DESCRIZIONE
Argentum nitricum è il nitrato di argento (formula chimica AgNO3), cioè è il sale di argento dell’acido nitrico. A temperatura ambiente si presenta come una polvere cristallina incolore molto solubile in acqua ed abbastanza solubile in etanolo. Si ottiene sciogliendo l’argento metallico nell’acido nitrico e facendo evaporare la soluzione.
Il nitrato di argento è un reattivo molto usato in chimica analitica, specialmente come precipitante degli ioni cloro, bromo e iodio, ed in medicina e veterinaria per cauterizzare ferite infette, ove assume la nota forma di pietra infernale o caustico lunare (nitrato d’argento fuso con altri sali e colato in forma di bastoncini o coni di colore bianco o grigiastro). E’ altresì adoperato per produrre il materiale fotosensibile nelle pellicole fotografiche (l’alogenuro d’argento, ottenuto dalla reazione di nitrato d’argento con sali alogenuri, come il bromuro d’argento, AgBr), grazie alla proprietà che esposto alla luce solare diretta tende a decomporsi liberando argento metallico. Per lo stesso motivo in caso di contatto con la pelle, ma anche con gli indumenti, produce caratteristiche macchie scure difficili da eliminare. Il contatto con la pelle può provocare anche delle ustioni. Il nitrato d’argento viene anche utilizzato per la purificazione dell’acqua deionizzata che è molto usata nei laboratori chimici.
Il rimedio omeopatico Argentum nitricum si ottiene per triturazione del nitrato di argento con lattosio e successive diluizioni/dinamizzazioni in soluzione idroalcolica.
Per ulteriori informazioni sulla preparazione, consultare l’articolo “Rimedi omeopatici: origine” della sezione “Approfondimenti”.
CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO
Il rimedio agisce principalmente sulle mucose e sul sistema nervoso. E’ un caustico e perciò produce irritazione ed ulcerazione delle mucose che possono talvolta sanguinare (in quanto il rimedio ha anche tendenza emorragica) e suppurare. L’interessamento della pelle è un carattere secondario. Le ulcere possono comparire alla gola, alle palpebre, alla vescica, alla vagina, allo stomaco.
Il soggetto che richiede Argentum nitricum è irritabile, nervoso, ansioso, agitato, ha la sensazione che il tempo passi troppo in fretta, ha una costante frenesia, deve sempre fare qualcosa, appena si rilassa per riposare deve di nuovo alzarsi per mettersi in attività, vorrebbe aver terminato ancor prima di iniziare, cammina in fretta. E’ un tipo apprensivo ed emotivo. La sua ansia è massima quando deve recarsi in un luogo pubblico, tra la folla, a teatro, in riunioni, in chiesa, ad un appuntamento, a scuola per un’interrogazione, ad un incontro galante, a prendere il treno, ad un esame: è allora che compaiono i sintomi fisici quali emicrania, tremori agli arti inferiori, diarrea, palpitazioni. E’ cioè sensibile ad ogni minima emozione. Soffre inoltre di agorafobia (teme gli spazi aperti) e di claustrofobia (teme i luoghi chiusi). I suoi sogni sono angosciosi.
Argentum nitricum somiglia in un certo senso a Gelsemium, però mentre quest’ultimo ha paura solo al momento dell’esame, dell’incontro o dell’avvenimento, Argentum nitricum è colto da angoscia anticipatoria, cioè alcuni giorni prima dell’evento è agitato ed ansioso, teme di non riuscire ad affrontare la situazione ed a superare le difficoltà, vede tutto nero e sono scuri anche i bordi gengivali e la zona intorno alle unghie.
Il rimedio si dimostra efficacissimo nei disturbi del sistema nervoso ed in particolare nell’epilessia, quando qualche giorno prima della crisi le pupille incominciano a dilatarsi e nelle convulsioni precedute da grande agitazione.
Argentum nitricum è un tipo dall’aspetto appassito, vecchio, con gocce di sudore sul volto che è di colore bluastro, respira pesantemente ed ha un polso impercettibile. E’ triste, malinconico, confuso, nervoso, soffre di astenia (stanchezza) e di dispepsia (digerisce male e soffre di flatulenza). Argentum nitricum è il rimedio più flatulento della Materia Medica Omeopatica.
