Si valuta che circa il 60% della popolazione italiana soffre di disturbi gastrici dopo aver mangiato, che nella maggioranza dei casi sono occasionali o transitori e consistono essenzialmente in bruciore, acidità di stomaco, eruttazioni, flatulenza, sensazione di dolore, ecc. Le situazioni croniche in genere sottendono patologie molto più importanti ed in questi casi i disturbi aumentano di intensità e di durata, al punto da limitare o inibire le capacità lavorative e sociali delle persone che ne sono affette.
Il fenomeno ha senz’altro tra i suoi fattori predisponenti alcuni comportamenti negativi che accompagnano la nostra esistenza, quali lo stress sia fisico che emozionale, i ritmi frenetici della vita, gli stili alimentari sbagliati comportanti l’uso di cibi troppo conditi e consumati in fretta, le cattive abitudini personali come il fumo e l’alcool, l’abuso di alcune tipologie di farmaci come gli antinfiammatori, ecc.
I disturbi gastrici più comuni sono essenzialmente i seguenti.
L’aerofagia che è la difficoltà digestiva consistente nella eccessiva deglutizione di aria durante i pasti che provoca un rigonfiamento gassoso dell’addome, il più delle volte doloroso, con conseguente meteorismo e frequenti eruttazioni e flatulenze. Spesso è semplicemente la conseguenza di cattive abitudini alimentari, come l’uso eccessivo di bevande gassate, di bicarbonato e di chewingum, o il consumo troppo frettoloso dei pasti.
Il meteorismo che è l’eccessiva produzione e accumulo di gas nel tratto digestivo, più usualmente nel tratto intestinale, che causa spasmo e distensione dell’addome.
La flatulenza che è la miscela di gas intestinali rilasciata all’esterno attraverso l’ano, accompagnata solitamente da un suono caratteristico e da un odore sgradevole. Può essere la manifestazione tipica dell’aerofagia oppure essere dovuta ad un aumento dei processi fermentativi o putrefattivi, che provocano un’eccessiva sintesi di gas a livello gastrointestinale, in conseguenza dell’assunzione di alcune tipologie di alimenti o di farmaci.
L’eruttazione che è l’espulsione rumorosa, attraverso la bocca, dei gas presenti nello stomaco. Può essere una manifestazione tipica dell’aerofagia oppure essere associata ad una indigestione o ad altri disturbi gastrici.
La pirosi che è la sensazione di bruciore allo stomaco, avvertita dietro lo sterno, che si irradia verso la gola, dovuta all’eccessiva risalita dei succhi gastrici, particolarmente acidi. La sintomatologia è piuttosto comune e può essere occasionale, quando è dovuta ad es. ad una cattiva digestione, all’assunzione di alimenti irritanti o di particolari farmaci, oppure ripetitiva, quando è associata a patologie come il reflusso gastroesofageo che può avere diverse cause come l’incontinenza dello sfintere gastroesofageo, l’ernia iatale o la diminuzione del tono della muscolatura esofagea e/o gastrica. La pirosi, comunemente chiamata acidità di stomaco, il più delle volte si presenta poco dopo i pasti o a lunga distanza da questi ed è favorita da particolari posizioni come quella sdraiata che si assume durante il riposo notturno.
La dispepsia che è l’alterazione della funzione digestiva gastrica o intestinale, comunemente chiamata digestione difficile, caratterizzata da pesantezza di stomaco, sonnolenza, mal di capo dopo i pasti. Talora si presentano dolore o fastidio cronico alla parte addominale superiore o retro-sternale, aerofagia, flatulenza, pirosi gastrica, borborigmi, nausea, vomito. Può essere di natura organica, come ad es. con la gastrite acuta e cronica, o funzionale, come ad es. con l’ulcera gastrica.
La gastrite che è l’infiammazione, acuta o cronica, della mucosa dello stomaco. Spesso è causata da cattive abitudini alimentari, quali l’abuso di alcool, spezie e cibi irritanti per la mucosa gastrica. La forma acuta è caratterizzata da lesioni erosive, per cui generalmente i sintomi sono acidità, bruciore e crampi allo stomaco, nausea e vomito. La forma cronica manca della componente erosiva, per cui in genere è silente ed i sintomi sembrano quelli della cattiva digestione. Può degenerare in ulcera peptica o in patologie molto più gravi.
L’ulcera gastrica che è l’erosione della mucosa gastrica o nei casi più gravi la perforazione della parete dello stomaco. Le cause della malattia non sono completamente note. L’ipotesi più accreditata è quella di una diminuzione della resistenza della mucosa gastrica all’aggressività del succo gastrico che è particolarmente acido. Quasi sempre l’ulcera gastrica è preceduta dalla gastrite, in cui la mucosa infiammata ha una ridotta capacità di secrezione di bicarbonato nel muco protettivo. In moltissimi casi si riscontra la presenza del batterio Helicobacter pyroli al di sotto della mucosa che provoca una reazione infiammatoria e una lesione del tessuto epiteliale locale. Altri fattori predisponenti possono essere gli abusi di alcool, caffeina, fumo, grassi, farmaci ed altro, come pure la matrice genetica e particolari condizioni emotive. I sintomi sono dolore epigastrico che si vivacizza con l’assunzione di cibo, nausea, vomito, anemia sideropenica (da carenza di ferro) legata alle emorragie.
L’ulcera duodenale che è la lesione in uno o più punti della mucosa del duodeno, più frequentemente del primo tratto del duodeno e per questo è detta anche ulcera bulbare. E’ molto più frequente dell’ulcera gastrica. Anche stavolta si ritiene che la causa della malattia sia strettamente collegata ad un’ipersecrezione acida della mucosa gastrica unita ad una ridotta capacità della mucosa duodenale di secrezione di bicarbonato nel muco protettivo. I fattori predisponenti ed i sintomi sono essenzialmente gli stessi dell’ulcera gastrica, con la differenza che il dolore è sempre migliorato dall’assunzione di cibo. Si parla di ulcera gastroduodenale quando sono interessati stomaco e bulbo duodenale, cioè il tratto digerente superiore.
L’ulcera peptica è la lesione singola o multipla che colpisce oltre la mucosa e sottomucosa del tratto digerente superiore, come stomaco e bulbo duodenale, anche la seconda parte del duodeno e l’esofago, in quest’ultimo caso soprattutto in presenza di reflusso acido. Gli uomini ne sono maggiormente colpiti rispetto alle donne (rapporto 3:1). I fattori predisponenti ed i sintomi sono essenzialmente gli stessi dell’ulcera gastrica e dell’ulcera duodenale. Anche l’infezione dal batterio Helicobacter pyroli, più diffusa ove sussistono condizioni di scarsa igiene ambientale, è causa della malattia.
Per gastralgia si intende il dolore vivo all’epigastrio (regione del torace compresa tra l’estremità inferiore dello sterno e le due arcate costali), con possibile irradiazione alle zone circostanti, che solitamente è di tipo acuto, trafittivo, spastico, crampiforme. La gastralgia può essere dovuta a diverse cause, tra cui le più frequenti sono la gastrite, l’ulcera gastrica, l’ulcera duodenale, l’ulcera gastroduodenale, l’ulcera peptica.
Per trattare i vari disturbi gastrici sono validi anche molti preparati fitoterapici, come quelli consultabili agli articoli “Digestione facile” e “Digestione senza tante arie” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”.
Principali rimedi omeopatici
Abies nigra 5CH: 3 granuli 3-6 volte al dì. Dispepsia e gastrite con sensazione di avere un corpo solido a livello dell’epigastrio e di freddo allo stomaco. La gastralgia (dolore vivo all’epigastrio) compare sempre dopo aver mangiato ed è causata da abusi di tè o di tabacco. Stipsi con bruciore del retto.
Anacardium orientale 5CH: 3 granuli ogni 3 ore. Gastrite ed ulcera duodenale con sensazione di vuoto allo stomaco, di nausea e vomito. Il dolore sopraggiunge a digiuno e migliora dopo aver mangiato. La digestione è lenta e con sensazione di pienezza. Alito cattivo, gusto sgradevole, secchezza della bocca e della gola, lingua bianca e ruvida, stipsi nervosa. Miglioramento evidente e immediato di tutti i disturbi mangiando.
