DESCRIZIONE
Il rimedio omeopatico Ignatia amara si ottiene dalla tintura dei semi del frutto della pianta Strychnos Ignatia o Fava di Sant’Ignazio, prima essiccati e poi polverizzati e dalle successive diluizioni-dinamizzazioni in soluzione idroalcolica.
Per ulteriori informazioni sulla preparazione, consultare l’articolo “Rimedi omeopatici: origine” della sezione del sito “Approfondimenti”.
Strychnos Ignatia è una pianta lianosa appartenente alla famiglia delle Loganiaceae, alta fino a 12-15 m, originaria delle Isole Filippine, coltivata per scopi commerciali in alcuni altri paesi del Sud-Est Asiatico, soprattutto India, Indonesia e Vietnam. La pianta è comunemente chiamata Fava di Sant’Ignazio in onore di S. Ignazio di Loyola (1491-1556, missionario basco), fondatore dell’Ordine religioso dei Gesuiti. E’ un arbusto legnoso rampicante o un piccolo albero sempreverde il cui tronco può superare i 10 cm di diametro; la corteccia è liscia di colore bruno-rossastro; i rami sono sottili, viticciosi; le foglie sono intere, opposte, ovali, ampie fino a 25 cm; i fiori sono piccoli di colore bianco-verdastro, raccolti in infiorescenze che appaiono da aprile a giugno; i frutti sono a bacca di colore giallo-arancio, ovoidali, larghi circa 10 cm, dal guscio duro, con polpa gelatinosa gialla e racchiudono molti semi (anche qualche decina) amari, brunastri, discoidali di forma irregolare, lunghi circa 2,5-3 cm, ricoperti da una sottile peluria setosa. Tali semi contengono alcuni alcaloidi ed in particolare due che hanno la maggiore concentrazione, la stricnina e la brucina, che sono molto tossici ed amari e costituiscono i due principi farmacologicamente più attivi.
Ricordiamo che gli alcaloidi sono sostanze organiche azotate di origine vegetale dotate di grande effetto farmacologico a fronte dell’assunzione di piccole dosi di sostanza (ad es. caffeina, nicotina, morfina, papaverina, cocaina, stricnina, brucina, ecc.). In quanto sostanze altamente reattive con le attività biologiche, sono tra le più studiate ed utilizzate in farmacologia. Esplicano numerose azioni sull’organismo quali quella di ipereccitabilità del sistema neuromuscolare, di penetrare facilmente la barriera emato-encefalica, di esercitare effetti depressivi o stimolanti sul sistema nervoso centrale, di interagire con vari recettori neurotrasmettitori ed altro. Hanno sapore amaro e sono solubili in alcool, ma quasi del tutto insolubili in acqua.
La stricnina, come detto, è un alcaloide molto tossico ed è una delle sostanze più amare conosciute. Si presenta come una polvere bianca, cristallina, inodore. Se si aggiunge acido nitrico o un nitrato si produce una soluzione dal colore giallo-arancio molto intenso. La stricnina si ottiene dalla farina dei semi delle piante appartenenti al genere Strychnos, in particolare della Strychnos Nux vomica (dai cui si ricava il rimedio omeopatico Nux vomica che ha notevoli somiglianze con Ignatia amara): ciò per tradizione e per la maggiore disponibilità di tale pianta, nonostante che altre, tra cui la stessa Strychnos Ignatia, ne contengano una quantità superiore.
La stricnina agisce sul sistema nervoso centrale come potente eccitante e su quello periferico ove causa il blocco di particolari terminazioni nervose. Questo comporta che ogni stimolo diventa uno spasmo. La dose mortale media per l’uomo è di 1 mg/kg. La morte sopravviene per blocco respiratorio o per esaurimento fisico.
La stricnina è stata usata come pesticida per topi ed altri animali indesiderati. Nella prima metà del secolo scorso è stata adoperata in medicina a piccole dosi come stimolante, come lassativo o come rimedio contro i disturbi dell’apparato digerente. Unitamente all’amfetamina era il dopante sportivo più usato intorno agli anni ’50-’60 dello sorso secolo. Attualmente in Italia il commercio di stricnina e dei suoi derivati è vietato.
La brucina dal punto di vista farmacologico esplica un’azione analoga alla stricnina, anche se, pur rimanendo pericolosamente tossica, è meno attiva e meno amara della stricnina. A temperatura ambiente si presenta anch’essa come una polvere bianca inodore. L’aggiunta di acido nitrico o di nitrati produce soluzioni dal colore rosso molto intenso.
CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO
Ignatia amara è un policresto omeopatico con molte reazioni psico-somatiche riconducibili a cause quali dispiaceri, collera, paura, lutti, delusioni, insuccessi, ambizioni smisurate non realizzate, esami falliti, occasioni perdute, ecc. E’ un rimedio anti-stress per eccellenza e delle grandi contraddizioni, cioè è il rimedio dell’isterismo, della nevrosi, della instabilità emotiva, della depressione, della malinconia con tendenza al pianto. Spesso diventa il rimedio delle persone che presentano la “psicologia del fallimento”, cioè di soggetti in età media o matura che hanno aspirato ad una condizione sociale più elevata senza riuscire a raggiungerla, oppure di soggetti in età più avanzata che sono terribilmente delusi dalla vita, dagli insuccessi, dal comportamento dei figli, ecc. Più in generale il rimedio trova corrispondenza in quegli individui che presentano uno stato di sofferenza psichica dovuto alle profonde delusioni verso le loro importanti aspettative oppure alla consapevolezza di essere irrimediabilmente inadeguati alle circostanze.
Il rimedio agisce quindi prevalentemente sul sistema nervoso con importanti riflessi su tutti gli organi ed apparati. I sintomi caratteristici sono simili a quelli prodotti dall’avvelenamento da stricnina e/o da brucina, che come visto sono gli alcaloidi maggiormente contenuti nei semi della Ignatia amara da cui ha origine il rimedio. Detti alcaloidi esercitano un’azione generale eccitante sul sistema nervoso tale da diventare, a dosi elevate, di tipo convulsivante arrivando a provocare contrazioni tetaniche. Di conseguenza i sintomi fondamentali del rimedio sono gli spasmi. Poiché la sfera dell’emotività è predominante, al rimedio corrispondono una serie di complessi nervosi in grado di provocare sul piano mentale un’alterazione degli atteggiamenti dell’individuo nei confronti della vita in società e sul piano fisico un disordine delle funzioni della vita vegetativa, dovuto allo sregolamento totale del sistema nervoso autonomo involontario. Pertanto il soggetto Ignatia sarà affetto mentalmente da sofferenza psichica, da nevrosi e fisicamente da disfunzioni ai sistemi cardio-circolatorio, respiratorio, digerente, urinario, ghiandolare.
Come già accennato, l’altro importante rimedio della materia medica omeopatica che ha un’azione generale eccitante sul sistema nervoso ed i cui sintomi fondamentali sono essenzialmente spastici, è Nux vomica. Però le diverse concentrazioni di stricnina e di brucina e degli altri alcaloidi minoritari presenti, fanno sì che i due rimedi, pur avendo notevoli somiglianze, hanno patogenesi completamente differenti. In Ignatia amara, come abbiamo visto, prevale la sfera dell’emotività o meglio della instabilità emotiva, della malinconia con tendenza alle lacrime, per cui i suoi spasmi sono conseguenti ad emozioni, dispiaceri, pensieri, delusioni, ecc. In Nux vomica invece prevale la sfera dell’irritabilità per cui gli spasmi sono causati da un’irritazione, un affaticamento, una collera, ecc.
Gli spasmi di Ignatia amara, come d’altronde quelli di Nux vomica, colpiscono numerosi organi ed apparati dando luogo alle sindromi più svariate.
Tra i più frequenti troviamo gli spasmi digestivi, sia gastrici che intestinali, accompagnati da nausea e/o vomito ed a volte da emicrania e/o aerofagia. Il malato accusa dolori diffusi, difficoltà digestive, coliche addominali intermittenti, stipsi con stimoli inefficaci, evacuazioni dolorose, evacuazioni con sforzo anche di feci molli alternate a diarrea. Spesso avverte la sensazione di vuoto allo stomaco, accentuata a metà mattinata e nel pomeriggio, che lo costringe a mangiare del cibo, altrimenti collassa.
Le epatopatie di Ignatia sono dovute essenzialmente agli spasmi delle vie biliari, più che a vere e proprie disfunzioni organiche, che causano una serie di disturbi epato-digestivi molto fastidiosi.
Gli spasmi dell’apparato cardio-circolatorio provocano tachicardia e palpitazioni che impediscono al malato di dormire, inducendo ansia ed angoscia che aggravano la sua insonnia, nonché una ipertensione che varia con il suo stato di nervosismo, emorroidi pruriginose, rossore al viso, crampi ai polpacci aggravati dal movimento, raffreddamento delle estremità, ecc.
