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Rimedi Omeopatici

Omeopatia - Rimedi della Nonna - Cure Omeopatiche

Affezioni-Rimedi

Affezioni-Rimedi  - image RIMEDI-OMEOPATICI_11 on https://rimediomeopatici.comLa presente sezione è configurata come un ricettario omeopatico: sono riportate in ordine alfabetico le AFFEZIONI più ricorrenti a ciascuna delle quali corrisponde una scheda contenente i principali RIMEDI OMEOPATICI in grado di curarla, con le relative diluizioni e dosi indicative, nonché una sintesi delle caratteristiche più significative al fine di indirizzare meglio la scelta.

Sono altresì riportate, laddove condotte, alcune esperienze di casi reali risolti positivamente.

La forma di prodotti omeopatici utilizzata nel ricettario è quella in “granuli”, che è la più pratica e la più comune.

I singoli rimedi possono essere consultati utilizzando i link associati, che rimandano alle relative schede contenute nella sezione del sito “Rimedi omeopatici”, o accedendo direttamente a queste.

In omeopatia ha senso utilizzare un ricettario solo per fronteggiare gli eventi acuti per i quali si ravvisa la necessità di effettuare un primo intervento curativo. Trattasi in genere di affezioni che possono presentarsi improvvisamente, accompagnate da fastidio, disagio, dolore, ansia e fenomeni secondari importanti quanto il principale. In questi casi si può ricorrere all’uso di rimedi selezionati solo in base al quadro sintomatologico, che pertanto hanno basse diluizioni e quindi un’azione più superficiale, per cui anche se non si ottenesse il risultato desiderato o si sbagliasse la scelta non avrebbero alcun effetto negativo a livello organico.

Appena possibile occorre rivolgersi al medico omeopata che valuterà se quanto è stato fatto può ritenersi sufficiente oppure esiste qualcosa di più profondo su cui indagare onde “personalizzare” al meglio la cura.

Infatti più volte abbiamo avuto modo di dire le cure omeopatiche, agendo secondo la Legge di Similitudine, vanno praticate con rimedi omeopatici che devono somigliare il più possibile al paziente, non solo nei sintomi fisici ma anche nelle altre caratteristiche individuali. Il principio fondamentale è che l’omeopatia è la medicina del malato più che della malattia, per cui l’approccio terapeutico è di tipo globale nel senso che viene esaminato il paziente nella sua totalità psico-fisica, considerando perciò, non solo il quadro sintomatologico, ma anche l’ambiente in cui vive, le sue pulsioni, i comportamenti, gli stili di vita, i desideri, le emozioni, ecc. ecc. Occorre tenere conto di tutti gli aspetti peculiari che rendono il soggetto unico rispetto a tutti gli altri affetti dalla stessa malattia. Non si prescinde mai dal considerare che se un organo non è funzionale, esso comunque vive in una persona, in un organismo dove fisico e mente sono fortemente legati ed è in questa struttura che va ricercata la non funzionalità.

La visita che pertanto il medico omeopata conduce diventa una sorta di investigazione tesa ad individuare ed esaminare tutti gli elementi che possono condurre ad una diagnosi corretta (processo di individualizzazione). Si parte dall’esame del quadro sintomatologico, dove diventano importanti le fasi di valorizzazione e di gerarchizzazione dei sintomi, per poi procedere alla scoperta delle altre caratteristiche individuali di cui si è detto in precedenza, mediante domande, osservazione, ascolto, storia clinica, accurata visita del paziente e quant’altro. Si va quindi verso la ricerca di qualcosa di più profondo, di quello che cioè costituisce il terreno dell’individuo, che in senso lato può essere assimilato all’eredità acquisita con la nascita, accresciuta da tutto ciò che il soggetto accumula con il suo vissuto. La malattia deve poter essere integrata nella storia complessiva dell’individuo (trascorso ereditario + vissuto) e nelle sue caratteristiche biologiche.

Si individueranno quindi in modo particolare la costituzione, che correla le caratteristiche morfologiche, fisiologiche e psicologiche dell’individuo alle sue potenzialità patologiche, il temperamento, che è strettamente legato alla costituzione e rappresenta l’insieme delle caratteristiche congenite dell’individuo sotto lo stretto controllo della psiche, il carattere, che è il modo di reagire e di formarsi dell’individuo in risposta agli stimoli esterni e la diatesi (o miasma), anch’essa legata alla costituzione, che è la modalità propria di sviluppo e di evoluzione della malattia verso la quale esiste una predisposizione acquisita o congenita.