Antimonium crudum 4CH: 3 granuli ogni 1-3 ore. Indigestione, dispepsia, gastrite acuta con eruttazioni e dolori all’epigastrio. Colite, diarrea. E’ il rimedio della nausea, del vomito e dei disturbi digestivi in seguito ad abusi alimentari. La lingua è ricoperta da una patina bianca ed il soggetto ha una sensazione di pienezza e di avversione per qualsiasi cibo. Aggravamento con il caldo, l’acqua ed il cibo. Miglioramento all’aria aperta e con il riposo.
Argentum nitricum 6CH: 3 granuli ogni 1-3 ore. Dispepsia, gastrite, ulcera gastrica con bruciore all’epigastrio, acidità, aerofagia, reflusso gastroesofageo, flatulenza, meteorismo, fitte allo stomaco come da schegge di vetro, diarrea emotiva. Nausee dopo ogni pasto con sforzi infruttuosi di vomitare. Flatulenza eccessiva. Eruttazioni brucianti immediatamente dopo i pasti, che alleviano momentaneamente. Desiderio di cibi molto dolci, in particolare di cioccolato. E’ un rimedio utile nei casi di disturbi gastrici dovuti a tensione psichica prima di affrontare una qualsiasi difficoltà. Miglioramento con la pressione, all’aria aperta e con l’aria fredda. Aggravamento con il caldo e con l’ingestione di dolci che però il soggetto desidera.
Arsenicum album 5CH: 3 granuli 3-6 volte al dì. Dispepsia, gastrite, reflusso gastroesofageo, ulcera gastrica con dolore violento e bruciante che migliora solo con applicazioni calde. Colite, enterite acuta, emorroidi, ragadi anali. Il soggetto è agitato ed inquieto, ha senso di debolezza generale, eruttazioni frequenti e le mucose secche. Possibile desiderio di dolciumi. Il dolore allo stomaco si manifesta soprattutto dopo aver mangiato e/o durante la notte. E’ aggravato dal cibo ed ha sete di acqua fredda che però spesso vomita.
Asa foetida 6CH: 3 granuli 3-6 volte al dì. Meteorismo, dispepsia, gastrite con eruttazioni accompagnate da spasmi esofagei, forte distensione dello stomaco e dell’intestino. Peristalsi eccessiva e tendenza alla diarrea. Le eruttazioni sono continue ed esplosive. La flatulenza e le feci sono particolarmente maleodoranti. Aggravamento notturno.
Belladonna 4CH: 3 granuli ogni 3-6 ore. Gastrite e ulcera gastroduodenale con dolore violento ed improvviso. Coliti con coliche accompagnate da stitichezza. Il soggetto ha rigurgiti frequenti, senso di pienezza e di dilatazione, pirosi, nausea e voglia di vomitare soprattutto all’inizio di un pasto o all’aria aperta. Il dolore allo stomaco è aggravato dalla pressione.
Bismuthum subnitricum 5CH: 3 granuli ogni 2 ore. Gastrite, ulcera gastrica. Dolore allo stomaco con nausea dopo ogni pasto e stimolo a vomitare. Gusto amaro, bruciore con senso di riempimento e molte eruttazioni di odore putrido, borborigmi. Coliche intestinali, diarrea. I sintomi migliorano bevendo acqua fredda e peggiorano mangiando. I dolori, che si irradiano al rachide, migliorano stirandosi e piegandosi all’indietro.
Calcarea carbonica 4CH: 3 granuli da 1 a 3 volte al dì. Dispepsia, gastrite cronica, disturbi digestivi dei lattanti durante la dentizione con dermopatia. Rigurgiti acidi, reflusso gastroesofageo, nausea e vomito acido, eruttazioni rumorose e continue dopo ogni pasto, pirosi, meteorismo, dolore e senso di pressione allo stomaco anche a digiuno. Diarrea acida, coliche epatiche, calcolosi biliare. Desiderio di dolciumi.
Carbo animalis 6CH: 3 granuli ogni 3-6 ore. Pirosi, rigurgiti, crampi allo stomaco, flatulenza, gonfiore dopo i pasti, sensazione di peso anche a digiuno, atonia gastrica, dispepsia, gastrite. Disgusto verso gli alimenti grassi che non vengono digeriti. Stipsi o diarrea fetida, emorroidi.
Carbo vegetabilis 4CH: 4 granuli dopo i pasti. Gastrite, dispepsia, atonia gastrica, disturbi gastrici vari. Stitichezza o diarrea con feci fetide e sensazione di bruciore, emorroidi. Pirosi, rigurgiti, reflusso gastroesofageo, flatulenza eccessiva, meteorismo, crampi allo stomaco con bruciori, gonfiore alla parte superiore dell’addome (sopra l’ombelico), sensibilità all’epigastrio, sensazione di pressione. E’ uno dei migliori rimedi per la flatulenza. Possibile desiderio di dolciumi.
Chamomilla 5CH: 3 granuli 3 volte al dì. Dispepsia, disturbi gastrici vari, gastralgia psicogena, pirosi, rigurgiti, reflusso gastroesofageo, gonfiore addominale, flatulenza, meteorismo, coliche flatulenti molto dolorose, gastroenteriti infantili. Soggetto irritabile e nervoso, intollerante al dolore.
China 6CH: 3 granuli ogni 3-6 ore. Dispepsia, gastrite, eruttazioni, pirosi, reflusso gastroesofageo, meteorismo, flatulenza, borborigmi, gusto amaro, ipotonia gastrica, sensazione di gonfiore addominale, sensibilità all’epigastrio. Le eruttazioni e la flatulenza non danno alcun sollievo. Spesso diarree spossanti dopo ogni pasto. Desiderio di dolciumi. Peggioramento con freddo, correnti d’aria, umidità.
Hydrastis 6CH: 3 granuli ogni 3 ore. Dispepsia, gastrite, indigestione da atonia gastrica specie negli anziani. Stipsi con disturbi epatici. Lingua gialla e gonfia che mantiene l’impronta dei denti, gusto pepato. Gli alimenti quali pane e legumi provocano eruttazioni acide. Senso di debolezza e di vuoto allo stomaco costante, con sensazione di svenimento. Dolore all’ipocondrio destro.
Ignatia amara 5CH: 3 granuli 3-6 volte al dì. Disturbi gastrici in soggetti nevrotici, emotivi, malinconici, instabili. Dispepsia, aerofagia, singhiozzo, nausea, vomito, reflusso gastroesofageo. Senso di vuoto, di debolezza e crampi allo stomaco a digiuno. Coliche addominali, spasmi delle vie biliari, stipsi con stimoli inefficaci, possibile diarrea, emorroidi pruriginose. I sintomi peggiorano con il freddo, dopo il pasto, con il movimento prolungato. Migliorano con il caldo moderato, durante il pasto, con il cambio di posizione.
Iris versicolor 4CH: 3 granuli 3 volte al dì. Dispepsia, gastrite, reflusso gastroesofageo. Epatopatie, pancreatite. Bruciori violenti al tubo digerente, rigurgiti acidi, salivazione, dolori di stomaco, emicrania, vampate di calore alla testa, rossore del viso. I sintomi si presentano nei giorni di riposo lavorativo.
Kalium bichromicum 5 CH: 3 granuli ogni 3-6 ore. Dispepsia, gastrite, ulcera gastrica. Dolore trafittivo che si irradia al rachide e che migliora mangiando. Nausea, vomito e bruciore di stomaco dopo mangiato e dopo aver bevuto birra. Le eruttazioni danno sollievo. Senso di pienezza e di pressione allo stomaco.
Kalium carbonicum 6CH: 3 granuli ogni 3-6 ore. Atonia e insufficienza gastro-epatica. Dispepsia di persone anziane. Rigurgiti frequenti e acidità di stomaco con sensazione di pienezza, di pressione e di grande gonfiore all’epigastrio subito dopo i pasti, reflusso gastroesofageo. Meteorismo e flatulenza eccessiva. Ogni alimento assorbito, solido o liquido, sembra mutarsi in gas. Eruttazioni acide al mattino o dopo mezzanotte. Nausee costanti che peggiorano stando coricati e dopo ogni emozione. Bocca molto secca. Dolori che si irradiano all’inguine. Coliche flatulenti, stipsi con falsi stimoli. Possibile desiderio di dolciumi. Aggravamento con il freddo e dopo il pasto. Miglioramento con il caldo e durante la giornata.
