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Rimedi Omeopatici

Omeopatia - Rimedi della Nonna - Cure Omeopatiche

Affezioni-Rimedi

Affezioni-Rimedi  - image RIMEDI-OMEOPATICI_11 on https://rimediomeopatici.comLa presente sezione è configurata come un ricettario omeopatico: sono riportate in ordine alfabetico le AFFEZIONI più ricorrenti a ciascuna delle quali corrisponde una scheda contenente i principali RIMEDI OMEOPATICI in grado di curarla, con le relative diluizioni e dosi indicative, nonché una sintesi delle caratteristiche più significative al fine di indirizzare meglio la scelta.

Sono altresì riportate, laddove condotte, alcune esperienze di casi reali risolti positivamente.

La forma di prodotti omeopatici utilizzata nel ricettario è quella in “granuli”, che è la più pratica e la più comune.

I singoli rimedi possono essere consultati utilizzando i link associati, che rimandano alle relative schede contenute nella sezione del sito “Rimedi omeopatici”, o accedendo direttamente a queste.

In omeopatia ha senso utilizzare un ricettario solo per fronteggiare gli eventi acuti per i quali si ravvisa la necessità di effettuare un primo intervento curativo. Trattasi in genere di affezioni che possono presentarsi improvvisamente, accompagnate da fastidio, disagio, dolore, ansia e fenomeni secondari importanti quanto il principale. In questi casi si può ricorrere all’uso di rimedi selezionati solo in base al quadro sintomatologico, che pertanto hanno basse diluizioni e quindi un’azione più superficiale, per cui anche se non si ottenesse il risultato desiderato o si sbagliasse la scelta non avrebbero alcun effetto negativo a livello organico.

Appena possibile occorre rivolgersi al medico omeopata che valuterà se quanto è stato fatto può ritenersi sufficiente oppure esiste qualcosa di più profondo su cui indagare onde “personalizzare” al meglio la cura.

Infatti più volte abbiamo avuto modo di dire le cure omeopatiche, agendo secondo la Legge di Similitudine, vanno praticate con rimedi omeopatici che devono somigliare il più possibile al paziente, non solo nei sintomi fisici ma anche nelle altre caratteristiche individuali. Il principio fondamentale è che l’omeopatia è la medicina del malato più che della malattia, per cui l’approccio terapeutico è di tipo globale nel senso che viene esaminato il paziente nella sua totalità psico-fisica, considerando perciò, non solo il quadro sintomatologico, ma anche l’ambiente in cui vive, le sue pulsioni, i comportamenti, gli stili di vita, i desideri, le emozioni, ecc. ecc. Occorre tenere conto di tutti gli aspetti peculiari che rendono il soggetto unico rispetto a tutti gli altri affetti dalla stessa malattia. Non si prescinde mai dal considerare che se un organo non è funzionale, esso comunque vive in una persona, in un organismo dove fisico e mente sono fortemente legati ed è in questa struttura che va ricercata la non funzionalità.

La visita che pertanto il medico omeopata conduce diventa una sorta di investigazione tesa ad individuare ed esaminare tutti gli elementi che possono condurre ad una diagnosi corretta (processo di individualizzazione). Si parte dall’esame del quadro sintomatologico, dove diventano importanti le fasi di valorizzazione e di gerarchizzazione dei sintomi, per poi procedere alla scoperta delle altre caratteristiche individuali di cui si è detto in precedenza, mediante domande, osservazione, ascolto, storia clinica, accurata visita del paziente e quant’altro. Si va quindi verso la ricerca di qualcosa di più profondo, di quello che cioè costituisce il terreno dell’individuo, che in senso lato può essere assimilato all’eredità acquisita con la nascita, accresciuta da tutto ciò che il soggetto accumula con il suo vissuto. La malattia deve poter essere integrata nella storia complessiva dell’individuo (trascorso ereditario + vissuto) e nelle sue caratteristiche biologiche.

Si individueranno quindi in modo particolare la costituzione, che correla le caratteristiche morfologiche, fisiologiche e psicologiche dell’individuo alle sue potenzialità patologiche, il temperamento, che è strettamente legato alla costituzione e rappresenta l’insieme delle caratteristiche congenite dell’individuo sotto lo stretto controllo della psiche, il carattere, che è il modo di reagire e di formarsi dell’individuo in risposta agli stimoli esterni e la diatesi (o miasma), anch’essa legata alla costituzione, che è la modalità propria di sviluppo e di evoluzione della malattia verso la quale esiste una predisposizione acquisita o congenita.

