Arnica montana

DESCRIZIONE

L’Arnica montana è un’erba perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae. E’ alta dai 20 ai 60 cm. Presenta rizoma bruno e fusto eretto, leggermente peloso, munito alla base di una rosetta di foglie ovali lanceolate, di un verde pallido, con nervature longitudinali sporgenti nella pagina inferiore. Alla sommità si trovano i fiori a capolino di un bel colore giallo-aranciato con i caratteristici petali spettinati e dal gradevole odore aromatico. I frutti sono acheni bruni, irsuti, sormontati da un ciuffo o pappo di peli bianchi o giallastri. Fiorisce in giugno – luglio. Vive esclusivamente nelle zone montane dell’Europa e dell’America, ove privilegia i terreni poveri e silicei. In Italia la si trova nei pascoli e nei prati elevati delle Alpi e degli Appennini. Sta diventando sempre più rara, soprattutto nelle regioni nordiche, a causa dell’aumento delle coltivazioni intensive. Oggi la pianta appartiene alla flora protetta.

L’Arnica è stata descritta per la prima volta nel XVI secolo dal medico e naturalista tedesco Theodorus Jacobus Von Bergzabern (1520–1590), il cui cognome venne latinizzato in Tabernamontanus, che diede alla pianta il nome attuale. E’ chiamata comunemente “starnutina” per la capacità che ha il suo odore di provocare starnuti. Dalle sue foglie si ricava il cosiddetto “tabacco di montagna”, usato dalle popolazioni montane per la pipa e come tabacco da fiuto. E’ velenosa se ingerita; a forti dosi può provocare tachicardia e paralisi. L’intera pianta contiene un glucoside dal principio amaro, l’arnicina, che ha azione simile alla canfora. I fiori ed i rizomi essiccati contengono due rispettivi oli essenziali. La pianta ha proprietà medicinali ed è adoperata come rimedio in fitoterapia ed in omeopatia. Si utilizzano i fiori che vengono raccolti durante il periodo della fioritura, scegliendo quelli appena aperti.

Il rimedio omeopatico Arnica montana si ottiene dalla Tintura Madre dei fiori della pianta omonima.

 

CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO

Poiché la pianta cresce sulle montagne, possiede un’affinità naturale con gli effetti delle cadute e dei traumi. Arnica montana è il rimedio traumatico per eccellenza e corrisponde agli effetti dovuti a traumi recenti e passati.

La chiave di lettura di questo rimedio omeopatico è lo sportivo, con tutti i problemi cui uno sportivo può andare incontro: disturbi muscolari, traumi, lividi, ematomi, disturbi cardiaci ed inoltre stati febbrili ed eruzioni cutanee, allorché sussiste una particolare condizione psichica. In tal caso il soggetto ha una sensazione di contusione muscolare (come se fosse stato percosso), di indolenzimento, di estrema stanchezza (come se avesse fatto uno sforzo fisico intenso e prolungato); tutto il corpo sembra rotto, a pezzi; il materasso su cui è disteso gli sembra troppo duro e si rigira continuamente alla ricerca di una posizione comoda; è depresso e misantropo, vuole essere lasciato solo, non vuole che gli si parli né che ci si avvicini poiché teme di essere toccato. Durante la notte ha insonnia ed agitazione, soprattutto dopo una fatica intensa.

Arnica montana è bisbetico, irritabile, triste, pieno di timore; solitamente è pessimista, indifferente, poco stabile nelle decisioni; è malinconico, scontroso, imbronciato, pletorico; ha carnagione colorita; è debilitato e flaccido.

Il soggetto Arnica montana ha prevalentemente una costituzione sulfurica e un temperamento sanguigno.

Nel soggetto Arnica montana i capillari tendono facilmente a rompersi ed a sanguinare nelle zone infiammate (se il soggetto tossisce, espettora muco contenente grumetti di sangue; se il suo apparato urinario è infiammato, emette urina con tracce di sangue; se lo stomaco è infiammato, il vomito contiene tracce di sangue; nelle donne sono possibili mestruazioni abbondanti).

Tutti i sintomi peggiorano con il contatto, al tatto, con una leggera pressione, con gli urti, con le scosse, con il movimento, con il freddo umido; migliorano in posizione supina con la testa bassa, con il riposo, con applicazioni calde.

Il rimedio migliora la circolazione del sangue, la respirazione, ha proprietà antidolorifiche ed antinfiammatorie. L’azione sull’apparato digerente è secondaria.

Qualsiasi rimedio per uso esterno a base di Arnica montana non deve essere utilizzato sulle lesioni della cute o sulle ferite.

In estrema sintesi al rimedio è possibile attribuire l’etichetta: Arnica montana è lo sportivo, corrisponde cioè al Discobolo di Mirone (nota scultura realizzata da Mirone nel 455 a.c., raffigurante un atleta che sta per scagliare un disco).

USO DEL RIMEDIO

Arnica montana si usa nei seguenti principali casi, quando i sintomi corrispondono e si associano alle caratteristiche del rimedio.

1) TRAUMI: è il rimedio principe in tutti i casi di trauma sia fisico che psichico, sia recente che passato. E’ usato per i traumi fisici, quali ecchimosi (ne facilita l’assorbimento); fratture (le cicatrizza), ove si può associare a Ruta e Symphytum; contusioni; distorsioni sia della caviglia che del ginocchio, ove spesso è seguito da Rhus tox che agisce sui legamenti facilitando la guarigione; lussazioni; stati di indebolimento dovuti ad un eccessivo sforzo fisico. E’ utilizzato inoltre in tutte le conseguenze di cadute, di incidenti, di strappi muscolari, dopo un intervento chirurgico, dopo un’estrazione dentale, dopo il parto. Per quanto riguarda i traumi psichici il rimedio è usato per curare gli effetti di paure improvvise, eccessi di collera, stati di shock, dispiaceri, lutti, emozioni molto intense, spaventi.  E’ utile l’associazione con Calendula officinalis per il trauma fisico e con Hypericum per il trauma psichico .

2) APP. CARDIOVASCOLARE: nei casi di eretismo cardiaco, di “cuore dell’atleta”; nei disturbi cardiaci con sensazione di costrizione, come in Cactus cui il rimedio è spesso associato, e di contusione nella regione toracica in corrispondenza del cuore; nell’ipertensione con congestione alla testa; nelle cefalee battenti; nelle vertigini con mani e piedi freddi, che si avvertono camminando.  E’ utile l’associazione con Aurum, Avena sativa, Camphora, Crataegus, Ignatia, Valeriana.

Nei casi di varici, gambe pesanti, stasi venosa, fragilità capillarein genere con rossore vascolare e tendenza alle ecchimosi, epistassi ed emorragie con sensibilità alla palpazione, emorroidi. E’ utile l’associazione con Aesculus hippocastanum, Hamamelis, Paeonia, Ratanhia.

3) TESSUTO CUTANEO E SOTTOCUTANEO: nelle ecchimosi, foruncoli, acne, con eruzioni simmetriche.

4) REUMATISMO: nei casi di reumatismo sia acuto che cronico con gonfiore alle articolazioni e paura di essere toccati.

5) APP. URO-GENITALE: nelle infiammazioni della regione pelvica, urine con sangue, ipermenorrea con sangue di colore rosso intenso, emorragie post-partum ed in quelle dovute all’introduzione della spirale anticoncezionale. In alcuni casi si rivela utile l’associazione con Sepia, Aesculus hippocastanum, Paeonia, Sanguinaria.

6) OCCHI: nelle ecchimosi della congiuntiva e delle palpebre in seguito a traumi. L’associazione utile è con Symphytum.

7) STATI INFETTIVI E FEBBRILI: nella scarlattina, nell’erisipela ed in altre malattie, in particolare nella polmonite, nella febbre malarica, nella febbre tifoide. In alcuni casi di crisi malariche il rimedio si è dimostrato più efficace del chinino. E’ usato anche in molti casi di febbri adinamiche. Durante la febbre il soggetto ha viso arrossato e caldo, mentre il naso ed il resto del corpo sono freddi. Nei casi di febbre dovuti ad influenza è spesso associato a Aconitum, Apis, Bryonia, Eupatorium, perforatum, Ferrum phosphoricum, Mercurius.

8) APP. DIGERENTE: nei casi di nausea e vomito con sangue, con flatulenza maleodorante di odore solforoso. Alitosi dall’odore di uova marce. Sensazione di stomaco tirato da una corda che lo spinge verso la colonna vertebrale. Mancanza di appetito, disgusto per carne e latte, grande sete. Il rimedio è usato anche nei disturbi dovuti a mal d’auto e mal di mare, in associazione con Cocculus, Ignatia, Nux vomica, Petroleum, Tabacum.

9) APP. RESPIRATORIO: afonia dei cantanti, tosse influenzale o dovuta ad altra malattia dell’apparato respiratorio, tosse traumatica, tosse stizzosa e spasmodica con emottisi (emissione orale di sangue). E’ utile l’associazione con Belladonna, Cina, Coccus cacti, Cuprum, Drosera, Eupatorium, Ferrum, Gelsemium, Ipeca, Mercurius solubtilis, Rhus tox, Solidago.

DOSI

Nei casi 1), se i disturbi sono dovuti ad un trauma recente sono usate la basse diluizioni quale ad es. la diluizione 4CH alla dose di 4 granuli 3 volte al dì. La stessa diluizione in genere si adopera anche nelle associazioni. La cura si completa con l’uso della pomata per le applicazioni locali.

Se i disturbi sono dovuti ad un trauma remoto è preferibile una diluizione più alta quale ad es. la 15CH o la 30CH alla dose di 15 gocce al dì.

Se si tratta di un trauma psicologico si adopera la diluizione 15CH in un’unica dose di 5 granuli, che si ripete dopo 10 – 15 giorni.

Per gli interventi chirurgici si assume una dose di 3 granuli, diluizione 30CH, poche ore prima dell’intervento. Invece in convalescenza o nel post-partum o dopo un’estrazione dentale si usa la diluizione 4CH, 3 granuli ogni 2 – 3 ore.

□ Nei casi 2), 3) e 4), diluizione 4CH, 3 – 4 granuli o 10 – 15 gocce, 3 – 4 volte al dì. Si completa con la pomata per uso esterno.

□ Nel casi 5), 6) e 7), diluizione 3CH, 2 – 3 granuli o 5 – 10 gocce, 3 – 6 volte al dì.

□ Nel casi 8), se trattasi di mal d’auto o mal di mare di adulti, diluizione 3CH, 10 gocce ogni ora; se di bambini, stessa diluizione, 5 gocce ogni ora. Il trattamento è preferibile che inizi con una dose prima del viaggio. Nelle altre situazioni, diluizione 4CH, 3 – 4 granuli o 10 gocce, 3 volte al dì.

□ Nel casi 9), diluizione 4CH, 2 – 3 granuli o 5 gocce ogni 2 – 3 ore.

(*) V. Note esplicative

218 risposte a Arnica montana

  • patrizia scrive:

    Vi ringrazio per le informazioni che fornite attraverso questo vostro sito che trovo dettagliate e perfettamente corrispondenti a quanto consigliatomi dal mio omeopata di fiducia.

  • Gent.ma Patrizia, sono molto compiaciuta per l’apprezzamento manifestato che mi ripaga dell’impegno e del tempo che dedico per far conoscere, attraverso questo mio sito, il mondo dell’omeopatia e quello dei rimedi naturali in generale. Cerco di farlo con la massima precisione, completezza e chiarezza: ciò probabilmente contribuirà a far meglio comprendere i benefici che essi sono in grado di offrire. Continui a visitare il sito che è in continuo aggiornamento. La ringrazio e le porgo cordiali saluti. Rita della Volpe

  • gabry scrive:

    Salve Dott.ssa, ho letto con attenzioen le informazioni fornite nel sito, vorrei chiederle un informazione, 15 giorni fa ho subito una laparoscopia con asportazione di due fibromi e un adenomioma, ad oggi ho ancora dolori mi era stato consigliato da un amica l’assunzione dell’arnica , lei però l’ha preso prima e dopo intervento, mi chiedevo se a 15 giorni di distanza l’arnica possa ancora darmi benefici, avevo acquistato arnica montana in globuli. Mi può indicare anche le modalità e dosi di assuzione? attualmente sto assumendo giornalmente il ferrograd poichè ho avuto perdita ematica di 500 mg durante intervento e conseguente diminuizone dell emoglobina.
    Assumo inoltre da un anno esomeprazolo per reflusso gastroesofageo.
    La ringrazio anticipatamente per la gentile attenzione.
    Cordiali saluti.

  • Gentile Gabry, Arnica montana è un rimedio omeopatico utile in tutti i casi di traumi, recenti o lontani. Più specificamente per gli interventi chirurgici si è rivelata spesso utile l’associazione con Hypericum. La diluizione di riferimento potrebbe essere la 4CH. Il suggerimento comunque è sempre quello di rivolgersi ad un medico omeopata, che potrà esaminare il suo caso e fornirle la cura più appropriata, ancor più se parliamo di globuli che sono prodotti monodose a media o alta diluizione. Cordiali saluti. Rita della Volpe

  • marinella scrive:

    salve, finalmente un sito completo e utile per l’omeopatia!!
    approffitto per chiedere una cosa, per cosa sta “ch”..ad es. tra 4 e 5 ch arnica cosa cambia?
    grazie mille
    (sto assumendo bryonia e arnica 5 granuli per una forte infiammazione e non vorrei sbagliare)
    mari

  • diego scrive:

    io quando per lavoro devo parlare in pubblico soffro di emotività(nelle prime fasi),una dottoressa che conosco mi ha consigliato arnica montana 200 ch monodose prima dell’appuntamento,è corretto?

  • Gentile Marinella, grazie per l’apprezzamento.
    La sigla CH sta ad indicare che il rimedio omeopatico è stato ottenuto con diluizioni di tipo centesimale, cioè nel rapporto 1 a 100, mentre la sigla D sta ad indicare le diluizioni di tipo decimale, cioè nel rapporto 1 a 10. Il fattore numerico, che accompagna la sigla, specifica quante volte è stata operata detta diluizione. Ad esempio un rimedio contrassegnato da 1CH è stato ottenuto diluendo una parte della sostanza originaria in 99 parti di diluente (che in genere è una soluzione idroalcolica) e poi dinamizzata (agitata con forza). Un rimedio 4CH si ottiene diluendo la sostanza originaria 4 volte, ogni volta 1 a 100, per un totale di 1 su 100^4 (=10^8); in tal caso la sostanza è presente nella soluzione con una concentrazione di 1:10^8, cioè di una parte su 100 milioni di parti. In un rimedio 5CH la concentrazione è di 1:100^5, ossia di1:10^10, cioè di una parte su 10 miliardi. Per ulteriori informazioni può consultare l’articolo “Rimedi omeopatici: origine” della sezione del sito “Approfondimenti”.
    Dal punto di vista omeopatico la differenza tra 4CH e 5CH però non è sensibile, in quanto entrambi i rimedi restano sintomatici, adatti , cioè, a curare gli stati acuti.
    Infine tenga presente che Bryonia si adopera per le affezioni acute e sub-acute che si manifestano lentamente, mentre Arnica si usa principalmente per curare gli effetti dei traumi.
    Cordiali saluti.

  • Egregio Diego, in linea del tutto generale Arnica potrebbe essere indicato in quanto si adopera proprio nelle situazioni traumatiche. La 200CH, essendo una diluizione alta, andrebbe prescritta solo dal medico omeopata che deve verificarne la personalizzazione, in quanto l’azione del rimedio è più profonda. Altri rimedi omeopatici potenzialmente adatti potrebbero essere ad es. Argentum nitricum (quando l’ansia e l’emotività si manifestano con largo anticipo), o Gelsemium (quando si manifestano solo al momento). Ovviamente la prescrizione resta sempre a cura del medico. Cordiali saluti.

  • mara scrive:

    Gentile dott.ssa Della Volpe desidero risolvere un problema che mi assilla da qualche tempo.
    Soffro di dolorosissime eruzioni cutanee, alcune delle quali ormai hanno segnato il mio viso.
    Si manifestano soprattutto nella zona del mento e parta laterale bassa del viso soprattutto nei giorni precedenti al ciclo… Il ginecologo dice che molto probabilmente questa “acne” è causata da fattori ormonali associati anche a periodi particolari di stress.
    Mi ha consigliato di prendere la pillola x un periodo di 6 mesi.
    Prima di iniziare questa cura, volevo sapere se potrei provare a risolvere questo mio problema con l’omeopatia, visto che già in passato,grazie appunto a prodotti omeopatici, ho avuto ottimi risultati per
    calmare i forti dolori causati dal ciclo.

    Nel rimgraziarla anticipatamente della sua gentilezza
    invio cordiali saluti
    Mara

  • Gentile Mara, il rimedio omeopatico che potrebbe essere particolarmente adatto al suo caso è Sepia. Tenga però presente che la personalizzazione della cura la può fornire solo il medico omeopata. Anche l’uso di rimedi naturali depurativi può fornire un valido contributo (per questo la invito a consultare l’articolo “Solo per il viso” della sezione del sito “Rimedi della nonna”), come pure l’adozione di una dieta alimentare appropriata, privilegiando cioè il consumo di verdure, frutta poco zuccherina, lievito di birra e riducendo il consumo di carboidrati, formaggi fermentati, alcool, caffè. Utili sono altresì le applicazioni locali di pomate a base di Phytolacca compositum. Cordiali saluti.