Tra i diversi rimedi omeopatici potenzialmente in grado di curare quella malattia, sarà, quindi, possibile individuare il rimedio e quindi la cura omeopatica più adatta alla persona che ne è affetta. La scelta, cioè, deve essere fatta cercando di sovrapporre il più possibile l’insieme dei sintomi del paziente e delle altre caratteristiche individuali (di cui al processo di individualizzazione), con le caratteristiche del rimedio omeopatico. Il rimedio che si sceglie dovrà possedere una complessità di sintomi, fisici e psicologici, simili a quelli che presenta il paziente, in modo che possa diventare curativo sulla base della Legge di Similitudine (“similia similibus curantur”).

L’essenza e la straordinaria originalità dell’omeopatia è che “ogni rimedio è una persona”, capace cioè di impersonificare il malato in tutte le sue manifestazioni.

Tanto più il rimedio corrisponde al paziente, cioè tanto più è simile a lui, tanto maggiore sarà il suo effetto terapeutico. Il rimedio omeopatico perfettamente simile al paziente è chiamato simillimum, che è quello teorizzato e preferito da Hahnemann. Tale rimedio è molto personalizzato, è <<l’abito su misura>> e per questo può essere prescritto alle alte ed altissime diluizioni. La sua azione terapeutica è sistemica, profonda e veloce. La Scuola di Medicina Omeopatica Unicista, rimasta fedele al pensiero di Hahnemann, che prescrive un solo rimedio alla volta, utilizza proprio il simillimum.

In omeopatia, quindi, non esiste un farmaco generale per una determinata malattia, ma farmaci diversi per organismi diversi che ne sono affetti.

La regola, che in generale si segue nelle cure omeopatiche, è che per le malattie che si trovano nello stato acuto si assumono rimedi omeopatici a bassa diluizione (in genere fino a D8 e 5CH), la cui azione è più superficiale (sono i cosiddetti sintomatici), mentre per le malattie allo stato cronico si adoperano rimedi ad alta diluizione (in genere oltre D24 e 12CH), la cui azione è più profonda (sono i cosiddetti costituzionali o di fondo). Più grande è la sovrapponibilità di cui si è detto in precedenza, più il rimedio omeopatico si avvicina al simillimum e quindi più può essere prescritto alle alte diluizioni ed agire più in profondità.

E’ bene ricordare che la guarigione avviene seguendo un iter scandito da una legge ben precisa di eliminazione dei sintomi: dall’alto al basso, dall’interno all’esterno ed in ordine inverso rispetto alla loro apparizione. Spariranno prima i sintomi comparsi più recentemente e successivamente, con una eventuale nuova prescrizione, quelli che hanno un’origine più remota nel tempo. Il miglioramento avviene prima a livello mentale poi a livello fisico.

E’ possibile che all’inizio della cura alcuni sintomi peggiorino: si verifica cioè quello che viene chiamato l’aggravamento omeopatico. Tale aggravamento, che in genere non deve preoccupare perché del tutto naturale, è tanto più sensibile quanto più il rimedio somministrato è simile al paziente, cioè quanto più esso si avvicina al simillimum e quanto più è lungo il periodo di cura.

Può accadere, inoltre, che nel corso della cura il rimedio omeopatico prescelto debba essere sostituito, o per la comparsa di nuovi sintomi o per migliorarne e completarne l’azione (in tal caso si ricorre al complementare), oppure che debbano essere modificate la dose e/o la diluizione dello stesso. Questo si verifica soprattutto con la Scuola di Medicina Omeopatica Pluralista, che prescrive più rimedi alternati tra loro.

Per ulteriori informazioni consultare gli articoli riguardanti l’omeopatia nella sezione del sito “Approfondimenti”.

