno le sembianze delle succitate “palline”.
    Ne ho sofferto per un pò non preoccupandomene perchè non erano dolorose e comunque così come si formavano, nel giro di 3/5 giorni si sgonfiavano/scoppiavano e la pelle si ricicatrizzava anche se asciando un leggero segno. Questo per circa un annetto. Ultimamente stanno recidivando più di frequente così ho deciso di tronare a fare un esame. Hanno prelevato con tampone del pus sia da quella sula memmella sia da quella sulla cute appena esterna alla vagina. Hanno riscontrato presenza di stafilocco in quantità superiore a 100000 (++++) quindi presumo molto alta la concentrazione. Fatto l’antibiogramma hanno optato per “amoxicillina” * 6 giorni due al dì. Ora sto iniziando la cura, ma siccome ho etto in giro che l’antibiotico può non essere abbastanza in questi casi, dopo aver trovato il vostro sito e letto cose interessanti mi chiedevo se potesse darmi informazioni in merito a rimedi omeopatici di difesa contro questo batterio. Grazie anticipatamente, A.

  • Gentile Andrea, poiché ha iniziato la cura con l’antibiotico non è opportuno associare alcun rimedio omeopatico in quanto l’azione di quest’ultimo potrebbe essere inficiata o annullata. Sarebbe il caso di continuare e completare la terapia antibiotica, per la quale ci sono tutti i presupposti affinché possa essere risolutiva e perciò evitarle ogni recidiva. Infatti i medici hanno fatto l’antibiogramma proprio per stabilire a quale antibiotico il suo batterio stafilococco aureo è sensibile (e non resistente) e qundi deve avere fiducia che l’amoxicillina è la scelta giusta. Cordiali saluti.

  • stefania nolli scrive:

    Salve Dottoressa, le scrivo sperando di poter trovare in lei e nell’omeopatia una risposta al mio malessere di anni…
    Credo di soffrire di una sorta di allergia all’aria condizionata, non appena entro in un ambiente dove è presente l’aria condizionata, benchè io sia sempre molto attenta ad indossare sciarpe, immediatamente mi si infiammano le tonsille e compaiono le placche e a volte la febbre.
    Per me è diventato un vero incubo, che compromette ovviamente le mie scelte di vita(anche andare semplicemente a fare la spesa in estate è un problema).
    C’è un rimedio omeopatico per questo?
    La ringrazio.
    Saluti.
    Stefania.

  • Gentile Stefania, per far fronte agli effetti conseguenti agli sbalzi di temperatura e di umidità causati dall’aria condizionata, spesso viene utilizzato il rimedio omeopatico Belladonna, laddove i sintomi da raffreddamento compaiono in modo acuto, improvviso e violento. Se c’è presenza di pus usualmente si associa Phytolacca o Mercurius. Per una maggiore sicurezza di risultato, si è soliti ricorrere ad un prodotto omeopatico complesso che contiene più rimedi in sinergia tra di loro, quale ad es. HOMEOGENE 9 compresse, oppure BELLADONNA PTK 14 gocce. La parola però spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • Lucia scrive:

    Buona sera dottoressa,
    la contatto per chiederle un’informazione riguardo alla phytolacca assunta in concomitanza con l’anello contraccettivo nuvaring.
    ho assunto per parecchi giorni phytolacca decandra 6H in granuli, e vorrei sapere se c’è un’interazione con l’anello, dato che essa deriva dalla tintura madre (in alcuni siti internet pare che la tintura madre interferisca con l’efficacia contraccettiva del nuvaring).
    Spero vivamente che lei possa darmi una risposta perchè ho già interpellato farmacista e ginecologa ma nessuno ha saputo darmi una risposta.
    cordiali saluti.

  • Gentile Lucia, è difficile dare una risposta certa, anche perché non esistono evidenze cliniche al riguardo. Possiamo solo ragionare secondo il principio della precauzione. Innanzitutto occorre precisare che la Phytolacca omeopatica è ben altra cosa rispetto alla Phytolacca tintura madre, che invece è un fitoterapico, anche se la prima si ottiene dalla seconda. Infatti nel rimedio omeopatico la tintura madre della pianta è presente in quantità infinitesimale e questo dovrebbe scongiurare una possibile interferenza con le capacità contraccettive dell’anello vaginale. Però se si tiene conto che il rimedio omeopatico Phytolacca decandra ha influenza sul sistema endocrino femminile, forse sarebbe opportuno, per il citato principio della precauzione, evitarne l’uso. Cordiali saluti.

