I rimedi omeopatici (o anche farmaci omeopatici o prodotti omeopatici) sono i farmaci adoperati nelle cure omeopatiche che agiscono secondo la legge “SIMILIA SIMILIBUS CURANTUR”, chiamata Legge di Similitudine, che vuol dire che il simile è curato dal simile.
Secondo questa legge una sostanza naturale, che assunta in grandi dosi da un individuo sano provoca una serie di sintomi, è in grado, se opportunamente diluita, cioè assunta in dosi omeopatiche (infinitesimali), di curare quegli stessi sintomi in un individuo malato.
Ecco perché parlare delle caratteristiche della sostanza o di quelle della malattia è la stessa cosa e quindi i rimedi omeopatici devono essere scelti in base alla somiglianza tra gli effetti che producono nell’individuo sano ed i sintomi che l’individuo malato manifesta.
Processo di individualizzazione
All’interno del quadro dei sintomi occorre tenere conto non solo dei sintomi fisici ma anche delle caratteristiche individuali del malato, costituite dall’insieme delle caratteristiche morfologiche, fisiologiche (metaboliche-funzionali) e psicologiche in grado di influenzarne la reattività.
Si analizzeranno quindi la costituzione, che comprende anche lo studio del temperamento laddove si includono anche le caratteristiche somatiche, il carattere e la diatesi, che rappresentano il cosiddetto terreno dell’individuo.
L’analisi di tale terreno, diverso da persona a persona, assume un notevole interesse clinico perché consente di ricavare informazioni indispensabili sulle caratteristiche del paziente e sulle sue predisposizioni patologiche, al fine di prescrivere il rimedio più adatto, il rimedio più “simile” a lui. Ciò permetterà di attuare sia una terapia nei confronti delle malattie in atto, rimuovendone le cause profonde, sia una a carattere preventivo particolarmente mirata nei confronti delle predisposizioni morbose. Il concetto base, di ispirazione ippocratica, è che l’omeopatia è la medicina del malato più che della malattia.
Quindi in presenza di una qualsivoglia malattia, occorre analizzare l’individuo nel suo insieme e valutarne tutti gli aspetti, non limitandosi al solo quadro dei sintomi fisici (processo di individualizzazione). E’ tale tipo di indagine e di analisi che deve condurre il medico omeopata per poter giungere alla individuazione del rimedio omeopatico più adatto all’individuo affetto da una determinata patologia.
Caratteristiche del rimedio omeopatico
Ciascun rimedio omeopatico possiede delle caratteristiche proprie che lo distinguono dagli altri e lo rendono esclusivo. Anche qui tali caratteristiche sono indicative non solo della malattia che il rimedio è in grado di curare in relazione ai sintomi fisici, ma di un quadro molto più ampio ed articolato, che comprende le modalità di comparizione dei sintomi, la loro localizzazione, le sensazioni, gli aggravamenti ed i peggioramenti, le manifestazioni tipiche, gli aspetti psicologici ed emotivi, i comportamenti, la sfera di azione, la compatibilità con altri rimedi ed altro ancora.
La scelta del rimedio omeopatico “giusto” deve essere, quindi, fatta cercando di sovrapporre il più possibile l’insieme dei sintomi fisici e delle caratteristiche individuali (vale a dire gli esiti del processo di individualizzazione) con le caratteristiche del rimedio. Solo in questo modo tra i tanti rimedi omeopatici potenzialmente in grado di curare la stessa patologia, si sarà individuato quello più adatto alla persona che ne è affetta.
Preparazione dei rimedi omeopatici
Le sostanze attive da cui traggono origine i rimedi omeopatici appartengono ai tre regni della natura: animale, vegetale, minerale.
Al medico tedesco Christian Friedrich Samuel Hahnemann (1755–1843), considerato il fondatore della Medicina Omeopatica, si deve il processo di preparazione dei rimedi omeopatici ancora oggi utilizzati.
Tale processo deve seguire procedimenti ben codificati, tali da garantire ai rimedi l’assenza di tossicità e la preservazione dell’efficacia.
