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Rimedi Omeopatici

Omeopatia - Rimedi della Nonna - Cure Omeopatiche

Affezioni-Rimedi

Affezioni-Rimedi  - image RIMEDI-OMEOPATICI_11 on https://rimediomeopatici.comLa presente sezione è configurata come un ricettario omeopatico: sono riportate in ordine alfabetico le AFFEZIONI più ricorrenti a ciascuna delle quali corrisponde una scheda contenente i principali RIMEDI OMEOPATICI in grado di curarla, con le relative diluizioni e dosi indicative, nonché una sintesi delle caratteristiche più significative al fine di indirizzare meglio la scelta.

Sono altresì riportate, laddove condotte, alcune esperienze di casi reali risolti positivamente.

La forma di prodotti omeopatici utilizzata nel ricettario è quella in “granuli”, che è la più pratica e la più comune.

I singoli rimedi possono essere consultati utilizzando i link associati, che rimandano alle relative schede contenute nella sezione del sito “Rimedi omeopatici”, o accedendo direttamente a queste.

In omeopatia ha senso utilizzare un ricettario solo per fronteggiare gli eventi acuti per i quali si ravvisa la necessità di effettuare un primo intervento curativo. Trattasi in genere di affezioni che possono presentarsi improvvisamente, accompagnate da fastidio, disagio, dolore, ansia e fenomeni secondari importanti quanto il principale. In questi casi si può ricorrere all’uso di rimedi selezionati solo in base al quadro sintomatologico, che pertanto hanno basse diluizioni e quindi un’azione più superficiale, per cui anche se non si ottenesse il risultato desiderato o si sbagliasse la scelta non avrebbero alcun effetto negativo a livello organico.

Appena possibile occorre rivolgersi al medico omeopata che valuterà se quanto è stato fatto può ritenersi sufficiente oppure esiste qualcosa di più profondo su cui indagare onde “personalizzare” al meglio la cura.

Infatti più volte abbiamo avuto modo di dire le cure omeopatiche, agendo secondo la Legge di Similitudine, vanno praticate con rimedi omeopatici che devono somigliare il più possibile al paziente, non solo nei sintomi fisici ma anche nelle altre caratteristiche individuali. Il principio fondamentale è che l’omeopatia è la medicina del malato più che della malattia, per cui l’approccio terapeutico è di tipo globale nel senso che viene esaminato il paziente nella sua totalità psico-fisica, considerando perciò, non solo il quadro sintomatologico, ma anche l’ambiente in cui vive, le sue pulsioni, i comportamenti, gli stili di vita, i desideri, le emozioni, ecc. ecc. Occorre tenere conto di tutti gli aspetti peculiari che rendono il soggetto unico rispetto a tutti gli altri affetti dalla stessa malattia. Non si prescinde mai dal considerare che se un organo non è funzionale, esso comunque vive in una persona, in un organismo dove fisico e mente sono fortemente legati ed è in questa struttura che va ricercata la non funzionalità.

La visita che pertanto il medico omeopata conduce diventa una sorta di investigazione tesa ad individuare ed esaminare tutti gli elementi che possono condurre ad una diagnosi corretta (processo di individualizzazione). Si parte dall’esame del quadro sintomatologico, dove diventano importanti le fasi di valorizzazione e di gerarchizzazione dei sintomi, per poi procedere alla scoperta delle altre caratteristiche individuali di cui si è detto in precedenza, mediante domande, osservazione, ascolto, storia clinica, accurata visita del paziente e quant’altro. Si va quindi verso la ricerca di qualcosa di più profondo, di quello che cioè costituisce il terreno dell’individuo, che in senso lato può essere assimilato all’eredità acquisita con la nascita, accresciuta da tutto ciò che il soggetto accumula con il suo vissuto. La malattia deve poter essere integrata nella storia complessiva dell’individuo (trascorso ereditario + vissuto) e nelle sue caratteristiche biologiche.