Lycopodium 4CH: 3 granuli 2-3 volte al dì. Dispepsia, gastrite cronica, astenia gastrica, eruttazioni acide, pirosi, rigurgiti, reflusso gastroesofageo, borborigmi, meteorismo, flatulenza, gonfiore addominale maggiormente avvertito nella parte bassa dell’addome. Problemi digestivi per insufficienza epatica, stipsi spastica, emorroidi sanguinanti. Senso di sazietà e di pienezza dopo pochi bocconi, nonostante l’appetito. Desiderio di dolciumi. I cibi elaborati, le carni grasse, le cipolle, le ostriche, i crostacei, il vino sono mal tollerati. I dolori di stomaco sono migliorati dal calore del letto e di sera. Sintomi periodici.
Nitricum acidum 9CH: 3 granuli una volta al dì. Dispepsia. Gastrite. Ulcera peptica gastroduodenale con possibili sanguinamenti. Bruciori e dolori di stomaco pungenti come schegge. Dolori all’ano, ragadi anali, emorroidi estremamente dolorose. Peggioramento durante e dopo i pasti, con latte e cibi grassi, di notte. I soggetti ricchi di pigmenti sono più reattivi al rimedio.
Nux moschata 5 CH: 3 granuli 3-6 volte al dì. Dispepsia da atonia gastrica. Gastrite acuta. Gastroenterite. Flatulenza estrema, secchezza della bocca, singhiozzo, sonnolenza invincibile, assenza di sete. Sensazione di masso allo stomaco e gonfiore all’epigastrio principalmente dopo i pasti. Stipsi e diarrea si alternano.
Nux vomica 5CH: 3 granuli ogni 2-3 ore. Disturbi gastrici in soggetti irritabili con uno stile di vita contraddistinto da esagerazioni. Dispepsia, gastrite acuta o cronica, ulcera gastroduodenale su basi spastiche. Stipsi spastica, colite spastica, possibile diarrea, emorroidi sanguinanti. Eruttazioni, rigurgiti, reflusso gastroesofageo, singhiozzo, nausea, vomito, dolori e bruciori di stomaco, senso di pesantezza e di gonfiore all’epigastrio, flatulenza, meteorismo, sonnolenza dopo i pasti, lingua bianco-giallastra, alito cattivo al risveglio. Possibile desiderio di dolciumi. Aggravamento dopo i pasti.
Phosphoricum acidum 7CH: 3 granuli 3-4 volte al dì. Dispepsia da atonia gastrica in soggetti sottoposti a forte stress fisico e mentale e colpiti da depressione. Frequente sensazione di peso allo stomaco, digestione lenta, pirosi, reflusso gastroesofageo, meteorismo, diarrea indolore non debilitante. Miglioramento con il calore o dopo un breve sonno.
Phosphorus 6CH: 3 granuli ogni 3 ore. Reflusso gastroesofageo, gastrite, ulcera gastroduodenale. Senso di vuoto allo stomaco. Dolore a digiuno. Fame impellente anche di notte. Desiderio di cibo freddo che però viene vomitato. Lingua ricoperta da patina bianca. Bruciore intenso all’epigastrio accompagnato da frequenti crisi di vomito. Flatulenza e meteorismo. Stipsi e diarrea si alternano. Miglioramento temporaneo mangiando, soprattutto dopo l’assunzione di bevande fredde.
Pulsatilla 6CH: 3 granuli ogni 2-3 ore. Dispepsia e gastrite con gusto cattivo, bocca appiccicosa, assenza di sete. Epatopatie, gastroenterite. Sensazione di pienezza e di pressione all’epigastrio per lungo tempo dopo i pasti. Tendenza al vomito, lingua secca e ricoperta da una patina. Flatulenza e meteorismo. Miglioramento all’aria aperta e con il movimento. Peggioramento durante il riposo e con il calore nonostante la freddolosità che è una caratteristica.
Rauwolfia 4CH: 4 granuli 1-2 volte al dì. Dispepsia, gastrite, gastroenterite. Pirosi, sensazione di pienezza e di pressione allo stomaco dopo i pasti, inappetenza, spasmi gastrici, gusto piccante in bocca, flatulenza maleodorante. Peggioramento con il calore. Miglioramento con il movimento all’aria aperta.
Robinia pseudoacacia 5CH: 3 granuli 3-6 volte al dì. Dispepsia fermentativa. Pirosi dovuta ad una ipersecrezione di acido cloridrico, con possibili vomiti e cefalea. Eruttazioni acide, reflusso gastroesofageo, sensazione di pressione allo stomaco, coliche flatulenti. Migliora mangiando e peggiora di notte.
Sabadilla 6CH: 3 granuli 3-6 volte al dì. Indigestione, gastrite, gastroenterite. Pirosi, vomito e dolori gastrici. Periodicità dei sintomi. Peggiora all’aria fresca, con l’umidità, con il riposo e di notte. Migliora con il calore.
Sanguinaria 4CH: 3 granuli 3 volte al dì. Gastrite e reflusso gastroesofageo con tosse secca notturna. Sensazione di bruciore a stomaco ed esofago, unita a secchezza di bocca e gola, sete, nausea, aerofagia, alternanza di stipsi e diarrea. Emorroidi. La sintomatologia si completa con emicranie e ondate di calore, rossore della pelle, caratteristiche del rimedio. Miglioramenti con l’emissione di eruttazioni e gas intestinali.
Sepia 7CH: 3 granuli 3-4 volte al dì. Gastrite ed enterite. Dispepsia con flatulenza, pirosi, nausea soprattutto mattutina e all’odore di cucina. Ptosi dello stomaco che provoca sensazioni di vuoto e di stiramenti dolorosi. Gonfiore addominale con borborigmi e flatulenza. Sensazione di pesantezza pelvica a ogni movimento, sensazione di vuoto dopo l’evacuazione. Stipsi ed anche stipsi delle donne incinte. Lingua sporca. Bocca amara ed a volte con gusto di salato. Possibile desiderio di dolciumi. Può essere presente intolleranza per il latte, indigeribilità dei grassi ed a volte del pane. Fegato ingrossato, dolente, pesante e sensibile. Cistifellea dolorosa alla palpazione. Emorroidi. Stipsi con sensazione di “palla nel retto”. Peggioramento con il freddo e nel dopo pranzo.
Sulphur 7CH: 3 granuli 3-4 volte al dì. Dispepsia. Alito fetido e lingua con patina biancastra, a volte con vescicole sulla punta. Afte. Congestione epatica per stasi della circolazione portale. Fegato ingrossato. Epatopatie. Alterazione dei processi assimilativi e di disintossicazione. Flatulenza e meteorismo. Desiderio di dolciumi. Diarrea, specie mattutina, alternata a stipsi. Stipsi o evacuazioni dure, nodose e insufficienti. Infiammazione all’ano con prurito, bruciore e dolore. Emorroidi.
Sulphuricum acidum 4CH: 3 granuli 3 volte al dì. Gastrite e ulcera gastroduodenale. Debolezza di stomaco, bruciori, eruttazioni acide, reflusso gastroesofageo, alitosi. Dolori epigastrici e retrosternali. Il bruciore non migliora con il pasto. Peggioramento con il freddo umido e con bevande fredde. Miglioramento con il calore e con bevande calde. E’ il rimedio dei disturbi gastrici dovuti agli abusi di alcool.
Esperienze
Esperienza n. 1. Soggetto con dolore nella regione epatica, con digestione particolarmente difficile, ipocondriaco e sempre di cattivo umore, trattato con Nux vomica 4CH Lycopodium clavatum 4CH, assunti a giorni alterni alla dose di 4 granuli 3 volte al dì, per 2 mesi.
Esperienza n. 2. Dispepsia, bruciore e dolore di stomaco, aerofagia, eruttazioni continue ed esplosive, disturbi da meteorismo, in un soggetto caratterizzato da ansia anticipatoria, aggravato di notte e dal caldo. Si è praticato il trattamento con Argentum nitricum 6CH, alternato con Asa foetida 6CH, alla dose di 3 granuli per volta a distanza di 4 ore l’una dall’altra, per una settimana. Successivamente 3 granuli dell’uno al mattino e 3 granuli dell’altro rimedio alla sera, per 2 mesi.
