I rimedi omeopatici (o anche farmaci omeopatici o prodotti omeopatici) sono i farmaci adoperati nelle cure omeopatiche che agiscono secondo la legge “SIMILIA SIMILIBUS CURANTUR”, chiamata Legge di Similitudine, che vuol dire che il simile è curato dal simile.
Secondo questa legge una sostanza naturale, che assunta in grandi dosi da un individuo sano provoca una serie di sintomi, è in grado, se opportunamente diluita, cioè assunta in dosi omeopatiche (infinitesimali), di curare quegli stessi sintomi in un individuo malato.
Ecco perché parlare delle caratteristiche della sostanza o di quelle della malattia è la stessa cosa e quindi i rimedi omeopatici devono essere scelti in base alla somiglianza tra gli effetti che producono nell’individuo sano ed i sintomi che l’individuo malato manifesta.
Processo di individualizzazione
All’interno del quadro dei sintomi occorre tenere conto non solo dei sintomi fisici ma anche delle caratteristiche individuali del malato, costituite dall’insieme delle caratteristiche morfologiche, fisiologiche (metaboliche-funzionali) e psicologiche in grado di influenzarne la reattività.
Si analizzeranno quindi la costituzione, che comprende anche lo studio del temperamento laddove si includono anche le caratteristiche somatiche, il carattere e la diatesi, che rappresentano il cosiddetto terreno dell’individuo.
L’analisi di tale terreno, diverso da persona a persona, assume un notevole interesse clinico perché consente di ricavare informazioni indispensabili sulle caratteristiche del paziente e sulle sue predisposizioni patologiche, al fine di prescrivere il rimedio più adatto, il rimedio più “simile” a lui. Ciò permetterà di attuare sia una terapia nei confronti delle malattie in atto, rimuovendone le cause profonde, sia una a carattere preventivo particolarmente mirata nei confronti delle predisposizioni morbose. Il concetto base, di ispirazione ippocratica, è che l’omeopatia è la medicina del malato più che della malattia.
Quindi in presenza di una qualsivoglia malattia, occorre analizzare l’individuo nel suo insieme e valutarne tutti gli aspetti, non limitandosi al solo quadro dei sintomi fisici (processo di individualizzazione). E’ tale tipo di indagine e di analisi che deve condurre il medico omeopata per poter giungere alla individuazione del rimedio omeopatico più adatto all’individuo affetto da una determinata patologia.
Caratteristiche del rimedio omeopatico
Ciascun rimedio omeopatico possiede delle caratteristiche proprie che lo distinguono dagli altri e lo rendono esclusivo. Anche qui tali caratteristiche sono indicative non solo della malattia che il rimedio è in grado di curare in relazione ai sintomi fisici, ma di un quadro molto più ampio ed articolato, che comprende le modalità di comparizione dei sintomi, la loro localizzazione, le sensazioni, gli aggravamenti ed i peggioramenti, le manifestazioni tipiche, gli aspetti psicologici ed emotivi, i comportamenti, la sfera di azione, la compatibilità con altri rimedi ed altro ancora.
La scelta del rimedio omeopatico “giusto” deve essere, quindi, fatta cercando di sovrapporre il più possibile l’insieme dei sintomi fisici e delle caratteristiche individuali (vale a dire gli esiti del processo di individualizzazione) con le caratteristiche del rimedio. Solo in questo modo tra i tanti rimedi omeopatici potenzialmente in grado di curare la stessa patologia, si sarà individuato quello più adatto alla persona che ne è affetta.
Preparazione dei rimedi omeopatici
Le sostanze attive da cui traggono origine i rimedi omeopatici appartengono ai tre regni della natura: animale, vegetale, minerale.
Al medico tedesco Christian Friedrich Samuel Hahnemann (1755–1843), considerato il fondatore della Medicina Omeopatica, si deve il processo di preparazione dei rimedi omeopatici ancora oggi utilizzati.
Tale processo deve seguire procedimenti ben codificati, tali da garantire ai rimedi l’assenza di tossicità e la preservazione dell’efficacia.