Si individueranno quindi in modo particolare la costituzione, che correla le caratteristiche morfologiche, fisiologiche e psicologiche dell’individuo alle sue potenzialità patologiche, il temperamento, che è strettamente legato alla costituzione e rappresenta l’insieme delle caratteristiche congenite dell’individuo sotto lo stretto controllo della psiche, il carattere, che è il modo di reagire e di formarsi dell’individuo in risposta agli stimoli esterni e la diatesi (o miasma), anch’essa legata alla costituzione, che è la modalità propria di sviluppo e di evoluzione della malattia verso la quale esiste una predisposizione acquisita o congenita.

Tra i diversi rimedi omeopatici potenzialmente in grado di curare quella malattia, sarà, quindi, possibile individuare il rimedio e quindi la cura omeopatica più adatta alla persona che ne è affetta. La scelta, cioè, deve essere fatta cercando di sovrapporre il più possibile l’insieme dei sintomi del paziente e delle altre caratteristiche individuali (di cui al processo di individualizzazione), con le caratteristiche del rimedio omeopatico. Il rimedio che si sceglie dovrà possedere una complessità di sintomi, fisici e psicologici, simili a quelli che presenta il paziente, in modo che possa diventare curativo sulla base della Legge di Similitudine (“similia similibus curantur”).

L’essenza e la straordinaria originalità dell’omeopatia è che “ogni rimedio è una persona”, capace cioè di impersonificare il malato in tutte le sue manifestazioni.

Tanto più il rimedio corrisponde al paziente, cioè tanto più è simile a lui, tanto maggiore sarà il suo effetto terapeutico. Il rimedio omeopatico perfettamente simile al paziente è chiamato simillimum, che è quello teorizzato e preferito da Hahnemann. Tale rimedio è molto personalizzato, è <<l’abito su misura>> e per questo può essere prescritto alle alte ed altissime diluizioni. La sua azione terapeutica è sistemica, profonda e veloce. La Scuola di Medicina Omeopatica Unicista, rimasta fedele al pensiero di Hahnemann, che prescrive un solo rimedio alla volta, utilizza proprio il simillimum.

In omeopatia, quindi, non esiste un farmaco generale per una determinata malattia, ma farmaci diversi per organismi diversi che ne sono affetti.

La regola, che in generale si segue nelle cure omeopatiche, è che per le malattie che si trovano nello stato acuto si assumono rimedi omeopatici a bassa diluizione (in genere fino a D8 e 5CH), la cui azione è più superficiale (sono i cosiddetti sintomatici), mentre per le malattie allo stato cronico si adoperano rimedi ad alta diluizione (in genere oltre D24 e 12CH), la cui azione è più profonda (sono i cosiddetti costituzionali o di fondo). Più grande è la sovrapponibilità di cui si è detto in precedenza, più il rimedio omeopatico si avvicina al simillimum e quindi più può essere prescritto alle alte diluizioni ed agire più in profondità.

E’ bene ricordare che la guarigione avviene seguendo un iter scandito da una legge ben precisa di eliminazione dei sintomi: dall’alto al basso, dall’interno all’esterno ed in ordine inverso rispetto alla loro apparizione. Spariranno prima i sintomi comparsi più recentemente e successivamente, con una eventuale nuova prescrizione, quelli che hanno un’origine più remota nel tempo. Il miglioramento avviene prima a livello mentale poi a livello fisico.

E’ possibile che all’inizio della cura alcuni sintomi peggiorino: si verifica cioè quello che viene chiamato l’aggravamento omeopatico. Tale aggravamento, che in genere non deve preoccupare perché del tutto naturale, è tanto più sensibile quanto più il rimedio somministrato è simile al paziente, cioè quanto più esso si avvicina al simillimum e quanto più è lungo il periodo di cura.

Può accadere, inoltre, che nel corso della cura il rimedio omeopatico prescelto debba essere sostituito, o per la comparsa di nuovi sintomi o per migliorarne e completarne l’azione (in tal caso si ricorre al complementare), oppure che debbano essere modificate la dose e/o la diluizione dello stesso. Questo si verifica soprattutto con la Scuola di Medicina Omeopatica Pluralista, che prescrive più rimedi alternati tra loro.

