DESCRIZIONE
Baryta carbonica è il carbonato di bario, cioè è il sale di bario dell’acido carbonico (formula chimica BaCO3). A temperatura ambiente si presenta sotto forma di cristalli rombici, traslucidi o come polvere microcristallina bianca, pesante, inodore. E’ insolubile in acqua, ma è solubile nei cloruri, nei nitrati ammonici e negli acidi (eccetto
il solforico). In natura si rinviene nel minerale Witherite (dal nome dell’inglese William Withering, 1741-1799, che per primo lo scoprì), avente l’aspetto di cristalli dal colore bianco, grigio, giallo, bruno o verde e dalla lucentezza vitrea. Le miniere si trovano in molte località europee, come in Inghilterra e in Austria, ed americane, come in USA e in Canada.
Lo ione bario è estremamente velenoso ed esplica la sua azione tossica a livello cellulare andando a modificare la permeabilità della membrana plasmatica, soprattutto delle cellule muscolari lisce, striate e cardiache. Il carbonato di bario è anch’esso tossico per l’organismo, potendosi sciogliere nell’acido cloridrico dello stomaco. Il solfato di bario (altro composto del bario, dalla formula chimica BaSO4) invece non è tossico, in quanto, essendo completamente insolubile, non viene assorbito dal tratto gastroenterico e viene successivamente espulso con le feci. Per questo motivo e per la sua opacità ai raggi X, è utilizzato in radiologia come mezzo di contrasto per l’esame dell’apparato digerente.
Il carbonato di bario, a livello industriale, viene adoperato nella produzione di ceramiche, mattoni, vetri ottici, derattizzanti e come additivo antimuffa nelle vernici, nonché per la preparazione degli altri composti del bario.
Il rimedio omeopatico Baryta carbonica si ottiene dalla triturazione con lattosio del carbonato di bario e dalle successive diluizioni/dinamizzazioni in soluzione idroalcolica.
Per ulteriori informazioni sulla preparazione, consultare l’articolo “Rimedi omeopatici: origine” della sezione del sito “Approfondimenti”.
CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO
Baryta carbonica è uno dei principali policresti dell’omeopatia. E’ un rimedio costituzionale, ad azione profonda, la cui costituzione è soprattutto carbonica, per cui prevale l’aspetto rotondeggiante, grasso e talvolta obeso. In ciò assomiglia molto a Calcarea carbonica. La presenza dello ione bario aggiunge però al rimedio una connotazione fluorica che conferisce al biotipo una tendenza ulcerativa, una lassità legamentosa ed una predisposizione alla sclerosi. La diatesi è psorica, il temperamento è linfatico.
Baryta c. agisce elettivamente sui tessuti linfatici di tutto il corpo, determinando ipertrofia (aumento di volume) e indurimento delle ghiandole. Agisce sui vasi sanguigni, determinando arteriosclerosi e cerebro sclerosi della senilità e dell’invecchiamento precoce, nonché ipertensione arteriosa. Agisce a livello psichico, determinando debolezza della memoria. E’ il rimedio del puerilismo e del ritardo mentale, sia che il soggetto sia un bambino, un adulto, o un anziano. E’ un duro di comprendonio, ha un’espressione stupida, è lento a capire, a ricordare, a muoversi, è preciso e metodico nel fare le cose. Gli indurimenti si manifestano non solo a livello mentale, ma anche sul piano fisico. Compaiono fibromi, lipomi, adenopatie occipitali, ingrossamento delle ghiandole linfatiche, soprattutto alla regione della nuca, alla base del collo, sotto la mandibola, a livello delle ascelle e dell’inguine. Baryta c. è un ottimo rimedio dell’ipertrofia ghiandolare e si rivela particolarmente utile nei casi di ritardo dello sviluppo mentale, invecchiamento precoce, perdita di memoria, impotenza, adenoma prostatico, incanutimento, ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, vertigini, conseguenze di un ictus cerebrale, oltre che per problemi digestivi e respiratori.