Il processo consiste essenzialmente di due fasi: la diluizione e la dinamizzazione (o succussione). La prima fase serve per ridurre a dosi omeopatiche (infinitesimali) la sostanza attiva, rendendo così possibile l’azione terapeutica secondo la Legge di similitudine. La seconda fase, intervallata con la prima, serve per conferire al rimedio il potere omeopatico in concomitanza con la suddetta legge. Viene presa, quindi, la pianta o la sostanza minerale o la sostanza di origine animale, la si elabora preventivamente e la si diluisce, nella maggioranza dei casi, in una soluzione idroalcolica (acqua depurata + alcool etilico) con opportuna titolazione, tante volte quant’è la diluizione desiderata, pervenendo alle diluizioni decimali, contrassegnate dalla sigla D, o alle diluizioni centesimali, contrassegnate da CH (fase di diluizione). Si scuote e si percuote energicamente la provetta ad ogni diluizione (fase di dinamizzazione o succussione).
L’elaborazione preventiva della sostanza attiva di base, che forma il cosiddetto ceppo omeopatico, si rende indispensabile per portare correttamente in soluzione i principi attivi contenuti nella sostanza stessa. Tale trattamento si differenzia a seconda della natura della materia prima utilizzata e tiene principalmente in considerazione il grado di solubilità della sostanza in acqua o in alcool. Più usualmente per le sostanze di origine vegetale, abbastanza solubili, si ricorre alla Tintura Madre, per quelle di origine minerale o animale, in genere solide non completamente solubili, si ricorre alla Triturazione con lattosio. Ovviamente, anche se meno ricorrenti, sono possibili situazioni diverse.
I rimedi omeopatici sono confezionati in vario modo. Quelli più utilizzati sono sotto forma di granuli, gocce, pomate, creme. Esistono anche fiale orali, globuli, compresse, capsule, ovuli, colliri, supposte, ecc.
Fasce di diluizione
A scopo puramente indicativo, e quindi con la dovuta flessibilità, è possibile distinguere schematicamente tre fasce di diluizione dei rimedi omeopatici:
Basse diluizioni: D2 – D8, 1CH – 4CH.
Medie diluizioni: D9 – D23, 5CH – 11CH.
Alte diluizioni: > D24, >12CH ove si supera il numero di Avogadro e le preparazioni non contengono alcuna molecola della sostanza originale.
Somministrazione dei rimedi omeopatici
Al momento della somministrazione, occorre tenere presente che i rimedi omeopatici si assumono lontano dai pasti (in genere mezz’ora prima o due ore dopo) e non necessariamente di notte. I granuli non vanno toccati con le mani e si assumono o ponendoli direttamente sotto la lingua tramite il coperchio dell’apposito contenitore e lasciandoli sciogliere lentamente o si sciolgono in un poco d’acqua. In tal caso prima dell’assunzione occorre effettuare il travaso rapido del liquido dal contenitore di origine ad un altro contenitore idoneo per un numero pari di volte (in genere si ritengono sufficienti 20 – 30 travasi). Se invece il preparato è in gocce, occorre agitare più volte il contenitore prima dell’assunzione.
Denominazione dei rimedi omeopatici
I rimedi omeopatici possono assumere le seguenti denominazioni, che aiutano a comprenderne meglio il tipo di azione.
◊ Rimedi omeopatici sinergici: si dice “sinergico” un rimedio che agisce completando o migliorando l’azione del rimedio che lo precede. I rimedi sinergici usualmente vengono distinti nelle due categorie: Rimedi complementari, che sono quelli con grado di sinergia alto e Rimedi che seguono bene, che sono quelli con grado di sinergia medio e basso. I sinergici possono essere adoperati nelle cure omeopatiche che già si prevedono lunghe, come quelle per guarire completamente da un’affezione cronica. In tal caso il processo curativo va avanti per gradi ed ogni grado richiede un adattamento terapeutico particolare che avviene proprio con i sinergici.