Per ulteriori informazioni consultare gli articoli riguardanti l’omeopatia nella sezione del sito “Approfondimenti”.

I rimedi omeopatici si assumono lontano dai pasti (in genere mezz’ora prima o due ore dopo) e non necessariamente di notte. Quelli per via orale vengono trattenuti sotto la lingua, per un minuto se sono liquidi, fino a completo scioglimento se sono granuli o globuli. Se il rimedio è stato preparato in soluzione acquosa (ad es. granuli sciolti in acqua), prima dell’assunzione occorre effettuare il travaso rapido del liquido dal contenitore di origine ad un altro contenitore idoneo per un numero pari di volte (in genere si ritengono sufficienti 20 – 30 travasi). Se invece il preparato è in gocce, occorre agitare più volte energicamente il contenitore prima dell’assunzione. Tali manovre servono per modificare la potenza del rimedio onde scongiurare o attenuare il fenomeno dell’aggravamento omeopatico prima citato. Durante la cura è bene evitare l’uso di cibi o bevande dai sapori forti, come caffè, menta, alcool, spezie piccanti, ecc.

Ribadiamo infine che per intraprendere qualsiasi terapia è assolutamente indispensabile rivolgersi al medico. Pertanto le informazioni contenute nel presente sito sono solo di carattere divulgativo e non intendono sostituirsi alle diagnosi ed alle prescrizioni del medico.

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Commenti

  1. anna dice

    04/10/2013 alle 17:20

    Salve, vorrei sapere un rimedio naturale contro la bartolinite (gonfiore senza formazione di pus) onde evitare un eventuale intervento.Ho gia’ provato i rimedi omeopatici Hepar Sulfuris e Pyrogenium ed inoltre l’Argento colloidale e gli oxiprolinati ma senza alcun risultato. Mi potrebbe consigliare qualche altro prodotto naturale efficace affinchè si sgonfi l’infiammazione oppure se può essere utile qualche tecnica naturale come Agopuntura, Riflessologia ecc. Grazie e Tanti Saluti.

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      05/10/2013 alle 10:36

      Gentile Anna, in natura esistono numerosissime piante che possiedono importanti proprietà antinfiammatorie. La invito pertanto a visitare l’articolo “Spegniamo le infiammazioni” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici dell’antica tradizione molto utili allo scopo. Cordiali saluti.

  2. Patrizia dice

    27/09/2013 alle 16:05

    Gentile dottoressa buongiorno, mio padre di 76 anni soffre da anni di ulcere ad un arto inferiore, più o meno ogni mese l’angiologo effettua un courettage (mi pare si scriva così) asportando eventuale tessuto fino al sanguinamento, medicando poi con antibiotico locale facendogli continuare la pulizia alternando varie creme….
    Nonostante la costanza non vediamo miglioramenti… Tiene sempre la gamba bendata e porta i gamba letti contenitivo. Cosa posso fare per aiutarlo? (Unico lato positivo: mio padre non ha assolutamente dolore).
    Le cure che effettua mio padre sono: terapia per ipertensione e terapia per prostata risultata positiva (pastiglia ogni giorno e puntura ogni tre mesi sulla pancia).
    Ringrazio sentitamente per la cortese risposta.

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      27/09/2013 alle 20:27

      Gentile Patrizia, probabilmente suo padre va incontro ad ulcere varicose nella zona più bassa della gamba, dovute alla presenza di vene varicose, la cui guarigione spontanea è impossibile per la loro localizzazione su tessuti che non sono più nutriti in maniera adeguata a causa della precaria circolazione venosa. L’omeopatia può fornire un contributo con diversi rimedi, tra cui individuare quello che per sintomatologia assomiglia di più al paziente. Tra i rimedi omeopatici più spesso utilizzati, a bassa diluizione, troviamo: Kali bichromicum, se l’ulcera è profonda, ha i bordi netti e solitamente si presenta come coperta da una pellicola; Mercurius solubilis, se l’ulcerazione è infetta ed è a bordi irregolari; Carbo vegetabilis, se l’ulcerazione ha un essudato maleodorante; Nitric acidum, se l’ulcera ha bordo irregolare; Arsenicum album, se l’ulcera è superficiale, è sanguinante ed ha i bordi rossi. Localmente è utile applicare una pomata alla Calendula dopo aver disinfettato la parte con la tintura madre di Echinacea. Per un’azione preventiva la invito a consultare l’articolo “Emorroidi e vene varicose ko” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici dell’antica tradizione e forniti alcuni consigli utili. Cordiali saluti.

