I rimedi omeopatici (o anche farmaci omeopatici o prodotti omeopatici) sono i farmaci adoperati nelle cure omeopatiche che agiscono secondo la legge “SIMILIA SIMILIBUS CURANTUR”, chiamata Legge di Similitudine, che vuol dire che il simile è curato dal simile.
Secondo questa legge una sostanza naturale, che assunta in grandi dosi da un individuo sano provoca una serie di sintomi, è in grado, se opportunamente diluita, cioè assunta in dosi omeopatiche (infinitesimali), di curare quegli stessi sintomi in un individuo malato.
Ecco perché parlare delle caratteristiche della sostanza o di quelle della malattia è la stessa cosa e quindi i rimedi omeopatici devono essere scelti in base alla somiglianza tra gli effetti che producono nell’individuo sano ed i sintomi che l’individuo malato manifesta.
Processo di individualizzazione
All’interno del quadro dei sintomi occorre tenere conto non solo dei sintomi fisici ma anche delle caratteristiche individuali del malato, costituite dall’insieme delle caratteristiche morfologiche, fisiologiche (metaboliche-funzionali) e psicologiche in grado di influenzarne la reattività.
Si analizzeranno quindi la costituzione, che comprende anche lo studio del temperamento laddove si includono anche le caratteristiche somatiche, il carattere e la diatesi, che rappresentano il cosiddetto terreno dell’individuo.
L’analisi di tale terreno, diverso da persona a persona, assume un notevole interesse clinico perché consente di ricavare informazioni indispensabili sulle caratteristiche del paziente e sulle sue predisposizioni patologiche, al fine di prescrivere il rimedio più adatto, il rimedio più “simile” a lui. Ciò permetterà di attuare sia una terapia nei confronti delle malattie in atto, rimuovendone le cause profonde, sia una a carattere preventivo particolarmente mirata nei confronti delle predisposizioni morbose. Il concetto base, di ispirazione ippocratica, è che l’omeopatia è la medicina del malato più che della malattia.
Quindi in presenza di una qualsivoglia malattia, occorre analizzare l’individuo nel suo insieme e valutarne tutti gli aspetti, non limitandosi al solo quadro dei sintomi fisici (processo di individualizzazione). E’ tale tipo di indagine e di analisi che deve condurre il medico omeopata per poter giungere alla individuazione del rimedio omeopatico più adatto all’individuo affetto da una determinata patologia.
Caratteristiche del rimedio omeopatico
Ciascun rimedio omeopatico possiede delle caratteristiche proprie che lo distinguono dagli altri e lo rendono esclusivo. Anche qui tali caratteristiche sono indicative non solo della malattia che il rimedio è in grado di curare in relazione ai sintomi fisici, ma di un quadro molto più ampio ed articolato, che comprende le modalità di comparizione dei sintomi, la loro localizzazione, le sensazioni, gli aggravamenti ed i peggioramenti, le manifestazioni tipiche, gli aspetti psicologici ed emotivi, i comportamenti, la sfera di azione, la compatibilità con altri rimedi ed altro ancora.
La scelta del rimedio omeopatico “giusto” deve essere, quindi, fatta cercando di sovrapporre il più possibile l’insieme dei sintomi fisici e delle caratteristiche individuali (vale a dire gli esiti del processo di individualizzazione) con le caratteristiche del rimedio. Solo in questo modo tra i tanti rimedi omeopatici potenzialmente in grado di curare la stessa patologia, si sarà individuato quello più adatto alla persona che ne è affetta.
Preparazione dei rimedi omeopatici
Le sostanze attive da cui traggono origine i rimedi omeopatici appartengono ai tre regni della natura: animale, vegetale, minerale.
Al medico tedesco Christian Friedrich Samuel Hahnemann (1755–1843), considerato il fondatore della Medicina Omeopatica, si deve il processo di preparazione dei rimedi omeopatici ancora oggi utilizzati.
Tale processo deve seguire procedimenti ben codificati, tali da garantire ai rimedi l’assenza di tossicità e la preservazione dell’efficacia.
Il processo consiste essenzialmente di due fasi: la diluizione e la dinamizzazione (o succussione). La prima fase serve per ridurre a dosi omeopatiche (infinitesimali) la sostanza attiva, rendendo così possibile l’azione terapeutica secondo la Legge di similitudine. La seconda fase, intervallata con la prima, serve per conferire al rimedio il potere omeopatico in concomitanza con la suddetta legge. Viene presa, quindi, la pianta o la sostanza minerale o la sostanza di origine animale, la si elabora preventivamente e la si diluisce, nella maggioranza dei casi, in una soluzione idroalcolica (acqua depurata + alcool etilico) con opportuna titolazione, tante volte quant’è la diluizione desiderata, pervenendo alle diluizioni decimali, contrassegnate dalla sigla D, o alle diluizioni centesimali, contrassegnate da CH (fase di diluizione). Si scuote e si percuote energicamente la provetta ad ogni diluizione (fase di dinamizzazione o succussione).
