DESCRIZIONE
Il rimedio omeopatico Ignatia amara si ottiene dalla tintura dei semi del frutto della pianta Strychnos Ignatia o Fava di Sant’Ignazio, prima essiccati e poi polverizzati e dalle successive diluizioni-dinamizzazioni in soluzione idroalcolica.
Per ulteriori informazioni sulla preparazione, consultare l’articolo “Rimedi omeopatici: origine” della sezione del sito “Approfondimenti”.
Strychnos Ignatia è una pianta lianosa appartenente alla famiglia delle Loganiaceae, alta fino a 12-15 m, originaria delle Isole Filippine, coltivata per scopi commerciali in alcuni altri paesi del Sud-Est Asiatico, soprattutto India, Indonesia e Vietnam. La pianta è comunemente chiamata Fava di Sant’Ignazio in onore di S. Ignazio di Loyola (1491-1556, missionario basco), fondatore dell’Ordine religioso dei Gesuiti. E’ un arbusto legnoso rampicante o un piccolo albero sempreverde il cui tronco può superare i 10 cm di diametro; la corteccia è liscia di colore bruno-rossastro; i rami sono sottili, viticciosi; le foglie sono intere, opposte, ovali, ampie fino a 25 cm; i fiori sono piccoli di colore bianco-verdastro, raccolti in infiorescenze che appaiono da aprile a giugno; i frutti sono a bacca di colore giallo-arancio, ovoidali, larghi circa 10 cm, dal guscio duro, con polpa gelatinosa gialla e racchiudono molti semi (anche qualche decina) amari, brunastri, discoidali di forma irregolare, lunghi circa 2,5-3 cm, ricoperti da una sottile peluria setosa. Tali semi contengono alcuni alcaloidi ed in particolare due che hanno la maggiore concentrazione, la stricnina e la brucina, che sono molto tossici ed amari e costituiscono i due principi farmacologicamente più attivi.
Ricordiamo che gli alcaloidi sono sostanze organiche azotate di origine vegetale dotate di grande effetto farmacologico a fronte dell’assunzione di piccole dosi di sostanza (ad es. caffeina, nicotina, morfina, papaverina, cocaina, stricnina, brucina, ecc.). In quanto sostanze altamente reattive con le attività biologiche, sono tra le più studiate ed utilizzate in farmacologia. Esplicano numerose azioni sull’organismo quali quella di ipereccitabilità del sistema neuromuscolare, di penetrare facilmente la barriera emato-encefalica, di esercitare effetti depressivi o stimolanti sul sistema nervoso centrale, di interagire con vari recettori neurotrasmettitori ed altro. Hanno sapore amaro e sono solubili in alcool, ma quasi del tutto insolubili in acqua.
La stricnina, come detto, è un alcaloide molto tossico ed è una delle sostanze più amare conosciute. Si presenta come una polvere bianca, cristallina, inodore. Se si aggiunge acido nitrico o un nitrato si produce una soluzione dal colore giallo-arancio molto intenso. La stricnina si ottiene dalla farina dei semi delle piante appartenenti al genere Strychnos, in particolare della Strychnos Nux vomica (dai cui si ricava il rimedio omeopatico Nux vomica che ha notevoli somiglianze con Ignatia amara): ciò per tradizione e per la maggiore disponibilità di tale pianta, nonostante che altre, tra cui la stessa Strychnos Ignatia, ne contengano una quantità superiore.
La stricnina agisce sul sistema nervoso centrale come potente eccitante e su quello periferico ove causa il blocco di particolari terminazioni nervose. Questo comporta che ogni stimolo diventa uno spasmo. La dose mortale media per l’uomo è di 1 mg/kg. La morte sopravviene per blocco respiratorio o per esaurimento fisico.
La stricnina è stata usata come pesticida per topi ed altri animali indesiderati. Nella prima metà del secolo scorso è stata adoperata in medicina a piccole dosi come stimolante, come lassativo o come rimedio contro i disturbi dell’apparato digerente. Unitamente all’amfetamina era il dopante sportivo più usato intorno agli anni ’50-’60 dello sorso secolo. Attualmente in Italia il commercio di stricnina e dei suoi derivati è vietato.
La brucina dal punto di vista farmacologico esplica un’azione analoga alla stricnina, anche se, pur rimanendo pericolosamente tossica, è meno attiva e meno amara della stricnina. A temperatura ambiente si presenta anch’essa come una polvere bianca inodore. L’aggiunta di acido nitrico o di nitrati produce soluzioni dal colore rosso molto intenso.
CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO
Ignatia amara è un policresto omeopatico con molte reazioni psico-somatiche riconducibili a cause quali dispiaceri, collera, paura, lutti, delusioni, insuccessi, ambizioni smisurate non realizzate, esami falliti, occasioni perdute, ecc. E’ un rimedio anti-stress per eccellenza e delle grandi contraddizioni, cioè è il rimedio dell’isterismo, della nevrosi, della instabilità emotiva, della depressione, della malinconia con tendenza al pianto. Spesso diventa il rimedio delle persone che presentano la “psicologia del fallimento”, cioè di soggetti in età media o matura che hanno aspirato ad una condizione sociale più elevata senza riuscire a raggiungerla, oppure di soggetti in età più avanzata che sono terribilmente delusi dalla vita, dagli insuccessi, dal comportamento dei figli, ecc. Più in generale il rimedio trova corrispondenza in quegli individui che presentano uno stato di sofferenza psichica dovuto alle profonde delusioni verso le loro importanti aspettative oppure alla consapevolezza di essere irrimediabilmente inadeguati alle circostanze.
Il rimedio agisce quindi prevalentemente sul sistema nervoso con importanti riflessi su tutti gli organi ed apparati. I sintomi caratteristici sono simili a quelli prodotti dall’avvelenamento da stricnina e/o da brucina, che come visto sono gli alcaloidi maggiormente contenuti nei semi della Ignatia amara da cui ha origine il rimedio. Detti alcaloidi esercitano un’azione generale eccitante sul sistema nervoso tale da diventare, a dosi elevate, di tipo convulsivante arrivando a provocare contrazioni tetaniche. Di conseguenza i sintomi fondamentali del rimedio sono gli spasmi. Poiché la sfera dell’emotività è predominante, al rimedio corrispondono una serie di complessi nervosi in grado di provocare sul piano mentale un’alterazione degli atteggiamenti dell’individuo nei confronti della vita in società e sul piano fisico un disordine delle funzioni della vita vegetativa, dovuto allo sregolamento totale del sistema nervoso autonomo involontario. Pertanto il soggetto Ignatia sarà affetto mentalmente da sofferenza psichica, da nevrosi e fisicamente da disfunzioni ai sistemi cardio-circolatorio, respiratorio, digerente, urinario, ghiandolare.
Come già accennato, l’altro importante rimedio della materia medica omeopatica che ha un’azione generale eccitante sul sistema nervoso ed i cui sintomi fondamentali sono essenzialmente spastici, è Nux vomica. Però le diverse concentrazioni di stricnina e di brucina e degli altri alcaloidi minoritari presenti, fanno sì che i due rimedi, pur avendo notevoli somiglianze, hanno patogenesi completamente differenti. In Ignatia amara, come abbiamo visto, prevale la sfera dell’emotività o meglio della instabilità emotiva, della malinconia con tendenza alle lacrime, per cui i suoi spasmi sono conseguenti ad emozioni, dispiaceri, pensieri, delusioni, ecc. In Nux vomica invece prevale la sfera dell’irritabilità per cui gli spasmi sono causati da un’irritazione, un affaticamento, una collera, ecc.
Gli spasmi di Ignatia amara, come d’altronde quelli di Nux vomica, colpiscono numerosi organi ed apparati dando luogo alle sindromi più svariate.
Tra i più frequenti troviamo gli spasmi digestivi, sia gastrici che intestinali, accompagnati da nausea e/o vomito ed a volte da emicrania e/o aerofagia. Il malato accusa dolori diffusi, difficoltà digestive, coliche addominali intermittenti, stipsi con stimoli inefficaci, evacuazioni dolorose, evacuazioni con sforzo anche di feci molli alternate a diarrea. Spesso avverte la sensazione di vuoto allo stomaco, accentuata a metà mattinata e nel pomeriggio, che lo costringe a mangiare del cibo, altrimenti collassa.
Le epatopatie di Ignatia sono dovute essenzialmente agli spasmi delle vie biliari, più che a vere e proprie disfunzioni organiche, che causano una serie di disturbi epato-digestivi molto fastidiosi.
Gli spasmi dell’apparato cardio-circolatorio provocano tachicardia e palpitazioni che impediscono al malato di dormire, inducendo ansia ed angoscia che aggravano la sua insonnia, nonché una ipertensione che varia con il suo stato di nervosismo, emorroidi pruriginose, rossore al viso, crampi ai polpacci aggravati dal movimento, raffreddamento delle estremità, ecc.