I rimedi omeopatici si assumono lontano dai pasti (in genere mezz’ora prima o due ore dopo) e non necessariamente di notte. Quelli per via orale vengono trattenuti sotto la lingua, per un minuto se sono liquidi, fino a completo scioglimento se sono granuli o globuli. Se il rimedio è stato preparato in soluzione acquosa (ad es. granuli sciolti in acqua), prima dell’assunzione occorre effettuare il travaso rapido del liquido dal contenitore di origine ad un altro contenitore idoneo per un numero pari di volte (in genere si ritengono sufficienti 20 – 30 travasi). Se invece il preparato è in gocce, occorre agitare più volte energicamente il contenitore prima dell’assunzione. Tali manovre servono per modificare la potenza del rimedio onde scongiurare o attenuare il fenomeno dell’aggravamento omeopatico prima citato. Durante la cura è bene evitare l’uso di cibi o bevande dai sapori forti, come caffè, menta, alcool, spezie piccanti, ecc.

Ribadiamo infine che per intraprendere qualsiasi terapia è assolutamente indispensabile rivolgersi al medico. Pertanto le informazioni contenute nel presente sito sono solo di carattere divulgativo e non intendono sostituirsi alle diagnosi ed alle prescrizioni del medico.

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Commenti

  1. ENDRO dice

    21/06/2014 alle 09:39

    BUOGIORNO DOTT.RESSA, STO ATTRAVERSANDO UN MOMENTO DI GRANDE STRESS MENTALE E FISICO CHE MI HA PORTATO ANCHE A DEPRESSIONE CON PAURA DELLA MORTE NON RIESCO A STARE FERMO FRENETICO E IL MIO CERVELLO MACINA MACINA SENZA RIUSCIRE A TROVARE CALMA SENTO CHE NON HO VOGLIA DI VEDERE AMICI PERCHE’ , NON HO VOGLIO DI PARLARE.
    NON VORREI RICORRERE A PSICOFARMACI CHE SI ALTRE VOLTE CHE GLI HO ASSUNTI SONO STATO MEGLIO MA SONO CONTRARIO .PUO’ PRESCRIVERMI TEMPORANEAMENTE QUALCOSA PER STARE UN POCHINO MEGLIO DALL’ANSIA E DEPRESSIONE . GRAZIE

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      22/06/2014 alle 20:17

      Egregio Endro, come ho avuto modo di informarla in precedenti risposte ai suoi commenti, i rimedi omeopatici in grado di trattare l’ansia e la depressione insieme sono diversi e solo se si individua il rimedio (o i rimedi) che rispecchia meglio la totalità dei sintomi del paziente, sia fisici che soprattutto psichici, si otterranno dei risultati positivi, altrimenti solo insuccessi. Questo è solo uno dei tanti buoni motivi per cui occorre rivolgersi ad un medico omeopata, l’unico che può fornire la migliore garanzia di risultato. Anche perché una volta individuato il rimedio, bisogna stabilire la sua diluizione, che è un’altra scelta fondamentale per definire il livello di azione terapeutica, poi c’è la posologia, l’eventuale alternanza di rimedi per coprire tutta la sintomatologia, gli eventuali adattamenti durante la cura, la durata della stessa, la verifica di compatibilità con altri farmaci, ecc. Stando alla sua attuale descrizione, se volessimo dare importanza alla paura della morte, al desiderio di solitudine, all’eccitazione mentale, allora i due principali rimedi omeopatici potenzialmente idonei potrebbero essere Argentum nitricum e Arsenicum album, che presentano però alcune differenze. In estrema sintesi, fermo restando che i dettagli sono consultabili negli articoli omonimi nella sezione del sito “Rimedi omeopatici”, in Argentum nitricum l’ansia e la depressione sono accompagnate da paura di sentirsi in pericolo, paura della morte, da insicurezza, da mente vagante su mille pensieri e sugli impegni futuri, da sensazione di mancanza di tempo; in Arsenicum album l’ansia e la depressione sono accompagnate da preoccupazione, ipocondria, da forte irrequietezza mentale, da panico, da paura delle malattie, paura della morte, tendenza alla solitudine. Potrebbe essere utile, prima di iniziare la cura omeopatica o in associazione con essa, il ricorso ad un’attività di drenaggio con un gemmoterapico come Tilia tormentosa M.G. D1, che è un macerato glicerico delle gemme della pianta alla diluizione prima decimale hahnemanniana, il quale è un ottimo tranquillante, privo di tossicità, indicato per vari stati di ipereccitabilità nervosa, ansia, stress, insonnia. Ripeto, però, che poiché la cura omeopatica potrebbe essere abbastanza laboriosa, articolata e lunga, richiedendo una vera e propria strategia terapeutica, le consiglio di rivolgersi ad un medico omeopata se vuole dare una risposta risolutiva al suo malessere emotivo. Cordiali saluti.

