Lachesis

DESCRIZIONE

Il rimedio omeopatico Lachesis si ottiene dal veleno del serpente Lachesis mutus sottoposto a diluizioni e dinamizzazioni in soluzione idroalcolica.

Per ulteriori informazioni sulla preparazione, consultare l’articolo “Rimedi omeopatici: origine” della sezione del sito “Approfondimenti”.

Il Lachesis mutus è un grosso serpente velenoso appartenente alla famiglia dei Viperidi che vive nelle foreste dell’America centrale e meridionale. E’ noto anche come Crotalo muto o Terrore dei boschi ed in Brasile come Surucucù. E’ simile ai crotali, ma la sua coda non è munita di sonagli (da cui il termine muto o in latino mutus) anche se, quando è in allarme, la alza e la fa vibrare proprio come fanno i serpenti a sonagli. Ha una lunghezza che può raggiungere i 3 m ed oltre; corpo robusto a forma quasi triangolare; dorso ricoperto da numerose file di scaglie giallastre, marroncine o rossastre con disegni romboidali di colore nero o marrone scuro e chiazza chiara al centro; testa grossa, appiattita, allargata nella parte posteriore e caratterizzata da una stria nera che corre dagli occhi alle mandibole; collo stretto. La bocca è dotata di grosse ghiandole velenifere e di due lunghi denti ricurvi, che possono superare i 5 cm, situati nella parte anteriore del mascellare e che sono canalicolati, cioè provvisti di canale interno attraverso cui viene iniettato il veleno all’atto del morso. Per tale caratteristica detti serpenti sono detti solenoglifi.

Questo temibilissimo rettile, molto aggressivo, predilige vivere lungo i corsi d’acqua delle zone boscose, mimetizzato nella vegetazione, dove attende le ore del tramonto per cacciare le proprie prede, che sono in genere piccoli mammiferi. Quando attacca dispone la parte anteriore del corpo ad S e con uno scatto repentino morde la preda. Il suo morso è quasi sempre letale per molte specie animali ed anche per l’uomo. La dose mortale per via endovenosa è di circa 4,5 mg/kg.

Il veleno del Lachesis mutus ha una composizione chimica molto complessa ed è costituito da diverse classi distinte di tossine responsabili, in più o in meno, di attività devastanti sul sistema nervoso e sul sistema vascolare con azione neurotossica (alterazione e distruzione delle attività di determinati neuroni tali da impedire la propagazione degli impulsi neuronali), miotossica (dannosa ai muscoli), cardiotossica (nociva al cuore), convulsivante (induzione di contrazioni involontarie ed incontrollate di muscoli volontari), emolitica (distruzione dei globuli rossi mediante lisi, cioè con la rottura della membrana cellulare), vasodilatatrice (aumento del calibro dei vasi sanguigni per rilassamento della muscolatura liscia delle loro pareti che determina ipotensione arteriosa), nonché induzione di coagulopatia (disfunzione emostatica che determina un difetto e/o un eccesso di coagulazione del sangue), con conseguenti emorragie (soprattutto interne ma anche esteriorizzate attraverso gli orifizi naturali), trombosi (formazione di coaguli all’interno dei vasi sanguigni in sede cerebrale e/o coronarica e/o venosa profonda) ed edemi (gonfiori dovuti ad accumulo di liquidi extravascolari nei tessuti).

L’avvelenamento da Lachesis mutus, come tutti gli avvelenamenti, si sviluppa caratteristicamente in due fasi sistemiche distinte: una fase di reazione, iniziale, nella quale l’organismo reagisce al veleno ed una successiva fase di cedimento, ritardata, nella quale si entra in uno stato di intossicazione estremamente grave ove prevale la forza distruttrice del veleno e l’organismo non oppone più alcuna resistenza. Le durate di tali fasi, e le entità degli effetti in esse prodotte, dipendono dalla quantità di veleno inoculata e se lo stesso entra in tutto o in parte direttamente in vena o in intramuscolo. La fase iniziale di reazione può durare fino a 24 ore, mentre la fase ritardata di cedimento può arrivare anche a qualche giorno.

Cosicché l’azione del veleno sul sistema nervoso centrale e periferico determina inizialmente un rapido stato di eccitazione, di ansia, di respirazione accelerata, di tachicardia (aumento della frequenza cardiaca), di ipertensione arteriosa, di ipercinesia (disordini del movimento), di esasperazione sensoriale e di iperestesia (eccessiva sensibilità cutanea), cui segue uno stato grave di prostrazione, di depressione, che culmina in un’estrema debolezza generale, con situazioni crescenti di crampi muscolari, paresi e paralisi (rispettivamente diminuzione e perdita completa della motilità volontaria), bradicardia (abbassamento della frequenza cardiaca), offuscamento della vista, diarrea, ipotensione arteriosa (aggravata dalla perdita di liquidi) fino allo shock, sintomi vago-mimetici (tra cui alterazione dell’udito e della fonazione, difficoltà di deglutizione, nausea, vomito, rossori in viso, salivazione ridotta, cefalea, vertigini, sudorazione fredda, disturbi gastrici e intestinali), riduzione dell’attività respiratoria fino all’arresto.

Il sangue e la circolazione subiscono gravissime alterazioni: ad una iniziale intensificazione del processo di coagulazione del sangue con formazione di trombi, segue uno stato di incoagulabilità e di infiammazione generale con emolisi (distruzione dei globuli rossi), leucopenia (diminuzione del numero dei globuli bianchi), edemi diffusi (in particolare a fegato e milza), irritazione delle mucose, emorragie, ulcerazioni, trombosi, insufficienza venosa, necrosi dei tessuti, miolisi (degenerazione e distruzione dei tessuti muscolari), insufficienza renale.

Anche la riserva alcalina del sangue subisce una fatale diminuzione: all’inizio si abbassa leggermente per poi scendere drasticamente durante l’agonia in una situazione che si aggrava ulteriormente per l’insufficienza respiratoria e renale, determinando un compromettente stato di intossicazione per acidosi.

CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO

Lachesis è un importante rimedio costituzionale che riguarda più usualmente il sesso femminile, soprattutto nel periodo del climaterio e della menopausa. La sua sfera di azione interessa principalmente il sistema nervoso, sia centrale che periferico, l’apparato cardiovascolare e l’apparato genitale femminile, ma anche l’apparato digerente (fegato in particolare), l’apparato respiratorio, la pelle, le mucose.

La chiave di comprensione del rimedio la si trova nelle modalità di azione del veleno del serpente Lachesis mutus, da cui trae origine (Legge di Similitudine). Occorre quindi considerare le due fasi, descritte in precedenza, secondo le quali si sviluppa l’avvelenamento: la fase di reazione e la successiva fase di cedimento. Nel Lachesis sono ben presenti e distinte entrambe le fasi ed in particolare la prima fase (quella iniziale di reazione dell’organismo), non sempre molto sviluppata in altri veleni di serpenti (ad es. in Crotalus si passa rapidamente alla seconda fase, quella di cedimento dell’organismo).

Il tipo Lachesis, pertanto, si caratterizza proprio perché avverte entrambe le sintomatologie, le quali in genere si manifestano alternativamente in periodi diversi o in circostanze diverse.

Infatti sul piano mentale presenta un’alternanza di eccitazione e di depressione su base quasi sempre giornaliera, nel senso che al mattino sarà depresso, triste, pessimista, pauroso, taciturno, astenico, mentre viceversa nel tardo pomeriggio e di sera diventerà attivo, eccitato, ansioso, irrequieto, pieno di energia, amante della vita, con voglia di uscire e di divertirsi. Di notte ha un sonno agitato, pieno di incubi e di sogni angosciosi.

Anche dal punto di vista temperamentale presenta la stessa bipolarità, passando cioè dalla sua natura di timido, riservato, schivo (per la sua diffidenza), ad atteggiamenti di grande reattività ed aggressività nelle situazioni negative.

Altro sintomo chiave di questa donna Lachesis (ma possibilmente anche uomo) è una loquacità particolare, che si manifesta particolarmente nella fase di eccitazione, connotata da un parlare rapido e continuo, ininterrotto, che passa incoerentemente da un argomento all’altro senza alcuna logica e senza possibilità di interlocuzione. L’estrema iperestesia le comporta inoltre un’insofferenza al minimo contatto fisico ed un’avversione particolare per l’abbigliamento che stringe troppo in vita ed intorno al collo. Anche la sua percezione sensoriale è ai massimi livelli (eccessiva sensibilità alla luce, ai rumori, agli odori, al calore, ecc.), unita ad una marcata lateralità sinistra.

