Aconitum napellus

ACONITUM

DESCRIZIONE

E’ un rimedio omeopatico ottenuto dalla Tintura Madre di Aconitum napellus (radici e pianta in fioritura), che è una pianta erbosa perenne appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae; cresce spontaneamente nei boschi di montagna, sui versanti esposti ai venti freddi del nord, in varie località d’Europa; ha fiori facilmente riconoscibili per la caratteristica forma ad elmo e per il bel colore blu scuro; può raggiungere l’altezza di 1,5 m. La pianta contiene l’aconitina, sostanza estremamente velenosa.

Shakespeare lo menziona nelle sue opere. Gli antichi greci lo utilizzavano alla stessa stregua della cicuta (altro potente veleno vegetale) ed in tempi più recenti veniva usato per avvelenare frecce e lance.

CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO

Aconitum è un rimedio ad azione breve ed è efficace per le infiammazioni di ogni genere causate prevalentemente da esposizione al freddo e al vento secco (raffreddamento), o al caldo intenso (insolazione), oppure per le conseguenze di traumi dovuti a paura, spavento.

E’ particolarmente indicato nei casi acuti, per i malesseri che scoppiano all’improvviso e che sono accompagnati da congestione intensa (colorito tendente al rosso vivo), pelle secca, calda, bruciante, polso accelerato (battito duro ed a scatti), agitazione ed ansia, inquietudine, ipersensibilità eccessiva. Il soggetto è aggravato dal rumore, dalla musica, dalla luce, dagli odori, dal freddo forte, dal forte calore, dal movimento. Migliora a contatto con l’aria.

Il tipo Aconitum è quindi un soggetto molto reattivo alla situazione di malessere, che produce cioè reazioni violente (ad es. febbre a 40° e più) ed improvvise e che presenta sempre ansia ed agitazione. Il rimedio invece è meno indicato nei soggetti poco reattivi, fiacchi, per le manifestazioni a decorso lento ed a sviluppo difficile, perché non corrispondono alla natura del rimedio stesso. Come pure non è indicato per le malattie infettive e nelle manifestazioni con pus.

Aconitum è uno dei rimedi usato per la cura della ipertensione arteriosa. Parallelamente agisce anche nei casi in cui si manifestano palpitazioni, polso accelerato, tachicardia e algie (dolori) nella cavità toracica, in prossimità del cuore, soprattutto dopo uno sforzo, con sensazione di compressione e di pesantezza al torace. Il dolore talvolta si estende al braccio sx dove procura formicolio ed intorpidimento. Il volto è rosso con battiti alle tempie ed alla carotide, quando il soggetto è coricato, diviene pallido quando si siede. Tali disturbi possono essere tipicamente provocati dall’ipertiroidismo.

Aconitum è un rimedio non adatto nelle malattie accompagnate da ipotensione.

Tipicamente il soggetto Aconitum manifesta i sintomi entro le 24 ore dalla causa che li provocati.

Aconitum è un rimedio sinistro, cioè è particolarmente indicato per tutti i problemi che interessano la parte sinistra del corpo. Ha inoltre la caratteristica di agire rapidamente e durante la sua assunzione sono particolarmente controindicati caffè e bevande alcoliche, perché ne diminuiscono l’efficacia.

In sintesi, al rimedio si può attribuire l’etichetta: Aconitum è il temporale estivo.

Spesso nelle cure Aconitum è seguito da Sulphur, in quanto Aconitum è l’acuto di Sulphur e Sulphur è il cronico di Aconitum.

Altri rimedi che completano l’azione di Aconitum sono: Arnica, Belladonna, Bryonia, Ipeca,Silicea.

Tra i rimedi antidoti, cioè da assumere in caso di abuso da Aconitum, ricordiamo Coffea e Nux vomica.

USO DEL RIMEDIO

Si usa nei seguenti principali casi, quando i relativi sintomi corrispondono e si associano alle caratteristiche del rimedio:

FEBBRE: che si manifesta repentinamente e raggiunge il suo max prima di mezzanotte, con sete intensa, pelle bruciante, brividi al minimo movimento. Ciò nonostante il malato si copre, al contrario di Sulphur che invece si scopre, ha rapide sensazioni di calore secco (senza sudorazione), passa da viso rosso e bruciante, se coricato, al pallore se si siede. Avverte ansia e ciò distingue Aconitum da Belladonna.

DOLORE: in tal caso Aconitum si rivela uno tra i migliori rimedi.

NEVRALGIE: dei nervi sensitivi con pizzicore, formicolio, dolori acuti e poi intorpidimento; questi sintomi procedono dall’alto verso il basso.

SINTOMI CARDIOVASCOLARI e IPERTENSIONE arteriosa accompagnata dai sintomi caratteristici del rimedio, specie se sono presenti anche i dolori nevralgici. In tal caso Aconitum guarisce sia l’ipertensione che i dolori.

MALATTIE ESANTEMATICHE: quando c’è raffreddore acuto e/o febbre con tosse secca e rauca, solo prima dell’eruzione.

RINITE ACUTA: con bruciore al naso; raffreddore secco con molti starnuti, con mal di testa e sensazione di pressione alla radice del naso.

LARINGITE ACUTA: con rossore e tosse rauca.

BRONCHITE ACUTA, POLMONITE, ecc.: infiammazioni ai polmoni o alla pleura.

OTITE (infiammazione dolorosa a carico dell’orecchio), OTALGIA (dolore all’orecchio dovuto a processi patologici in altre sedi, quali ad es. laringite, faringite, nevralgia del trigemino, ecc.): specie per l’orecchio sx.

OCCHI: congestione dovuta ad un colpo di freddo od anche ad un trauma dovuto ad es. ad un granellino di polvere, a operazioni chirurgiche, cheratiti, ecc.

STOMACO: congestione acuta dopo aver ingerito una bevanda ghiacciata;

DENTI: odontalgie del lato sx; dentizione difficile dei bambini.

CUORE: tachicardia e ipertensione.

EMORROIDI: dolorose e sanguinanti.