◊ Rimedi omeopatici asinergici: si dice “asinergico” un rimedio che ha la caratteristica di controllare o annullare l’azione di un altro rimedio. I rimedi asinergici si dividono nelle seguenti due categorie:
• Rimedi omeopatici antidoti: si dice “antidoto” un rimedio che ha la proprietà di controllare l’azione del rimedio somministrato in precedenza, attenuandone o eliminandone le manifestazioni esagerate. Si ricorre al rimedio antidoto per contrastare gli effetti disturbanti del primo rimedio quando ci si trova di fronte o ad un eccesso di uso o ad un aggravamento omeopatico, del tutto naturale ma non sopportabile dal paziente, che possono entrambi tradursi in una condizione di tracollo generale, fisico e psichico. Questo in genere si verifica con le alte diluizioni. Si ricorre altresì ad un rimedio antidoto quando nel corso della terapia omeopatica compaiono nuovi sintomi fastidiosi e sgradevoli che è opportuno attenuare o eliminare. In tal caso il rimedio antidoto sarà individuato tra quelli in grado di curare questi nuovi sintomi. L’antidoto omeopatico non annulla l’azione del rimedio precedente, ma incanala correttamente le reazioni del malato e per questo ne rafforza lo stato generale.
• Rimedi omeopatici incompatibili: si dice “incompatibile” un rimedio completamente opposto ad un altro rimedio, cioè che ha una patogenesi diametralmente opposta. Un rimedio è incompatibile con un altro rimedio quando è in grado di attenuare o annullare l’azione di quest’ultimo. Pertanto è di fondamentale importanza conoscere l’incompatibile di ciascun rimedio omeopatico se la cura prescrive più rimedi. Anche alcuni alimenti possono avere tali caratteristiche. Ad es. gli incompatibili generali sono caffè, tisane di menta e di camomilla, caramelle a menta, aceto, spezie dal profumo molto forte.
◊ Rimedi omeopatici sintomatici o ad azione locale: si dice “sintomatico” o “ad azione locale” un rimedio per la cui scelta si è avuto maggiore riguardo al quadro sintomatologico, pur considerando altri fattori quali la causalità, le modalità, le concomitanze, le sensazioni del paziente ed altro. In genere sono rimedi somministrati per gli eventi acuti e solitamente hanno una bassa diluizione: la loro azione è locale, di organo, più superficiale, non sistemica ma più veloce. Possono essere adoperati anche per le malattie croniche, in tal caso però occorre allungare i tempi ed il periodo di somministrazione.
◊ Rimedi omeopatici costituzionali o di fondo: si dice “costituzionale” un rimedio omeopatico le cui caratteristiche principali corrispondono ai caratteri morfologici, fisiologici e psicologici propri della costituzione del paziente. La scelta del rimedio viene fatta analizzando, oltre il quadro sintomatologico, tutte le altre manifestazioni del soggetto che consentono di individuare la sua costituzione ma anche la sua datesi, verificando quindi le sue tendenze morbose acquisite e congenite, le malattie pregresse, le modalità proprie di reazione, gli aspetti mentali ed altro. Viene osservato quindi quello che è chiamato il terreno del paziente. In genere si tratta di rimedi somministrati per curare le malattie croniche e solitamente hanno un’alta diluizione: la loro azione è più generale, più profonda, anche se non completamente sistemica, ma più lenta. Il rimedio costituzionale è pertanto un rimedio “di fondo”.
◊ Rimedio omeopatico simillimum: si dice “simillimum” un rimedio per la cui scelta si è avuto scrupoloso riguardo alla globalità delle manifestazioni del paziente, cioè oltre al quadro sintomatologico si sono analizzate tutte le altre caratteristiche individuali (somatiche, psichiche, ereditarie, acquisite, ecc.) di cui al processo di individualizzazione. Si tratta in sostanza di un rimedio altamente personalizzato, cioè simile al paziente e per questo può essere somministrato alle alte ed altissime diluizioni. La sua azione terapeutica è sistemica, profonda e veloce. La Scuola Medica Omeopatica Unicista, rimasta fedele al pensiero di Hahnemann, che prescrive un solo rimedio alla volta, fa uso proprio del simillimum.