Le turbe mentali le portano intanto un vero e proprio deragliamento dei sentimenti, spingendola verso il delirio di persecuzione (teme che tutti tramino contro di lei), la diffidenza, la gelosia ossessiva e incontrollata, l’invidia, il desiderio di vendetta, le manie religiose (si sente una peccatrice che deve essere punita attraverso le malattie).

La sola componente psicologica già consente di individuare la costituzione di Lachesis, confermata anche nelle componenti morfologica e fisiologica, la quale evidentemente è di tipo fosforico, con un’impronta di tipo fluorico.

Analogamente il temperamento sarà nettamente nervoso, con qualche connotazione anche del sanguigno.

L’apparato cardiovascolare è uno dei punti deboli del soggetto, che accusa diverse disfunzioni di tipo circolatorio, vampate di calore, flebopatie, emorragie, palpitazioni cardiache e senso di soffocamento alla minima ansia, tanto che spesso si sveglia oppresso, boccheggiante e sente il bisogno di aprire la finestra per respirare aria fresca.

L’apparato digerente sarà afflitto da una serie di turbe infiammatorie, soprattutto a carico del fegato (che in fondo è l’organo maggiormente intossicato dal veleno), con varie epatopatie fino alla degenerazione per cirrosi. Come pure si ritroveranno vomito e diarrea (che sono le reazioni con cui stomaco ed intestino tentano di eliminare il veleno).

Nell’aspetto il soggetto si presenta con il volto congestionato, con zigomi e naso che hanno un colorito violaceo per un eccesso di vascolarizzazione, in contrasto con le labbra cianotiche. La testa è accaldata, spesso con cefalea e con la sensazione curiosa di avere gli occhi tirati all’indietro, mentre le estremità degli arti sono fredde. La pelle è secca e sensibile al punto tale che ogni trauma determina ecchimosi o ematomi ed ogni lesione tende all’ulcerazione. Le mucose sono irritate, ulcerate, specie quelle della bocca, del cavo oro-faringeo, della laringe e della trachea. L’apparato respiratorio può soffrire di bronchiti con tosse secca di tipo spasmodico e prevalentemente notturna.

Quanto esposto fa ben comprendere perché in omeopatia Lachesis è considerato uno dei migliori rimedi contro i disturbi della menopausa e dell’alcolismo.

E’ individuabile anche la diatesi del rimedio che è prevalentemente luesinica, confermata dalla tendenza all’ulcerazione, alla cianosi ed alla necrosi.

I sintomi migliorano all’aria aperta, con una temperatura ambiente moderata, nel tardo pomeriggio e la sera, alla comparsa del ciclo mestruale o di qualsiasi secrezione (es. urine, feci, sudore, catarro) anche patologica (es. emorragie, essudazioni sierose o purulente).

I sintomi peggiorano con il freddo intenso, con il caldo intenso, con l’esposizione al sole, in estate, con il sonno, di mattina al risveglio, con il contatto fisico, prima del ciclo mestruale, con la soppressione di una secrezione.

I principali sinergici (complementari) di Lachesis sono Hepar sulphur, Lycopodium, Nitricum acidum, Phosphorus.

I principali antidoti (ma che ne aiutano l’azione) sono Glonoiunum (nell’ipertensione), Phytolacca (nelle angine di gola), Sulphur (nei disturbi della menopausa), Zincum sulphuricum (per la regolarizzazione del ciclo mestruale).

USO DEL RIMEDIO

Il rimedio omeopatico Lachesis si usa nei seguenti principali casi, quando i sintomi corrispondono e si associano alle caratteristiche del rimedio descritte in precedenza.

1) SISTEMA NERVOSO. Depressione e astenia al mattino, eccitazione e nervosismo la sera, ove si accentua una loquacità incontrollata e spesso incoerente. Eccessiva percezione sensoriale (rumori, odori, luce, calore, ecc.). Estrema sensibilità al contatto (iperestesia) ed avversione per l’abbigliamento che stringe al collo ed in vita. Gelosia morbosa. Mania di persecuzione. Sensi di colpa. Sonno agitato con incubi e sogni angosciosi. Cefalea pulsante. A volte tremori, debolezza alle gambe e vertigini all’atto di chinarsi. Tosse emotiva con costrizione toracica.

2) APP. CARDIOVASCOLARE. Palpitazioni cardiache con senso di costrizione alla regione del cuore. Tachicardia. Ipertensione arteriosa. Emorragie. Flebiti e tromboflebiti. Varici. Emorroidi pulsanti.

3) APP. GENITALE FEMMINILE. Disturbi della menopausa con i classici sintomi quali vampate di calore (accompagnate da sudorazione, palpitazioni ed a volte vertigini), nervosismo, irritabilità, depressione, cambio di umore, cefalee, insonnia, ecc. (l’altro grande rimedio della menopausa è Sepia che però si riferisce ad una donna costantemente depressa, debole, pallida e priva di tono). Irregolarità del ciclo mestruale. Dismenorrea. Dolori localizzati a livello dell’ovaia sinistra.

4) APP. DIGERENTE. Pirosi gastrica. Aerofagia. Gastrite. Addome gonfio e teso con borborigmi. Spasmi addominali. Epatopatie. Cirrosi epatica. Stipsi che può alternarsi a diarrea. Disturbi digestivi dovuti ad abuso di alcool (Lachesis può considerarsi un inibitore degli effetti dell’alcool).

5) APP. RESPIRATORIO. Angina di gola acuta o cronica che spesso inizia dal lato sinistro, accompagnata da sensazione di pienezza della gola e del collo, difficoltà di respirazione e senso di soffocamento al momento di dormire. Rinite cronica con rinorrea acquosa. Faringite con possibili spasmi della faringe. Tonsillite. Laringite. Tracheite. Bronchite. Tosse secca e spasmodica, prevalentemente notturna, dovuta all’irritazione delle vie respiratorie.

6) PELLE. Pelle secca con ecchimosi spontanee. Foruncoli e ascessi. Erisipela. Sudorazione calda. Alopecia. Cellulite. Piaghe ed ulcere sanguinanti senza alcuna tendenza alla guarigione.

7) MUCOSE. Irritazione ed infiammazione delle mucose (per le patologie infiammatorie Lachesis può considerarsi una sorta di “aspirina omeopatica”), in particolare di bocca, lingua, gengive e delle vie respiratorie (già trattate in precedenza). Otalgia. Congiuntivite.

DOSI

Per tutti i casi, diluizione 6CH, 3 granuli 3-6 volte al dì.

Diluizioni più alte, consigliabili per curare nel profondo gli stati cronici, per la loro incidenza sull’organismo possono essere prescritte solo dal medico omeopata.

(*) V. Note esplicative

66 risposte a Lachesis

  • Alessandra scrive:

    La mia omeopata mi ha prescritto una monodose di Lachesis per curare una cistite che mi affligge da tempo.
    Dopo qualche ora mi è comparso un prurito generalizzato su tutto il corpo.
    E’ una risposta positiva o devo avvisare la dottoressa?
    Grazie come sempre della cortesia

  • Gentile Alessandra, potrebbe essere, come lei pensa, una reazione positiva. Le consiglio comunque di informare il medico. Cordiali saluti.

  • Marco scrive:

    purtroppo ho preso la dose 1000ch per sbaglio e ora ho questi sintomi. Ho provato l’antidoto (nitric acid 200ch ) ma niente è cambiato e non sò come fare a risolvere il problema.

  • Egregio Marco, le consiglio, se non l’avesse già fatto, di rivolgersi al medico omeopata. Tenga presente che Lachesis ha diversi antidoti che possono essere utilizzati, all’occorrenza, a seconda dei sintomi. Ad esempio, oltre Nitricum acidum, gli altri antidoti sono Alumina, Belladonna, Cocculus, Coffea, Hepar sulphur, Mercurius, Nux vomica, Phosphoricum acidum, ecc. Cordiali saluti.

  • Elisa scrive:

    Gentile dottoressa il mio omeopata mi ha prescritto il rimedio Lachesis in gocce (06 lm, 8 gocce alla sera) per le vampate della menopausa ma dopo 20 giorni che le assumo non ho avuto nessun esito positivo, devo continuare o cambiare rimedio? grazie

  • Gentile Elisa, probabilmente deve avere pazienza in quanto le diluizioni omeopatiche LM hanno una reazione terapeutica più lenta e dolce, ma più profonda e tra l’altro evitano l’aggravamento omeopatico. Tenga comunque informato il suo medico. Cordiali saluti.