  • emma scrive:

    ultimamente sono molto agitata e nervosa e sinceramente non me lo posso permettere perchè ho 2 bimbi piccoli e 1 matrimonio da non rovinare…sto assumendo più volte al giorno (3o4)arnica montana ch 90, 7granuli x volta ma non mi sembra sufficiente….lei mi consiglia di passare ad una soluzione di arnica più concentrata??grazie 1000…

  • Enrica scrive:

    Gentile Dott.ssa Rita Della Volpe
    prima di tutto mi complimento per la chiarezza delle sue spiegazioni molto utili. Vorrei chiedere un consiglio per una terapia . Una settimana fa ero all’estero e sono stata investita in strada. Sono stata fortunata in quanto ho riportato solo una frattura leggermente scomposta alla base del V metacarpo subito ingessata e vari ematomi. Oggi dopo una ulteriore lastra non dovrò sottopormi ad intervento in quanto la frattura è “ingranata” e sembra in linea.Hanno consolidato il precedente gesso e avrò il prossimo controllo tra 10gg. La sera dell’accaduto ho assunto l’unica che avevo a disposizione Arnica 200, oggi da 2 gg sto prendendo Arnica 30ch 5 granuli 2 volte al giorno (consigliata dal farmacista). Le chiedo gentilmente se ritiene la terapia esatta, se cambiarla e se c’è un ulteriore rimedio che posso associare per aiutare il consolidamento della frattuta.
    La ringrazio anticipatamente per la Sua gentile risposta e La saluto crdialmente.
    Enrica

  • Gentile Emma, il consiglio che le posso dare è di evitare il “fai da te” e di rivolgersi ad un medico omeopata di fiducia che, esaminando al meglio la sua situazione, potrà prescriverle la cura più adatta alla sua persona, sia per la scelta del rimedio, che potrebbe non essere Arnica montana, sia per il dosaggio, che per la relativa diluizione. Ciò risulta indispensabile soprattutto per poter adoperare le alte diluizioni che, agendo più in profondità, richiedono proprio tale personalizzazione. Cordiali saluti.

  • nicoletta scrive:

    Buongiorno.
    La ringrazio sentitamente per la risposta che mi darà. Ho 54 anni e venerdi prossimo sarò sottoposta ad intervento chirurgico per asportazione di ovaie (cisti) e forse utero(piccolo fibroma).
    Mi sono ricordata che anni fa, prima di un intervento di safenectomia, mi era stata consigliata l’assunzione di Arnica 200 ch, ma non ricordo in che tempi.
    Posso utilizzarla anche ora? E come? Ancora grazie.
    Nicoletta

  • Gentile Nicoletta, nei trattamenti pre-operatori e post-operatori spesso viene utilizzata Arnica per alcuni giorni prima dell’intervento e per un periodo più lungo dopo l’intervento stesso. In molti casi si è rivelata utile l’associazione con Hypericum per meglio contrastare il trauma psichico. Dovendo controllare il quadro dei sintomi ed in mancanza di una personalizzazione che può essere fatta solo dal medico omeopata, è opportuno ricorrere alle basse diluizioni (ad es. la 4CH) nel dosaggio di 3 granuli ogni 2-3 ore. Auguri e cordiali saluti.

  • Gentile Enrica, sicuramente Arnica è il rimedio più indicato. Per consolidare il risanamento della frattura spesso si è rivelata utile l’associazione con Symphytum. Auguri e cordiali saluti.

  • LauraDenu scrive:

    Gentile dott.ssa Della Volpe, soffro di una fibrosi cronica (indurimento dei tessuti molli del viso), dovuta ad una serie di interventi chirurgici importanti e agli esiti cicratiziali che hanno prodotto questa fibrosi. Mi hanno consigliato l’arnica in gocce heel 30ml. Volevo sapere la posologia più adatta per contrastare questo stato infiammatorio cronico ed irreversibile. La ringrazio in anticipo.
    Laura

  • Gentile Laura, il rimedio omeopatico in questione è Arnica Compositum della ditta tedesca Heel, importato in Italia dalla ditta Guna. In genere la posologia più utilizzata è di 10 gocce 3 volte al dì. La personalizzazione la può fornire solo il medico omeopata, al quale è opportuno rivolgersi. Cordiali saluti.

  • Assunta scrive:

    Egr. dott. Volpe,
    mi sono procurata un’infiammazione al muscolo della spalla destra probabilmente in palestra (ho ripreso cdopo 15 anni di assenza), anche se non posso dire di aver esagerato con i pesi poichè sto molto attenta a non ‘strafare’. Oltre che il riposo, potrei prendere l’arnica? Se sì, in quale dose? Pomata o anche gocce o pastiglie?
    Grazie per l’attenzione accordatami,

    Assunta

  • Gentile Assunta, Arnica montana è senz’altro il rimedio omeopatico più adatto in questi casi. In genere si è soliti associare l’uso della pomata 2-3 volte al dì con l’assunzione di 3 granuli 4-6CH 3-6 volte al dì. Cordiali saluti.

  • Andrea scrive:

    Buonasera, un mio amico ha fatto una visita negli Stati Uniti per un problema agli occhi e il dott. Specializzato in omeopatia gli ha prescritto arnica 200000 ch per rimuovere un blocco emozionale. Infatti dopo l’assunzione ha avuto nella notte un viaggio nelle sue vite passate, scoprendo il perché del male che ha oggi.
    Volevo chiedere se e’ possibile questa cosa? Grazie per l’attenzione.

  • Egregio Andrea, un rimedio omeopatico “corretto” agisce secondo la legge di guarigione di Hering, cioè secondo una direttrice centrifuga che prevede l’eliminazione dei sintomi dall’interno all’esterno, dall’alto verso il basso e secondo l’ordine inverso di apparizione. Vale a dire che la guarigione inizia dallo stato mentale – emotivo per poi interessare gli organi fisici, prima quelli più vitali e poi quelli meno vitali. Tale condizione è tanto più raggiunta quanto più il rimedio omeopatico agisce in profondità e cioè quanto più è alta la sua diluizione. Per gli importanti riflessi che si possono avere è pertanto indispensabile che la prescrizione venga fornita esclusivamente dal medico omeopata. Cordiali saluti.

  • simona scrive:

    Gent.ma dott.ssa vorrei chiederle se esistono rimedi per la cura dell’ aneurisma dell’aorta addominale riscontrato a mio padre casualmente durante un’ecografia.Ho riscontrato in lui molte caratteristiche di arnica.Grazie per l’attenzione.

  • Paola scrive:

    Gent. Dott.ssa ,
    ho chiesto informazioni su un prodotto omeopatico che mi è stato consigliato in farmacia, crataegus ox. 1DH con un dosaggio di 50 gocce tre volte al giorno. Mi è stato consigliato per l’ipertensione e dei dolori forti al basso ventre e alla schiena nella parte bassa. Leggendo i diversi commenti mi è sembrato che il mio dosaggio fosse piuttosto alto. Potrebbe dirmi che cosa ne pensa. Grazie. Comunque sono contentissima di aver scoperto il mondo dell’omeopatia. E’ tutto molto interessante.

  • Gentile Simona, la medicina omeopatica può essere adoperata solo come coadiuvante nella terapia dell’aneurisma dell’aorta addominale. E’ indispensabile seguire le prescrizioni del medico. Cordiali saluti.

  • Gentile Paola, benvenuta tra noi. Continui a visitare il sito perché troverà sempre nuove pubblicazioni. Il rimedio di cui parla è un gemmoderivato ossia un macerato glicerico (in sostanza è un fitoterapico), che si ottiene dal macerato di gemme della pianta Crataegus oxyacantha (il biancospino) diluito alla prima decimale hahnemanniana (1DH) in una soluzione di glicerina – alcool – acqua distillata. E’ un rimedio particolarmente efficace per migliorare la circolazione coronarica e l’attività cardiaca, divenendo di riflesso un normotensivo (cioè che abbassa o eleva la pressione arteriosa nei soggetti rispettivamente ipertesi o ipotesi). Agisce anche come antispastico e sedativo sul sistema nervoso centrale. Solitamente si utilizzano 30-50 gocce prodose in tre somministrazioni giornaliere. Cordiali saluti.

  • sirietto scrive:

    buon giorno avrei bisogno di un parere medico o affine. da un mesetto e mezzo circa ho un dolore a livello pubico e lo avverto in particolar modo quando allargo la gamba in estensione massima. ipotizzando come causa la pubalgià la dottoressa mi ha consigliato di prendere arnica..ho sospeso tutte le mie attività fisiche, calcetto compreso, e i rimedi precedenti non hanno provocato giovamento..questa sarebbe una soluzione nuova. Non riesco più a stare fermo e voglio tornare alla mia consueta vita sportiva. volevo sapere se l uso di arnica potesse agevolare il mio lungo e tribolato recupero. grazie

  • Egregio Sirietto, Arnica è proprio il rimedio più adoperato per le conseguenze dei traumi e non a caso è definito il rimedio dello sportivo. Deve solo avere la pazienza di aspettare. Si tenga comunque sempre in contatto con il suo medico. Cordiali saluti.

  • Michela scrive:

    Buonasera, 
    Ho un consiglio da chiedervi!
    Qualche settimana fa ci sono entrati in casa i ladri, noi eravamo fuori casa, ma quando siamo entrati sembrava fosse passato un uragano… La mia bimba di 3 anni è rimasta traumatizzata, la notte ha sempre dormito benissimo sin dai primi giorni di vita ma da allora si sveglia terrorizzata la notte e si riaddormenta solo dopo molto nel lettone, di giorno ha paura ad andare nelle stanze dove non c’è nessuno… Ho paura che abbia assorbito la paura spt da me, non sono stata in grado di essere fredda e tranquillizzarla, non sto passando un bel periodo e questa era la “ciliegina sulla torta”….  Mi spiace davvero tanto… Mi hanno consigliato per iniziare a darle una dose di arnica montana 200? Puó andare bene? La ringrazio infinitamente…

  • Gentile Michela, trattandosi di un trauma Arnica montana potrebbe essere indicato. Considerato però che 200CH è una diluizione alta, spero che il consiglio le sia stato dato da un medico omeopata. Cordiali saluti.

  • Paola scrive:

    Mi è stata data dal farmacista, su consiglio telefonico di un suo amico omeopata la bryonia 200ch monodose (1 grammo) per una cervicobrachialgia da ernia del disco cervicale che ho scoperto l’anno scorso dopo una fase acuta durata 1 mese e risoltasi con il cortisone. Da circa 1 settimana mi si sono riaffacciati i dolori in maniera subacuta come l’anno scorso (ma di intensità inferiore). Sto prendendo da una settimana l’arnica compositum -HEEL (3 cp/die) e applico Artrosilene schiuma 2 volte al giorno. Da tre giorni prendo anche il lysen compresse 2 mg 3 vv die che però mi da tachicardia. Allora cerco un rimedio omeopatico che mi elimini la contrattura. Secondo lei sono indicati bryonia 200ch 1g + LachNantes 30 ch 5 gr 3 vv die. Sono un pò scettica….Ho paura degli effetti collaterali….Posso fidarmi????L’idea di prendere la bryonia monodose per via sublinguale mi spaventa molto. Mi sembra una dose esagerata, mi sembra di capire che le diluizioni alte sono pericolose. Un’altro dubbio: posso continuare a prendere anche l’arnica? Grazie.

  • Gentile Paola, Bryonia e più specificamente Lachnanthes sono rimedi omeopatici senz’altro indicati per i dolori cervicali di varia eziologia. Arnica compositum, pur potendosi considerare adatto, è maggiormente indicato nei disturbi del muscolo-scheletrico dovuti a traumi, nei processi infiammatori e nelle artrosi. Ha ragione a preoccuparsi delle alte diluizioni. Le consiglio pertanto di evitare il “fai da te” e di sottoporsi ad una visita da un medico omeopata che potrà individuare il rimedio (o i rimedi) adatto alla sua persona ed alla sua situazione, stabilendone la diluizione ed il trattamento. Cordiali saluti.

  • marinella scrive:

    salve dottoressa, la contatto perchè è ritornata un’infiammaziome al nervo sciatico, non è un dolore acuto ma ormai cronico, che quando cambia il tempo fa male, e prende l’anca, la spalla, il braccio e il costato sinistri e la parte bassa della schiena tutta(non c’è un punto preciso)e di conseguenza a volte anche lo stomaco per la posizione della schiena. la scorsa volta mi era stato consigliato da un medico arnica montana e bryonia 5ch in 5 granuli 3 v al di, e in pochi giorni era passato tutto. ora però è diffuso anche in altre zone e non è acuto, secondo lei dovrei riprendere le stesse cose e dosi o cosa mi consiglia. grazie mille dottoressa.
    distinti saluti

  • Gentile Marinella, i sintomi che lei descrive non sembrano tipici di una sciatica, considerate le zone del corpo coinvolte. Tuttavia i rimedi da lei già utilizzati potrebbero essere ancora indicati, probabilmente in una diluizione più alta. La parola però spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • marinella scrive:

    salve dottoressa, solo per sicurezza, preciso che si tratta di infiammazione che parte dalla zona lombare e scende sul nervo sciatico sx fino tutta la gamba. dato che non ho modo di contattare il medico vorrei che lei mi desse il suo parere, ho preso arnica 30 ch gocce e bryonia 5 ch granuli, secondo lei bastano 15 gocce al giorno di arnica?..la bryonia ne prendo 3 granuli all’ora. grazie mille

  • Gentile Marinella, se il mio consiglio giunge ancora in tempo credo che il tutto potrebbe bastare. Si ricordi però di allungare i tempi di Bryonia con i miglioramenti. Cordiali saluti.

  • marinella scrive:

    salve, fortunatamente mi è passato quasi del tutto e anche velocemente devo dire!!..tranne x alcuni momenti che facendo un lavoro x lo piu in piedi ho ancora qualche debolezza fastidio e tiramento a livello del nervo, dovrei continuare con arnica e bryonia o basterebbe la bryonia ? e x quanto ancora? in realtà sapevo anche dell’efficacia dell’ hypericum, sbaglio?
    poi, intanto che ci sono, vorrei che mi consigliasse qualcosa sempre e solo di omeopatico x cicatrizzare un taglio al centro della lingua che non so x quale motivo non si ricompone gia da un paio di mesi..forse calo di vitamine!

    grazie tante dottoressa,..di tutto!!

  • Gentile Marinella, quando una cura omeopatica si dimostra efficace in genere si continua fino alla completa scomparsa dei sintomi, tenendo conto che il tutto si dovrebbe concludere nel giro di pochi mesi. Se invece i sintomi non scompaiono completamente oppure ne compaiono altri nuovi, allora è il caso di esaminare la possibilità di cambiare i rimedi, sostituendo, ad esempio, Bryonia con Hypericum. Tra l’altro proprio Hypericum potrebbe favorire la cicatrizzazione del taglio della lingua. Cordiali saluti.

  • Antonella Pallante scrive:

    Buongiorno dottoressa, mi è stata diagnosticata un epicondilite al braccio dx. Sono quasi due mesi che avverto dolore e difficoltà di movimento. Attualmente sto facendo delle sedute di fisioterapia che sembrano migliorare la situazione. Inoltre non posso prendere gli antinfiamatori classici perchè soffro di gastrite.
    Un’amica mi ha detto che lei ha risolto il mio stesso problema con l’Arnica in granuli. Lei cosa mi consiglia?
    Grazie e buona giornata

  • rossella scrive:

    buongiorno dott.ssa, sono alla 26esima settimana di gravidanza e soffro di una forte sciatalgia. Posso prendere granuli di arnica? se si in che diluizione e ogni quanto? grazie buona giornata

  • Gentile Antonella, Arnica montana è proprio il rimedio omeopatico più adatto per il problema da lei evidenziato, sia in granuli che in associazione con la pomata. Cordiali saluti.

  • Gentile Rossella, potrebbe andare bene Arnica 5CH, 3 granuli 3 volte al dì. In alternativa potrebbe utilizzare un rimedio fitoterapico, meglio se in uso esterno, e per questo la invito a consultare l’articolo “Stop reumatismi-nevralgie-ecc.” della sezione del sito “Rimedi della nonna”. E’ comunque sempre opportuno consultare il medico. Cordiali saluti.

  • fontanelli vittorio scrive:

    volevo saperne di più per l’impiego dell’arnica montana in granuli per curare la psioriasi.
    grazie se vorrà darmi qualche informazione-

  • Egregio Vittorio, Arnica montana non è tra i rimedi omeopatici più usati per la cura della psoriasi. Possono invece essere utili Arsenicum album e iodatum, Calcarea carbonica, Graphites, Silicea, Sulphur, Psorinum, Hydrocotyle asiatica, Psorinum ed altri. Cordiali saluti.

  • salvo mineo scrive:

    salve, sto usando l’arnica montana per un mio cane che ha problemi di artrosi, non ho ancora ben chiaro se dare i granuli la sera a digiuno opp a stomaco pieno, e poi come posso dare i granuli ad un soggetto reticente? posso diluirli con l’acqua? grazie mille

  • Egregio Salvo, può andare bene a stomaco vuoto e in acqua. Cordiali saluti.

