DESCRIZIONE
Il rimedio omeopatico Nux vomica si ottiene dalla tintura dei semi del frutto della pianta Strychnos Nux vomica o Noce vomica, prima essiccati e poi polverizzati e dalle successive diluizioni-dinamizzazioni in soluzione idroalcolica.
Per ulteriori informazioni sulla preparazione, consultare l’articolo “Rimedi omeopatici: origine” della sezione del sito “Approfondimenti”.
Strychnos Nux vomica o Noce vomica è un albero della famiglia delle Loganiaceae, dalle dimensioni medie, originario dell’Asia subtropicale, coltivato nello Sri Lanka (già isola di Ceylon), nell’Arcipelago Malese e nell’Australia settentrionale. Il tronco è corto e spesso. I rami sono irregolari con corteccia liscia color cenere. Le foglie sono opposte, ovali, intere. I fiori sono piccoli, bianchi e bianco-verdastri, riuniti in corimbi (tipiche infiorescenze in cui i fiori si trovano tutti alla stessa altezza). La pianta fiorisce nella stagione fredda. I frutti sono delle bacche globose, delle dimensioni di un’arancia, con epicarpo (buccia) duro, di colore verde prima, aranciato poi e con polpa bianca, gelatinosa, amara, che racchiude parecchi semi. Questi sono discoidali, da 2 a 2,5 cm di diametro per 1/2 cm di spessore, di colore grigio cenere, ricoperti da una sottile peluria setosa. Tali semi contengono alcuni alcaloidi ed in particolare due che hanno la maggiore concentrazione, la stricnina e la brucina, che sono molto tossici ed amari e costituiscono i due principi farmacologicamente più attivi.
Ricordiamo che gli alcaloidi sono sostanze organiche azotate di origine vegetale dotate di grande effetto farmacologico a fronte dell’assunzione di piccole dosi di sostanza (ad es. caffeina, nicotina, morfina, papaverina, cocaina, stricnina, brucina, ecc.). In quanto sostanze altamente reattive con le attività biologiche, sono tra le più studiate ed utilizzate in farmacologia. Esplicano numerose azioni sull’organismo quali quella di ipereccitabilità del sistema neuromuscolare, di penetrare facilmente la barriera emato-encefalica, di esercitare effetti depressivi o stimolanti sul sistema nervoso centrale, di interagire con vari recettori neurotrasmettitori ed altro. Hanno sapore amaro e non sono molto solubili in acqua ma lo sono in alcool.
La stricnina, come detto, è un alcaloide molto tossico ed è una delle sostanze più amare conosciute. Si presenta come una polvere bianca, cristallina, inodore. Se si aggiunge acido nitrico o un nitrato si produce una soluzione dal colore giallo-arancio molto intenso. La stricnina si ottiene dalla farina dei semi delle piante appartenenti al genere Strychnos, in particolare della Strychnos Nux vomica: ciò per tradizione e per la maggiore disponibilità di questa pianta. Agisce sul sistema nervoso centrale come potente eccitante e su quello periferico ove causa il blocco di particolari terminazioni nervose. Questo comporta che ogni stimolo diventa uno spasmo. La dose mortale media per l’uomo è di 1 mg/kg. La morte sopravviene per blocco respiratorio o per esaurimento fisico.
La stricnina è stata usata come pesticida per topi ed altri animali indesiderati. Nella prima metà del secolo scorso è stata adoperata in medicina a piccole dosi come stimolante, come lassativo o come rimedio contro i disturbi dell’apparato digerente. Unitamente all’amfetamina era il dopante sportivo più usato intorno agli anni ’50-’60. Attualmente in Italia il commercio di stricnina e dei suoi derivati è vietato.
La brucina dal punto di vista farmacologico esplica un’azione analoga alla stricnina, anche se, pur rimanendo pericolosamente tossica, è meno attiva e meno amara della stricnina. A temperatura ambiente si presenta anch’essa come una polvere bianca inodore. L’aggiunta di acido nitrico o di nitrati produce soluzioni dal colore rosso molto intenso.
Contrariamente a quanto ritenuto da diversi omeopati, anche autorevoli, non è la Strychnos Nux vomica la pianta che ha la più alta concentrazione di stricnina esistente in natura. Ad esempio i semi della Strychnos Ignatia, da cui si ottiene il rimedio omeopatico Ignatia amara, ne contengono una quantità nettamente superiore.
CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO
Nux vomica è un rimedio costituzionale ed è uno dei principali policresti dell’omeopatia. Agisce prevalentemente sul sistema nervoso, sia centrale che periferico e sull’apparato digerente (fegato innanzitutto), con importanti riflessi sugli apparati cardiovascolare, muscolo-scheletrico, urinario, respiratorio, genitale femminile e maschile. I sintomi caratteristici sono simili a quelli prodotti dall’avvelenamento di stricnina e/o di brucina, che come visto sono gli alcaloidi maggiormente contenuti nei semi della Noce vomica da cui ha origine il rimedio. Di conseguenza le note chiave del rimedio sono lo spasmo e l’iperestesia (sensibilità esagerata), cui segue la freddolosità.
Gli spasmi, violenti ed incessanti, colpiscono tutti i muscoli volontari del corpo (esofago, laringe, schiena, arti, ecc.) ed anche quelli involontari (stomaco, intestino, retto in particolare, ano, vescica, utero, vasi sanguigni, ecc.), ai quali si accompagna la congestione del fegato, talché si determina uno stato spastico generalizzato dovuto all’intossicazione del soggetto. Ogni qualvolta un organo tenta di compiere un normale sforzo di contrazione, questo diventa esagerato ed automaticamente si trasforma in uno spasmo. Si può quindi dire che in Nux vomica i movimenti normali dell’organismo si compiono in un’anormale tensione spastica.
L’iperestesia riguarda sia la sfera fisica che quella psichica. C’è irritabilità e sensibilità eccessiva di diversi sistemi, organi ed apparati, tali da provocare, unitamente agli spasmi, numerose disfunzioni organiche. Il sistema sensoriale è quello particolarmente colpito, per cui il soggetto è ipersensibile a livello di tutti i sensi, provando particolare fastidio per i rumori, la luce, gli odori, non sopportando il dolore ed il minimo contatto, subendo cefalee di tipo congestizio che sopraggiungono spesso dopo un eccesso di collera, un pasto troppo abbondante, un’indigestione, ecc. Come negli altri tipi ipersensibili (Chamomilla, Hepar sulphur, ecc.) è sempre sproporzionato rispetto ai sintomi. La forte azione che il rimedio ha sul sistema nervoso rende il soggetto estremamente irritabile, impaziente, collerico, sempre di cattivo umore, ansioso, dispettoso, vendicativo, litigioso, scontento, insoddisfatto, esigente nei confronti degli altri come verso se stesso, incapace di sopportare la minima contraddizione, il minimo ostacolo. Si tratta in sostanza di soggetti che hanno prevalentemente un temperamento nervoso – bilioso, visto che prima si arrabbiano e poi pensano (al contrario di Lycopodium). Solitamente hanno colorito giallastro (l’ittero per i problemi epatici), guance incavate, capelli scuri, occhi neri e sono magri.
Anche il comportamento e lo stile di vita sono contraddistinti da esagerazioni. Il tipo Nux vomica fa abuso di sostanze irritanti ed eccitanti (caffè, tè, vino, alcool, farmaci di ogni specie, spezie, cibi piccanti, ecc.), gli piace fumare, mangia troppo e dopo soffre di indigestione, di dispepsia, di senso di pienezza, di crampi allo stomaco (insieme a Argentum nitricum è il rimedio più usato per problemi gastrici), è un intossicato epatico, ha bisogno frequente di urinare e di evacuare ma non si svuota del tutto, è prevalentemente stitico, soffre di iperlipidemia (aumento dei lipidi nel sangue, quali trigliceridi e colesterolo) e di ipertensione. Si addormenta facilmente ma si sveglia intorno alle 4 del mattino assalito dai suoi pensieri e dalle sue preoccupazioni. Si riaddormenta quando è ora di alzarsi, per cui è stanco, affaticato e di pessimo umore al risveglio. Lavora troppo, si sovraccarica intellettivamente, conduce la vita sedentaria e frettolosa della metropoli. E’ l’uomo d’affari della città, il manager, il dirigente di una grande azienda, il medico che non va mai in pensione, è cioè il superattivo per eccellenza. Manca però di equilibrio e di senso della misura, ad es. rimane al suo tavolo di lavoro finché non è sfinito, la sua mente passa da una problematica all’altra fino ad essere spossato, si preoccupa eccessivamente di mille cose, ecc.
La freddolosità è la terza nota chiave che contraddistingue Nux vomica. Il soggetto sente freddo per tutto il corpo, ha
mani e cute livide, punta del naso particolarmente fredda, non riesce a scaldarsi a letto di notte, deve essere sempre molto coperto, avverte freddo al minimo movimento e ciò aggrava ulteriormente la sua sedentarietà. Il semplice spostamento d’aria sotto il lenzuolo aggrava il raffreddore, la tosse, i dolori. Anche durante la febbre, nonostante il corpo sia urente e la faccia rossa e calda, non può muoversi o scoprirsi senza provare freddo. Rabbrividisce al minimo contatto con qualcosa di freddo o alla minima sensazione di freddo.