  • Nadia scrive:

    Gent.ma dottoressa,
    ho 40 anni e da circa tre anni accuso dei dolori alle ghiandole mammarie e, in particolare, nella parte alta vicino le ascelle. Questi dolori sono altalenanti come intensità, ma continui. Addirittura aumentano dopo le mestruazioni. Il seno sinistro è quello più compromesso. Ho preso svariate volte la belladonna che tende a sfiammare un po’ la situazione, ma non la risolve. Mi piacerebbe molto avere una sua opinione riguardo la phytolacca.
    La ringrazio anticipatamente per la sua risposta. Cordiali saluti.

  • Gentile Nadia, Phytolacca decandra potrebbe essere idonea a dare una risposta positiva alla sua mastalgia, tenuto conto che è uno dei migliori rimedi omeopatici per tutti gli organi ghiandolari ed in particolare proprio delle mammelle. Le consiglio però, se non l’avesse ancora fatto, di sottoporsi ad una visita senologica. Cordiali saluti.

  • Ivan scrive:

    Gentile dottoressa, ho pus alla gola ormai da un mese, senza febbre, ho preso belladonna e merc. cianatus alternati, 30 ch ogni 3 ore per 1 sett e mezzo ma non e’ andato via.
    Ogni tanto tosse e raffreddore e lievissimo mal di gola che va e viene. A volte dolori nelle tempie e orecchio e sensazione di bolo in gola.
    Va bene phytolacca 30 ch ogni 3 ore?
    Oppure è meglio merc. solubilis 30 ch ogni 3 ore?
    Grazie dell’attenzione
    Cordiali saluti

  • Ivan scrive:

    Comunque la cosa principale è il pus sulle tonsille. Poi leggevo (riguardo fitolacca) da accompagnare a 5 gocce di TM cos’è??

  • Egregio Ivan, dobbiamo ritenere che, se a distanza di circa due settimane la situazione non è migliorata, la terapia non è adatta al suo caso ed alla sua persona. Tenga presente che Belladonna va utilizzata specialmente quando i sintomi compaiono in modo acuto, improvviso e violento, se c’è febbre elevata, abbondante sudorazione e grande sete per la secchezza delle mucose. Mercurius cyanatus va utilizzato quando il dolore è simile a quello di una ferita o di una piaga e se sono presenti patine bianco-giallastre in tutto il cavo orale. Phytolacca decandra è indicata quando il dolore si irradia alle orecchie e peggiora assumendo bevande calde, la gola è di colore rosso scuro e le tonsille sono ricoperte da membrane biancastre, se si sente il bisogno di deglutire ma la deglutizione è molto dolorosa. Mercurius solubilis, che è tra i più utilizzati, è indicato quando le tonsille sono purulente, grosse e tendenti all’ulcerazione, se la lingua è ricoperta da una spessa patina giallastra e se sono presenti alitosi marcata e salivazione abbondante. La invito quindi a consultare l’articolo “Mal di gola” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi” ove potrà rilevare le caratteristiche principali dei rimedi omeopatici più utilizzati. Per un eventuale ricorso a rimedi sempre naturali dell’antica tradizione, la invito altresì a consultare l’articolo “Mal di gola subito via” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”. Sarebbe comunque consigliabile sottoporsi alla visita di un medico omeopata. Infine le gocce di TM richiamate nell’articolo si riferiscono alla tintura madre (acronimo TM) della pianta Phytolacca decandra, che è un fitoterapico e costituisce anche la base di partenza (ceppo omeopatico) da cui si ottiene il rimedio omeopatico omonimo. Cordiali saluti.