DIARREA: acquosa.

Dosi

In caso di febbre alta e di sintomatologie particolarmente acute, 5 gocce 3D, all’inizio ogni quarto d’ora, successivamente da ogni mezz’ora sino ad un’ora.

Nei casi di disturbi cardiovascolari ed ipertensione la dose consigliata è 4 – 5CH, 3 granuli o 5 gocce ogni 3 ore, allungando progressivamente i tempi ad ogni miglioramento, fino alla somministrazione di 3 volte al dì passando alla diluizione 30CH.

Negli altri casi 3 granuli 6CH ad intervalli da 1 a 3 ore, a seconda della gravità.

(*) V. Note esplicative

37 risposte a Aconitum napellus

  • Giorgio scrive:

    Spett.le
    Dott.ssa Rita della Volpe
    ho scoperto il suo sito da pochi giorni e l’ho trovato interessantissimo.
    peccato che nella ssezione omeopatia non vi siano tutti i rimedi .

    vorrei chiderle un consiglio :
    poichè sto cercando di smettere con l’ansiolitico EN gocce
    sono arrivato a scalare una goccia al mese a 12 gocce sendendo oltre mi vengono dei
    disturbi sia fisici che psichici .
    le chiedo quale rimedio omeopatico potrebbe aiutarmi ad eliminare questo psicofarmaco
    distinti saluti
    giorgio balboni

  • Egregio Giorgio, la ringrazio per l’apprezzamento e le preciso che il sito è in continuo allestimento, per cui troverà sempre nuove pubblicazioni. D’altro canto il sito è giovane e la materia è davvero vasta. Seguiti a visitarci. Relativamente a quanto da lei richiesto, le posso dire che i rimedi omeopatici per la cura dell’ansia e dell’angoscia sono molteplici e potenzialmente in grado di sostituire o coadiuvare i farmaci tradizionali. Ad es. troviamo rimedi come Aconitum, Chamomilla, Baryta carbonica, Arsenicum album, Lachesis, Nux vomica, Ignatia, Gelsemium, Argentum nitricum, Phosphorus, Thuya, ecc. Sarà il medico omeopata a stabilire qual è il rimedio più adatto a lei. Cordiali saluti.

  • Massimo scrive:

    Gent.dott.ssa sto assumendo rimedio ignatia amara prima 6lm m ondose ogni 10 gg..ora 30 LM..dal 14 novembre ..senza alcun beneficio per ansia panico dep..e sopratutto giramenti di testa agorafobia..vorrei chiederle un parere..probabilmente se dopo 3 mesi e piu non ho avuto benefici,anzi per me un peggioramento,..non e’ il caso ormai di affermare che ignatia non e ‘il mio rimedio? E di provarne un altro ?grazie massimi v.

  • Egregio Massimo, potrebbe avere ragione lei se si considera che le diluizioni LM, in genere, hanno un’azione più rapida ed un aggravamento omeopatico più moderato. Le consiglio di consultare il medico omeopata. Cordiali saluti.

  • aldo scrive:

    Ottima e chiara descrizione; sito molto gradito e completo, complimenti!
    Vorrei sottoporre un semplice quesito: ho 62 anni, alto mt. 1,70 e peso 116 kg.
    Ho iniziato una dieta e mi sono state prescritte 15 gocce di ACONITUM 35K da assumere in 2 litri d’acqua da bere durante la giornata.
    Dopo il primo mese mi sono state sostituite con stessa dose di GELSEMIUM 35K.
    E’ corretto?
    Devo seguire qualche particolare accortezza o integrare con altro?
    Grazie e saluti,
    Aldo

  • aniello scrive:

    salve mio padre soffre di nevralgia del trigemino ,lieve forma di parkinson,lo aiuterebbe questo prodotto per il dolore?

  • Egregio Aldo, sicuramente il medico avrà valutato oltre lo stato fisico anche quello emotivo e motivazionale, per cui continui a seguire le sue indicazioni. Grazie per l’apprezzamento. Cordiali saluti.

  • Egregio Aniello, Aconitum potrebbe andare bene considerando però che è maggiormente adatto quando la manifestazione dolorosa si presenta improvvisamente a causa di un evento negativo (freddo, vento, insolazione, spavento, ecc.). Il rimedio omeopatico più tipicamente adoperato per la terapia del dolore ed in particolare di quello a carattere nevralgico è Hypericum (visiti per l’occasione l’omonimo articolo del sito). Anche altri rimedi rispondono bene, come ad es. Arsenicum album, Belladonna, Bryonia, Coffea, Magnesia phosphorica, ecc. Il consiglio però è di consultare il medico. Cordiali saluti.

  • marinella srci scrive:

    è possibile usarlo anche sugli animali? il mio veterinario lo ha prescritto alla mia canina di 14 mesi che manifesta tosse rantoli e vomito. posso darglielo tranquillamente?
    grazie e cordiali saluti
    MARINELLA SERCI

  • Gentile Marinella, può darglielo e stare tranquilla. Cordiali saluti.

  • samuele scrive:

    salve volevo sapere se c’è un alternativa alla paroxetina visto che soffro di attacchi di panico e ai farmaci invasivi sono un pò contrario mi sa indirizzare su cosa potrei usare magari stando sulla marca boiron. la ringrazio e la saluto anticipa mente

  • Egregio Samuele, i rimedi omeopatici in grado di contrastare gli attacchi di panico sono diversi e la loro scelta è legata, come sempre succede in omeopatia, allo studio delle caratteristiche individuali, cioè al “terreno” del paziente. Solo a titolo indicativo le posso dire che nel caso di costituzione sulfurica (corrispondente al normotipo) il rimedio più utilizzato è Aconitum napellus, nel caso di costituzione carbonica (corrispondente al brachitipo) il più utilizzato è Gelsemium, nel caso di costituzione fosforica (corrispondente al longitipo) i più utilizzati sono Ignatia amara e Rhus toxicodendron, nel caso di costituzione fluorica (corrispondente al longitipo con asimmetrie morfologiche) i più utilizzati sono Arsenicum album e Argentum nitricum. Le ricordo però che la parola spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • LUCIANA scrive:

    Stimatissima Dott.ssa Rita della Volpe volevo chiederle se è possibile accostare il Cardicor ad un farmaco omeopatico come l’aconitum 200 ch tubo dose, in caso di attacco di panico? Inoltre l’uso quotidiano di Aconitum 7ch in granuli, può aiutare a prevenire gli attacchi di panico? Fidando nella sua cortese risposta, la ringrazio fin d’ora
    Luciana

  • Gentile Luciana, è possibile associare una cura omeopatica ad una tradizionale purchè non sia per curare la stessa patologia, in quanto si annullerebbero gli effetti del rimedio omeopatico, essendo opposte le due modalità d’azione sull’organismo. A riguardo del rimedio Aconitum 200CH, trattandosi di una diluizione alta, si rende indispensabile il parere del medico omeopata. Infatti un’alta diluizione richiede una similitudine tra le caratteristiche generali del paziente e quelle del rimedio omeopatico, cioè con essa i sintomi da curare sono non soltanto fisici ma coinvolgono anche la psiche e la parte energetica più profonda dell’organismo. Una sua prescrizione non corretta potrebbe creare qualche problema. Invece per la 7CH, trattandosi di una diluizione medio-bassa, la similitudine può limitarsi ai soli segni locali d’organo e può non essere perfetta. In tal caso i sintomi da curare sono prevalentemente fisici. Aconitum napellus è uno dei tanti rimedi utilizzati anche per la cura degli attacchi di panico, soprattutto nei soggetti con costituzione sulfurica (corrispondente al normotipo) ed alle basse diluizioni può fare senz’altro prevenzione. Cordiali saluti.

  • Mariaconcetta scrive:

    Cara dottoressa Volpe,
    trovo il suo sito esplicativo e rassicurante.
    Sono madre di due figli, rispettivamente di 10, il maschio, e di 6 la piccola, e sono in attesa del terzo.
    Ho curato, fino a due anni fa i miei figli con la medicina ordinaria, quella che il nostro sistema sanitario nazionale ci impone, senda darci possibilità di scelta.
    Purtroppo ho somministrato per anni ai bimbi coctails di antibiotici e cortisone, inquanto allergici sin da piccolissimi, con asma bronchiale e intolleranza al latte vaccino e materno(….così mi fu detto!!!).
    La piccola, a soli cinque anni, doveva portare sempre con sè il ventolin, perchè ne aveva necessità anche dopo una breve corsa!
    Così mi son rivoltA ad un medico Omeopata che mi ha dato, per lei, il sulfur, mentre per il primo il calcium carbonicum hahn., poichè soffre di dermatite atopica ed ha un carattere ansioso e pauroso.
    Prendono costantemente il dosaggio 35k, ma se smettono per circa un mese, i sintomi si manifestano di nuovo:rinite allergica con tosse e muco.
    Mi chiedo, è corretto somministrare dosi costanti di uno stesso prodotto per periodi tanto lunghi e quanto tempo deve durare questa cura?
    E poi, potrò, sin da subito, curare il nuovo nato con l’omeopatia?

    Ringraziandola per la sua attenzione, la saluto cordialmente.

  • Gentile Mariaconcetta, considerato che le terapie omeopatiche che attualmente praticano i suoi figli servono per curare i sintomi (cioè non sono terapie di “terreno”), esse sembrano abbastanza appropriate, soprattutto visti i risultati. In genere le cure omeopatiche hanno dei cicli di durata di alcuni mesi intervallati da una pausa di circa un mese. Il fatto però che alla pausa i sintomi ritornano richiede il riconsulto del medico omeopata che potrà stabilire se e come adattare la cura. Anche il prossimo nascituro potrà eventualmente essere curato con l’omeopatia ed anche questo lo dovrà stabilire il medico. La ringrazio per gli apprezzamenti riguardanti il sito. Le porgo i migliori auguri per il futuro. Cordiali saluti.

  • chiara scrive:

    Gentile Dott.ssa,
    settimana scorsa il mio naturopata mi ha prescritto per la mia bimba di quasi 3 anni per una bronchite sfociata a seguito di freddo una dose di aconitum 200 CH in dose unica. Effettivamente la febbre si è risolta in 2 gg ma dal terzo la bambina ha inziato a essere molto aggressiva, irritabile, con crisi di pianto. Insomma, è molto provata emotivamente. Penso che sia dovuto all’effetto dell’aconitum (non lo ha mai preso prima).
    Vorrei sapere se è normale e se la cosa si può risolvere in pochi giorni oppure continua per molti gg? Inoltre non vorrei che questo le avesse provocato dei disagi emotivi che prima non aveva.
    La ringrazio, cordiali saluti,
    chiara

  • Gentile Chiara, non si può escludere che la nuova situazione emotiva che riguarda la sua bimba sia stata ingenerata proprio da Aconitum nell’ambito dell’aggravamento omeopatico, considerato che tale sintomatologia è contenuta nel rimedio ed è resa più sensibile dalla 200CH che è una diluizione alta. Se trattasi di aggravamento omeopatico la situazione è solo transitoria e si dovrebbe risolvere nel giro di qualche giorno o richiedere l’impiego di uno specifico antidoto omeopatico. Le consiglio quindi di contattare un medico omeopata per una valutazione precisa. Cordiali saluti.

  • Salvatore Rongo scrive:

    sono molto interessato a questo sito,mi curo da 27 anni con i rimedi omeopatici,grazie all’omeopatia ho risolto molti problemi,all’età di 15 anni ho avuto attacchi di panico e spavento a ripetizione,che mi hanno portato ad avere problemi anoressici disturbi di colite,non potevo bere neppure l’acqua,se bevevo la cocacola stavo male mesi interi con scariche di diarrea violente,sinusite ho conosciuto il centro cemon di napoli dove ci sono bravi omeopati che mi hanno risolto una montagna di problemi,cosa che la medicina tradizionale non e stata in grado di fare,mi resta solo una nevrosi caratteriale,e le difese immunitarie basse,fidatevi l’omeopatia funziona anche insieme alla medicina tradizionale,w l’omeopatia.