Tutti i sintomi migliorano con il riposo, anche un breve sonnellino, di sera, con il tempo umido, con il caldo, in una camera calda, con applicazioni calde, bagno caldo, bevande calde.
I sintomi peggiorano con il freddo secco, dopo i pasti, con l’assunzione di sostanze eccitanti o irritanti, fumando, di mattina presto, con il lavoro intellettuale, al minimo contatto.
Per quanto il rimedio sia tendenzialmente predisposto per curare le patologie croniche, può essere adoperato per fronteggiare con successo anche le manifestazioni acute.
I principali sinergici (complementari) di Nux vomica sono Kali carbonicum, Phosphorus, Sepia, Sulphur.
I principali antidoti sono Aconitum, Arsenicum album, Belladonna, Coffea, Opium, Pulsatilla, Thuya, Vinum.
L’altro importante rimedio della materia medica omeopatica, che ha un’azione generale eccitante sul sistema nervoso ed i cui sintomi fondamentali sono essenzialmente spastici, è Ignatia amara. Però le diverse concentrazioni di stricnina e di brucina e degli altri alcaloidi minoritari presenti, fanno sì che i due rimedi, pur avendo notevoli somiglianze, hanno patogenesi completamente differenti. In Nux vomica, come abbiamo visto, prevale la sfera dell’irritabilità, per cui i suoi spasmi sono conseguenti ad un’irritazione, un affaticamento, una collera, ecc. In Ignatia prevale invece la sfera dell’emotività o meglio della instabilità emotiva, per cui gli spasmi sono causati da emozioni perturbanti, pensieri, dispiaceri, ecc.
USO DEL RIMEDIO
Il rimedio omeopatico Nux vomica si usa nei seguenti principali casi, quando i sintomi corrispondono e si associano alle caratteristiche del rimedio stesso.
1) SISTEMA NERVOSO. Iperestesia (sensibilità esagerata) di tutti i sensi. Aumento eccessivo dell’attenzione e dei riflessi. Nervosismo con spasmi, irritabilità, collera, cattivo umore. Risveglio precoce e sonno inquieto, con sonnolenza di mattina, in soggetti affaticati. Sonnolenza post-prandiale, migliorata da un breve sonno. Ipersensibilità e parestesia (alterazione della sensibilità degli arti, ad es. formicolio, o di altre parti del corpo) delle estremità. Nevralgie con dolore tirante simile ad una trazione.
2) FEGATO. Fegato ipertrofico, congestionato, duro, sensibile, dolente al tatto. Insufficienza epatica con leggero ittero. Colica biliare dovuta a calcolosi.
3) APP. GASTROENTERICO. Dispepsia. Gastrite acuta o cronica con bruciore e rigurgiti acidi. Predisposizione verso l’ulcera gastroduodenale. Dolori epigastrici di tipo crampiforme. Eruttazioni, singhiozzo, flatulenza. Stipsi spastica, ossia con forte stimolo ad evacuare senza riuscire ad espellere le feci. Nausea mattutina con tendenza al vomito. Lingua con patina bianco-giallastra e gusto amaro al risveglio. Alitosi. Coliche flatulenti. Colite spastica. Possibile diarrea con vomito. Il rimedio si rivela utile anche per le intossicazioni alimentari e per i postumi di una sbronza. Possibili dolori e bruciori all’ano. Emorroidi sanguinanti.
4) TESTA. Emicrania angiospastica. Cefalea con la sensazione di un chiodo conficcato nella testa, che si aggrava dopo aver mangiato o dopo esposizione al sole. Cefalea di tipo nevralgico. Emicrania da stress. Emicrania in soggetti con la personalità del rimedio. Sensazione di confusione alla testa, sopra gli occhi, in modo particolare la mattina presto. Il mal di testa è spesso associato a nausea, bocca pastosa, dispepsia, emorroidi e vertigini.
5) APP. MUSCOLO-SCHELETRICO. Lombaggine con difficoltà a girarsi nel letto e che migliora con la posizione seduta. Sciatalgia che si aggrava sdraiandosi sul lato dolente, col movimento e col freddo. Spasmi e crampi di varia localizzazione. Rachialgia con dolore lungo tutta la colonna vertebrale, con nuca sensibile, rigida, con sensazione di pesantezza e di rottura nella zona lombo-sacrale. Reumatismo delle grandi articolazioni con muscoli rigidi, crampi e formicolio (come Aconitum).
6) APP. CARDIOVASCOLARE. Ipertensione arteriosa in fumatori con dolore nella regione precordiale. Palpitazioni cardiache accompagnate da angoscia e dall’insieme dei sintomi del rimedio.