  • Nicoletta scrive:

    Gentile Dott.ssa Della Volpe,
    spero tanto che mi possa aiutare. Ho fatto un paio di anni fa un trattamento con Phytolacca decandra 15 ch per un adenoma al seno, con buoni risultati visto che è diminuito di 0,5 cm (da 2 cm). Ora lo vorrei rifare ma non mi ricordo bene il modo di amministrazione – erano 2 o 3 granuli per 2 o tre volte al dì… e per quanto tempo si dovrebbe seguire (non trovo più l’omeopata a cui mi ero rivolta e neanche qualcun’altro nella mia città).
    La ringrazio anticipatamente.

  • Gentile Nicoletta, come lei ben sa in omeopatia non esiste la regola generale applicabile a tutti o in tutti casi, ma esiste il trattamento legato alla persona ed al caso specifico quale risultato di una buona opera di individualizzazione, con la quale si sceglie il rimedio giusto, la diluizione e la dose. Tra l’altro proprio la diluizione e la dose dipendono molto dalla capacità di reazione del singolo organismo. Comunque, in linea del tutto generale, le posso dire che abbastanza spesso la 15CH è utilizzata in ragione di 3 granuli 2 volte al dì. Per quanto riguarda la durata, fermo restando le precisazioni di cui sopra, generalmente le cure omeopatiche per poter produrre un risultato stabile e duraturo possono durare anche qualche mese. Cordiali saluti.

  • Margherita scrive:

    Gentile Dottoressa,
    sono all’8′ settimana di gravidanza e ho un costante dolore al seno che si acutizza la mattina coi primi movimenti del corpo. Mi è stata consigliata della Phytolacca in granuli da prendere regolarmente o al bisogno. Cosa ne pensa? Per quanto tempo posso prendere i globuli?
    Grazie mille per l’attenzione, coriali saluti.

  • Gentile Margherita, generalmente i rimedi omeopatici sono ben tollerati in gravidanza, grazie soprattutto alla loro innocuità ed efficacia, escludendo per prudenza soltanto quelli che possono indurre spasmi o contrazioni e Phytolacca decandra non è tra questi. Phytolacca è uno dei principali rimedi omeopatici utilizzati per le varie problematiche riguardanti le mammelle e quindi anche per la tensione ed il dolore al seno durante la gravidanza, che, com’è noto, è una condizione tutt’altro che insolita. Dovendo agire a livello sintomatico, è opportuno orientarsi verso le basse diluizioni (ad es. la 7CH), che solitamente si adoperano in ragione di 3 granuli 3-4 volte al dì, allungando i tempi con i miglioramenti. La parola però spetta sempre al medico. Può essere di aiuto anche un’alimentazione con pochissimo sale, il bere molta acqua, un’attività fisica moderata (ad es. passeggiare), praticare impacchi o spugnature di acqua tiepida e acqua fredda ai seni, l’uso di reggiseni idonei che sorreggano il seno senza creare costrizioni. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    carissima dr.ssa, mio figlio soffre di tonsillite cronica. Ai primi freddi gli compaiono pustole di pus piuttosto grosse su una delle sue tonsille. Per 2 anni si è sottoposto alle cure termali di inalazione e di aerosol ed’inverno il problema non si era più presentato. Quest’anno causa forza maggiore ha dovuto rinunciare alle sue canoniche 12 inalazioni con l’acqua di Telese effettuate a Fiuggi ed ecco che con queste temperature il problema si è ripresentato. Visto che le gocce R1, R6 ed R9 non sortiscono alcuno effetto saprebbe indicarmi il rimedio migliore tra Bryonia e Phitolacca? e in quale posologia? Queste manifestazioni solo raramente sono accompagnate da febbre, ma sono oltremodo fastidiose. Grazie

  • Gentile Anna, la tonsillite in omeopatia spesso è trattata con Phytolacca decandra, che è il grande rimedio degli organi linfoghiandolari ed a volte per rafforzarne l’azione, specialmente contro le placche di pus, si utilizza in associazione con Silicea (si legga l’articolo omonimo nella stessa sezione del sito “Rimedi omeopatici”), considerato che i due rimedi sono dei sinergici complementari e quindi l’uno completa o migliora l’azione dell’altro. Dovendo intervenire a livello sintomatico le diluizioni saranno basse, ad es. non superiori alla 7CH, che solitamente si utilizzano in ragione di 3 granuli 3-6 volte al dì. Come al solito la parola spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • Cristina scrive:

    Salve, Dott.ssa,
    desidero perdere peso, sono una 47 enne taglia 48 che si riconosce in alcune descrizioni sia per argentum nitricum che per phytolacca berry, soprattutto per il desiderio di dolci e cioccalato, per il resto alimentazione mella norma dieta mediterranea , ma che da circa dieci anni ha accumulato peso da 65 a 80 kg. , provato a togliere dolci ma poi ritorno a consumarli ancora , le forme deòl corpo sono armoniche seno 6 ma almen o perdere 5/6 kili sarei già felice. cosa posso usare , considerando che sono una persona sana sia per analisdel sangue che per il resto, ancora ciclo regolare senza pillola, l’ unico problema attacchi di panico da sempre , curati anche tutt ora come mantenimento ma benessere.
    Grazie anticipatamente.

  • Gentile Cristina, dei due rimedi omeopatici da lei citati quello che potrebbe essere di aiuto per perdere peso è Phytolacca decandra, che è potenzialmente in grado di produrre un’azione di tale tipo. Le somiglianze da considerare, per essere certi di scegliere il rimedio giusto, devono riguardare soprattutto gli aspetti costituzionali e psicologici, non trascurando i fattori motivazionali che coinvolgono la sfera mentale ed emotiva. Phytolacca, anche se non è un rimedio costituzionale, risulta essere più vicino ai soggetti dalla diatesi luesinica, che a sua volta si riscontra preferibilmente nei soggetti dalla costituzione fluorica (fisico longilineo, ovviamente prima del sovrappeso, con presenza di asimmetrie). Dal punto di vista psicologico il soggetto Phytolacca si dimostra prevalentemente malinconico, depresso, irrequieto, irritabile, ipersensibile, pessimista ed è attanagliato dal senso di paura (paura di morire, di non guarire, ecc.). Se lei si ritrova in gran parte di queste note caratteristiche, allora il rimedio potrebbe aiutarla. Tenga comunque presente che i rimedi omeopatici più frequentemente utilizzati per dimagrire sono Calcarea carbonica, Antimonium crudum, Graphites, Belladonna, Carbo vegetabilis, Kali bichromicum, Fucus vesicolosus, ecc., la gran parte dei quali hanno una costituzione prevalentemente carbonica o a questa riferibile, dove com’è noto il sovrappeso si trova frequentemente associato. Ovviamente l’omeopatia può fornire un valido aiuto ma da sola potrebbe non bastare, per cui occorre anche adeguare il proprio stile di vita, come ad es. tenere un’attività fisica regolare e continua ed adottare una dieta alimentare equilibrata che preveda il consumo di pasti leggeri e nutrienti, con fibre ed acqua per garantire la regolarità delle funzioni intestinali. Cordiali saluti.

  • Cristina scrive:

    in seguito a Sua cortese risposta, e per completare la mia richiesta , vorrei aggiungere che per quanto riguarda il rimedio “phitolacca berry” tranne che per l’aspetto prima di prendere peso , longilineo, l’aspetto caratteriale è completamente l’opposto cioè ottimista di natura , tendenza a vedere sempre il lato positivo , amante della vita e del bello in generale , ma con presenza di stati d’ansia legati all’ infazia per aver vissuto momenti tristi legati alla depressione della mamma, presumibilmente, quindi attacchi di panico paura della morte delle persone care e in generale dei pericoli. Una volta passati quest ultimi una gran forza e coraggio anche in situazioni critche. Pertanto , approffitando della Sua competenza e professionalità , torno a chiedere se usare cmq phitolacca o un altro rimedio che in seguito a ciò , Lei ritiene più adatto a me e in quale dosaggio al di .
    Rinnovo i saluti.