  3. Umberto dice

    12/08/2013 alle 16:19

    Gentile Dott.ssa a causa di una piccola ernia discale soffro spesso di dolori di sciatica.
    Esiste una cura omeopatica che possa darmi rapido sollievo?
    La ringrazio.
    Umberto.

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      13/08/2013 alle 23:24

      Egregio Umberto, i rimedi omeopatici in grado di trattare la sciatica (o sciatalgia) sono diversi e così come richiede l’omeopatia la scelta deve ricadere su quel rimedio con il quale si riscontra un buon grado di affinità, sia dal punto di vista fisiologico che dal punto di vista psicologico. Ad esempio tra i rimedi omeopatici spesso utilizzati troviamo: Arsenicum album, se i dolori, urenti e brucianti, sono accompagnati da agitazione ed eccitazione; Magnesia carbonica, se i dolori si irradiano lungo il tragitto del nervo e migliorano camminando; Hypericum, se i dolori sono soprattutto a carattere nevralgico ed il soggetto può scivolare dall’ansia o dall’eccitazione alla depressione; Ammonium carbonicum, se i dolori peggiorano con la pressione; Colocynthis, se i dolori peggiorano con il movimento e si estendono anche all’anca che sembra chiusa in una morsa, e così via. Per un ricorso a rimedi naturali dell’antica tradizione di origine vegetale, la invito a consultare l’articolo “Stop reumatismi-nevralgie-ecc.” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”. Cordiali saluti.

  4. Giuseppe dice

    29/07/2013 alle 13:32

    Gentile Dott.ssa
    ho superato i 45 anni e mi sono accorto di essere in una fase iniziale di calvizie che sta interessando la parte superiore e frontale del capo. Mi sono rivolto in farmacia e mi hanno suggerito dei farmaci a base di finasteride da prendere per lunghi periodi, almeno 6 mesi mi hanno detto, ma si può protrarre anche per un anno. Ha dei suggerimenti omeopatici sia topici che per bocca che mi possono aiutare prima che sia troppo tardi e che magari promuovano anche la ricrescita di quelli già caduti? La ringrazio.
    Giuseppe.

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      29/07/2013 alle 21:43

      Egregio Giuseppe, la invito a consultare l’articolo “Capelli a posto” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi rimedi naturali dell’antica tradizione, di origine vegetale, proprio per combattere l’alopecia. Tra i rimedi omeopatici più utilizzati troviamo Thallium aceticum o sulphuricum, Selenium, Lachesis, Aurum metallicum. Per quanto riguarda i capelli persi la loro ricrescita può diventare possibile solo se il bulbo pilifero non è completamente morto. Un valido aiuto può venire da un’alimentazione ricca di vitamine (in particolare B1, B2, B3, B5) e di oligoelementi (in particolare ferro, rame, manganese, magnesio, zinco, zolfo, iodio, litio). Cordiali saluti.

  5. Antonio dice

    24/07/2013 alle 07:55

    Gentile dott.ssa, ho 45 anni e ho spesso la pancia gonfia e accuso dolori intestinali non intensi. Ho flatulenza specialmente nelle ore immediatamente successive ai pasti. Mi sembra proprio di avere una digestione lenta e difficoltosa. Il medico mi ha prescritto una cura a base di fermenti lattici e mi ha suggerito di fare maggiore attenzione agli alimenti che consumo, ma tenendo conto che sono fuori tutto il giorno per lavoro mi capita abbastanza spesso di dover sostituire un pasto con un panino o un tramezzino o pizza. Insomma faccio ciò che posso ma non ho la possibilità di stare a casa e poter consumare con tranquillità alimenti che normalmente le persone hanno nel loro frigorifero come frutta fresca, verdure, alimenti integrali, legumi e similari. Ultimamente nonostante la cura con i fermenti, che mi hanno dato un beneficio relativo alleviando soprattutto un po di gonfiore intestinale, mi accorgo che pur avendo fame quando inizio a mangiare dopo un pò mi sento subito pieno, ho come un rifiuto dovuto ad una sensazione di “pienezza” o “saturazione” proprio a livello intestinale. Esiste un rimedio omeopatico per il mio problema?
    La ringrazio in anticipo.
    Antonio.