7) APP. GENITALE FEMMINILE. Metrite (infiammazione dell’utero). Mestruazioni irregolari, solitamente anticipate, abbondanti, dolorose e prolungate. Ipermenorrea. Dismenorrea. Irritazione dei genitali esterni. Dolori post-partum del tipo crampiforme.
8) APP. GENITALE MASCHILE. Erezioni eccessive, alla minima eccitazione, anche durante il sonno, che creano spossamento e frustrazione.
9) APP. RESPIRATORIO. Raffreddore con prurito delle narici che fluidifica con il caldo e migliora all’aria aperta, sebbene il freddo l’aggravi. Naso chiuso e secchezza delle mucose durante la notte. Starnuti spasmodici al mattino e dopo i pasti. Episodi di asma alle 3 del mattino in soggetti con le caratteristiche del rimedio. Raucedine con catarro, irritazione della laringe e tosse spasmodica. Mal di gola con senso di costrizione che peggiora dopo aver mangiato ed all’aria fresca.
10) APP. URINARIO. Episodi di Cistite con brividi di freddo. Stranguria con bisogno urgente ed inefficace di urinare e con dolore vescicale che si irradia alla schiena.
DOSI
Nel caso 1), diluizione 30CH, 3 granuli 1-2 volte al dì, fino ad un massimo di 2 settimane.
Nel caso 9), diluizione 9CH, 3 granuli o 5 gocce 3 volte al dì.
Negli altri casi, diluizione 5CH, 3 granuli o 5 gocce ogni 2-3 ore.
(*) V. Note esplicative

Beatrice dice
Dimenticavo dottoressa: ho appena sentito il mio omeopata e mi ha consigliato di prendere Nux Vomica homaccord 10 gocce per 6 volte al giorno, pertanto 60 gocce, per procedere in maniera più dolce con la diminuzione dello Xanax. Lei ritiene sia eccessiva la dose? Inoltre, è preferibile assumere Nux Vomica lontano dai pasti e dopo quanto tempo si vedranno gli effetti positivi?
Grazie ancora, Beatrice.
Beatrice dice
Gent.ima Dott.ssa Volpe,
le scrivo in quanto sono un soggetto ansioso, attacchi di panico ed insonnia mi hanno accompagnata per un lungo periodo così come antidepressivi (che ho smesso di assumere da circa tre mesi) ed ansiolitici; attualmente sto scalando lo Xanax che assumo da circa 4/5 anni, ma per gli innumerevoli effetti indesiderati ho deciso di sospenderlo gradualmente. Assumevo 60 gocce al giorno suddivise in tre fasi (20 mattina, 20 pomeriggio, 20 alla sera) e ad oggi ho raggiunto il traguardo di 14 gocce al giorno duramente poiché i sintomi di astinenza mi stanno accompagnando in particolare uno spasmo muscolare alla bocca dello stomaco che mi induce a respirare a fatica. Le chiedo se la Nux Vomica può essermi utile, anche per sedare il mio sistema nervoso, procedendo con la diminuzione dello Xanax senza ulteriori problemi e sedare il “crampo” che avverto nello stomaco. Il mio omeopata in passato mi prescrisse nux vomica homaccord 10 gocce tre volte al giorno. Posso prendere lo stesso dosaggio? La ringrazio anticipatamente.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Beatrice, effettivamente non si può escludere che i crampi allo stomaco siano una conseguenza della riduzione del dosaggio dello Xanax, come risultato di uno stato di dipendenza che tra i sintomi astinenziali contempla anche i crampi addominali. La prescrizione di Nux vomica homaccord, pertanto, si giustifica proprio per gestire tale situazione. Infatti Nux vomica homaccord, che è un rimedio omeopatico complesso, è particolarmente indicato per tutti i disordini funzionali nel tratto gastro-intestinale e nella regione epatica. La dose che normalmente si utilizza è di 10 gocce 3 volte al dì, aumentabile nelle situazioni più gravi, fino ad arrivare nel caso di attacchi a 10 gocce ogni 15 min per un periodo limitato. Come per tutti i rimedi omeopatici, le gocce vanno assunte (trattenute per almeno 1 min sotto la lingua prima di ingoiarle) lontano dai pasti (circa mezz’ora prima e 1,5 ore dopo) e dovrebbero agire in un tempo relativamente breve, anche se molto dipende dalla capacità reattiva del singolo organismo allo stimolo del rimedio. Il Nux vomica homaccord solo marginalmente e in maniera blanda potrebbe, di riflesso, darle un contributo per il suo stato emotivo, se consideriamo che il crampo allo stomaco può essere un disturbo di somatizzazione. Ma potrebbe non bastare. Un rimedio omeopatico complesso, a differenza di un rimedio omeopatico unitario, non richiede alcuna