◊ Rimedi omeopatici acuti: si dice “acuto” un rimedio in grado di curare meglio i sintomi di una malattia che inducono reazioni forti e/o improvvise, tipiche degli stati acuti, rispetto ad un altro rimedio ugualmente indicato che è il suo cronico. Il rimedio omeopatico acuto in genere ha un’azione rapida e breve e per questo nelle cure precede il suo cronico. I due rimedi in effetti sono dei sinergici, cioè che si completano vicendevolmente e l’azione dell’uno migliora quella dell’altro. Ad es. Aconitum napellus è l’acuto di Sulphur, Apis è l’acuto di Natrum muriaticum. Viceversa Sulphur è il cronico di Aconitum napellus, Natrum muriaticum è il cronico di Apis.
◊ Rimedio omeopatico cronico: si dice “cronico” un rimedio che è in grado di curare meglio i sintomi di una malattia quando questi hanno superato la fase acuta, rispetto ad un altro rimedio ugualmente indicato che è il suo acuto. Il rimedio omeopatico cronico in genere ha un’azione lenta e lunga e per questo nelle cure segue il suo acuto. I due rimedi in effetti sono dei sinergici, cioè che si completano vicendevolmente e l’azione dell’uno migliora quella dell’altro. Ad es. Sulphur è il cronico di Aconitum napellus, Natrum muriaticum è il cronico di Apis. Viceversa Aconitum napellus è l’acuto di Sulphur, Apis è l’acuto di Natrum muriaticum.
◊ Rimedi omeopatici policresti: si dice “policresto” un rimedio ad ampia azione, cioè un rimedio che ha un’azione generale riequilibrante utilizzabile per curare varie patologie. I policresti sono i grandi rimedi della Materia Medica Omeopatica.
Cure omeopatiche
Nelle cure omeopatiche la regola che in generale si segue è che per le malattie che si trovano nello stato acuto si prescrivono rimedi omeopatici a bassa diluizione (ad azione più superficiale), mentre per le malattie allo stato cronico si assumono rimedi a media ed alta diluizione (ad azione più profonda). Più grande è la sovrapponibilità di cui in precedenza (lo ripetiamo dell’insieme dei sintomi fisici e delle altre caratteristiche individuali, con le caratteristiche del rimedio), più ci si può spingere con le diluizioni e quindi l’azione del rimedio sarà tanto più profonda.
La guarigione avviene seguendo un iter scandito da una legge ben precisa di eliminazione dei sintomi: dall’alto al basso, dall’interno all’esterno ed in ordine inverso rispetto all’apparizione dei sintomi stessi. Spariranno prima i sintomi comparsi più recentemente e successivamente, con un’eventuale nuova prescrizione, quelli che hanno un’origine più remota. Il miglioramento avviene prima a livello mentale poi a livello fisico. E’ possibile inizialmente un certo peggioramento di alcuni sintomi.
Le cure omeopatiche si rifanno a diverse scuole di pensiero: la Scuola Medica Omeopatica Unicista, rimasta fedele al pensiero di Hahnemann, prescrive un solo rimedio chiamato simillimum, capace di coprire tutti i sintomi del paziente, la Scuola Medica Omeopatica Pluralista prescrive più rimedi sinergici associati, ma alternati tra di loro, di cui generalmente almeno uno sintomatico e uno di fondo, la Scuola Medica Omeopatica Complessista prescrive più rimedi sinergici insieme, i cosiddetti complessi, di solito tutti sintomatici.
Per ulteriori informazioni sulle modalità di preparazione dei rimedi consultare l’articolo “Rimedi omeopatici: origine” della sezione del sito “Approfondimenti” e per altri chiarimenti riguardanti l’omeopatia consultare gli articoli specifici della stessa sezione.
Nella presente sezione, per completezza e semplicità di consultazione, sono riportati in ordine alfabetico i principali rimedi omeopatici, organizzati in schede nelle quali si fornisce:
□ La DESCRIZIONE della sostanza di origine.
□ Le CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO, che come detto è opportuno riscontrare nella persona malata, secondo il citato processo di individualizzazione indispensabile per la individuazione del rimedio “giusto”.
□ L’USO DEL RIMEDIO, legato ai sintomi manifestati dal malato, che per essere meglio curati devono corrispondere e si devono associare alle caratteristiche del rimedio di cui immediatamente sopra.
□ Le DOSI relative consigliate dai medici omeopati, con l’indicazione delle diluizioni, delle quantità e dei tempi di somministrazione.