La sua nota caratteristica è la sensazione di avere una scheggia di legno o una lisca di pesce nello stomaco, nel retto o in gola durante la deglutizione (come Hepar e Nitricum acidum). Il soggetto inoltre ha desiderio di dolci, di zucchero, che però non digerisce e che aumentano la flatulenza. Ha eruttazioni violente, acidità di stomaco e diarrea. Ha nausea dopo ogni pasto e fa sforzi dolorosi per vomitare (di solito vomito e diarrea sono presenti contemporaneamente).
Argentum nitricum è il rimedio principe della gastrite e dell’ulcera gastrica, nonché delle convulsioni e dell’epilessia.
Le donne soffrono di dismenorrea (mestruazioni dolorose) e di metrorragia (perdite intermestruali) e tutti i sintomi peggiorano nel periodo mestruale. L’atto di coricarsi sul lato dx aggrava le palpitazioni. L’individuo è un congestionato e pertanto è aggravato dal calore, in estate, con il caldo del letto. Il freddo migliora alcuni sintomi, peggiora altri.
In estrema sintesi al rimedio si può attribuire l’etichetta: Argentum nitricum è il rimedio omeopatico di colui che vive male l’attesa, che prova ansia ed agitazione in vista di qualsivoglia evento, che soffre cioè di angoscia anticipatoria. Per molti autori è il rimedio delle parole che iniziano con la lettere “a” (ansia, agitazione, angoscia anticipatoria).
Argentum nitricum è anche un ottimo rimedio della sfera mentale.
Dal punto di vista terapeutico è un cosiddetto policresto, cioè è un rimedio di fondo che ha un’azione generale riequilibrante utilizzabile per curare varie patologie.
USO DEL RIMEDIO
Argentum nitricum si usa nei seguenti principali casi, quando i sintomi corrispondono e si associano alle caratteristiche del rimedio.
1) APP. GASTROINTESTINALE: gastrite (infiammazione della mucosa gastrica) e ulcera gastrica (erosione della mucosa gastrica o nei casi più gravi perforazione della parete dello stomaco). Per tali affezioni si rivela un ottimo rimedio. I sintomi sono: aerofagia con eruttazioni rumorose, violente e brucianti, che sopraggiunge subito dopo i pasti con palpitazioni, senso di gonfiore, rigurgiti acidi e dolore acuto all’epigastrio che si irradia verso la colonna vertebrale all’altezza della scapola sx, con tendenza emorragica. Il soggetto è frettoloso e mangia troppo rapidamente. Il desiderio di zuccheri o di cibi molto dolci, in particolare di cioccolato, che egli possiede è una manifestazione molto importante per la scelta del rimedio.
La “diarrea emotiva” che sopraggiunge alla vigilia di un evento è caratterizzata da feci espulse insieme ad abbondanti gas brucianti. Le feci sono verdi come gli spinaci tritati e la diarrea si manifesta soprattutto dopo aver mangiato dolci. Possono essere presenti tracce di sangue. Il soggetto ha la sensazione di avere una scheggia nello stomaco. Il rimedio è usato anche nei casi di diarrea dei lattanti nel corso della dentizione.
2) SISTEMA NERVOSO: affezioni nervose con vertigini, tremori delle mani e degli arti inferiori, convulsioni (contrazioni involontarie di alcuni muscoli volontari), paresi (diminuzione della mobilità volontaria di un distretto muscolare), perdita delle nozione del tempo (ciò che determina l’ansia) e dello spazio (ciò che determina paura, timore, agitazione, inquietudine, irritabilità, malinconia, angoscia, attacchi di panico). Per tali affezioni si rivela uno dei rimedi più importanti
In tutti i casi in cui manca la coordinazione nervosa e muscolare, come nell’epilessia (condizione cronica neurologica caratterizzata da crisi epilettiche, dovute all’iperattività di alcune cellule nervose cerebrali, i neuroni, che si manifestano con una varietà di sintomi quali brevi episodi di perdita di conoscenza e/o alterazioni sensitive, psichiche e motorie accompagnate da spasmi o da convulsioni) e nella balbuzie con aggravamento di notte o al mattino al risveglio. Anche nei casi in cui il soggetto durante il sonno è agitato ed ha soprassalti.