personalizzazione e si utilizza unicamente sulla base dei sintomi, come un farmaco generico della medicina tradizionale. Una condizione emotiva come la sua, connotata da ansia fino agli attacchi di panico e insonnia, che proviene da una terapia con l’ansiolitico e attualmente da una sospensione graduale dello stesso, richiede quasi certamente un rimedio omeopatico unitario molto personalizzato, scelto in maniera rigorosamente omeopatica (cioè che assomigli il più possibile al paziente in tutte le sue manifestazioni, sia fisiologiche che psicologiche), che abbia un’azione importante, duratura, profonda e sistemica. Questo “lavoro” lo fa il medico omeopata, che con la visita è in grado di inquadrare il soggetto dal punto di vista omeopatico, di vagliare tutti i sintomi presenti e di scegliere il rimedio omeopatico più somigliante (il simillimum), o più rimedi compatibili, probabilmente ad alta diluizione, di prescrivere la relativa terapia e di seguirne gli esiti (rimedio, diluizione, posologia, durata della cura, eventuale adattamento in corso d’opera, ecc.). Pertanto se lei intende curare la sua sofferenza psichica con l’omeopatia, ne parli con il suo medico omeopata, che la cura giusta per lei esiste. Solo a titolo informativo, tra i principali rimedi omeopatici più frequentemente utilizzati per il trattamento di ansia, panico e disturbi associati troviamo: Nux vomica quando lo stato ansioso è conseguente a irritazione, collera, affaticamento, emotività, tali da instaurare una condizione di irritabilità e di iperestesia (sensibilità esagerata) generale; Ignatia amara quando l’ansia è conseguente a emozioni perturbanti, dispiaceri, pensieri, preoccupazioni, delusioni, tali da instaurare una condizione di instabilità emotiva con frequenti cambi di umore; Natrum muriaticum quando l’instabilità emotiva è molto più marcata, ove si alternano momenti di nervosismo, irascibilità, irritabilità, scontrosità, preoccupazione, ansia fino agli attacchi di panico (fase stenica), a momenti di depressione, oscuramento, pessimismo, prostrazione, debolezza, stanchezza fisica e mentale al punto di non riuscire a fare le cose (fase astenica); Argentum nitricum quando l’ansia è accompagnata da insicurezza, depressione, paura di sentirsi in pericolo e della morte, da mente vagante sugli impegni futuri e da sensazione di mancanza di tempo; Gelsemium quando l’ansia è accompagnata da affaticamento e preoccupazione per gli eventi prossimi a venire; Aconitum napellus quando l’ansia è accompagnata da pensieri di morte e/o dovuta a dispiaceri o malattie; Arsenicum album quando l’ansia è accompagnata da preoccupazione e forte irrequietezza mentale, paura di morire e delle malattie; ed altri. Cordiali saluti.
Gaetano dice
Salve dottoressa, le premetto che anni fa ho preso nux vomica 12k, 3 granuli 3 volte al giorno, prescritto dalla omeopata, perché ero completamente destabilizzato dalla chemio, e ricordo che mi ha dato tanto benessere. Ora per altri motivi, quali stress da lavoro ed emotivi ho una serie di sintomi…malessere generale. Stipsi, mal di pancia e stomaco, dolore all’ano, ragade sanguinante, agitazione, confusione, sonno disturbato, depressione, ansia forte, irritabile, attacchi di panico, bocca dal sapore dolciastro e amaro, a volte brucia, colon irritabile, il tutto dalla mattina con l’affievolirsi verso sera. Tutto da circa 2 anni, con alti e bassi. Le chiedo se prendo la nux vomica come sopra va bene e per quanto tempo? Gli esami eseguiti tutti negativi tranne la presenza di ernia iatale. Poi una bella mattina tutto sembra scomparso ma dura poco, e inizia il malessere.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Gaetano, Nux vomica omeopatico potrebbe essere il rimedio ancora adatto a lei, considerato che contiene praticamente tutti i sintomi da lei descritti ed è un rimedio dall’azione importante e duratura. In merito alla diluizione non si può dare per scontato che la 12K sia ancora la più appropriata perché sono passati degli anni e le situazioni si saranno certamente modificate, sia quella individuale che quella al contorno, per cui si potrebbe richiedere una diluizione diversa. Sarebbe quindi opportuno riprendere i contatti con l’omeopata. Cordiali saluti.