L’elaborazione preventiva della sostanza attiva di base, che forma il cosiddetto ceppo omeopatico, si rende indispensabile per portare correttamente in soluzione i principi attivi contenuti nella sostanza stessa. Tale trattamento si differenzia a seconda della natura della materia prima utilizzata e tiene principalmente in considerazione il grado di solubilità della sostanza in acqua o in alcool. Più usualmente per le sostanze di origine vegetale, abbastanza solubili, si ricorre alla Tintura Madre, per quelle di origine minerale o animale, in genere solide non completamente solubili, si ricorre alla Triturazione con lattosio. Ovviamente, anche se meno ricorrenti, sono possibili situazioni diverse.
I rimedi omeopatici sono confezionati in vario modo. Quelli più utilizzati sono sotto forma di granuli, gocce, pomate, creme. Esistono anche fiale orali, globuli, compresse, capsule, ovuli, colliri, supposte, ecc.
Fasce di diluizione
A scopo puramente indicativo, e quindi con la dovuta flessibilità, è possibile distinguere schematicamente tre fasce di diluizione dei rimedi omeopatici:
Basse diluizioni: D2 – D8, 1CH – 4CH.
Medie diluizioni: D9 – D23, 5CH – 11CH.
Alte diluizioni: > D24, >12CH ove si supera il numero di Avogadro e le preparazioni non contengono alcuna molecola della sostanza originale.
Somministrazione dei rimedi omeopatici
Al momento della somministrazione, occorre tenere presente che i rimedi omeopatici si assumono lontano dai pasti (in genere mezz’ora prima o due ore dopo) e non necessariamente di notte. I granuli non vanno toccati con le mani e si assumono o ponendoli direttamente sotto la lingua tramite il coperchio dell’apposito contenitore e lasciandoli sciogliere lentamente o si sciolgono in un poco d’acqua. In tal caso prima dell’assunzione occorre effettuare il travaso rapido del liquido dal contenitore di origine ad un altro contenitore idoneo per un numero pari di volte (in genere si ritengono sufficienti 20 – 30 travasi). Se invece il preparato è in gocce, occorre agitare più volte il contenitore prima dell’assunzione.
Denominazione dei rimedi omeopatici
I rimedi omeopatici possono assumere le seguenti denominazioni, che aiutano a comprenderne meglio il tipo di azione.
◊ Rimedi omeopatici sinergici: si dice “sinergico” un rimedio che agisce completando o migliorando l’azione del rimedio che lo precede. I rimedi sinergici usualmente vengono distinti nelle due categorie: Rimedi complementari, che sono quelli con grado di sinergia alto e Rimedi che seguono bene, che sono quelli con grado di sinergia medio e basso. I sinergici possono essere adoperati nelle cure omeopatiche che già si prevedono lunghe, come quelle per guarire completamente da un’affezione cronica. In tal caso il processo curativo va avanti per gradi ed ogni grado richiede un adattamento terapeutico particolare che avviene proprio con i sinergici.
◊ Rimedi omeopatici asinergici: si dice “asinergico” un rimedio che ha la caratteristica di controllare o annullare l’azione di un altro rimedio. I rimedi asinergici si dividono nelle seguenti due categorie:
• Rimedi omeopatici antidoti: si dice “antidoto” un rimedio che ha la proprietà di controllare l’azione del rimedio somministrato in precedenza, attenuandone o eliminandone le manifestazioni esagerate. Si ricorre al rimedio antidoto per contrastare gli effetti disturbanti del primo rimedio quando ci si trova di fronte o ad un eccesso di uso o ad un aggravamento omeopatico, del tutto naturale ma non sopportabile dal paziente, che possono entrambi tradursi in una condizione di tracollo generale, fisico e psichico. Questo in genere si verifica con le alte diluizioni. Si ricorre altresì ad un rimedio antidoto quando nel corso della terapia omeopatica compaiono nuovi sintomi fastidiosi e sgradevoli che è opportuno attenuare o eliminare. In tal caso il rimedio antidoto sarà individuato tra quelli in grado di curare questi nuovi sintomi. L’antidoto omeopatico non annulla l’azione del rimedio precedente, ma incanala correttamente le reazioni del malato e per questo ne rafforza lo stato generale.