I bambini sono timidi, sono schivi, hanno difficoltà a legare con i compagni, mostrano scarso interesse per le materie scolastiche, in particolare per la matematica, sono lenti ad imparare. A scuola, nonostante gli sforzi, non rendono, “non ci arrivano”, non riescono ad afferrare i concetti più semplici. Inoltre sono freddolosi e facili ad ammalarsi, specialmente per problemi alle ghiandole linfatiche. Baryta c. è pertanto un ottimo rimedio delle rinofaringiti infantili e delle angine di gola recidivanti, specie in associazione con altri rimedi quali ad es. Psorinum.
Gli adulti sono infantili e puerili, hanno un ritardo nello sviluppo fisico ed intellettivo, lentezza psico-motoria con tendenza all’ebetismo
Gli anziani hanno difetti di memoria recente, spesso si perdono nelle strade che abitualmente frequentano, dimenticano i nomi propri e qualsiasi avvenimento. Trattasi di vecchi rimbambiti, divenuti tali anche a seguito di un problema cerebrale, sospettosi, stizzosi, litigiosi, bastian-contrari per le futilità, paurosi, che hanno i tipici problemi legati all’età (arteriosclerosi, ipertensione arteriosa, colesterolo e trigliceridi elevati, quadro generale alterato, ecc.).
Al rimedio si attribuisce l’etichetta: Baryta carbonica è lo “scemo del villaggio”.
Il tipo Baryta c. è un soggetto pletorico, con tendenza alla congestione nella parte alta del corpo. Ha testa grande, occhi inespressivi, bocca grande, sorriso da ebete, aspetto da malaticcio. Avendo un metabolismo rallentato, è lento a reagire alle infezioni e quindi a guarire.
I sintomi peggiorano con il freddo e l’umido (tranne la cefalea congestizia che migliora con il freddo), con la pressione, tanto che il soggetto non può coricarsi sul lato dolente, in presenza di altre persone, quando deve sbrigarsi, pensando ai propri mali (come Arsenicum più pensa ai propri mali più si aggrava). I sintomi si manifestano soprattutto alla parte sx del corpo. Le infiammazioni non sono acute come quelle di Belladonna, ma compaiono lentamente dopo molti giorni di esposizione al freddo e all’umido, con progressivo aumento dei volumi e con decorso progressivo.
I principali sinergici (complementari) di Baryta c. sono Antimonium tartaricum, Dulcamara, Psorinum, Silicea, Syphilinum.
USO DEL RIMEDIO
Il rimedio omeopatico Baryta carbonica si usa nei seguenti principali casi, quando i sintomi corrispondono e si associano alle caratteristiche del rimedio stesso.
1) SISTEMA NERVOSO. Ritardo dello sviluppo intellettivo nei bambini e negli adulti. Senilità precoce. Perdita di memoria. Stati depressivi degli anziani, che hanno paura di tutto e mancano di fiducia in se stessi. Vertigini collegate ad un deficit della circolazione cerebrale.
2) GHIANDOLE. Ipertrofia (aumento di volume) delle ghiandole del collo, delle ascelle, dell’inguine. Cisti sebacee. Parotite.
3) APP. CIRCOLATORIO. Palpitazioni avvertite in testa e che aumentano stando coricati sul lato sx o pensandoci. Ipertensione, per la quale Baryta c. si rivela uno dei rimedi chiave nei soggetti ultracinquantenni ed è spesso associato ad Aurum metallicum nei soggetti congestionati e pletorici, a Plumbum nei soggetti pallidi e dimagriti, oppure a Sulphur, Luesinum, Nux vomica, Kali carbonicum ed altri. Conseguenze lontane di un ictus. Arteriosclerosi e aterosclerosi.
4) GOLA. Angine di gola, faringiti, tonsilliti, gonfiore e indurimento delle ghiandole sottomascellari, delle parotidi, delle tonsille e delle adenoidi. Bambini che soffrono di tonsilliti frequenti, cioè di ipertrofia tonsillare e adenoidea con tendenza alla suppurazione: si ammalano e guariscono, ma le tonsille non si sgonfiano completamente e, al primo colpo di freddo, si riammalano.
5) APP. RESPIRATORIO. Raffreddore, tosse, raucedine, asma, dispnea. Ipertrofia delle ghiandole tracheobronchiali. Sensazione di pressione al torace. Accumuli di muco vischioso che non si riesce ad espellere.