  • GAETANO scrive:

    SALVE DOTTORESSA,
    I PRIMI DI APRILE MIO PADRE HA AVUTO UN ICTUS ED E’ FINITO IN COMA,DOPO 44GIORNI è DECEDUTO E IO ANCORA DA ALLORA NON MI SONO SFOGATO E NON MI SONO RIPOSATO. COSI STO PASSANDO UN PERIODO DI FORTE STRESS,ANSIA, E FORSE SOFFRO ANCHE UN PO DI AGORAFOBIA..HO PAURA DELLE SITUAZIONI NON CONTROLLABILI.
    HO CONSULTATO IL MIO MEDICO OMEOPATA CHE VIENE RITENUTO UN GURU IN LIGURIA, MI HA DATO ARNICA 200 DA DINAMIZZARE 5GOCCE MATTINA E 5 SERA.
    PER MIA CURIOSITA MI CHIEDO
    MA ARNICA NON SI DA SOLO PER IL DOLORE FISICO??
    GRAZIE MILLE

  • GIULIANA scrive:

    Buona sera Dottoressa, sto assumendo rux toss. ch7 8 gocce due volte al giorno, vorrei sostituire le gocce con i granuli stessa diluizione, quanti ne devo prendere? Grazie e cordiali saluti

  • Egregio Gaetano, Arnica è indicato per qualsiasi tipo di trauma, sia fisico che psichico. Tra l’altro è un rimedio policresto. Cordiali saluti.

  • Gentile Giuliana, possono andare bene 3 granuli al posto delle 8 gocce. Cordiali saluti.

  • Nicola, scrive:

    Buongiorno,
    A dicembre sono stato opertato al ginocchio destro: un intervento di ricostruzione legamentosa al crociato anteriore, tramite sostituzione con parte del tendine rotuleo.
    Ora a 7 mesi di distanza, sono alla fine della riabilitazione (finalizzata al ritorno allo sport).
    Sono però affetto da una leggera ma fastidiosa tendinite (al rotuleo operato), che non mi permette di aumentare il carico di lavoro per riacquistare la giusta forza.
    Assumere dell’arnica in granuli potrebbe essere una soluzione?
    E se si, quali sono le dosi adatte?

    grazie per la disponibilità
    saluti

  • Egregio Nicola, Arnica montana potrebbe giovarle e trattandosi di un trauma remoto, in attesa di consultare il medico, potrebbe andare bene la diluizione 15CH o 30CH, 4 – 5 granuli una volta al dì. Cordiali saluti.

  • Chiara scrive:

    Salve,
    La contatto perchè in seguito ad un trauma all’area sopra orbitale sinistra la zona attorno e la palpebra corrispondente si sono gonfiate, con dolore e arrossamento. Vorrei gentilmente sapere se il rimedio “Arnica montana” possa essere efficace per il mio caso.
    Grazie mille.

  • Gentile Chiara, considerato che Arnica montana è il rimedio traumatico per eccellenza, potrebbe senz’altro aiutarla. Cordiali saluti.

  • CINZIA scrive:

    Salve, una mia amica inglese mi ha lasciato un tubetto di ARNICA MONTANA 5CH TUBEGRANULARE ho una picccola ernia che spesso mi provoca mal di schiena ma non so la dose che dovrei assumere,potrebbe aiutarmi?Grazie

  • Gentile Cinzia, dipende dal problema e dalla sua gravità In linea del tutto indicativa la dose media è di 3 granuli 3-6 volte al dì, allungando i tempi con i miglioramenti. Cordiali saluti.

  • giuseppe scrive:

    Buongiorno,
    da un paio di mesi ho una fastidiosa epicondilite.
    non ho ancora fatto nessun tipo di trattamento, è leggermente migliorata tenendo il braccio a riposo ed evitando di fare sforzi, ma quando faccio alcuni movimenti ancora mi duole.
    posso trattarla con arnica montana?
    ed in che modo?
    Grazie per la disponibilità che potrete dedicarmi.

  • Laura scrive:

    buongiorno, io ho un bimbo di 3 anni che accusa dolori di crescita (diagnosticati dalla pediatra).
    Mi sono state consigliate dalla mia farmacista le gocce di arnica (10 nel momento della fase acuta che solitamente avviene di notte).
    Volevo sapere un parere e se effettivamente può trarne benefici.
    Di solito quando ha proprio male male e nemmeno con i massaggi passa gli do della tachipirina, ma vorrei evitare se possibile e usare rimedi naturali.
    Grazie,
    Cordiali saluti

  • Egregio Giuseppe, se l’affezione è di origine traumatica Arnica montana potrebbe aiutarla. Per un trattamento a solo carattere indicativo ed orientativo può riferirsi all’articolo, meglio però se consultasse un medico omeopata. Cordiali saluti.

  • Gentile Laura, Arnica potrebbe essere di aiuto anche se esistono altri rimedi omeopatici per il dolore, quali ad esempio Hypericum, Chamomilla ed altri. Il consiglio comunque è di rivolgersi ad un medico omeopata. Cordiali saluti.

  • antonio scrive:

    Buongiorno, sono stato operato un mese fa alla caviglia 3 fratture scomposte al malleolo, mi hanno inserito una piastra con 5 viti e due viti e un filo , ho assunto arnica montana subito dopo l’intervento 3 granuli per 3 volte al giorno per 5 giorni, poi un granulo per 3 al di per altri 15 giorni, la mia domanda posso continuare a prendere l’arnica e se e si ancora per quanti giorni?
    la ringrazio e le faccio i complimenti per il sito e la sua gentilezza.

  • Egregio Antonio, in genere le cure omeopatiche durano 2-3 mesi, sempre secondo le indicazioni del medico. Grazie per gli apprezzamenti. Cordiali saluti.

  • Roberta scrive:

    Gentile Dott.ssa
    volevo crearmi una pomata all’arnica da utilizzare sui polsi quando mi si infiammano i tendini e sulla zona lombare.
    Sciogliendo a bagnomaria circa 50 gr di burro di karite e unendo 30 gocce di tintura madre di arnica tit. alc. 41% e lasciando solidificare, secondolei le quantità vanno bene?
    In farmacia mi han detto che questa tintura madre posso usarla anche per uso interno ma sulla confezione c’è scritto “per uso epidermico”, vorrei chiedere a lei se posso assumerla tranquillamente?
    Per un forte mal di schiena al momento sto usando per uso interno le pillole di arnica hell, che mi sta dando buoni risultati, ma l’ho quasi finita e ho la tintura madre.
    grazie infinite
    Roberta

  • Gentile Roberta, ho già risposto il 6 settembre u.s. ad un commento simile da lei lasciato il 2 settembre in coda all’articolo “Tipi di preparati fitoterapici” della sezione del sito “Approfondimenti”, che potrà visionare. Cordiali saluti.

  • Ornella scrive:

    Buongiorno dott.ssa, vorrei sapere se c’è un dosaggio ch equivalente al 200k e al MK, poiché acquisto i prodotti omeopatici in Francia (costano molto meno!) ma non è previsto il dosaggio K – MK.
    La ringrazio anticipatamente.

  • Gentile Ornella, le diluizioni CH (hahnemanniana) e K (korsakoviana, detta anche “del flacone unico”), pur essendo entrambe centesimali, hanno tecniche di preparazione così diverse da rendere problematico ogni tentativo di comparazione. Tale difficoltà nasce essenzialmente dal fatto che nella diluizione korsakoviana non vi è mai una reale scomparsa delle molecole della sostanza di origine (che invece nella hahnemanniana avviene al di sopra di 12 CH) e che il metodo korsakoviano è poco standardizzabile, in quanto presenta difficoltà nel controllare e mantenere costanti le varie fasi di cui si compone, in particolare il rapporto tra soluto e solvente. Per questo motivo le diluizioni korsakoviane sono state escluse da molte Farmacopee omeopatiche ufficiali, com’è avvenuto in Francia. Molti Autori, comunque, nonostante ciò, hanno tentato di stabilire un rapporto di equivalenza tra le diluizioni hahnemanniane e quelle korsakoviane, con risultati però non sempre coincidenti. Ad ogni buon fine, solo a titolo orientativo e con tutte le limitazioni accennate, si può dire che approssimativamente la diluizione 200 K corrisponde alla 7 CH e che la diluizione 1000 K (1 M K) corrisponde alla 9 CH. Cordiali saluti.

  • ronny scrive:

    gentilissima
    sono certo che subirò un suo rimprovero perché ho applicato il tanto ” famigerato ” fai da te.
    so di aver agito male ma avevo molto dolore ho fatto. premetto di essere un soggetto molto reattivo ai prodotti omeopatici, quindi forte di questo ho acquistato ” l’arnica di montagna ” in granuli 5ch e mi sono affidato alla farmacista per il dosaggio questa mi ha consigliato tre granuli ogni ora. mi è sembrato eccessivo perciò anzichè ogni ora li ho presi ogni due tre ore. il risultato è stato eccezionale perché i dolori muscolari ( dovuti ad un eccessivo sforzo alle gambe alle spalle ai bicipiti, tricipiti e ai ginocchi ) alla sera dello stesso giorno sono scomparsi. il giorno successivo cioè oggi mi è rimasto un leggero dolore al polpaccio, forse dovuto ad una infiammazione del tendine o alla produzione di acido lattico, e un leggero dolore ai ginocchi. come debbo comportare? se è importante ho 57 anni. e con irregolarità ( con soste di una o due settimane ) pratico diversi sport.

  • Egregio Ronny, le cure omeopatiche prevedono un allungamento degli intervalli di assunzione del rimedio con i primi segni di miglioramento, pertanto si passa dall’assunzione ogni 3 ore a quella ogni 6 ore. In quanto al fai da te, è sempre utile rivolgersi al farmacista omeopata che, in attesa di consultazione medica, riesce a fronteggiare le situazioni di emergenza. Cordiali saluti.

  • ronny scrive:

    illustre dot
    la ringrazio per la sua utilissima e cortese risposta, mi è stata utilissima. purtroppo appena passato il dolore la mia natura esuberante mi ha portato a commettere una imprudenza e oggi dopo un paio di chilometri di jogging il dolore al polpaccio è diventato acuto e intenso localizzato al tendine. potrebbe essere possibile che ci sia anche uno piccolo sfaldamento dello stesso. e il caso di riprendere i granuli di arnica a distanza stretta? per poi diluire!? oppure e anche il caso di integrare con un nuovo prodotto!
    grazie
    salutissimi

  • ROSELLA TREOSSI scrive:

    Cortesemente, se e’ possibile gradirei ricevere informazioni riguardanti possibili terapie alternative omeopatiche che interessano, “la Sindrome di Sjogren”. Cordialmente, Rosella Treossi.

  • Egregio Ronny, può ovviare a questa sua imprudenza adoperando ancora Arnica montana. Tuttavia se i dolori migliorano muovendo la parte interessata dal trauma, ma peggiorano se il movimento diventa eccessivo, spesso Arnica viene associata a Rhus toxicodendron, alternando i rimedi tra loro. Se invece trattasi di tendine lacerato o stirato a causa del trauma, spesso vengono utilizzati alternativamente Arnica e Ruta. Cordiali saluti.

  • Sandra scrive:

    Cara dottoressa, le scrivo per chiederle un consiglio. Agiugno sono stata operata di un linfonodo al pancreas. Tutto bene se non che ad agosto mi si e infiammato il taglio e mi hanno dovuto incidere un pezzetto di taglio e da li esce liquido giallo perché ci sono due sacche sierose nel sottocute che si devono riassorbire ed alcuni punti che riassorbono. I medici mi hanno detto che ci vuole tempo , altrimenti in ultimo devono fare una polizia del sottocute riaprendomi il taglio in sala operatoria, cosa che io vorrei evitare. Sto assumendo arnica montana 30 ch 3granuli al di. Mi puo aiutare o posso integrare con qualcosa d’altro. Saluti Sandra

  • g.franco scrive:

    gentile dottoressa
    durante delle sedute chemio, un’infermiera che aveva delle difficoltà ad introdurre l’ago in vena mi ha consigliato di massaggiare le vene con l’arnica gel.
    mi può dire se il sistema è efficie e funziona e perchè.
    grazie e cordiali saluti.

  • Gentile Rossella, in letteratura sono citati alcuni rimedi omeopatici potenzialmente in grado di alleviare i sintomi della malattia e che si possono adottare insieme alla terapia tradizionale, quali Alumen, Natrum muriaticum, Alumina, Bryonia, Belladonna, Nux moschata, Sticta pulmonaria. La scelta, la modalità e l’opportunità di utilizzarli deve essere valutata dal medico. Cordiali saluti.

  • Gentile Sandra, in questi casi spesso ad Arnica vengono associati altri rimedi quali ad es. Hepar sulphur o Mercurius solubilis, o entrambi. Ovviamente è opportuno sentire il parere del medico. Cordiali saluti.

  • Egregio Franco, il consiglio dell’infermiera è corretto, in quanto, essendo Arnica il rimedio dei traumi, la sua pomata può essere utilizzata anche in forma di prevenzione per evitare o limitare gli stessi. Tenga però presente che la pomata di Arnica non deve essere applicata sulle lesioni della pelle o sulle ferite poiché potrebbe avere effetti tossici. Cordiali saluti.

  • ronny scrive:

    illustrissima
    ancora una volta debbo ringraziare per la preziosa indicazione. Ho utilizzato la ruta graveolens e nella tarda serata il dolore si e ridotto in modo significativo tanto da permettermi un discreto movimento. questa sera i movimenti si sono fatti decisamente più fluidi. grazie ancora.
    illustrissima volevo approfittare ancora della sua gentilezza e competenza perché volevo porle una domanda che mi sta a cuore. A suo parere l’omeopatia può essere utilizzata come supporto a cure tradizionali per contrastare una sindrome come la sindrome di Kinsbourne? le sarei grato per una sua risposta. saluti

  • Egregio Ronny, anche se non sono a conoscenza di esperienze in tal senso, ritengo che l’omeopatia, affiancando le cure tradizionali, possa contribuire a contrastare i sintomi della malattia. Cordiali saluti.

  • Adriano scrive:

    Buona sera Dottoressa, io da circa 10 giorni soffro di un’infiammazione alla spalla.
    Dopo un’ecografia mi è stato detto che ho un leggero conflitto acromion clavicolare e adesso sto facendo secondo consiglio medico delle sedute di fisioterapia (tecar, ultrasuoni e laser) con un discreto risultato…anche se il fisioterapista mi ha detto che la spalla è lunga da guarire (sigh!)
    Un’amico mi ha consigliato, visto che nonostante le terapie mi fa spesso male, di usare l’arnica in granuli che aiuterebbe parecchio…
    lui mi ha consigliato la diluizione 5CH…tre granuli tre volte al giorno…
    Mi farebbe piacere sapere da una persona espert in materia se è corretta come posologia…
    In attesa di una sua risposta le mando i miei saluti.
    grazie

  • Meri scrive:

    Gentile dott.ssa ho un’amica suora di 77 anni che ho sentito ieri al telefono; la poverina si lamenta di avere dolori in tutte le ossa come se fossero tutte rotte e ancor piú all’avambraccio destro che in un caduta si ē rotto l’estate scorsa. Come posso aiutarla? La ringrazio per i consigli che mi dará .

  • Egregio Adriano, in linea generale potrebbe andare bene. Cordiali saluti.

  • Gentile Meri, Arnica montana potrebbe essere proprio il rimedio omeopatico più adatto. La parola però spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    Cara Dott.ssa,vedo tanti consigli molto importanti e qualcosa ho letto e penso di aver preso appunti.Mi potrebbe riconfermare cosa dare in caso di trauma da sport a una ragazza di 16 anni,che torna sempre livida e molto stanca.Le vorrei chiedere un’altra cosa x mio figlio di 10 anni che avendo sindrome autistica spesso gli vedo dei lividini da qualche parte come potrei aiutarlo con tenere sempre qualcosa di omeopatico a portata di mano.arnica sicuramente si,ma il dosaggio?

  • MARIA scrive:

    Gentile dott.ssa della Volpe, una gatta randagia tre mesi fa ha subito una sforbiciata al lobo dell’orecchio sn perché lacerato perdeva sangue. Sembrava guarita grazie al veterinario che gli ha dato dei punti di sutura (ma l’orecchio è quasi del tutto tagliato). Ebbene da 10 gg. ho rivisto la gatta che gli purgava di nuovo l’orecchio rifilato 3 mesi fa. E’ dimagrita, mangia poco e non riusciamo più a prenderla per portarla dal veterinario. Stasera una turista tedesca ospite nella mia casa vacanza, ha notato la gatta con l’orecchio che gli colava pus e preoccupata, così come lo siamo noi si è premurata di darmi un flaconcino con su scritto Arnica c30 10g Streukugelchen zum eipnehmen (contenuti in tedesco) che non riesco a comprendere. quanti granuli devo darne con il cibo. La gatta pesa circa 3-4 kg ha circa 2 anni. Ho letto dei benefici dell’arnica in questa rubrica e sono sicura che la gatta potrebbe averne dei benefici. Grazie per la risposta urgente. Maria

  • michela scrive:

    Buongiorno ,il mio fidanzato e’ andato dal chiropratico per un dolore alla sapalla sx,dopo vari scricchiolamenti il giorno dopo il dolore alla spalla era scomparso ma e’ giunto un dolore lombare a dx forte.essendo nel week end aveva in casa arnica della heel con beneficio ma verso sera si riacutizza cosa mi consiglia? grazie mille..michela.