Possono essere presenti spasmi alla gola (come in Lycopodium e Mercurius) che producono sintomi del tutto analoghi a quelli del “bolo isterico” (il cosiddetto “nodo alla gola”) dei malati nevrotici, con deglutizione difficoltosa e dolente che toglie l’appetito. Anche la tosse, se presente, è spasmodica.
Le cefalee o le emicranie, che compaiono al minimo nervosismo, sono di tipo battente, pressante, con la sensazione di avere un chiodo che si conficca nella testa oppure come qualcosa che prema dentro la testa per uscire fuori.
Un altro sintomo chiave di Ignatia sono le vertigini, spesso associate all’ipertensione, che provoca nel malato la sensazione di vacillare o di cadere in avanti.
Anche l’insonnia è un sintomo chiave da interpretare per la corretta individuazione del rimedio, talché può essere non presente subito ma instaurarsi quando la nevrosi diventa più profonda.
Ma il grande sintomo chiave caratteristico di Ignatia è la paradossalità, la contraddizione degli effetti. Ad esempio è tipica la rapida alternanza di umori, spinta al punto tale da produrre riso incontrollato alternato a pianto, come pure la faringite con dolore migliorato dalla deglutizione, la febbre con sete che si avverte solo durante gli attacchi di freddo, i conati di vomito a stomaco vuoto che migliorano mangiando, la dispepsia per gli alimenti di facile digestine, i dolori che cambiano posizione o che compaiono e scompaiono improvvisamente, l’emicrania che è alleviata coricandosi sul lato dolente e così via.
Constateremo una certa subitaneità dell’apparizione dei sintomi, tanto nelle crisi gastriche, epatiche o cardiache, quanto in altri disturbi somatici, ma anche una certa incoordinazione motoria che causa ad es. la contrazione dei muscoli facciali quando si parla, l’incertezza dei movimenti, il tremore, come pure una spiccata ipersensibilità generale che produce reazioni esagerate ad ogni stimolo esterno (luce, rumore, odori, dolori) ed infine una grande sensazione di stanchezza (come in Kali carbonicum e Sulphur).
Il soggetto Ignatia si presenta spesso con capelli e cute scura, è un tipo che si agita, gesticola, è affrettato nel parlare, è ansioso, irrisoluto, capriccioso, esibizionista, ha un atteggiamento teatrale, ama la solitudine e generalmente è una donna (ma non esclusivamente). Il suo temperamento è nervoso – linfatico, visto che subito dopo la crisi isterica ritorna calmo e beato (proprio come il linfatico), stupendosi di quanto è successo.
La sintomatologia di Ignatia corrisponde inevitabilmente alla sua nevrosi ed alla sua ipersensibilità. I sintomi peggiorano con il freddo, di mattina, dopo il pasto, dopo un’emozione, con il movimento prolungato, prima e durante le mestruazioni, con l’uso di caffè, alcool, tabacco (difatti prova avversione per l’alcool, il tabacco o i profumi), con il rumore, la luce viva, il minimo contatto. I sintomi migliorano con il caldo moderato (il caldo intenso crea disagio), durante il pasto, con il cambiamento di posizione, premendo sul lato dolente, dopo le mestruazioni. La lateralità è destra.
Vi sono due chiavi di lettura che contraddistinguono e sintetizzano efficacemente le caratteristiche del rimedio: Ignatia amara è la donna isterica e la benzodiazepina (cioè il farmaco tradizionalmente usato nella terapia dell’ansia e dell’insonnia) omeopatica.
I principali sinergici (complementari) di Ignatia sono Aurum metallicum, Natrum muriaticum, Phosphoricum acidum
I principali antidoti (ma che aiutano la sua azione) sono Gelsemium e Phosphoricum acidum nella depressione, Belladonna, Hyosciamus niger negli spasmi, Aceticum acidum, Arnica montana, Camphora, Chamomilla, Cocculus, Coffea, Nux vomica, Pulsatilla nella generalità dei sintomi nervosi.
I principali incompatibili sono Coffea e Tabacum.
USO DEL RIMEDIO
Il rimedio omeopatico Ignatia amara si usa nei seguenti principali casi, quando i sintomi corrispondono e si associano alle caratteristiche del rimedio stesso.