Argentum nitricum è altresì un magistrale rimedio mentale. Si usa ad es. per gli studenti colti da ansia e da agitazione prima di interrogazioni o di esami. In tal caso la cura con Argentum nitricum inizia nei 2 – 3 giorni antecedenti l’evento, sostituendo lo stesso con Gelsemium nel giorno dell’evento.
3) GOLA e NASO: sensazione di avere una scheggia di legno conficcata in gola quando si deglutisce; accumulo di muco nella faringe e nella laringe; ulcerazione del naso e delle tonsille con suppurazione e perdita dell’olfatto; raucedine o afonia; laringite cronica tipica dei cantanti. La laringe è il luogo di elezione del rimedio poiché il radicale argento agisce sui tessuti cartilaginei e fibrosi. La tosse è scatenata dalla sensazione di un capello o della scheggia alla gola.
4) OCCHI: congiuntivite (infiammazione della congiuntiva, che è la membrana sottile e trasparente che ricopre la parte bianca dell’occhio e la parte interna delle palpebre) con secrezione abbondante, muco-purulenta e non irritante, che incolla le palpebre tra loro; stanchezza visiva con fotofobia. I sintomi si aggravano con il calore e migliorano con applicazioni fredde e con aria fredda.
5) APP. URO-GENITALE: incontinenza urinaria, bisogno urgente di urinare con emissione di abbondante urina chiara, dolori brucianti, soprattutto durante la minzione e sensazione di avere una spina o una scheggia nel condotto urinario.
Anche nei casi di dismenorrea (mestruazioni dolorose), metrorragia (perdite intermestruali), le cui perdite ematiche spesso compaiono due settimane dopo le mestruazioni, e cervicite (infiammazione acuta o cronica della cervice uterina) con perdite vaginali di colore giallo-verdastro, a volte purulenti ed abbondanti, in genere accompagnate da dolori brucianti. Sussiste la sensazione di presenza della scheggia o della lisca.
6) PELLE: ulcere varicose (complicazioni delle vene varicose, che sono dilatazioni permanenti e patologiche di alcune vene, soprattutto delle gambe, dovute ad una perdita di tonicità delle loro pareti), verruche (piccole escrescenze della pelle, di natura benigna, causate da virus, che colpiscono prevalentemente i piedi), erisipela (infezione acuta della pelle che si manifesta con febbre e con chiazze calde, rosse, dolenti, tendenti alla diffusione, specie su braccia, gambe e volto), orticaria (infiammazione della pelle di natura allergica, caratterizzata da pomfi pruriginosi, cioè da rigonfiamenti del derma di colore rosso o bianco, tondeggianti e lisci), prurito, pelle ruvida con sensazione di avere una tela di ragno sul viso. La cute tende al colore scuro.
7) DOLORI: cefalea (il comune “mal di testa”) con la sensazione che la testa aumenti di volume; il dolore migliora fasciando strettamente la testa o con la pressione delle mani sulla testa (come Bryonia, Apis e Pulsatilla). Anche nei casi di lombalgie (dolori che colpiscono la regione lombare e sacrale), associate ad una forte debolezza alle gambe, che si manifestano o si aggravano quando ci si alza da una sedia e che migliorano stando in posizione eretta e camminando.
DOSI
◊ Nel caso 1), diluizione 30CH, 2 – 3 granuli 3 volte al dì. Iniziare la cura 2 – 3 giorni prima dell’evento. In assenza di un evento specifico e quindi di una particolare situazione emotiva, diluizione 4CH, 3 granuli inizialmente ogni 3 ore. Per gastrite ed ulcera gastrica, diluizione D4 – D6, 3 granuli o 5 – 10 gocce ogni 1 – 2 ore e poi 4 volte al dì.
◊ Nel caso 2), diluizione 15CH o 30CH secondo i casi, 3 granuli ogni 10 – 15 giorni.