Il processo consiste essenzialmente di due fasi: la diluizione e la dinamizzazione (o succussione). La prima fase serve per ridurre a dosi omeopatiche (infinitesimali) la sostanza attiva, rendendo così possibile l’azione terapeutica secondo la Legge di similitudine. La seconda fase, intervallata con la prima, serve per conferire al rimedio il potere omeopatico in concomitanza con la suddetta legge. Viene presa, quindi, la pianta o la sostanza minerale o la sostanza di origine animale, la si elabora preventivamente e la si diluisce, nella maggioranza dei casi, in una soluzione idroalcolica (acqua depurata + alcool etilico) con opportuna titolazione, tante volte quant’è la diluizione desiderata, pervenendo alle diluizioni decimali, contrassegnate dalla sigla D, o alle diluizioni centesimali, contrassegnate da CH (fase di diluizione). Si scuote e si percuote energicamente la provetta ad ogni diluizione (fase di dinamizzazione o succussione).
L’elaborazione preventiva della sostanza attiva di base, che forma il cosiddetto ceppo omeopatico, si rende indispensabile per portare correttamente in soluzione i principi attivi contenuti nella sostanza stessa. Tale trattamento si differenzia a seconda della natura della materia prima utilizzata e tiene principalmente in considerazione il grado di solubilità della sostanza in acqua o in alcool. Più usualmente per le sostanze di origine vegetale, abbastanza solubili, si ricorre alla Tintura Madre, per quelle di origine minerale o animale, in genere solide non completamente solubili, si ricorre alla Triturazione con lattosio. Ovviamente, anche se meno ricorrenti, sono possibili situazioni diverse.
I rimedi omeopatici sono confezionati in vario modo. Quelli più utilizzati sono sotto forma di granuli, gocce, pomate, creme. Esistono anche fiale orali, globuli, compresse, capsule, ovuli, colliri, supposte, ecc.
Fasce di diluizione
A scopo puramente indicativo, e quindi con la dovuta flessibilità, è possibile distinguere schematicamente tre fasce di diluizione dei rimedi omeopatici:
Basse diluizioni: D2 – D8, 1CH – 4CH.
Medie diluizioni: D9 – D23, 5CH – 11CH.
Alte diluizioni: > D24, >12CH ove si supera il numero di Avogadro e le preparazioni non contengono alcuna molecola della sostanza originale.
Somministrazione dei rimedi omeopatici
Al momento della somministrazione, occorre tenere presente che i rimedi omeopatici si assumono lontano dai pasti (in genere mezz’ora prima o due ore dopo) e non necessariamente di notte. I granuli non vanno toccati con le mani e si assumono o ponendoli direttamente sotto la lingua tramite il coperchio dell’apposito contenitore e lasciandoli sciogliere lentamente o si sciolgono in un poco d’acqua. In tal caso prima dell’assunzione occorre effettuare il travaso rapido del liquido dal contenitore di origine ad un altro contenitore idoneo per un numero pari di volte (in genere si ritengono sufficienti 20 – 30 travasi). Se invece il preparato è in gocce, occorre agitare più volte il contenitore prima dell’assunzione.
Denominazione dei rimedi omeopatici
I rimedi omeopatici possono assumere le seguenti denominazioni, che aiutano a comprenderne meglio il tipo di azione.
◊ Rimedi omeopatici sinergici: si dice “sinergico” un rimedio che agisce completando o migliorando l’azione del rimedio che lo precede. I rimedi sinergici usualmente vengono distinti nelle due categorie: Rimedi complementari, che sono quelli con grado di sinergia alto e Rimedi che seguono bene, che sono quelli con grado di sinergia medio e basso. I sinergici possono essere adoperati nelle cure omeopatiche che già si prevedono lunghe, come quelle per guarire completamente da un’affezione cronica. In tal caso il processo curativo va avanti per gradi ed ogni grado richiede un adattamento terapeutico particolare che avviene proprio con i sinergici.