  • Gentile Cristina, a questo punto, viste le ulteriori precisazioni da lei fornite, è molto probabile che bisogna cambiare completamente indirizzo. Le condizioni che bisogna cercare di coniugare sono due: l’esigenza di perdere peso e la necessità di migliorare la situazione emotiva per superare lo stato ansioso. Un rimedio omeopatico che potrebbe consentire di fare entrambe le cose è Ignatia amara, che sembra assomigliarle molto, sia dal punto di vista fisico che psichico. Dal punto di vista fisico la costituzione dovrebbe corrispondere, considerato che Ignatia ha una costituzione prevalentemente fosforica, equivalente al longitipo (ovviamente sempre prima del sovrappeso). Dal punto di vista psicologico, con riscontri anche nello stesso ambito costituzionale, Ignatia presenta degli stati ansiosi che sono soprattutto di tipo “esogeno”, cioè innescati da avvenimenti esterni vissuti in maniera traumatica, con tutte le somatizzazioni che inevitabilmente sono in grado di comportare. Infatti l’ansia, il panico, la paura, l’angoscia, la depressione, ecc. di Ignatia sono conseguenti a emozioni perturbanti, dispiaceri, pensieri, preoccupazioni, delusioni ed hanno la caratteristica di ripresentarsi spesso o periodicamente instaurando una condizione di instabilità emotiva. Il soggetto, cioè, ha una predisposizione emotiva che lo porta a vivere cambiamenti di umore e di atteggiamento mentale, alternando momenti di gioia, gaiezza, ottimismo, positività a momenti di ansia, panico, angoscia, paura, pessimismo, depressione, ecc. di cui sopra. Ignatia omeopatico risulta quindi particolarmente adatto per risolvere situazioni psicologiche di questo tipo e nello stesso tempo per contribuire a sistemare tutte quelle condizioni fisiche scompensate dal disordine della vita neuro-vegetativa, stimolando un miglioramento delle prestazioni di tutto il corpo ed in particolare del sistema digerente e del metabolismo con conseguente riduzione degli accumuli di grasso e quindi del peso corporeo. Inoltre allentando le tensioni psichiche, Ignatia rende vano anche il bisogno di divagare con il cibo e riduce il desiderio irresistibile per alcune tipologie di cibi, come ad es. i dolciumi. La conferma di tutto ciò ovviamente la può fornire solo un omeopata, il quale potrà analizzare a fondo la situazione e prescrivere una cura strettamente personale, che potrebbe non escludere il ricorso alle alte diluizioni per un’azione terapeutica più profonda e sistemica. Nelle more ci si potrebbe orientare verso le basse diluizioni, ad es. non superiori alla 7CH, che solitamente vengono utilizzate in ragione di 3 granuli 3-4 volte al dì. Resta confermata, infine, l’utilità di associare l’attività fisica ed un’alimentazione appropriata. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    Gent.ma dr.ssa
    Lei scrive “la tonsillite in omeopatia spesso è trattata con Phytolacca decandra, che è il grande rimedio degli organi linfoghiandolari ed a volte per rafforzarne l’azione, specialmente contro le placche di pus, si utilizza in associazione con Silicea (si legga l’articolo omonimo nella stessa sezione del sito “Rimedi omeopatici”), considerato che i due rimedi sono dei sinergici complementari e quindi l’uno completa o migliora l’azione dell’altro.”
    Orbene mi sembra di capire che nel corso della stessa giornata bisogna alternare i 2 rimedi in ragione di 6 assunzioni complessive. E’ così?
    La ringrazio.

  • anna scrive:

    Inoltre per sospette linfoadenopatie, fino alla certezza della diagnosi, è possibile assumere i 2 rimedi?

  • Gentile Anna, alle sue domande può dare risposta solo un medico omeopata visitando il paziente, perché relativamente all’associazione dei rimedi questa può essere praticata con diverse modalità, in dipendenza, oltre che delle caratteristiche dei rimedi stessi, anche dei sintomi locali e generali, del grado di progressione della patologia, delle modalità di manifestazione dei sintomi, delle eventuali complicanze accessorie, ecc. ecc. L’associazione quindi può essere fatta assumendo insieme i rimedi ogni volta, oppure alternandoli nell’arco della giornata, oppure assumendoli a giorni alterni, oppure si smette l’uno e si comincia l’altro, oppure ancora in altro modo. Relativamente alle linfoadenopatie, Phytolacca omeopatico da solo potrebbe essere utile soltanto nel caso di linfoadenopatia non patologica. Cordiali saluti.