Esperienza n. 3. Soggetto facilmente irritabile, stressato dal superlavoro, debole di concentrazione, affetto da pirosi, aerofagia, flatulenza, sonnolenza dopo i pasti e insonnia di notte, digestione difficile, spasmi gastrici, vertigini, cefalee congestive. E’ stato trattato con Nux vomica 4CH e Rauwolfia 4CH, 3 granuli ogni 3 ore, alternando i rimedi. Dopo 3 giorni i tempi di somministrazione sono stati portati a 6 ore per altri 3 giorni. Dopo si è passati ad un rimedio al mattino e l’altro alla sera per 2 mesi.
N.B.: le diluizioni e le posologie riportate nel presente articolo, tra le più indicate in letteratura, hanno solo carattere orientativo e non intendono, né possono, sostituire alcuna prescrizione medica. Sarà il medico omeopata a stabilire le entità terapeutiche più appropriate ed a prescrivere la cura che si lega al singolo caso (rimedi, diluizioni, posologie, tempi).
(*) V. Note esplicative e la home-page della sezione.

Luca dice
Buongiorno, vorrei chiedere un consiglio su cosa potrei assumere per ridurre fastidi legati a digestione lenta, reflusso gastrico, che spesso causano molte eruttazioni e come conseguenza anche extrasistole legate proprio a questi gonfiori addominali.
grazie mille
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Luca, nel presente articolo sono riportati i principali rimedi omeopatici che hanno un’azione elettiva sull’apparato gastrointestinale e quindi idonei a risolvere moltissimi disturbi digestivi tra cui certamente quelli che lei avverte, per cui, poiché sono tanti, ognuno con le proprie caratteristiche, non dovrebbe trovare difficoltà ad individuare il rimedio o i rimedi che contengono una sintomatologia quanto più somigliante alla sua. Tenga comunque presente che il grande rimedio omeopatico dei disturbi dell’apparato digerente, anche di natura psicosomatica, è Nux vomica, che è il rimedio più prescritto in assoluto. Potrebbe essere utile abbinare alla cura omeopatica alcuni rimedi gemmoterapici della fitoterapia rinnovata (o gemmoderivati, si tratta di macerati gligerici di gemme di piante con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), che, oltre ad avere una propria attività terapeutica, espletano anche un’importante azione di “drenaggio” capace di stimolare gli organi emuntori, liberare l’organismo dalle tossine e rendere lo stesso più recettivo all’azione della cura omeopatica o di qualsiasi altra terapia. Nel caso specifico, per regolarizzare le funzioni digestive e combattere il gonfiore addominale, si potrebbe ricorrere a gemmoterapici come Ficus carica (Fico) M.G. D1 o Vaccinum vitis idaea (Mirtillo rosso) M.G. D1. Ovviamente bisognerà aiutarsi anche con un’alimentazione adeguata, che deve essere semplice e sana, evitando le pietanze eccessivamente condite o pesanti, privilegiando i cibi ricchi di vitamine (in particolare le vitamine A, C, E e del gruppo B), limitando gli alimenti che ritardano lo svuotamento dello stomaco (cibi ricchi di grassi, cioccolato, insaccati, fritture, ecc.), riducendo il consumo di alcool, caffè, tè e spezie piccanti, abolendo le bevande gassate, ecc. Sarebbe altresì importante consumare i cibi senza fretta, masticando lentamente e a lungo, non masticare chewingum, ridurre l’eventuale sovrappeso, evitare l’uso di cinture o abiti troppo stretti in vita che possano aumentare la pressione addominale, inserire nella dieta finocchio e mela che contrastano efficacemente il gonfiore addominale ed aiutano la digestione e bere molta acqua per favorire l’eliminazione delle tossine e dei liquidi in eccesso. Inoltre potrebbe essere utile assumere qualche tisana a base di erbe a spiccata azione carminativa e anti-dispeptica, come ad es. le tisane di semi di finocchio, di anice, di zenzero, di melissa ed altre. Sarebbe anche opportuno evitare la sedentarietà che è una delle cause del senso di pienezza e di gonfiore addominale. Dia anche un’occhiata agli articoli “Digestione facile” e “Digestione senza tante arie” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici dell’antica tradizione molto validi a contrastare le problematiche digestive. Sarebbe però meglio affidarsi alla competenza di un medico omeopata. Cordiali saluti.
alessia dice
Gentile dottoressa,
dopo essere stata sottoposta a tutti gli esami più invasivi, l’esito è che i miei problemi sono principalmente legato ad uno stress mentale conseguente ad una difficile situazione familiare che mi da sensazione di schiacciamento fisico e mentale nonchè stato d’ansia e frenesia e amenorrea da oltre un anno.
Esiti gastroscopia: gastrite cronica
Esiti clisma opaco: ptosi intestino trasverso, a festone
Esiti visita gastroenterologa: nessuna peristalsi intestinale, stipsi
Esiti visita ginecologica: ovaio sx con ciste 3,5×3,5 funzionale, ovaio dx policistico, amenorrea
Esiti eco addome completo:nessuna evidenza
Non sono celiaca, non ho problemi di tiroide.
Tuttavia soffro ciclicamente di cistiti, ho fortissimi dolori alla pancia (soprattutto parte bassa a sx), bruciore di stomaco, flautulenza, gonfiore eccessivo dopo pasti anche esigui, dolori fortissimi all’addome dopo allenamenti di corsa, ritenzione idrica, eruzioni cutanee.
Soffro di fame nervosa che dopo soddisfatta mi crea dolorosi sensi di colpa.
Da un anno ho amenorrea che è stato appurato essere solo conseguenza di stress mentale.
Sto cercando di risolvere la causa di tutto ciò, ma in questa fase di avvio i sintomi si sono aggravati e non ci sono medicinali che mi diano sollievo. medicinali che, peraltro, non intendo prendere più.
Mi ritrovo molto nell’ anacardium orientalis ma soprattutto nell’argentum nitricum, che vedo consigliato in diluizione D4 D6 , 3 granuli ogni1/2h. Poi in questo forum vedo utilissimi il carbo vegetabilis e la nuxa vomica. Mi è stato consigliato, peraltro, anche metatox 1 per la fame nervosa. Tendo ad ingrassare con facilità e a mangiare male in caso di iper nervosismo, con ulteriore aumento dell’ansia.
Mi da un consiglio per tutto questo?