◊ Nei casi 3), 4), 5) e 6), diluizione 4CH, 3 granuli ogni 3 ore e poi continuare con 3 granuli mattino e sera per un periodo piuttosto lungo, specie nei casi 5) e 6).
◊ Nel caso 7), diluizione D6, 3 granuli o 5 – 10 gocce 3 volte al dì.
(*) V. Note esplicative

Michel dice
Buongiorno, soffro di reflusso gastro-esofageo da qualche anno, dovuto ad una modesta ernia iatale (2 cm). Il problema è che interessa il muscolo cardiaco che, nei momenti di maggior intensità, attiva una fibrillazione atriale parossistica dalle conseguenze fastidiose (la testa gira, grande debolezza, rischio di svenimento, e vivo tutto con difficoltà, mi adombro, sono scontroso). Nonostante una maggiore attenzione nello stile di vita e a una dieta conseguente, non riesco a liberarmene ed anzi noto la tendenza a una maggiore ricorrenza tanto che a periodi ne soffro quasi tutti i giorni. Ho provato gli antiacidi ma, di tutta evidenza, non sono “sani” e non hanno neanche un grande effetto. Mi prescrissero tempo fa la terapia preventiva stagionale a base di Ficus Carica 1dh e Argentum Nitricum 30ch (20 gocce e 3 granuli, 3 volte al dì, lontano dai pasti), ma la abbandonai perché sembrava anzi provocare gli attacchi piuttosto che prevenirli. Un leggero sollievo, alla bisogna, ricavo dal Bianacid di Aboca ma non è la soluzione, agisce molto lentamente, talvolta appare inefficace. Che fare? Non ne posso più… Sembra un piccolo disturbo ma è estremamente limitante, almeno per me. Grazie per la sua attenzione e per una risposta.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Michel, come lei sa in omeopatia per ottenere degli effetti terapeutici occorre che il rimedio omeopatico scelto deve assomigliare il più possibile al paziente, nelle manifestazioni e nelle caratteristiche, nelle causalità e nelle modalità, sia dal punto di vista fisiologico che da quello psicologico e quanto maggiore è tale somiglianza tanto migliori saranno i risultati. E’ importante che anche il profilo psicologico trovi un adeguato riscontro, perché un disturbo come il reflusso gastroesofageo, è vero che ha una base fisiologica (nel suo caso l’ernia iatale), ma ha anche una matrice psicogena, come reazione cioè ad una condizione di forte disagio emotivo permanente. Non è possibile quindi escludere che uno stato di ansia e di stress (ed anche di depressione) possa ulteriormente stimolare le disfunzioni a livello gastrico in persone che già tendono a soffrire del reflusso, ma non si può neanche escludere che si scateni il meccanismo inverso, cioè che i sintomi del reflusso possano far peggiorare gli stati ansiosi e depressivi. Quindi il superamento delle difficoltà emotive porterà notevoli benefici anche al reflusso gastroesofageo. I rimedi omeopatici che possono essere di aiuto sono diversi e per questo la invito a consultare l’articolo “Disturbi gastrici” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, dove sono riportati i principali rimedi omeopatici che hanno un’azione elettiva sull’apparato digerente, molti dei quali sono potenzialmente indicati anche per il reflusso gastroesofageo. Però dovendo individuare i rimedi che potrebbero essere in grado di dare una mano anche alla componente psicologica, ci si potrebbe orientare su rimedi come Argentum nitricum, Arsenicum album, Calcarea carbonica, Lycopodium, Ignatia amara, Nux vomica, Phosphoricum acidum, Phosphorus, Pulsatilla. Tra questi andrebbero innanzitutto selezionati i rimedi che contemplano una sintomatologia quanto più vicina alla sua, dopo di che un’ulteriore selezione la si può fare verificando la somiglianza anche sul piano psichico. Per quest’ultimo aspetto potrebbe fare riferimento all’articolo “Ansia, Depressione, Attacchi di panico” sempre nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi” ed utilizzare le note descrittive di ciascun rimedio. Se non si riesce a coprire l’intero quadro clinico con un solo rimedio, se ne può prevedere l’uso anche più di uno. Un gemmoterapico come Ficus carica M.G. D1 in associazione alla cura omeopatica potrebbe essere senz’altro utile, perché oltre ad avere delle proprie attività terapeutiche nei confronti del reflusso gastroesofageo, espleta anche un’importante attività di “drenaggio” capace di stimolare gli organi emuntori, liberare l’organismo dalle tossine e rendere lo stesso più recettivo all’azione della cura omeopatica o di qualsiasi altra terapia. Ovviamente, come lei già sta facendo, sarebbe importante adottare uno stile di vita adeguato, come ad esempio tenere un’alimentazione semplice e sana, evitare di mangiare molto la sera, consumare possibilmente