Possono essere presenti spasmi alla gola (come in Lycopodium e Mercurius) che producono sintomi del tutto analoghi a quelli del “bolo isterico” (il cosiddetto “nodo alla gola”) dei malati nevrotici, con deglutizione difficoltosa e dolente che toglie l’appetito. Anche la tosse, se presente, è spasmodica.
Le cefalee o le emicranie, che compaiono al minimo nervosismo, sono di tipo battente, pressante, con la sensazione di avere un chiodo che si conficca nella testa oppure come qualcosa che prema dentro la testa per uscire fuori.
Un altro sintomo chiave di Ignatia sono le vertigini, spesso associate all’ipertensione, che provoca nel malato la sensazione di vacillare o di cadere in avanti.
Anche l’insonnia è un sintomo chiave da interpretare per la corretta individuazione del rimedio, talché può essere non presente subito ma instaurarsi quando la nevrosi diventa più profonda.
Ma il grande sintomo chiave caratteristico di Ignatia è la paradossalità, la contraddizione degli effetti. Ad esempio è tipica la rapida alternanza di umori, spinta al punto tale da produrre riso incontrollato alternato a pianto, come pure la faringite con dolore migliorato dalla deglutizione, la febbre con sete che si avverte solo durante gli attacchi di freddo, i conati di vomito a stomaco vuoto che migliorano mangiando, la dispepsia per gli alimenti di facile digestine, i dolori che cambiano posizione o che compaiono e scompaiono improvvisamente, l’emicrania che è alleviata coricandosi sul lato dolente e così via.
Constateremo una certa subitaneità dell’apparizione dei sintomi, tanto nelle crisi gastriche, epatiche o cardiache, quanto in altri disturbi somatici, ma anche una certa incoordinazione motoria che causa ad es. la contrazione dei muscoli facciali quando si parla, l’incertezza dei movimenti, il tremore, come pure una spiccata ipersensibilità generale che produce reazioni esagerate ad ogni stimolo esterno (luce, rumore, odori, dolori) ed infine una grande sensazione di stanchezza (come in Kali carbonicum e Sulphur).
Il soggetto Ignatia si presenta spesso con capelli e cute scura, è un tipo che si agita, gesticola, è affrettato nel parlare, è ansioso, irrisoluto, capriccioso, esibizionista, ha un atteggiamento teatrale, ama la solitudine e generalmente è una donna (ma non esclusivamente). Il suo temperamento è nervoso – linfatico, visto che subito dopo la crisi isterica ritorna calmo e beato (proprio come il linfatico), stupendosi di quanto è successo.
La sintomatologia di Ignatia corrisponde inevitabilmente alla sua nevrosi ed alla sua ipersensibilità. I sintomi peggiorano con il freddo, di mattina, dopo il pasto, dopo un’emozione, con il movimento prolungato, prima e durante le mestruazioni, con l’uso di caffè, alcool, tabacco (difatti prova avversione per l’alcool, il tabacco o i profumi), con il rumore, la luce viva, il minimo contatto. I sintomi migliorano con il caldo moderato (il caldo intenso crea disagio), durante il pasto, con il cambiamento di posizione, premendo sul lato dolente, dopo le mestruazioni. La lateralità è destra.
Vi sono due chiavi di lettura che contraddistinguono e sintetizzano efficacemente le caratteristiche del rimedio: Ignatia amara è la donna isterica e la benzodiazepina (cioè il farmaco tradizionalmente usato nella terapia dell’ansia e dell’insonnia) omeopatica.
I principali sinergici (complementari) di Ignatia sono Aurum metallicum, Natrum muriaticum, Phosphoricum acidum
I principali antidoti (ma che aiutano la sua azione) sono Gelsemium e Phosphoricum acidum nella depressione, Belladonna, Hyosciamus niger negli spasmi, Aceticum acidum, Arnica montana, Camphora, Chamomilla, Cocculus, Coffea, Nux vomica, Pulsatilla nella generalità dei sintomi nervosi.
I principali incompatibili sono Coffea e Tabacum.
USO DEL RIMEDIO
Il rimedio omeopatico Ignatia amara si usa nei seguenti principali casi, quando i sintomi corrispondono e si associano alle caratteristiche del rimedio stesso.
1) SISTEMA NERVOSO. Ipersensibilità con umore mutevole, cangiante, paradossale. Depressione dopo un dispiacere. Emotività, isterismo, nevrosi, ansia, paure, attacchi di panico, indecisione, desiderio di solitudine, malinconia. Facile tendenza al pianto. Frequente bisogno di sospirare con sensazione di mancanza d’aria. Sonno irrequieto o insonnia.