  2. giuseppe dice

    05/06/2014 alle 15:35

    buongiorno desideravo un informazione
    fermo restando naturalmente la cura di terreno….per la prevenzione con strptococcinum(cui per altro i sintomi mentali e psicologici sono il mio simillum)puo’ andare bene dosi uniche di 200k o è meglio fare per esempio tutto il mese di settembre un flaconcino 200k in gocce.inoltre avendolo preso l’anno scorso8per la regola della potenza ascendente)dovrei salire e fare una 1000k?
    grazie tantissimo

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      05/06/2014 alle 19:33

      Egregio Giuseppe, come lei sa in omeopatia le regole generali incontrano sempre qualche difficoltà di applicazione, non hanno valore assoluto ma solo orientativo e possono quindi non valere per tutti. Infatti, relativamente alle diluizioni omeopatiche, la soglia di variabilità dell’attività clinica delle stesse può cambiare in funzione della sensibilità individuale del paziente. Ma la scelta delle diluizioni può dipendere anche dalla formazione e dalle abitudini dell’omeopata. Tant’è che certi omeopati qualificati sono prevalentemente dei “bassi diluizionisti”, mentre altri non meno qualificati sono quasi esclusivamente degli “alti diluizionisti” e poi ci sono gli omeopati altrettanto bravi che adoperano tutte le diluizioni, individuando volta per volta quelle che si mostrano più attive per il paziente e verificando, ad esempio, l’utilità del ricorso alle potenze crescenti da lei citate. Tutto è legato alla bravura e all’esperienza del medico omeopata, alla sua capacità di osservazione, alla sua abilità nel mettere in campo la strategia terapeutica più adatta al caso in esame. L’unica regola fondamentale irrinunciabile, valida sempre e per tutti, consiste nella corretta applicazione della legge di similitudine, su cui l’omeopatia, com’è noto, basa il suo principio terapeutico. Un criterio di buon senso che però sarebbe opportuno adottare in ogni circostanza, fermo restando la corretta scelta del rimedio e la relativa fascia di diluizione, è di iniziare con le diluizioni più basse all’interno della fascia per poi eventualmente aumentarle con cautela, se i miglioramenti non progrediscono, valutandone a mano a mano gli esiti. Cordiali saluti.

  3. Luciana dice

    29/05/2014 alle 07:44

    Gentile dott.ssa,
    le scrivo per avere un consiglio. Sono in gravidanza (7+2) e sono sopraffatta dalla nausee, praticamente continue, giorno e notte. Le sarei grata se potesse indicarmi un rimedio omeopatico.
    Grazie mille, Luciana

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      29/05/2014 alle 18:07

      Gentile Luciana, i rimedi omeopatici in grado di contrastare la nausea in gravidanza sono diversi, tra i quali, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, occorrerà individuare il rimedio che rispecchia meglio la propria sintomatologia, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. Tra i rimedi omeopatici più utilizzati troviamo: Ignatia amara, per nausea di donna dall’umore mutevole, con passaggio rapido dal riso al pianto, che migliora in compagnia; Sepia, per nausea di donna malinconica, spesso dai capelli scuri; Cocculus, per nausea accompagnata da vertigini, che migliora stando sdraiate e peggiora con il movimento e con il freddo; Tabacum, per nausea accompagnata da pallore in viso e sensazione di svenimento, che migliora con l’aria fresca; Petroleum, per nausea che migliora chiudendo gli occhi o mangiando qualcosa. Anche se in genere i rimedi omeopatici, per la loro innocuità, sono tollerati in gravidanza, sarebbe opportuno acquisire il parere del medico prima del loro utilizzo. Cordiali saluti.