(*) V. Note esplicative

Laura dice
Buongiorno,
ho un bambino di due anni con probemi cronici di raffreddori e catarri che portano ad otiti (indolori) e perforazioni del timpano (oltre a dermatite cronica sul dorso delle mani), dopo aver provato sulfur e pulsatilla, l’omeaopata mi ha consigliato l’aurum (200 ch)
visto che guardo sempre la descrizione dei rimedi sul vostro sito, volevo sapere come mai non è presente, e se potete darmi informazioni a riguardo, grazie mille
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Laura, i rimedi omeopatici unitari sono tantissimi (quelli più noti superano abbondantemente il migliaio), per cui rappresentarli tutti su un sito web sarebbe praticamente impossibile. Però, poiché il nostro sito è in continuo aggiornamento, molti altri saranno progressivamente inclusi, quantomeno i più importanti e i più adoperati. Venendo ad Aurum metallicum, che si ottiene dall’oro, esso è uno dei principali rimedi omeopatici della diatesi luesinica ed è un importante rimedio cardiovascolare (ipertensione arteriosa, palpitazioni, insufficienza cardiaca, disturbi circolatori, ecc.), dell’aterosclerosi, del fegato (cirrosi, ecc.), delle ossa (dolori ossei, distruzioni ossee, ecc.), dell’occhio (infiammazioni, affaticamento, ecc.), dell’apparato genitale (fibroma, orchite, ipertrofia prostatica, ecc.). Aurum è anche un ottimo rimedio della sfera mentale per un soggetto che presenta un duplice aspetto psicologico: finché rimane equilibrato è un iperattivo che fa tutto di fretta ed è un collerico che non tollera la minima contrarietà; successivamente, a seguito di uno shock emotivo o di un problema di salute, diventa uno scompensato e cade in un profondo stato di apatia mentale, connotato da tristezza, malinconia, depressione fino a tendenza ossessiva al suicidio pur temendo incredibilmente la morte. Relativamente alle modalità, il soggetto Aurum in genere presenta un aggravamento notturno, con il freddo, con il rumore, con l’alcool, con il sovraffaticamento mentale ed un miglioramento all’aria aperta (anche se freddoloso) e con la musica. Cordiali saluti.
Eleonora dice
Lo prendo da 6 giorni per la cellulite e’ possibile che mi stia dando mal di testa e un po di vertigini? L’ho preso senza prescrizione medica
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Eleonora, anche se in genere l’utilizzo di rimedi complessi rende abbastanza indecifrabile ogni situazione, non si può escludere che i suoi disturbi siano da attribuire proprio a Homeos 1 e quindi a una spiccata sensibilità verso uno dei componenti. Se l’associazione è certa e i sintomi dovessero perdurare, sarebbe il caso di sospenderlo. Cordiali saluti.
Eleonora dice
Potrei avere informazioni su homeos 1 gocce?
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Eleonora, Homeos 1 gocce è un medicinale complesso in preparazione omeopatica, che non appartiene al mondo dell’omeopatia classica. I medicinali complessi sono una combinazione di più rimedi bioterapici che lavorano in sinergia tra loro, scelti tra rimedi omeopatici classici, fitoterapici classici, gemmoterapici, nosodi (da escrezioni o secrezioni patologiche derivate dall’uomo o dall’animale), organoterapici (da estratti di tessuto o di organo di animali), allergenoterapici (da allergeni), farmaci allopatici (da farmaci tradizionali), vitamine, coenzimi, catalizzatori intermedi, ecc., ognuno dei quali in preparazione omeopatica, cioè diluito e dinamizzato. Le diluizioni che si adoperano sono generalmente basse, a partire dalla TM, con qualche eccezione di diluizione media. Sono medicinali generici, nel senso che la loro prescrizione non richiede alcuna verifica di somiglianza con il paziente, come invece richiede l’omeopatia classica, ma si utilizzano unicamente in base alle loro indicazioni terapeutiche, proprio come i farmaci della medicina tradizionale. Ritornando specificamente al complesso Homeos 1 gocce, esso è costituito dai seguenti componenti: Lespedeza, Pilosella, Zea mays, Cedron, Solidago, Betulla, Equiseto, Apis, Thuya, Vitamina B6. Le indicazioni che si riportano sono: diuretico, depurativo del sangue, disinfettante della vescica e dell’uretra, cistiti ricorrenti, idropisia, albuminuria, uricemia, gotta, artriti, colibacillosi, sovrappeso, obesità; coadiuvante per cellulite e prostatite. La posologia che si riporta è di 20-30 gocce 3 volte al dì. Si ricordi però che qualsiasi terapia richiede l’approvazione medica. Cordiali saluti.