piccoli pasti più volte al giorno, masticare lentamente, limitare gli alimenti che ritardano lo svuotamento dello stomaco (cibi ricchi di grassi, cioccolato, insaccati, fritture, ecc.), ridurre il consumo di alcool, caffè, tè e spezie piccanti, abolire le bevande gassate, non masticare chewingum, bere molta acqua, ridurre l’eventuale sovrappeso, evitare l’uso di cinture o abiti troppo stretti in vita che possano aumentare la pressione addominale, dormire con la testa sollevata, ecc. Possono essere altresì molto utili diversi preparati fitoterapici, come ad esempio quelli dell’antica tradizione di cui all’articolo “Digestione facile” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”. Nonostante le sue perplessità o difficoltà incontrate, sarebbe comunque opportuno rivolgersi ad un bravo medico omeopata. Cordiali saluti.
Lukas dice
Buonasera Dott.sa, volevo avere delle informazioni. Sono un ragazzo molto ansioso, con problemi intestinali (colon irritabile e intollerante al lattosio) che mi hanmo cerato molti problemi nella mia vita sociale. Quando ho crisi non esco di casa e questo mi ha portato ad assumere su decisione di una psichiatra di assumere una terapia (paroxetina). Inoltre la mia ansia mi provoca palpitazioni, tachicardia, dolore allo stomaco e paura di avere un infarto.
Mi potrebbe per cortesia cosa potrei assumere come rimedio omeopatico?
La ringrazio embuon lavoro
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Lukas, la invito a consultare l’articolo “Ansia, Depressione, Attacchi di panico” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, dove sono riportati i principali rimedi omeopatici più frequentemente utilizzati per curare vari disturbi emotivi e dove potrà trovare molte informazioni che la potrebbero interessare. Ovviamente, così come richiede l’omeopatia con la “legge dei simili”, il rimedio omeopatico adatto sarà quello più somigliante e quanto maggiore è tale somiglianza tanto migliori saranno i risultati. Non è possibile escludere che uno stato ansioso e depressivo possa ulteriormente stimolare le disfunzioni del colon in persone che già soffrono della sindrome, ma non si può neanche escludere che si scateni il meccanismo inverso, cioè che i sintomi della sindrome possano far peggiorare gli stati ansiosi e depressivi. Quindi il superamento dell’ansia e della depressione porterà notevoli benefici anche per la sindrome del colon irritabile. Nello specifico, relativamente a tale disturbo, sarebbe opportuno annotare tutti quei cibi che provocano un peggioramento dei sintomi, per cercare di evitarli. Tra gli alimenti più a rischio, che non sono uguali per tutti, si ricordano latte, alcuni tipi di verdura (es. cavoli, carciofi, spinaci, cipolla, rucola, cetrioli, sedano), alcuni tipi di frutta (es. pesche, pere, prugne), marmellata, spezie, alcool, caffè, tè, bibite gassate. Potrebbe essere altresì utile consumare alimenti a basso contenuto di grassi, evitare i pasti abbondanti e bere molta acqua. I due grandi rimedi omeopatici più utili e più utilizzati per moltissimi disturbi gastrointestinali, anche di tipo psicosomatico, tra cui la sindrome del colon irritabile, sono Nux vomica e Ignatia amara. Sia l’uno che l’altro, come potrà verificare nell’articolo, sono utilissimi per trattare le sofferenze psichiche aventi le caratteristiche descritte nei propri profili. Se non dovesse riconoscersi completamente, i rimedi su cui optare potrebbero essere altri, preferibilmente con un’azione terapeutica anche sull’apparato gastroenterico. Inoltre alla cura omeopatica potrebbe essere utile associare qualche rimedio gemmoterapico della fitoterapia rinnovata (o gemmoderivato, si tratta di macerati glicerici di gemme di piante con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), che, oltre ad avere delle propria attività terapeutiche, espletano anche un’importante azione di “drenaggio” capace di stimolare gli organi emuntori, liberare l’organismo dalle tossine e rendere lo stesso più recettivo all’azione della cura omeopatica o di qualsiasi altra terapia. Nel caso specifico, ad esempio, si potrebbe ricorrere a un gemmoterapici come Ficus carica (Fico) M.G. D1 e/o Vaccinum vitis idaea (Mirtillo rosso) M.G. D1, entrambi indicati per il colon irritabile. Il consiglio però è di non fare da solo ma di rivolgersi ad un medico omeopata, che possa prescriverle una terapia ritagliata sul suo caso e sulla sua persona, che valuti la compatibilità con l’antidepressivo che sta utilizzando e la sua dismissione graduale, secondo i corretti canoni omeopatici e medici in generale. Cordiali saluti.