Grazie fin d’ora
Alessia
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Alessia, è molto probabile che la maggiore responsabilità di gran parte dei suoi sintomi, in un quadro clinico abbastanza articolato, sia da attribuire alla sua sofferenza psichica, come del resto già ipotizzato. Per la sua amenorrea però l’ovaio policistico potrebbe essere un’ulteriore concausa. Se dobbiamo pensare a dei rimedi omeopatici in grado di trattare tutto ciò, dobbiamo perciò mettere in primo piano la componente psicologica, connotata da ansia, nervosismo, stress e probabilmente da un fondo di depressione e poi verificare che ci sia la copertura, diretta o indiretta, di tutti i sintomi. Per la complessità del quadro clinico i rimedi omeopatici da individuare dovranno essere necessariamente dei policresti, ossia i grandi rimedi della materia medica omeopatica, ad azione ampia e profonda, che hanno un’attività generale riequilibrante utile a curare diverse patologie ed a coprire una vasta gamma di sintomi. Il primo rimedio omeopatico cui pensare è Nux vomica che ha, innanzitutto, un profilo psicologico molto somigliante, cioè ansia da sovraffaticamento mentale, da stress e da contrarietà, frenesia, agitazione, iperestesia, nervosismo, che nascondono una base di depressione, di astenia latente, per combattere la quale ci si rifugia ad es. negli eccessi o nei disordini alimentari, accompagnati da una fame di natura nervosa e dai successivi riflessi fisici e psichici. Inoltre Nux vomica è uno dei migliori rimedi per moltissimi disturbi dell’apparato digerente, anche di tipo psicosomatico, come ad es. gastrite, ulcere, bruciori di stomaco, dispepsia, aerofagia, flatulenza, meteorismo, gonfiore addominale, dolori e spasmi addominali (tutti aggravati nel dopo pasto), stipsi ed altro. E’ anche un valido rimedio nelle cistiti recidivanti. Per completare il quadro sintomatico si potrebbe pensare a un altro importante rimedio omeopatico come Lycopodium, dove predomina un certo nervosismo dovuto al fatto che ogni funzione rallenta, sia a livello psichico che a livello fisico e ciò lo rende un ottimo rimedio per la ritenzione idrica, l’amenorrea, le cisti ovariche, le eruzioni cutanee, la fame nervosa, oltre che per l’apparato digerente (fegato in primis, digestione difficile, gonfiore e dolore addominale specie nella parte bassa, meteorismo, stipsi che deriva da scarsa produzione biliare e da mancanza di peristalsi, ecc.) e l’apparato urinario (cistite, uretrite). Lycopodium è un rimedio che “segue bene” Nux vomica, per cui generalmente i due rimedi vengono prescritti alternati tra loro. Potrebbe essere utile associare alla cura omeopatica qualche gemmoterapico specifico (o gemmoderivato, si tratta di macerati gligerici di gemme di piante con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), che, oltre ad avere una propria attività terapeutica, espleta anche un’importante azione di “drenaggio” capace di stimolare gli organi emuntori, liberare l’organismo dalle tossine e rendere lo stesso più recettivo all’azione della cura omeopatica o di qualsiasi altra terapia. Nel caso specifico si potrebbe ricorrere a gemmoterapici come ad esempio: Juniperus communis (Ginepro) M.G. D1, che è un ottimo sostenitore della funzionalità epatica ed è altresì indicato per aerofagia, meteorismo e per esercitare un’azione regolatrice sul sistema neurovegetativo digestivo; Ficus carica (Fico) M.G. D1, che ha un tropismo elettivo per stomaco e duodeno, normalizza la secrezione del succo gastrico ed è altresì indicato per aerofagia, meteorismo e per ristabilire una fisiologica peristalsi intestinale; Vaccinum vitis idaea (Mirtillo rosso) M.G. D1, per regolarizzare il transito intestinale e per ripristinare ogni funzionalità dell’intestino; Rubus idaeus (Lampone) M.G. D1, per diversi disturbi dell’apparato genitale femminile e per l’ovaio policistico; Salix alba (Salice) M.G. D1, per l’amenorrea. Anche la fitoterapia classica potrebbe fornire il suo contributo, come ad esempio i tanti preparati fitoterapici dell’antica tradizione (ed i consigli) di cui agli articoli “Digestione facile”, “Digestione senza tante arie”, “Mai più stitichezza”, “Ok con depurativi e diuretici”, “Cistite senza più scampo” e “Per solo donne” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a consultare. Sarebbe importante associare anche uno stile di vita adeguato, come ad esempio tenere un’alimentazione semplice e sana, masticare lentamente, limitare gli alimenti che ritardano lo svuotamento dello stomaco (cibi ricchi di grassi, cioccolato, insaccati, fritture, ecc.), privilegiare i cibi ricchi di vitamine, di fibre vegetali e di minerali, ridurre il consumo di alcool, caffè, tè e spezie piccanti, abolire le bevande gassate, bere molta acqua, ecc. Sarebbe da evitare anche la sedentarietà. Ovviamente tutto quanto finora esposto richiede necessariamente la conferma e l’approvazione di un medico ed in particolare di un medico omeopata se lei intendesse seguire la strada dell’omeopatia e dei rimedi naturali. Infine le preciso che Metatox 1 è un rimedio complesso, cioè è un mix di rimedi omeopatici (o di omeopatizzati) sinergici, che non appartiene al mondo dell’omeopatia classica, bensì al mondo dell’omotossicologia, che pur avendo diversi punti di contatto con l’omeopatia, alla quale si ispira, ha però dei principi terapeutici e di scelta dei rimedi completamente differenti. Riporta come indicazioni la gestione del craving, cioè il bisogno di soddisfare un desiderio più psichico che fisico e si utilizza anche come coadiuvante negli abusi di alcool, alimenti, ecc. Cordiali saluti.
marco dice
scusate se posso permettermi l’intervento che passa oltre l’omeopatia.
Io ho risolto i miei problemi di riflusso gastrico, bruciori di stomaco e digestione difficile abolendo carni, grassi vari e diventando vegano quasi crudista.
Ho un calcolo di due cm alla cistifellea il quale è tenuto sotto controllo con lycopodium e nux vomica…
Digerisco anche le noci più ostiche senza problemi, mentre prima era un disastro. Anche la frequenza delle emicranie si è abbassata notevolmente. Penso che le cause di tanti disturbi gastro intestinali siano da ricercare innanzitutto nell’errata alimentazione.
Ma ovviamente poche persone sono disposte a fare il passo…
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Marco, le sue argomentazioni non vanno oltre l’omeopatia, ma stanno dentro all’omeopatia (o a qualsiasi altra medicina) e rispondono al buon senso. Probabilmente Lycopodium e Nux vomica, oltre a tenere sotto controllo la calcolosi biliare, la aiutano anche per il reflusso gastroesofageo, gli altri disturbi digestivi e persino per le cefalee o emicranie, atteso che tali affezioni sono tutte contenute nelle patogenesi di entrambi i rimedi. Ovviamente l’alimentazione corretta e appropriata assume un ruolo importantissimo, che da sola in alcuni casi potrebbe bastare ma che in moltissimi altri deve essere associata alla terapia che si intraprende, allo scopo di non introdurre dei fattori disturbanti e peggiorativi che possono solo pregiudicare il buon esito della cura e ostacolare la guarigione (ricordiamoci che il farmaco o il rimedio miracoloso non esiste). Analogo discorso potrà farsi più in generale per lo stile di vita. Tali indicazioni sono puntualmente fornite ai visitatori del sito con le risposte ai loro commenti su problematiche analoghe. Cordiali saluti.
Manuela dice
salve dottoressa. Ho 30 anni e sono due anni circa che soffro di dolore allo stomaco con digestione lentissima. Ho eseguito una gastroscopia dove mi hanno riscontrato ernia iatale e duodeno congesto ed edematoso. E da un ulteriore esame la cistifellea ipotonica. Cosa posso prendere per stimolare la cistifellea dato che i fastidi dipendono da essa? Grazie
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Manuela, diversi rimedi omeopatici del presente articolo potrebbero essere indicati per i suoi disturbi digestivi e molti di essi sono in grado di indurre attività colagoghe (capacità di aiutare la secrezione della bile, stimolando la cistifellea) e coleretiche (capacità di aiutare la secrezione della bile, stimolando il fegato). Ovviamente, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, il rimedio (o i rimedi) che rispecchia meglio la totalità dei sintomi del paziente sarà in grado di produrre i migliori risultati. Ad esempio per il suo caso potrebbero rivelarsi adatti rimedi come Argentum nitricum, Ignatia amara, Lycopodium, Nux vomica, Phosphorus. Ma potrebbe essere altresì utile ricorrere a qualche rimedio gemmoterapico specifico (o gemmoderivato, si tratta di macerati gligerici di gemme di piante con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), con il vantaggio di introdurre, oltre alla propria azione terapeutica, anche un’attività di drenaggio capace di stimolare gli organi emuntori, liberare l’organismo dalle tossine e rendere lo stesso più recettivo all’azione di un’eventuale cura omeopatica o di qualsiasi altra terapia. Nel caso specifico si potrebbe ricorrere, ad esempio, a un gemmoterapico come Rosmarinus officinalis M.G. D1, che ha un’attività elettiva sulla cistifellea regolarizzandone la motilità, essendo un eccellente colagogo ed anche coleretico e antispastico, la cui azione è potenziata dall’associazione con i gemmoterapici Acer campestre M.G. D1 e Fraxinus excelsior M.G. D1. Anche la fitoterapia classica potrebbe fornire il suo contributo con diversi preparati a base di piante a spiccata azione anti-dispeptica, come, ad esempio, le tisane di semi di finocchio, di anice, di zenzero, di melissa, di tarassaco, oppure i tanti preparati di cui all’articolo “Digestione facile” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a consultare. Sarebbe importante associare anche uno stile di vita adeguato, come ad esempio tenere un’alimentazione semplice e sana, evitare di mangiare molto la sera, consumare possibilmente piccoli pasti più volte al giorno, masticare lentamente, limitare gli alimenti che ritardano lo svuotamento dello stomaco (cibi ricchi di grassi, cioccolato, insaccati, fritture, ecc.) e per quanto riguarda i grassi (meglio gli omega-3) non abolirli completamente allo scopo di stimolare la contrazione e lo svuotamento della cistifellea, privilegiare le fibre vegetali, ridurre il consumo di alcool, caffè, tè e spezie piccanti, abolire le bevande gassate, bere molta acqua, ecc. Sarebbe da evitare anche la sedentarietà. Ovviamente la conferma di tutto ciò la potrà fornire solo un medico ed in particolare un medico omeopata se lei intendesse seguire la strada dell’omeopatia e dei rimedi naturali. Cordiali saluti.