6) TESTA. Cefalea a volte congestizia, determinata dalla vicinanza di una fonte di calore, con sensazione di cervello vagante. Cuoio capelluto sensibile al tatto e con prurito dovuto ad eruzioni crostose, sia secche che umide, specialmente nei bambini. Alopecia, soprattutto nei giovani.
7) LIPOMI. Lipomi (tumori benigni del tessuto adiposo) soprattutto alla nuca.
8) PROSTATA. Ipertrofia della prostata.
9) PELLE. Verruche.
10) APP. DIGERENTE. Ipertrofia delle ghiandole gastroenteriche. Digestione lenta. Spasmi dell’esofago con sensazione di pesantezza come di cibo bloccato. Eruttazioni e flatulenza. Intestino pigro con defecazione non regolare. Emorroidi.
DOSI
In tutti i casi, se acuti, diluizione 4CH, 3 – 5 granuli o 5 – 10 gocce ogni 3 ore; se cronici, diluizione 9 – 15 -30CH, 3 – 5 granuli o 5 – 10 gocce una volta al giorno o ad intervalli più lunghi a seconda delle situazioni.
(*) V. Note esplicative

rita dice
gent.ma dottoressa, torno a scriverLe riguardo alla situazione dello zio ottantacinquenne affetto da lièomi. Questi sono stati aspirati, ma nonostante ciò si riformano. Le chiedo se esiste una cura che eviti le recidive . grazie
Rita
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Rita, purtroppo dopo la liposuzione le recidive non possono essere completamente evitate, soprattutto quando si tratta di lipomi grandi. Come lei sa l’unico tipo di trattamento veramente risolutivo è l’intervento chirurgico. Sarebbe opportuno, vista anche l’età dello zio, che sul caso specifico si esprimesse un dermatologo. Si potrebbe rallentarne la formazione innanzitutto con un’alimentazione sana ed equilibrata, privilegiando il consumo di frutta e verdura, cereali integrali, pesce (meglio quello azzurro ricco di omega-3), carne bianca, succhi di carota o mirtilli, eliminando o riducendo drasticamente i cibi grassi e ad alto contenuto di zuccheri. Sarebbero anche utili, come già suggerito, applicazioni locali o massaggi delicati con olio di ricino. Cordiali saluti.
Giancarlo Randone dice
gentile dottoressa Della Volpe,
nel cercare note attendibili sul rimedio Baryta Carbonica, mi sono imbattuto nel suo sito e ho sentito subito il desiderio di rivolgerle un complimento sincero e genuino per il tono, l’empatia ed il rigore con i quali lei trasmette informazioni a chi gliele chiede. Mi ha fatto correre il pensiero ad un celebre detto del Figlio di Dio, riportato nel libro di Atti, capitolo 20, versetto 35: “Vi é più felicità nel dare che nel ricevere”. Riceva un saluto cordiale da Sassari, città al nord di un’isola che galleggia in mezzo al Mediterraneo, dove io opero come geometra nel campo del risparmio energetico in edilizia. Giancarlo Randone
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Giancarlo, grazie per i complimenti, davvero molto graditi. Il presente sito web, come lei ha colto, nasce con lo spirito di servizio di fornire informazioni chiare, oggettive, disinteressate e responsabili a chi vuole avvicinarsi al mondo dell’omeopatia e del naturale, o a chi già lo conosce, intendendo offrire anche attraverso le risposte ai commenti notizie e spunti utili, ragionamenti e chiavi di lettura, sia agli interessati che agli altri visitatori. Continui a visitare il sito che è in costante aggiornamento e dove potrà trovare sempre utili ed interessanti pubblicazioni, risposte comprese. Cordiali saluti.
Andrea dice
Gentile Dott.ssa,
ho un figlio di 3 anni e 4 mesi con ritardo psicomotorio in particolare del linguaggio. Da visite neuropsichiatriche è stato escluso un disturbo dello spettroautistico.
Alto, magro, scarso tono muscolare, testa piccola (nei limiti di normalità),dorme bene di notte, molto affettuoso e sorridente.