1) SISTEMA NERVOSO. Ipersensibilità con umore mutevole, cangiante, paradossale. Depressione dopo un dispiacere. Emotività, isterismo, nevrosi, ansia, paure, attacchi di panico, indecisione, desiderio di solitudine, malinconia. Facile tendenza al pianto. Frequente bisogno di sospirare con sensazione di mancanza d’aria. Sonno irrequieto o insonnia.
2) TESTA. Cefalea o emicrania con congestione della testa che migliora piegandola in basso e peggiora ad ogni eccitazione, accompagnata da dolore battente, pressante, con sensazione di chiodo che si conficca in testa oppure che qualcosa prema dentro per uscire fuori. Vertigini, spesso associate a ipertensione arteriosa. Spasmi muscolari del viso o intorno alla bocca. Odontalgia dopo i pasti. Dolore alle parotidi. Gonfiore agli occhi ed alle palpebre superiori.
3) APP. DIGERENTE. Dispepsia (specie per gli alimenti di facile digestione), aerofagia, singhiozzo, nausea, vomito frequente o continuo. Vuoto e debolezza all’epigastrio. Attacchi periodici di crampi allo stomaco. Coliche addominali. Spasmi delle vie biliari. Stipsi spastica con stimoli inefficaci. Evacuazione dolorosa. Possibile diarrea. Emorroidi pruriginose che migliorano camminando. Tutti i sintomi si aggravano alla minima contrarietà, alla minima emozione.
4) APP. CARDIOVASCOLARE. Tachicardia e palpitazioni che impediscono di dormire. Dolori cardiaci. Sensazione di punzecchiamenti, di punture al cuore. Senso di soffocamento. Ipertensione arteriosa variabile con lo stato di nervosismo.
5) APP. LOCOMOTORE. Grande sensazione di stanchezza fisica (oltre che mentale). Dolori alle ossa ed alle articolazioni. Dolore intercostale migrante. Pesantezza delle gambe e dei piedi. Irrigidimento delle ginocchia. Crampi ai polpacci aggravati dal movimento. Freddo ai piedi ed alle gambe fin sopra il ginocchio. Incoordinazione motoria, incertezza dei movimenti, leggero tremore, parola esitante. Sciatica con debolezza del dorso e degli arti inferiori. .
6) APP. RESPIRATORIO. Faringite con deglutizione dolente e sensazione di avere una spina in gola. Bolo isterico (sensazione di ostruzione laringo-faringea, come se una massa in gola rendesse difficile la deglutizione e la respirazione, legata allo stato di nevrosi). Tosse spasmodica che diventa più forte con la ripetizione (più si tossisce, più si ha voglia di tossire). Costrizione al torace, specialmente di notte.
7) APP. URINARIO. Stimolo urgente ed irresistibile di urinare, specie dopo aver preso caffè. A volte sensazione di bruciore nell’uretra durante la minzione. Pollachiuria.
8) APP. GENITALE FEMMINILE. Mestruazioni anticipate e abbondanti, precedute da emicrania (chiodo fisso in testa). Mestruo nero, di odore putrido, misto a grumi. Dismenorrea. Metrorragia. Spasmi uterini con dolori lancinanti che si mitigano alla pressione e coricandosi sul dorso. Leucorrea purulenta preceduta da contrazione pressoria nell’utero. Dolori nei rapporti sessuali.
9) APP. GENITALE MASCHILE. Prurito intenso ai genitali. Dolore ai testicoli, prevalentemente a quello destro, specie di sera dopo essersi coricati. Diminuzione del desiderio sessuale. Erezioni incontrollate con dolori al pube.
10) CUTE. Prurito su tutto il corpo senza motivo organico, che si attenua grattandosi. Escoriazioni varie. Orticaria con prurito violento (specie durante la febbre). Geloni.
DOSI
Nei casi 1) e 2), diluizione 9CH, 3 granuli o 8-10 gocce una volta al dì.
In tutti gli altri casi, diluizione 5CH, 3 granuli o 8-10 gocce 3-6 volte al dì.
(*) V. Note esplicative

Edy dice
Dottoressa,le letture di entrambi gli articoli sono illuminanti.trovo siano proprio azzeccate per mio figlio.A questo punto, devo obbligatoriamente richiedere al pediatra la ricetta oppure posso andare nella farmacia specializzata con le dosi che ho letto negli articoli?Si possono somministrare entrambe ?esiste una monodose per ciascuna?