Andrea toschi dice
Buongiorno dottoressa, le aveva già scritto in altra occasione e la risposta è stata molto esauriente. La mia domanda ora è: ho problemi di reflusso, per cui prendo già nux vomica 5 ch da circa un anno e dalla quale traggo giovamento; è meglio prenderla anche nei giorni in cui non ho alcun sintomo oppure al bisogno? inoltre la cura si può prolungare per anni o dopo un certo limite temporale bisogna sospendere? la ringrazio
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Andrea, finché trova giovamento nel suo modo di procedere potrebbe anche continuare senza porsi orizzonti temporali, stabilendo lei se i risultati sono migliori utilizzando il rimedio alla bisogna od anche in assenza di sintomi. Però può anche darsi, laddove vi è la possibilità di superare definitivamente il disturbo del reflusso gastroesofageo, che lei abbia bisogno di una cura omeopatica di fondo e non sintomatica, per la qual cosa occorrerà l’intervento di un medico omeopata. Sarebbe altresì importante associare uno stile di vita adeguato, come ad es. tenere un’alimentazione semplice e sana, evitare di mangiare molto la sera, consumare possibilmente piccoli pasti più volte al giorno, masticare lentamente, limitare gli alimenti che ritardano lo svuotamento dello stomaco (cibi ricchi di grassi, cioccolato, insaccati, fritture, ecc.), ridurre il consumo di alcool, caffè, tè e spezie piccanti, abolire le bevande gassate, non masticare chewingum, bere molta acqua, ridurre l’eventuale sovrappeso, smettere di fumare, evitare l’uso di cinture o abiti troppo stretti in vita che possano aumentare la pressione addominale, evitare di guidare dopo i pasti, dormire con la testa sollevata, ecc. Cordiali saluti.
Fortuna dice
Soffro la stipsi da tempo,ad ogni evacuazione devo sempre sforzarmi sia morbide che dure,in giugno ho sofferto tanto al punto di morire dopo tanti spinte niente da fare un muro mi sono ritrovato lano davanti tutto gonfio ,io non sapevo cosa fare dopo 4ore sono riuscita ad evacuare ma sono svenuta due giorni a letto il tubo interno mi faceva male.i lassativi ecc.non mi fanno nientesono vegetariana,intollerante a lattosio mangio tanta frutta e verdura bevo +2litri di acqua, la nux vomica hell mi farebbe bene?aiutatemi grazie.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Fortuna, Nux vomica heel è un rimedio omeopatico complesso che potrebbe anche aiutare ma non è specificamente indicato per la stipsi, piuttosto per i disturbi di stomaco come gastrite, pirosi, ecc. Invece, sempre rimanendo nel campo dei complessi, risulterebbero maggiormente indicati Nux vomica spl o Nux vomica oti composto. Dia anche un’occhiata all’articolo “Mai più stitichezza” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici dell’antica tradizione molto utili per vincere la stitichezza, quali ad esempio l’infuso di scorza d’arancia o la premuta d’arancia, il decotto di carciofo, l’infuso di cicoria, l’infuso di malva, l’infuso di rosmarino, l’infuso o il decotto di tarassaco, tanto per citare le preparazioni più casalinghe. Anche il succo di Aloe vera, da reperire eventualmente in erboristeria, può essere di valido aiuto. Cordiali saluti.
Rossella dice
Gentile dottoressa, sono la mamma di un ragazzo di 17 anni che ha unaq diagnosi di disturbo i personalità. E’ pieno di rabbia a seguito di continui ricoveri ospedalieri che gli hanno impedito di vivere una vita normale. Per diverse volte ha vissuto il rischio di morire. E’ irascibile, non sopporta regole e trasgredisce fino a cacciarsi nei guai. Da un paio di anni cura la sua rabbia e il senso di inadeguatezza con l’uso di cannabis. E? magrissimo, fuma e mangia poco. Spesso accusa chiusura di stomaco, gli si contraggono le mandibole e si lascia prendere dalla furia, rompendo oggetti e facendosi del male. E’ seguito da un analista ma i tempi terapeutici sono lunghi, soffre di reflusso gastroesofageo e diarrea. Fatica a trattenere il cibo, ha bisogno di fumare sigarette, sigaretta elettronica e ancora ciuccia il dito. Potrebbe indicarmi un rimedio omeopatico che lo possa aiutare a liberarsi dalla dipendenza e dal malessere che lo affligge? Sono contraria agli psicofarmaci e ho provato su consiglio della farmacista prima Sepia epoi Nux Vomica alla 9CH. Lui mi dice che sono troppo leggere. La ringrazio