2) TESTA. Cefalea o emicrania con congestione della testa che migliora piegandola in basso e peggiora ad ogni eccitazione, accompagnata da dolore battente, pressante, con sensazione di chiodo che si conficca in testa oppure che qualcosa prema dentro per uscire fuori. Vertigini, spesso associate a ipertensione arteriosa. Spasmi muscolari del viso o intorno alla bocca. Odontalgia dopo i pasti. Dolore alle parotidi. Gonfiore agli occhi ed alle palpebre superiori.
3) APP. DIGERENTE. Dispepsia (specie per gli alimenti di facile digestione), aerofagia, singhiozzo, nausea, vomito frequente o continuo. Vuoto e debolezza all’epigastrio. Attacchi periodici di crampi allo stomaco. Coliche addominali. Spasmi delle vie biliari. Stipsi spastica con stimoli inefficaci. Evacuazione dolorosa. Possibile diarrea. Emorroidi pruriginose che migliorano camminando. Tutti i sintomi si aggravano alla minima contrarietà, alla minima emozione.
4) APP. CARDIOVASCOLARE. Tachicardia e palpitazioni che impediscono di dormire. Dolori cardiaci. Sensazione di punzecchiamenti, di punture al cuore. Senso di soffocamento. Ipertensione arteriosa variabile con lo stato di nervosismo.
5) APP. LOCOMOTORE. Grande sensazione di stanchezza fisica (oltre che mentale). Dolori alle ossa ed alle articolazioni. Dolore intercostale migrante. Pesantezza delle gambe e dei piedi. Irrigidimento delle ginocchia. Crampi ai polpacci aggravati dal movimento. Freddo ai piedi ed alle gambe fin sopra il ginocchio. Incoordinazione motoria, incertezza dei movimenti, leggero tremore, parola esitante. Sciatica con debolezza del dorso e degli arti inferiori. .
6) APP. RESPIRATORIO. Faringite con deglutizione dolente e sensazione di avere una spina in gola. Bolo isterico (sensazione di ostruzione laringo-faringea, come se una massa in gola rendesse difficile la deglutizione e la respirazione, legata allo stato di nevrosi). Tosse spasmodica che diventa più forte con la ripetizione (più si tossisce, più si ha voglia di tossire). Costrizione al torace, specialmente di notte.
7) APP. URINARIO. Stimolo urgente ed irresistibile di urinare, specie dopo aver preso caffè. A volte sensazione di bruciore nell’uretra durante la minzione. Pollachiuria.
8) APP. GENITALE FEMMINILE. Mestruazioni anticipate e abbondanti, precedute da emicrania (chiodo fisso in testa). Mestruo nero, di odore putrido, misto a grumi. Dismenorrea. Metrorragia. Spasmi uterini con dolori lancinanti che si mitigano alla pressione e coricandosi sul dorso. Leucorrea purulenta preceduta da contrazione pressoria nell’utero. Dolori nei rapporti sessuali.
9) APP. GENITALE MASCHILE. Prurito intenso ai genitali. Dolore ai testicoli, prevalentemente a quello destro, specie di sera dopo essersi coricati. Diminuzione del desiderio sessuale. Erezioni incontrollate con dolori al pube.
10) CUTE. Prurito su tutto il corpo senza motivo organico, che si attenua grattandosi. Escoriazioni varie. Orticaria con prurito violento (specie durante la febbre). Geloni.
DOSI
Nei casi 1) e 2), diluizione 9CH, 3 granuli o 8-10 gocce una volta al dì.
In tutti gli altri casi, diluizione 5CH, 3 granuli o 8-10 gocce 3-6 volte al dì.
(*) V. Note esplicative

Sara dice
Gentile
Dottoressa, mi complimento per la chiarezza della sua esposizione e ne approfitto per rivolgerle una domanda: soffro da 40 anni ( ne ho 60) di ansia cronica generalizzata. Ho subito grossi traumi di abbandono da piccolissima. Provo sensi di colpa, ho paura di aver sbagliato e di essere giudicata male, mi sento sempre sotto pressione, a volte ho difficolta ‘ a dire agli altri che non posso soddisfare le loro esigenze, sono ossessiva, ma non fobica, rimugino spesso e seguo rituali, sono impaziente e frettolosa, e non riesco ad entrare in un vero contatto con me stessa, come se mi si bloccassero emozioni e pensieri e su tutto prevalesse l’ ansia. Non ho paura della morte , anzi spesso la desidero per uscire dalla tensione. Mi curo con benzodiazepine che riescono a farmi vivere! Ora vorrei provare con l’omeopatia: mi sono documentata e Ignatia mitocondriale sembra ilrimedio più adatto, ma non so se iniziare con una diluizione molto alta vista la gravità dei miei sintomi.Non so
se associare anche un altro rimedio e quale. La ringrazio e resto in attesa della sua risposta per…..correre in farmacia!