  • Gentile Anna, le confermo che Arnica montana è il rimedio omeopatico da ritenersi più indicato. La diluizione deve essere bassa, da 4 a 6CH ed in genere possono essere sufficienti 3-5 granuli 3 volte al dì. Nelle situazioni particolarmente acute possono essere adottati intervalli di assunzione più brevi. Ad integrazione sarebbero utili applicazioni locali di Arnica compositum pomata, 2-3 volte al dì. La parola però spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • Gentile Maria, potrebbe utilizzare Arnica montana 30CH 3 granuli 2 volte al dì per il trauma e Mercurius solubilis 6CH 3 granuli 3 volte al dì per la suppurazione. Appena riesce a prendela sarebbe utile applicare localmente la pomata di Phytolacca compositum come antisettico, antinfiammatorio e cicatrizzante. Cordiali saluti.

  • Gentile Michela, potrebbe continuare ad adoperare Arnica compositum, meglio se in associazione con Hypericum, per il quale potrà visionare l’articolo omonimo nella stessa sezione del sito. Cordiali saluti.

  • francesca scrive:

    Salve, tra due settimane mi operero’ di rinoplastica e ho iniziato ad assumere arnica 30 ch tre volte al giorno come terapia preventiva per le ecchimosi. Ho letto pero’ che l’arnica e’ dannosa per il cuore e ora sono in dubbio se continuare a prenderla (dovro’ subire un’anestesia totale) . Inoltre vorrei sapere cosa assumere nel post intervento (mi hanno detto che l’arnica 200 ch puo’ essere indicata, oppure in forma di pomata?) Grazie

  • Gentile Francesca, l’Arnica montana può provocare problemi cardiaci, come la tachicardia, solo se la pianta viene ingerita in forti dosi. Invece l’Arnica omeopatica, ove la pianta è presente in dosi infinitesimali, è in grado di curare le stesse disfunzioni, proprio in base al principio di similitudine. Quindi stia tranquilla. Il rimedio è senz’altro indicato per il trattamento sia prima che dopo un intervento chirurgico. Relativamente alla 200CH, trattandosi di una diluizione alta, è richiesto indispensabilmente il parere di un medico omeopata considerata l’azione profonda che ha sull’organismo. Cordiali saluti.

  • Barbara Barozzi scrive:

    Gentilissima dottoressa, sono alla 24 settimana di gravidanza. Soffro da settimane di sciatalgia. Ho provato con dei massaggi e con la digito reazione ma la cosa non si e’ risolta e anzi giorno dopo giorno peggiora. Mi hanno consigliato una terapia con Arnica CH5 3 granuli x2volte al di, da alternare con Bryonia CH5 stessa posologia. Avrei piacere di un suo parere.
    Cordialmente saluto. Barbara Barozzi.

  • MARIA scrive:

    dott. Volpe ho la necessità di un consiglio: per la gatta randagia che gironzola in mansarda ma non si fa prendere oltre ad arnica 2 volte al gg. c’è uno sciroppo da mettere nel cibo per la supporazione perché ho notato che l’orecchio gli cola ancora perché i punti circa 4 si sono aperti… e non riesco piu a prenderla per metterle la pomata. Grazie

  • Gentile Barbara, i rimedi da lei citati potrebbero rivelarsi efficaci. Sarebbero utili anche applicazioni locali con Arnica compositum pomata. Per un eventuale ricorso a rimedi naturali dell’antica trazione, provenienti dal mondo vegetale, la invito a consultare l’articolo “Sollievo per lombalgie e coliche” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, indicati anche per le sciatalgie. Cordiali saluti.

  • Gentile Maria, nel cibo oltre ad Arnica potrebbe aggiungere Silicea 6CH, 3 granuli 2 volte al dì, per la suppurazione. Cordiali saluti.

  • Buonasera Dott.sa Della Volpre,

    Mi é stata diagnoasticata una cervicobrachialgia dx. Cortesmentente mi può indicare se posso asumere Arnica Montana in granuli e se si qual’è il CH più idoneo? La sintomatologia é DOLORE E LIMITAZIONE DEL RACHIDE CERVICALE CON IRRADIAZIONE SPALLA, BRACCIO E MANO.

    Grazie mille e un saluto cordiale.

    Giorgio Deliyannis – Lucca (LU).

  • Egregio Giorgio, un rimedio omeopatico particolarmente adatto a trattare la problematica da lei evidenziata è il complex Gnaphalium. Potrebbe essere altresì indicata l’associazione Arnica montana, Hypericum e Rhus toxicodendron, diluizioni 5-7CH, 3 granuli 3-6 volte al dì, alternando i rimedi. La parola spetta però sempre al medico. Cordiali saluti.

  • Federico scrive:

    Gentile dotoressa ho 48 anni e mi hanno diagnosticato l’ernia l3l4 e l5s1 questa mi porta dei dolori tremendi e non riesco a guarire in più ho la periatrite all’anca destra forse causata dall’ernia cosa mi consiglia molte grazie federico

  • Daniela scrive:

    Gent.ma D.ssa Della Volpe, soffro da oltre due anni di una forte infiammazione al gluteo sx probabilmente procuratomi in palestra in seguito ad un esercizio. Ho seguito terapie di laser, ultrasuoni prescritti da medico ma senza alcun miglioramento. Nemmeno la pomata di arnica mi aiuta. Mi hanno parlato dei microgranuli di arnica montana, forse potrebbe essermi di aiuto. Le chiedo cortesemente un consiglio in merito, anche per diluizione e posologia. La ringrazio, Daniela.

  • Egregio Federico, l’omeopatia per il suo problema può aiutarla a controllare il dolore e l’infiammazione dovuti all’ernia e per questo l’Arnica è indicata. Potrebbe essere altresì indicato il fitoterapico Artiglio del diavolo. Cordiali saluti.

  • marcellino ilario scrive:

    salve , uso pastiglie di arnica per la cervicale e qualche dolore di una operazione fatta alla prostata che causa qualche dolore quando cambia il tempo.
    veramente la prendo all’occornza , vorrei cortesemente sapere esattamente quante pastiglie posso prendere e per quanto tempo.
    grazie
    rag. ilariomarcellinio

  • Tiziana Ulivieri scrive:

    Gentile dottoressa, sono un’insegnante di scuola primaria, insegno musica e nel tempo libero pratico il canto, corale e lirico. Da alcuni mesi soffro di disfonia, in forma più acuta nelle giornate scolastiche pesanti. Ho effettuato una visita dal foniatra che mi ha riscontrato una iniziale presenza di prenoduli cordali, con un leggero rigonfiamento della corda sinistra. In attesa della terapia logopedica con metodo propriocettivo-elastico (c’è una lista d’attesa di almeno 6 mesi) la mia farmacista mi ha detto che sarebbero utili i granuli di arnica. Per ora mi sto facendo una tisana giornaliera con erisimo dolcificata con miele e ne traggo assai giovamento, ma sento comunque la gola che “gratta”. Aggiungendo l’arnica posso attenuare questo problema?
    Grazie e cordiali saluti.
    Tiziana Ulivieri

  • Gentile Daniela, Arnica montana in granuli o gocce potrebbe essere il rimedio omeopatico adatto. In genere si parte con una diluizione bassa (es. 4-6CH) per rimuovere o attenuare il sintomo e poi si prosegue con una diluizione medio-alta (es. 9-30CH) per eliminare la causa. Le assunzioni all’inizio saranno ravvicinate (es. 3-6 volte al dì, o anche più se necessario) e successivamente più distanziate (es. 1-3 volte al dì). Localmente si può applicare la pomata di Arnica compositum oppure di Artiglio del diavolo. La parola però spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • Egregio Ilario, generalmente le cure omeopatiche possono andare avanti con cicli di terapia di circa 2-3 mesi e pause di circa 1 mese, salvo diversa prescrizione medica. In base ai risultati ed alle modalità di reazione è sempre il medico che stabilisce se modificare la cura, cambiando eventualmente posologia e diluizione, o sostituendo e/o aggiungendo altri rimedi. Cordiali saluti.

  • Gentile Tiziana, il consiglio della farmacista è senz’altro giusto, in quanto Arnica è il rimedio dei traumi per eccellenza. Dia anche un’occhiata all’articolo “Ritorna la voce” della sezione del sito “Rimedi della nonna” ove sono riportati rimedi naturali di antica tradizione. Cordiali saluti.

  • lia scrive:

    Sono stata operata 40 giorni fa all’alluce valgo, secondo e terzodito, l’ortopedico mi ha consigliato l’arnica 200ch ogni tre giorni. Mi sono trovata bene, ho visto il piede migliorare di giorno in giorno, anche il ginocchio, che da tempo mi dava problemi, ora sta meglio. Per quanto tempo posso prenderla e con che dosi?

  • silvia scrive:

    Gent.ma Dott.a Della Volpe
    da un paio di mesi soffro della sindrome del dito a scatto (medio DX) con conseguente dolore ai tendini del polso della parte interna.
    Sto facendo ultrasuoni ed applicando Arnicagel.
    Vorrei chiederLe se la cura va bene così com’è e/o se devo aggiungere l’assunzione di arnica per bocca e se sì in quale quantità e posologia.
    La ringrazio in anticipo della Sua cortese risposta e del lavoro prezioso che condivide con i lettori e La saluto con viva cordialità.
    Silvia Recchioni

  • Gentile Lia, in casi simili spesso si prosegue con Arnica 30CH, 3 granuli 1-2 volte al dì, per 1 o 2 mesi o fino a guarigione completa. Senta comunque il parere del medico. Cordiali saluti.

  • Gentile Silvia, sicuramente con l’assunzione per via orale si ha un approccio terapeutico più completo, per cui dato che il trama non è recente potrebbe essere utile Arnica 15 o 30CH, 3 granuli 1 o 2 volte al dì, in aggiunta alla cura attuale. In alcuni casi spesso si associa Ruta 5CH, alternando i rimedi tra loro. La parola però spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • Daniela scrive:

    Gentile Dott.ssa, ho seguito il suo consiglio’, infatti sto assumendo i granuli di arnica montana 5ch da circa una settimana e mi sento un pochino meglio. Vorrei chiederLe per qnto tempo assumere questa diluizione prima di passare a 15-30ch 1-3 volte al di’. Sto prendendo 3 granuli alla volta. Grazie per la sua disponibilita’. Cordiali saluti. Daniela.

  • Gentile Daniela, potrebbe essere utile adoperare Arnica 5CH, 3 granuli 2 volte al dì e Arnica 30CH, 3 granuli una volta al dì. Quando i sintomi scompaiono o quando si riducono sensibilmente, si potrebbe proseguire con la 30CH, 3 granuli 1-2 volte al dì. Il tutto dovrebbe completarsi nell’arco dei 3 mesi. Ripeto però che la parola spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • alessandra scrive:

    Buongiorno, vorrei porre un quesito.Mi e’ stata diagonostica la sindrome di hamstring ormai cronicizzata in quanto la sofferenza muscolare e’ di 5 anni.Solo ora sono riusicta ad avere questa diagnosi.mi e’ stato consigiato di assumere arnica montana 5 ch 3 granuli per 3 volte al giorno e arnica pomata da applicare in loco.E’ corretto?Grazie

  • Gentile Alessandra, per trattare il sintomo il consiglio sembra corretto. Non è escluso però che per rimuovere la causa e quindi evitare le recidive, il medico possa decidere di modificare la cura utilizzando le alte diluizioni onde agire più in profondità, tanto più che il trauma è abbastanza remoto. Cordiali saluti.

  • Giovanni scrive:

    Dott.ssa buongiorno devo iniziare una cura di Arnica Montana per forti dolori alla schiena in passato ho già fatto questa cura: con una monodose di 200CH e poi ho continuato con 5 granuli da 30CH ogni due ore, crede posso fare la stessa cura, i dolori sono gli stessi di allora.
    La ringrazio in anticipo per la risposta

  • Egregio Giovanni, Arnica montana potrebbe essere indicato. Tenga però presente che generalmente per gli eventi acuti vengono utilizzate le diluizioni basse, come ad es. la 5CH. Le diluizioni alte, laddove necessarie, possono essere prescritte solo dal medico. Sarebbe anche utile associare applicazioni locali con pomata a base di Arnica compositum o di Artiglio del diavolo. Cordiali saluti.

  • emma scrive:

    Gentile dottoressa tempo fa ho fatto un filler al viso comprendente due iniezioni sottocutanee ai lati del mento, mi sono venute fuori due ecchimosi che sono andate via solo dopo un settimana; potrebbe essere utile assumero l’arnica montana e in che dosi prima del trattamento per prevenire queste ecchimosi/ematomi Grazie infinite per la risposta
    Emma

  • Gentile Emma, senz’altro Arnica montana potrebbe essere di aiuto, diluizione 4-5CH, 3 granuli 3-6 volte al dì. Cordiali saluti.

  • Nadia scrive:

    Salve Dottoressa, avrei veramente bisogno di un suo consiglio. Ho 59 anni, una buona salute anche se leggermente in sovrappeso e seguita da un dietologo. Mi muovo abbastanza e faccio regolarmente acquagym. Da un po’ di tempo ho acuti crampi notturni nella parte bassa del polpaccio e ultimamente, dolorosissimi, anche ai muscoli della coscia. Pensavo di assumere Arnica 5ch e non so se abbinare qualcos’altro. Anni fa, per una forte tendinite al piede sx, avevo associato, con parere medico, Thuya.
    La ringrazio tantissimo per l’ascolto
    Nadia

  • Gentile Nadia, i crampi muscolari durante il riposo notturno sono per lo più dovuti ad una diminuzione della circolazione sanguigna locale, causata a sua volta o da una cattiva posizione assunta o da un affaticamento muscolare soprattutto se ci si trova in ambienti caldo-umidi come la piscina. Trattandosi quindi di un trauma Arnica potrebbe andare bene, cui si potrebbero associare Cuprum che è più specifico per i crampi ed Aesculus hippocastanum o Hamamelis che tonificano i vasi sanguigni periferici. Altri fattori che possono determinare l’insorgenza dei crampi sono gli squilibri nello stato di idratazione, l’uso di diuretici e le carenze di sali minerali in particolare potassio, magnesio, calcio e sodio. Cordiali saluti.

  • massimino scrive:

    può essere usata per le piaghe da letto?

  • Egregio Massimino, poiché la piaga da decubito (o da letto) è una lesione di natura non traumatica, consistente nella necrosi dei tessuti dovuta ad una pressione prolungata su una parte del corpo, in omeopatia piuttosto che ad Arnica il più delle volte si ricorre ad Hypericum. Sono di grandissima utilità e sollievo anche trattamenti locali con rimedi naturali di origine vegetale, quali ad es. quelli riportati nell’articolo “Curiamo, piaghe, ferite, ulcere” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a consultare. Infatti particolarmente efficaci risultano essere piante come Aloe, Borragine, Carote, Cavolo, Echinacea, Equiseto, Iperico, Piantaggine, Salvia, Verbasco, Verbena ed altre. Cordiali saluti.

  • zaira scrive:

    buongiorno dott.ssa mi sottoporrò a filler e mi è stato prescrito arnica monodose 1conf/dia x i 7 giorni precedenti + pomata arnica x 2 gg, prima del trattamento – la confezione monodose è quella da 200ch? ma non eccesivo x 7gg? consiglierebbe altra diluzione e posologia? la ringrazio per la sua disponibilità e per l’utilità di questo suo sito – cordialità zaira

  • Gentile Zaira, salvo diversa prescrizione medica, poiché nel suo caso occorre agire a livello sintomatico potrebbe essere più appropriato utilizzare Arnica montana a bassa diluizione, ad es. la 5CH, in genere qualche giorno prima dell’intervento, 3 granuli 3 volte al dì e due settimane dopo, 3 granuli anche ogni 2-3 ore. La monodose 200CH, essendo una diluizione alta, può essere prescritta, ripeto, solo dal medico omeopata considerata l’azione profonda che ha sull’organismo e quindi se non è individualizzata può produrre spiacevoli inconvenienti. Cordiali saluti.

  • Fabio scrive:

    Gentile Dottoressa, su di un sito che si occupa di omeopatia viene asserito, tra affermazioni secondo me un pò contraddittorie, che
    “il numero che troviamo prima di ogni rimedio omeopatico, es. 5 ch, indica la dinamizzazione ossia la potenza del rimedio”.

    Per quel che ne so io invece indica, in questo caso, il quinto passaggio della diluzione centesimale hahnemanniana. Per quanto riguarda la dinamizzazione è ovvio che questa essendo effettuata ad ogni passaggio viene potenziata al crescere del numero, ma il numero indica la diluizione e non la dinamizzazione.
    Mi conferma tutto ciò?
    La ringrazio. Fabio

  • Stefania scrive:

    Buongiorno dott.ssa,
    tra qualche giorno dovrò fare l estrazione di un dente, per poi nei prossimi mesi fare l innesto Dell osso del seno mascellare e piu avanti fare l impianto, in casa ho due flaconcini di arnica montana 200 k e un flacone di Staphysagria 7 ch.. Mi può dare gentilmente indicazioni su quando prenderli? Poi volevo sapere cê differenza tra il 200 ch e il 200 k ? Grazie mille per la disponibilità

  • ferruccio scrive:

    Gentilissima Dott.Rita Della Volpe,buongiorno avrei bisogno di un suo consiglio e parere medico.Da almeno sei mesi soffro di un disturbo molto fastidioso alla spalla dx. sono andato dal mio medico di base e mi ha consigliato una risonanza magnetica. fatta questa mi hanno riscontrato un artrosi acromion claveari. ormai di notte non riesco piu a dormire dal dolore,e mi svegio ripetutamente. siccome non voglio usare cure CHIMICHE tradizionali, ho pensato a cure naturali. sono arrivato per caso sul vostro molto interessante sito e leggendo ,ho visto che per il mio problema esiste la pianta ARNICA MONTANA ,pero’ non ho capito bene se e’propio quella giusta visto che e’ adoperata per guarire anche molti altri disturbi. la ringrazio molto per l’aiuto grazie e distinti saluti.