  • Egregio Salvatore, grazie per la sua testimonianza a conferma del fatto che l’omeopatia, quando viene praticata da personale medico preparato ed esperto, fornisce risultati meravigliosi. La ringrazio anche per l’interesse che lei manifesta per il sito, che mi auguro continuerà a visitare per consultazione e perché potrà trovare sempre delle nuove ed interessanti pubblicazioni, commenti e risposte compresi. E’ un modo per fare della buona informazione. Cordiali saluti.

  • Cesare scrive:

    Dottoressa buon giorno,
    sono felice d’aver trovato il suo sito in quanto ben fatto e di grande aiuto per chi come me, vorrebbe curarsi con l’omeopatia, ma nella mia zona di residenza non vi è nessun medico omeopata.
    Mi permetto di rubarle alcuni minuti del suo prezioso tempo per riassumerle un pò la mia situazione di salute; ho appena compiuto 36 anni, sportivo da sempre ma allo stesso tempo ansioso e spesso agitato ( è un problema di famiglia ereditato da mia madre).
    Da circa un anno ho iniziato ad avvicinarmi all’omeopatia, da “autodidatta” leggendo siti come il suo che cercano di rendere semplice la materia.
    Negli anni ho voluto evitare la medicina tradizionale per curare i miei vari stati d’ansia e ho preferito provare la fitoterapia e l’agopuntura.
    Purtroppo con il passare degli anni e con l’avvento della crisi lavorativa la mia ansia è peggioarata, con l’insorgere di un acufene all’orecchio sinistro.
    Da circa 4 mesi, dopo approfondita ricerca ho provato con l’assunzione di Argentum nitraticum 9 ch in quanto mi rispecchiavo abbastanza nel profilo; nei primi due mesi avevo notato un certo miglioramento, mi sentivo più rilassato e nello sport che pratico ( la corsa) mi sentivo più fluido….purtroppo ora gli effetti sembrano essere svaniti…..
    Cosa potrebbe consigliarmi ?
    Ringrazio per la gentile attenzione.
    Cesare

  • Egregio Cesare, se lei trova una buona somiglianza con Argentum nitricum e lo stesso recentemente le ha giovato, è molto probabile che il rimedio possa essere ancora adatto a lei, soprattutto se nel frattempo non è venuto meno lo stato di salute generale, cioè quella sensazione interna di benessere che fa capo ai sintomi generali. Se così fosse, la pratica medica omeopatica suggerisce di cambiare la diluizione del rimedio, di solito in aumento e solo se con questa non si registra alcun ulteriore miglioramento sarà necessario passare ad un rimedio diverso, scelto sempre omeopaticamente. Però è sempre opportuno che tutto questo o altro lo stabilisca l’omeopata. Grazie per l’apprezzamento riguardante il sito. Cordiali saluti.

  • Cinzia Rossi scrive:

    Buongiorno Dottoressa. Soffro di attacchi di panico da parecchi anni, curati con antidepressivi e ansiolitici. Durante il trattamento, gli attacchi di panico erano diminuiti molto, ma mai scomparsi del tutto. Insieme agli attacchi di panico, nel periodo clou della loro insorgenza, ho sofferto anche di depressione. Nell’ultimo anno, terminate le cure con antidepressivi, a poco a poco gli attacchi di panico sono ritornati. Dai mesi di luglio/agosto 2013 si sono fatti più intensi e fastidiosi. Mi sono rivolta a una Dottoressa di una farmacia con reparto omeopatico, che mi ha consigliato di provare con il Gelsemium Semprevirens 1 LM 5 gocce al mattino in un po’ d’acqua, più Aconitum napellus 30CH 5 gocce sotto la lingua come rimedio sos durante un attacco. Ho provato per un mese, ma con scarsi risultati. Avendo notato un certo miglioramento solo dopo la somministrazione delle 5 gocce di Aconitum, la Dottoressa mi ha detto di provare per un mese ad assumere solo Aconitum giornalmente al mattino, 5 gocce sotto la lingua. Durante quel mese sono stata decisamente meglio. Anche la sindrome premestruale quel mese è quasi sparita, come addirittura anche i soliti dolori mestruali. Terminato il mese la Dottoressa mi ha detto però che non avrei potuto continuare con l’Aconitum preso giornalmente per evitare di sviluppare l’effetto contrario, cioè il peggioramento dei sintomi (non ricordo la parola esatta che ha utilizzato). A questo punto mi ha consigliato di provare con l’Argentum Nitricum 30CH in globuli, 1 dose alla settimana sciolto in una bottiglietta d’acqua e assunto nella mattinata, tenendo sempre Aconitum come rimedio sos. Ora, sono una paio di mesi che assumo l’Argentum nitricum, ma non ho notato grandi miglioramenti. In aggiunta agli attacchi di panico, ho anche una certa forma di “depressione”, nel senso che spesso ho pensieri tristi, paura del domani, voglia di piangere, paura della solitudine. Ho anche un’ansia abbastanza forte, come il terrore che succeda qualcosa alla mia famiglia.
    Da ciò che ho capito leggendo qua e la, so che i rimedi omeopatici devono essere “adatti” in base al carattere della persona, oltre che ai sintomi. Per questo mi descrivo brevemente. Ho 47 anni, sposata con un figlio. Sono sempre stata timida e chiusa, insicura, con la paura delle responsabilità. Ho una sorella con un carattere ribelle che ha fatto “disperare” i miei genitori, e per questo io mi sono sempre sentita in obbligo di compensare questo, stando ancora più vicino ai miei genitori, non dando loro dispiaceri. Le mie pulsazioni cardiache sono sempre sugli 80, a volte anche 90… I primi attacchi di panico sono iniziati dopo alcuni mesi da un episodio accaduto: mi trovavo in un negozio di abbigliamento, in un camerino di prova, quando improvvisamente sono stata colta da una senso di svenimento, e una forte nausea. Ho chiesto di poter andare in bagno ed ho vomitato. Era l’esordio di un’influenza intestinale. Recentemente ho pensato che forse i miei attacchi di panico sono legati a quell’episodio, per la paura di star male in pubblico o fuori di casa… I sintomi dei miei attacchi di panico sono questi: vertigini, gambe tremanti ma al tempo stesso rigide, paura di cadere (cerco sempre se trovo un posto adatto per sedermi, all’occorrenza), sudore improvviso, voglia di scappare e conseguente paura di non trovare una via di fuga, a volte difficoltà di deglutizione. Di solito gli attacchi si presentano in supermercati (specie se non conosciuti), ufficio postale o farmacia quando devo attendere il mio turno in coda, al mercato all’aperto, specie se “l’isola sicura” della mia auto non è nelle immediate vicinanze. A volte sopraggiungono anche per attraversare la strada o anche solo un breve tratto di parcheggio. In questi casi, mi sembra che le gambe mi si blocchino e non mi permettano di “superare” la distanza che devo percorrere. Molte volte, specialmente recentemente, evito il più possibile le situazioni che mi causano gli attacchi, soprattutto se sono da sola. Solo la presenza di mio marito mi aiuta ad evitare gli attacchi. Se poi il mio pensiero va alla possibilità che arrivi un attacco, l’attacco arriva quasi sicuramente, e molte volte rinuncio ad affrontare quella situazione per la paura dell’attacco. Quando sono molto preoccupata e in ansia per qualcosa, mi chiudo ancora più in me stessa, non confido a nessuno le mie preoccupazioni, evito anche di parlare, non riesco neppure a lasciarmi andare a un abbraccio con mio marito. Quando sono molto in ansia mi prende la “pipì nervosa”, e da circa un anno ho tosse nervosa. Beh…credo di aver spiegato in modo abbastanza particolareggiato (forse anche troppo…e mi scuso con lei per la notevole perdita di tempo nel leggermi..). Le chiedo quindi cortesemente se può darmi qualche consiglio per una cura omeopatica adatta al mio caso, e che possa finalmente farmi guarire. Nella mia zona non ci sono medici omeopatici quindi confido nel Suo aiuto. Molte grazie!