Sara
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Sara, il breve quadro psicologico da lei descritto in cui lo stato d’ansia è accompagnato da angoscia, sensi di colpa, insicurezza, paura di sbagliare e di essere giudicata negativamente, timore di deludere gli altri, mente vagante, instabilità emotiva, insofferenza, impazienza, contrasti interni ecc., fa effettivamente pensare ad un rimedio omeopatico quale Ignatia amara, tanto più se si considera che ciò potrebbe essere stato originato da traumi affettivi, dispiaceri, shock emotivi, contrarietà. Ovviamente spetta al medico omeopata confermare o meno tale scelta e valutare se si rende necessaria una terapia di fondo e di terreno con le diluizioni medio-alte. Nella fase interlocutoria ci si può orientare verso le basse diluizioni, ad es. la 7CH che solitamente si prescrive in ragione di 3 granuli 3-4 volte al dì. Anche i Fiori di Bach, il cui campo di azione è specificamente quello dell’emotività e degli stati d’animo, potrebbero rivelarsi utili. Grazie per i complimenti. Cordiali saluti.
monica dice
salve ho comprato ignatia amara per mia figlia che ha 9 anni perche’soffre di ansia da prestazione a scuola e affrontare la novita.puo’ andare bene come cura o mi consiglia altro?grazie
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Monica, il rimedio omeopatico che sembrerebbe essere più vicino all’attuale condizione emotiva della sua bambina è Argentum nitricum (si legga l’articolo omonimo nella stessa sezione del sito). Infatti tale rimedio è particolarmente indicato laddove l’ansia e la preoccupazione si manifestano prima di affrontare un evento ritenuto importante o per tutto quello di nuovo che si ha da fare, perché si teme di non riuscire a superare la prova secondo le attese e si sente il peso della valutazione conseguente; ciò determina uno stato di stress e di frustrazione che fa vivere male ogni attesa. Argentum nitricum per queste sue caratteristiche è spesso utilizzato per scolari e studenti che vengono colti da stati di ansia e di agitazione prima di interrogazioni o di esami. Di solito nel giorno dell’evento esso viene sostituito da Gelsemium, che è il suo fratello gemello. Non è escluso che possa essere richiesta un cura di fondo e di terreno con le medio-alte diluizioni, per la qual cosa occorrerà indispensabilmente rivolgersi ad un medico omeopata. Nella fase interlocutoria ci si può orientare verso le basse diluizioni, ad esempio non superiori alla 7CH. Cordiali saluti.
Antonella dice
Buongiorno è da ormai 6 mesi che soffro di problemi all’apparato genitale.
All’inizio si pensava alla candida e quindi ho iniziato la cura con creme,ovouli,e compresse antifunghi,ho effettuato anche tamponi vaginali 3 volte ma sempre negativi.
I disturbi cambiano adesso è più di un mese che soffro di prurito,rossori e sensazione di essere punta con degli spilli.La mia paura è che forse soffro di vestibolite,ma ancora nessun ginecologo se ne è accorto.
Sono stanca di creme,farmaci e vorrei provare con l’omeopatia.
Purtroppo nel mio paese non c’è un medico omeopatico.Cosa mi può suggerire??
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Antonella, da quanto descritto non è escluso che lei sia proprio affetta da una vestibolite vulvare non infettiva, per la qual cosa sarebbe opportuno innanzitutto individuare le possibili cause (dispareunia, detergenti irritanti, cibi contenenti sostanze irritanti, indumenti intimi o pantaloni troppo stretti ed aderenti, disturbi urinari di tipo cistico, contrattura dei muscoli del pavimento pelvico, stress, ansia, ecc.) e cercare di rimuoverle per evitare future recidive. I rimedi omeopatici potenzialmente adatti sono diversi, tra cui quelli più specifici potrebbero essere Caladium, Sepia, Staphysagria, Thuja, ma ci sarebbero anche Apis e Natrum muriaticum. Dovendo agire a livello sintomatico le diluizioni saranno opportunamente basse, quale ad es. la 5CH, in ragione di 3 granuli 3-6 volte al dì, allungando i tempi con i miglioramenti. Potrebbero essere utili anche applicazioni locali con una crema di Calendula per un’azione lenitiva, antisettica, anestetica, cicatrizzante, antinfiammatoria. La parola però tocca sempre al medico. Cordiali saluti.