◊ Rimedi omeopatici asinergici: si dice “asinergico” un rimedio che ha la caratteristica di controllare o annullare l’azione di un altro rimedio. I rimedi asinergici si dividono nelle seguenti due categorie:
• Rimedi omeopatici antidoti: si dice “antidoto” un rimedio che ha la proprietà di controllare l’azione del rimedio somministrato in precedenza, attenuandone o eliminandone le manifestazioni esagerate. Si ricorre al rimedio antidoto per contrastare gli effetti disturbanti del primo rimedio quando ci si trova di fronte o ad un eccesso di uso o ad un aggravamento omeopatico, del tutto naturale ma non sopportabile dal paziente, che possono entrambi tradursi in una condizione di tracollo generale, fisico e psichico. Questo in genere si verifica con le alte diluizioni. Si ricorre altresì ad un rimedio antidoto quando nel corso della terapia omeopatica compaiono nuovi sintomi fastidiosi e sgradevoli che è opportuno attenuare o eliminare. In tal caso il rimedio antidoto sarà individuato tra quelli in grado di curare questi nuovi sintomi. L’antidoto omeopatico non annulla l’azione del rimedio precedente, ma incanala correttamente le reazioni del malato e per questo ne rafforza lo stato generale.
• Rimedi omeopatici incompatibili: si dice “incompatibile” un rimedio completamente opposto ad un altro rimedio, cioè che ha una patogenesi diametralmente opposta. Un rimedio è incompatibile con un altro rimedio quando è in grado di attenuare o annullare l’azione di quest’ultimo. Pertanto è di fondamentale importanza conoscere l’incompatibile di ciascun rimedio omeopatico se la cura prescrive più rimedi. Anche alcuni alimenti possono avere tali caratteristiche. Ad es. gli incompatibili generali sono caffè, tisane di menta e di camomilla, caramelle a menta, aceto, spezie dal profumo molto forte.
◊ Rimedi omeopatici sintomatici o ad azione locale: si dice “sintomatico” o “ad azione locale” un rimedio per la cui scelta si è avuto maggiore riguardo al quadro sintomatologico, pur considerando altri fattori quali la causalità, le modalità, le concomitanze, le sensazioni del paziente ed altro. In genere sono rimedi somministrati per gli eventi acuti e solitamente hanno una bassa diluizione: la loro azione è locale, di organo, più superficiale, non sistemica ma più veloce. Possono essere adoperati anche per le malattie croniche, in tal caso però occorre allungare i tempi ed il periodo di somministrazione.
◊ Rimedi omeopatici costituzionali o di fondo: si dice “costituzionale” un rimedio omeopatico le cui caratteristiche principali corrispondono ai caratteri morfologici, fisiologici e psicologici propri della costituzione del paziente. La scelta del rimedio viene fatta analizzando, oltre il quadro sintomatologico, tutte le altre manifestazioni del soggetto che consentono di individuare la sua costituzione ma anche la sua datesi, verificando quindi le sue tendenze morbose acquisite e congenite, le malattie pregresse, le modalità proprie di reazione, gli aspetti mentali ed altro. Viene osservato quindi quello che è chiamato il terreno del paziente. In genere si tratta di rimedi somministrati per curare le malattie croniche e solitamente hanno un’alta diluizione: la loro azione è più generale, più profonda, anche se non completamente sistemica, ma più lenta. Il rimedio costituzionale è pertanto un rimedio “di fondo”.
◊ Rimedio omeopatico simillimum: si dice “simillimum” un rimedio per la cui scelta si è avuto scrupoloso riguardo alla globalità delle manifestazioni del paziente, cioè oltre al quadro sintomatologico si sono analizzate tutte le altre caratteristiche individuali (somatiche, psichiche, ereditarie, acquisite, ecc.) di cui al processo di individualizzazione. Si tratta in sostanza di un rimedio altamente personalizzato, cioè simile al paziente e per questo può essere somministrato alle alte ed altissime diluizioni. La sua azione terapeutica è sistemica, profonda e veloce. La Scuola Medica Omeopatica Unicista, rimasta fedele al pensiero di Hahnemann, che prescrive un solo rimedio alla volta, fa uso proprio del simillimum.