Tra i diversi rimedi omeopatici potenzialmente in grado di curare quella malattia, sarà, quindi, possibile individuare il rimedio e quindi la cura omeopatica più adatta alla persona che ne è affetta. La scelta, cioè, deve essere fatta cercando di sovrapporre il più possibile l’insieme dei sintomi del paziente e delle altre caratteristiche individuali (di cui al processo di individualizzazione), con le caratteristiche del rimedio omeopatico. Il rimedio che si sceglie dovrà possedere una complessità di sintomi, fisici e psicologici, simili a quelli che presenta il paziente, in modo che possa diventare curativo sulla base della Legge di Similitudine (“similia similibus curantur”).

L’essenza e la straordinaria originalità dell’omeopatia è che “ogni rimedio è una persona”, capace cioè di impersonificare il malato in tutte le sue manifestazioni.

Tanto più il rimedio corrisponde al paziente, cioè tanto più è simile a lui, tanto maggiore sarà il suo effetto terapeutico. Il rimedio omeopatico perfettamente simile al paziente è chiamato simillimum, che è quello teorizzato e preferito da Hahnemann. Tale rimedio è molto personalizzato, è <<l’abito su misura>> e per questo può essere prescritto alle alte ed altissime diluizioni. La sua azione terapeutica è sistemica, profonda e veloce. La Scuola di Medicina Omeopatica Unicista, rimasta fedele al pensiero di Hahnemann, che prescrive un solo rimedio alla volta, utilizza proprio il simillimum.

In omeopatia, quindi, non esiste un farmaco generale per una determinata malattia, ma farmaci diversi per organismi diversi che ne sono affetti.

La regola, che in generale si segue nelle cure omeopatiche, è che per le malattie che si trovano nello stato acuto si assumono rimedi omeopatici a bassa diluizione (in genere fino a D8 e 5CH), la cui azione è più superficiale (sono i cosiddetti sintomatici), mentre per le malattie allo stato cronico si adoperano rimedi ad alta diluizione (in genere oltre D24 e 12CH), la cui azione è più profonda (sono i cosiddetti costituzionali o di fondo). Più grande è la sovrapponibilità di cui si è detto in precedenza, più il rimedio omeopatico si avvicina al simillimum e quindi più può essere prescritto alle alte diluizioni ed agire più in profondità.

E’ bene ricordare che la guarigione avviene seguendo un iter scandito da una legge ben precisa di eliminazione dei sintomi: dall’alto al basso, dall’interno all’esterno ed in ordine inverso rispetto alla loro apparizione. Spariranno prima i sintomi comparsi più recentemente e successivamente, con una eventuale nuova prescrizione, quelli che hanno un’origine più remota nel tempo. Il miglioramento avviene prima a livello mentale poi a livello fisico.

E’ possibile che all’inizio della cura alcuni sintomi peggiorino: si verifica cioè quello che viene chiamato l’aggravamento omeopatico. Tale aggravamento, che in genere non deve preoccupare perché del tutto naturale, è tanto più sensibile quanto più il rimedio somministrato è simile al paziente, cioè quanto più esso si avvicina al simillimum e quanto più è lungo il periodo di cura.

Può accadere, inoltre, che nel corso della cura il rimedio omeopatico prescelto debba essere sostituito, o per la comparsa di nuovi sintomi o per migliorarne e completarne l’azione (in tal caso si ricorre al complementare), oppure che debbano essere modificate la dose e/o la diluizione dello stesso. Questo si verifica soprattutto con la Scuola di Medicina Omeopatica Pluralista, che prescrive più rimedi alternati tra loro.

Per ulteriori informazioni consultare gli articoli riguardanti l’omeopatia nella sezione del sito “Approfondimenti”.