  4. luisa dice

    28/05/2014 alle 18:07

    Gentile dott.ssa,
    la ringrazio per la sua risposta e cortesemente le chiedo un ulteriore chiarimento. Ho notato un rialzo della pressione arteriosa, soprattutto la massima, volevo sapere se questo problema può essere imputabile all’assunzione del Ribes Nigrum e/o alla Vite Canadese. Se fosse così, c’é un modo per ovviare a questo effetto collaterale?
    Grazie infinite

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      28/05/2014 alle 19:53

      Gentile Luisa, il Ribes nigrum deve essere utilizzato con molta cautela dai pazienti che soffrono di grave ipertensione arteriosa, di patologie renali o cardiache e da quelli in trattamento con anticoagulanti, anche se il macerato glicerico D1, per la diluizione dei principi attivi, dovrebbe ridurre al minimo il rischio iatrogeno e quindi la produzione di effetti collaterali importanti. Però per prudenza, se la sua pressione arteriosa si è rialzata, sarebbe il caso di sospenderlo. Per quanto riguarda l’altro gemmoterapico, cioè la Vite canadese (sempre macerato glicerico D1), non sono segnalati effetti indesiderati. Ad ogni modo è sempre sconsigliabile intraprendere qualsiasi genere di terapia senza l’approvazione medica. Cordiali saluti.

  5. viola dice

    27/05/2014 alle 08:27

    Gentile dott.ssa,
    le riscrivo per chiederle dei consigli. Qualche settimana fa mi hanno trovato il tsh leggermente alto, (4.60) e la prolattina alta (38). Sono in cura con dei fitoterapici prescrittimi dal mio omeopata Tireoforce e T43 Converse il mio medico ha associato anche stramonium 30ch due volte al giorno 3 granuli. Tutti gli altri valori della tiroide anticorpi e t3 t4 sono normali. Non si tratta quindi di una tiroidite ma di stress e ansia che effettivamente sto provando in questo periodo di superlavoro e problemi in famiglia. A questo però è associata la diarrea mattutina che mi spossa e mi fa sentire freddo. Siccome sono una che ha sempre sofferto di colon irritabile sono molto convinta che anche i valori della tiroide siano conseguenza del malfunzionamento dell’intestino. Per correre ai ripari subito sto prendendo flor intollerance 2 fermenti che già uso da anni ma forse avrei bisogno di qualcosa altro. Prendendo tutti questi medicinali anche se omeopatici posso anche aggiungere Tormentilla della Hell? Il mio omeopata dice di si, ma io non vorrei affaticare il mio già affaticato intestino. altrimenti cosa posso fare per evitare la diarrea mattutina? Seguo già un regime alimentare molto severo, niente latte, niente caffè, niente insaccati, no alcol, niente grassi. Ma pare che nulla faccia effetto. grazie mille

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      27/05/2014 alle 18:12

      Gentile Viola, volendo evitare di aggiungere un altro farmaco, per contrastare la diarrea mattutina potrebbe utilizzare uno dei preparati naturali casalinghi dell’antica tradizione di cui all’articolo “Fermiamo la diarrea” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a consultare. Ad esempio potrebbe essere molto utile assumere frullati o succhi di mela e di carote e/o l’acqua di cottura degli stessi vegetali. Anche i decotti di cereali (come avena, frumento, orzo, segale, farro), opportunamente edulcorati, risultano essere dei rimedi molto validi nella maggioranza dei casi. Cordiali saluti.

  6. luisa dice

    23/05/2014 alle 18:07

    Gentile dott.ssa,per la mia spondilite ho iniziato una cura con la vite canadese ( macerato glicerico 1DH) assumendo 50 gocce 3 volte al giorno 10 minuti prima dei pasti. I risultati sono ottimi .
    Ho letto che sarebbe bene associare il Ribes Nigrum (macerato Glicerico 1 DH) ma non mi é chiaro il modo di assunzione. Le chiedo : il Ribes va assunto mischiato alla vite in un’unica assunzione ? e quante gocce in totale?Oppure le tre assunzioni da 50 gocce restano distinte : 2 volte la vite e 1 il Ribes?
    La ringrazio e la saluto cordialmente

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      23/05/2014 alle 20:26

      Gentile Luisa, in genere quando si adoperano più macerati glicerici la dose giornaliera consigliata di ognuno è di 50-75 gocce, da assumere in contemporanea a quelle degli altri, una sola volta al dì o da suddividere nel numero di somministrazioni giornaliere abituali. Però, se come nel suo caso i risultati finora raggiunti sono ottimi, qualsiasi cambiamento richiederebbe una riflessione. Cordiali saluti.