• Rimedi omeopatici incompatibili: si dice “incompatibile” un rimedio completamente opposto ad un altro rimedio, cioè che ha una patogenesi diametralmente opposta. Un rimedio è incompatibile con un altro rimedio quando è in grado di attenuare o annullare l’azione di quest’ultimo. Pertanto è di fondamentale importanza conoscere l’incompatibile di ciascun rimedio omeopatico se la cura prescrive più rimedi. Anche alcuni alimenti possono avere tali caratteristiche. Ad es. gli incompatibili generali sono caffè, tisane di menta e di camomilla, caramelle a menta, aceto, spezie dal profumo molto forte.
◊ Rimedi omeopatici sintomatici o ad azione locale: si dice “sintomatico” o “ad azione locale” un rimedio per la cui scelta si è avuto maggiore riguardo al quadro sintomatologico, pur considerando altri fattori quali la causalità, le modalità, le concomitanze, le sensazioni del paziente ed altro. In genere sono rimedi somministrati per gli eventi acuti e solitamente hanno una bassa diluizione: la loro azione è locale, di organo, più superficiale, non sistemica ma più veloce. Possono essere adoperati anche per le malattie croniche, in tal caso però occorre allungare i tempi ed il periodo di somministrazione.
◊ Rimedi omeopatici costituzionali o di fondo: si dice “costituzionale” un rimedio omeopatico le cui caratteristiche principali corrispondono ai caratteri morfologici, fisiologici e psicologici propri della costituzione del paziente. La scelta del rimedio viene fatta analizzando, oltre il quadro sintomatologico, tutte le altre manifestazioni del soggetto che consentono di individuare la sua costituzione ma anche la sua datesi, verificando quindi le sue tendenze morbose acquisite e congenite, le malattie pregresse, le modalità proprie di reazione, gli aspetti mentali ed altro. Viene osservato quindi quello che è chiamato il terreno del paziente. In genere si tratta di rimedi somministrati per curare le malattie croniche e solitamente hanno un’alta diluizione: la loro azione è più generale, più profonda, anche se non completamente sistemica, ma più lenta. Il rimedio costituzionale è pertanto un rimedio “di fondo”.
◊ Rimedio omeopatico simillimum: si dice “simillimum” un rimedio per la cui scelta si è avuto scrupoloso riguardo alla globalità delle manifestazioni del paziente, cioè oltre al quadro sintomatologico si sono analizzate tutte le altre caratteristiche individuali (somatiche, psichiche, ereditarie, acquisite, ecc.) di cui al processo di individualizzazione. Si tratta in sostanza di un rimedio altamente personalizzato, cioè simile al paziente e per questo può essere somministrato alle alte ed altissime diluizioni. La sua azione terapeutica è sistemica, profonda e veloce. La Scuola Medica Omeopatica Unicista, rimasta fedele al pensiero di Hahnemann, che prescrive un solo rimedio alla volta, fa uso proprio del simillimum.
◊ Rimedi omeopatici acuti: si dice “acuto” un rimedio in grado di curare meglio i sintomi di una malattia che inducono reazioni forti e/o improvvise, tipiche degli stati acuti, rispetto ad un altro rimedio ugualmente indicato che è il suo cronico. Il rimedio omeopatico acuto in genere ha un’azione rapida e breve e per questo nelle cure precede il suo cronico. I due rimedi in effetti sono dei sinergici, cioè che si completano vicendevolmente e l’azione dell’uno migliora quella dell’altro. Ad es. Aconitum napellus è l’acuto di Sulphur, Apis è l’acuto di Natrum muriaticum. Viceversa Sulphur è il cronico di Aconitum napellus, Natrum muriaticum è il cronico di Apis.
◊ Rimedio omeopatico cronico: si dice “cronico” un rimedio che è in grado di curare meglio i sintomi di una malattia quando questi hanno superato la fase acuta, rispetto ad un altro rimedio ugualmente indicato che è il suo acuto. Il rimedio omeopatico cronico in genere ha un’azione lenta e lunga e per questo nelle cure segue il suo acuto. I due rimedi in effetti sono dei sinergici, cioè che si completano vicendevolmente e l’azione dell’uno migliora quella dell’altro. Ad es. Sulphur è il cronico di Aconitum napellus, Natrum muriaticum è il cronico di Apis. Viceversa Aconitum napellus è l’acuto di Sulphur, Apis è l’acuto di Natrum muriaticum.
◊ Rimedi omeopatici policresti: si dice “policresto” un rimedio ad ampia azione, cioè un rimedio che ha un’azione generale riequilibrante utilizzabile per curare varie patologie. I policresti sono i grandi rimedi della Materia Medica Omeopatica.