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Rossella, i rimedi omeopatici che potrebbero aiutare suo figlio a superare il disturbo psicologico di cui soffre esistono e sono diversi. Però bisogna tenere presente che in omeopatia i risultati si ottengono solo se il rimedio che si sceglie è quello giusto, cioè è quel rimedio che, per la legge dei simili, assomiglia il più possibile al paziente, sia dal punto di vista fisiologico che dal punto di vista psicologico, portando in conto, nel caso specifico, l’aspetto costituzionale e temperamentale, lo stato emotivo, la situazione motivazionale, le relazioni sociali, lo stile di vita, i traumi subiti, le modalità di manifestazione dei sintomi ed ogni altra condizione che possa essere utile ai fini della scelta. Il rimedio in questione sarà sicuramente un rimedio costituzionale, cioè un rimedio omeopatico di un certo peso che personifica completamente il biotipo ed abbia un’azione terapeutica importante e duratura. C’è poi da scegliere la diluizione del rimedio, quella che risulta essere più attiva per il paziente, quella che consente il miglior effetto terapeutico e per questo molto probabilmente si dovrà ricorrere alle alte diluizioni per un’azione più profonda e sistemica che incida significativamente sulla componente psicologica. Vi è poi da stabilire la posologia, legata alla diluizione, alla capacità reattiva del paziente e alle caratteristiche del rimedio, nonché la strategia terapeutica più adatta che potrebbe prevedere, nelle fasi interlocutorie, l’impiego di rimedi complementari che possano supportare l’azione del rimedio principale o preparare alla stessa o completare la stessa e gli eventuali adattamenti durante la cura sulla base dei risultati che si vanno ottenendo. Bisogna cioè considerare che quando si ha a che fare con gli aspetti psichici le cure in genere sono lunghe e laboriose e vanno avanti per gradi, dove ciascun grado potrebbe richiedere un particolare adattamento terapeutico. Sicuramente Nux vomica e Sepia sono rimedi omeopatici cui spesso si fa ricorso per il trattamento del disturbo in questione, tra l’altro anche dei disturbi gastro-intestinali, ma, per quanto detto finora, bisognerà verificare se sono tra i più adatti per suo figlio e se la diluizione 9CH è sufficiente oppure ne occorrerà una più alta. Le consiglio pertanto di evitare di andare avanti per tentativi, che potrebbero essere anche controproducenti, ma di rivolgersi ad un medico omeopata, l’unico in grado di fare il “lavoro” di cui in precedenza, di prescrivere una terapia strettamente personale, di seguire suo figlio durante la cura e di operare in sinergia con l’analista. Cordiali saluti.
silvia dice
Buon giorno,
che differenza c’è tra la NUX VOMICA 200k gocce 10ml 50% e quella al 20ml 18%?
grazie.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Silvia, dal punto di vista terapeutico le due forme farmaceutiche di Nux vomica 200K gocce sono praticamente la stessa cosa. Nella preparazione del rimedio da 10 ml 50% è stato utilizzato per le diluizioni come veicolo alcool (etanolo) al 50% (50°), cioè una soluzione idroalcolica costituita da acqua distillata e da alcool in quantità tali che la gradazione alcolica complessiva (titolo) risulta essere di 50°. Allo stesso modo nella preparazione del rimedio da 20 ml 18% è stato utilizzato alcool al 18% (18°), cioè una soluzione idroalcolica titolata a 18°. Quindi il primo rimedio ha un contenuto di alcool maggiore e ciò potrebbe avere il vantaggio di una sua migliore conservazione. Il secondo rimedio ha un contento alcolico minore e potrebbe essere più appropriato per i bambini o per coloro che non tollerano l’alcool. Ci sarebbe solo da evidenziare una piccola differenza, cioè il rimedio 50% rispetto a quello 18% ha un assorbimento più rapido per via sublinguale, grazie alla maggiore proprietà vasodilatatrice della sua soluzione dovuta al maggiore contenuto di alcool. Però tale differenza si può annullare lasciando sostare per un po’ più di tempo sotto la lingua le gocce del rimedio 18%. Cordiali saluti.
Fabio dice
Gentile dottoressa le scrivo per sapere se riceve su appuntamento. Ho cercato sul sito ma non mi pare di aver trovato i suoi contatti. Grazie per l’attenzione
Fabio
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Fabio, mi dispiace sono solo una studiosa e un’appassionata di omeopatia che cerca di fornire, con il presente sito, informazioni oggettive e responsabili su ciò che l’omeopatia e le medicine naturali possono fare per la nostra salute e il nostro benessere. Cordiali saluti.
Eleonora dice
Buongiorno Dottoressa,
io soffro di emicrania e cefalea tensiva da sette anni. Mi sono rivolta ad un omeopata il quale mi ha prescritto nux vomica 200k da prendere in una volta sola. Questo rimedio può veramente aiutarmi nei miei problemi? Dopo l’ assunzione è normale che si sia presentata una forte cefalea ed emicrania?