  7. luisa dice

    08/04/2014 alle 18:03

    Gentile dott.ssa, ho 62 anni e da quando ne avevo 20 ho cominciato a soffrire di Spondilite Anchilosante. La malattia, violentissima, negli anni mi ha provocato il blocco del rachide e delle anche (protesizzate). Nel 2011 sono stata operata di cancro al seno ed attualmente (pur senza metastasi) pratico la terapia Di Bella.Da più di un mese la Spondilite si é ripresentata ad un tallone e le cure canoniche (trans-act cerotto, Artrosilene,Feldene Fast, COefferalgan..) non hanno sortito effetti. Da due giorni ho smesso di assumere medicinali e ho cominciato a prendere l’Aloe arborescens.Il piede é molto migliorato solo che il dolore é passato alla spalla sinistra.Le vertebre cervicali compresse mi fanno irradiare un dolore lungo tutto il braccio impedendomi le minime azioni e il sonno notturno.Durante la giornata penso di avere anche un rialzo febbrile (non la misuro per non essere costretta a chiamare di nuovo il medico il quale mi prescriverebbe la Salazopirina che, in questo momento é certamente da evitare). Volevo chiederle se condivide la scelta dell’Aloe e/o se ha rimedi da suggerirmi. Un amico mi ha messo a disposizione alcuni suoi rimedi :
    belladonna 6 CH
    bryonia alba 30 ch
    arnica montana30 ch
    tox icodendron35 k
    citomix
    C’è tra questi elencati qualcuno che potrebbe fare al mio caso?
    L’aloe, sarebbe compatibile con i rimedi omeopatici ? Le cure allopatiche per il cancro, che non posso interrompere, inficierebbero sull’efficacia dei rimedi?
    La ringrazio anticipatamente e le invio cordiali saluti

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      09/04/2014 alle 09:58

      Gentile Luisa, senza ombra di dubbio l’Aloe arborescens è una pianta utilissima grazie alle numerose proprietà che possiede, quali quelle antinfiammatorie, analgesiche, riepitelizzanti, rigeneranti, antiossidanti, antisettiche, disintossicanti, stimolanti le difese dell’organismo, ecc. La gran parte delle proprietà benefiche è contenuta nel gel che si trova nella parte interna carnosa delle foglie. Tra l’altro proprio all’Aloe arborescens vengono attribuite anche proprietà antitumorali. Non dovrebbe interferire con i rimedi omeopatici ed anche questi ultimi non dovrebbero interferire con i farmaci tradizionali, anzi nella peggiore delle ipotesi potrebbe avvenire il contrario. Venendo ai rimedi omeopatici in grado di poterla aiutare, poiché sono tanti e con caratteristiche diverse, occorrerà individuare, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, il rimedio che contempla una sintomatologia quanto più possibile somigliante alla sua, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. A tal fine si dovrà tenere conto delle modalità di manifestazione dei dolori, con particolare riguardo ai loro modi di insorgenza, alla loro localizzazione, ai sintomi concomitanti, alle circostanze di aggravamento e di miglioramento, ecc. Ad esempio un importante rimedio omeopatico utilizzato per i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico, la cui sintomatologia dolorosa è molto simile a quella delle spondiloartriti, è Rhus toxicodendron dove i dolori non migliorano con il riposo oppure il riposo li peggiora e, viceversa, migliorano con il movimento (all’inizio del movimento però sono molto intensi); inoltre il rimedio agisce anche sui legamenti e sui tendini articolari; i dolori sono opprimenti e sordi ed in genere sono altresì migliorati dal calore e aggravati dal freddo o sdraiandosi sul lato dolente. Un altro importante rimedio omeopatico per i dolori articolari e muscolari è Bryonia, che ha delle modalità opposte a Rhus toxicodendron, cioè i dolori migliorano con il riposo e peggiorano con il movimento; inoltre agisce sulle sierosi articolari, per cui è anche il rimedio della sinovite; i dolori sono acuti e pungenti e sono altresì migliorati dalla pressione. Sarebbe però meglio che tale individuazione la facesse un medico omeopata, il quale, tra l’altro, allargherebbe la valutazione a un contesto più ampio tenendo conto anche della terapia che sta seguendo e delle compatibilità con la stessa, per cui sarebbe nelle condizioni di prescriverle una cura ad hoc (rimedio, diluizione, posologia, durata della cura, eventuali adattamenti in corso d’opera, ecc.), secondo i corretti canoni omeopatici e medici in generale. Cordiali saluti.