  • Gentile Cinzia, poiché la linea di demarcazione tra l’ansia e la depressione è molto sottile, non è raro che i due stati patologici si ritrovino alternati e sovrapposti in un quadro psicologico articolato e complesso, in cui molti sintomi sono in comune, diventando quindi difficilmente separabili. L’ansia si manifesta come un’eccessiva reazione “stenica” nei confronti di eventi e sentimenti, potendo quindi contemplare anche gli attacchi di panico, caratterizzata da una persistente, irrazionale e incontrollabile angoscia. La depressione invece si manifesta come uno stato “astenico”, in cui le funzioni fisiche e psichiche sono rallentate e l’umore generale si trascina verso il basso, instaurando malinconia, tristezza, perdita di speranza, disinteresse per le cose della vita. Molti rimedi omeopatici che trattano l’ansia, non a caso riescono a trattare bene anche la depressione, ognuno però con le proprie caratteristiche. Il ricorso al medico omeopata (e non al farmacista) si rende quindi indispensabile non solo per la scelta del rimedio giusto più somigliante al paziente, che può effettuarsi solo previa valutazione del soggetto dal punto di vista omeopatico, con il vaglio di tutti i sintomi sia psicologici che fisiologici, ma anche e soprattutto per la prescrizione di una terapia con rimedi costituzionali, probabilmente ad alta diluizione, per la modifica del terreno. Le consiglio pertanto di attrezzarsi per la ricerca di un medico omeopata, anche se dovesse trovarsi fuori zona. Solo a titolo informativo, un rimedio omeopatico che potrebbe corrispondere molto alla situazione da lei descritta è Ignatia amara, indicato prevalentemente per gli stati ansiosi e depressivi innescati da un avvenimento esterno (episodio traumatico, emozione perturbante, shock emotivo, trauma affettivo, dispiacere, ecc.) e per le somatizzazioni che gli stessi sono in grado di provocare con la comparsa di sintomi paradossali (cioè che sfuggono ad ogni spiegazione logica). Nel suo caso potrebbero aver avuto importanza gli eventi legati all’influenza intestinale, ma anche e forse soprattutto quel compensare continuo gli atteggiamenti della sorella per non dare troppi dispiaceri ai genitori, caricandosi di una responsabilità pesante. Inoltre Ignatia potrebbe somigliare anche per l’instabilità emotiva e umorale, che nel rimedio è molto marcata, quando si alternano momenti di ansia, preoccupazione, eccitazione, fino agli attacchi di panico (fase stenica), a momenti di depressione, oscuramento, pessimismo, paure (fase astenica). Altra somiglianza potrebbe riguardare la facile tendenza al pianto, la “tosse nervosa” (cioè di origine psicogena), la “pipì nervosa” (cioè il bisogno improvviso e urgente di urinare durante la crisi nervosa), il sentirsi rassicurata dalla compagnia del marito, paura di stare male o che succeda qualcosa ai familiari, l’insicurezza, ecc. Ultima considerazione riguarda Aconitum, che è un rimedio molto valido per le affezioni acute e quindi anche per gli attacchi di panico, perché agisce velocemente così come si presentano gli episodi, però ha un’azione breve e per questo si adopera solo nelle fasi acute e non come rimedio curativo di lungo corso. Cordiali saluti.