Baryta carbonica potrebbe essere compatibile con le caratteristiche di mio figlio e di aiuto per il miglioramento del linguaggio?
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Andrea, non necessariamente la scelta del rimedio omeopatico più adatto deve tener conto prioritariamente della tipologia omeopatica del soggetto o dei suoi tratti morfologici, basta solo verificare che il quadro clinico del paziente sia sovrapponibile al quadro patogenetico del rimedio. E’ vero che il biotipo somigliante ha un terreno più sensibile di altri all’azione del rimedio, però ciò non esclude affatto che il rimedio possa agire altrettanto bene anche su biotipi diversi, nei quali sia ovviamente verificata, come detto, la corrispondenza clinica – patogenesi, sia fisica che psichica. Baryta carbonica è uno dei più importanti rimedi omeopatici che viene utilizzato nel ritardo dello sviluppo intellettivo e nel ritardo mentale dei bambini. E’ anche un buon rimedio per i bambini che presentano uno sviluppo anormale sul piano fisico, che hanno cioè il fisico con qualche carenza fuori norma. Ovviamente il rimedio non può avere la pretesa di risolvere completamente la problematica, ma potrebbe aiutare a migliorare lo stato generale del soggetto, facilitando così il compito agli educatori specializzati. Per ottenere un’azione terapeutica più incisiva ed efficace, in genere Baryta carbonica viene alternato agli altri rimedi omeopatici del terreno del soggetto debilitato. A titolo informativo un altro rimedio omeopatico specializzato per sindromi analoghe è Agaricus muscarius, che viene utilizzato o associato nei bambini che hanno un’incoordinazione dei movimenti, della lingua, diversi disturbi neuromuscolari, disturbi comportamentali e che presentano un ritardo intellettuale. Le consiglio pertanto di rivolgersi ad un medico omeopata che saprà prescrivere la terapia più appropriata per il suo bambino, in sinergia con gli altri interventi terapeutici in atto. Cordiali saluti.
rita dice
Gent. Dott.ssa
ho uno zio di 85 anni ancora molto in gamba, ma è soggetto ad avere lipomi. e? comparso uno grande come un uovo sull’apice della spalla e ne ha anche dentro gli occhi. Deve sottoporsi ad intervento chirurgico oppure con le cure omeopatiche possono regredire? Grazie
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Rita, considerate le dimensioni difficilmente l’omeopatia potrà essere veramente efficace. Un aiuto potrebbe venire da applicazioni locali (esclusi gli occhi) di olio di ricino, eventualmente con bendaggio occlusivo. Cordiali saluti.
Carmela dice
Gentile Dott.ssa,
mio figlio ha compiuto da un mese 4 anni. Ha difficoltà nel linguaggio e per tale motivo abbiamo iniziato da una settimana la logopedia presso un centro, così come consigliato dal dottore.
Una mia amica farmacista mi ha raccontato di aver avuto lo stesso problema con il figlio che a 4 anni tardava ad incominciare a parlare e ha trovato un grande aiuto nel Baryta carbonica 30ch. Lei ha usato come dosaggio 2 granuli la mattina e 2 la sera da 30CH per 15 giorni e poi solo 2 granuli al giorno per altri 15 giorni. Vorrei provare anche io. E’ necessario rivolgermi al dottore? E’ giusto come dosaggio? Ci sono controindicazioni? Grazie in anticipo
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Carmela, è sempre necessario ed opportuno rivolgersi ad un medico omeopata, perché l’omeopatia è una medicina con una personalizzazione molto spinta che richiede l’esame e lo studio approfondito del paziente, l’indagine dell’anamnesi, la valutazione del quadro clinico, il vaglio della sintomatologia, sia a livello fisico che a livello psichico, la disamina dello stile di vita e la valorizzazione di tutte quelle peculiarità che rendono il soggetto unico rispetto a tutti gli altri affetti dalla stessa patologia. Per tali motivi in omeopatia le esperienze personali non sono completamente esportabili e ciascun paziente richiede la sua terapia facilmente diversa da quella di un altro, quand’anche