  • iris scrive:

    Gentile dottoressa, il mio omeopata mi ha prescritto il rimedio Lachesis mutus (cinque granuli il mertedì e il venerdì) come rimedio per gastrite e reflusso gastrico.
    Purtroppo, avendo interrotto la cura con pantoprazolo per seguire quella omeopatica, avverto dei bruciori allo stomaco. Secondo lei posso assumere del Riopan antiacido o questo si contrappone all’efficacia del rimedio omeopatico? Come posso calmare i bruciori altrimenti?
    La ringrazio.

  • Alessandra scrive:

    Buongiorno, la mia omeopata mi ha prescritto il Lachesis Muts 3gt x 3 v. al dì. Tra quanto ne sentiro i benefici? Grazie. Alessandra

  • Gentile Iris, poiché il farmaco da lei citato agisce a livello locale potrebbe essere compatibile con il rimedio omeopatico prescritto. Sarebbe comunque il caso di informare il medico omeopata, che potrebbe anche orientarsi per un secondo rimedio omeopatico più specificamente sintomatico. Riferendoci per l’appunto ai bruciori di stomaco, volendo ricorrere a rimedi naturali dell’antica tradizione, di origine vegetale, la invito a consultare l’articolo “Digestione facile” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, ove sono riportati vari preparati molto efficaci, come ad es. quelli che utilizzano camomilla, carote, finocchio, ginepro, inula, maggiorana ed altri. Cordiali saluti.

  • Gentile Alessandra, i tempi di azione dei rimedi omeopatici dipendono molto dalla capacità di reazione del singolo organismo, oltre che dal tipo di rimedio, dal grado di somiglianza, dalla diluizione, dal dosaggio, ecc. Tali tempi sono quindi legati al caso individuale e non sempre uguali, però in genere abbastanza contenuti (da poche ore a pochi giorni per i rimedi sintomatici, a qualcosa di più per i rimedi di fondo). Cordiali saluti.

  • Isy scrive:

    Ho un dubbio,
    soffro di asma e stò prendendo il lachesis mutus alla 9ch ho pensato di aggiungercila Nux Vomica alla 5 CH in quanto ho problemi gastrici… il mio dubbio è che essendo la nux vomica un antidoto del lachesis mutus la nux vomica mi annulli l’effetto del lachesis mutus e quindi io non ottenga l’effetto ed il miglioramento sperato. Cosa mi consiglia? è meglio prendere il gaviscon per lo stomaco finchè uso il mutus? la cosa strana è che il nux vomica alla 5 CH è indicato per asmatica in soggetti con problemi gastrici. Attendo un suo cortese riscontro e la ringrazio anticipatamente per la cortesia.
    Isy

  • Gentile Isy, nella medicina tradizionale, e di conseguenza nel linguaggio comune, l’antidoto è inteso come la sostanza da somministrare per neutralizzare l’azione di un veleno, è cioè il controveleno. Nella medicina omeopatica invece l’antidoto omeopatico non annulla l’azione del rimedio principale associato, ma incanala correttamente le reazioni del paziente contrastando gli effetti disturbanti del rimedio principale e per questo ne rafforza lo stato generale. Infatti nelle cure omeopatiche, specie durante la fase acuta, può essere richiesto di associare al rimedio principale uno dei suoi antidoti e ciò proprio per aiutarne l’azione contrastando alcuni suoi sintomi disturbanti. In estrema sintesi l’antidoto omeopatico è un alleato per alcuni sintomi specifici del rimedio principale associato. Quindi stia tranquilla i due rimedi possono coesistere, a maggior ragione se si considera che Nux vomica è anche un sinergico di Lachesis, pur con un grado di sinergia non elevato. Infine tenga presente che già Lachesis contiene molti sintomi gastroenterici. Cordiali saluti.

  • Michele scrive:

    Gentilissima Dottoressa è un mese circa che seguo una cura di Lachesis due volte la settimana per disturbi allo stomaco: bruciore, dolore alla bocca dello stomaco e vomito frequente. Noto però da qualche tempo che i sintomi si alternano con migliorie, la mia curiosità è legata però a disturbi che non ho mai avuto e cioè un insolita calma del desiderio sessuale, apatia e leggera insonnia.
    grazie fin da ora per la sua risposta.

  • Egregio Michele, anche se abbastanza inusuale è possibile che il sintomo da lei descritto sia dovuto all’aggravamento omeopatico indotto da Lachesis. Se così fosse il fenomeno non deve preoccupare perché è del tutto naturale e sta ad indicare la reazione positiva dell’organismo sotto lo stimolo del rimedio omeopatico. E’ solo temporaneo, ma la durata e l’intensità sono direttamente proporzionali al grado di similitudine che lei ha con il rimedio, alla diluizione ed alla dose. Cordiali saluti.

  • Francesca Moscarelli scrive:

    Ho acquistato Lachesis 30 ch, consigliato su un sito per curare/ alleviarela tosse asciutta e asmatica dovuta all’allergia che mi e’ venuta questa primavera… la prima volta nella mia vita.
    Ma leggendo le altre indicazioni (anche “psicologiche”) di questo rimedio, ho capito che mi sarebbe utilissimo anche per altro ( stati d’ animo alternati, intolleranza ai vestiti stretti, congiuntivite mattutina, vene varicose e altro)..ma mi e’ anche venuto il dubbio che forse i granuli e questa diluizione non siano adatti…
    Puo’ indicarmi una piu’ corretta posologia??
    La ringrazio.
    Francesca
    P.s. Purtoppo la mia omeopata si e’ trasferita in un altra citta’..

  • Giuliana scrive:

    Gentile Dott,ssa della Volpe, in seguito ad un controllo mi è stato prescritto il Lachesis.
    le vorrei chiedere se gentilmente conosce il modo in cui tale veleno viene ottenuto, e se conosce qualche sito internet in cui potrei informarmi meglio.
    Grazie

  • Gentile Francesca, quando si tratta di curare la propria salute è sempre pericoloso il “fai da te” e non affidarsi alle prescrizioni di un medico. Anche se lei riscontra molte corrispondenze con Lachesis, tenga presente che già la 30CH è una diluizione medio-alta e la possibilità dell’utilizzo di una ancora più alta, per i riflessi che potrebbe avere sull’organismo, deve essere prescritta da un omeopata per averne eventualmente conferma e per escludere le somiglianze fuorvianti. La medicina omeopatica, come lei certamente saprà, ha un approccio terapeutico completamente diverso da quello della medicina convenzionale, dove i farmaci vengono scelti unicamente in base al sintomo e per questo motivo esistono farmaci universali per curare specifiche sintomatologie o malattie. Nella medicina omeopatica invece più che al sintomo si guarda al malato in tutte le sue manifestazioni fisiche, psichiche e mentali (oltre ovviamente ai sintomi) e per questo motivo il rimedio omeopatico più adatto, soprattutto quando ci si spinge con le diluizioni, deve essere molto personalizzato. Le dosi riportate nel sito, come chiaramente espresso in più parti ed in più occasioni, hanno solo un carattere orientativo e possono aiutare eventualmente a predisporre un primo intervento curativo atto a fronteggiare stati acuti particolarmente fastidiosi e poco tollerabili, in attesa di rivolgersi al medico omeopata. Pertanto necessariamente le diluizioni indicate nel sito sono basse, per agire unicamente a livello sintomatico e quindi più in superficie, per cui anche se non si ottenesse il risultato desiderato o si sbagliasse la scelta del rimedio non avrebbero alcun effetto negativo a livello organico. Una posologia con alte diluizioni, ammesso che siano necessarie, può essere prescritta, ripeto, solo dal medico omeopata. Se la sua omeopata si è trasferita forse sarebbe il caso di fare un pensiero per cercarne un’altra. Cordiali saluti.

  • Gentile Giuliana, purtroppo non posso esserle di aiuto, so solo che la tecnica di estrazione molto antica, ancora oggi adottata e che salvaguardia l’incolumità dell’animale, è quella di far mordere al serpente l’imboccatura di un contenitore in cui il il veleno, a seguito del morso, cola e si deposita. Cordiali saluti.

  • Patrizia scrive:

    Buongiorno, sto prendendo da 2anni lachesis mutus 200 ch monodose per menopausa ho sentito il notevole aumento del prezzo
    Desideravo sapere se ci può essere un sostituto che costi un po’ meno e per quanto si può prendere lachesis?
    La ringrazio
    Patrizia

  • Gentile Patrizia, se lei trova beneficio con Lachesis non è assolutamente il caso di cambiare il rimedio, può solo provare a trovare un’altra azienda che vende il prodotto a minor prezzo. Per quanto riguarda la durata della somministrazione o l’opportunità di fare una pausa, ciò lo deve stabilire l’omeopata che ha prescritto il rimedio, al quale occorrerà riferire sulla sintomatologia in atto. Cordiali saluti.