  • Luca scrive:

    Gent.ssima Dottoressa Rita ,
    Le scrivo per un consiglio sul tipo di rimedio omeopatico adatto alla mia situazione.
    Parto col dirle che sono già un pò di anni che seguo la terapia omeopatica, prima essendo seguito, poi per motivi economici ho continuato da solo, e quindi ho avuto modo di informarmi e conoscermi meglio a riguardo.
    Ho ottenuto grandi risultati, ma ora mi ritrovo dinnanzi ad un vero e proprio trauma infantile che non riesco a debellare.
    All’età di circa 4 anni, mia madre mi portò fuori casa per una passeggiata all’aperta aria di campagna…nel frattempo che si allontanò, io continuai a giocherellare proseguendo il percorso. D’un tratto vedo spuntare da un cespuglio di fronte, un qualcosa di alato dirigendosi verso di me e posizionandosi proprio sul mio petto,altezza sterno..abbassai lo sguardo e vidi un animale a suo tempo a me sconosciuto ( banale cavalletta un pò grandicella -,- ). di li poi sono impallidito, paura terribile, cuore ( atrio destro ) bloccato, e ho sentito una sorta di crampo o qualcosa che si rompesse nell’emisfero destro, con ripercussioni sul sinistro, quasi come se mi rifiutassi di vivere quella tremenda paura e cercai di razionalizzarla.
    Dalla volta sono iniziati i disturbi fisici,perenne stanchezza, mai voglia di fare nulla, miopia all’occhio destro,stipsi , iperattività,intolleranze, allergie, poi pochi anni dopo calcoli al rene destro,poi poco tempo dopo al sinistro, colite, asma fino a diventare ipersensibile ad ogni fattore esterno con cui venivo in contatto..quasi come se lo vivessi come un aggressione continua e perenne..fino al punto che non sopportavo nemmeno gli odori sgradevoli che mi causavano un abbassamento improvviso di pressione e svenimento. Caratterialmente col tempo ho sviluppato carattere insopportabile come se non riuscissi a lasciar andare più nulla, tutto mi dava fastidio, aggredivo, e mi bloccavano vista la reazione esagerata e sbagliata.
    Cmq avendo tolto le cose superficiali diciamo, resta quell’episodio..come se non riuscissi a liberare quella grande quantità di terrore li nascosta e continua ad ostacolarmi come se non riuscissi a far nulla nella vita. Ho 25 anni e l’università è stata un completo fallimento, nonostante mi piaccia ciò che faccio e continuo a sbatterci la testa.. Per semplificarle il tutto, le elenco gli stati d’animo da me vissuti in base a quell’episodio. Ricordo di aver provato :
    - inizialmente per prima cosa ho cercato la protezione di mia madre che non c’era ( forse perché ero sempre coccolato e ” protetto ” )
    - poi solo dopo,l’ incapacità di difendermi paralizzandomi, perché non sapevo reagire alla mia prima aggressione..”cosa faccio ? come lo faccio ?”
    - quindi ho realizzato il fatto che “stavo morendo”
    - non accettata l’illusoria morte imminente sento il crampo in testa
    Mi tolgo di dosso l’animale e scappo verso mia madre dove :
    - ho sentito rabbia del fatto che non c’era,
    - sensazione di tradimento vedendola ridere di fronte alla scena alquanto ridicola sotto il suo punto di vista, ma un pò meno rispetto a quello di un bambino di soli 4 anni -,- !
    Di li in poi ho passato i successivi vent’anni a chiedermi del perché mi capitassero tutti sti malesseri, cercare di capire come funziona l’essere umano, tenendomi tutto dentro, e dopo aver girato i vari dottori, uno più incompetente dell’altro, non sopportando l idea di stare sempre male, sono arrivato all’omeopatia… e qui in particolare a chiedere il suo consiglio a riguardo…Quali rimedi omeopatici mi suggerisce ?? Aconitum e calcarea carbonica insieme ?
    Cercando di essere il più chiaro possibile, mi scuso per il testamento.
    Cordiali Saluti

  • Egregio Luca, un importante rimedio omeopatico che sembrerebbe essere molto adatto alla sua situazione emotiva è Ignatia amara. Ignatia è un rimedio costituzionale (i costituzionali sono rimedi di un certo peso che personificano i diversi biotipi con somiglianze sia fisiologiche che psicologiche) ed è anche un policresto (i policresti sono rimedi ad ampia azione, cioè che hanno attività generali riequilibranti utili a curare diverse patologie) particolarmente adatto per il trattamento degli stati ansiosi e depressivi di tipo “esogeno”, cioè innescati da un avvenimento esterno vissuto in modo traumatico, quale ad es. shock emotivo, emozione perturbante, paura, spavento, trauma affettivo, delusione, dispiacere, contrarietà, ecc. e delle somatizzazioni che inevitabilmente si accompagnano. Ignatia è uno dei principali rimedi della instabilità emotiva, quando si alternano momenti o periodi di ansia, preoccupazione, agitazione, eccitazione, scontrosità a momenti o periodi di depressione, oscuramento, pessimismo, paure, stanchezza, astenia. Ma Ignatia è anche il rimedio della “paradossalità dei sintomi” e questa è una delle note caratteristiche più importanti del rimedio che spesso fanno propendere per la sua adozione, cioè quando si manifestano dei sintomi contraddittori, sia fisici che psichici, che sfuggono ad ogni spiegazione logica. Alla nevrosi di Ignatia si deve anche una notevole ipersensibilità, un’iperestesia estrema, cioè un’esagerata eccitabilità sensitiva nel campo della sensibilità generale e dei sensi, con la conseguente irritabilità di diversi sistemi, organi e apparati tali da provocare numerosi fastidi o sproporzionate disfunzioni organiche. In definitiva l’utilizzo di Ignatia amara omeopatico potrebbe contribuire a superare una serie di complessi nervosi in grado di provocare sul piano psichico un’alterazione degli atteggiamenti dell’individuo nei confronti della vita e della società e sul piano fisico una serie di scompensi e di disfunzioni dovute al disordine della vita vegetativa. Si legga l’articolo omonimo del rimedio nella presente sezione del sito, per verificare se la somiglianza si conferma nelle sue linee essenziali. Tenga però sempre presente che il ricorso al medico omeopata è fondamentale per essere certi di ricevere una terapia personalizzata (rimedio, diluizione, posologia, durata della cura, eventuale adattamento in corso d’opera, pausa terapeutica, ecc.) che potrebbe fare ricorso anche alle alte diluizioni per un’azione più profonda e sistemica. Comunque non si lasci andare e sia fiducioso che una cura risolutiva per lei esiste. Cordiali saluti.

