Arrestiamo la caduta dei capelli
L’alopecia (invece del termine generico calvizie) è il fenomeno configurante la perdita dei capelli, che interessa zone più o meno ampie della testa. Essa può avere diverse cause, tra cui ricordiamo i fattori genetici di tipo ereditario, gli abbassamenti delle difese immunitarie, gli stati di stress, ecc. Anche alcuni tipi di medicinali possono causare la caduta dei capelli (si pensi ad es. ai chemioterapici), che però è reversibile quando cessa il trattamento.
La forma più comune e innocua di perdita di capelli è l’alopecia androgenetica o calvizie comune. Solitamente non è associata a nessuna ulteriore sintomatologia, tranne che in alcuni casi a bruciore e prurito. E’ prevalente negli uomini (riguarda circa l’80% dei maschi entro i 60 anni), ove inizia dalla regione fronto-occipitale o dal vertice della testa per poi estendersi progressivamente, a seconda della gravità, fino alla quasi totale calvizie. Nelle donne il fenomeno è sempre meno aggressivo e consiste per lo più in un diradamento dei capelli.
I rimedi della nonna di seguito riportati tendono a diminuire la caduta dei capelli ed a favorirne la ricrescita, sempreché il bulbo non sia morto: essi infatti esercitano un’azione depurativa, tonica, rivitalizzante, nutritiva.
Nota: Per informazioni sulle modalità di preparazione dei rimedi che vengono utilizzati, quali infusi, decotti, tisane, sciroppi, succhi, impacchi, cataplasmi, ecc., consultare l’articolo “Tipi di preparati fitoterapici” della sezione del sito “Approfondimenti”.
◊ Alloro: preparare una lozione con olio di garofano (1 parte), soluzione idroalcolica di lavanda (2 parti) in cui si fanno macerare le foglie di alloro (8 parti) per 24 ore. Massaggiare il cuoio capelluto 1 volta al dì.
◊ Bardana (o Lappa), preparare il decotto di foglie: 50 g sminuzzate in 1 litro di acqua, bollire 10 min, filtrare comprimendo bene la parte solida. Frizionare il cuoio capelluto 3 – 5 volte a settimana.
◊ Basilico: frizionare il cuoio capelluto con l’olio essenziale ricavato dalle foglie.
◊ Bistorta, preparare un decotto con il rizoma: 60 g sminuzzati in 1 litro di acqua, bollire 15 – 20 min, filtrare comprimendo bene la parte solida, lasciare raffreddare. Frizionare il cuoio capelluto tutti i giorni.
◊ Capelvenere: pianta erbacea appartenente al gruppo delle felci, il cui nome deriva dalla capacità di curare la salute dei capelli. Si prepara un infuso con le foglie di detta pianta, tenendo a bagno 10 – 50 grammi di foglie in 1 litro di acqua bollente per circa 15 min, si filtra spremendo bene il residuo e lo si applica sul cuoio capelluto come una lozione. Allontana anche la forfora.
◊ Cipolla, prepararne un estratto in questo modo: affettare 3 grosse cipolle e metterle a macerare in alcool 40° fino a coprirle, per 3 – 4 giorni, in luogo caldo. Bollire da parte 2 cucchiaini di corteccia di quercia in frammenti, in 500 ml di acqua, fino a quando la stessa non si è dimezzata, filtrare comprimendo bene il residuo. Unire tale preparato al precedente macerato, avendo anche qui la cura di spremere bene le fette di cipolla. Frizionare il capo ogni giorno per più settimane.
◊ Crescione: il succo ricavato da 100 g di foglie di tale pianta pestate o centrifugate e impastato con poche gocce di olio di geranio, costituisce una lozione efficacissima. Ad integrazione è opportuno assumere il solo succo fresco alla dose di 2 – 4 cucchiai al dì.
◊ Ginepro, preparare l’infuso di bacche: 2 – 3 g di bacche schiacciate in 1 tazza di acqua bollente, lasciare in infusione 10 – 15 min, filtrare spremendo bene le bacche. Bere alla dose di 1 tazza la mattina e 1 tazza la sera, a digiuno. Inoltre massaggiare il cuoio capelluto con olio del legno, delle foglie e delle bacche.
◊ Noce, preparare il decotto con foglie e gemme: 5 g in 200 ml di acqua, bollire 15 min, filtrare spremendo bene il residuo. Frizionare il cuoio capelluto 2 volte al dì. Combatte anche la forfora.
◊ Olmo: cospargere sul capo la linfa della pianta, che fuoriesce quando si tagliano i rami.
◊ Ortica: cuocere 200 g di ortica tritata in 1 litro di acqua e 1/2 litro di aceto, per mezz’ora. Si fa raffreddare e si usa a mo’ di lozione una volta al dì sul cuoio capelluto, la sera prima di andare a letto. Se i capelli diventano ruvidi, in aggiunta a questo trattamento, si passa su di essi, una volta a settimana, olio di oliva. E’ ottimo anche contro la forfora.
◊ Salvia: adoperare l’infuso di foglie (5 g in 100 ml di acqua) per frizionare il cuoio capelluto. Combatte anche la forfora.
◊ Saponaria: preparare un decotto (50 g di foglie e fusto in 1 litro d’acqua). Usare il decotto come lozione tutti i giorni, almeno una volta al dì.
Contro i pidocchi
E’ chiamata pediculosi l’infestazione provocata dai pidocchi, che sono i parassiti che vivono soprattutto sul cuoio capelluto dell’uomo. Si manifesta con irritazioni e intenso prurito che costringe a grattarsi.
Tale azione a sua volta causa
- dermatiti (infiammazioni della pelle che provocano prurito, bruciore, comparsa di eritema, vescicole, edemi seguiti da croste e desquamazione),
- impetigine (infezione batterica da streptococco che si manifesta con lesioni da cui fuoriesce pus che si secca e forma delle croste che si staccano senza lasciare segni),
- altre affezioni del cuoio capelluto del tutto simili a quelle dovute a stafilococchi. Può essere ricorrente nei bambini ed è sempre attribuibile a scarsa osservanza delle norme igieniche.
◊ Centaurea minore (o Erythraea centaurium): usare un decotto molto forte, ad es. 60 g di pianta in 1 litro d’acqua, per frizionare capelli e cuoio capelluto allo scopo di uccidere i pidocchi e distruggere le loro uova (lendini).
◊ Lavanda: olio di lavanda e aceto in parti uguali per frizionare la testa; in genere sono sufficienti poche applicazioni. L’olio si prepara facendo macerare una manciata di fiori di lavanda in 3/4 di litro di olio di oliva, per 3 – 4 settimane.
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che colpisce il viso, raramente il tronco. E’ caratterizzata dalla formazione di comedoni (piccole masse di sebo e cheratina all’interno dei follicoli, noti come punti neri se aperti o punti bianchi se chiusi), papule (piccole chiazze rosse rilevate), pustole (piccole protuberanze contenenti pus) che si formano allo sbocco delle ghiandole pilo-sebacee per ristagno della secrezione e che possono lasciare anche delle cicatrici. E’ un tipo di malattia della pelle molto comune nell’adolescenza e si ipotizza che possa essere provocata dall’aumento di ormoni, da predisposizione genetica e dallo stress.








