Bryonia

DESCRIZIONE

Bryonia, il cui nome scientifico è Bryonia alba, è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Cucurbitaceae, la stessa dei cocomeri e delle zucche. E’ nota anche con il nome comune di Vite bianca o Zucca marina o ancora Rapa del diavolo. Cresce lenta e strisciante, senza dare nell’occhio, lungo le siepi, le macchie ed i boschi di zone temperate e fredde dell’Europa meridionale. In Italia è molto comune e vive in tutte le regioni ad eccezione della Sardegna. Presenta una grossa radice carnosa a forma di rapa, fusti ramosi e rampicanti con lunghi viticci a spirale, foglie alterne di colore verde opaco e di forma palmato-lobata simile a quelle della vite o dell’edera, fiori piccoli con calice a tubo diviso in 5 lobi e corolla a campana, anch’essa a 5 lobi, di colore gallo pallido striato di verde, frutti costituiti da bacche globose e lisce, della grandezza di un pisello, di colore verde che diventa rosso vivo a maturazione. Fiorisce da aprile a maggio. L’intera pianta è velenosa, in particolare le radici e le bacche. L’ingestione accidentale, anche di poche bacche, può causare irritazioni gastro-intestinali molto serie, con vomito e diarrea. Dosi più elevate possono risultare fatali, conducendo alla morte per arresto cardio-circolatorio. Lo stesso contatto con la pelle può produrre irritazioni cutanee con la formazione di ulcere e vescicole. Per questi motivi, anche se le proprietà terapeutiche della pianta sono note sin dai tempi antichi, oggi non è più utilizzata né nella medicina tradizionale né in fitoterapia ma solo in omeopatia.

Il rimedio omeopatico Bryonia si ottiene dalla Tintura Madre delle radici fresche della pianta Bryonia alba raccolte prima della fioritura, diluita e dinamizzata.

Per ulteriori informazioni sulla preparazione, consultare l’articolo “Rimedi omeopatici: origine” della sezione del sito “Approfondimenti”.

CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO

Bryonia è uno dei principali policresti dell’omeopatia. La sua azione interessa principalmente il sistema nervoso centrale, la pelle, le membrane mucose, sierose e sinoviali. E’ essenzialmente un rimedio del dolore ed è indicato soprattutto quando i sintomi sono dovuti a malattie causate da microrganismi patogeni o a stati tossici o a stati collerici. E’ usato nelle malattie dell’apparato respiratorio, dell’apparato digerente, nei casi di influenza, nel reumatismo muscolare ed articolare per il quale si rivela uno dei più efficaci rimedi.

Bryonia è il rimedio delle situazioni acute e sub-acute che si manifestano lentamente, cioè che ad es. compaiono il giorno dopo, a differenza di Aconitum e Belladonna (altri due grandi policresti) i cui sintomi compaiono dopo poche ore. I dolori vanno e vengono, fino a divenire fissi. I suoi stati acuti sono spesso accompagnati da febbre e da cefalea congestizia migliorata da una forte pressione su tutta la testa (come Belladonna). Ha un’azione meno rapida di Aconitum, ma più profonda negli effetti, per cui spesso viene somministrato nel momento in cui Aconitum non si rivela più efficace.

Il soggetto si ammala quando si espone a sbalzi di temperatura, cioè quando si raffredda dopo essersi accaldato e viceversa, come ad es. quando sopraggiunge il caldo dopo giorni freddi, oppure quando beve bevande eccessivamente fredde o ghiacciate per rinfrescarsi, ecc. Nei casi di malattie dell’apparato respiratorio, di cefalea e di gotta, il soggetto avverte dolore agli occhi quando li muove, che risultano infiammati e rossi e per questo sono definiti dagli omeopati “occhi artritici”.

Le altre caratteristiche di Bryonia sono il rossore, la secchezza delle labbra e delle mucose, la sete di grandi quantità di acqua che vengono bevute a lunghi intervalli, l’aspetto dell’ubriacone (meno che in Baptisia). Le feci sono sempre dure, secche e difficili da espellere. Per paradosso si possono avere episodi di diarrea. I disturbi passano da una parte all’altra del corpo, cioè la cefalea precede o accompagna il raffreddore, la tosse, l’artrite, la stipsi. I sintomi migliorano con una forte pressione (tranne che all’addome), con un’abbondante sudorazione, con il freddo e le bevande fredde, con il riposo e stando coricati sul lato dolente (a differenza di Belladonna ove i disturbi polmonari si aggravano coricandosi sul lato dolente). I sintomi peggiorano con il calore, al risveglio, dopo i pasti, con la tosse, con un leggero contatto e con il movimento (al contrario di Rhus toxicodendron ove migliorano muovendosi). Il calore locale, tuttavia, può migliorare alcuni sintomi articolari, gastrici e le cefalee non congestizie. Un’altra caratteristica tipica del rimedio è l’aggravamento generale verso le 9 di sera.