  • Andrea scrive:

    Egregia Dottoressa grazie per l’eccellente rubrica omeopatica. È una risorsa rara. Le volevo chiedere qual’e il parametro di valutazione essenziale per decidere tra Ignatia amara e Aconitum, visto che nei sintomi sia psichici che fisici mi rivedo in entrambi.
    Avendo una forte faringe con gola rossa e tonsille gonfie senza pus, a seguito di vento freddo. Voce bassa. Lombalgia e rigidita articolare diffusa con stato ansioso cronico e pregressi attacchi di panico. stati depressivi da mal di vivere ed aggravati da un lutto di 3 anni fa. Tachicardia e colon trasverso irritabile. Stéatose epatica con dislipidemia. Caldo alla sera soprattutto ai polpacci. Serro i denti e mi contraggo durante il sonno. Avevo pensato di assumere Aconitum 30ch in monodose. È magari dopo una settimana proseguire con Sulfur 7ch. Potrebbe darmi la Sua visione e consiglio? La ringrazio con stima. Cordialita’. Andrea

  • Egregio Andrea, facendo una valutazione complessiva del quadro sintomatico da lei descritto, vi potrebbe essere una leggera preferenza di Aconitum rispetto a Ignatia, avendo considerato che i due rimedi, pur avendo diversi punti in comune, hanno anche delle differenze che li rendono alquanto diversi. Sul piano psicologico sia Aconitum che Ignatia presentano l’ansia e la depressione alternate e sovrapposte, spesso innescate da un evento traumatico esterno come lutto, dispiacere, malattia, ecc., con la differenza sostanziale che Aconitum, essendo più reattivo, ha un’ansia più esasperata, accompagnata da collere violente e inattese, da paure, a volte da pensieri di morte, mentre Ignatia ha una depressione più profonda, accompagnata da tendenza alla solitudine, da apatia, da rifiuto della consolazione. Sul piano fisiologico Aconitum dimostra una maggiore predisposizione alle faringiti e tonsilliti da esposizione ai colpi di freddo ed agli stati di raffreddamento in generale, alle tachicardie, ai disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico, come lombalgie, reumatismi, rigidità articolare, sensazione di pesantezza in tutti gli arti, ecc., al digrignamento (serramento dei denti soprattutto nel sonno), alle posizioni contratte durante il sonno che spesso risulta agitato, alla sensazione di caldo. Ignatia invece si dimostra più attivo per l’apparato digerente ed in particolare in varie epatopatie, dovute essenzialmente a spasmi delle vie biliari, nonché in diversi disturbi gastro-intestinali tra cui la sindrome del colon irritabile. Bisogna in ogni caso considerare che se si allenta la tensione psichica, vengono meno anche tutte quelle disfunzioni dovute alle inevitabili somatizzazioni e per questo un rimedio omeopatico come Aconitum, ma anche Ignatia, potrebbe essere di grande aiuto. Relativamente a Sulphur, tale rimedio è un grande complementare di Aconitum, con alto grado di sinergia, per cui utilizzato a seguire ne migliora e ne completa l’azione, tant’è che è il suo cronico da adoperare nelle terapie di maggiore durata, dove Aconitum incomincia a perdere di efficacia perché è un rimedio ad azione relativamente breve. Le consiglio però di evitare il “fai da te” e di rivolgersi ad un medico omeopata per essere certi di ricevere una terapia strettamente personale, confermando o meno i rimedi in questione, dopo un esame attento della sua situazione fisiologica e psicologica, secondo i corretti dettami omeopatici e medici in generale. Grazie per gli apprezzamenti riguardanti il sito. Cordiali saluti.

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  • silvana scrive:

    Gentile dottoressa le vorrei chiedere cortesemente se il giorno dell’assunzione del rimedio unico sia possibile integrarlo con altri rimedi (nel mio caso, mi è sopravvenuto un raffreddore e sto prendendo aconitum 6 ch 2 granuli ogni due ore). La ringrazio
    silvana russo

  • Gentile Silvana, in genere è possibile assumere più rimedi omeopatici contemporaneamente o nell’ambito della stessa cura, stando però attenti che non siano tra loro incompatibili per evitare che l’uno attenui o annulli l’azione dell’altro. Quindi tutto dipende dai rimedi in gioco. Nel suo caso può stare abbastanza tranquilla poiché Aconitum ha di fatto un solo rimedio omeopatico incompatibile che è Glonoinum (a meno che non sia proprio questo uno degli altri rimedi che utilizza). Cordiali saluti

  • GIUSY scrive:

    Gentilissima dottoressa,
    le scrivo perchè sono alla 36 settimana di gravidanza e avrei bisogno di un consiglio.Soffro da circa 13 anni di attacchi di panico con agorafobia curati con antidepressivi e ansiolitici presi in dosi moderate anche in gravidanza ed ho fatto anche terapia comportamentale in passato senza risultati. Mi ritrovo adesso senza farmaci sospesi dal mio ennesimo psichiatra e vorrei sostituirli con prodotti omeopatici da assumere anche durante il parto.La farmacista mi ha dato il rescue remedy(4 gocce al bisogno) e ignatia della hell associata a nux vomica 4 volte al di’ 2 cp ,ma non riesco a star bene perchè continuo ad avere troppa ansia e attacchi di panico che mi paralizzano in casa e questo mi spaventa perchè si avvicina la nascita di mia figlia.Cosa fare?
    In attesa di una sua risposta le porgo
    Cordiali saluti