entrambi affetti dalla stessa patologia o dallo stesso disturbo. Per terapia si intende non solo l’uso del rimedio omeopatico più somigliante, sia dal punto di vista fisico che da quello psichico, ma anche la scelta della diluizione, quella più attiva per il paziente, anch’essa strategica per il successo della cura. La diluizione deve coniugare le caratteristiche proprie del rimedio con la sensibilità e reattività individuale del paziente e con il livello d’intervento terapeutico necessario. Dopodiché ne consegue la posologia, che deve tener conto dei tempi di copertura terapeutica del rimedio. Come avrà avuto modo di rilevare leggendo l’articolo Baryta carbonica è un rimedio omeopatico che viene adoperato per i bambini che presentano problemi nella crescita, che hanno dei ritardi, dal semplice ritardo nel rendimento scolastico fino ad arrivare al ritardo mentale, che sono lenti, lenti a capire ciò che sentono e lenti ad imparare, che hanno difficoltà nel linguaggio, ecc. Baryta carbonica potrebbe facilitare il compito dei rieducatori specializzati. Però l’opportunità dell’uso del rimedio e la scelta della relativa diluizione, ripeto, è meglio che le stabilisca un medico omeopata. Anche perché il medico omeopata potrebbe ritenere di impiegare a supporto della cura omeopatica dei rimedi bioterapici, come ad es. gemmoterapici e/o organoterapici, che spesso si rivelano preziosi in situazioni analoghe ed intervenire per eventuali adattamenti in corso d’opera. Infine per quanto riguarda le controindicazioni, in genere i rimedi omeopatici non ne hanno, perché non contengono sostanze a livello ponderale ma solo a livello infinitesimale e la loro azione terapeutica consiste unicamente nello stimolare ed incanalare correttamente la capacità propria di guarigione o di regolazione dell’organismo. Cordiali saluti.
Maria dice
Buon Giorno Dottoressa, Mia figli di 36 Anni Disanile per Meningite Alletà di 20 Mesi. E anemica e con tutte le attenzione dovute. A ogni Mustuazione, perde lappetito gia molto limitato. se le do le Pastiglie del “Ferro Grad” non Mangia più. Faccio uso “dellestratto di Ginzeng coreano puro al 100%” Ma al prossimo Ciclo sono al punto di Partenza cosi e sembre Anemica Grazie Dottoressa
da parte mia e della bella Melissa.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Maria, l’omeopatia potrebbe dare un contributo per combattere l’anemia, ma solo come coadiuvante, quindi a supporto di una terapia farmacologica prescritta dal medico e di un’alimentazione appropriata. I rimedi omeopatici in tal caso potrebbero essere Aceticum acidum, Arsenicum album, China, Ferrum arsenicosum, Helleborus niger, Natrum muriaticum, Pulsatilla ed altri. Nel rispetto della “legge dei simili” su cui l’omeopatia fonda il suo principio terapeutico, il rimedio (o i rimedi) più adatto sarà quello che assomiglia di più alle caratteristiche del paziente. In diversi casi viene associato qualche gemmoterapico della fitoterapia rinnovata (o gemmoderivato, si tratta di macerati glicerici di gemme vegetali con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), come ad es. Tamarix gallica M.G. D1 gocce. Anche la fitoterapia classica potrebbe fornire il suo contributo, come ad es. i preparati erboristici a base di Urtica dioica. L’alimentazione infine assume un ruolo fondamentale ed in caso di anemia sideropenica deve vedere il consumo di cibi ricchi di ferro, meglio di ferro eme, contenuto negli alimenti di origine animale, che è di più facile assorbimento da parte dell’intestino. Ovviamente si tratta solo di ipotesi e di possibilità che comunque devono essere verificate sul caso reale, per cui le consiglio di non fare da sola e di procedere per tentativi, ma, se intende ricorrere all’omeopatia ed ai rimedi naturali, di rivolgersi ad un medico omeopata che potrà approfondire la situazione di sua figlia, esaminarne il quadro clinico generale e quindi prescrivere la terapia più adatta, secondo i corretti canoni omeopatici e medici. Cordiali saluti.