  8. Laura dice

    25/03/2014 alle 16:27

    Gentile dott.ssa ho 49 anni e mi è stata diagnosticata una infiammazione del nervo valgo. I sintomi sono quelli del rossore in volto, mal di testa lancinanti che interessano e paralizzano il lato sinistro del volto refrattari a qualsiasi trattamento antinfiammatorio, aritmie, dolori alle spalle e alle braccia, formicolio alle mani e vertigini. Le volevo chiedere, a titolo puramente indicativo, quali sono i rimedi omeopatici maggiormente usati in questo caso.
    La ringrazio anticipatamente.

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      25/03/2014 alle 18:08

      Gentile Laura, un rimedio omeopatico che contempla praticamente tutti i sintomi che lei avverte e le relative modalità di manifestazione, che sono abbastanza tipici dell’infiammazione del nervo vago, è Kalmia latifolia. Un altro importante rimedio omeopatico spesso utilizzato nel trattamento delle nevriti, cioè nei processi di natura infiammatoria o degenerativa di un nervo o di un gruppo di nervi, è Hypericum. Cordiali saluti.

  9. Mario dice

    24/03/2014 alle 16:45

    Gent.ma dott.sa della Volpe,
    Soffro dal 1998 di acufeni e ci ho convissuto bene fino a 20 giorni fa, quando mi sono aumentati a un livello poco accettabile. Sono andato a visita otorino e la diagnosi è stata la seguente:
    – idrope endolinfatica bilaterale con acufeni
    – apparato ORL indenne
    – MMTT normoconformate
    Terapia.
    -Sibellium cp 5mg: 1 cp serale per 30 gg
    -Prisma fiale: 1 fliala/die per 10 gg
    -Prisma cp: 1 cp dopo pranzo per 20 gg
    Ora io non sono per la farmacopea allopatica e vorrei qualche suggerimento di rimedio omeopatico per ridurre questi acufeni.
    Scusandomi per il disturbo La ringrazio
    e distintamente La saluto
    Mario M.

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      24/03/2014 alle 19:49

      Egregio Mario, i rimedi omeopatici più frequentemente utilizzati per il trattamento degli acufeni sono Chininum sulphuricum e Glonoinum, ma ci sarebbero anche Actaea racemosa, Kalium iodatum, Mercurius solubilis, Nux vomica, Phosphorus, Secale cornutum. Così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, la scelta dovrà ricadere sul rimedio che assomiglia di più al paziente e alla sua sintomatologia, perché quanto più è calzante tale somiglianza tanto migliori saranno i risultati. A maggior garanzia sarebbe opportuno che la suddetta scelta la effettuasse un medico omeopata. Cordiali saluti.

  10. laura dice

    06/03/2014 alle 00:51

    Dottoressa Volpe buonasera,
    ho riletto un pò le sue risposte ai miei messaggi in merito ai miei problemi riguardanti :ipotiroidismo,problemi digestivi e stitichezza , cervicale.Ho cercato di leggere un pò tutti i rimedi proposti e in merito volevo chiederle qualche delucidazione.Lo scopo infine era quello di trovare un rimedio che potesse aiutarmi per tutti i sintomi che ho a causa di questi disturbi.Come da lei consigliato ho cercato il rimedio che curasse i sintomi più vicini ai miei e che corrispondessero caratterialmente alla mia persona.Ho un’artrosi cervicale spondilosica con brachialgia, i dolori sono diffusi sia dietro al collo ma a volte anche sopra la testa e sopratutto allo stomaco.Mi alzo la mattina con sensazione di vomito (reflusso da acidi gastrici).Tali sintomi peggiorano con l’umidità quindi quando sto fuori a causa del vento o della pioggia . Tra i rimedi consigliati ho trovato più simile a me l’Hyperucum :”Il soggetto Hypericum in una prima fase è ansioso, ipersensibile” .Buono sia per i dolori (ho anche problemi di lombare) che per la cattiva digestione. Allo stesso tempo per i sintomi della digestione e della tiroide (tachicardia stitichezza , ansia e agitazione) e per caratteristiche ho considerato il Carbo vegetalis che però non può essere usato per la cervicale.Poichè vorrei incominciare a provare un solo rimedio e che copra più sintomi posso utilizzare l’Hypericum?Ho letto che questo rimedio si utilizza anche per le palpitazioni ma non so se va bene per la tachicardia (sintomo principale causato dalla tiroide assieme al reflusso).spero di non averla disturbata con tutti questi messaggi.Le auguro una buona notte.Laura