I rimedi omeopatici si assumono lontano dai pasti (in genere mezz’ora prima o due ore dopo) e non necessariamente di notte. Quelli per via orale vengono trattenuti sotto la lingua, per un minuto se sono liquidi, fino a completo scioglimento se sono granuli o globuli. Se il rimedio è stato preparato in soluzione acquosa (ad es. granuli sciolti in acqua), prima dell’assunzione occorre effettuare il travaso rapido del liquido dal contenitore di origine ad un altro contenitore idoneo per un numero pari di volte (in genere si ritengono sufficienti 20 – 30 travasi). Se invece il preparato è in gocce, occorre agitare più volte energicamente il contenitore prima dell’assunzione. Tali manovre servono per modificare la potenza del rimedio onde scongiurare o attenuare il fenomeno dell’aggravamento omeopatico prima citato. Durante la cura è bene evitare l’uso di cibi o bevande dai sapori forti, come caffè, menta, alcool, spezie piccanti, ecc.

Ribadiamo infine che per intraprendere qualsiasi terapia è assolutamente indispensabile rivolgersi al medico. Pertanto le informazioni contenute nel presente sito sono solo di carattere divulgativo e non intendono sostituirsi alle diagnosi ed alle prescrizioni del medico.

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Commenti

  1. Irene dice

    26/02/2014 alle 09:57

    Buongiorno,
    Ho un bimbo di 5 mesi che da qualche giorno a questa parte ha il sonno notturno molto tormentato (si gira continuamente, fa piccoli urli ed a volte piange e solo facendogli aprire gli occhi smette) e si sveglia molto spesso, non per fame. Con la stessa facilità con cui si sveglia, qualche istante dopo si riaddormenta.
    Come aiutarlo?
    Grazie

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      26/02/2014 alle 18:29

      Gentile Irene, innanzitutto, poiché il sonno disturbato rappresenta una situazione nuova, sarebbe opportuno sottoporre il bimbo a visita pediatrica per individuarne la causa che potrebbe essere anche la più banale e sentire il parere del medico sull’uso, laddove ritenuto utile, di un rimedio naturale come uno dei preparati fitoterapici adatto all’età del piccolo di cui all’articolo “Per riposare meglio” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a consultare. Cordiali saluti.

  2. laura dice

    08/02/2014 alle 20:41

    ah mi scusi in ogni caso come andrebbero utilizzati questi rimedi omeopatici per l’ipotiroidismo?cioè quanti granuli andrebbero utlizzati?grazie di tutto !
    laura

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      10/02/2014 alle 14:01

      Gentile Laura, prima di pensare alle dosi sarebbe opportuno pensare al rimedio più somigliante, altrimenti, come detto più volte, la terapia omeopatica diventa inutile o addirittura controproducente. Una volta fatto ciò, si possono prendere a riferimento le informazioni generiche contenute nel sito riguardanti il livello sintomatico di intervento. A tale proposito la invito a leggere la home-page della sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, che costituisce una buona sintesi dei principi curativi della medicina omeopatica e dei criteri di scelta dei rimedi. Cordiali saluti.

  3. laura dice

    07/02/2014 alle 20:08

    Grazie:)
    Posso osare farle un’altra domanda?Sa per caso quali rimedi omeopatici sono consigliati in caso di ipotiroidismo?Cioè nei casi in cui la tiroide lavora poco.
    La ringranzio e le auguro buona serata :)
    Laura

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      08/02/2014 alle 17:43

      Gentile Laura, in genere tutti i rimedi omeopatici carbonici, cioè quelli che fanno capo ad una costituzione prevalentemente carbonica (corrispondente al brachitipo), sono adatti in caso di ipotiroidismo, che spesso rappresenta un aspetto costituzionale. Il capostipite è Calcarea carbonica e gli altri principali sono Baryta carbonica, Magnesia carbonica, Kalium carbonicum, Ammonium carbonicum, Natrum carbonicum, Carbo animalis, Carbo vegetabilis, Graphites, Sepia. Qualora la costituzione si avvicinasse di più a quella fosforica (longitipo), uno dei rimedi più adatti è Lycopodium. Ricordiamoci sempre che, per ottenere dei risultati, occorrerà scegliere il rimedio più somigliante. Cordiali saluti.