  • gabriella scrive:

    Buon giorno sto prendendo Lachesis mutus 7ch da un anno con una sosta di quattro mesi invernali per le vampate di ccalore della menopausa che continuano a darmi fastidio. Con il prodotto effettivamente sono diminuite di intensità. leggo però che altre persone nelle mie condizioni usano altre posologie. addirittura 200 ch. Non capisco cosa voglia dire questo tipo di “misura”.
    Il 7ch ne prendo 5 granuli inuna unica soluzione… Mi può spiegare gentilemente cosa viuol dire? e i granuli sono diversi dalle gocce?
    Cordiali saluti
    Gabriella

  • Gentile Gabriella, in omeopatia, a differenza di quanto spesso accade nella medicina convenzionale, non esiste la regola generale in quanto ogni persona, nella globalità delle sue manifestazioni, è diversa da qualsiasi altra pur se apparentemente affetta dalla stessa sintomatologia o malattia. Di conseguenza risulta essere molto individuale la scelta del rimedio, la sua diluizione, la posologia, la durata della cura, la strategia terapeutica, gli eventuali adattamenti, ecc. e per questo non è possibile, ma non è neanche opportuno, fare paragoni con le altre situazioni. Venendo al suo caso se, come ritengo, la cura le è stata prescritta da un omeopata, forse sarebbe opportuno informarlo della situazione attuale e cioè che le vampate di calore sono diminuite di intensità ma sono ancora persistenti. Perché se il miglioramento dei sintomi locali (le vampate di calore), senza però la loro scomparsa, è accompagnato da un miglioramento dello stato generale, è molto probabile che Lachesis è il rimedio giusto e che per progredire nella guarigione occorrerà ripeterne la somministrazione o alla stessa diluizione o ad una diluizione superiore. Ciò evidentemente lo può stabilire solo il medico omeopata. Per quanto riguarda l’ultimo quesito, le preciso che le gocce, a differenza dei granuli, essendo in formato liquido possono essere ulteriormente dinamizzate prima di ogni somministrazione (con lo scuotimento del flacone) e quindi ogni volta accresciute di potenza, conseguendo il risultato di attenuare o scongiurare l’aggravamento omeopatico; inoltre essendo in soluzione idroalcolica sono più adatte per gli adulti. Cordiali saluti.

  • Anna scrive:

    Una farmacista mi ha prescritto il lachesis mutus 5ch insieme a rhus toxicodendron 7ch entrambi 5 granuli ogni 2 ore per i primi tre giorni poi tre o quattro volte ma non mi ha detto per quanto. Insieme ai granuli per i primi tre giorni mi ha dato il trifoglio in gocce con acqua. Devo curare un herpes labbiale…per quanto tempo devo fare questa cura? Mi sembrava mi avesse detto 3 mesi, possibile?grazie

  • stefania scrive:

    buongiorno la mia omeopata.mi ha dato prescritto lachesis 30ch per curare uena candida vaginale recideva
    premetto che ho una ciste ovaio sinistro endometriosica.e da quando ho questa ciste ho candida ogni mese
    periodo dell ovulazione …vorrei sapere se lachesis ha effetti collaterali gravi su cuore…o fegato soffrendo ogni tanto di extrasistole….
    cordiali saluti

  • Gentile Anna, anche se in omeopatia, a differenza di quanto spesso avviene nella medicina convenzionale, non esiste la regola generale, in quanto ogni strategia terapeutica è legata strettamente alla persona, è comunque possibile che una cura omeopatica sintomatica duri alcuni mesi (il più delle volte 2-3 mesi). Cordiali saluti.

  • Gentile Stefania, sono certa che la sua omeopata le ha fornito spiegazioni in merito, forse se ne è dimenticata, comunque Lachesis ha invece effetti benefici su cuore e fegato, come avrà avuto modo di rilevare leggendo l’articolo. Cordiali saluti.

  • Roberta scrive:

    Gent.ma Dott.ssa mi e’ stato appena descritto Lachesis per caduta capelli tipo effluvium cronico da stress. Mi e’ anche stato detto di interrompere qualsiasi terapia stia facendo (dostinex per iperprolattinemia e anticoncezionale)
    Sono un medico e sono rimasta un po’ basita. Non so cosa fare.
    Grazie

  • Gentile dott.ssa Roberta, in genere durante l’assunzione di un rimedio omeopatico è opportuno evitare l’assunzione contemporanea di un farmaco convenzionale, soprattutto se entrambi servono per curare la stessa patologia, in quanto il farmaco convenzionale potrebbe limitare od annullare l’effetto di quello omeopatico essendo il suo meccanismo d’azione opposto al principio omeopatico. Anche se la patologia da curare non è la stessa, per prudenza si preferisce evitare la coesistenza con un farmaco convenzionale, perché questo potrebbe contenere delle sostanze incompatibili con il rimedio omeopatico. Se le suddette condizioni si possono escludere a priori, allora entrambi i farmaci possono convivere tranquillamente. Venendo al caso specifico, considerato che, ad esempio, sia Dostinex che Lachesis concorrono a regolarizzare il ciclo mestruale e quello ovarico e quindi per certi versi sono terapeuticamente convergenti, potrebbe essere opportuno, per quanto detto finora, non assumerli insieme, ma eventualmente aspettare di terminare l’assunzione dell’uno per iniziare quella dell’altro. Cordiali saluti.

  • angelina scrive:

    è possibile utilizzare il lacchesis con un ipotiroidismo autoimmune?grazie

  • Gentile Angelina, poiché i farmaci omeopatici, nel determinare la reazione dell’organismo, possono avere riflessi anche sul sistema immunitario, sarebbe opportuno sentire il parere di un medico omeopata. Cordiali saluti.

  • amalia scrive:

    buongiorno, mi è stato prescritto Lachesis 200K, 5 granuli x 2 volte al dì x un mese, per vampate di pre menopausa. Da subito il rimedio ha causato pomfi ed ulcerazioni in bocca, aumentato le vampate e poi avviato reazioni violente quali coliche biliari, renali, dolori alle piccole articolazioni, calo di vista occhi sx.,comparsa di nei,torpore mai provato, incubi di essere sbranata da cani ed altre delizie….
    Non era mai capitato con altre cure omeopatiche, sempre risolutive.Al momento ho sospeso il rimedio, l’omeopata è in ferie. Come devo comportarmi? Cosa può essere successo? Grazie
    Amalia

  • Gentile Amalia, è molto probabile che lei sia sottoposta all’aggravamento omeopatico indotto da Lachesis (per l’occasione si legga l’articolo “Aggravamento omeopatico” nella sezione del sito “Approfondimenti”), o per meglio dire ad un aggravamento omeopatico che risulta composto sia dal tipo “terapeutico”, che ha comportato un’esacerbazione temporanea dei sintomi per cui il rimedio è stato prescritto (le vampate di calore), indice di prognosi favorevole e sia dal tipo “iatrogeno”, che ha comportato l’insorgenza di nuovi sintomi del tutto estranei alla sintomatologia precedente, i quali non sono altro che la conseguenza dello sviluppo del potere patogeno del rimedio omeopatico. In altre parole si tratta di sintomi patogenetici, cioè di sintomi che appartengono alla patogenesi di Lachesis e che sono stati provocati proprio dalla sua assunzione. Probabilmente l’aggravamento omeopatico, sia nella forma terapeutica che in quella iatrogena, risulta essere particolarmente intenso per la concomitanza di tre fattori: 1) la 200K è una diluizione abbastanza alta che agisce profondamente e sistemicamente, 2) la posologia potrebbe essere elevata, 3) lei potrebbe possedere un’eccessiva sensibilità reattiva nei confronti del rimedio. I comportamenti che si tengono in questi casi sono di sospendere l’assunzione del rimedio, come lei giustamente ha fatto, se i sintomi sono intollerabili, oppure di distanziare le somministrazioni se invece risultano più sopportabili e meno disturbanti. Sia l’aggravamento dei sintomi da curare (le vampate di calore premenopausa) e sia i nuovi sintomi però dovrebbero essere del tutto passeggeri e dovrebbero sparire, senza altre conseguenze, in un arco di tempo che va da qualche giorno a qualche settimana. E’ opportuno che lei informi, appena possibile, l’omeopata per dargli la possibilità di valutare la situazione e di stabilire se continuare con la stessa terapia o adattarla oppure ancora di scegliere un rimedio diverso, sempre con criterio omeopatico. Cordiali saluti.