La ringrazio
Eleonora
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Eleonora, la cefalea di tipo tensivo di cui lei soffre, che è bene ricordare è un sintomo e non una malattia, è la più frequente tra le cefalee, la cui causa non è completamente nota però si è osservato che può essere innescata da alcuni fattori scatenanti, quali ad es. lo stress, la carenza di sonno, le posture sbagliate, l’affaticamento degli occhi, ecc. Dal punto di vista omeopatico invece è più interessante conoscere il tipo di dolore, o meglio la sensazione provata dalla persona, la localizzazione precisa del disturbo, i sintomi concomitanti, le modalità di aggravamento e di miglioramento, ecc. Bisogna poi individuare la tipologia del soggetto, sempre dal punto di vista omeopatico, in cui andare a collocare il suddetto quadro sintomatologico. E’ questo il “lavoro” che avrà fatto l’omeopata e che l’ha portato a scegliere Nux vomica come rimedio omeopatico a lei più corrispondente, atteso che lo stesso è uno dei principali rimedi di fondo per il trattamento della cefalea di tipo tensivo. Confortato dal buon grado di somiglianza, le ha prescritto una diluizione alta, qual è la 200K, per un’azione più profonda e sistemica. Nux vomica quindi potrebbe esserle di grande aiuto. La stessa accentuazione della cefalea o emicrania avuta dopo la somministrazione potrebbe confermare quanto detto finora, perché probabilmente essa è indotta dall’aggravamento omeopatico terapeutico, fenomeno transitorio e del tutto naturale, che indica la reazione positiva dell’organismo allo stimolo del rimedio omeopatico e che quasi sempre è indice prognostico di prossima guarigione. Per prevenire o ridurre ogni forma di cefalea può essere utile associare un’alimentazione con cibi ricchi di vitamine, in particolare le vitamine A, C, E e del gruppo B, nonché uno dei preparati fitoterapici casalinghi di cui all’articolo “Addio mal di testa” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a consultare. Cordiali saluti.
Maria dice
Gentilissima Dott.ssa,
grazie tante per la cortesia di avermi risposto, mi permetto solo di scriverLe che ho trascorso un periodo lungo di nervosismo e che ho scaricato sullo stomaco e che ancora mi capita di scaricare e sento sempre lo stomaco con i suoi bruciori ma non ho problemi di stare al chiuso o all’aperto o in mezzo alla gente, i miei problemi sono stati causati dalla poca salute sia mia negli ultimi anni (endometriosi e che adesso ho risolto e superato) che delle persone a me care sottoposte a ricoveri ed interventi seri e quindi anche da forte tensione che ho vissuto intorno. Sono d’accordo con lei da andare da un bravo omeopata ma ci tenevo ad avere anche un Suo consulto. Mi chiedo solo se questi ottimi rimedi naturali proteggono e curano lo stomaco o curano solo il sintomo.
La ringrazio ancora della gentilezza,
Maria
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Maria, per l’omeopatia il sintomo non è la malattia ma rappresenta lo sforzo di reazione dell’organismo nel tentativo di ripristinare l’equilibrio energetico perduto, che la malattia provoca, per andare naturalmente verso la guarigione. Di conseguenza qualsiasi rimedio omeopatico, scelto appropriatamente, agisce sempre nell’aiutare l’organismo a recuperare l’equilibrio e quindi agisce sia sulla malattia che sulle relative cause, in modo che il sintomo possa regredire fino a scomparire. Anche un rimedio omeopatico sintomatico, quasi sempre a bassa diluizione, che classicamente si adopera in caso di malattia acuta, fa quindi questo lavoro. Diversa è la situazione in caso di malattia cronica radicata, cioè di una patologia più profonda, dove il rimedio sintomatico potrebbe non bastare per una guarigione definitiva ed evitare quindi il rischio di recidive, perché l’azione energetica di un tale rimedio potrebbe non essere sufficiente per sradicare completamente nel profondo la malattia cronica. In questo caso il sintomo rappresenta anche il tentativo dell’organismo di liberarsi del “miasma” interno proprio di ciascun individuo, cioè di quella predisposizione costituzionale ad ammalarsi con certe modalità di una malattia cronica. Il rimedio omeopatico giusto deve essere perciò di tipo costituzionale, quasi sempre ad alta diluizione, cioè deve essere in grado, con un’azione profonda e sistemica, di rimuovere il miasma interno dell’individuo che è la causa della malattia cronica e quindi dello squilibrio energetico che porta al sintomo. Per questo motivo un tale rimedio deve assomigliare il più possibile al paziente in tutte le sue manifestazioni, sia dal punto di vista fisiologico che dal punto di vista psicologico, deve cioè avvicinarsi il più possibile al rimedio simile ideale che è il simillimum. Se questa somiglianza non è completamente rispettata, il rimedio omeopatico o è inefficace oppure, soprattutto quando sono in gioco le alte diluizioni, potrebbe provocare inconvenienti abbastanza seri e fastidiosi, perché potrebbe scaricare il suo potere patogeno. Cordiali saluti.