Federico dice
Buongiorno Dott.ssa,
Ho letto alcuni libri sull’omeopatia, fra cui “Organon dell’arte di guarire” di Hahnemann però non ho trovato ciò che desideravo ossia una rappresentazione dettagliata (come fa in parte lei sul suo spazio web) dei rimedi omeopatici.
Mi consiglierebbe uno o più testi che delineino i caratteri dei vari rimedi?
Grazie e buona giornata.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Federico, i testi autorevoli di materia medica omeopatica, che cioè descrivono le caratteristiche dei vari rimedi omeopatici e delle loro proprietà terapeutiche, con particolare riguardo alla patogenesi, sono diversi, ma dovendone consigliare solo alcuni indicherei John Henry Clarke, Georges Hodiamont e Max Tétau. Cordiali saluti.
gilda dice
Buongiorno dott.ssa,
Scrivo per chiederle consiglio sui rimedi x le vaccinazioni…
Fra 1 sett. Devo fare il secondo richiamo dell’esavalente a mia figlia che ha appena compiuto 4 mesi…prima della 1^ dose dormiva già 6 ore la notte e dopo il vaccino è cambiata, come se avesse avuto uno scombussolamento dal quale non si è ancora ripresa…
X evitare ulteriori danni posso somministrarle il sulphur e thuja?in che dosi?
E posso darle qualcosa x ristabilizzarsi nel sonno visto che certe notti si sveglia anche ogni ora?…probabilmente starà anche incassando i dentini…
Grazie mille
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Gilda, data anche la tenera età delle bimba, le consiglio di evitare di fare da sola ma di rivolgersi ad un medico omeopata, meglio se pediatra. Sulphur e Thuya omeopatici, se non appropriati, potrebbero dare luogo a delle reazioni di eliminazione violente e pregiudizievoli. Sarebbe più opportuno utilizzare, previa sempre approvazione del medico, una tisana leggera di camomilla. Cordiali saluti.
Flavia dice
Buonasera dottoressa, ho 16 anni e tendo ad avere la pelle seborroica specialmente nella zona frontale. Purtroppo si ingrassano molto anche i capelli e desidererei curare questo problema! Mi hanno consigliato il prodotto UNDA Natrium Muriaticum 30ch e dovrei assumere due pastiglie la mattina e due pastiglie prima di cena. Cordiali saluti
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Flavia, la seborrea che, com’è noto, è un aumento di sebo sulla pelle dovuto ad un’iperattività delle ghiandole sebacee, interessa prevalentemente il viso, la fronte e talvolta il cuoio capelluto, dove le ghiandole sono più numerose, determinando un aspetto lucido e untuoso della pelle stessa. Le cause che facilitano il fenomeno sono diverse, tra cui si ricordano il surmenage intellettuale e fisico, l’alimentazione eccessivamente ricca di grassi, i disturbi digestivi, la stipsi, gli squilibri ormonali, ecc. L’omeopatia, che guarda più al malato ed ai suoi sintomi piuttosto che alla malattia in sé, è in grado di intervenire con diversi rimedi tra cui però occorrerà individuare il rimedio (o i rimedi) che rispecchia meglio i sintomi del paziente, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. Natrum muriaticum è uno dei principali rimedi omeopatici più frequentemente utilizzato per il trattamento della seborrea, determinando una diminuzione di sebo, specialmente quando l’epidermide è oleosa alla superficie e secca in profondità, quando vi è la tendenza a manifestazioni acneiche sul viso, specialmente alla fronte e all’attaccatura dei capelli, quando la bocca è asciutta, la lingua è secca e vi è molta sete. Altri rimedi omeopatici potenzialmente indicati sono: Graphites, specialmente in caso di vescicole e croste da cui fuoriesce una secrezione giallastra; Selenium, in caso di seborrea che interessa anche il cuoio capelluto e vi può essere altresì perdita di capelli; Oleander, in caso di seborrea accompagnata da prurito e da lesioni del cuoio capelluto; Thuya, in caso di cute grassa, oleosa e untuosa, con possibili perdite di squame untuose dal cuoio capelluto (forfora), da sopracciglia, ai lati del naso e dietro alle orecchie. Possono essere utili applicazioni esterne con olio, creme o shampoo a base di ginepro e un’alimentazione appropriata che privilegi il consumo di verdure, frutta poco zuccherina, lievito di birra e riduca quello di carboidrati, grassi, formaggi fermentati, dolciumi, alcool, caffè. Cordiali saluti.