  • Yaneth scrive:

    Buon giorno dottoressa, mi è stato ricettato dal mio medico omeopata lachesis LMX gocce 18% e mi sono curata per un periodo di sei mesi per le vampate di calore, perché sono in menopausa. Ho 50 anni; ho avuto un periodo di una anno senza vampate e mi sentivo veramente bene: dormivo bene, e anche a livello pschico avevo ritrovato un mio equilibrio. Quest’anno però a gennaio ho avuto tromboflebite profonda e mi sono ritornate le vampate, l’ansia e mi sveglio parecchie volte la notte. Le volevo chiedere, sé posso riprendere la cura; io ho paura che mi sia venuta la tromboflebite a causa del uso del lachesis… è posibile? La ringrazio di cuore per i suoi consigli. Grazie mille. Yaneth O

  • Gentile Yaneth, la sua preoccupazione, anche se comprensibile, non è però fondata se si considera che, al contrario, Lachesis è il rimedio che aiuta molto la funzionalità dell’apparato cardiovascolare, specialmente nel periodo della menopausa e per quanto riguarda il circolo venoso è proprio il rimedio indicato per la prevenzione e la cura delle flebiti e delle tromboflebiti. Quindi lo potrebbe tranquillamente ripetere, anche se ciò sarebbe meglio che lo stabilisse il medico. Cordiali saluti.

  • amalia scrive:

    buongiorno, le ho scritto in agosto, per una prescrizione di Lachesis 200K dagli esiti disastrosi. L’omeopata che lo ha consigliato latita, sostenendo adeguata la cura, senza dover apporre variazioni (è un medico caratterialmente MOLTO particolare). Tra le ultime chicche è comparso un ipertiroidismo. Anch’esso sarà un ricordino del rimedio e nulla devo fare o devo correre a cercare un nuovo omeopata in area torinese? Ce ne saranno di più affidabili?Grazie, se visitasse in zona mi affiderei a lei per la pazienza e la competenza. Amalia

  • Gentile Amalia, a questo punto le conviene consultare un altro omeopata, perché se a distanza di qualche mese la situazione è peggiorata o si è complicata vorrà dire che la terapia non è quella giusta, o per la scelta del rimedio, o per la sua diluizione, o per la posologia. Infatti da quel che capisco non si è avuto alcun miglioramento dei sintomi da curare (le vampate di calore premenopausa), né si è avuto un miglioramento dello stato generale ed in più si sono presentati dei nuovi sintomi che probabilmente fanno tutti parte della patogenesi di Lachesis (anche l’ipertiroidismo è un condizione costituzionale del rimedio). Pertanto è molto probabile che bisognerà rivedere il tutto, tener conto di quanto avvenuto e rifare l’analisi repertoriale, con criterio più rigorosamente omeopatico. Cordiali saluti.

  • Giusy Ferraro scrive:

    Ciao, io ho usato lachesis da 30ch, volevo sapere per quanto tempo si può prendere?
    Grazie.

  • Gentile Giusy, anche se in omeopatia non esiste la regola generale valida per tutti, perché molto dipende dalla capacità di reazione del singolo organismo allo stimolo del rimedio omeopatico ed alla sua diluizione, è possibile che le cure omeopatiche possano durare anche alcuni mesi così come procedono i miglioramenti fino alla guarigione. Cordiali saluti.

  • LILI ROSSI scrive:

    Gentile Dott.ssa . avrei bisogno di aiuto . Da 3 anni ho mal di testa una volta al mese per 3-4 giorni tremendi. Non passa con niente . Lo capito che e dovuto dal menopausa perché e sempre inizio mese con diferenza di 3-4 giorni .Prendo Menovital e le vampate sono diminuite.La notte sono sempre ma non cosi violenti . Ho sputo per la cura omeopata , vorrei provare di curarmi . Abito a Novara e non so da chi Omeopata devo andare.
    Trovato elenco e non saprei scelere . Grazie

  • Gentile Lili, la cefalea, che è un sintomo e non una malattia, è un disturbo molto comune che può avere diverse origini. Dal punto di vista omeopatico è più interessante conoscere il tipo di dolore, o meglio la sensazione provata dalla persona, la localizzazione precisa del disturbo, le modalità di aggravamento e di miglioramento con tutti i sintomi concomitanti, ecc. Bisogna inoltre conoscere la tipologia del soggetto, tenendo cioè presente che l’omeopatia è la cura per una persona che ha un certo sintomo o malattia e non per un disturbo in generale. Ecco perché solo il medico omeopata potrà individuare il rimedio omeopatico più adatto, cioè quello che più facilmente darà l’effetto sperato, dopo aver visitato il paziente per inquadrare la sua tipologia e vagliare tutti i sintomi presenti, sia fisiologici che psicologici. I rimedi omeopatici utili a superare la fase acuta di una cefalea sono tantissimi e la scelta deve essere effettuata secondo i criteri detti poc’anzi. Poi, in generale, per ottenere un buon risultato duraturo o pervenire alla risoluzione definitiva del disturbo bisognerà procedere alla individuazione di un rimedio omeopatico di fondo, probabilmente ad alta diluizione, che possa esplicare un’azione più profonda e sistemica. Lachesis è uno dei principali rimedi omeopatici, se non il principale, che viene utilizzato per contrastare i disturbi della menopausa, tra cui la cefalea accompagnata dalle vampate di calore che migliora con la ricomparsa del mestruo o di qualsiasi altra perdita, che è pulsante, pressante, congestizia, sensibile ai cambiamenti del tempo, che può precedere un raffreddore, che si aggrava al mattino dopo essersi alzati e migliora con il calore o coricandosi. Tra gli altri rimedi omeopatici più utilizzati nelle fasi acute troviamo ad esempio: Belladonna, se la cefalea è pressante e si aggrava con il freddo; Silicea, se la cefalea è periodica, inizia dalla nuca, progredisce al vertice e si fissa nella regione sopraorbitaria ed inoltre peggiora con la luce intensa; Bryonia, se la cefalea è lancinante, spesso più forte al mattino ed a volte dopo ogni pasto; Actaea racemosa, se la cefalea migliora all’aria aperta e peggiora in ambiente caldo; Ignatia amara, quando la cefalea interessa le persone con sintomi paradossali che cioè migliorano in compagnia, peggiorano con le contrarietà, sono preoccupate per nulla; Cyclamen o Actaea spicata, quando le cefalee sono catameniali, cioè legate alle mestruazioni e quindi hanno cadenza mensile; Dulcamara, se le cefalee si presentano con l’umido; ecc. ecc. Tra i principali rimedi omeopatici di fondo possiamo trovare Sulphur, Lycopodium, Nux vomica, Natrum muriaticum ed altri. E’ considerata utile anche un’alimentazione con cibi ricchi di vitamine, in particolare le vitamine A, C, E e del gruppo B. Per quanto riguarda la ricerca di un bravo medico omeopata, se non riesce ad avere altri riferimenti, potrebbe rivolgersi ad una farmacia di fiducia con vendita omeopatica per ottenere le informazioni del caso. Infine consulti anche l’articolo “Addio mal di testa” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici dell’antica tradizione molto validi per combattere il dolore di testa. Cordiali saluti.

  • Orsola scrive:

    Salve, da tre giorni sto prendendo per i disturbi della menopausa lachesis mutus 5ch 2 globuli al mattino. Dopo pranzo soffro da tre giorni per una intensa e sgradevolissima nausea. Può essere legata al rimedio?
    Grazie
    Orsola

  • Gentile Orsola, è possibile che la sua nausea sia dovuta all’assunzione di Lachesis, nell’ambito dell’aggravamento omeopatico se si tratta di un sintomo già esistente di minore entità o di un vecchio sintomo, oppure nell’ambito dell’aggravamento iatrogeno se si tratta di un sintomo completamente nuovo, dal momento che la nausea è un sintomo patogenetico del rimedio che può manifestarsi dopo un pasto, come nel suo caso, o anche al mattino. In entrambe le evenienze il fenomeno è passeggero e dovrebbe esaurirsi in un tempo abbastanza breve. Sarebbe comunque opportuno distanziare le somministrazioni o sospenderle del tutto. Se la nausea è un sintomo completamente nuovo e in questo frangente il suo stato di salute generale inizia a mostrare un indebolimento, cioè lei avverte, al di là della nausea, una sensazione generale di minore benessere, di un un inizio di peggioramento generale, potrebbe anche significare che Lachesis non è adatto a lei e di conseguenza occorrerà scegliere un nuovo rimedio con modalità più correttamente omeopatica, secondo la legge dei simili. Ricordiamoci che un rimedio omeopatico diventa curativo nella misura in cui assomiglia al paziente nelle modalità di manifestazione dei sintomi, sia fisici che psichici. Il ricorso al medico omeopata offre sempre la migliore garanzia. Cordiali saluti.