  4. laura dice

    06/02/2014 alle 13:21

    La ringrazio:)
    E come vanno usati questi granuli?Sa consigliarmi la casa che vende questi prodotti ma senza lattosio e glutine?I rimedi che ho usato (Nux vomica e Arnica montana) sono della Boiron e contengono lattosio ed io sono intollerante.. anche se non so effettivamente se 3 o 4 granuli al giorno possono avere un contenuto notevole di lattosio.Riguardo alle cause della mia cervicalgia ..sono varie e alcune rientrano in quelle da lei elencate.Un’ultima cosa siccome le avevo chiesto di questi rimedi nell’eventualità mi ritrovassi fuori all’aperto e quindi nell’ipossibilità di poter fare esercizi yoga o applicazioni di ghiaccio..questi granuli devo prenderli al momento del dolore o in maniera preventiva qualche ora prima di uscire?
    Cordiali saluti
    Laura

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      07/02/2014 alle 13:32

      Gentile Laura, se lei è intollerante al lattosio potrebbe utilizzare la forma farmaceutica liquida del rimedio omeopatico, che si esprime in soluzione idroalcolica. Solitamente una singola dose è costituita da circa 15 gocce. Per quanto riguarda l’utilizzo, una cura omeopatica per poter esprimere il meglio deve avere continuità e durata se i sintomi sono ancora presenti; invece la si smette o la si interrompe se si perviene ad una guarigione completa o soddisfacente. Cordiali saluti.

  5. laura dice

    05/02/2014 alle 11:40

    Dottoressa la ringranzio della risposta,gentilissima.
    Posso approfittare delle sue conoscenze per porle un’altra domanda?Esistono rimedi omeopatici per l’infiammazione alla cervicale?In genere la curo con il ghiaccio e gli esercizi yoga specifici ma quando sono fuori diventa impossibile poter applicare questi rimedi.In genere la cervicale mi dà giramenti , dolori e mi prende allo stomaco.
    Cordiali saluti
    Laura

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      06/02/2014 alle 12:15

      Gentile Laura, innanzitutto sarebbe importante cercare di comprendere la causa della sua cervicalgia, perché una volta individuata la causa si potrebbero trovare le condizioni o per allontanarla completamente o per limitarla nei suoi effetti dannosi. Le cause di una cervicalgia sono numerose e tra le più frequenti troviamo gli errori di postura, la sedentarietà, le attività fisiche con sovraccarichi ripetuti a livello del collo, gli eccessi di alcuni tipi di attività sportiva, i colpi di freddo, i traumi, la tendenza a scaricare lo stress quotidiano assumendo posizioni rigide e contratte, il cattivo riposo notturno con materassi e cuscini non adatti, l’artrosi cervicale, ecc. Nel suo caso, dai sintomi che riferisce di avere, molto probabilmente sono coinvolte le prime due vertebre del collo, perché in tal caso i sintomi caratteristici sono proprio dolore nella parte superiore del collo, vertigini, nausea ed a volte cefalea. I rimedi omeopatici in grado di trattare questo disturbo dell’apparato muscolo-scheletrico sono tanti e diversi nelle caratteristiche, tra cui, com’è noto, per sicurezza di risultato occorrerà individuare il rimedio con la sintomatologia più somigliante. Perciò per operare una scelta corretta occorrerà soffermarsi sui rimedi che contengono contemporaneamente nella loro patogenesi i sintomi che lei avverte, cioè il dolore alla cervicale, le vertigini, la nausea (o ciò che lei dice “mi prende allo stomaco”). I principali rimedi omeopatici ed anche i più adoperati per la cervicalgia, che contengono tutti e tre i sintomi in questione sono: Actaea racemosa, se i dolori alla nuca acuti e lancinanti peggiorano con il tatto e con il movimento e beneficiano poco finanche del riposo; Arsenicum album, se i dolori alla nuca sono brucianti, con parestesie e migliorano con il caldo; Belladonna, se i dolori a collo e nuca peggiorano con il contatto e con il movimento e migliorano con il riposo; Bryonia, se c’è rigidità dolorosa del collo e i dolori peggiorano con il movimento e migliorano con il riposo e con la pressione; Rhus toxicodendron, se la rigidità dolorosa migliora con il movimento o con il calore e peggiora con il riposo (ha delle modalità opposte a Bryonia); Hypericum, se i dolori peggiorano con il movimento e/o con il freddo e migliorano coricandosi sul lato dolente; Lachesis, se c’è rigidità e contrattura dolorosa del collo, con dolori che peggiorano al caldo, al mattino, al contatto e migliorano all’aria aperta e durante le mestruazioni; Lachnanthes, se i dolori interessano la cervicale e spesso il lato destro del collo; Magnesia carbonica, se la rigidità dolorosa del collo e/o della nuca migliora con il movimento e con le bevande fredde. Verifichi lei quale rimedio risulta essere più somigliante. Cordiali saluti.