arianna dice
sto curando da circa due mesi la mia coniglia con lachesis(ovviamente prescritta dal suo vet. omeopata) in quanto intollerante a vari tipi di farmaci tradizionali.Non è facile dare le medicine ad una coniglia, perciò sciolgo i globulini in acqua, ma a volte restano nella siringa(per somministrari in bocca)anche una mezz’ora in attesa di riuscire a darglieli, volevo sapere se il tempo di attesa può pregiudicarne l’efficacia o se invece posson far male. grazie arianna
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Arianna, al rimedio non succede niente, né alla sua capacità terapeutica e né tantomeno alla possibilità che faccia male, solo che lei così procedendo sta aumentando la posologia, perché ogni volta che lei suddivide una somministrazione, con i tempi citati, è come se stesse dando una nuova dose. Deve tenere cioè presente che in omeopatia conta di più il numero delle somministrazioni che la quantità della singola dose. Pertanto volendo rispettare il numero di assunzioni giornaliere prescritte dal veterinario omeopata, deve cercare di somministrare il rimedio in un’unica volta (o pressappoco) e meno importa se la quantità è inferiore (chiaramente non eccessivamente inferiore). Come escamotage potrebbe sciogliere i globuli in meno acqua. Cordiali saluti.
Matteo Crispi dice
sono un ragazzo di 22 anni chiedo un rimedio omeopatico per il mio problema legato ad una eccessiva sudorazioneal perineo ascelle e mani.Mi hanno consigliato due compresse di nux vomica D6.Aspetto una vostra risposta grazie.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Matteo, dobbiamo partire dal concetto che la sudorazione è un fenomeno assolutamente normale e indispensabile al nostro organismo per regolare la temperatura interna e per espellere le tossine. Se però la quantità di sudore diventa eccessiva, allora si può parlare più propriamente di disturbo che assume il nome di “iperidrosi”. E’ l’effetto di un’attività più elevata di una parte del sistema nervoso vegetativo (il sistema nervoso simpatico), rispetto a quella necessaria per le suddette funzioni fisiologiche. L’iperidrosi, quando non dovuta a cause patologiche, può essere ascrivibile a stati di ansia, stress, nervosismo, emotività, ecc. L’omeopatia può fornire un valido contributo per aiutare a superare le situazioni di sudorazione eccessiva, l’importante però è individuare il rimedio con il quale si ravvisano le maggiori somiglianze, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. Di conseguenza Nux vomica, che non è un rimedio omeopatico tra i più specifici per l’iperidrosi, essendo un policresto potrebbe essere di aiuto solo se la sudorazione eccessiva riguarda un soggetto con le caratteristiche del rimedio. Altri rimedi omeopatici spesso utilizzati per contrastare il fenomeno sono: Argentum nitricum, se l’iperidrosi è associata alla cosiddetta “ansia anticipatoria”, cioè all’ansia in attesa di un evento o per le cose da fare; Gelsemium, come Argentum nitricum, solo che l’ansia si manifesta nello stesso momento in cui si vivono gli eventi stressanti; Sepia, Silicea, Psorinum o Thuya, se il sudore ha un odore sgradevole; Magnesia carbonica, se il sudore è estremamente acido; Sulphur, se il sudore ha significato eliminatorio; Baryta carbonica, se la sudorazione eccessiva interessa particolarmente mani e/o piedi; Calcarea carbonica, se il sudore alle mani è freddo e si può avere sudore alla nuca al primo sonno; eccetera. Non è escluso che possa rendersi necessaria una cura di fondo e di terreno, con rimedi costituzionali, probabilmente ad alta diluizione, che necessariamente deve prescrivere un medico omeopata. Anche una dieta alimentare