Luca dice
Per un’operazione alle vie nasali (gonfiore dei turbinati e correzione di leggera deformazione del setto) mi è stata prescritta l’assunzione, tre giorni prima dell’intervento, di una mono dose di 1 grammo di argentum nitricum. Mi può spiegare cortesemente quale può essere il motivo della prescrizione?
Grazie
Luca
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Luca, posso solo presumere che Argentum nitricum le sia stato prescritto per aiutarla a vincere la paura e la preoccupazione dell’intervento e per l’azione terapeutica che il rimedio ha sulle mucose. In omeopatia, com’è noto, ogni entità o soluzione terapeutica è legata strettamente al singolo caso personale e quindi non generalizzabile. Di tanto potrebbe chiedere conferma al medico che le ha fatto la prescrizione. Cordiali saluti.
KATIA dice
Buongiorno Gent.ma Dr.ssa,
mi sono riconosciuta molto in quanto sopra dettagliatamente spiegato infatti, soprattutto con il cambio di stagione, io soffro di pesantezza di stomaco, flautulenza aritmie sensazione di nausea soprattutto al mattino e a stomaco vuoto. La pressione è sempre bassa, talvolta ho la sensazione di svenire e la cosa migliora digerendo; anche da ragazza mi capitava di svenire dopo una forte emozione. Sono sempre di corsa, con la sensazione di non riuscire a stare dietro a tutto, il solo pensare di dover partecipare a riunioni o stare in luoghi chiusi mi angoscia e mi procura vertigi; sono sempre stata una persona “forte” di carattere che odia mostrare le proprie emozioni (si figuri cosa provo alla sola idea di svenire in pubblico); ho la dendenza a dover controllare tutto e la pretesa che tutto sia fatto come piace a me. Altra cosa “fastidiosa” e la necessità di dover cercare un bagno per urinare, magari poco e spesso. Ho fatto mille esami ma l’unica cosa emersa è una leggera neutropenia. Di solito a ridosso della situazione da affrontare uso Gelsemium ma temo non sia sufficiente. Mi conferma che Argentum potrebbe aiutarmi ? Se si mi consiglia la posologia idonea? Grazie Mille
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Katia, purtroppo non è possibile consigliare alcuna posologia perché questa, come del resto ogni altra entità terapeutica in omeopatia, è strettamente legata al singolo caso personale. Comunque dia un’occhiata agli articoli “Ansia, Depressione, Attacchi di panico” e “Disturbi gastrici” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, dove potrà trovare le informazioni che la potrebbero interessare, che hanno però solo carattere orientativo. Cordiali saluti.
Milena dice
Gentile Dott.ssa Rita della Volpe
sono una studentessa universitaria alle prese con gli ultimi esami della magistrale e, da un pò di tempo, prima di un esame o colloquio di lavoro sono agitata, ho paura di non farcela, mi sento le gambe deboli e sopraggiunge la cosiddetta “diarrea emotiva”.