  • Gentile Giusy, è molto probabile che una situazione come la sua debba richiedere l’utilizzo di un rimedio omeopatico unitario, dove non può arrivare un rimedio complesso, costituito cioè da diversi rimedi omeopatici sinergici a bassa diluizione, qual è Ignatia heel, che è un rimedio generico per il quale non si richiede alcuna personalizzazione, ma si assume in base alle sole indicazioni a mo’ di farmaco della medicina tradizionale. Lo stesso dicasi per i Fiori di Bach che in genere sono maggiormente indicati per gli stati ansiosi e depressivi di lieve o moderata entità. Invece un’azione terapeutica più importante e più dolce la si può avere solo con un rimedio omeopatico unitario, ben scelto, probabilmente ad alta diluizione, molto personalizzato, che interpreti magnificamente la condizione del paziente e le sue manifestazioni, sia dal punto di vista fisiologico che dal punto di vista fisiologico, che sia un costituzionale per un’azione profonda e sistemica, che sia un policresto in modo da contemplare una vasta gamma di sintomi e di disfunzioni, che sia un ottimo riequilibrante generale e che, come per il suo caso, tratti adeguatamente l’ansia, gli attacchi di panico e le fobie. Bisognerebbe solo approfondire se Nux vomica, anche sotto forma di rimedio unitario, possa essere un rimedio appropriato a lei, pur considerando che lo stesso è uno dei rimedi omeopatici più utile e più utilizzato tra tutti i farmaci omeopatici. Per quel poco che lei ha descritto di sé sembrerebbe più appropriato un rimedio come Argentum nitricum (si legga l’articolo omonimo nella stessa sezione del sito), che risponde a tutti i requisiti oggettivi di cui in precedenza e che è uno dei principali rimedi omeopatici per la cura dell’ansia fino agli attacchi di panico, della depressione e delle fobie, ossia delle tante paure quali ad es. come nel suo caso l’agorafobia. E’ anche il rimedio della cosiddetta “ansia anticipatoria”, cioè quando nel soggetto ansioso si instaura una condizione di “paura della paura”, ossia la preoccupazione di quando potrebbe arrivare il prossimo attacco di panico e ciò può portare a notevoli limitazioni nel modo di vivere, condizionando l’espletamento di diverse attività o la gestione di diverse situazioni che sino ad allora erano considerate “di routine”. L’ansia anticipatoria, ossia come detto la paura di vivere un altro attacco di panico, diventa perciò essa stessa causa di frustrazione e di stati depressivi. Gli altri sintomi psicologici che fanno pensare a Argentum nitricum sono quando si ha la sensazione che il tempo scorra troppo in fretta per tutto quello che si ha da fare, quando mentre si sta facendo un lavoro già si pensa al lavoro successivo, quando si prova affaticamento e si ha preoccupazione per gli eventi futuri. Ovviamente la conferma di tutto ciò la può fornire solo un medico omeopata, al quale le consiglio di rivolgersi per la garanzia di vedersi prescritta un terapia strettamente personale (rimedio, diluizione, posologia, durata della cura, eventuali adattamenti in corso d’opera, ecc.), secondo i corretti canoni omeopatici e medici in generale. Cordiali saluti.

  • GIUSY scrive:

    Gent.ma dott.ssa
    la ringrazio per la risposta immediata datami. Il più vicino omeopata si trova a circa 100 km di distanza da casa mia e non me la sento di affrontare un viaggio in queste condizioni però posso provare a chiedere alla farmacista omeopata di darmi l’argentum nitricum immagino al posto di ignatia e nux vomica con le dosi che mi indicherà lei anche se un eventuale fallimento mi può solo far stare ancora più male . grazie e buona giornata

  • Gentile Giusy, non pensi già al fallimento prima ancora di aver provato se e come l’omeopatia potrebbe aiutarla a superare la sua attuale condizione emotiva, atteso che tale medicina ha tutte le carte in regola per riuscirci. Argentum nitricum è potenzialmente in grado di darle una mano, però non appena può si rivolga al medico omeopata, che rappresenta sempre la miglior garanzia di risultato. Cordiali saluti.

  • lucilla scrive:

    Gentile dottoressa, avremmo bisogno di un’indicazione… Il mio compagno ha da poco iniziato a prendere la pasticca per l’ipertensione… Ma non e’ molto felice di questa cosa! Abbiamo letto che l’aconitum (che stiamo usando x nostra figlia di 11 mesi x la dentizione) va bene anche x problemi cardiaci ed ipertensione. Potrebbe darci indicazioni su come fare? Come e quando prendere i granuli, e se iniziare insieme alla cura che sta già facendo… Grazie infinite e complimenti!!!!!!!!

  • Gentile Lucilla, la invito a consultare l’articolo “Ipertensione arteriosa” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, dove sono riportati i principali rimedi omeopatici utili a trattare l’ipertensione arteriosa, tra cui lo stesso Aconitum napellus, con l’avvertenza però, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, che occorrerà indispensabilmente individuare il rimedio che assomiglia di più al paziente, sia nelle manifestazioni fisiche che in quelle psichiche, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. Questo “lavoro” lo svolge il medico omeopata, al quale è sempre opportuno rivolgersi, che procede ad un esame completo del paziente, ad un’anamnesi accurata con particolare riguardo allo stile di vita (sedentarietà, alcool, lavoro, stress, vita familiare e sociale, ecc.), alle abitudini alimentari, alla compatibilità con altri farmaci, agli aspetti costituzionali (che possono influenzare le modalità di instaurazione e di manifestazione dell’ipertensione), alla situazione emotiva, alle malattie pregresse, a eventuali altre disfunzioni in atto, ecc. Lo stesso medico potrà stabilire le modalità di dismissione graduale del farmaco antipertensivo oggi utilizzato. Nell’articolo sono altresì riportati alcuni semplici suggerimenti utili a eliminare o ridurre i fattori predisponenti all’ipertensione arteriosa, che occorrerà indispensabilmente associare a qualsiasi terapia. Anche la fitoterapia può fornire dei buoni risultati con diversi preparati, quali ad es. quelli dell’antica tradizione di cui all’articolo “Controlliamo l’ipertensione” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a visitare, oppure quelli reperibili in erboristeria, come ad es. le tinture madri di Aglio, di Biancospino, di Cardiaca, di Pervinca, di Rauwolfia, di Tiglio, di Ulivo, o di Vischio che sono le più adoperate. Cordiali saluti.

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