Il tipo Bryonia generalmente è di colorito bruno, ha umore cattivo, è facilmente irritabile, è collerico (la collera aggrava tutti i suoi sintomi e/o ne provoca altri), vuole qualcosa ma non sa che cosa, detesta la compagnia, è incline alla veemenza. Pur desiderando di rimanere immobile, per non aggravare i suoi sintomi, non riesce a stare fermo: ha un’agitazione ansiosa

Bryonia è uno dei rimedi costituzionali dell’omeopatia, la cui costituzione si colloca tendenzialmente tra la sulfurica e la carbonica, potendosi definire sulfo-carbonica. I suoi sinergici possono essere Sulphur, Sulphur iodatum (nelle fasi acute), Alumina, Lycopodium (nelle fasi croniche), Natrum muriaticum, Rhus toxicodendron, Phosphorus. Gli antidoti, da usare nei momenti acuti, possono essere Aconitum (specie nella febbre del primo giorno), Kali carbonicum, Pulsatilla (per l’apparato respiratorio), Rhus toxicodendron (nei dolori articolari), Camphora, Ignatia, Nux vomica (nell’ansia).

USO DEL RIMEDIO

Il rimedio omeopatico Bryonia si usa nei seguenti principali casi, quando i sintomi corrispondono e si associano alle caratteristiche del rimedio stesso.

1) CEFALEA. Mal di testa che può sopraggiungere dopo un alterco, un’arrabbiatura (come Staphisagria ove il soggetto si infuria, litiga, diventa nervoso, non può dormire la notte e gli viene il mal di testa) od anche dopo aver compiuto un lavoro con le braccia. La testa sembra scoppiare, è come se si spaccasse, è pesante. Il dolore inizia al mattino ed aumenta gradualmente fino a sera. In genere le stanze calde e gli ambienti chiusi sono nefasti per le cefalee di Bryonia; quelle non congestizie migliorano però con il calore. Il mal di testa migliora con una forte pressione e con il fresco e peggiora con il movimento, tant’è che il soggetto desidera stare immobile al buio con la finestra aperta. La cefalea è spesso concomitante con stipsi ed altri disturbi digestivi, con vertigini, con febbre.

2) NEVRALGIE. Nevralgia del trigemino, cervico-brachiale con rigidità dei muscoli della nuca e del collo. Sciatica.

3) VERTIGINI. Vertigini che si presentano soprattutto al mattino alzandosi, per cui occorre stendersi nuovamente e rimanere immobili. Il solo gesto di alzare la testa o semplicemente di girare gli occhi, può provocarle od aggravarle.

4) OCCHI. Infiammazione degli occhi e delle palpebre, con gonfiore, rossore e dolore, che peggiorano con il calore, con un leggero contatto e con il movimento, soprattutto nei soggetti che soffrono di reumatismi, gotta e malattie dell’apparato respiratorio. Irite.

5) BOCCA e GOLA. Bocca, labbra, lingua e gola secche e aride. Lingua ricoperta da una spessa patina bianca. Gusto amaro e sete intensa di grandi quantità di acqua. Afte. Alitosi. Faringite con raucedine e difficoltà a deglutire.

6) APP. DIGERENTE. Difficoltà digestive con sensazione di peso sullo stomaco, singhiozzo, eruttazioni frequenti, nausea, vomito, che aumentano dopo i pasti. Dolori all’epigastrio (regione addominale occupata dallo stomaco, situata appena sotto lo sterno), che, a differenza degli altri dolori, sono aggravati da qualsiasi tipo di pressione. Bisogno di defecare, stimolato da qualsiasi movimento. Stipsi, con feci secche, dure, grosse, difficili da espellere (come Alumina e diversamente da Natrum muriaticum ove le feci sono di piccole dimensioni, simili allo sterco di capra). Paradossalmente si possono avere casi di diarrea.

7) APP. URINARIO. Gotta con disturbi renali. Cistite con bisogno urgente di urinare e/o incontinenza. Dolore e bruciore all’uretra, ma non durante la minzione, anzi, essi si attenuano al passaggio dell’urina che è scarsa e scura.

8) APP. GENITALE. Fitte nei testicoli quando si sta seduti. Cisti ovariche. Mammelle fortemente dolenti (è utile l’associazione con Phytolacca e Calcarea carbonica). Amenorrea. Dismenorrea. Dolori post-partum o post-abortum. Dolore premestruale all’ovaio, con sensibilità all’inguine, che aumenta al sopraggiungere delle mestruazioni.