  • Egregio Fabio, in effetti ha ragione lei, anche se a volte nel linguaggio comune si tende, per brevità, ad identificare la diluizione con la potenza. In realtà entrambe le fasi concorrono a formare la potenza di un rimedio omeopatico, cioè sia la diluizione che la dinamizzazione ad ogni passaggio della prima. Infatti queste due operazioni consentono di conferire al rimedio omeopatico il potere energetico in grado di produrre la reazione dell’organismo sotto lo stimolo del rimedio stesso. Per maggiori informazioni si legga l’articolo “Rimedi omeopatici: origine” della sezione del sito “Approfondimenti”. Cordiali saluti.

  • Gentile Stefania, in genere in una situazione come la sua i due rimedi omeopatici, cioè Arnica montana e Staphysagria che sono dei complementari, vengono utilizzati per qualche giorno prima dell’intervento e successivamente per qualche settimana dopo l’intervento. Le diluizioni CH (hahnemanniana) e K (korsakoviana), pur essendo entrambe centesimali, hanno tecniche di preparazione così diverse da rendere problematico ogni tentativo di comparazione. Molti Autori, nonostante ciò, hanno tentato di stabilire un rapporto di equivalenza tra le due tipologie di diluizione, con risultati però non sempre coincidenti. Ad ogni buon fine, solo a titolo orientativo e con tutte le limitazioni del caso, si può dire che approssimativamente la diluizione 200K corrisponde alla 7CH. Cordiali saluti.

  • Egregio Ferruccio, i rimedi omeopatici più comunemente utilizzati nei disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico, come le artrosi, sono Arnica montana, se l’articolazione è gonfia e si ha paura di essere toccati, Belladonna, se vi è l’infiammazione ed i dolori peggiorano con il contatto e migliorano con il riposo, Bryonia, se il dolore peggiora con il movimento e migliora con la pressione, Rhus toxicodendron, se il dolore peggiora con il riposo e migliora con il movimento e/o con il calore, Hypericum, se il dolore peggiora con il movimento e/o con il freddo e migliora coricandosi sul lato dolente. (Si legga gli articoli omonimi nella stessa sezione del sito). Molte volte Arnica montana si associa con Rhus toxicodendron e/o con Hypericum, così come Belladonna con Bryonia. Le diluizioni più consigliate sono le basse, quale ad es. la 5CH, alla dose di 3 granuli 3-6 volte al dì, alternando i rimedi in caso di associazione. Sono utili anche le applicazioni locali di pomata Arnica compositum o Artiglio del diavolo. Cordiali saluti.

  • Antonella scrive:

    Gentile Dottoressa , buona sera. Ho 58 anni e per lavoro guido un taxi. Da circa 6-7 mesi soffro di infiammazione al tendine d’Achille della gamba destra. Il tendine si è gonfiato procurando dolore intenso al punto di non poter camminare e quando cammino si gonfia anche la caviglia.Ho assunto antinfiammatori ma senza successo, da un paio di giorni assumo Arnica montana 5ch 3 granuli ogni tre ore, può andare bene come trattamento o mi può consigliare qualcosa di più specifico? La ringrazio molto per la sua disponibilità.
    Antonella

  • Gentile Antonella, trattandosi evidentemente di un trauma, legato probabilmente al suo lavoro, il rimedio omeopatico per eccellenza più utilizzato è proprio Arnica montana. Dovendo agire a livello sintomatico vanno bene le diluizioni basse, come la 5CH che lei utilizza ed anche la posologia potrebbe essere corretta. Quando sono interessati anche i tendini e/o i legamenti spesso ad Arnica si associa Ruta graveolens oppure Ledum palustre, che sono suoi rimedi omeopatici complementari, sempre alla 5CH. In tal caso Arnica si alterna a uno di loro e si possono allungare i tempi di somministrazione di pari passo con i miglioramenti. Ad integrazione possono essere utili le applicazioni locali con la pomata Arnica compositum. La parola però spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • maria scrive:

    Gentile Dottoressa, insieme ad altri composti omeopatici mi è stato prescritto sulfur 200 ch (globuli) mezzo tubetto a lunedì alterni per 4 settimane, ma purtroppo mi è stato consegnato hepar sulfur 200 ch in granuli. Sono in qualche modo equivalenti? e se si, mezzo tubetto di globuli a quanti granuli corrisponde?
    Grazie

  • Gentile Maria, Sulphur ed Hepar sulphur sono due rimedi omeopatici completamente differenti e per niente equivalenti, per cui se vuole rispettare la prescrizione non deve assolutamente sostituire il primo con il secondo. Inoltre non è possibile stabilire alcuna corrispondenza o equivalenza tra globuli e granuli: i globuli sono in tubo monodose ed hanno diluizioni omeopatiche medie o alte; i granuli si assumono in un certo numero più volte e prevedono tutte le diluizioni, ma solitamente le basse e le medie. Cordiali saluti.

  • Roberto scrive:

    La mia tipologia sarebbe da quanto mi disse l’omeopata parecchi anni fa Lycopodium (che psicologicamente magari mi corrisponde pure bene).
    Devo però dire che non ho mai notato alcun effetto particolare nella assunzione del Lycopodium. Di mia iniziativa con il tempo ho provato anche Sulphur e Byronia (traumi sportivi, cisti) ma anche in questo caso non ho mai notato alcun effetto.
    Stranamente invece, quando ho provato a prendere arnica (di solito la 6ch o 9ch) ha avuto invariabilmente effetti sensibili (non risolutivi, ma sensibili, insomma non effetti placebo).
    Come può accadere questo? Va bene che pare avere effetto sui traumi e va bene che ho preso dosaggi alti (9ch e 6ch di solito bastano due granuli una volta sola e funge!) ma non mi risulta che esiste un tipo omeopatico “arnica”. O sì? Profili di un tipo “arnica” online non ne ho mai trovato mentre Lycopodium parecchi. Grazie

  • Egregio Roberto, ogni rimedio omeopatico possiede un profilo, che è l’insieme delle caratteristiche, inclusa la patogenesi, che lo distinguono dagli altri e che pertanto lo rendono esclusivo. Le caratteristiche sono indicative non solo della malattia che il rimedio è in grado di curare in relazione ai sintomi fisiologici, ma di un quadro molto più ampio ed articolato, che comprende le modalità di comparizione dei sintomi, la loro localizzazione, le sensazioni, gli aggravamenti ed i peggioramenti, le manifestazioni tipiche, gli aspetti psicologici ed emotivi, i comportamenti, la sfera di azione, la compatibilità con altri rimedi ed altro ancora. Quindi anche Arnica montana possiede il suo profilo che corrisponde ad un ben preciso tipo omeopatico. Ciò è riportato, come avrà modo di rilevare, all’interno del paragrafo “Caratteristiche del rimedio” del presente articolo. Ora anche se l’omeopata parecchi anni fa l’ha individuata come un tipo Lycopodium, è possibile che lei abbia qualche somiglianza, pur se marginale, con il tipo Arnica, o quanto meno che la sintomatologia per la quale ha assunto il rimedio corrisponde abbastanza con quella propria di Arnica, ad es. per qualche trauma. Ciò è confermato dal fatto che la somministrazione di pochi granuli di una medio-bassa diluizione, quali sono la 6 e la 9CH, hanno comportato una reattività positiva. Infatti con le basse e le medie diluizioni ci si può limitare a verificare soltanto che la propria sintomatologia faccia parte di quella del rimedio e tralasciare tutto il resto. Ovviamente se la somiglianza si ferma alla sintomatologia, il rimedio omeopatico a bassa o media diluizione potrà curare soltanto i sintomi. Questo è il motivo per cui quando i rimedi omeopatici vengono scelti seguendo unicamente tale criterio, vengono denominati “sintomatici”. In genere sono rimedi somministrati per gli eventi acuti e la loro azione è locale, di organo, più superficiale, non sistemica ma più veloce. Cordiali saluti.

  • Cinzia scrive:

    Buonasera dottoressa, spero ke almeno lei mi possa aiutare. Soffro di una forte uretrite da quasi 30 anni. Ora ne ho 40. Ho preso tanti antibiotici… Fatti tutti gli esami ..(ovviamente sempre tutti negativi).consultati urologi..ginecologi…e infettivologo.. Sono venuta a conoscenza Dell ‘arnica… Pensa possa aiutarmi?? In che posologia??
    La ringrazio anticipatamente…

  • Gentile Cinzia, se la sua uretrite è di origine traumatica e non infettiva, come invece solitamente avviene, allora Arnica montana potrebbe essere il rimedio omeopatico più appropriato. Solo a carattere orientativo, in attesa di consultare un omeopata, può prendere a riferimento la diluizione 5CH, che è tra le più utilizzate a livello sintomatico, in ragione di 3 granuli 3-6 volte al dì. Non è escluso però, trattandosi di una patologia cronica, che possa essere necessaria una cura di fondo e di terreno con le alte diluizioni che necessariamente deve prescrivere il medico omeopata, il quale potrà ricorrere anche a rimedi costituzionali diversi. Cordiali saluti.

  • Patrizia scrive:

    Buongiorno dottoressa, volevo chiedere alcuni consigli per mia mamma che ha molti dolori articolari. Mia mamma soffre di fibrosi polmonare ed è in ossigenoterapia da sforzo e in cura cortisonica. Usa arnica in pomata da mettere localmente sulle parti dolenti. Volevo sapere se per lei sarebbe indicata anche arnica da assumere per bocca, e se non ha controindicazioni con le terapie in corso. Grazie per la gentile risposta. Cordiali saluti.

  • Gentile Patrizia, in genere l’assunzione di alcuni farmaci tradizionali, tra cui i cortisonici, potrebbe condizionare od annullare l’effetto dei rimedi omeopatici avendo i primi un meccanismo d’azione opposto al principio omeopatico. Ciò si verifica soprattutto quando i farmaci vengono utilizzati per curare la stessa patologia. Si richiede comunque il parere del medico. Per un ricorso a rimedi naturali dell’antica tradizione di origine vegetale, la invito a consultare l’articolo “Stop reumatismi-nevralgie-ecc.” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”. Cordiali saluti.

  • Gloria scrive:

    Buongiorno dott.ssa, Le scrivo perché da anni non risolvo il mio problema con i rimedi farmaceutici Non omeopatici. Ho dolore alle gambe soprattutto dopo allenamenti (ballo agonistico) che non mi fanno dormire la notte. I sintomi sono: formicolii, bruciore, crampi, pesantezza, freddo). Anche nella vita normale evito di camminare perché mi affatico ed in piedi resisto non + di due ore. Le faccio presente che in 5 anni ho fatto tutti gli esami possibili e immaginabili e i risultati sono tutti negativi. La ringrazio anticipatamente.

  • olga scrive:

    gentile dottoressa,
    mia figlia, 11 anni, si e’ procurata un trauma contusivo al gomito in palestra. ho acquistato per errore arnica 200 k in granuli anziche’ monodose e vorrei conoscere la posologia.
    grazie

  • Gentile Gloria, i disturbi che lei avverte alle gambe sono dei sintomi generali che possono avere diverse cause e come prima cosa verrebbe da pensare ad una insufficienza circolatoria, ma avendo escluso ogni patologia le stesse andrebbero ricercate nello stile di vita e nell’alimentazione. Ad esempio bisognerebbe evitare i tacchi alti per periodi prolungati, di indossare indumenti che provocano costrizione agli arti inferiori, di rimanere a lungo in piedi, di tenere le posture sbagliate o le cattive posizioni a letto, gli affaticamenti muscolari, l’esposizione diretta al sole o a fonti di calore come saune o bagni caldi, il fumo e l’alcool, ecc. Per quanto riguarda l’alimentazione occorrerebbe seguire una dieta equilibrata che privilegi le fonti di vitamine e di sali minerali (in particolare magnesio, ma anche potassio, calcio e sodio) e che introduca molta acqua per scongiurare gli squilibri nello stato di idratazione. Venendo ai rimedi omeopatici, quelli che potrebbero essere utili sono diversi e tra i più utilizzati troviamo Arnica montana, Rhus toxicodendron, Magnesia carbonica, Zincum, Rhododendron, Arsenicum album, Secale cornuta ed altri. Ovviamente, così come richiede l’omeopatia, i risultati migliori verranno dal rimedio con il quale si ravvisano più somiglianze, sia dal punto di vista fisiologico che da quello psicologico. Cordiali saluti.

  • Gentile Olga, la 200K è una diluizione alta che, ammessa che sia necessaria, è sempre opportuno che venga prescritta da un omeopata. Lo stesso dicasi per la posologia. Questo perché le alte diluizioni hanno un’azione più profonda e sistemica ed in genere si utilizzano per curare le patologie croniche o quelle che coinvolgono la componente psicologica del soggetto. Cordiali saluti.

  • stefania scarciglia scrive:

    Gentile dott.essa Della Volpe, sono mamma di un bimbo di 4 anni, che è stato operato per risolvere una cardiopatia congenita: la tetralogia di Fallot. Si sa, i bimbi a questa età cadono spesso e mi è stata consigliata l’arnica in globuli, vorrei sapere se per mio figlio c’è una dose particolare da assumere e soprattuttose la può assumete. Può causareproblemi al cuoricino? La ringrazio. Stefania.

  • Gentile Stefania, il rimedio omeopatico Arnica montana è particolarmente indicato per tutti i tipi di traumi fisici e quindi anche per gli effetti delle cadute. Il rimedio è anche adoperato per le debolezze del cuore e per alcuni tipi di disturbi cardiaci, per cui dovrebbe essere un cardioprotettore. La forma che le è stata consigliata, cioè il tubo monodose contenente globuli, ha una diluizione media o alta, per cui va assunta sempre con grande cautela ed a maggior ragione per l’età del bimbo, oltre che per la problematica che l’ha interessato. In omeopatia non esiste la dose particolare da adoperare in base all’età o altro, ma esiste la dose che fa parte della cura personalizzata al singolo caso, soprattutto se sono richieste le diluizioni medie e alte. Le consiglio pertanto di evirare il “fai da te” e di rivolgersi ad un medico omeopata. Cordiali saluti.

  • cristina iacovino scrive:

    Gentile Dott.ssa, le scrivo per chiederle una informazione.
    Circa un mese fa mio marito si è dato una martellata sul dito, alla radice dell’unghia, con conseguente creazione di un ematoma subungueale esteso ai 3/4 dell’unghia. Inizialmente ghiaccio e antidolorifici classici hanno eliminato rapidamente il dolore, poi siamo stati a guardare credendo che piano piano si riassorbisse. Ad un mese pero’ ho notato che si è frantumata la lunula lasciando intravedere il letto sottostante, mentre l’ematoma non si è spostato di nessun mm, l’unghia non è ancora caduta e non mi sembra allo stesso tempo che cresca. Nell’attesa di ottenere una visita dermatologica, conosco le proprietà dell’arnica e pensavo di applicare la formulazione in gel topico quotidianamente. Ma mi chiedevo.. è possibile farlo anche a lunula frantumata? Non implica un contatto con i tessuti sottostanti? Grazie molte del consulto.

  • Gentile Cristina, piuttosto che il gel di Arnica, che potrebbe essere controindicato in caso di contatto con i tessuti sottostanti la lunula frantumata, sarebbe preferibile applicare localmente una pomata di Calendula o di Aloe vera per un’azione lenitiva, antisettica, anestetica, riepitelizzante, antinfiammatoria, cicatrizzante. Tenga comunque conto che i tempi di guarigione sono abbastanza lunghi e possono durare anche diversi mesi. L’ematoma subungueale spesso viene trattato con l’assunzione di Arnica omeopatico a bassa diluizione ed eventualmente, per velocizzarne l’assorbimento, con un semplice intervento evacuativo (ad es. foratura o taglio dell’unghia) fatto da personale specializzato. Cordiali saluti.

  • GIULIANA75 scrive:

    Gentile dottoressa sono una sportiva e avrei bisogno di un chiarimento sull’arnica “monodose”. Mi è sempre stata data la monodose 200k per traumi/sforzo fisico e ne porto sempre una con me quando svolgo attività fisica. In farmacia, in Francia, alla richiesta di arnica monodose mi è stata data l’arnica montana 7ch. A cosa equivale? ogni quanto è corretto prenderla nel caso di traumi o notevole sforzo fisico? La ringrazio e le porgo i miei migliori saluti.