Inizialmente questo stato di ansia era limitato al giorno dell’esame, mentre ora questo mix di paura timore e agitazione è massimo quando devo recarmi in un luogo pubblico, anche per una banale uscita con gli amici.
Inoltre mangio troppo rapidamente e ho spesso il desiderio di zuccheri o di cibi molto dolci, in particolare di cioccolato. Soffro di dismenorrea e durante l’attesa o l’esame ho il bisogno urgente di urinare.
Dai miei sintomi credo che Argentum nitricum sia il rimedio omeopatico da prendere ma quando lo devo assumere e per quanto tempo? Quali sono le dosi da prendere? 30 Ch 2-3 granuli per 3 volte al giorno?
La ringrazio
Milena
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Milena, da quanto descritto sembrerebbe che Argentum nitricum sia il rimedio omeopatico su misura per lei. In situazioni simili spesso viene adoperata una medio-alta diluizione, qual è appunto la 30CH, generalmente in tubo monodose. La posologia è strettamente personale, così come richiede l’omeopatia: può andare da qualche assunzione a settimana, a una a settimana, oppure a una ogni due settimane. Sarebbe però meglio ed anche opportuno affidarsi alla competenza di un medico omeopata, che possa approfondire la sua situazione e far fronte ad ogni necessità. Cordiali saluti.
Raffaele dice
Gentile Dottoressa ,
da quasi un mese dopo il distaccamento di un ponte dentale sono spuntati dei sintomi di prurito alla gengiva sotto impianti dentali il quale mi porta nervosimo, mal di testa,scariche di adrenalina sudare freddo.Sono andato dal mio dentista raccontando l’accaduto e per lui va tutto bene mi ha consigliato sciaqui col colluttorio e spazzolare ma non funziona.
Attualmente prendo magnesio supremo e fiori di bach alleviano un po’il fastidio,ma non sempre.
Grazie per la sua disponibilita’.Cordiali Saluti
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Raffaele, fermo restando quanto consigliato dal dentista, tenga presente che il rimedio omeopatico per eccellenza di tutti i traumi fisici e psichici è Arnica montana (si legga l’articolo omonimo nella stessa sezione del sito). Sarebbe però meglio affidarsi alla competenza di un medico omeopata. Cordiali saluti.
Nicho dice
Egeregia Dottoressa Rita dell Volpe,
ormai sono uno dei suoi lettori e anche “scrittori” più affezionato.
Sono quasi due mesi che uso Argentum Nitricum in quanto soffro di ansia, agitazione,
inquietudine, angoscia… attacchi di panico, insomma mi riconosco abbastanza bene nella descrizione del rimedio, aggiungendo una certa dose di sfiducia in se stesso per dirla tutta. Dopo due settimane di utilizzo della diluizione 9CH ho avuto un peggioramento della mia condizione e il mio medico curante che è anche omeopata mi ha consigliato di passare alla diluizione 15CH, 5 compresse due volte al giorno, e dopo un iniziale miglioramento adesso mi trovo di nuovo di fronte ad un aggravamento della mia condizione, come dire un periodo di crisi da alcuni giorni, anche con punte di lievi attacchi depressivi.. mi può dare un consiglio su diluizione e posologia?