Cecilia dice
Gentile dottoressa,
ho 51 anni e mi trovo da almeno 10 anni a combattere il reflusso gastroesofageo con ernia iatale. Ho provato vari rimedi, ma nessun miglioramento, anzi. Se fino a qualche anno fa il problema si presentava con la primavera e l’autunno per andare poi scomparendo durante estate ed inverno, ora ne soffro tutto l’anno. Sono stata seguita da un’omeopata iridologa che mi ha prescritto Ficus Carica TM prima dei pasti, nux vomica, oligoelementi di vario tipo anche in relazione ad altre problematiche (Manganese-Rame, alternato a Manganese-Cobalto, Litio, Zolfo…).Ho usato anche GSE Repair che mi aiutava un po’, ma non del tutto.
Ho provato sedute di agopuntura che parevano funzionare…
Cerco di seguire un’alimentazione corretta, ma anche i conservanti mi danno fastidio, quindi diventa difficile, specie in inverno, trovare il giusto equilibrio. Soffro anche di stitichezza occasionale, con problemi di evacuazione. Ho sofferto di emorroidi (operata anni fa) e a volte mi capita di perdere la pipì perché non sento lo stimolo ad urinare se non poco prima della minzione. Di notte capita di dovermi alzare per svuotare la vescica, soprattutto una decina di giorni prima del ciclo, con minzione lunga ed abbondante, cosa che di giorno invece non capita. Recentemente ho scoperto di avere un fibroma uterino intramurale di 4 cm che non mi dà sanguinamenti fra un ciclo e l’altro, ma dolore durante ovulazione e rapporti intimi.
Dato che ormai per il reflusso penso non possa più trovare altro, Le chiedo cortesemente se invece può consigliarmi qualche rimedio per ridurre il fibroma
Grazie
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Cecilia, esistono diversi rimedi omeopatici che possono essere utili nel limitare i fibromi uterini e diminuire le loro aderenze, con tutte le disfunzioni collegate, quali ad esempio, per citare i più utilizzati, Silicea, Thuya, Calcarea fluorica, Lachesis, Sepia, Aurum muriaticum natronatum, Conium maculatum, Lapis albus ed anche alcuni organoterapici come Follicolinum e Utero. Relativamente ai rimedi omeopatici la scelta dovrà ricadere sul rimedio che rispecchia al meglio la totalità dei propri sintomi, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. Molto sinteticamente: Silicea si adopera soprattutto se il flusso mestruale è abbondante e accompagnato da sensazione di freddo, l’utero è aumentato di volume e duro; Thuya se vi è la sensazione di avere qualcosa di vivo nel ventre; Calcarea fluorica se vi sono dolori addominali e/o mammelle dolenti prima delle mestruazioni e vi è miglioramento con l’acqua fredda e l’aria fresca; Lachesis se i cicli abbondanti migliorano i sintomi e vi è logorrea e intolleranza ai vestiti stretti; Sepia se l’utero è gonfio, le mestruazioni possono essere brevi e in ritardo, la ptosi uterina provoca un marcato “bearing-down” che a volte è responsabile di una lombo-sciatalgia ostinata; Aurum muriaticum natronatum se l’utero è indurito, a volte solo in una parte, le ovaie possono essere ingrossate e vi è un generale miglioramento con il tempo freddo-umido; Conium maculatum se vi sono fitte o crampi dolorosi all’addome e senso di “bearing-down”, specialmente durante le mestruazioni; Lapis albus se vi sono dolori, fitte e bruciori all’utero ed a volte mestruazioni dolorose. Sarebbe però meglio che la scelta del rimedio e la relativa cura la stabilisse un medico omeopata, al quale è sempre opportuno rivolgersi. E’ infine consigliabile adottare un’alimentazione sana ed equilibrata, con poco o senza sale, non irritante e ricca di vitamine, in particolare vitamine A, B1 e C, come pure controllare il funzionamento dell’intestino ed evitare gli esercizi fisici violenti. Cordiali saluti.
Luciano L. dice
Gentilissima Dottoressa, da alcuni mesi soffro in maniera continuativa di dolore e senso di oppressione retrosternale, di problemi eruttivi, di bisogno di deglutire come avendo un corpo estraneo in gola, di stanchezza,di feci diarroiche. Di ciò ne ho sofferto di tanto in tanto anche in passato, ma bastava attenzione all’alimentazione, eliminazione di caffè e vino e nel giro di una settimana il quadro si normalizzava. Ora invece anche con questi accorgimenti non c’è miglioramento. Da una visita recente da un otorinolaringoiatria, mi è stato diagnosticato reflusso gastrico e il bisogno di deglutire è dovuto ad una infiammazione sotto le corde vocali. Il problema dura da circa quattro mesi, è legato anche ad una situazione di stress, ma nonostante ora sia in una posizione più tranquilla e rilassata, non riesco a venirne fuori. Qualche consiglio su quale farmaco omeopatico, essendo io refrattario a quelli allopatici? Grazie
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Luciano, l’omeopatia è in grado di trattare adeguatamente il reflusso gastroesofageo ed i disturbi ad esso associati con diversi rimedi, molti dei quali possono contribuire anche a sistemare la componente nervosa, però bisogna stare attenti a scegliere il rimedio (o i rimedi) giusto perché solo quello (o quelli) che rispecchia meglio la totalità dei sintomi del paziente è in grado di esercitare un’azione curativa positiva, così come richiede il principio terapeutico della “legge dei simili”, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. Ad esempio tra i principali rimedi omeopatici del presente articolo potenzialmente indicati a ciò troviamo Argentum nitricum, Arsenicum album, Calcarea carbonica, Ignatia amara, Iris versicolor, Kalium carbonicum, Nux vomica, Phosphorus, Robinia pseudoacacia, Sanguinaria, Sulphuricum acidum. Verifichi lei, avvalendosi delle note caratteristiche che accompagnano ciascun rimedio, quale risulta essere più corrispondente. Potrebbe essere utile praticare, prima della cura omeopatica o anche congiuntamente ad essa, un’attività di drenaggio che stimoli gli organi emuntori, liberi l’organismo dalle tossine e renda lo stesso più recettivo all’azione terapeutica dei rimedi omeopatici. I drenanti che vengono generalmente utilizzati sono dei rimedi gemmoterapici (o gemmoderivati: si tratta di macerati gligerici di gemme di piante con diluizione alla prima decimale hahnemanniana) e nel caso specifico si potrebbe ricorrere, ad esempio, a un gemmoterapico come Ficus carica M.G. D1, che è un rimedio molto indicato per tutti i problemi gastrici, ha un’attività cicatrizzante sulla mucosa gastrica ed ha anche un’azione regolatrice sull’asse cortico-diencefalico come coadiuvante in una situazione di stress la cui espressione clinica è costituita da vari disturbi gastrici. Sarebbe però meglio che tali scelte le operasse un medico omeopata, al quale è sempre opportuno rivolgersi per la certezza di ricevere una terapia strettamente personale (rimedi, diluizioni, posologie, durate dei cicli di cura, ecc.), secondo i corretti canoni omeopatici e medici in generale. Sarebbe importante associare anche uno stile di vita adeguato, come ad esempio tenere un’alimentazione semplice e sana, evitare di mangiare molto la sera, consumare possibilmente piccoli pasti più volte al giorno, masticare lentamente, limitare gli alimenti che ritardano lo svuotamento dello stomaco (cibi ricchi di grassi, cioccolato, insaccati, fritture, ecc.), ridurre il consumo di alcool, caffè, tè e spezie piccanti, abolire le bevande gassate, non masticare chewingum, bere molta acqua, ridurre l’eventuale sovrappeso, smettere di fumare, evitare l’uso di cinture o abiti troppo stretti in vita che possano aumentare la pressione addominale, evitare di guidare dopo i pasti, dormire con la testa sollevata, ecc. Possono essere altresì molto utili i tanti preparati fitoterapici, come ad esempio quelli dell’antica tradizione di cui agli articoli “Digestione facile” e “Digestione senza tante arie” della sezione del sito “Rimedi della nonna”. Cordiali saluti.