  • Orsola scrive:

    Dottoressa posso chiederle dove ha il suo studio? Sarei lieta di conoscerla e di averla come mia omeopata.
    Grazie molte per quanto mi ha scritto nella precedente risposta. La saluto caramente
    Orsola

  • Gentile Orsola, sono solo un’appassionata ed una studiosa di omeopatia che cerca di fornire, con il presente sito, informazioni oggettive e responsabili su ciò che l’omeopatia e le medicine naturali in generale possono fare per la nostra salute e il nostro benessere. Continui a informarsi visitando il sito. Cordiali saluti.

  • Amalia scrive:

    Buongiorno, ho scritto circa 10 mesi fa per vampate violentissime ed emicrania per le quali era stato prescritto Lachesis. Tutto era peggiorato, con reazioni mai avute. Ho risolto completamente il problema che dipendeva unicamente da una forte intolleranza alle solanacee ed agli lieviti. Un plauso al nuovo omeopata che ho trovato.

  • Gentile Amalia, mi fa piacere che ha risolto e che il consiglio fornitole con la risposta precedente del 3 novembre u.s. di cambiare omeopata si è rivelato utile. Cordiali saluti.

  • Alex scrive:

    Salve, avrei bisogno di sapere a quanti ch corrisponde la dose 1/5000 grazie.

  • Egregio Alex, la diluizione 1:5.000 in omeopatia non corrisponde ad alcuna diluizione hahnemanniana, si trova solo tra la 1CH che è pari a 1:100 e la 2CH che è pari a 1:10.000. Cordiali saluti.

  • Mary scrive:

    Gentilissima Dottoressa, ho letto con attenzione gli aiuti pubblicati in precedenza, ma non c’è quello che fa per me.
    Sono una mamma di 37 anni, che da circa tre mesi soffre (all’inizio solo alla sera e alla notte) di naso chiuso che cola e continui stranuti . Solo dopo una crisi respiratori mi sono decisa di correre in farmacia dove mi hanno prescritto un’antistaminico e uno spray nasale da utilizzare per pochi giorni (essendo il 15 agosto)per poi attendere il parere del mio medico. Puntualmente mi ha prescritto una cura omeopatica composta da LACHESIS MITUS 30 CH tre granuli al giorno e 30 gocce RIBES NIGRUM 2 volte a giorno.
    A distanza di di sette giorni non ho avuto nessun miglioramento anzi ora il mio naso rimare perennemente chiuso e non riesco a deglutire niente mancandomi il respiro. Alla notte mi vengono numerosi crampi alle gambe e al basso addome destro ho un dolore pungente fisso. Può essere collegato a Lachesis mitus? Dopo quanto dovrebbe fare effetto trattandosi molto probabilmente di allergia a qual’cosa?
    Assieme al naso chiuso ho notato che in tre mesi sono aumentata di quasi 6 Kg senza nessun motivo, stando attenta a quello che mangiavo Se bevo i due litri di acqua al giorno non riesco più ad espellerli e mi sento esplodere.
    Gentilmente posso sapere il suo parere sulla mia situazione e che cosa dovrei fare?
    A riguardo dei test allergologici il medico mi ha detto che non servono, non essendo necessari per una cura. Lei che cosa ne pensa?
    La ringrazio anticipatamente e le auguro una buona giornata
    Mary

  • luciano scrive:

    da circa 13 anni mi compaiono e svaniscono attacchi di panico nel corso di questi anni(4 volte). Ho sempre usato nel momento topico dei medicinali e mai i prodotti omeopatici. In queste mattine mi sveglio con conati di vomito, paure, nervoso ai denti e piedi e sempre sensazioni funeste e tristi; un periodo non felice; la dottoressa omeopatica mi ha detto di prendere stasera un flacone a dose unica Lachesis 200 e oltre le palline di Gelsemium sempervirens ogni ora. Qualcuno mi ha consigliato sedaK, lo conoscete??? Dopo circa un paio di anni di silenzio mi è’ riapparso il 12 giugno scorso e dopo un inizio devastante, nella settimana tra il 10 ed il 18 Luglio mi sentiamo meglio per il mio stato d’animo, poi….. il 19 patatrac e’ riapparso!!!! ed oggi che sono passati solo 6 gg mi sento da Schifo!! Qualcuno mi può dare dei consigli??? qualcuno ci è’ passato ??

  • Gentile Mary, se il suo medico omeopata le ha prescritto Lachesis è perché avrà fatto le proprie valutazioni e quindi ha ritenuto il rimedio più adatto alla sua persona ed ai suoi disturbi. Il naso chiuso o per meglio dire la congestione nasale è un sintomo che corrisponde ad un’alterazione delle mucose delle cavità nasali e dei limitrofi seni paranasali, con relativa ostruzione respiratoria. La respirazione pertanto può essere effettuata solo con la sola bocca e ciò può provocare altri tipi di disturbi, come la difficoltà respiratoria durante la deglutizione, la secchezza di fauci e gola (per la mancata umidificazione dell’aria attraverso il naso), il russare notturno o le apnee notturne nei casi più gravi. Lachesis è un rimedio omeopatico che potrebbe aiutare per la congestione nasale, principalmente mattutina, o con corizza. I sintomi nuovi subentrati, ossia i crampi notturni alle gambe e il dolore alla parte destra dell’addome, potrebbero essere l’effetto dell’aggravamento iatrogeno dovuto all’assunzione di Lachesis, che avrebbe così sviluppato il proprio potere patogenetico, considerato che entrambi i sintomi appartengono alla patogenesi del rimedio. Se così fosse questi nuovi sintomi dovrebbero progressivamente scomparire in un tempo ragionevolmente breve (in genere da qualche giorno a qualche settimana), senza lasciare alcuna conseguenza. A titolo informativo, gli altri rimedi omeopatici frequentemente utilizzati per la congestione nasale sono consultabili all’articolo “Raffreddore e Rinite allergica” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, quali, ad esempio, Aralia racemosa, Arsenicum album, Dulcamara, Eucalyptus, Eupatorium perfoliatum, Ferrum phosphoricum, Galphimia glauca, Natrum sulphuricum, Sabadilla, Sambucus nigra, Sulphur, ecc. Per quanto riguarda il Ribes nigrum in gocce, che credo trattasi del gemmoterapico (o gemmoderivato), ossia del macerato glicerico con diluizione D1, probabilmente l’omeopata l’avrà prescritto per effettuare un’azione di “drenaggio” (espulsione delle tossine) e perché è un ottimo cortisone-like, con attività antinfiammatorie e antistaminiche ed un è ottimo regolatore del sistema immunitario, per cui andrebbe bene anche in caso di un’eventuale allergia. Proprio per quanto riguarda le allergie, l’omeopatia in genere è in grado di ottenere degli ottimi risultati, a condizione però di individuare la terapia giusta e la strategia terapeutica più adatta al singolo caso in esame, in un percorso a volte lungo e laborioso. Quello che dice il medico omeopata a proposito dei test allergologici ha la sua fondatezza, in quanto l’omeopatia è la medicina che guarda più al malato ed ai propri sintomi piuttosto che alla malattia in sé, anche se va pure detto che l’individuazione della malattia, con le relative cause, consentirebbe di scegliere la strategia terapeutica più adatta e di conoscere i risultati ottenibili con la cura omeopatica. Una delle strategie terapeutiche adottate per la lotta alle allergie consiste nell’utilizzo di rimedi omeopatici sintomatici, generalmente a bassa diluizione, scelti sulla base della manifestazione allergica somigliante (come, ad esempio, quelli dell’articolo sopra citato) e di rimedi omeopatici costituzionali, generalmente ad alta diluizione, ad azione profonda e sistemica, per la correzione del “terreno” legato al patrimonio genetico e comportamentale, scelti sulla base della somiglianza psico-fisica con il paziente. Anche gli immunofarmacologici, rimedi omeopatici di nuova generazione, potrebbero trovare lo spazio per una cura di fondo delle allergie. Infine per quanto riguarda il gonfiore e l’aumento di peso, se lei è già attenta con il mangiare, potrebbero essere dovuti alla ritenzione idrica, la quale si potrebbe combattere con rimedi naturali dalle proprietà depurative e diuretiche, come ad esempio i preparati fitoterapici dell’antica tradizione di cui all’articolo “Ok con depurativi e diuretici” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a consultare, oppure qualche preparato per tisana da reperire in erboristeria. Ovviamente sarebbe da abbinare un’alimentazione con pochissimo sale, con alimenti integrali, con poche proteine, con pochi grassi ma con omega-3, senza spezie e cibi piccanti, con pochi zuccheri e dolciumi, senza o con poco alcool, con molte fibre e vitamine ed inoltre è opportuno continuare a bere molta acqua. Ugualmente utile potrà essere una costante e moderata attività fisica. Di tutto quanto esposto sarebbe opportuno che ne parlasse con il suo medico omeopata per la conferma e l’approvazione e per conoscere meglio la linea terapeutica adottata, anche se è ancora presto per incominciare a trarre delle conclusioni. Cordiali saluti.