Grazie col cuore per la Sua risposta.
cordiali Saluti
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Edy, è sempre opportuno rivolgersi al medico omeopata che è l’unica figura professionale deputata alla prescrizione dei rimedi, con le relative diluizioni e dosi, dopo aver esaminato il paziente nella sua globalità psico-fisica, rilevandone gli aspetti peculiari che lo rendono unico rispetto a tutti gli altri affetti dalla stessa malattia. Tanto più nel caso di monodose, che è assolutamente sconsigliabile assumere senza prescrizione medica. Le diluizioni e le dosi riportate negli articoli del sito hanno soltanto carattere indicativo ed orientativo, nel senso che prendono a riferimento il solo quadro sintomatologico, per cui sono poco personalizzate e possono servire unicamente a fronteggiare gli eventi acuti. Cordiali saluti.
Edy dice
Buonasera e complimenti per il sito.Ho un figlio di 13 anni affetto da ritardo mentale, è quasi sempre stanco e giù di tono,ma anche con umore mutevole.ho provato negli anni molti rimedi per tirarlo su, ma il risultato è solo molta fame (cosa che peraltro per lui è nocivo più che ad altri).Volevo chiedere un consiglio, potrei provare con Ignatia?
Grazie e cordiali saluti.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Edy, Ignatia potrebbe andare bene se corrispondono anche le altre caratteristiche. La invito altresì a consultare gli articoli “Agaricus muscarius” e “Baryta carbonica” della medesima sezione del sito. Grazie per i complimenti. Cordiali saluti.
fede dice
Salve, volevo chiederle: ma gli effetti dopo quanto tempo iniziano ad esserci? Cordiali Saluti
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Fede, dipende soprattutto dalla reattività dell’individuo, ma anche dalla diluizione del rimedio e dal tipo di problema. In genere si può andare da qualche ora a qualche giorno/settimana. Cordiali saluti.
Sara dice
Innanzitutto La ringrazio per la risposta.
Quindi secondo Lei quei sintomi POTREBBERO comunque anche indicare una scarsa tolleranza/troppa efficacia del prodotto, per così dire?
E, in tal caso, si tratterebbe di entrambi o dell’ignatia come sospettavo?
Cercherò senz’altro di contattare il medico ma al momento non è dispoonibile, per questo volevo un Suo parere nel frattempo…
Grazie ancora e cordiali saluti.
Sara
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Sara, il sospetto è che possa trattarsi proprio di Ignatia o dell’azione combinata di entrambi i rimedi. In genere, l’esaltazione dei sintomi che un rimedio contiene può indicare o che è in corso l’aggravamento omeopatico, che è del tutto naturale e che però è temporaneo (in merito consulti l’articolo “Aggravamento omeopatico” della sezione del sito “Approfondimenti”), oppure che occorre adattare o modificare la cura omeopatica, al limite anche con la sostituzione dei rimedi. Comprenderà benissimo che ciò lo potrà stabilire solo il medico. Cordiali saluti.
Sara dice
Buongiorno, soffro di sindrome premestruale piuttosto “pesante”: a partire già da 10 giorni prima, circa, dall’arrivo del mestruo divento piuttosto irritabile/depressa e l’addome e le gambe mi si gonfiano molto.
Inoltre da un annetto a questa parte il ciclo, che è sempre stato regolare, mi si è accorciato a circa 22/25 giorni.
Il mio medico omeopata mi ha consigliato di prendere 4 granuli al giorno di ignatia amara 30ch e 4 granuli al giorno di sepia officinalis 15ch, un rimedio alla sera e l’altro alla mattina, in modo che le due assunzioni siano distanziate.
Da quando le prendo (circa un mese e messo, con in mezzo una mestruazione) il mio umore è peggiorato tantissimo: scatto per un nonnulla e mi arrabbio molto (c’è da dire che in certi casi forse sopporto troppo e quindi i rimedi mi aiutano a “buttare fuori” il tutto, però così mi pare sinceramente un po’ troppo!!), mentre il ciclo mi si è allungato a circa 40 giorni.
La mia impressione è che si tratti dell’ignatia, ma non ne sono sicura…
Dato che il mio medico è in ferie ora e che io sono quasi in partenza Le sarei grata per una Sua indicazione.
Grazie molte fin d’ora e cordiali saluti.
Sara
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Sara, tenga presente che in omeopatia le reazioni dell’organismo, così come le terapie, sono molto personali e questo può comportare un adattamento della cura in corso d’opera. Nel suo caso potrebbe provare ad allungare i tempi di somministrazione, assumendo i rimedi a giorni alterni. Provi però a contattare il medico per sentire il suo parere. Cordiali saluti.