Cure omeopatiche
Nelle cure omeopatiche la regola che in generale si segue è che per le malattie che si trovano nello stato acuto si prescrivono rimedi omeopatici a bassa diluizione (ad azione più superficiale), mentre per le malattie allo stato cronico si assumono rimedi a media ed alta diluizione (ad azione più profonda). Più grande è la sovrapponibilità di cui in precedenza (lo ripetiamo dell’insieme dei sintomi fisici e delle altre caratteristiche individuali, con le caratteristiche del rimedio), più ci si può spingere con le diluizioni e quindi l’azione del rimedio sarà tanto più profonda.
La guarigione avviene seguendo un iter scandito da una legge ben precisa di eliminazione dei sintomi: dall’alto al basso, dall’interno all’esterno ed in ordine inverso rispetto all’apparizione dei sintomi stessi. Spariranno prima i sintomi comparsi più recentemente e successivamente, con un’eventuale nuova prescrizione, quelli che hanno un’origine più remota. Il miglioramento avviene prima a livello mentale poi a livello fisico. E’ possibile inizialmente un certo peggioramento di alcuni sintomi.
Le cure omeopatiche si rifanno a diverse scuole di pensiero: la Scuola Medica Omeopatica Unicista, rimasta fedele al pensiero di Hahnemann, prescrive un solo rimedio chiamato simillimum, capace di coprire tutti i sintomi del paziente, la Scuola Medica Omeopatica Pluralista prescrive più rimedi sinergici associati, ma alternati tra di loro, di cui generalmente almeno uno sintomatico e uno di fondo, la Scuola Medica Omeopatica Complessista prescrive più rimedi sinergici insieme, i cosiddetti complessi, di solito tutti sintomatici.
Per ulteriori informazioni sulle modalità di preparazione dei rimedi consultare l’articolo “Rimedi omeopatici: origine” della sezione del sito “Approfondimenti” e per altri chiarimenti riguardanti l’omeopatia consultare gli articoli specifici della stessa sezione.
Nella presente sezione, per completezza e semplicità di consultazione, sono riportati in ordine alfabetico i principali rimedi omeopatici, organizzati in schede nelle quali si fornisce:
□ La DESCRIZIONE della sostanza di origine.
□ Le CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO, che come detto è opportuno riscontrare nella persona malata, secondo il citato processo di individualizzazione indispensabile per la individuazione del rimedio “giusto”.
□ L’USO DEL RIMEDIO, legato ai sintomi manifestati dal malato, che per essere meglio curati devono corrispondere e si devono associare alle caratteristiche del rimedio di cui immediatamente sopra.
□ Le DOSI relative consigliate dai medici omeopati, con l’indicazione delle diluizioni, delle quantità e dei tempi di somministrazione.
(*) V. Note esplicative

Luca dice
Buonasera Dottoressa, avrei bisogno di un consiglio. E’ diverso tempo che senza alcuna apparente ragione specifica mi si arrossano gli occhi, sento come un calore all’interno degli occhi e se provo a fare impacchi con cammomilla o se uso qualche collirio consigliatomi da farmacisti o oculisti, tende a formarsi della sostanza purulenta. Stanco di usare i piu’ svariati colliri della medicina tradizionale, che poi devo ragionevolmente sospendere dopo breve periodo, vorrei sapere secondo Lei cosa potrei prendere di omeopatico e come assumerla. Non sapendo se e’ una congiuntivite di origine batterica virale o di origine allergica sarei intenzionato ad assumere sia Apis 5CH sia Euphrasia 7CH con Allium cepa 7CH associando il tutto a impacchi di tintura madre di calendula.Secondo Lei potrebbe essere la soluzione al mio problema? In attesa di risposta, porgo distinti saluti e faccio i complimenti per queste informazioni utilissime.Grazie Luca
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Luca, com’è noto i rimedi omeopatici, per produrre gli effetti terapeutici desiderati, devono essere scelti nel rispetto della “legge dei simili”, che costituisce il fondamento su cui si basa il principio terapeutico della medicina omeopatica. In sostanza se Apis, Euphrasia e Allium cepa contengono sintomatologie somiglianti a quelle relative ai suoi occhi, in modo che insieme riescano a coprire l’intero quadro clinico, allora i tre rimedi omeopatici potrebbero essere adatti, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. In estrema sintesi, Apis si adopera soprattutto se c’è un dolore bruciante, pungente e irritante, Euphrasia se c’è una lacrimazione acre accompagnata da rinorrea fluida e non irritante, Allium cepa se viceversa la lacrimazione è non irritante e la rinorrea è acre. A titolo informativo, per i sintomi comuni di una congiuntivite gli altri principali rimedi omeopatici più spesso adoperati sono Aconitum napellus, Argentum nitricum, Belladonna, Coccus cacti, Euphorbium, Ferrum phosphoricum, Kali bichromicum, Mercurius dulcis, Natrum phosphoricum, Petroleum, Rhus toxicodendron, Sanguinaria, Silicea, Spigelia, Thuya, Zincum metallicum, ecc. Sarebbe però opportuno che lei si sottoponesse ad una visita oculistica per stabilire con esattezza se trattasi proprio di congiuntivite. La comparsa di una secrezione appiccicosa giallastra o verdognola fa pensare a una congiuntivite batterica, però ovviamente si tratta soltanto di un’ipotesi che solo un medico potrà o meno confermare. La tintura madre di Calendula sarebbe comunque da evitare per il contenuto alcolico. Dia un’occhiata all’articolo “Vediamoci chiaro” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici dell’antica tradizione molto validi come coadiuvanti in varie problematiche degli occhi. Grazie per i complimenti. Cordiali saluti.