◊ Rimedi omeopatici acuti: si dice “acuto” un rimedio in grado di curare meglio i sintomi di una malattia che inducono reazioni forti e/o improvvise, tipiche degli stati acuti, rispetto ad un altro rimedio ugualmente indicato che è il suo cronico. Il rimedio omeopatico acuto in genere ha un’azione rapida e breve e per questo nelle cure precede il suo cronico. I due rimedi in effetti sono dei sinergici, cioè che si completano vicendevolmente e l’azione dell’uno migliora quella dell’altro. Ad es. Aconitum napellus è l’acuto di Sulphur, Apis è l’acuto di Natrum muriaticum. Viceversa Sulphur è il cronico di Aconitum napellus, Natrum muriaticum è il cronico di Apis.
◊ Rimedio omeopatico cronico: si dice “cronico” un rimedio che è in grado di curare meglio i sintomi di una malattia quando questi hanno superato la fase acuta, rispetto ad un altro rimedio ugualmente indicato che è il suo acuto. Il rimedio omeopatico cronico in genere ha un’azione lenta e lunga e per questo nelle cure segue il suo acuto. I due rimedi in effetti sono dei sinergici, cioè che si completano vicendevolmente e l’azione dell’uno migliora quella dell’altro. Ad es. Sulphur è il cronico di Aconitum napellus, Natrum muriaticum è il cronico di Apis. Viceversa Aconitum napellus è l’acuto di Sulphur, Apis è l’acuto di Natrum muriaticum.
◊ Rimedi omeopatici policresti: si dice “policresto” un rimedio ad ampia azione, cioè un rimedio che ha un’azione generale riequilibrante utilizzabile per curare varie patologie. I policresti sono i grandi rimedi della Materia Medica Omeopatica.
Cure omeopatiche
Nelle cure omeopatiche la regola che in generale si segue è che per le malattie che si trovano nello stato acuto si prescrivono rimedi omeopatici a bassa diluizione (ad azione più superficiale), mentre per le malattie allo stato cronico si assumono rimedi a media ed alta diluizione (ad azione più profonda). Più grande è la sovrapponibilità di cui in precedenza (lo ripetiamo dell’insieme dei sintomi fisici e delle altre caratteristiche individuali, con le caratteristiche del rimedio), più ci si può spingere con le diluizioni e quindi l’azione del rimedio sarà tanto più profonda.
La guarigione avviene seguendo un iter scandito da una legge ben precisa di eliminazione dei sintomi: dall’alto al basso, dall’interno all’esterno ed in ordine inverso rispetto all’apparizione dei sintomi stessi. Spariranno prima i sintomi comparsi più recentemente e successivamente, con un’eventuale nuova prescrizione, quelli che hanno un’origine più remota. Il miglioramento avviene prima a livello mentale poi a livello fisico. E’ possibile inizialmente un certo peggioramento di alcuni sintomi.
Le cure omeopatiche si rifanno a diverse scuole di pensiero: la Scuola Medica Omeopatica Unicista, rimasta fedele al pensiero di Hahnemann, prescrive un solo rimedio chiamato simillimum, capace di coprire tutti i sintomi del paziente, la Scuola Medica Omeopatica Pluralista prescrive più rimedi sinergici associati, ma alternati tra di loro, di cui generalmente almeno uno sintomatico e uno di fondo, la Scuola Medica Omeopatica Complessista prescrive più rimedi sinergici insieme, i cosiddetti complessi, di solito tutti sintomatici.
Per ulteriori informazioni sulle modalità di preparazione dei rimedi consultare l’articolo “Rimedi omeopatici: origine” della sezione del sito “Approfondimenti” e per altri chiarimenti riguardanti l’omeopatia consultare gli articoli specifici della stessa sezione.