tiziana dice
Buongiorno Dottoressa
sono la mamma di una ragazza di 17 anni che da 7 anni è stata diagnosticata celiaca. abbiamo seguito perfettamente la dieta tanto che dall’ ultima gastroscopia fatta per i suoi tremendi mal di stomaco che l’accompagnano per tutto il giorno,è risultata perfetta a livello inestinale con una segnalazione di gastrite che però non passa con nessun farmaco. Soprattutto dopo i pasti le si gonfia lo stomaco procurandole tanto dolore che persiste durante tutta la giornata ed ha seri problemi di stitichezza. Tutto ciò la rende molto nervosa. Lei è molto sensibile e credo somatizzi parecchio. Ormai sono troppi mesi che si continua cosi spero davvero lei ci possa aiutare.GRAZIE INFINITE
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Tiziana, i due grandi rimedi omeopatici per tutti i disturbi dell’apparato gastro-intestinale, con le relative somatizzazioni, sono Ignatia amara e Nux vomica, i quali sono senz’altro i rimedi più utilizzati in assoluto, sono dei policresti (i policresti sono gli importantissimi rimedi della materia medica omeopatica, ad azione ampia e profonda, che hanno un’attività generale riequilibrante utile a curare diverse patologie ed a coprire una vasta gamma di sintomi) e contemplano tutti i sintomi o i disturbi di sua figlia, come la gastrite ed i sintomi associati, il dolore di stomaco, il gonfiore di stomaco o addominale, il peggioramento dopo i pasti, la stitichezza, eccetera. Per l’accennata attività da policresti, generale e riequilibrante, sono anche in grado di mettere l’organismo nelle condizioni migliori per far fronte alla celiachia. Poiché i due rimedi hanno delle patogenesi molto simili relativamente all’apparato gastro-intestinale, per operare la scelta di uno dei due è utile ricorrere al loro profilo psicologico, che può essere proprio il responsabile o il corresponsabile delle somatizzazioni a carico dell’apparato stesso. In estrema sintesi (i dettagli sono consultabili agli articoli omonimi dei rimedi nella sezione del sito “Rimedi omeopatici”) in Ignatia la condizione emotiva, connotata da nervosismo, ansia e stress, è generalmente innescata da eventi traumatici, quali emozioni perturbanti, dispiaceri, delusioni, preoccupazioni, shock emotivi, ecc., tali da instaurare una situazione di instabilità emotiva passando dallo stato ansioso a quello depressivo; in Nux vomica la condizione emotiva è maggiormente connotata da nervosismo, irritabilità, ipersensibilità, sovreccitazione sia fisica che mentale, eccessi di collera, cambi di umore alla minima contrarietà e difficoltà. Il rimedio che assomiglia di più produrrà i risultati migliori, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili. Potrebbe essere utile associare un’attività di drenaggio che stimoli gli organi emuntori (in particolare intestino, fegato e reni), liberi l’organismo dalle tossine e renda lo stesso più recettivo alla cura omeopatica. Nel caso specifico di solito viene utilizzato come rimedio drenante un gemmoterapico quale ad es. Ficus carica M.G. D1 (macerato glicerico delle gemme della pianta con diluizione alla prima decimale hahnemanniana). Inoltre potrebbe essere altresì utile assumere qualche tisana a base di erbe a spiccata azione depurativa, carminativa e anti-dispeptica, come ad es. le tisane di semi di finocchio, di anice, di zenzero, di melissa ed altre. Sarebbe anche opportuno evitare la sedentarietà che è una delle cause del gonfiore addominale e della pesantezza di stomaco. Infine per quanto riguarda specificamente la stitichezza, fermo restando quanto potrà fare la cura omeopatica, dia anche un’occhiata all’articolo “Mai più stitichezza” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici dell’antica tradizione molto validi per vincere la stitichezza e per regolarizzare le funzioni intestinali. Il consiglio però è di rivolgersi ad un medico omeopata, che possa o meno confermare tutto quanto sopra, effettuare un esame di sua figlia sia dal punto di vista omeopatico che da quello medico generale, tenere conto della celiachia e prescrivere una terapia strettamente personale. Cordiali saluti.
maria dice
Buongiorno mi chiamo Maria è ho gastrite cronica pero sento solo al mattino senso di gonfiore e sazietà e mi fa anche un può male,non so cosa fare cosa devo prendere?
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Maria, un grande rimedio omeopatico che potrebbe dare risposta ai suoi sintomi è Nux vomica. Infatti Nux vomica è uno dei migliori rimedi, se non il migliore, per moltissimi disturbi dell’apparato gastro-intestinale e non a caso è il rimedio più prescritto in assoluto. E’ quindi particolarmente indicato per la gastrite, acuta o cronica, per il gonfiore di stomaco o addominale, per il dolore all’epigastrio o allo stomaco in generale, per il senso di pienezza ed altro ancora. Tra l’altro anche la modalità di manifestazione dei disturbi è rispettata, considerato che in Nux vomica i sintomi di cui in precedenza sono particolarmente presenti proprio al mattino. Ovviamente bisognerà aiutarsi tenendo anche un’alimentazione adeguata, la quale deve essere semplice e sana, evitando le pietanze eccessivamente condite o pesanti, privilegiando i cibi ricchi di vitamine (in particolare le vitamine A, C, E e del gruppo B), limitando gli alimenti che ritardano lo svuotamento dello stomaco (cibi ricchi di grassi, cioccolato, insaccati, fritture, ecc.), riducendo il consumo di alcool, caffè, tè e spezie piccanti, abolendo le bevande gassate, ecc. Sarebbe altresì importante consumare i cibi senza fretta, masticando lentamente e a lungo, non masticare chewingum, ridurre l’eventuale sovrappeso, evitare l’uso di cinture o abiti troppo stretti in vita che possano aumentare la pressione addominale, inserire nella dieta finocchio e mela che contrastano efficacemente il gonfiore addominale e bere molta acqua per favorire l’eliminazione delle tossine e dei liquidi in eccesso. Inoltre potrebbe essere utile assumere qualche tisana a base di erbe a spiccata azione carminativa e anti-dispeptica, come ad es. le tisane di semi di finocchio, di anice, di zenzero, di melissa ed altre. Sarebbe anche opportuno evitare la sedentarietà che è una delle cause del senso di pienezza e di gonfiore addominale. Cordiali saluti.
Marco dice
Buongiorno Dottoressa,
mi complimento con lei per il bellissimo sito e per la sua capacità di affrontare l’argomento omeopatia con tutti i suoi rimedi.
Le vorrei sottoporre il seguente problema.
Da anni soffro di un calcolo biliare di ca. 2cm e per fortuna, visto che mi sono sempre interessato di omeopatia, ho individuato due farmaci che mi tengono lontano dalle coliche, ossia, nux vomica e lycopodium clavatum che assumo quotidianamente sotto forma di gocce alla D3. Ritengo che le dinamizzazioni basse abbiano maggiore effetto sulle patologie fisiche mentre le alte dinamizzazioni influenzano la sfera mentale e psichica. Ma questa è solo una mia personale idea.
Le vorrei chiedere
1. Le è mai capitato un paziente che sia guarito dai calcoli? Cioè, esiste un farmaco capace di sciogliere un calcolo biliare consolidato? Qualcuno spergiura su lycopodium, ma su di me non ha avuto questo effetto.
2. Quali sono i potenziali rimedi omeopatici in caso di calcoli alla cistifellea?
3. Lei crede nella cura della Dottoressa Clark?
La ringrazio e spero di non chiedere troppo perché mi rendo conto che non dev’essere facile far fronte a tante domande.