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      24/07/2013 alle 20:17

      Egregio Antonio, i rimedi omeopatici in grado di trattare la flatulenza, con i sintomi conseguenti, sono diversi e la scelta, come richiede l’omeopatia, deve ricadere su quel rimedio con il quale si ravvisa il maggior grado di similitudine. Solo a titolo orientativo le segnalo che uno dei principali rimedi utilizzati è Carbo vegetabilis, ma ci sono anche China, Kali carbonicum, Nux moschata, Raphanus sativus ed altri. Per un eventuale ricorso a rimedi naturali dell’antica tradizione di origine vegetale, la invito a consultare l’articolo “Digestione senza tante arie” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”. Cordiali saluti.

  6. Antonella dice

    19/07/2013 alle 09:43

    Gentile dott.ssa, sono una donna di 44 anni di corporatura esile, peso 47 kg, mi è stato diagnosticato un utero bicorneo subito dopo la mia prima e unica gravidanza, con il parto cesareo, da quel momento (14 anni fa) ho sempre avuto lente e continue perdite che mi hanno fatto perdere peso ed energie. Non riesco assolutamente a risolvere questo problema in quanto secondo la medicina ufficiale tutti i dottori mi consigliano l’asportazione dell’utero ma non me lo permettono in quanto troppo giovane secondo loro. Come può immaginare questo problema mi crea veramente tanto fastidio perchè mi sento debolissima ogni giorno e faccio una fatica immensa a svolgere i miei compiti quotidiani perchè sono sempre stanchissima. Inoltre tutto questo mi crea anche problemi relazionali e di coppia con mio marito con il quale sono in rapporti molto tesi a causa proprio di questi problemi. Dimenticavo di precisare che il ginecologo mi ha prescritto di prendere la pillola per cercare di regolarizzare il ciclo ma non sempre funziona come dovrebbe. Mi chiedevo se esiste un rimedio omeopatico che mi potesse fermare o contenere questo flusso così intenso che non mi da più tregua. La ringrazio in anticipo dei suoi gentili suggerimenti.

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      23/07/2013 alle 20:13

      Gentile Antonella, l’ipermenorrea può essere contrastata in modo naturale facendo ricorso al mondo della fitoterapia, che offre diversi rimedi quali ad esempio quelli dell’antica tradizione riportati nell’articolo “Per sole donne” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a consultare, i quali possono essere preparati anche in casa. L’omeopatia offre anch’essa diversi rimedi, tra cui scegliere quello con il quale si riscontra un buon grado di somiglianza, sia dal punto di vista fisiologico che dal punto di vista psicologico, onde ottenere il miglior risultato. Solo a titolo orientativo, ad esempio, tra i rimedi più spesso utilizzati troviamo Ferrum metallicum, se il mestruo si presenta piuttosto pallido, China o Secale cornuta, se il mestruo si presenta di colore scuro. La parola però spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  7. PAOLA dice

    18/07/2013 alle 13:47

    Gentilissima dottoressa, sono una donna di 40 anni, sono un po’ in sovrappeso e spesso ho le gambe e le caviglie gonfie e raramente ho un amento della pressione sanguigna (massima 140). Può consigliarmi un rimedio che possa aiutare a sgonfiare le gambe e a tenere sotto controllo la mia pressione?
    La ringrazio anticipatamente