Nella presente sezione, per completezza e semplicità di consultazione, sono riportati in ordine alfabetico i principali rimedi omeopatici, organizzati in schede nelle quali si fornisce:
□ La DESCRIZIONE della sostanza di origine.
□ Le CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO, che come detto è opportuno riscontrare nella persona malata, secondo il citato processo di individualizzazione indispensabile per la individuazione del rimedio “giusto”.
□ L’USO DEL RIMEDIO, legato ai sintomi manifestati dal malato, che per essere meglio curati devono corrispondere e si devono associare alle caratteristiche del rimedio di cui immediatamente sopra.
□ Le DOSI relative consigliate dai medici omeopati, con l’indicazione delle diluizioni, delle quantità e dei tempi di somministrazione.
(*) V. Note esplicative

Annamaria dice
Gentilissima Dott.ssa Rita ho una figlia di 10 anni che soffre di attacchi di mal di testa scatenati da tensione scolastica, mal d’auto, possono durare anche un paio di giorni e sto provando l’Arnica in granuli 3 per 3 volte al dì. Cosa ne pensa??? Cordiali saluti.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Annamaria, Arnica montana potrebbe andare bene, meglio se alternata con Hypericum per fronteggiare, oltre il dolore, gli stati d’ansia e di tensione. Il consiglio però è sempre quello di rivolgersi al medico omeopata, che potrà meglio personalizzare la cura. Cordiali saluti.
DANIELA dice
Buonasera. Avrei piacere di sapere se esiste un rimedio omeopatico per mio figlio di 9 anni che da oltre un mese presenta un problema di unghia incarnita all’alluce e non è migliorato nonostante diverse cure antibiotiche. Attualmente presenta un granuloma che produce continuamente liquido. Come posso intervenire? Cordiali saluti
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Daniela, i rimedi omeopatici più utilizzati in questi casi sono Silicea, Arnica montana, Teucrium marum. In aggiunta può essere utile interporre tra l’unghia e la pelle una garza imbevuta di Calendula TM. In alternativa si possono applicare 1 o 2 gocce di T3, cioè di olio essenziale di Melaleuca. Cordiali saluti.
mauro quintarelli dice
esistono medicine omeopatiche per incontinenza post operatoria asportazione della prostata
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Mauro, nei casi come il suo spesso vengono utilizzati i rimedi omeopatici Arnica montana e Causticum, alternandoli tra loro. Cordiali saluti.
Anna dice
gentile Dottoressa, mi piacerebbe sapere uso di Naja in caso post infarto e il suo dosaggio, siccome i miei genitori vivono all’estero e purtroppo non possono rivolgersi ad un omeopata, mi sarebbe davvero di grande aiuto la sua risposta… La ringrazio in anticipo
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Anna, il rimedio omeopatico Naja è utilizzato anche per problemi cardiaci (in particolare miocardite ed endocardite) ed ha molte somiglianze con Lachesis (di quest’ultimo può visitare l’omonimo articolo contenuto nella medesima sezione del sito). Il consiglio però è sempre quello di evitare “il fai da te” e di rivolgersi ad un medico, indispensabilmente per patologie di una certa importanza. Cordiali saluti.
sabrina dice
mia figli soffre di rinite da giugno a gennaio può consigliarmi qualche rimedio per alleviare questo fastidioso sintomo dovuto a varie allergie/intolleranze ( polveri,ambrosia, muffe).
grazie
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Sabrina, la invito a consultare l’articolo “Raffreddore e Rinite allergica” della sezione del sito “Affezioni-Rimedi”. Cordiali saluti.