L’afonia è l’abbassamento o perdita totale della voce dovuta ad un’infiammazione della mucosa laringea. Più semplicemente può essere causata da un uso improprio ed eccessivo della voce, come potrebbe succedere a cantanti, attori, insegnanti, oratori ed in genere a tutte quelle persone che svolgono mestieri comportanti sforzi prolungati della voce. E’ più frequente in tali casi la formazione di noduli o polipi alle corde vocali. Può essere anche di tipo funzionale, non dipendente da lesione agli organi vocali, ma dovuta a fattori di ordine psichico, quali ad es. l’isterismo.













L’alitosi può avere diverse cause, tra cui le principali sono i problemi digestivi e quelli di denti e gengive. Recenti studi hanno dimostrato che il cattivo odore dell’alito è in genere dovuto alla proliferazione di alcuni tipi di batteri che si depositano sulla lingua. Occorrerebbe quindi adottare alcune norme aggiuntive di igiene del cavo orale (quali ad es. bere abbondante acqua per mantenere idratata e pulita la lingua, adoperare spatoline di legno o altri accessori adatti per pulire la lingua giornaliermente, usare colluttori orali) e tenere una più corretta alimentazione (quali ad es. fare uso di fermenti lattici, mangiare molte fibre, integrare la dieta con alimenti ricchi di vitamine A e betacarotene, B, C e contenenti calcio).









Betulla o Betula alba è una pianta appartenente alla famiglia delle Betulaceae, che può raggiungere i 15 – 30 m di altezza. E’ comune nei boschi di zone temperate e fredde; ha fusto con corteccia bianca e liscia; la chioma è ovale e rada; le foglie sono acuminate, glabre e seghettate; i fiori sono unisessuali ed a forma di amenti; i frutti sono ad achenio alato. Fiorisce in aprile – maggio ed i frutti maturano da giugno ad agosto. Le due specie di betulla più comuni sono la Betula pendula, caratterizzata da rami secondari sottili e penduli e la Betula pubescens, con foglie leggermente pelose. La varietà nana è un arbusto tipico delle regioni nordiche, ove la linfa fermentata è adoperata come bevanda spumante. Dalla distillazione della corteccia della betulla si ricava un principio amaro, la Betulina, che si usa per curare alcune affezioni croniche della pelle.