Di nuovo Grazie
e Cordiali Saluti
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Nicho, lo so che lei è un affezionato lettore e “scrittore” e questo non mi può fare altro che piacere. Venendo alla sua richiesta, bisogna saper fare delle distinzioni quando, nel corso di una cura omeopatica, si avverte un peggioramento. Bisogna cioè distinguere l’aggravamento dei sintomi della malattia dall’aggravamento dello stato di salute generale. Nel primo caso potrebbe trattarsi del noto fenomeno temporaneo dell’aggravamento omeopatico, indice prognostico di percorso terapeutico favorevole, che però, attenzione, potrebbe durare anche un tempo non breve, come ad es. diversi giorni in caso di malattia cronica e che potrebbe manifestarsi anche tardivamente. Detto aggravamento omeopatico (dei sintomi da curare) per essere considerato tale deve essere innanzitutto temporaneo e poi deve essere accompagnato da un non peggioramento dello stato di salute generale o, meglio ancora, da un suo progresso. In tale situazione, trascorso il periodo temporaneo dell’aggravamento omeopatico, il rimedio potrà continuare nella sua azione di miglioramento. Se tale miglioramento dovesse tardare ad arrivare e, ripeto, è almeno presente uno status quo dei sintomi generali, allora, dando per scontata la scelta giusta del rimedio omeopatico e che quindi Argentum nitricum è il suo simillimum, è probabile che bisognerà cambiare la sua diluizione individuando quella più attiva per lei. Potrebbe essere questo il suo caso. Se invece lo stato di salute generale, fin dall’inizio della cura, ha subito un arretramento e progressivamente tende al peggioramento, allora occorrerà probabilmente cambiare completamente il rimedio omeopatico ripetendo l’analisi repertoriale. Tutto questo lavoro, ovviamente, è di pertinenza del medico omeopata. Relativamente alla posologia, tenga presente che come aumenta la diluizione di un rimedio così aumenta il tempo di copertura terapeutica, per cui le somministrazioni devono essere progressivamente allungate. Pertanto si può da andare da più somministrazioni giornaliere per le basse diluizioni (fino a 7CH), a una somministrazione giornaliera o a giorni alterni o ad alcuni giorni a settimana per le medie diluizioni (fino a 30CH), a una somministrazione a settimana fino a una al mese o più (o una tantum) per le alte diluizioni (da 60CH in poi). Ovviamente questa regola non ha valore assoluto ma solo valore orientativo e quindi potrebbe non valere per tutti, come spesso succede in omeopatia (che, ricordiamolo, è la medicina che “veste su misura”). E’ ancora compito del medico omeopata, nell’ambito dei succitati criteri, individuare la posologia più adatta al paziente (tenendo cioè conto, da un lato della capacità reattiva del paziente, come per la diluizione, e dall’altro del tempo di copertura terapeutica proprio del rimedio e con la sua diluizione). Tenga informato il suo medico omeopata di come evolvono le cose, per dargli la possibilità di valutare sempre meglio la situazione e tenga infine presente che le cure omeopatiche, quando è in gioco la componente psicologica non sono mai brevi, però i miglioramenti si avvertiranno progressivamente. Cordiali saluti.
Nicho dice
Buongiorno Dott. della Volpe,
volevo chiederle se in caso di assunzione di antibiotico, tipo augmentin, devo sospendere l’assunzione di argentum nitricum.
Volevo anche chiederle se l’assunzione di bacche di goji nello stesso periodo di assunzione di argentum n. possano creare dei problemi.
Grazie e Cordiali Saluti
Nicho
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Nicho, in genere l’assunzione di un rimedio omeopatico e di un farmaco tradizionale è sconsigliabile solo se entrambi vengono utilizzati per curare la stessa patologia, perché a soffrirne potrebbe essere il rimedio omeopatico che ha un principio terapeutico praticamente opposto a quello del farmaco tradizionale. Per quanto riguarda le bacche di Goji, queste non dovrebbero interferire. Cordiali saluti.
ENDRO dice
ho assunto come da lei indicato arsenicum album e argentum n. entrambi alla 30ch sto veramente meglio devo continuare o devo fare dei cicli
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Endro, generalmente le cure omeopatiche si continuano fino alla guarigione o al raggiungimento di un risultato soddisfacente, stabile e duraturo, senza porsi particolari limiti temporali. All’occorrenza si possono ripetere, salvo diverso parere medico. Cordiali saluti.
Nicho dice
Buonasera Dottoressa,
sto assumendo argentum nitricum 9CH da circa 10 giorni, il tubetto contiene 80 granuli; terminati i granuli devo osservare un periodo di sospensione oppure posso continuare l’assunzione? Qual’è la durata del trattamento?
Grazie e Cordiali Saluti
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Nicho, in genere una cura omeopatica si protrae finché si registrano miglioramenti o benefici, senza porsi dei limiti temporali stingenti e si conclude alla guarigione o al raggiungimento di un risultato soddisfacente, stabile e duraturo. Cordiali saluti.