giovanna dice
dot.Rita, non volevo disturbarla di nuovo in cosi poco tenpo,ma e’ sorto un problema recente riguarda mio marito cioe’,tende a curvarsi sul lato destro,ieri abbiamo ritirato il reperto raggix gli scrivo la diagniosi:telespinografia,ipercifosi dorsale ed accentuazione della lordosi lonbare in quadro di spondiloartrosi iperostosane con riduzione degli spazi intersomatici L4,L5,ed L5 S1:il marito ha anni 81. non ha dolore,solo un po’ al ginocchio destro perche’ cammina piegandosi verso destra .mi fido di lei e’ una bravissima omeopata , le chiedo.Vanno bene le medicine omeopatiche che uso per me’? quali potrebbero essere? la ringrazio ,per certo mi consigliera bene .Magari metterebbe uno studio a SAVONA io e mio marito saremmo iprimi clienti.ringrazio dicuoreGiovanna da SAVONA
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Giovanna, in linea di massima la cura potrebbe essere efficace anche per suo marito. Grazie per i complimenti e per la fiducia. Cordiali saluti.
maria irrera dice
Gentile dottoressa mia figlia di 9 anni ha alopecia totale ed ha iniziato da 10 giorni natrum carbonicum e silicea,associata a difenciprone ad uso topico che avevamo iniziato già da qualche mese ,vorrei un suo parere ,grazie
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Maria, potrebbe essere una cura appropriata: entrambi i rimedi omeopatici sono tra quelli indicati per il suo problema. Cordiali saluti.
giovanna dice
d.ssa della volpe e’ tanto che non ci sentiamo ;mi auguro che stia bene come le dico di me e marito.le faccio sapere che ho iniziato da una settimana delle punture che ho trovato in commercio a base di:os suis dh 8,giandula parathyroldea dh8/12,calcarea phosph dh8,calcarea fluorica dh8,symphytum dc 6,silicea dh8,equisetumarv dh4. vorrei un suo parere a riguardo l’osteoporosi che ho a rischio fratture , mi puo aiutare anche x l’artrosi? Le dico in confidenzain 10 anni non mi ha datomai una cura x questo .Se lei dice che va’ bene le faccio x volentieri,pero’le dico in verita’ mi sento molto meglio.Aspetto un suo gradito consiglio pertantola saluto e la ringrazio in anticipo sono GIOVANNA da SAVONA
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Giovanna, il mix sembra perfetto e potrebbe aiutarla anche per l’artrosi. Auguri per la sua salute e per quella di suo marito. Cordiali saluti.
roberta dice
gentilissima dott,ssa rita della volpe : ho’i capelli danneggiata da una permanente sbagliata e da una contropermanente ,sono molto secchi e sciupati non ho’ perdite di capelli ( per fortuna )io uso molto l’omeopatia , cosa posso prendere? io sono seguita da un dottore omeopatico ,ma su di me usa molto la floriterapia ma su di me non funziona tanto ,io mi son curata l’asma allergica con l’omeopatia ed ha’ funzionato , mi aiutereste a trovare un buon medico omepatico nella zona di ravenna o forlicesena ? in attesa di una vostra gradita risposta vi auguro una buona giornata grazie
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Roberta, purtroppo non sono in grado di fornirle indicazioni in merito alla sua richiesta. Per quanto riguarda i suoi capelli, le consiglio di trattarli con olio di ricino oppure con olio di jojoba per quanto più tempo è possibile prima di ogni shampoo. Cordiali saluti.
anna dice
mi si dice che i prodotti omeopatici agiscono sulla mente e non sul corpo – in costanza di somministrazione di Ignatia Homaccord e Argentum nitricum 1000 – vorrei sapere se – sopratutto con la somministrazione Ignatia puo influire come vaso dilatatore sull’endometrio
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Anna, i rimedi omeopatici agiscono sia sulla mente che sul corpo, con la finalità di ristabilire l’equilibrio complessivo dell’organismo perduto con la malattia. La guarigione avviene prima a livello mentale e poi a livello fisico e ciò, in genere, è particolarmente accentuato con le alte diluizioni. Non mi risulta che Ignatia amara possa avere gli effetti che lei ipotizza, tant’è che agisce nel controllare e regolarizzare le mestruazioni, come avrà avuto modo di rilevare nel visitare l’omonimo articolo del sito. Cordiali saluti.