enrico dice
buongiorno dottoressa mi chiamo Enrico , la mia bimba di sette anni è soggetta a lipomi , ed il professore che la a in cura mi a confermato tale diagnosi fino alla pubertà , mi chiedevo se il baryta carbonica poteva esserle di aiuto e se è si in quale diluizione , grazie.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Enrico, per il trattamento dei lipomi in genere vengono utilizzati rimedi omeopatici ad “azione locale”, che hanno un’attività specifica nei confronti di dette formazioni, quali ad es. Crocus sativa, Cupressus lawsoniana, Lapsana communis, Phytolacca decandra, Uricum acidum. Sempre in linea del tutto generale, ai suddetti rimedi vengono associati rimedi omeopatici ad “azione generale”, che posseggono un’attività più profonda, polivalente e sistemica, quali ad es. Baryta carbonica, Calcarea carbonica, Graphites, Phosphorus, Silicea, Sulphur, Thuya, la cui scelta deve essere fatta sulla base della migliore somiglianza tra le caratteristiche del rimedio e quelle del paziente. Le diluizioni che solitamente vengono utilizzate sono quelle basse (ad es. non superiori a 7CH) per i rimedi ad azione locale, mentre saranno strettamente legate al caso personale per i rimedi ad azione generale, anche se prudenzialmente si potrebbe fare ancora uso delle basse diluizioni. E’ comunque consigliabile ed anche opportuno rivolgersi ad un medico omeopata che potrà prescrivere la terapia più adatta alla bambina (rimedi, diluizioni, posologie, tempi di cura, ecc.), secondo i corretti canoni omeopatici e medici in generale. Relativamente alla fitoterapia, un rimedio molto valido, che si rivela sempre utile e che può essere associato a qualsiasi terapia, consiste nelle applicazioni locali di olio di ricino, eventualmente con bendaggio occlusivo, da praticare una o due volte al giorno. Cordiali saluti.
Roberta dice
Spett.le Dott.ssa, mia figlia di 4 anni e mezzo, molto sveglia e vivace da circa 3 mesi, si rifiuta di fare la popo’ , non so da cosa e’ scaturito questo suo rifiuto, ho fatto delle ricerche, ma non sono venuta a nessuna conclusione. Con mio marito abbiamo provato anche una seduta dallo psicologo, l’unica cosa che e’ riuscito a consigliarci, quella di essere determinati e dettare noi le regole,essendo consapevole di essere molto coccolata e’ come se lei volesse continuamente metterci alla prova. È’ la nostra terza figlia, e la dottoressa mi ha consigliato di somministrarle barita carbonica 30 ch. Secondo lei può’ essere la giusta soluzione?
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Roberta, se il medico, visitando la bambina, le ha prescritto Baryta carbonica è perché avrà fatto le proprie valutazioni ed ha potuto stabilire quindi che il rimedio è il più adatto al caso in esame. Baryta carbonica è un importante rimedio omeopatico che si adopera proprio nei bambini che presentano difficoltà ad imparare a fare le cose, a rispettare le regole, che hanno problemi di crescita. Tra l’altro la stitichezza dei bambini, che può essere un fenomeno temporaneo, a volte è dovuta al fatto che per giocare ignorano lo stimolo il quale poi ha difficoltà a ripresentarsi su richiesta. Non manchi di informare la dottoressa di come evolve la situazione. Cordiali saluti.
Paola dice
Gent.ma dott.ssa, sono la figlia cinquantenne di una madre con inizio di demenza senile associata a ipertensione, ipercolesterolemia e diabete di tipo 2. Nonostante io non sia in sovrappeso ho glicemia vicina a 120 a digiuno e temo , vista la familiarità di andare nella stessa direzione
Vorrei prevenire otre con alimentazione con terapie naturali
Sono molto longilinea e molto veloce nell’apprendimento . Ho sempre avuto una memoria eccellente, ma ultimamente non mi vengono alcuni nomi
Cosa ne dice di plumbum met preso in prevenzione ?