  6. laura dice

    30/01/2014 alle 22:38

    Gentile dott.ssa,
    saprebbe indicarmi un buon rimedio omeopatico per reflusso gastroesofageo?
    Considerando che sono allergica al lattosio e al nichel.
    Per problemi di catarro nelle orecchie vanno bene i rimedi riportati nell’articolo “Raffreddore e Rinite allergica”?
    Cordiali saluti,
    Laura

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      31/01/2014 alle 18:13

      Gentile Laura, i rimedi omeopatici, a differenza della medicina convenzionale dove i farmaci sono generici, vengono scelti unicamente in base alla somiglianza con la sintomatologia che il paziente presenta, altrimenti i risultati non sono quelli auspicati. Infatti i rimedi potenzialmente in grado di trattare il reflusso gastroesofageo sono tanti e diversi nelle caratteristiche, tra i quali, ripeto, occorrerà individuare il rimedio che nella sua patogenesi contiene delle modalità di manifestazione dei sintomi il più possibile somiglianti a quelle del paziente. Si darà quindi riguardo ai modi d’insorgenza dei sintomi, alla localizzazione dei disturbi, ai sintomi associati, alle circostanze di aggravamento e di miglioramento, ecc. Quasi tutti i rimedi omeopatici che hanno come loro organo-specificità l’apparato digerente, o quanto meno i più importanti, agiscono anche nei confronti del reflusso gastroesofageo e dei relativi sintomi secondari. Verifichi lei, avvalendosi delle note caratteristiche che accompagnano ciascun rimedio nell’articolo “Disturbi gastrici” della presente sezione del sito, quale presenta una sintomatologia più somigliante alla sua. Ad esempio tra i rimedi omeopatici più spesso utilizzati troviamo Argentum nitricum, Calcarea carbonica, Ignatia amara, Iris versicolor, Kalium carbonicum, Nux vomica, Robinia pseudoacacia, Sanguinaria, Sulphuricum acidum, ecc. Per quanto riguarda il catarro nelle orecchie, è probabile che lei sia affetta da una forma di “otite media secretiva”, comunemente denominata “catarro tubarico”, che è una condizione spesso infiammatoria dell’orecchio medio, caratterizzata dalla presenza di secreto mucoso nella cassa del timpano con tutti i fastidi conseguenti. Il sintomo principale è l’abbassamento uditivo con necessità di eseguire manovre di compensazione a naso chiuso per liberarsi del senso di ovattamento. L’omeopatia riesce a trattare l’otite media con più di un rimedio, molti dei quali sono gli stessi dell’articolo “Raffreddore e Rinite allergica”, però per l’otite media secretiva in particolare i rimedi omeopatici maggiormente utilizzati sono Kalium chloratum (noto anche come muriaticum) e Mercurius dulcis. Per entrambi i disturbi il consiglio è di rivolgersi ad un medico omeopata per essere certi di ricevere una terapia ritagliata sul suo caso e sulla sua persona (rimedi, diluizioni, posologie, durata della cura, eventuale adattamento in corso d’opera, ecc.), secondo i corretti canoni omeopatici e medici in generale. Cordiali saluti.

  7. Elena dice

    25/01/2014 alle 17:38

    Gentile dottoressa, mi sono appena trasferita in una casa in campagna esposta su tutti i lati e la temperatura e l’umidità sono decisamente più basse.
    A seguito di un raffreddore, mi sono riempita di muco. Sento le orecchie e le cavità nasali sempre ostruite. Di solito mi capita nella fase finale (e comunque mai così), quella vicina alla guarigione, ma stavolta non ne esco!
    Come posso aiutarmi con un rimedio omeopatico?
    Grazie, Elena

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      25/01/2014 alle 21:36

      Gentile Elena, i rimedi omeopatici riportati nell’articolo “Raffreddore e Rinite allergica” della stessa sezione del sito, che la invito a consultare, sono tutti indicati per trattare le affezioni delle prime vie respiratorie. Verifichi lei, avvalendosi delle note caratteristiche che accompagnano ciascun rimedio, quale presenta una sintomatologia più somigliante alla sua, condizione questa indispensabile per ottenere dei risultati positivi in omeopatia. Cordiali saluti.