  • Gentile Giuliana, la 200K è una delle diluizioni korsakoviane, precisamente la duecentesima, le quali sono connotate dalla sigla K dal nome del loro ideatore Simeon Korsahov. In Francia tali diluizioni non sono commercializzate in quanto escluse dalla relativa Farmacopea omeopatica ufficiale, perché il metodo di preparazione dei rimedi è poco standardizzabile a causa della difficoltà nel controllare e mantenere costanti le varie fasi del processo. Per questo motivo in farmacia le hanno dato la 7CH che è la diluizione hahnemanniana equivalente, però badi bene, solo dal punto di vista della concentrazione molecolare della sostanza di origine (nel nostro caso la tintura madre dei fiori di Arnica montana) e non della dinamizzazione, perché a parità di concentrazione la diluizione korsakoviana ha una dinamizzazione molto più alta e quindi una potenza notevolmente superiore a quella della corrispondente diluizione hahnemanniana. Tale diversità comporta delle dinamiche terapeutiche alquanto differenti. Infatti la 7CH è annoverata tra le basse diluizioni e serve per risolvere le patologie acute e per i sintomi locali. Invece la 200K è annoverata tra le alte diluizioni e serve per curare le patologie croniche e quelle che coinvolgono la componente psicologica. Per ulteriori informazioni, la invito a consultare l’articolo “Diluizioni omeopatiche D, CH, K, LM” nella sezione del sito “Approfondimenti”. In genere una 7CH può essere utilizzata in ragione di 3 granuli 3-4 volte al dì. Cordiali saluti.

  • Jessica scrive:

    Buongiorno Dottoressa,
    la prossima settimana mi sottoporrò ad un cesareo per gravidanza gemellare.
    Ho acquistato Arnica 30CH da assumere prima dell’intervento.
    Al momento, a causa del peso della pancia, soffro da 1 settimana circa anche di emorroidi.
    Ho visto che in caso di emorroidi e post operatorio la soluzione dovrebbe scendere a 4-5CH.
    Visto che non vorrei acquistare soluzioni differenti, Lei cosa mi consiglia?
    Uso il 30CH in quantità minori per emorroidi e post operatorio?
    O è necessario acquistare più prodotti?
    Grazie per l’attenzione.

  • Gentile Jessica, la 30CH è una diluizione centrale, catalogata tra le diluizioni medio-alte, che è vero che si utilizza prevalentemente per la malattie croniche e per i sintomi generali, ma ha effetto anche sui sintomi acuti con lo stesso trattamento. Per le emorroidi potrebbe aiutarsi anche con una pomata erboristica a base di piante ad azione specifica. Ad esempio risulta essere molto efficace la pomata contenente una o più delle tinture madri di Hamamelis, Aesculus hippocastanum, Paeonia, Ratanhia. Dia anche un’occhiata all’articolo “Emorroidi e vene varicose ko” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove tra i tanti preparati fitoterapici dell’antica tradizione riportati, molto utili per la cura delle emorroidi, potrà eventualmente orientarsi per quelli ad uso esterno. Auguri per il bellissimo evento. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    buonasera dott …..sono un paio di settimane che soffro con i piedi …l ortopedico ha detto che e un infiammazione dimenticavo sn incinta di 22 settimane…..posso usare la pomata ARNICA HEEL…. grz spero di avere al piu presto la vostra risp…..

  • Gentile Anna, la risposta è si. In genere i rimedi omeopatici sono ben tollerati in gravidanza. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    Carissima dr.ssa
    dopo la pulizia dei denti, mia figlia si è ritrovata con un diffuso gonfiore che interessa il lato sinistro del collo. Si tratta di un antiestetico e preoccupante rigonfiamento, trattato inizialmente con arnica 6ch 3 granuli. Purtroppo non è molto assidua nella cura, pertanto il gonfiore si è leggermente attenuato sul collo e sembra interessare adesso anche l’omero. La ringrazio per la sua attenzione.

  • Gentile Anna, Arnica montana potrebbe andare anche bene, però tenga presente che sua figlia potrebbe essere affetta da un’infezione con l’ingrossamento dei linfonodi del collo e che presumibilmente si sta estendendo. Le consiglio pertanto di rivolgersi al più presto ad un medico. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    è andata dal medico che le ha dato ananase…mai preso: è dunque il caso di somministrarglielo o un equivalente omeopatico?
    la ringrazio

  • Gentile Anna, credo che sia assolutamente il caso di rispettare la prescrizione del medico, come si dovrebbe sempre e di informarlo sull’evoluzione in corso. Tra l’altro l’ananase è un farmaco antinfiammatorio di origine naturale, il cui principio attivo, la bromelina, si estrae dal gambo dell’ananas. Cordiali saluti.

  • Silvia scrive:

    gentile dott.ssa, al mio cane è stato riscontrato una parziale rottura del legamento crociato e probabilmente dovrò operarla. Prima però mi hanno prescritto antinfiammatori che finirò fra pochi giorni. Ho sentito parlare dell’arnica, potrebbe essere indicata per il mio caso?? Se si, in quali dosi e per quanto tempo? Il cane è un Golden retriever di 5 anni, femmina, sterilizzata e pesa 30 kg. La ringrazio della risposta

  • Gentile Silvia, Arnica montana potrebbe andare bene, a diluizione bassa, come ad es. una 5CH, in ragione di 2-3 granuli 1-2 volte al dì, per 1 settimana prima dell’intervento e 3 settimane dopo. Cordiali saluti.

  • Silvia scrive:

    Gentile dottoressa, innanzitutto volevo fare i complimenti a lei per le sue puntuali e precise risposte e per il sito pieno di informazioni interessanti e utilissime. Sito che ho scoperto casualmente e che ora consulterò sicuramente molto spesso. Inoltre ne approfitto per chiederle se l’Arnica montana che mi ha prescritto per il legamento crociato del cane, può essere utilizzata per lunghi periodi (con periodi di sospensione?), sempre alle stesse dosi anche per una leggera displasia dell’anca. La ringrazio ancora e la saluto cordialmente.

  • Gentile Silvia, poiché la displasia dell’anca nei cani è quasi sempre una predisposizione genetica di matrice ereditaria e non dovuta a trauma accidentale, piuttosto che Arnica montana potrebbe essere più indicato un rimedio come Sulphuricum acidum, che potrebbe essere utilizzato alla stessa diluizione e posologia per qualche mese, allungando eventualmente i tempi di somministrazione con i miglioramenti. La terapia dopo la pausa di un mese, se apporta benefici, alla bisogna può essere ripetuta. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    Gent.ma dr.ssa della Volpe
    a proposito di cani, devo preoccuparmi se la cagnetta del mio vicino è affetta da rogna? Sono allergica al pelo degli animali domestici. Di rogna si può guarire e c’è un rimedio omeopatico da suggerire al padrone?
    Grazie

  • Susanna scrive:

    Il mio omeopata mi ha prescritto la seguente terapia ARNICA:
    1°g monodose 200K
    7°g monodose MK
    gli altri giorni x 25g 30CH
    Ho acquistato erroneamente il tubetto di granuli da 200K, come posso utilizzarlo, dal momento che l’ho erroneamente aperto?
    Grazie

  • Gentile Anna, non deve assolutamente preoccuparsi, per precauzione basta tenersi a debita distanza considerato che la rogna dei cani può trasmettersi all’uomo solo per contatto diretto e prolungato con l’animale ed in mancanza di misure igieniche adeguate. Tra l’altro la forma potenzialmente trasferibile dal cane all’uomo è solo quella sarcoptica, dovuta all’acaro Sarcoptes scabiei variante canis, che è un parassita imparentato con l’acaro della scabbia umana, ma non si tratta tanto di scabbia quanto di fenomeni di irritazione e allergia causati dal morso dell’acaro stesso, che però preferisce proliferare nel pelo del cane dove trova il suo habitat naturale. Invece la forma demodettica (detta comunemente rogna rossa), meno frequente, dovuta all’acaro Demodex canis, non è molto contagiosa e raramente si trasmette all’uomo. Cordiali saluti.

  • Gentile Susanna, ovviamente dovrebbe seguire la prescrizione del suo omeopata, sia per le diluizioni che per la posologia. Se, da quello che capisco, la 200K del primo giorno l’ha già assunta, quest’altra al momento non la dovrebbe utilizzare ma solo conservare, però chieda lumi al suo omeopata. Cordiali saluti.

  • paola scrive:

    Buongiorno dottoressa, leggo con interesse i suoi consigli, e da tempo seguo l’omeopatia per i miei figli. Le chiederei un consiglio!Ieri uno è caduto su una lastra di ghiaccio, battendo la bocca che ha iniziato a sanguinare! si è tagliato sia il labbro superiore che inferiore, e soprattutto si è formato un grosso livido/ammasso di sangue sulla gengiva sup. ad oggi i dentini da latte (ha 4 anni)sembrano nn aver risentito (speriamo!) ad eccezzione del dolore al “contatto”. Subito sono intervenuta con del ghiaccio e il gg dopo con arnica 5 ch (4 granuli a gg) in quanto di domenica nn avevo nulla a disposizione. Cosa posso dare al mio piccolo per alleviare il male e velocizzare la ripresa dal trauma. la ringrazio!

  • Francesca scrive:

    Buongiorno dottoressa,
    Prendo per problemi di cervicobrachialgia arnica comp. heel e gelsemium 10 gocce 3 volte al dì per tre mesi.
    dopo questi mesi quanta ne posso prendere?
    saluti

  • Gentile Paola, Arnica montana 5CH dovrebbe andare bene considerato che è il rimedio principe di tutti i tipi di traumi. Eventualmente, poiché c’è stato sanguinamento, si potrebbe associare Calendula 5CH che è un rimedio vulnerario che ha quindi in più un’azione cicatrizzante. Cordiali saluti.

  • Gentile Francesca, l’assunzione dei rimedi omeopatici non può seguire alcuna regola generale perché è strettamente legata al singolo caso ed alla singola persona. Molto dipende anche dai benefici che si ricevono e se i miglioramenti continuano a progredire, in tal caso si potrebbe continuare ancora per qualche mese, eventualmente diminuendo le somministrazioni giornaliere di pari passo con i miglioramenti stessi, fino a una riabilitazione soddisfacente o completa. Cordiali saluti.

  • Debora scrive:

    Buon giorno dottoressa,
    trovo questo sito molto interessante e per questo volevo sentire un suo parere.
    Sabato sul luogo di lavoro, salendo su di un banco ho urtato la testa con una certa violenza ad una mensola.
    Da allora ho la cefalea e dolori al collo.In ospedale ho fatto una visita neurologica e con l’otorino, da protocollo consigliano una tac, ma sottoporsi a tutte quelle radiazioni a 29 anni, non m i sembrava il caso anche a detta loro.
    Oggi la mia farmacista omeopata mi ho consigliato una monodose di arnica 200ch e arnica 5ch da prendere credo 3 volte al dì 5 granuli e dei cerotti thermacare.
    Cosa ne pensa?Inoltre grazie al suo sito scopro che è anche indicata per traumi psichici e stati ansiosi..io lo sono soprattutto quando c’è di mezzo la salute.
    Grazie buon lavoro

  • Gentile Debora, Arnica montana è senz’altro il principale rimedio omeopatico indicato per tutti i tipi i tipi di traumi, sia fisici che psichici, per cui potrebbe essere di grande aiuto nel superare le conseguenze degli stessi. Tenga però conto che i traumi psichici di Arnica si riferiscono in modo particolare a paure improvvise, emozioni molto intense, spaventi, eccessi di collera, stati di shock, dispiaceri, lutti, ecc., cioè a tutti quegli eventi traumatici per la psiche che sottendono una minaccia, soggettiva o oggettiva, verso la quale si avverte un senso di impotenza e di vulnerabilità, in grado di provocare quindi uno stato di sofferenza psicologica. Si tratta perciò di eventi che possono riguardare esperienze singole o situazioni protratte nel tempo, però sempre e solo di eventi. Pertanto se la sua ansia si genera ogni qualvolta lei si ammala, allora Arnica potrebbe essere il rimedio adatto a superare questa temporanea situazione emotiva. Se invece la sua ansia è legata ad un generica paura o preoccupazione, sempre presente, di ammalarsi, di non guarire, della propria incolumità, che le succeda qualcosa, ecc., tale da creare una situazione emotivamente e fisicamente insostenibile, allora i rimedi omeopatici più specifici sono altri. Infine per quanto riguardo la TAC deve affidarsi al consiglio ed al giudizio dei medici, i soli in grado di stabilire se l’esame è strettamente necessario oppure no, senza lasciare zone d’ombra sulla diagnosi. Grazie per l’apprezzamento relativo al sito. Cordiali saluti.

  • Paolo Valentini Marano scrive:

    volevo fare una domanda, mia moglie è caduta e prob.te si è storta una caviglia la farmacista mi ha dato arnica 200 ch da ripetere a distanza di 24 ore poi un mio amico omeopata mi ha detto che ho sbagliato perchè dovevo continuare con la 5 ch. come mi consiglia di continuare adesso per un conti
    nua efficacia?

  • Egregio Paolo, il suggerimento dell’omeopata sembra corretto, dal momento che occorre intervenire a livello sintomatico e quindi l’utilizzo di una bassa diluizione sortisce tale effetto. Cordiali saluti.

  • Tanta Zaborila scrive:

    Salve dottoressa.complimenti per le informazioni. Il mio hoby e la medicina sia omeo che laltra. Cmq vorrei chiedere un consiglio: mia figlia( 32 anni) sposata con un figlio di 4 anni, da circa 6-7 mesi sofre di fortissimi male di testa seguite di atacchi di panico e una forte debolezza che non e in grado di muoversi. A periodi e molto irascibile e ha molto nervoso a doso , penso anche perche non puo prendere sonno. Mi figlia non ha problemi particolari in famiglia ma lei si preoccupa fin troppo per altri. Vorrei sapere se potrebbe prendere arnica pastiglie e che concentrazione e come prenderle. Io ne jo in casa arnica montana 7ch pastiglie. In atesa di una risposta la ringrazio di cuore. Porgo distinti saluti.

  • Gentile Tanta, Arnica montana è un rimedio omeopatico più indicato quando la sofferenza psicologica, con le conseguenti somatizzazioni (ad es. il mal di testa), è causata da un trauma psichico (o fisico), cioè da eventi che si riferiscono in modo particolare a paure improvvise, emozioni molto intense, spaventi, eccessi di collera, stati di shock, dispiaceri, lutti, ecc. Nel caso di sua figlia verrebbe da pensare ad altri rimedi quale ad esempio Natrum muriaticum, che è uno dei principali rimedi omeopatici per la cura dell’ansia fino agli attacchi di panico e della depressione, essendo queste due condizioni emotive spesso alternate e sovrapposte, con molti sintomi in comune e quindi difficilmente separabili. Natrum muriaticum presenta tipicamente una marcata instabilità emotiva, ove infatti si alternano momenti di nervosismo, irascibilità, irritabilità, scontrosità, preoccupazione, ansia fino agli attacchi di panico (fase stenica), a momenti di depressione, oscuramento, pessimismo, prostrazione, debolezza, stanchezza fisica e mentale al punto di non riuscire a fare le cose (fase astenica). Ovviamente la conferma di ciò la può fornire solo un medico omeopata, al quale è sempre opportuno rivolgersi per la certezza di ricevere una terapia personalizzata che potrebbe prevedere l’uso di rimedi costituzionali (anche Natrum muriaticum è un rimedio costituzionale), probabilmente ad alta diluizione, per agire in profondità sul “terreno” dell’individuo come spesso viene richiesto quando la sofferenza psicologica investe tutta la persona. Cordiali saluti.

  • stefania belardi scrive:

    salve dottoressa, sono stata recentemente operata e mi sono stati prescritti 3 granuli di arnica per tre volte al dì, tuttavia quando l’ho acquistata in farmacia mi sono state date delle compresse. Dunque mi domando quante compresse devo prendere al giorno in rapporto ai 3 granuli?
    grazie in anticipo

  • Gentile Stefania, la via di somministrazione per eccellenza dei rimedi omeopatici è quella sublinguale, perché in tale sede la mucosa ha una notevole capacità di assorbimento dovuta alla ricca vascolarizzazione e ciò comporta il massimo dell’efficacia ed anche una maggiore tempestività di azione, senza dover così passare per l’apparato digerente come nel caso delle compresse. Per tale motivo i granuli vanno fatti sciogliere lentamente sotto la lingua. Pertanto se vuole ottenere un migliore effetto terapeutico farebbe bene a rispettare la prescrizione, restituendo le compresse e rifornendosi dei granuli. Cordiali saluti.

  • gabriella scrive:

    buongiorno dott.ssa, per caso cercavo un sostitutivo (con l’antibiotico) e ho trovato il suo sito con informazioni esaustive,ne approfitto per chiederle conferma su l’arnica montana 4CH. dopo estrazione (di più denti) al posto dell’antibiotico? purtroppo il mio dentista non usa l’omeopatia .
    grazie in anticipo
    cordiali saluti
    Gabriella

  • Gentile Gabriella, Arnica montana è un rimedio omeopatico molto utile per i traumi fisici (e per quelli psichici) e quindi anche per il trattamento post-operatorio, come ad esempio le estrazioni dentarie. La sua azione sull’organismo è essenzialmente di tipo antinfiammatorio, antidolorifico e antiemorragico. Però non è in grado di sostituire completamente l’antibiotico. Ma anche gli altri rimedi omeopatici maggiormente indicati per le infezioni, quali ad esempio Mercurius solubilis, Silicea, Hepar sulphur, Cuprum, ecc., hanno efficacia solo quando l’infezione è in corso, perché l’omeopatia per agire ha bisogno del sintomo. Per la prevenzione si potrebbe pensare a preparati fitoterapici, quali ad esempio la tintura madre di Echinacea che ha una specifica attività antibiotica, la quale spesso è associata alla tintura madre di Ribes nigrum che ha delle buone proprietà antinfiammatorie, antistaminiche e stimolanti del sistema immunitario. Tenga presente che anche altre piante possono funzionare da antibiotici naturali, come ad esempio il succo di aloe vera, l’aglio, la cipolla, i semi di pompelmo, il polline, la propoli, la rosa canina, l’uncaria tomentosa, ecc. Prima di sostituire l’antibiotico chieda il parere del medico. Cordiali saluti.