lisa dice
Grazie Dottoressa per la rapida e puntuale risposta.
Sto cercando a Roma un buon medico omeopata, nel frattempo i suoi consigli mi saranno utili.
solo un chiarimento: quando scrive riferendosi a Nux vomica e Carbo vegetabilis “…uno segue bene l’altro, per cui volendo potrebbero essere associati alternandoli tra loro”, cosa intende esattamente?
che possono essere assunti a giorni alterni? grazie ancora. Cordialmente, Lisa
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Lisa, uno dei modi per alternare i rimedi consiste nell’assumere una volta l’uno e la volta successiva l’altro e cosi via. Anche l’assunzione a giorni alterni (o a settimane alterne) potrebbe essere valida, dipende dal caso personale e dall’effetto terapeutico che si vuole ottenere. In genere, però, quando si deve intervenire a livello sintomatico con le basse diluizioni è preferibile la prima modalità, cioè, ripeto, alternare i rimedi nell’ambito della stessa giornata. In questo modo si utilizza più uniformemente l’azione terapeutica sintomatica di entrambi i rimedi ed inoltre nel caso dei complementari (come lo sono Nux vomica e Carbo vegetabilis) si sfrutta la proprietà che ognuno rafforza e prolunga l’azione del rimedio che lo precede. Cordiali saluti.
lisa dice
Gentile Dott.ssa, sono approdata sul suo sito per caso, e ci ho passato parecchio tempo! lei scrive con molta semplicità e chiarezza, grazie!
Mi faccio coraggio e le chiedo un consiglio, ben sapendo che non mi conosce personalmente e che non possiede (giusto?) la sfera di cristallo: da qualche settimana accuso dopo i pasti dei crampi e dei dolori allo stomaco, si gonfia (come un palloncino) la parte sopra l’ombelico e fa male. accuso anche nausea, lenta e continuativa per diverse ore e talvolta emicrania. Cattiva digestione, temo, sono a dieta e sto cercando di capire quali alimenti mi danno fastidio. Tempo fa ho assunto nux vomica (5CH), sono dell’idea di riprenderla, ma mi ha colpito la scheda del rimedio ‘carbo vegetabilis’, soprattutto per il gonfiore sopra l’ombelico. Che fare? evito il più possibile i farmaci, prendo tutte le mattine Folina (bebè cercasi :))… grazie per l’aiuto che potrà darmi. un caro saluto. Lisa
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Lisa, senza ombra di dubbio Nux vomica è il rimedio omeopatico più utile e più utilizzato per trattare moltissimi disturbi dell’apparato digerente, anche di tipo psicosomatico, tra cui quelli che lei avverte. Anche Carbo vegetabilis, che è un importante rimedio omeopatico, anch’esso policresto, ha un’azione elettiva sull’apparato gastrointestinale per sintomi analoghi ed in particolare per la notevole dilatazione dello stomaco dopo aver mangiato ed il gonfiore della parte superiore dell’addome, con dolori e crampi, costrittivi o brucianti, che risalgono verso il torace. E’ perciò un ottimo rimedio per meteorismo e flatulenza e quindi per pazienti gastrici estremamente gonfi. Per quanto riguarda le modalità, i due rimedi presentano ancora molte analogie, con l’unica differenza, che potrebbe però essere non determinante, che Nux vomica migliora con il tempo umido mentre Carbo Vegetabilis peggiora. In definitiva, fermo restando che Nux vomica è un grandissimo rimedio omeopatico, Carbo vegetabilis è un po’ più specializzato per il gonfiore dello stomaco e della parte superiore dell’addome. I due rimedi sono anche dei complementari, nel senso che l’uno segue bene l’altro, per cui volendo potrebbero essere associati alternandoli tra loro. Potrebbe essere utile abbinare alla cura omeopatica alcuni rimedi gemmoterapici della fitoterapia rinnovata (o gemmoderivati, si tratta di macerati gligerici di gemme di piante con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), che, oltre ad avere una propria attività terapeutica, espletano anche un’importante azione di “drenaggio” capace di stimolare gli organi emuntori, liberare l’organismo dalle tossine e rendere lo stesso più recettivo all’azione della cura omeopatica o di qualsiasi altra terapia. Nel caso specifico, per combattere in particolare il gonfiore addominale e regolarizzare le funzioni digestive, si potrebbe ricorrere a gemmoterapici come Ficus carica (Fico) M.G. D1 o Vaccinum vitis idaea (Mirtillo rosso) M.G. D1. Ovviamente, come lei già starà facendo, bisognerà