Valentina dice
Buonasera,
in seguito a degli attacchi di ansi da un paio di mesi(paura di avere qualcosa di brutto,di morire)ho deciso di recarmi da un omeopata che mi ha dato come cura:
natrum muriactum 30 ch
gelsemium 30 ch
argentum nitricum 30 ch
lycopodium 30 ch
3 granuli di questi rimedi da sciogliere in mezzo litro d’acqua da bere un sorso ogni 2 o 3 ore,dopo 9 giorni siccome non sono stata molto bene ho iniziato ad avere diarrea ha deciso di cambiarmi la cura e di togliere natrum muriactum e di inserire ignatia 30 ch.Che ne dice?
Io con il fatto che la cura all’inizio non è andata bene adesso sono un pò diffidente
Grazie Mille
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Valentina, in genere le cure omeopatiche, specie quando devono agire sulla sfera mentale e psichica, vanno avanti per gradi e ciascun grado può richiedere un particolare adattamento terapeutico che può consistere nel modificare la scelta dei rimedi e/o le loro diluizioni. Tale modo di procedere, che presuppone il coinvolgimento del paziente, spesso è utile, se non addirittura indispensabile, all’omeopata per studiare ed inquadrare sempre meglio il soggetto dal punto di vista omeopatico e di conseguenza per individuare la cura più adatta ed efficace, quella meglio personalizzata, quella cioè fatta “su misura” con i rimedi pù somiglianti. Ed è proprio ciò che sta cercando di fare il suo omeopata. Ovviamente la strategia terapeutica diventa molto più articolata quando si impiegano più rimedi omeopatici contemporaneamente, però ciò dovrebbe aiutare ad escludere quanto prima le somiglianze fuorvianti ed a velocizzare quindi la scelta dei rimedi giusti (sono comunque delle scuole di pensiero). Tenga inoltre presente che le 30CH sono delle diluizioni medio-alte, che necessitano cioè di diversi giorni per agire e per esprimere la loro efficacia (fino a 15 giorni circa od anche più) e che nel frattempo possono indurre un temporaneo aggravamento omeopatico (per l’occasione si legga l’articolo “Aggravamento omeopatico” nella sezione del sito “Approfondimenti”) e/o una reazione di eliminazione, come la diarrea nel suo caso. Questo non deve affatto impressionare, anche se è fastidioso ed a volte debilitante, l’importante è saper cogliere che tutto ciò si accompagna ad un miglioramento dello stato di salute generale, ovverosia ad una sensazione generale di benessere anche se imprecisabile, non soffermandosi troppo sul sintomo locale. L’altra condizione che occorrerà verificare durante la terapia è che i sintomi mentali siano i primi a migliorare, nel rispetto del principio omeopatico che la guarigione terapeutica avviene dall’alto verso il basso. Solo in tali circostanze la cura omeopatica sta andando nella direzione giusta. Se così non fosse occorrerà informare tempestivamente l’omeopata per dargli la possibilità di valutare la situazione e quindi di modificare opportunamente la terapia. Provi a superare la sua diffidenza e, con le precisazioni fornite, si tenga all’occorrenza in contatto con il suo omeopata. Cordiali saluti.
Michele Scaramozzino dice
Salve dottoressa Volpe,
Io vivo in Svizzera e qui la potenza dei granuli si misura ad esempio: D3, D4, D6, D12, ECCETERA.
C3, C6, C12, C1000, ECCETERA.
Le dosi che Lei suggerisce sopra che riporto sotto a cosa corrispondono?
Esempio 9CH A COSA CORRISPONDE, 5CH A COSA CORRISPONDE?
DOSI
Nei casi 1) e 2), diluizione 9CH, 3 granuli o 8-10 gocce una volta al dì.
In tutti gli altri casi, diluizione 5CH, 3 granuli o 8-10 gocce 3-6 volte al dì.