David dice
Gent. Dott.ssa Rita, sono un farmacista napoletano estimatore dell’omeopatia. Innanzitutto volevo farle i miei apprezzamenti per la completezza del sito e poi volevo chiederle un parere. Una mia cliente di 52 anni, carnagione lattea, capelli biondi(credo non tinti), occhi chiari, magra mi ha chiesto aiuto per un problema di diradamento dei capelli. Dopo un breve dialogo in cui le ho fatto qualche domanda per capire se era possibile individuare almeno un agente eziologico, la signora mi ha rivelato che il diradamento era iniziato dopo “aver subito una grave perdita”. Ho subito pensato ad ignatia amara ma anche a lachesis mutus (pensando anche all’età)… Dalle poche informazioni a nostra disposizione cosa consiglierebbe lei?
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Dott. David, gli elementi a nostra disposizione sono effettivamente pochi. Tuttavia ritengo che Lei, attraverso il breve colloquio con la signora, abbia potuto escludere il ricorso ad altri rimedi. Considerato perciò che Ignatia e Lachesis non sono tra loro incompatibili, ha valutato la possibilità di consigliare entrambi i rimedi? Potrebbe essere una buona soluzione. La ringrazio per i complimenti e Le invio cordiali saluti.
silvia dice
Gentile dott.ssa
praticamente soffro di tutti i sintomi da lei riportati. Tranne il punto 7.
che diluizione mi consiglia?
grazie
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Silvia, secondo il principio hahnemanniano si inizia da una diluizione bassa (ad es. la 5CH) per poi proseguire eventualmente con una diluizione più alta. Ovviamente in quest’ultimo caso occorre procedere per la “personalizzazione” del rimedio. Cordiali saluti.
Annamaria dice
Dott Della volpe buongiorno
La ringrazio per la sua gentilezza ,e disponibilità
E’stat molto chiara e per questo le rinnovo i mie (ringraziamenti)!
Vado sempre dal medico ,anche se ,non e’ stato chiaro ,per il tempo che devo prendere questi farmaci,,cito le sue parole ( dopo vediamo?????).
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Annamaria, in effetti il medico omeopata dice bene, nel senso che non sempre è possibile stabilire a priori la durata della cura omeopatica, tenuto conto che questa dipende moltissimo dalle singole capacità di reazione constatabili solo nel tempo. Bisogna anche considerare che la vera guarigione in omeopatia non può considerarsi la semplice eliminazione del sintomo ma il recupero delle condizioni complessive di salute che coinvolgono anche il raggiungimento del corretto equilibrio psichico. Il tempo necessario quindi dipende da molteplici fattori, quali l’età, la costituzione, l’ambiente, lo stile di vita, ecc. Continui a seguire le indicazioni del medico. Cordiali saluti.
Annamaria dice
Buonasera ,come mai ,viene data così facilmente , se Ignatia amara e’ così pericolosa??? Dopo aver letto il suo commento ,se prima ne prendevo 3granuli x 2 volte al di ,adesso ne prendo 1 dose solo e prendo argentum nitrico .
I rimedi omeopatici li prendo per attacchi
Di panico con tachicardia.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Annamaria, le ricordo che i rimedi omeopatici agiscono secondo il principio di similitudine (“similia similibus curantur”), in base al quale è possibile curare una malattia con la stessa sostanza che la induce. Ossia una sostanza (di origine vegetale, animale o minerale) che provoca in un individuo sano una serie di sintomi (leggasi malattia) se assunta in dosi ponderali, è in grado di curare quegli stessi sintomi se assunta in dosi bassissime dall’individuo ammalato. Difatti i rimedi omeopatici vengono preparati con sostanze diluite a dosi infinitesimali (nella gran parte dei casi in soluzione idroalcolica) ed utilizzate dai diversi veicoli (granuli, globuli, gocce, ecc.). Ad esempio i semi di Ignatia amara sono tossici se vengono ingeriti in grandi quantità così come sono, ma se da questi se ne ricava il rimedio omeopatico corrispondente, con le relative diluizioni e dinamizzazioni, allora diventano curativi. Per quanto riguarda il suo caso entrambi i rimedi citati potrebbero essere indicati anche se è sempre opportuno che ciò lo stabilisca il medico omeopata, soprattutto se si dovesse ricorre alle alte diluizioni. Cordiali saluti.
NADIA dice
MOLTO INTERESSANTE.. GRAZIE
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Nadia, grazie per l’apprezzamento. Continui a visitare il sito che ci sono sempre nuove pubblicazioni. Cordiali saluti.