La ringrazio anticipatamente
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Paola, Plumbum metallicum è uno dei rimedi omeopatici che trova indicazione proprio nel rallentamento cerebrale con perdita di memoria. E’ anche un grande rimedio dell’ipertensione arteriosa. Si presenta come un soggetto magro, pallido, taciturno, freddoloso ed a volte costipato. Se lei si ritrova essenzialmente in tali caratteristiche, allora il rimedio potrebbe essere adatto ed aiutarla anche per fare prevenzione. Diversi casi hanno tratto beneficio da un’alternanza di lungo periodo con Baryta carbonica che, come rilevabile dal presente articolo, è un valido rimedio della perdita di memoria e della senilità precoce, oltre che essere un buon rimedio geriatrico. Per il caso specifico sarebbe però meglio avvalersi di un medico omeopata. Cordiali saluti.
Virgilia dice
Gentile dottoressa, vorrei sapere se per mia madre, 76 anni, affetta da demenza vascolare, sia di qualche utilità l’assunzione di Baryta carbonica e se si in che diluizione e posologia. Si tratta di una fase avanzata della demenza (che per altro è progredita in pochi anni) in cui lei non riesce a parlare (riesce a fare una frase completa solo quando parla sotto una forte spinta emotiva), mentre si capisce bene che vorrebbe dire qualcosa e questo contribuisce ad angosciarla e deprimerla. Immagino che non si possano fare miracoli, ma almeno tentare di contrastare il decadimento continuo. Mia madre assume un farmaco antipsicotico di ultima generazione (seroquel) perché altrimenti sarebbe preda di attacchi di panico ed ansia molto forti. E’ tra l’altro una persona che ha svolto un lavoro fisicamente pesante e non avrebbe mai voluto andare in pensione (da qui è cominciato il declino), ma altrettanto pigra intellettualmente sin da bambina (poca attitudine allo studio e al ragionamento, si rifiutava proprio di applicarsi). E’ anche affetta da diabete ma non ha bisogno di insulina (assume ipoglicemizzanti orali). Grazie molte. Virgilia
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Virgilia, Baryta carbonica è un rimedio omeopatico che potrebbe dare una mano nella demenza senile, come coadiuvante e per contrastare il progredire del disturbo. Baryta carbonica è anche in generale un buon rimedio geriatrico in grado di aiutare l’anziano in molti dei guai dovuti all’età, quali ad es. l’ipertensione arteriosa dovuta all’arteriosclerosi, la depressione del soggetto anziano che ha paura di tutto e manca di fiducia in se stesso, le perdite di memoria che solitamente riguardano gli avvenimenti recenti, le vertigini che sono spesso collegate al deficit della circolazione cerebrale dovuto all’aterosclerosi ed all’artrosi cervicale. Al rimedio potrebbe essere utile associare qualche rimedio gemmoterapico della fitoterapia rinnovata (o gemmoderivato, si tratta di un macerato glicerico di gemme vegetali con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), che, oltre ad avere delle proprie attività terapeutiche, espleta un’importante azione di “drenaggio” capace di stimolare gli organi emuntori, liberare l’organismo dalle tossine e rendere lo stesso più recettivo all’azione della cura omeopatica o di qualsiasi altra terapia. Nel caso specifico si potrebbe ricorrere a gemmoterapici, entrambi in gocce, come: Alnus glutinosa (Ontano) M.G. D1 che migliora la circolazione cerebrale ed è indicato nella sclerosi cerebrale, nelle turbe circolatorie cerebrali e della memoria, negli esiti di patologie cerebrovascolari (ictus, emorragie cerebrali, rammollimento cerebrale), nei deficit cerebrali dell’anziano, nelle cefalee vasomotorie; Ginkgo biloba M.G. D1 che è indicato nel deterioramento organico del cervello da problematiche vascolari, nell’ischemia cerebrale, negli attacchi ischemici transitori (TIA), nei postumi di ictus cerebrali, nella demenza senile ed ha un sinergismo d’azione con Alnus glutinosa che potrebbe rivelarsi utile. Sarebbe però opportuno, visto anche il quadro clinico generale e l’uso di altre tipologie di farmaci, rivolgersi ad un medico omeopata che possa approfondire il caso e prescrivere una terapia più adatta alle circostanze, le cui entità terapeutiche (rimedi, diluizioni, posologie, tempi di cura, ecc.) sono strettamente personali e non generalizzabili, così come richiede la buona tecnica omeopatica. Cordiali saluti.