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      23/07/2013 alle 19:18

      Gentile Paola, se i gonfiori a gambe e caviglie sono dovuti, come spesso succede, a problemi di ritenzione idrica, un valido aiuto può venire dall’uso di rimedi naturali aventi proprietà depurative e diuretiche, come quelli dell’antica tradizione di origine vegetale riportati nell’articolo “Ok con depurativi e diuretici” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a consultare. Anche per controllare l’ipertensione arteriosa ci si può rivolgere al mondo della fitoterapia che mette a disposizione diversi rimedi, come quelli riportati nell’articolo “Controlliamo l’ipertensione” sempre della sezione del sito “Rimedi della nonna, che la invito altresì a consultare. L’omeopatia offre diversi rimedi che possono trattare sia il gonfiore di gambe e caviglie e sia l’ipertensione arteriosa, ma la loro prescrizione può essere fatta solo dal medico omeopata che deve procedere ad un esame completo del paziente, ad un’anamnesi accurata con particolare riguardo allo stile di vita, alle abitudini alimentari, alla compatibilità con altri farmaci, alla costituzione, alle malattie pregresse, ecc. ecc. Solo a titolo di esempio un rimedio omeopatico spesso utilizzato per il gonfiore di gambe e caviglie e per l’ipertensione arteriosa è Kali carbonicum. Ovviamente anche l’alimentazione deve essere appropriata, cioè con pochissimo sale, con alimenti integrali, con poche proteine, con pochi grassi, senza spezie e cibi piccanti, con pochi zuccheri e dolciumi. Lo stesso dicasi per una costante e moderata attività fisica. Cordiali saluti.

  8. Erminio dice

    16/07/2013 alle 22:25

    Gentile dott.sa sono un uomo di 48 anni in buona salute, negli ultimi 2 anni accusavo dolore agli occhi, indolenzimento che si accentuava la sera, ma al mattino quando mi svegliavo era ancora presente. Pensavo si trattasse di stanchezza perchè passo molte ore davanti al computer, sia per lavoro che per svago personale, ma visto che il dolore aumentava mi sono convinto a fare una visita da uno specialista. Il medico oculista mi ha riscontrato una pressione oculare molto alta: 24. Mi ha prescritto delle gocce di Combigan che devo mettere la sera e mi ha detto che le dovrò mettere per tutta la vita. Nel bugiardino ho letto che questo medicinale ha molte controindicazioni e l’idea di doverlo usare per il resto della mia vita non mi va a genio. Le chiedevo appunto se esiste un rimedio omeopatico alternativo o sostitutivo del combigan, le assicuro che non prenderò nessuna decisione senza essermi consultato prima con il mio medico con il quale faccio regolarmente ogni mese un controllo della pressione oculare. Grazie.

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      23/07/2013 alle 13:21

      Egregio Erminio, purtroppo l’omeopatia, o qualsiasi altra medicina naturale, non riesce a trattare con successo l’ipertensione oculare, per cui i farmaci convenzionali risultano essere insostituibili. Però l’omeopatia, od anche la fitoterapia, possono essere adoperate come coadiuvanti a contrastare gli eventuali effetti dovuti alle controindicazioni del farmaco convenzionale. Cordiali saluti.

  9. Maria dice

    11/07/2013 alle 20:27

    Gentile Dottoressa, le scrivo a distanza di pochi giorni perchè ho avuto modo di provare l’efficacia del suo suggerimento. Al primo sentore di dolore al trigemino ho subito preso 4 granuli di Hypericum come lei mi aveva suggerito. Il risultato è stato sorprendente, il dolore è completamente scomparso. Due giorni dopo lo stesso episodio con nevralgia irradiante da dietro l’orecchio verso la guancia, la mandibola e l’occhio. Anche qui quattro granuli di Hypericum e il dolore si è praticamente dissolto. Spero non le dispiaccia se ho avuto premura di comunicarle il buon esito del rimedio, ma ci tenevo proprio tanto a farglielo sapere perchè questa è la prima volta che ottengo un risultato tangibile e concreto. Inoltre, cosa da non sottovalutare, non dovrò più prendere pericolosi antinfiammatori che non mi hanno mai risolto la situazione nè mi hanno dato sollievo alcuno.
    Voglio anche ringraziarla per questo spazio e per quello che fa per tutti noi gratuitamente, e oggi come oggi non è poco.
    La saluto e le auguro buone vacanze.