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      06/03/2014 alle 19:09

      Gentile Laura, se vogliamo cercare di sistemare contemporaneamente tutti i disturbi di cui lei soffre con un solo rimedio omeopatico, allora dobbiamo indirizzarci verso un policresto, ossia verso uno dei grandi rimedi della materia medica omeopatica. I policresti infatti sono rimedi importanti ad azione ampia e profonda, che hanno attività generali riequilibranti utili a curare diverse patologie, tant’è che hanno delle patogenesi molto ricche ed articolate, sia sul piano fisico che su quello psichico e per questo riescono a coprire una vasta gamma di sintomi. Hypericum, che è un rimedio molto specializzato sul sistema nervoso centrale e periferico, non appartiene a tale categoria. I disturbi ai quali dare una risposta sono principalmente la spondiloartrosi delle vertebre cervicali, sicuramente responsabile della brachialgia, della cefalea o emicrania ed anche della lombalgia, il reflusso gastroesofageo, che quando si trasforma in un disturbo cronico diventa la malattia da reflusso gastroesofageo, i dolori di stomaco, probabilmente attribuibili sia all’artrosi cervicale che al reflusso, la nausea, la dispepsia, la stipsi e la tachicardia, il tutto in una cornice di ipotiroidismo e, se capisco bene, anche di ansia e ipersensibilità. Inoltre sono da considerare, come note chiave importanti per la scelta del rimedio, le circostanze di nausea al mattino e di aggravamento all’aria aperta, con l’umidità, vento o pioggia. Il rimedio omeopatico policresto che interpreta praticamente tutti i disturbi che lei avverte, con le circostanze appena descritte, potrebbe essere Ignatia amara, che è uno dei più importanti rimedi omeopatici che viene frequentemente utilizzato quando bisogna trattare una grande varietà di sintomi, sia fisiologici che psicologici, molti dei quali sono anche a carattere “paradossale”, cioè che sfuggono a regole ben precise dettate dalla norma e da ogni spiegazione logica. Ignatia è il grande rimedio che agisce sul sistema nervoso con importanti riflessi su tutti gli organi ed apparati ed è quindi il rimedio dell’emotività, dell’ansia, della depressione reattiva alle difficoltà dell’esistenza (spesso dovute a emozioni perturbanti, dispiaceri, pensieri, preoccupazioni, delusioni) e delle somatizzazioni che si possono accompagnare, per cui è anche uno dei principali rimedi psicosomatici. Avendo un temperamento con una componente linfatica, che si associa alla costituzione carbonica ed avendo un’azione sulle ghiandole, tiroide compresa, il rimedio è adatto anche per l’ipotiroidismo. Inoltre si conferma la capacità di cura dei dolori alla cervicale, dei dolori alle braccia, della cefalea, della lombalgia, della nausea, dei dolori di stomaco, delle difficoltà digestive, del reflusso gastroesofageo, della stitichezza, della tachicardia. I sintomi di Ignatia peggiorano (ovviamente anche non tutti) con il freddo umido e di mattina. Sembrerebbe perciò che il rimedio corrisponda abbastanza. Verifichi lei, leggendo l’articolo “Ignatia amara” nella sezione del sito “Rimedi omeopatici”, se la somiglianza con il rimedio si riscontra almeno nelle linee essenziali. Sarebbe però meglio che tale “lavoro” lo facesse il medico omeopata, il quale potrà o meno confermare quanto detto finora. Nelle more ci si può indirizzare verso le basse diluizioni, ad es. quelle non superiori alla 7CH, che solitamente si utilizzano in ragione di 3 granuli o 15 gocce 3-6 volte al dì, salvo diverso avviso del medico. Cordiali saluti.

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