  • Paolo scrive:

    Buona sera, Dott.ssa,mi chiamo Paolo, da piú di sei anni sofro di intensi dolori per contratture lombosacrali.non vorrei sfinirvi con la mia tragica vita,quasi sette anni fa ho iniziato ad accusare bruciori e dolori alla zona lombosacrale e glutei,da lí he iniziato il mio calvario. Neurochirurghi a go-go,neurologhi,migliaia di euro spesi ma assolutamente nessun risultato.mi hanno parlato dell’arnica per queste contratture,che si sviluppano dopo il risveglio.Che tipo potrebbe esere utile per me ,pomata,pillola,gocce.vorrei un consiglio.Ho fatto cura omeopatica per quattro anni,ma il medico ha ammesso la sua sconfitta.Attendo risposta.Grzie.

  • laura scrive:

    Salve dottoressa,
    ho utlizzato l’arnica montana in granuli da 5ch per via di una estrazione dentaria.
    Ho letto nella scheda che l’arnica può essere utilizzata anche in caso di mal d’auto.Siccome abito lontana dalla città sono costretta a stare molte ore sugli autobus.Come posso utilizzare l’arnica in tal senso?Non leggo specifiche per la concetrazione da 5 ch e non vorrei usarla in modo sbagliato.Va bene prendere un granulo sotto la lingua prima di uscire?
    Cordiali saluti e grazie in anticipo per la risposta.Buona giornata..
    Laura

  • Egregio Paolo, Arnica montana è il rimedio omeopatico per eccellenza di tutti i tipi di traumi e quindi anche di quelli a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, quale per l’appunto la lombalgia o la lombaggine che è la tipica contrattura dei muscoli paravertebrali. La forma farmaceutica più comoda da utilizzare è quella in granuli. Potrebbe essere utile l’associazione con la pomata fitoterapica Artiglio del diavolo per delle applicazioni locali. Cordiali saluti.

  • Gentile Laura, tra 3 e 5CH non c’è una grande differenza, per cui vanno sempre bene 3 granuli per dose, oppure meglio le gocce considerato che lei è intollerante al lattosio. Tenga comunque presente che in omeopatia l’entità della singola dose ha un’importanza relativa, ciò che conta di più ai fini terapeutici è il numero delle somministrazioni. Cordiali saluti.

  • Margarita Gidoni scrive:

    Gentile dotoressa, da nove giorni che prendo i granuli dell’ arnica montana in questa maniera : il 1° giorno ho presso la monodose Arnica ch200 una volta al mattino e i giorni sucessivi sempre una volta al mattino 3 granuli ch 30 sempre lontano dai pasti. Questi granuli li prendo per dolori per una contrazione muscolare nella zona lombare sinistra. Ho trovato un gran beneficio, però da due giorni ho un prurito nella zona del collo, può essere una mia reazione all’ arnica?
    Cordiali saluti e grazie anticipate per la sua risposta.
    Margarita

  • Gentile Margarita, certamente Arnica montana è il rimedio omeopatico principe per tutti i tipi di traumi fisici e quindi anche per quelli a carico dell’apparato muscolo scheletrico, come per l’appunto le contrazioni muscolari. Però in genere le cure omeopatiche, laddove è necessario, vengono effettuate a diluizioni crescenti e non il viceversa, ciò soprattutto per evitare che il rimedio sviluppi il suo potere patogeno, con la comparsa di nuovi sintomi estranei a quelli da curare. Bisogna poi aggiungere che la 200CH è una diluizione alta, dall’azione profonda e sistemica, che potrebbe causare fenomeni di tale tipo specie quando la somiglianza con il rimedio non è totale ma è limitata ai sintomi locali ed anche la 30CH è una diluizione abbastanza alta, catalogabile tra quelle medio-alte. Infatti nella sua patogenesi Arnica montana contiene diversi disturbi cutanei, tra cui le manifestazioni pruriginose in varie parti del corpo. Quindi il suo percorso di cura si giustifica solo se a prescriverlo è stato un medico omeopata, che l’avrà scelto perché l’avrà ritenuto maggiormente appropriato alla sua specifica situazione personale. Generalmente i disturbi in questione sono passeggeri e dovrebbero scomparire in un arco di tempo variabile, da qualche giorno a qualche settimana. Se dovessero aumentare è opportuno diradare le somministrazioni fino a sospenderle. Cordiali saluti.

  • NADIA FIORIO scrive:

    Buonasera D.ssa,
    da tre settimane ho preso l’influenza che mi ha colpito in particolare le vie respiratorie con conseguente laringite acuta e perdita parziale della voce che fatica a tornare (sono una cantante per cui questa situazione mi crea qualche problema). Dopo antibiotici e cure varie mi è stata consigliata l’arnica montana, pensa che mi possa aiutare per recuperare la voce e togliere questo fastidio alla gola, o in alternativa cosa mi consiglia? Grazie per i suoi consigli, sono anche una mamma e in passato ho curato varie volte mia figlia con l’omeopatia, quindi conosco i vantaggi che se ne possono avere, evitando dove possibile la medicina classica.
    Grazie per la sua risposta
    NADIA

  • Gentile Nadia, Arnica montana, essendo un rimedio omeopatico indicato per tutti i tipi di traumi, potrebbe essere adatto. Tenga però presente, come lei sa, che i risultati saranno tanto migliori quanto più il rimedio assomiglia al paziente, almeno nella sintomatologia. Gli altri rimedi omeopatici per il trattamento dei disturbi della voce sono riportati nell’articolo “Afonia e Raucedine” della sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, che può eventualmente essere di aiuto per una scelta diversa. Passando alla fitoterapia, tenga altresì presente che una pianta toccasana indicatissima per tutti i disturbi della voce è l’Erisimo, denominata non a caso “l’erba dei cantanti”, di cui si può adoperare l’infuso delle foglie, da assumere nella misura di un cucchiaio più volte al giorno secondo necessità, oppure per fare dei gargarismi. Si può utilizzare anche la tintura madre della stessa pianta, da assumere diluita in un poco d’acqua, oppure la forma spray. Il risultato è eccezionale. I due trattamenti, quello omeopatico e quello fitoterapico, possono tranquillamente coesistere. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    per le difficoltà di espettorare muco dal naso che si presenta acquoso e maggiore indiziato del naso rosso, che cosa mi consiglia? Per qualche giorno ho avuto anche una febbricola di 37° e poi tutto si è assestato sui 36° e mezzo. Crede che uno spray nasale sia adatto oppure cè un rimedio della nonna a base di suffumigi? Sospetto anche una sinusite. La ringrazio, gent.ma dr.ssa della Volpe.

  • Gentile Anna, poiché lei già utilizza Nux vomica, dal punto di vista omeopatico potrebbe bastare. Un ulteriore aiuto potrebbe venire da un preparato fitoterapico casalingo, già suggeritole con la risposta ad un suo commento precedente, come ad esempio lo sciroppo di cipolla e limone, o gli impacchi di semi di lino, o gli infusi di malva e maggiorana, che sono degli ottimi espettoranti. Cordiali saluti.

  • Maria scrive:

    Buonasera dottore le scrivo per un consiglio, ho mio figlio di 2 anni. che oggi gi è stato diagnosticato dal pediatra un otalgia dx. La farmacista mi ha consigliato arnica 5 ch. 5 granuli tre volte al giorno. Mi chiedevo se andavano bene

  • Gentile Maria, potrebbe essere appropriato se si considera che Arnica montana è il principale rimedio omeopatico per tutti i tipi di traumi con manifestazioni dolorose localizzate a diverse parti del corpo e quindi anche alle orecchie. I granuli possono diventare tranquillamente 3 se assunti correttamente per via sublinguale (lasciati sciogliere sotto la lingua per almeno 1 min), perché quello che conta di più ai fini terapeutici è il numero delle somministrazioni. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    Gent.ma dr.ssa, mi rivolgo a lei per un consiglio urgente. Mia figlia ha appena assunto la terza chemioterapia e settimanalmente deve sottoporsi a ben due prelievi del sangue. Inizia a lamentarsi delle ecchimosi, penso si dica così, posizionate in prossimità dei buchetti provocati dagli aghi. Assume diversi farmaci durante il giorno e temo che non voglia prendere i granuli di arnica. Può bastare uno strato di pomata o di gel sempre di arnica? Mi affido ai suoi consigli e alla sua preziosa attenzione.

  • Gentile Anna, la pomata o il gel di Arnica vanno benissimo per ridurre le ecchimosi, l’importante è che non ci siano lesioni o ferite. Cordiali saluti.

  • Paolo 61 scrive:

    Spett.le Dott.ssa Volpe,potrei un contatto privato per una malattia seria.

  • Egregio Paolo, mi dispiace sono solo un’appassionata e una studiosa di omeopatia che cerca di fornire, con il presente sito, informazioni chiare, oggettive e responsabili su ciò che l’omeopatia e le medicine naturali in generale possono fare per la nostra salute e il nostro benessere. Le consiglio di rivolgersi ad un medico omeopata. Cordiali saluti.

  • Paolo scrive:

    Grazie per la risposta,sono stato in un famoso omeopata,edopo quattro anni purtrocco ha riconosciuto la sua resa.Ha qualche Nome da farlmi che va da Taormina a Catania.Grazie ancora.

  • Egregio Paolo, se non ha altri riferimenti potrebbe fare una ricerca in rete relativamente a siti e organizzazioni affidabili, come ad es. potrebbe essere la SIMO (Società Italiana Medicina Omeopatica) che opera anche in Sicilia, oppure rivolgersi a una farmacia di fiducia con vendita omeopatica per essere indirizzato verso un bravo medico omeopata. Cordiali saluti.

  • Teresa scrive:

    buon giorno.Mi è’ stato diagnosticato la sindrome di Sjogren,ci sono rimedi omeopatici per alleviare la secchezza della bocca e i dolori alle mani? La ringrazio per la sua risposta.

  • Gentile Teresa, in letteratura sono citati alcuni rimedi omeopatici potenzialmente in grado di alleviare i sintomi della malattia e che si possono adottare insieme alla terapia tradizionale, quali Alumen, Natrum muriaticum, Alumina, Bryonia, Belladonna, Nux moschata, Sticta pulmonaria. La scelta, la modalità e l’opportunità di utilizzarli deve essere valutata dal medico. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    gent.ma dr.ssa
    Quali alimenti consiglierebbe a mia figlia in trattamento di chemioterapia, che accusa vampate di calore, insomma i sintomi della menopausa, in seguito all’induzione al riposo delle ovaie con Enantone, una al mese per sei mesi? La ringrazio.

  • Gentile Anna, il consiglio è abbastanza scontato e si riferisce ad un’alimentazione semplice e sana (che faremmo bene ad adottare tutti), varia ed equilibrata, ricca di frutta e verdura, preferendo i cibi freschi, evitando i cibi troppo grassi, abolendo i cibi piccanti e le spezie, bere abbastanza acqua, ecc. Anche un regolare esercizio fisico, pur se moderato, può contribuire ad aumentare la capacità termoregolatoria dell’organismo. Cordiali saluti.

  • antonella scrive:

    Gent.ma dott.ssa mio marito dalla RM effettuata è risultato affetto da ernia discale…..al momento è in trattamento farmacologico con cortisone e antidolorifici ma son circa 20gg che il dolore non si attenua.Non dorme insofferente irascibile e affamato.Premetto che ha avuto 4 anni fa un infarto e assume terapia farmacologica vorrei avere da lei un parere circa i farmaci che potrebbero alleviare il suo stato e per cercare di disintissicarlo e tranquillizzarlo circa il suo stato di salute La ringrazio vivamente

  • Gentile Antonella, se lei intende trattare lo stato doloroso di suo marito con l’omeopatia le possibilità esistono. Lo stesso dicasi per la fitoterapia. Relativamente all’omeopatia in genere la terapia prevede un trattamento preventivo disintossicante, che attiva il drenaggio e la diuresi, seguito o in associazione con il trattamento per la sedazione del dolore. Il drenaggio solitamente viene effettuato con preparati fitoterapici, quali ad es. gemmoterapici come Ribes nigrum, Pinus montana, Vitis vinifera ed altri. La sedazione del dolore viene effettuata con rimedi omeopatici, avendo cura di scegliere quello (o quelli) che contempla una sintomatologia la più possibile somigliante a quella del paziente, con particolare riguardo alle modalità di manifestazione dei sintomi dolorosi, ai loro modi di insorgenza (bruschi o lenti e progressivi), alla loro precisa localizzazione, ai sintomi concomitanti, alle circostanze di aggravamento e di miglioramento, ecc. Arnica montana è un rimedio omeopatico senz’altro indicato per le sintomatologie dolorose a carico dell’apparato muscolo-scheletrico e quindi anche per l’ernia del disco, però soprattutto quando ciò è originato da traumi. Tra gli altri principali rimedi omeopatici, ad esempio, troviamo: Bryonia se i dolori migliorano con il riposo e peggiorano con il movimento; Rhus toxicodendron se i dolori migliorano con il movimento o con il calore e peggiorano con il riposo (ha delle modalità opposte a Bryonia); Aconitum napellus se i dolori sono violenti, accompagnati da agitazione intensa e peggiorano di notte; Belladonna se i dolori peggiorano con il contatto e con il movimento e migliorano con il riposo; è il rimedio tipico dell’infiammazione ed il paziente traspira al contrario di Aconitum; Apis se i dolori sono brucianti e migliorano con le applicazioni fredde; Arsenicum album, se i dolori sono brucianti, con parestesie e migliorano con il caldo; Hypericum se i dolori peggiorano con il movimento e/o con il freddo e migliorano coricandosi sul lato dolente; Actaea racemosa se i dolori peggiorano con il tatto e con il movimento, ma neppure il riposo dà sollievo; Magnesia carbonica se i dolori migliorano con il movimento e con le bevande fredde; eccetera. Sarebbe però meglio che la scelta la effettuasse un medico omeopata, al quale è sempre opportuno rivolgersi per la garanzia di vedersi prescritta una terapia strettamente personale (rimedio, diluizione, posologia, durata della cura, eventuali adattamenti in corso d’opera, ecc.), secondo i corretti canoni omeopatici e medici in generale. Come accennato anche la fitoterapia può fornire il suo contributo con diversi preparati, quali ad esempio quelli dell’antica tradizione riportati nell’articolo “Stop reumatismi-nevralgie-ecc.” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a consultare. Cordiali saluti.

  • Giuseppe scrive:

    Salve dottoressa, io ho forti dolori alla zona lonbare da due mesi in seguito ad una anestesia lombare e gia ds un anno ormai soffro di un indolenzimento e di un indebolimento dei muscoli di sinistra che vanno dal centro delle scapole percorrono il trapezio poi il deltoide, parte de tricipite e passante infine sulls parte superiore dell’avambraccio fino ad arrivare al dito medio e l’indice.
    ho fatto tutte le analisi possibili, ms non di vede nulla….io facevo qualche ora di pesi 2/o 3 volte avsettimana e adesso non riesco neanche s correre! ultima spiaggia l’omeopatia e parto da qui Arnica volendola associare a Belladonna….le chiedo di consigliarmi. Grazie mille Dottoressa

  • Egregio Giuseppe, mi sembra abbastanza singolare che non si riesca a dare un nome al suo disturbo e capire anche se il dolore lombare è una conseguenza dell’anestesia oppure una conseguenza del disturbo muscolare preesistente riguardante la parte toracica sinistra e l’arto relativo. La debolezza e l’indolenzimento muscolare possono essere dovuti a diverse cause, quali ad es. problemi alla tiroide, miastenia, fibromialgia, carenza di potassio, ecc. e quando interessano una sola parte del corpo fanno pensare anche ad altre problematiche, quali ad es. quelle riguardanti il midollo spinale, un nervo specifico, ecc. Ma l’indolenzimento e l’indebolimento muscolare potrebbero essere molto più banalmente dovuti a posture sbagliate, attività fisiche con sovraccarichi ripetuti e sbilanciati, eccessi di alcuni tipi di attività sportiva, traumi, tendenza a scaricare lo stress quotidiano assumendo posizioni rigide e contratte, cattivo riposo notturno con materassi e cuscini non adatti, ecc. Ovviamente sono soltanto ipotesi che solo un medico potrà o meno confermare. L’omeopatia che guarda più al malato e ai suoi sintomi piuttosto che alla malattia, potrebbe essere di aiuto, però la conoscenza della malattia consentirebbe di stabilire la migliore strategia terapeutica da adottare e di sapere i risultati ottenibili con la cura omeopatica. I rimedi omeopatici potenzialmente in grado di fornire un contributo dovranno muoversi sia sul piano fisiologico, contrastando il dolore e la debolezza muscolare, ma anche sul piano psicologico per trattare una sofferenza emotiva che inevitabilmente si accompagna a situazioni debilitanti di questo tipo. Pertanto, se lei intende trattare il suo disturbo con l’omeopatia, le consiglio di rivolgersi ad un medico omeopata che potrà esaminare a fondo la situazione e prescrivere una terapia ritagliata sui suoi sintomi e sulla sua persona (rimedi, diluizioni, posologie, durata della cura, eventuali adattamenti in corso d’opera, ecc.), secondo i corretti canoni omeopatici e medici in generale. Ad esempio un rimedio omeopatico che sembrerebbe contemplare abbastanza bene la sua sintomatologia, condizione questa indispensabile per ottenere dei risultati positivi in omeopatia, è Ranunculus bulbosus, dove i dolori, aggravati dal movimento e dal tatto, possono riguardare uno dei due lati del torace, proseguire in modo spasmodico al braccio, quindi all’avambraccio e finire tra le dita delle mani. Altri rimedi omeopatici che potrebbero rivelarsi utili, sempre a titolo di esempio, sono: Arnica montana, se la sintomatologia dolorosa a carico dell’apparato muscolo-scheletrico è dovuta specialmente a traumi ed è accompagnata da un senso di prostrazione fisica generale; Bryonia, se i dolori articolari e muscolari peggiorano con il movimento e migliorano con il riposo; Rhus toxicodendron, se le modalità sono essenzialmente opposte a Bryonia; Actaea racemosa se i dolori peggiorano con il tatto e con il movimento, ma neppure il riposo dà sollievo; Sanguinaria per un’azione stimolante su muscoli e articolazioni; Ignatia amara, per un’azione riequilibrante generale e per molte reazioni oggetto di peggioramento ad ogni sforzo fisico o psichico; Gelsemium, per un’azione sui nervi sensitivi e sui nervi motori e quindi per i disturbi della trasmissione degli stimoli; Hypericum, in caso di nevrite o di degenerazione di un nervo o di un gruppo di nervi; Acidum phosphoricum, per la stanchezza fisica e psichica; eccetera. Infine anche se non c’è una dieta alimentare specifica da osservare, sarebbe comunque preferibile limitare gli zuccheri, ridurre i grassi e il sale, incrementare il consumo di frutta, verdura e cereali integrali, evitare alcool e caffè, bere molta acqua. Relativamente all’esercizio fisico sarebbe consigliabile un’attività continuativa ma non troppo intensa e praticare, nei limiti del possibile, aerobica, stretching, massaggi, nuoto. Cordiali saluti.