In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente,
Michele Scaramozzino
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Michele, si tratta degli stessi rimedi omeopatici che lei trova in Svizzera, sono solo contrassegnati in maniera leggermente diversa. Le diluizioni dei rimedi omeopatici, chiamate anche potenze, vengono contrassegnate dalla sigla D o DH se si riferiscono ad una diluizione decimale hahnemanniana, oppure dalla sigla C o CH se si riferiscono ad una diluizione centesimale hahnemanniana. Il numero che segue o precede una delle suddette sigle indica quante volte è stata operata la diluizione. Ad esempio la diluizione (o la potenza) D6, che qualche casa farmaceutica indica con 6DH, sta a significare che la sostanza di origine, o per meglio dire il ceppo omeopatico (es. la tintura madre), è stato diluito 6 volte nel rapporto 1:10 e dinamizzato ad ogni passaggio. Invece la diluizione (o la potenza) C6, che qualche casa farmaceutica indica con 6CH come in Italia, sta a significare che il ceppo omeopatico è stato diluito 6 volte nel rapporto 1:100 e dinamizzato ad ogni passaggio. Risulta pertanto chiaro, venendo al suo quesito, che 9CH corrisponde a C9 e che 5CH corrisponde a C5. Cordiali saluti.
Monica dice
Buongiorno gentilissima dott.ssa Della Volpe, vorrei disturbarla per chiederLe un consiglio. Ho quasi 35 anni e, sintetizzando, diversi “punti di rottura” nel corso della mia vita, uniti ad una naturale predisposizione alla depressione (considerando anche i precedenti legati alla famiglia, da entrambe le parti), hanno fatto fare “boom” alla mia testa. Diciamo pure che non ricordo di essere mai stata serena neanche da bambina e, nel corso degli anni, sono andata sempre a peggiorare. Da tempo, il disturbo che mi tormenta è il pianto, continuo e devastante, ovunque sia e qualunque cosa stia facendo. Certe volte non capisco nemmeno la causa scatenante, che potrebbe essere una sciocchezza qualunque, tipo la forma strana di una nuvola! La crisi dura circa mezz’ora e dopo mi sento sempre e comunque turbata. Il mio medico di famiglia, che non è anche omeopata ma fortunatamente ci crede, ha rispettato la mia scelta di credere di farcela senza farmaci e, dopo circa 15 anni che inizio a piangere a partire dal mattino, appena sveglia, con annesso nervosismo e aggressività (Le lascio immaginare i miei rapporti sociali), circa 2 mesi fa sono andata da lui intenzionalmente nel pieno di una di queste crisi di completa disperazione. Mi ha dato endorfina 4CH-20gocce al mattino appena sveglia e 20 alla sera e serotonina D6-stessa posologia dell’endorfina. Devo dire, che ho iniziato a beneficiare degli effetti dopo poco tempo, eccetto che per l’aggressività, per la quale il medico, proprio poco fa, ha aggiunto alla cura 3 granuli al giorno di Ignatia 9CH, da assumere tutti e 3 in una sola volta. Lei cosa ne pensa? Grazie per l’attenzione. Le auguro buon lavoro
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Monica, la cura sembra essere ben fatta, appropriata e completa. Deve solo avere la pazienza di attendere e la fiducia nel risultato. Auguri e cordiali saluti.
russo maria dice
Gentile dottoressa, da anni faccio uso di medicinali omeopatici, la mia famiglia li comosce e ne apprezza l’eficacia. Ho un bimbo di 11 anni , secondo la neuropsichiatra infantile il bambino e’ un soggetto molto emotivo, che va in ansia da prestazione. Quando frequentava le materne,purtroppo l’hanno corretto a nostra insaputa,pur avvissando l’insegnante che il bimbo era mancino, con molta fatica abbiamo capito il disagio del bimbo che a tutti i costi cercava di nascondere x nn sembrare un diverso…cmq tra psicologi, neuropsichiatrie logopedisti…siamo arrivati alle primarie dove l’insegnante pur conoscendo il nostro percorso ha dichiararo il bambino come soggetto” con disturbi di apprendimento”…mi figlio va in ansia, quando deve scrivere ….e quindi disgrafito sotto pressione. A casa è sereno , fino ad ora….da qualche giorno accusa, crampi alle gambe, battito veloce del cuore, alza la voce(cosa che nn ha mai fatto),dolori di stomaco, spossatezza.Ii bambino secondo me è un po sotto stress…..ha sostenuto gli esami di karate( 4 cintura) in una settimana prove invalsi di italiano e matematica….a breve fara la comunione quindi altro esame…che dite un po di ignazia gli fara bene….un grazie anticipato
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Maria, dal quadro sintomatologico descritto, che ovviamente non può considerarsi esaustivo, piuttosto che a Ignatia verrebbe da pensare ad un rimedio come Argentum nitricum (si legga l’articolo omonimo nella stessa sezione del sito), ove è molto presente l’ansia prima di sottoporsi ad un qualsiasi esame o prova al punto tale da limitarne e condizionarne la prestazione. In tali circostanze Argentum nitricum è uno dei migliori rimedi mentali, particolarmente adatto a scolari e studenti. Di solito nel giorno dell’evento lo stesso viene sostituito con Gelsemium, che è il suo fratello gemello. Anche i Fiori di Bach, il cui campo d’azione è specificamente quello dell’emotività e degli stati d’animo, potrebbero essere indicati. Cordiali saluti.