  • Egregio Luciano, sarebbe opportuno che lei ritornasse dalla dottoressa omeopata per metterla al corrente di quello che le sta accadendo e per consentirle di apportare eventualmente qualche adattamento alla cura. Solo per informarla, in genere l’omeopatia riesce ad ottenere degli ottimi risultati nella cura dell’ansia, della depressione e degli attacchi di panico (che spesso coesistono, alternandosi e sovrapponendosi), in quanto dispone di diversi rimedi di provata efficacia nei confronti delle suddette patologie. Però è fondamentale individuare la terapia giusta e la strategia terapeutica più adatta al caso in esame, in un percorso a volte lungo e laborioso. A cominciare dalla scelta dei rimedi e della loro diluizione, i quali devono assomigliare il più possibile al paziente, altrimenti i risultati saranno inferiori alle attese. La linea adottata dalla dottoressa ha una logica che viene spesso utilizzata, cioè l’adozione di un rimedio omeopatico di fondo, generalmente ad alta diluizione, quale potrebbe essere Lachesis 200CH, per la correzione del terreno legato al patrimonio genetico e comportamentale e l’adozione di un rimedio omeopatico sintomatico, generalmente a bassa diluizione, per intervenire sulla sintomatologia in atto. La condizione necessaria e sufficiente per ottenere dei risultati è quindi la somiglianza con i rimedi, psico-fisica (più globale) quella con Lachesis e sui sintomi acuti quella con Gelsemium. Gli attacchi di panico, in attesa che la terapia di cui sopra incominci a produrre i suoi effetti, si potrebbero gestire anche con rimedi diversi, cioè con rimedi in grado di agire velocemente e da assumere ai primi sintomi, come ad esempio Aconitum napellus. Si potrebbe poi fare ricorso a qualche rimedio gemmoterapico della Fitoterapia rinnovata, sia per una attività terapeutica sul sistema nervoso di sostegno a quella omeopatica e sia per un’attività di “drenaggio” che stimoli gli organi emuntori, liberi l’organismo dalle tossine e lo renda più recettivo alla cura omeopatica. Infine per quanto riguarda il SedaK, mi risulta che è un rilassante classificato come integratore alimentare. Cordiali saluti.

  • graziella scrive:

    Gentile Dottoressa, da circa tre anni prendo Lachesis-injeel-Heel della Guna in fiale da 1,1 ml, a giorni alterni per le vampate di calore della menopausa con discreti risultati. Due anni fa sono stata operata di carcinoma al seno e ora assumo giornalmente Arimidex(anastrozolo). Ho inoltre una sindrome mieloproliferativa, una piastrinopenia autoimmune che sto curando con Rituximab eipotiroidismo per il quale assumo Eutirox 50 mg al giorno. La domanda che le pongo è se Lachesis possa interferire con tutti questi farmaci o possa aggravare le patologie,e quindi se, secondo Lei,debba continuare ad assumerlo. La ringrazio anticipatamente.

  • Gentile Graziella, in genere l’utilizzo di un rimedio omeopatico e di un farmaco tradizionale è da evitare solo se entrambi servono a curare la stessa patologia, perché a soffrirne potrebbe essere il rimedio omeopatico che ha un principio terapeutico praticamente opposto a quello del farmaco tradizionale. Quindi se non ricorre tale condizione l’uso non è controindicato. Però sarebbe meglio acquisire l’approvazione medica. Le vampate di calore in menopausa possono essere contrastate anche associando un’alimentazione semplice e sana, varia ed equilibrata, ricca di frutta e verdura, preferendo i cibi freschi, evitando i cibi troppo grassi, abolendo i cibi piccanti e le spezie, non trascurando di bere abbastanza acqua, ecc. Anche un regolare esercizio fisico, pur se moderato, può contribuire ad aumentare la capacità termoregolatoria dell’organismo. Cordiali saluti.

  • fabiola scrive:

    Buongiorno signora dottoressa,
    il farmacista di fiducia mu ha consigliato lachesis perla mia gelosia ( non e di mio carattere ma ora reagisco cosi non so perche) depressione mattutina, nervosismo. Mi rispecchio molto nella descrizione anche a livello fisico… che diluizione mi consiglia?

  • Gentile Fabiola, dia un’occhiata all’articolo “Ansia, Depressione, Attacchi di panico” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, dove sono riportati i principali rimedi omeopatici utilizzati nei disagi emotivi, tra cui Lachesis e dove potrà trovare le informazioni che la potrebbero interessare. Si consulti con il farmacista, tenendo però presente che è sempre meglio rivolgersi ad un medico omeopata. Cordiali saluti.

  • amina scrive:

    sto prendendo lachesis da 2 mesi e sto molto meglio.Volevo solo sapere se è possibile assumerlo anche durante la gravidanza poichè mi piacerebbe avere il secondo figlioGrazie mille.

  • Gentile Amina, in genere i rimedi omeopatici sono ben tollerati in gravidanza, però per il caso specifico sarebbe opportuno avere una conferma medica. Cordiali saluti.

  • luigi scrive:

    Mi chiedevo se il lachesis poteva essere utile nel mio caso: emiplegia sx. dovuta a ictus emorragico avvenuto 4 anni fa, ora ho 51 anni,grazie.

  • Egregio Luigi, se lei volesse provare a trattare la sua emiplegia sx con l’omeopatia, le consiglio di rivolgersi ad un medico omeopata che possa approfondire la sua situazione specifica, indagare su ogni versante, esaminare il quadro clinico generale, condurre un’anamnesi completa, inquadrare il suo biotipo dal punto di vista omeopatico, vagliare tutti i sintomi, tener conto della condizione emotiva, conoscere lo stile di vita, considerare la compatibilità con altri farmaci, ecc. ecc. e quindi pervenire alla prescrizione di una terapia e di una strategia terapeutica più adatte al suo caso personale. L’omeopatia dispone di diversi rimedi omeopatici che potrebbero apportare benefici, però bisogna saperli individuare sulla base della migliore somiglianza con il paziente, nelle manifestazioni e nelle caratteristiche, sia fisiologiche che psicologiche, nel rispetto della “legge dei simili” su cui l’omeopatia fonda il suo principio terapeutico. Ci sono poi da stabilire le diluizioni, quelle più attive per il paziente e quelle che devono produrre il livello terapeutico desiderato, quindi le posologie, le opportune combinazioni di più rimedi, i tempi di cura, ecc. Inoltre potrebbe richiedersi l’uso anche di rimedi bioterapici che possano supportare la cura omeopatica. Lachesis è un importante rimedio omeopatico che potrebbe fornire un contributo, considerato che è un rimedio “ad azione generale”, un policresto, ad attività sistemica e polivalente, che trova indicazione per i problemi circolatori ed ha una spiccata lateralità sinistra. Però, per quanto detto prima, solo un medico omeopata potrà stabilire se è adatto al suo caso ed alla sua persona. Relativamente agli accennati bioterapici, il medico omeopata potrebbe decidere di impiegare qualche rimedio gemmoterapico della fitoterapia rinnovata (o gemmoderivato, si tratta di macerati gligerici di gemme di piante con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), che, oltre ad avere delle proprie attività terapeutiche, espletano anche un’importante azione di “drenaggio” capace di stimolare gli organi emuntori, liberare l’organismo dalle tossine e rendere lo stesso più recettivo all’azione della cura omeopatica o di qualsiasi altra terapia. Nel caso specifico, ad esempio, si potrebbe ricorrere a gemmoterapici come Alnus glutinosa (Ontano nero) M.G. D1 e/o Ginkgo biloba M.G. D1, entrambi utili a migliorare la circolazione cerebrale e quindi indicati negli esiti di patologie cerebrovascolari, quali ictus, emorragie cerebrali, ischemia cerebrale, ecc. Cordiali saluti.