  8. massimo dice

    09/01/2014 alle 14:21

    Salve dottoressa vorrei se possibile un consiglio per trattare con rimedi omeopatici uno stato di ves alto che non trova un riscontro in nessun esame clinico e strumentale grazie distinti saluti

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      09/01/2014 alle 17:46

      Egregio Massimo, una VES alta è sempre indice di un processo di infiammazione in corso, di cui andrebbe individuata la causa e la relativa sede organica. Uno dei limiti di tale esame del sangue è che a volte la VES può presentarsi normale anche con una condizione infiammatoria o patologica già in atto, la quale però necessariamente produce una sintomatologia, sulla base della quale sarà possibile individuare il rimedio omeopatico avente la patogenesi più somigliante. Cordiali saluti.

  9. dolly dice

    01/01/2014 alle 07:17

    Vorrei poter avere un suggerimento sui professionisti omeopatici che operano nell’area di Verona (esattamente vicino a Bardolino ), in quanto il mio favoloso Ginecologo Omeopata è venuto a mancare circa 2 anni fa ed io da allora non sò più a chi rivolgermi.
    La Dott.ssa Rita della Volpe potrebbe aiutarmi ? Grazie

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      02/01/2014 alle 21:25

      Gentile Dolly, mi dispiace non poterla aiutare in quanto sono solo un’appassionata ed una studiosa di omeopatia. Le posso però suggerire, se non ha altri riferimenti, di rivolgersi ad una farmacia di fiducia con vendita omeopatica che possa indirizzarla verso un bravo medico omeopata, che certamente esisterà nella sua zona. Cordiali saluti.

  10. Maurizio dice

    06/11/2013 alle 14:37

    Gentile dottoressa, sono un uomo di 48 anni e ad un controllo della pressione mi è stata trovata una minima di 90 e una massima di 140. Secondo il medico la minima è al limite della tollerabilità.
    Da successive mie misurazioni durante il giorno mi sono accorto che i valori della minima non si discostano di molto da quelli rilevati in ambulatorio e pertanto, secondo il medico, dovrei seguire una terapia per abbassarla. le premetto che ho già letto il suo paragrafo dedicato a questo argomento, ma volevo anche sapere:
    1)Se esistono prodotti erboristici mirati per abbassare la pressione minima.
    2)Se esistono prodotti omeopatici mirati per abbassare la pressione minima.
    La ringrazio cordialmente.

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      06/11/2013 alle 20:24

      Egregio Maurizio, sia l’omeopatia che la fitoterapia sono in grado di controllare efficacemente l’ipertensione arteriosa. Relativamente all’omeopatia i rimedi utili allo scopo sono diversi e tra essi, per una sicurezza di risultato, occorre individuare quello (o quelli) che più assomiglia al paziente, sia dal punto di vista fisiologico che dal punto di vista psicologico. Questo lavoro lo può svolgere solo il medico omeopata che deve procedere ad un esame completo del paziente, ad un’anamnesi accurata con particolare riguardo allo stile di vita, alle abitudini alimentari, alla compatibilità con altri farmaci, alla costituzione (che può influenzare le modalità di instaurazione e di manifestazione dell’ipertensione), alle malattie pregresse, alla condizione emotiva, ecc. ecc. Solo a titolo orientativo, tra i principali rimedi omeopatici che vengono più spesso utilizzati troviamo Nux vomica, Ignatia amara, Baryta carbonica, Aurum, Kali carbonicum, Lachesis, Phosphorus, Plumbum, Secale cornuta, Sulphur, quest’ultimo più specifico per la pressione diastolica alta. Per quanto riguarda la fitoterapia, oltre ai rimedi dell’antica tradizione di cui all’articolo “Controlliamo l’ipertensione” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, da lei già visitato, in erboristeria sono reperibili diversi preparati, in vario formato, a base di piante ad azione ipotensiva, che agiscono sia sulla minima che sulla massima, come ad esempio le tinture madri di Aglio, di Biancospino, di Cardiaca, di Pervinca, di Rauwolfia, di Tiglio, di Ulivo, o di Vischio che sono le più adoperate. Ovviamente, com’è noto, anche l’alimentazione deve essere appropriata, cioè con pochissimo sale, con alimenti integrali, con poche proteine, con pochi grassi, senza spezie e cibi piccanti, con pochi zuccheri e dolciumi. Lo stesso dicasi per una costante e moderata attività fisica. Cordiali saluti.

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