aiutarsi anche con un’alimentazione adeguata, che deve essere semplice e sana, evitando le pietanze eccessivamente condite o pesanti, privilegiando i cibi ricchi di vitamine (in particolare le vitamine A, C, E e del gruppo B), limitando gli alimenti che ritardano lo svuotamento dello stomaco (cibi ricchi di grassi, cioccolato, insaccati, fritture, ecc.), riducendo il consumo di alcool, caffè, tè e spezie piccanti, abolendo le bevande gassate, ecc. Sarebbe altresì importante consumare i cibi senza fretta, masticando lentamente e a lungo, non masticare chewingum, ridurre l’eventuale sovrappeso, evitare l’uso di cinture o abiti troppo stretti in vita che possano aumentare la pressione addominale, inserire nella dieta finocchio e mela che contrastano efficacemente il gonfiore addominale e bere molta acqua per favorire l’eliminazione delle tossine e dei liquidi in eccesso. Inoltre potrebbe essere utile assumere qualche tisana a base di erbe a spiccata azione carminativa e anti-dispeptica, come ad es. le tisane di semi di finocchio, di anice, di zenzero, di melissa ed altre. Sarebbe anche opportuno evitare la sedentarietà che è una delle cause del senso di pienezza e di gonfiore addominale. Dia anche un’occhiata agli articoli “Digestione facile” e “Digestione senza tante arie” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici dell’antica tradizione che potrebbero essere di grande aiuto. Sarebbe però meglio affidarsi alla competenza di un medico omeopata. Grazie per i complimenti. Cordiali saluti.
simone dice
Salve doc. vorrei sapere cosa è consigliabile prendere per la salivazione abbontante e molto liquida( dopo i pasti specialmente) con di seguito muco in gola denso che non riesce a scendere bene e mi provoca eruttazzioni e credo cattiva digestione,prendo il datif pc 2 volte al giorno,remargin colostrum 4 5 pastiglie al giorno(ma credo che sia ora di smetterlo perchè dopo 3 settimane dice che basta,??) e mucokehl D5 1 compressa la sera,mi sto curando credo da un bravo omeopata dopo aver consultato prima qualche naturopata con scarzo successo e lui mi ha detto che ho dei problemi alla mucosa interna e che bisogna regolarizzarle,mi va bene però è quasi un mese che prendo mucokehl e va benino ma mi sembra che da solo sia un po’ deboluccio però il doc che è bravo ma un po sfuggente perchè molto inpegnato nel suo lavoro mi liquida subito senza ascoltarmi tanto dicendomi che devo lasciarlo agire e che con troppe cose insieme non si capisce niente.Ok va bene però documentandomi da solo invece vedo che addirittura le cure omeopatiche associate vanno molto bene per curarsi e magari risolvere prima il problema e inoltre mi sembra di capire che se si prendono i rimedi giusti si sente cmq quasi subito un miglioramrnto o peggioramento quindi doc sarei contento se lei potesse consigliarmi qualche rimedio che si congiunga bene con quello che prendo senza effetti collaterali e che si integri co la cura che sto facendo che 2 pareri sono meglio di uno,poi un ultima cosa premetto che 4 anni fa mi sono operato alle morroidi chirurgicamente e dopo 1 annetto mi sono già tornate e sono 7 8 giorni che mi fanno male sono molto infiammate ma grandi bozzi no perchè credo che avendole tolte si gonfiano meno però il fastidio è enorme,faccio la dieta da una vita ma possibile che come bevo anche solo una birra ora dato che sono 3 mesi che mangio ancora più leggero del solito mi fanno malissimo se esiste anche una tisana andrebbe bene che mi sfiammi un po il colon e l’intestino che queste emorroidi fanno malissimo e mai come queta volta,grazie ciao
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Simone, dice bene il suo medico omeopata (anche se farebbe meglio a dilungarsi un po’ di più con lei ed a spiegarle la sua strategia terapeutica), deve solo avere pazienza e fiducia ed attendere che la cura produca i suoi effetti, non introducendo altri rimedi considerato che ne assume già abbastanza. D’altronde un consiglio simile glielo avevo già suggerito in una risposta precedente. Per quanto riguarda le emorroidi e la possibilità di utilizzare qualche tisana specifica, dia un’occhiata all’articolo “Emorroidi e vene varicose ko” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, ovviamente previa approvazione del medico omeopata curante. Cordiali saluti.