  • Nathalie scrive:

    Buon giorno ormai da diversi tempo soffro di ansia generalizzata è sempre più spesso (a seguito di due episodi spiacevoli e dolorosi) anche di attacchi di ansia acuti. In farmacia mi hanno consigliato questa terapia,volevo sapere se è corretta prima di assumerla:
    Gelsemium 15ch+ ignavia 9ch + lachesis 30ch 5 granuli 2 volte al giorno,
    Datif pc 2 compresse 3 volte al giorno
    Argentum nitrìcum 15ch 2 volte al giorno 5 granuli
    Aconitum 30ch nei momenti degli attacchi d’ansia 5 granuli da ripetere.
    Grazie
    Cordiali saluti

  • Gentile Nathalie, è difficile darle un giudizio sulla cura, tanto potrebbe andare bene e tanto meno bene. Purtroppo una leggerezza che spesso commettono i non omeopati professionisti è di ritenere che una cura omeopatica possa andare bene per chiunque presenti i sintomi generici di una patologia o di un disturbo, senza invece considerare che in omeopatia ogni paziente richiede i suoi rimedi, con determinate diluizioni e posologie. In pratica può succedere che più persone, pur se affette dalla stessa patologia, possano aver bisogno di rimedi omeopatici diversi e di diluizioni diverse e quindi di strategie terapeutiche diverse. In ambito omeopatico al centro della terapia viene posto il malato con la sua malattia e non genericamente la malattia, a differenza di quanto avviene nella medicina convenzionale. Tanto per restare sul caso specifico, in omeopatia non esiste la cura per l’ansia della Sig.ra Nathalie ma esiste la cura per la Sig.ra Nathalie con la sua ansia. Sembra un gioco di parole ma non lo è. Solo il medico omeopata, visitando il paziente e quindi valutandolo nella sua totalità, in tutte le sue manifestazioni cliniche e nelle caratteristiche, sia fisiologiche che psicologiche, sia legate al patrimonio genetico che a quello comportamentale e ambientale, potrà essere in grado di prescrivere la terapia omeopatica più adatta alla singola persona ed alla sua situazione clinica. I rimedi omeopatici come Gelsemium, Ignatia amara, Lachesis, Argentum nitricum e Aconitum napellus sono tutti potenzialmente indicati per la cura dell’ansia, della depressione e degli attacchi di panico, ognuno però con le proprie caratteristiche. Solo se tali caratteristiche sono tutte riscontrabili nel paziente, allora la cura omeopatica potrebbe ritenersi appropriata, almeno nella scelta dei rimedi. Poi si aprirebbe la questione della scelta delle diluizioni e quindi delle posologie, che deve tener conto del grado di somiglianza paziente-rimedio, della reattività del proprio organismo e del livello di azione terapeutica che si richiede. Invece Datif pc non è un rimedio omeopatico classico, bensì è un antiomotossico, ossia un rimedio che appartiene all’omotossicologia, la quale pur avendo diversi punti di contatto con l’omeopatia, alla quale si ispira, ha però dei principi terapeutici e di scelta dei rimedi completamente differenti. In particolare è un rimedio complesso o composto semplice, costituito cioè da un mix di rimedi omeopatici o di omeoterapici sinergici a bassa diluizione, che risulterebbe indicato per gli stati ansiosi ed emotivi e per l’insonnia passeggera. Per maggiori informazioni che la potrebbero interessare, la invito a consultare l’articolo “Ansia, Depressione, Attacchi di panico” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”. Ripeto, la cura consigliatale in farmacia potrebbe andare anche bene, fermo restando che la garanzia assoluta la può fornire solo un medico omeopata. Cordiali saluti.

  • laura scrive:

    gentile dott da un mese circa il mio omeopata che mi conosce da tanti anni dopo 6 mesi di natrum muriaticum e lycopodium 30 lm una volta la mese mi ha prescirtot prima monodose di lachesis e ingnatia sempre 30 lm ogni giorno in mezzo litro acqua sorseggio gli stessi rimedi alla 30 ch insieme ad arsenicum album. x mesi nn ho avuto ciclo ma pur avendo 44 anni nn soon in menopausa . vivo di paure e gelosia sospetti nel mio rapporto di coppia x la mia insicurezza loquacità etc.. da circa un mese le prime dosi prese 21 ottobre le tra pochi giorni ho avuto disturbi ann finire crisi panico che ne soffrivo in passato, nausea violenta, tremori paure. palpitazioni a nono finire spesso x la mia ansia sono ricorsa al pronto soccorso e pur avendo battitti a 90 mi hanno tranquillizzata..sbalzi umore , rigida nel cuore etc.. insomma un calvario anche se nei rari momenti di benenssere mi sento sicura e lucida..ciclo arrivato regolare.. secondo lei alle prossime dosi i fastidi atroci diminuiranno ?? ho anche meno fame. e sete.. ma da persona magrissima forse ho preso cmq un kg. .spero di ricevere sua rispota. grazie laura

  • Gentile Laura, poiché dei miglioramenti già sono ravvisabili è ragionevole ritenere che nel prossimo futuro i fastidi tenderanno progressivamente a diminuire in maniera percettibile. Sarebbe però opportuno informare puntualmente il medico omeopata. Cordiali saluti.

  • Caterina scrive:

    Gent.ma dottoressa,
    Ho un inizio di menopausa con forte ritenzione idrica diffusa. Inoltre mi rendo conto di avere un’inquietante attrazione agli alcolici “per rasserenarmi ” e questo mi sta portando ad un graduale aumento di peso e a un sempre maggiore bisogno di bere.
    Il lachesis può essere il rimedio giusto e se si a che dosaggio?
    Grazie per il suo aiuto!

  • Gentile Caterina, Lachesis è un rimedio omeopatico che potrebbe aiutarla considerato che è particolarmente adatto per il trattamento di tutti i disturbi della menopausa e degli abusi di alcool. Ovviamente, così come richiede l’omeopatia con la “legge dei simili”, i risultati saranno tanto migliori quanto più lei assomiglia alle caratteristiche del rimedio. La donna Lachesis è generalmente depressa al mattino ed ipereccitata e nervosa la sera, robusta, muscolosa, colorito rosso, gelosa, con manie di persecuzione, loquace, amante dell’aria fresca, insofferente per qualsiasi stretta al collo e in vita. Relativamente alla diluizione ed alla posologia queste sono strettamente personali e solo il medico omeopata, visitando il paziente, può essere in grado di prescriverle con la dovuta precisione. In attesa di ciò ci si potrebbe orientare per le basse diluizioni (quelle ad es. non superiori a 7CH), che solitamente vengono utilizzate in ragione di 3 granuli 3-4 volte al dì, salvo diversa prescrizione medica. Potrebbe anche essere utile effettuare un’azione di “drenaggio” per stimolare gli organi emuntori, liberare l’organismo dalle tossine e rendere lo stesso più recettivo alla cura omeopatica. Il drenante che può essere utilizzato è un gemmoterapico della fitoterapia rinnovata (o gemmoderivato, si tratta di un macerato glicerico di gemme vegetali con diluizione alla prima decimale hahnemanniana) come Fagus sylvatica (Faggio) M.G. D1 in gocce, che è indicato anche per la ritenzione idrica e l’obesità. Ovviamente, poiché il rimedio miracoloso non esiste, sarebbe importante che lei si convincesse che l’alcool non può essere la soluzione dei suoi problemi, non è curativo e rappresenta solo un attraente “rifugio” euforizzante e inebriante per sfuggire alla propria realtà. Inoltre, com’è noto, nel tempo l’alcool produce dei danni devastanti ed irreversibili a livello cerebrale, oltre che a livello del resto dell’organismo (problemi epatici, digestivi, cardiaci, ossei, mestruali, sessuali, ecc. ecc.), deprimendo il sistema nervoso centrale e quindi mutando il suo effetto da stimolante a sedativo, con la conseguenza che aumentano ulteriormente gli stati depressivi, per cui si entra facilmente in un circolo vizioso che non ha vie di uscita. Se lei crede nell’omeopatia e nelle possibilità che ha questa medicina di poterla curare, allora le consiglio di rivolgersi ad un medico omeopata che potrà o meno confermare quanto detto finora. Cordiali saluti.

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