  • Linda scrive:

    Gent.ma, soffro da mlti anni di mal di gola, infiammazione, che poi si estende all’orecchio…sempre e solo a sinistra. Ho anche sinusite facciale a sinistra. Il peggioramento parte sempre dalla zona tonsillare sinistra (ho tolto tonsille da piccola, ho anche dubbio che a sinistra sia rimasto un residuo tonsillare)….fatto cure antibiotici, aeresol, termali nel corso degli anni, ma sto bene solo nel periodo di cura poi ritorna. Ho il linfonodo sotto orecchio sinistro gonfio. Peggioro con l’umidità e soffro molto il freddo. Ho dolori vaganti ma mi hanno detto che è fibromialgia. Ho provato anche mercurius heel. Ora proverei phytolacca. Cosa ne pensa?

  • Gentile Linda, Phytolacca decandra potrebbe esserle di aiuto considerato che in pratica contiene molti dei sintomi da lei descritti ed è uno dei principali rimedi omeopatici degli organi linfatici. Un altro rimedio che potrebbe essere preso in considerazione è Hepar sulphur, che, per tali sintomatologie, ha un’azione molto vicina a Phytolacca ed in più è maggiormente indicato per la sinusite. Entrambi i rimedi agiscono bene anche sui dolori diffusi o localizzati in varie parti del corpo, non hanno però alcuna lateralità, ma questa, per la combinazione dei sintomi, potrebbe costituire un aspetto secondario. La parola comunque spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • valeria scrive:

    Buon giorno dottoressa,
    le scrivo per chiederle una terapia per un ingorgo mammario frequente al seno sinistro. ho una bimba di tre mesi e mezzo che mangia molto e cresce tanto, solo che l’ingorgo si presenta comunque con una frequenza di quindici giorni di distanza.
    l’indurimento va via solo con tachipirina (2o tre per volta) e impacchi.
    cosa posso usare?in che dose?e come(prima,dopo i pasti)?e infine leggevo di phytolacca e belladonna,sono associabili?la ringrazio anticipatamente.valeria

  • Gentile Valeria, l’omeopatia contempla tre importanti rimedi, particolarmente indicati per l’ingorgo mammario o la mastite ed in generale per diverse problematiche riguardanti la mammella, che sono Belladonna, Bryonia e Phytolacca. Questi tre rimedi, oltre a proprie azioni specifiche, rispondono molto bene essenzialmente per i seguenti motivi: Belladonna perché è il grande rimedio delle infiammazioni (anche se predilige il lato destro, risponde bene anche per il lato sinistro), Bryonia perché è il rimedio principe del dolore e degli eventuali stati febbrili di tutti i tipi, Phytolacca perché è il grande rimedio degli organi ghiandolari. Per il trattamento del disturbo i suddetti rimedi vengono utilizzati spesso in associazione, perché la loro azione congiunta produce, in moltissimi casi, i migliori risultati. Sarebbe però opportuno che ciò lo stabilisse un medico omeopata, al quale è sempre opportuno rivolgersi per essere certi di ricevere una terapia ritagliata sul proprio caso e sulla propria persona, così come richiede la migliore pratica omeopatica. Dovendo intervenire a livello sintomatico, ci si può orientare verso le basse diluizioni, ad es. quelle non superiori alla 7CH, che solitamente si assumono in ragione di 3 granuli 3-6 volte al dì lontano dai pasti, alternando i rimedi. Però, ripeto, la parola spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • tiziana sell scrive:

    Buon giorno dottoressa,dopo diversi giorni di raffreddore con scolo solo acquoso e rinite forte (con starnuti a raffica fino a nove al colpo) mi è stata diagnosticato dalla’otorino una sinusite con pus secco nella zona destra. Prescritto antibiotico per otto giorni (sono al terzo ma non noto catarro che si libera) e cortisone spray. Ho il naso sempre secco e alterazione (fino a 37.1) nelle ore centrali della giornata. Forse sbaglio ma non sarebbe utili assumere qualche cosa per sciogliere ed espellere questo pus? Se il pus era secco vuol forse dire che l’infezione batterica non eta più produttiva? C’è qualche rimedio omeopatico che posso utilizzare? Sono una poliallergica e sono un soggetto NARES (rinite non allergica eosinofila). Alla sera assumo nux vomica Heel per reflusso. Dimentiavo: l’otorino ha evidenziato abbondante reflusso in rinoscopia ed ha attribuito a questo il prurito in gola (laringite da reflusso) che ho quando parlo, inspiro in profondità. Grazie in anticipo per il Suo aiuto. Tiziana

  • Gentile Tiziana, l’articolo “Sinusite” della sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, che la invito a consultare, riporta i principali rimedi omeopatici indicati per il trattamento della sinusite e della rinosinusite. Per ottenere dei risultati positivi, così come richiede l’omeopatia, occorrerà scegliere il rimedio che presenta una sintomatologia più somigliante a quella del paziente, tenendo quindi conto delle modalità di manifestazione dei sintomi, con particolare riguardo ai modi di insorgenza, alla localizzazione dei disturbi, ai sintomi associati, alle circostanze di aggravamento e di miglioramento, ecc. Verifichi lei, avvalendosi delle note caratteristiche che accompagnano ciascun rimedio, quale risulta essere più corrispondente. Ad esempio, potrebbero essere indicati rimedi come Hepar sulphur o Sticta pulmonaria, che hanno una lateralità destra. Cordiali saluti.

  • Antonella scrive:

    Salve dottoressa volevo chiederle conferma sulla cura della tigna che ho contratto da qualche settimana. Il mio medico mi ha dato una crema da applicare sulle lesioni ma volevo unore qualcosa si naturale da prendere. Mi conferma che e’ indicata la phitolacca? Grazie

  • Gentile Antonella, è proprio cosi, com’è espressamente indicato nell’articolo, Phytolacca decandra è uno dei principali rimedi omeopatici utili al trattamento della tigna. Cordiali saluti.

  • Cristina scrive:

    Salve Dott.ssa,
    il medico omeopata mi ha prescitto phytolacca per questo momento di depressione e paura del futuro.
    per quanto riguarda le dosi come mi posso regolare?
    la posso prendere ogni qualvolta ne sento il bisogno oltre alle 3 canoniche della giornata?
    grazie

  • Gentile Cristina, le consiglio di attenersi alla posologia prescritta dal medico omeopata, che sicuramente è la più adatta per lei, perché è intimamente legata a diverse valutazioni e a diversi fattori, quali ad es. la sua persona, letta in modalità omeopatica, la sua sintomatologia, la sua capacità di reazione, il grado di profondità del disturbo, la diluizione del rimedio, ecc., per cui se ritenesse di aver bisogno di qualcos’altro senta sempre il parere del medico. Cordiali saluti.

  • stefania scrive:

    Salve, leggendo questo “”In Phytolacca le secrezioni lacrimali, salivari, biliari e urinarie risultano più abbondanti del normale e perciò il rimedio si dimostra particolarmente utile anche in alcuni casi di albuminuria. La bocca si riempie di saliva filamentosa con gusto metallico. Sono presenti eruzioni cutanee pruriginose di tipo squamoso che hanno tendenza ulcerativa.”” non ho ben capito se i suddetti sono effetti collaterali della phytolacca oppure…?
    grazie mille

  • Gentile Stefania, quelli da lei citati non sono gli effetti collaterali ma sono i sintomi o i disturbi che il rimedio è in grado di curare in base alla legge dei simili (“similia similibus curantur”: i simili si curano con i simili), secondo la quale le malattie vengono guarite con i rimedi che provocano nell’individuo sano i sintomi della malattia stessa. E’ questa la chiave di lettura di tutti i rimedi omeopatici, nel senso, ripeto, che i sintomi che appartengono al rimedio (patogenesi) sono quelli che lo stesso è in grado di provocare se somministrato ripetutamente ad un individuo sano e che viceversa è in grado di curare se somministrato all’individuo malato che ne è affetto. Cordiali saluti.

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