Gian Paolo dice
Gent. Dott.sa non serve che mi risponda perché mi rendo conto che metterei in difficoltà gli specialisti del settore.
Cordiali saluti
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Gian Paolo, invece serve risponderle per cercare di spiegare (nei limiti dello spazio qui disponibile) perché è importante rivolgersi ad un medico omeopata e non fare da sé, anche se per i rimedi omeopatici non è richiesto l’obbligo della ricetta medica: innanzitutto perché è un medico (ricordiamoci che è in gioco la nostra salute) e poi perché è l’unica figura professionale in grado di individuare la terapia omeopatica giusta e la giusta strategia terapeutica, strettamente legate al caso personale, tali da consentire la guarigione completa e definitiva del paziente. Si parte dalla scelta del rimedio omeopatico (o dei rimedi omeopatici) che, com’è noto, nel rispetto del principio di similitudine, deve assomigliare il più possibile al paziente, nelle manifestazioni e nelle caratteristiche, sia dal punto di vista fisiologico che dal punto di vista psicologico. Bisogna poi stabilire se occorre utilizzare un rimedio interlocutorio (ripulitore o rivelatore o rifinitore), da adoperare temporaneamente e poi passare al rimedio omeopatico principale. Ad esempio, venendo al suo caso, Sulphur può essere adoperato, laddove necessario, come rimedio interlocutorio per preparare l’organismo alla cura omeopatica vera e propria o per mettere in risalto i sintomi che possano meglio indirizzare la scelta del rimedio principale. Occorre anche stabilire sé è opportuno utilizzare qualche rimedio omeopatico complementare per prolungare e rafforzare l’azione di quello principale. Ed ancora c’è da stabilire se bisogna associare una terapia di fondo, con rimedi omeopatici costituzionali, per la correzione del terreno del paziente, legato al patrimonio genetico e comportamentale. Poi occorre scegliere la diluizione di ciascun rimedio, dipendente essenzialmente dalla capacità di reazione del singolo organismo, dalle caratteristiche proprie del rimedio, dalla profondità della patologia (acuta, sub-acuta, cronica) e dal livello d’intervento terapeutico richiesto (drenaggio, lesionale, funzionale, terreno, mentale, psichismo). Occorre quindi stabilire la posologia, legata al tempo di copertura terapeutica del rimedio ed infine la durata della cura o dei cicli di cura. C’è anche da considerare che il medico omeopata, nel seguire il paziente durante la terapia, si rende conto se è il caso di apportare eventuali adattamenti alla cura stessa. Come vede la situazione è abbastanza articolata e non può prescindere dalla figura del medico omeopata, altrimenti il rischio è di ottenere solo insuccessi con tutte le possibili conseguenze. Ciò è da me puntualmente sottolineato nelle risposte ai commenti dei visitatori come lei e non ha altra finalità se non quella di indirizzare correttamente i visitatori del sito, nel loro esclusivo interesse. Le informazioni sui possibili rimedi omeopatici che potrebbero rivelarsi utili al caso che si espone, hanno solo carattere orientativo per far conoscere le possibilità che l’omeopatia potrebbe offrire e sono soltanto delle ipotesi che, ovviamente, non possono sostituire la diagnosi e la prescrizione del medico omeopata. Cordiali saluti.
Gian Paolo dice
Gentile Dott.sa volevo ringraziarla della sua consulenza e volevo chiederle se posso acquistare il farmaco da lei consigliatomi anche senza ricetta medica di uno specialista.
Grazie e cordiali saluti
Gian Paolo dice
Gent. Dott.sa alcuni anni fa ho fatto una cura omeopatica a base di anacardio orientale credo in sovradosaggio 100.000 K. Da allora non sono più stato bene: ho la pelle esternamente caldissima mentre internamente ho sempre freddo (credo di avere una bronchitina cronica non grave ma fastidiosa d’inverno). inoltre la parte destra in generale è diventata più forte di quella sinistra. Esiste un antidoto (ho letto da qualche parte che ci sono antidoti in caso di terapie non tollerate dal paziente) per risolvere questi problemi che dopo ormai 5-6 anni non si affievoliscono ?