Erica dice
Gentile dottoressa, ho letto il suo articolo riguardo Ignatia amara e devo dire che mi riconosco nel 90% dei sintomi descritti (tranne che per il mal di testa e l’insonnia). Da quasi un anno ormai soffro di bolo isterico (come se avessi sempre qualcosa bloccata in gola che non va nè su nè giù, come un pezzo di pane), reflusso gastrico, difficoltà a digerire (paradossalmente, infatti) cibi di facile digestione. Ho fatto anche una gastroscopia per escludere qualsiasi tipo di patologia, che ha riscontrato solo una lieve iperemia antrale e iato ipotonico con saltuario reflusso. Ho fatto una cura con diversi gastroprotettori ma il bolo isterico non accenna a lasciarmi, e nei momenti di particolare stress, o quando mi capita di discutere o di essere maggiormente arrabbiata peggiora dandomi proprio quella brutta sensazione di soffocamento e pesantezza all’altezza della gola e dell’esofago. Dopo mesi e mesi di cure a nulla servite oggi sono andata in farmacia dove mi hanno consigliato di prendere Ignatia amara 5ch, mi è stato suggerito di prenderne 5 granuli 3/4 volte al giorno. Chiedo se la posologia indicata è corretta per il mio caso.
Non ci sono possibilità di guarire dal bolo isterico?
Le faccio i miei più cordiali saluti e grazie per la Sua attenzione.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Erica, questa ottima somiglianza fa sembrare che Ignatia amara è proprio il rimedio omeopatico adatto a lei, anche perché è molto difficile che si possa raggiungere una corrispondenza totale. Quanto suggeritole dal farmacista è una delle prescrizioni più usualmente adottate e che potrebbe senz’altro dare dei buoni risultati per la risoluzione dei suoi problemi ed anche del bolo isterico, per il quale Ignatia è uno dei migliori rimedi. Cordiali saluti.
marina dice
Buongiorno dott.ssa, ho letto che un rimedio valido per controllare la fame nervosa o “di testa” è ignatia amara 9CH tutte le mattine dalle 2 alle 4 settimane però non ho capito la quantità: potrebbe illustrarmela? Grazie. Cordiali saluti
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Marina, all’origine della fame nervosa, come lei sicuramente si è ampiamente documentata, ci sono quasi sempre fattori psicologici ed emotivi che occorrerebbe cercare di individuare e rimuovere, avviando nel contempo un percorso di rieducazione alimentare e di miglioramento del proprio stile di vita. Un valido aiuto può venire dall’omeopatia con più di un rimedio, la cui scelta, allo scopo di ottenere il miglior risultato, deve ricadere su quel rimedio con il quale si ha il maggior grado di affinità. Se lei trova diverse somiglianze con Ignatia amara, allora il rimedio potrebbe aiutarla, specie se la sensazione di fame si avverte maggiormente a metà mattinata e nel pomeriggio. La diluizione 9CH spesso viene prescritta alla dose di 5 granuli 1 volta al dì, in genere non oltre i 2-3 mesi, salvo diverso avviso del medico. Cordiali saluti.
Isotta dice
Gentile dott.ssa ho letto nell’articolo che l’ignatia amara può essere assunta in diversi casi.
Io ho tre “problemi” e vorrei capire se assumendo solo un rimedio posso cercare di controllarli tutti. prima e durante il ciclo mestruale ho sbalzi di umore non giustificati, spesso ho mal di testa (indipendentemente dal ciclo) e a volte un po’ di stipsi. L’ignazia può andare bene? Eventualmente quli sarebbero le dosi?
Grazie
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Isotta, dalla breve descrizione del quadro sintomatologico traspare che Ignatia amara, che contiene tutti e tre i sintomi segnalati, da sola potrebbe esserle di aiuto. Per quanto riguarda la diluizione e la posologia, solo a titolo orientativo, in attesa di consultare un omeopata, può prendere a riferimento la diluizione 5CH, 3 granuli 3-6 volte al dì. Cordiali saluti.