appropriata può fornire il suo contributo, come ad es. privilegiare gli alimenti ricchi di silicio, che è un minerale che regola la sudorazione e di vitamine del gruppo B, che sono utili a ridurre la sudorazione eccessiva, nonché diminuire le quantità di grassi ed evitare il consumo di alcool e di pietanze piccanti. Un ulteriore aiuto può venire ancora dalla natura con la Salvia, che è una delle piante officinali più adoperate ed efficaci per limitare la sudorazione eccessiva, di cui si può preparare l’infuso di foglie per berne una tazza un paio di volte al giorno. Sarebbe altresì opportuno adottare alcuni accorgimenti altrettanto utili ed efficaci, come ad es. sciacquare ogni sera le parti interessate con acqua e bicarbonato di sodio; lavare le parti più volte al giorno utilizzando saponi delicati; usare deodoranti per ascelle a base di allume; indossare indumenti di cotone, meglio se di colore chiaro o di fibre naturali e comunque traspiranti; ed altro ancora. Cordiali saluti.
fabrizia pirola dice
Buongiorno Dottoressa, secondo la mia ginecologa la mestruazione che prosegue, non sempre,con spotting fino al 13/15° giorno non e’ causata dalla carenza di progesterone. Forse sono i fibromi e di sicuro somatizzo dispiaceri e stress nell’utero. Mi ha mandata da un omeopata che concorda che non sono da operare e che i dispiaceri “mi fanno sanguinare”…Mi ha prescritto Tormentilla 10 globuli mattina e sera ed al “bisogno” o in anticipo se “so” di dover affrontare situazioni “fastidiose”. La mestruazione e’ proseguita oltre il 6° giorno con spotting (situazioni emotivamente stressanti accadute…ormai ci sto facendo caso, anche parlarne durante il ciclo mestruale succede sempre qs. Spotting..) ..consigliato di aumentare anche a 10 globuli ogni ora, mi sono analizzata, calmata, terapia d’attacco al 14°. giorno Stop. L’omeopata dice che x i fibromi c’e’ rimedio omeopatico che li tiene a bada se non addirittura che li fa rimpicciolire…E’ vero? Intanto dice che abbiamo iniziato a “chiudere il rubinetto” con Tormenti lla. Ci conto davvero..intanto devo lavorare con le mie reazioni emotive, ovvio..Ma esiste veramente qs. possibilita’? Anche la ginecologo me lo ha detto..o si interviene con operazione o con l’ omeopatia…!Grazie,
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Fabrizia, si affidi all’omeopata e alla sua strategia terapeutica, perché, è vero, l’omeopatia potrebbe aiutarla a superare tutti i problemi della sua sfera ginecologica. Relativamente al Tormentilla prescrittole dall’omeopata, probabilmente si tratta di Tormentilla compositum globuli, che è un rimedio omeopatico complesso, indicato proprio per le emorragie di ogni genere, tra cui le menorragie (mestruazioni lunghe), le menometrorragie (mestruazioni lunghe combinate con perdite intermestruali) e le metrorragie (perdite intermestruali). Esistono poi diversi rimedi omeopatici che possono essere molto utili per limitare i fibromi uterini e diminuire le loro aderenze, con tutte le disfunzioni collegate, quali ad esempio, per citare i più utilizzati, Silicea, Calcarea fluorica, Thuya, Lachesis, Aurum muriaticum natronatum, Conium maculatum, Lapis albus ed anche alcuni organoterapici come Follicolinum e Utero. Abbia quindi fiducia che le possibilità esistono. Cordiali saluti.
anna dice
Carissima dr.ssa le posto un link che ho trovato interessante. Le pongo la domanda: Artemisia non è mai stata sperimentata in omeopatia?
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Anna, la risposta la troverà in calce all’articolo “Arnica – Artemisia” della sezione del sito “Tinture Madri”, dove lei ha rilasciato un commento correlato. Cordiali saluti.