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      21/07/2013 alle 20:47

      Gentile Maria, mi fa piacere apprendere che con Hypericum omeopatico sta risolvendo la sua nevralgia del trigemino. Tenga però presente che il sito ha solo carattere informativo ed orientativo, per cui non intende essere sostitutivo di alcuna prescrizione medica. Gradisco molto i suoi incoraggianti ringraziamenti che rafforzano l’impegno e la convinzione a continuare nell’opera di informazione e divulgazione della medicina naturale, omeopatia in primis. Cordiali saluti e buone vacanze anche lei.

  10. Maria dice

    04/07/2013 alle 14:32

    Gentilissima dottoressa, sono una donna prossima ai 50 anni e da circa tre anni soffro di periodici attacchi nevralgici al trigemino che comportano forti dolori ai muscoli del collo, della spalla, del volto, della guancia e la zona dietro l’orecchio dove passa appunto il trigemino.
    Gli attacchi si scatenano, secondo me, nei cambi rapidi meteorologici oppure in occasione di prolungati sforzi fisici quando, ad esempio, devo svolgere lunghe e faticose pulizie casalinghe.
    Il dolore è paralizzante ed invalidante, in quelle occasioni sono costretta a stare a letto immobile ma anche l’immobilità non mi porta grande beneficio. Inutile l’utilizzo degli antidolorifici che non risolvono la situazione.
    Le aggiungo inoltre che sono moderatamente in sovrappeso e il mio temperamento è, secondo me, sanguigno/bilioso senza una particolare predominanza di uno sull’altro. 50/50.
    Ho letto dei rimedi dati ad un altro utente con la stessa problematica ma non sono sicura possano andare bene anche per me. Se gentilmente può anche precisarmi la corretta posologia di somministrazione degli eventuali rimedi che vorrà suggerirmi.
    Se esistono anche dei rimedi fitoterapici/erboristici che Lei ritiene possano essere contemporanemente assunti a quelli omeopatici la prego di comunicarmeli comunque perchè, come avrà capito la situazione è diventata per me molto pesante da sopportare e cerco una soluzione che mi dia un risultato anche minimo.
    La ringrazio di tutto cuore.

    Rispondi
    • Dott.ssa Rita della Volpe dice

      04/07/2013 alle 21:22

      Gentile Maria, i rimedi omeopatici per il trattamento della nevralgia del trigemino sono diversi, per cui, come richiede l’omeopatia, i risultati saranno tanto migliori quanto più si ravvisano somiglianze con le caratteristiche del rimedio, sia dal punto di vista fisiologico che da quello psicologico. Dovendo però fronteggiare una problematica nella fase acuta, ci si può basare sulla sintomatologia in atto ed in particolare sui sintomi locali dolorosi, sulle modalità di insorgenza, sulle circostanze di aggravamento o di miglioramento, ecc. Uno dei rimedi omeopatici più utilizzati per le nevralgie e per la terapia del dolore di qualsiasi origine è Hypericum, ove il dolore risale lungo il tragitto del nervo e migliora se si resta immobili o ci si corica sul lato dolente. Altri rimedi omeopatici abbastanza spesso utilizzati sono: Rhus toxicodendron, se i dolori peggiorano con l’esposizione al freddo o con i cambiamenti di clima, se vi è sensibilità al tocco e generalmente peggioramento di sera; Spigelia, se i dolori interessano anche le guance, i denti, gli occhi, le tempie e peggiorano con i cambiamenti di clima e con il movimento; Belladonna, se i dolori peggiorano con il contatto e migliorano con il riposo; Magnesia carbonica, se i dolori sono acuti e con bruciore, a volte cambiano di posto e peggiorano con il freddo; Mezereum, se i dolori sono violenti e vanno dal viso ai denti fino alle orecchie, peggiorano mangiando e migliorano con il calore. Per un ricorso a rimedi naturali dell’antica tradizione di origine vegetale, la invito a consultare l’articolo “Stop reumatismi-nevralgie-ecc.” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”. Cordiali saluti.

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