Cordiali saluti
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Gian Paolo, è passato troppo tempo per pensare ad un antidoto omeopatico, oramai l’azione di Anacardium orientale non è più presente. Invece occorrerà trovare un altro rimedio omeopatico per la sintomatologia che avverte e che in fondo è lo stesso criterio che si adopera in omeopatia per l’individuazione dell’antidoto. Un rimedio omeopatico che potrebbe rivelarsi utile è Sulphur, che è un rimedio eliminatore, il re degli anti-psorici, in grado di raccogliere in superficie tutti i mali del nostro profondo per spingerli all’esterno. E’ perciò il rimedio che depura, purifica, che libera l’organismo dallo stato di intossicazione in cui si trova, espellendo le tossine e mantenendo pulite le strutture cellulari. E’ anche il rimedio che viene utilizzato come rivelatore dei sintomi, cioè quando i sintomi avvertiti dal paziente non sono specifici di alcuna malattia e quindi non si è in grado di individuare la terapia con il rimedio giusto. Sulphur inoltre presenta proprio le sensazioni che lei avverte, cioè pelle calda e bruciante e grande freddolosità interna. Ha anche una tendenza alla lateralità sinistra, nel senso che interviene soprattutto sulla parte sinistra del corpo affetta da varie problematiche. Il consiglio però è di rivolgersi ad un medico omeopata, che possa approfondire la situazione e prescriverle una terapia strettamente personale, legata alla sua situazione ed alla sua persona. Cordiali saluti.
renata dice
grazie dottoressa io continuo sempre a seguirla nelle sue risposte e a leggere i vari articoli contenuti nel suo sito. le ho chiesto di più su Pulsatilla in quanto il mio medico omeopata mi ha, da 15 anni a questa parte definita un “soggetto Pulsatilla” e quindi 3 volte all’anno mi fa prendere il rimedio alla diluzione di 10MK, anche se a volte capita di aver bisogno anche di altri rimedi come per esempio (già le ho scritto in un altra sezione) IGNATIA AMARA sempre 10MK con richiamo per 50 giorni 35K, a distanza di un mese mi ha dato un rimedio per i dolori e spasmi muscolari Colocynthis 9CH da prendere per 5 giorni (2 volte al giorno) e poi a giorni alterni oppure al bisogno, all’inzio la cosa stava funzionando discretamente solo che iniziando a prenderla a giorni alterni i dolori si sono ripresentati….anche se lui mi ha sempre detto chiama quando vuoi per qualsiasi cosa, un pò non vorrei essere assillante allora chiedo a Lei come potrei proseguire?
grazie saluti e buona domenica
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Renata, verrebbe spontaneo dirle di riprendere il rimedio tutti i giorni, considerato che le cose stavano incominciando ad andare bene. Tenga presente che Colocynthis è il rimedio omeopatico dei dolori spastici del tipo crampi e solitamente durante le sindromi iperalgiche viene adoperato in diluizioni dalla 5 alla 9CH, in dosi ripetute giornaliere, da distanziare poi con il progredire dei miglioramenti. Ne parli con il suo medico omeopata, perché questa potrebbe essere la soluzione giusta. Cordiali saluti.
renata dice
buona sera gentilissima dottoressa cercavo fra i rimedi omeopatici la Pulsatilla ma non la trovo, eppure è un rimedio costituzionale
grazie
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Renata, il sito è in continuo aggiornamento per cui Pulsatilla, che come da lei giustamente sottolineato è un importante rimedio omeopatico costituzionale, sarà sicuramente oggetto di una delle prossime pubblicazioni come rimedio unitario, anche se è già richiamato, assieme a tanti altri, in diversi parti del sito con una sintetica descrizione. Tenga comunque presente che il sito si deve confrontare con questi numeri: i rimedi omeopatici più noti sono circa mezzo migliaio, di questi i più utilizzati sono circa la metà ed i principali costituzionali sono intorno alla cinquantina, numeri difficilmente conciliabili con lo spazio disponibile di un sito web e con la relativa velocità di navigazione. E’ evidente che bisognerà operare delle scelte, dando la giusta priorità ai rimedi costituzionali, ma non trascurando neppure i cosiddetti “rimedi ad azione locale”, tanto utili e preziosi. Continui a seguirci. Cordiali saluti
manu dice
Grazie mille quindi si possono prendere tutte e 2 contemporaneamente???
Ok andrò a comprarli
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Manu, i rimedi omeopatici sinergici, possedendo una convergenza d’azione, possono essere prescritti o contemporaneamente o alternati nel corso della stessa cura. Cordiali saluti.