Buona serata
Marco
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Egregio Marco, innanzitutto mi preme sottolineare, come riportato nella sezione del sito “Chi sono”, che non sono un medico, bensì una biologa studiosa e appassionata di omeopatia e di medicina naturale in generale, con particolare riguardo a fitoterapia, alimentazione, stili di vita ed altro. Prima di cercare di dare una risposta ai suoi tre quesiti, vorrei aggiungere qualche considerazione in merito all’attività terapeutica delle diluizioni omeopatiche. Com’è noto, fermo restando la corretta individuazione del rimedio omeopatico, la scelta della diluizione (bassa, media, alta) può rispondere a delle regole di riferimento (ad es. bassa diluizione: casi acuti, drenaggio, lesionale; media: casi acuti e sub-acuti, sintomi generali, funzionale; alta: casi cronici; terreno, mentale e psichismo), che però non hanno valore assoluto ma solo orientativo e quindi potrebbero non valere per tutti. Infatti la soglia di variabilità dell’attività clinica delle diluizioni può cambiare in funzione della sensibilità individuale del paziente. Ma la scelta delle diluizioni può dipendere anche dalla formazione e dalle abitudini dell’omeopata. Tant’è che certi omeopati qualificati sono prevalentemente dei “bassi diluizionisti”, mentre altri non meno qualificati sono quasi esclusivamente degli “alti diluizionisti” e poi ci sono gli omeopati altrettanto bravi che adoperano tutte le diluizioni, verificando caso per caso l’applicabilità delle regole di riferimento di cui in precedenza e individuando quindi le diluizioni più attive per il paziente. Tutto è legato alla bravura e all’esperienza del medico omeopata, alla sua capacità di osservazione, alla sua abilità nel mettere in campo la strategia terapeutica più adatta al caso in esame. L’unica regola fondamentale irrinunciabile, valida sempre e per tutti, consiste nella corretta applicazione della legge di similitudine, su cui l’omeopatia, com’è noto, basa il suo principio terapeutico. Veniamo adesso ai tre quesiti:
1) Lycopodium è certamente uno dei principali rimedi omeopatici in grado di trattare la calcolosi biliare (soprattutto con calcoli di colesterolo), innanzitutto per contrastare i dolori ed evitare le coliche, poi per impedire l’accrescimento dei calcoli. Non mi risulta che il rimedio sia dichiarato o considerato un possibile eliminatore totale di calcoli alla cistifellea, almeno in letteratura. Un’azione aggressiva su detti calcoli o comunque un’azione di maggior contenimento degli stessi è ipotizzabile aggiungendo degli organoterapici come Calcolo biliare e Cistifellea. Viene considerata altresì utile un’attività di drenaggio con un gemmoterapico come Rosmarinus officinalis, che ha un’azione elettiva sulla cistifellea, essendo un ottimo antispastico che regolarizza la motilità della cistifellea stessa. Come lei certamente saprà anche una dieta alimentare appropriata può diventare importante per ridurre i fattori di rischio per la formazione o l’accrescimento dei calcoli biliari, evitando quindi i cibi ricchi di grassi e di colesterolo (i grassi però non vanno aboliti completamente allo scopo di stimolare la contrazione e lo svuotamento della cistifellea), riducendo il consumo di sale e privilegiando le fibre vegetali. Altrettanto utile può essere un’attività fisica regolare, anche se moderata.
2) Tra gli altri rimedi omeopatici potenzialmente indicati per la calcolosi biliare troviamo Belladonna, Bryonia, Calcarea carbonica, China, Colocynthis, Nux vomica, Phosphorus. Ovviamente, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, i risultati migliori si otterranno con il rimedio (o con i rimedi) che rispecchia maggiormente la totalità dei propri sintomi.
3) Occorre sempre molta prudenza nel valutare le tante teorie e metodiche terapeutiche “innovative” che si trovano in circolazione, liberandosi anche da qualsiasi pregiudizio, ma attendendo cautelativamente i risultati di studi scientifici autorevoli e indipendenti, con evidenze cliniche ben documentate.
Grazie per i complimenti. Cordiali saluti.
emiliana dice
Gentile dottoressa le scrivo per avere un suo consiglio.
Ormai da diversi anni soffro di reflusso gastroesofageo con rigurgiti acidi, dolori addominali, alito cattivo, lingua impastata e a volte la sento come “scottata” con gusto salato o dolciastro; probabilmente soffro anche di colon irritabile perchè spesso accuso fitte dolorose al fianco destro ( più o meno all’altezza della cresta iliaca). Il sintomo che più mi sta dando fastidio è un eccesso di muco in gola nella zona del pomo d’adamo, è presente in qualsiasi momento della giornata e non riesco nè ad espellerlo nè a deglutirlo (è estremamente vischioso e spesso giallastro). Dapprima mi è stata prescritta una cura di pantoprazolo 40 mg per 40 giorni ma non ho visto alcun miglioramento. La gastroscopia ha evidenziato una leggera gastrite e la lassità del cardias; sono davvero stanca di questa situazione e vorrei tanto trovare un rimedio omeopatico che possa darmi qualche sollievo. Per facilitare il suo consiglio posso aggiungere che ho sempre la sensazione del “buco allo stomaco” e spesso finito il pasto mi trovo ad avere quasi più fame di quando ho cominciato, trovo sollievo nel mangiare a soprattutto bere bevande molto calde, quasi bollenti; mi sento bene quando sento lo stomaco davvero pieno. Per quando riguarda l’intestino soffro quotidianamente di meteorismo soprattutto dopo aver mangiato della frutta ( soprattutto le mele che amo molto) l’alvo è irregolare ma non ho mai vere e proprie scariche diarroiche.
Aspettando la sua gentile risposta la ringrazio dell’attenzione.
Dott.ssa Rita della Volpe dice
Gentile Emiliana, l’accumulo di muco in gola, ossia il catarro retro-nasale, può essere attribuito a diverse cause, come ad esempio infezioni virali o batteriche, sinusite, spasmi della muscolatura locale, alcune tipologie di farmaci, allergie, alterazione della deglutizione, ecc., ma anche al reflusso gastroesofageo. L’omeopatia che guarda più al malato e ai suoi sintomi piuttosto che alla malattia in sè, potrebbe entrare in gioco terapeuticamente con rimedi che vengono scelti essenzialmente in base alla somiglianza con la totalità dei sintomi del paziente e delle loro modalità di manifestazione. La conoscenza però della malattia consentirebbe, laddove possibile, di allontanare o limitare le cause, nonché di stabilire la migliore strategia terapeutica e di sapere i risultati ottenibili con la cura omeopatica. Un importante rimedio omeopatico che sembrerebbe in pratica dare risposta all’insieme dei suoi sintomi è Ignatia amara (si legga l’articolo omonimo nella sezione del sito “Rimedi omeopatici”). Infatti Ignatia è uno dei migliori rimedi per moltissimi disturbi dell’apparato gastrointestinale e per le somatizzazioni relative, come la malattia da reflusso gastroesofageo con tutti i sintomi associati, la sindrome del colon irritabile con le sue ripercussioni sull’alvo, la gastrite, il meteorismo, la sensazione di vuoto allo stomaco, la fame eccessiva, i dolori all’addome incisivi e acuti, ecc. Nella patogenesi del rimedio troviamo anche sintomi come gli spasmi alla muscolatura della gola, i disturbi della deglutizione, il muco in gola ed altro. Inoltre Ignatia migliora mangiando, con il calore e con le bevande calde. Infine Ignatia è anche il rimedio della “paradossalità dei sintomi”, cioè quando si manifestano dei sintomi contraddittori, sia fisici che psichici, che sfuggono a regole ben precise dettate dalla norma e ad ogni spiegazione logica. Il rimedio potrebbe essere quindi di aiuto anche per le sintomatologie atipiche o apparentemente tali. Ad esempio risulta alquanto strano che il suo meteorismo aumenta dopo aver mangiato le mele, che sono tra gli alimenti più indicati per la regolazione delle reazioni fermentative intestinali. In conclusione Ignatia amara sembrerebbe assomigliarle abbastanza e perciò potrebbe essere il rimedio omeopatico adatto a lei. Ovviamente la conferma di tutto ciò la può fornire solo un medico omeopata, al quale è sempre opportuno rivolgersi. Bisognerà aiutarsi anche tenendo uno stile di vita adeguato, come ad es. adottare un’alimentazione semplice e sana, evitare di mangiare molto la sera, masticare lentamente, limitare gli alimenti che ritardano lo svuotamento dello stomaco (cibi ricchi di grassi, cioccolato, insaccati, fritture, ecc.), ridurre il consumo di alcool, caffè, tè e spezie piccanti, abolire le bevande gassate, non masticare chewingum, bere molta acqua, ridurre l’eventuale sovrappeso, evitare l’uso di cinture o abiti troppo stretti in vita che possano aumentare la pressione addominale, ecc. Potrebbe essere altresì utile assumere qualche tisana a base di erbe a spiccata azione carminativa e anti-dispeptica, come ad es. le tisane di semi di finocchio, di anice, di zenzero, di melissa ed altre. Sarebbe anche opportuno evitare la sedentarietà. Cordiali saluti.