  • barbara scrive:

    Buongiorno,
    scrivo per avere un aiuto. Il mio cane di 11 anni soffre di dolori alle zampe e vorrei capire in che dosi potrei dare l’arnica montana da 200ch.
    Grazie

  • Gentile Barbara, anche se in omeopatia le dosi sono sempre molto individuali, generalmente una 200CH, che è una diluizione alta ed il più delle volte si presenta sotto forma di monodose, si utilizza a distanze non inferiori alla settimana. Cordiali saluti.

  • Stefano scrive:

    Salve, da circa un paio di mesi soffro di lombocruralgia con dolore che parte dalla schiena fino ad arrivare al pube e testicoli. Sto facendo sedute dal fisiatra con tens, manipolazioni e palestra. Volevo integrare la terapia con punture di arnica compositum…lei cosa mi consiglia ?
    Grazie mille e buona settimana.
    Stefano

  • giorgia scrive:

    Salve dott.ssa, sono 6 anni e cioè dal 3*mese di gravidanza che soffro di dolori dorsali e lombari alla schiena, sono dolori forti costanti giorno e notte. Da novembre scorso causa urla improvvise verso gesti inconsulti di mia madre, si sono aggiunti anche dolori anteriori al collo insopportabili ai muscoli scon. Ho fatto tutti gli accertamenti (rm,eco,visite ortopediche,orl) e sono tutte risultate negative, cioè tutto a posto, ho girato diversi osteopati ma dopo parecchie sedute hanno alzato le mani. Alcuni mi hanno detto che potrebbe trattarsi di fibromialgia dato che non c’è nessuna infiammazione e gli antinfiamm non fanno nessun effetto, sembra che alcuni nervi non inviano i giusti impulsi al cervello, i miei nervi e muscoli lavorano sempre, sono sempre in tensione e non riescono a rilassarsi. Non le nascondo che la situazione familiare e lavorativa e’ molto impegnativa e stressante. Non so più cosa fare, sono arrivata al limite della sopportazione del dolore ma nessuno riesce a farlo diminuire. Può aiutarmi in qualche modo lei? Riesce a trovarmi una via di uscita a questo tunnel infernale? La ringrazio in anticipo x quello che riuscirà a fare x me .. Un abbraccio!

  • Egregio Stefano, il consiglio è di rivolgersi ad un medico omeopata che possa prescriverle una cura personale più adatta alla sua situazione, che tenga anche conto della fisioterapia, perché Arnica è senz’altro un rimedio omeopatico potenzialmente indicato ma non è l’unico. Cordiali saluti.

  • Gentile Giorgia, i dolori che lei avverte potrebbero essere dovuti a cause di diverso tipo, quali ad es. problemi alla tiroide, a un gruppo di nervi, miastenia, fibromialgia, carenza di potassio, ecc., o più banalmente a posture sbagliate, attività fisiche con sovraccarichi ripetuti e sbilanciati, eccessi di alcuni tipi di attività sportiva, traumi, tendenza a scaricare lo stress quotidiano assumendo posizioni rigide e contratte, cattivo riposo notturno con materassi e cuscini non adatti, ecc. Ovviamente sono soltanto ipotesi che solo un’indagine medica potrà o meno confermare. L’omeopatia che guarda più al malato e ai suoi sintomi piuttosto che alla malattia, potrebbe essere di aiuto, però l’individuazione della malattia o della causa dei disturbi consentirebbe di stabilire la migliore strategia terapeutica da adottare e di conoscere i risultati ottenibili con la cura omeopatica. I rimedi omeopatici potenzialmente in grado di fornire un contributo dovranno muoversi sia sul piano fisiologico, contrastando i dolori e le cause, ma anche sul piano psicologico per trattare una sofferenza emotiva che inevitabilmente si accompagna a situazioni del genere. Pertanto, se lei intende provare a trattare il suo disturbo con l’omeopatia, le consiglio di rivolgersi ad un medico omeopata che potrà esaminare a fondo la sua situazione e prescriverle una terapia ritagliata sui suoi sintomi e sulla sua persona (rimedi, diluizioni, posologie, durata della cura, eventuali adattamenti in corso d’opera, ecc.), secondo i corretti canoni omeopatici e medici in generale. Si potrebbe pensare, a titolo di esempio, a rimedi omeopatici come Arnica montana, se la sintomatologia dolorosa a carico dell’apparato muscolo-scheletrico è dovuta specialmente a traumi ed è accompagnata da un senso di prostrazione fisica generale; Aconitum napellus, se i dolori, che si acuiscono dopo un colpo di freddo, sono violenti, sono accompagnati da agitazione intensa e peggiorano di notte; Belladonna, se i dolori peggiorano con il contatto e con il movimento e migliorano con il riposo; il paziente traspira al contrario di Aconitum; Apis, se i dolori sono brucianti e migliorano con le applicazioni fredde; Bryonia se i dolori peggiorano con il movimento e migliorano con il riposo, con la pressione e con le applicazioni calde; Rhus toxicodendron se c’è rigidità muscolare ed i dolori peggiorano con il riposo e migliorano con il movimento (ha delle modalità opposte a Bryonia) e/o con le applicazioni calde; Hypericum, se i dolori peggiorano con il movimento e/o con il freddo e migliorano coricandosi sul lato dolente; si può passare da ansia o eccitazione a depressione; Actaea racemosa, se i dolori peggiorano con il tatto e con il movimento, ma neppure il riposo dà sollievo; vi possono essere isterismo e nervosismo alternati a scoraggiamento e abbattimento; Magnesia carbonica, se i dolori migliorano con il movimento e con le bevande fredde; Causticum per dolori e astenia; eccetera. Anche la fitoterapia potrebbe dare il suo contributo con, ad esempio, applicazioni locali con una pomata all’Artiglio del diavolo e/o vari preparati erboristici a base di Boswellia carterii, Salice bianco, Artiglio del diavolo, ecc. come analgesici, Equiseto, Genziana, Liquirizia, Rosa canina, ecc. come tonici, Iperico, Valeriana, Scutellaria galericulata, Zizyphus sativa, ecc. come sedativi e antidepressivi, Ginseng, Eleuterococco, Gingko biloba, ecc. come adattogeni. Per quanto riguarda l’alimentazione sarebbe preferibile limitare gli zuccheri, ridurre i grassi ed il sale, incrementare frutta, verdura e cereali integrali, evitare alcool e caffè, bere molta acqua. Relativamente all’esercizio fisico sarebbe consigliabile un’attività continuativa ma non troppo intensa e praticare, nei limiti del possibile, aerobica, stretching, massaggi, nuoto. Cordiali saluti.

  • giorgia scrive:

    La ringrazio infinitamente .. Seguirò i suoi preziosi consigli, prenderò appuntamento con un bravo e coscienzioso omeopata .. Sono di Fano .. Ne conosce qualcuno della mia zona? Ancora mille grazie e un abbraccio forte. !!

  • Gentile Giorgia, se non ha altri riferimenti potrebbe chiedere ad una farmacia di fiducia con vendita omeopatica per essere indirizzata verso un bravo medico omeopata, che sicuramente esisterà nella sua zona. Cordiali saluti.

  • Emanuela scrive:

    Gent.ma dott.ssa, ho un bimbo di 9anni e mezzo che già a 4 anni ha avuto un episodio di coxite benigna (influenza dell’anca) curata con molti antinfiammatori e che pare avere una ricaduta proprio adesso con sintomi analoghi (dolore alla camminata e all’apertura dell’arto dx). Recentemente e’ mancato un nonno, ed ha avuto il suo primo trauma nel vedere il dispiacere della nonna e pensare al distacco. Soffre di leggera dermatite atopica e nonostante ciò ultimamente ha assunto troppo cioccolato, coca cola, ed alimenti infiammanti. Gli ho somministrato Arnica ed Apis 30ch, che avevo in casa. Mi consiglia come posso risolvere l’infiammazione senza medicine?

  • Gentile Emanuela, dia un’occhiata all’articolo “Spegniamo le infiammazioni” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici dell’antica tradizione molto validi a contrastare le infiammazioni. Si ricordi però che la parola spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • Marco scrive:

    Gentile Dottoressa,
    sono un ragazzo di 27 anni. Da un anno ormai soffro di problemi d’insonnia che si manifestano con risvegli notturni costanti da mesi e spesso impossibilità di riaddormentarmi, soprattutto quando ho impegni il mattino seguente. Ho fatto polisonnografie, esami tiroide, sono andato da uno psicoterapeuta ma non sono riuscito a risolvere nulla. Il tutto è iniziato dopo un forte shock in cui credevo di aver contratto una malattia, dopo un mese sono tornato a dormire di nuovo ma successivamente dopo un paio di mesi, alla fine di una relazione, ho ricominciato a soffrire nuovamente di risvegli notturni e da quel momento (settembre 2013) non ho mai più dormito più di 5 ore di seguito. Finalmente dopo mesi di ricerche ho affrontato la situazione e ho capito che l’ansia ha un ruolo preponderante in tutta questa storia ed ho deciso di andare da un omeopata. Il dottore mi ha prescritto arnica MCH una sola volta, Thuja 30ch 3 granuli prima di andare a dormire per 1 mese e bfx flowers 10 gocce due volte al giorno per 2 mesi fino al prossimo controllo. Dal momento che i risvegli continuano ho sentito il mio omeopata che mi ha consigliato datif pc per quando mi sveglio la notte, ma non mi sta aiutando molto. Ora sono circa due settimana che prendo thuja, flowers e che ho preso la monodose di arnica ma continuo ad avere risvegli notturni spesso senza riuscire a tornare a dormire e avendo iniziato recentemente a lavorare a volte sono proprio stremato. Lei crede che la cura sia giusta? quanto tempo devo aspettare prima di vedere miglioramenti dal punto di vista del sonno? Grazie mille Dottoressa!

  • Egregio Marco, l’insonnia, intendendo con tale termine tutta una serie di disturbi del sonno, è purtroppo una problematica molto diffusa le cui cause possono essere molteplici, ma escludendo quelle di natura patologica, più frequentemente è attribuibile ad uno stile di vita errato, a cattive abitudini, a fattori psichici ed a conflitti emotivi. I rimedi omeopatici in grado di trattare adeguatamente l’insonnia sono tantissimi, tra i quali, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, occorrerà individuare quelli che rispecchiano meglio la totalità dei sintomi del paziente, con particolare riguardo ai sintomi eziologici, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. Ora se l’omeopata ha fatto quelle scelte terapeutiche è perché ha ritenuto che siano le più idonee alla sua situazione ed alla sua persona, atteso che tutti i rimedi prescritti sono validi per vincere l’insonnia. Arnica montana è il rimedio omeopatico principe per le conseguenze dei traumi, sia fisici che psichici, ma soprattutto è il rimedio del paziente che prova la sensazione di essere vittima di un trauma (sembrerebbe il suo caso). Thuya è un importante rimedio particolarmente indicato, dal punta di vista dello psichismo, quando il paziente ha più frequentemente delle piccole idee ossessive centrate sul rimuginare le preoccupazioni quotidiane, ma anche delle idee fisse o delle ossessioni (sembrerebbe ancora il suo caso). Bfx flowers, che non conosco, ritengo che trattasi di un rimedio floreale. Datif pc è un rimedio omeopatico complesso, costituito cioè da un mix di rimedi sinergici, indicato per gli stati ansiosi ed emotivi, per l’insonnia passeggera e quando non è completamente chiaro il modo di reagire del paziente. Quindi in linea di principio i rimedi sembrerebbero appropriati, bisogna solo avere la pazienza di attendere che incomincino a produrre i loro effetti, tenendo presente che quando è interessata la componente psicologica le cure possono essere abbastanza lunghe, anche di alcuni mesi, in dipendenza del grado di profondità del disturbo e della capacità di reazione dell’organismo. Si tenga in costante contatto con l’omeopata, per dargli la possibilità di valutare sempre meglio la situazione e di introdurre gli eventuali adattamenti terapeutici. Come lei certamente saprà, è importante anche adottare alcuni accorgimenti. La sera consumare un pasto leggero, limitando i cibi grassi, le salse, i farinacei che appesantiscono la digestione. Evitare comunque di coricarsi subito dopo mangiato, se possibile camminare almeno per un quarto d’ora – mezz’ora, oppure praticare un esercizio fisico leggero, ascoltare della musica rilassante (es. classica, romantica), o fare una lettura distensiva (evitando quelle eccitanti o angoscianti), evitare le discussioni e le dispute familiari, non rinviare l’andata a letto se si avverte un principio di sonnolenza. Integrare al pasto della sera gli alimenti che esercitano un’azione sedativa, come aglio, cipolle, scalogni, basilico, avena, cavolo, zucca, maggiorana, lattuga, melissa, mela, albicocche, pesche, miele. Preferire sempre un’alimentazione con cibi ricchi di vitamine (in particolare le vitamine A, B1, B2, C, D, E), con un buon contenuto di fibre e di sali minerali e abolire le sostanze eccitanti come thè, caffè, tabacco. Prendere l’abitudine di bere la sera, prima di andare a letto, una tisana di foglie d’arancio o di tiglio, oppure una tazza di latte caldo. Controllare anche alcuni fattori nella camera da letto, come ad es. la temperatura, la rumorosità, l’idoneità del letto, del materasso, del cuscino, delle coperte, del pigiama. Anche la posizione del corpo nel letto potrebbe avere la sua importanza. Infine dia un’occhiata all’articolo “Per riposare meglio” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici dell’antica tradizione molto utili per una regolarizzazione del sonno sia in quantità che in qualità. Cordiali saluti.

  • Angela scrive:

    Buon giorno! Mio marito soffre di cervicalgia muscolo tensiva (inizialmente era cefalea muscolo tensiva) avendo giramenti di testa, debolezza muscolare, un può di tachicardia, i muscoli affaticati, sensazione di svenimento, confusione mentale, si dimentica spesso la cose, insomma un può di disturbi legati alla tensione. Gli esiti sono risultati negativi, ma lui si sente sempre male , con momenti di punta, specialmente dopo che mangia. Dopo 4 mesi di trattamento con farmaci, la cura ha smesso di funzionare, la dottoressa che lo sta seguendo gli ha dato un altra cura senza successo, dopo di ché ha deciso di prescrivere una dose unica di arnica montana XMK granuli da scogliere sotto lingua, dopo di ché di pendere 3-4 granuli 3-4 volte al giorno per un mese. La mia domanda, vedendo la confezione della dose unica, non è ché è un può tanta? può avere effetti collaterali ? Vi ringrazio per la sua gentilezza.

  • Gentile Angela, non deve preoccuparsi in quanto se la dottoressa ha prescritto quel rimedio, quella diluizione e quella posologia è perché avrà fatto le proprie valutazioni ed ha ritenuto la terapia più adatta al caso di suo marito. D’altro canto le alte diluizioni solitamente vengono somministrate in una dose unica, proprio per poter beneficiare della loro azione terapeutica, profonda e sistemica. Ad ogni modo i rimedi omeopatici, quando correttamente prescritti, non sono in grado di produrre effetti collaterali, intesi questi nel senso tradizionale del termine, perché non contengono sostanze a livello ponderale ma solo a livello infinitesimale e la loro azione consiste unicamente nello stimolare ed incanalare correttamente la capacità propria di guarigione dell’organismo. Tenga comunque informata la dottoressa sull’andamento della cura. Cordiali saluti.

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