9) APP. RESPIRATORIO. Raucedine e afonia. Bronchite acuta. Asma. Tosse secca e dolorosa con spasmi, aggravata dal movimento, spesso concomitante con cefalea. Pertosse. Secchezza delle mucose, a volte con sensazione di soffocamento (come Phosphorus). Il soggetto ha difficoltà a respirare profondamente perché ciò gli aumenta il dolore e quindi respira in modo affannoso con respiri rapidi e corti. Costipazione toracica, come se vi fosse un peso. Fitte al torace che peggiorano con l’inspirazione e con la tosse.

10) DOLORI ARTICOLARI. Artrite, artrosi, reumatismo articolare e muscolare. Sinoviti con articolazioni calde, rosse, sensibili al tatto, gonfie e molto dolorose. Per tali patologie Bryonia si rivela uno dei principali rimedi, insieme a Rhus toxicodendron, con le seguenti differenze: in Bryonia il dolore pungente e acuto migliora con la pressione e peggiora con il movimento; in Rhus tox il dolore migliora con il movimento ma non con la pressione. I due rimedi non sono in contrasto tra di loro, cioè non si antidotano a vicenda, possono essere impiegati insieme a giorni alterni. Anche in Apis, che presenta gli stessi problemi articolari, i dolori non migliorano con la pressione, anzi disturba ogni tipo contatto.

11) PELLE. Secchezza della pelle che migliora con la sudorazione. Eruzioni forforose con prurito.). Erisipela.

12) FEBBRE. Affezioni febbrili, compresa l’influenza.

DOSI

In tutti i casi diluizione 5CH, 3 granuli o 5 gocce ogni ora, allungando i tempi di somministrazione ai primi miglioramenti.

(*) V. Note esplicative

61 risposte a Bryonia

  • Bianca Maria Baldan scrive:

    Spiegazioni esaustive. Sto utilizzando il rimedio per periartarite.

  • Gentile Bianca Maria, grazie per l’apprezzamento. Cordiali saluti.

  • Serenella Pirotta scrive:

    Gradirei sapere se è indicata nel mio caso la BRYONIA ed eventualmente in quale forma e dosaggio.
    Da tre giorni ho il famoso “colpo della strega”, ma già due anni fa mi è stata diagnosticata un ernia discale in L3-L4. Ho preso in questi tre giorni 3 fiale di ARNICA COMPOSITUM e messo una fascia autoriscaldante (ThermaCare). Il dolore persiste.
    In attesa di un vostro cortese riscontro, ringrazio e oorgo i migliori saluti,
    Serenella Pirotta

  • Gentile Serenella, Bryonia può andare abbastanza bene anche se esistono altri rimedi omeopatici specifici per la terapia del dolore quale ad esempio Hypericum, il cui articolo può essere visionato nella stessa sezione del sito. Per quanto riguarda la forma e il dosaggio, può fare riferimento a quanto riportato negli articoli, tenendo ben presente che ciò ha solo carattere informativo ed orientativo ed occorre in ogni caso rivolgersi il medico. Infine la invito anche a consultare l’articolo “Sollievo per lombalgie e coliche” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, per un eventuale ricorso a rimedi di antica tradizione di origine vegetale. Cordiali saluti.

  • LORENZO scrive:

    Gentile dottoressa gradirei sapere per mia madre che ha 82 anni e che soffre da circa due anni
    di capogiri giramenti di testa che si manifestano al mattino dopo il risveglio e dopo la colazione
    tali che deve abbandonare i lavoretti di casa e sdraiarsi sulla poltrona per circa mezzora un ora
    fino alla scomparsa dei sintomi. Spesso a questi capogiri ci sono associate forte eruttazioni e sensi di nausea . Premetto che mia madre e’ molto sensibile e questi fenomeni sono associati
    forse ad uno stato di ansia che le compare al mattino e si protrae fino al primo pomeriggio tale
    a volte che e’ costretta a saltare il pasto di mezzogiorno . Premetto anche che mia madre e’ ipertesa e soffre di enia iatale ed e’ quindi in cura con i tradizionali farmaci . In conclusione
    vorrei sapere se Byronia puo’ esserle di aiuto o quali altri rimedi omeopatici puo’ usare per
    questi disturbi di capogiri . La rinrazio anticipatamente . Lorenzo

  • Egregio Lorenzo, tra i rimedi che aiutano in caso di vertigini che hanno origine digestiva si annoverano Bryonia alba, Nux vomica, Cyclamen europaem, Hydrastis composé e nel caso in cui il soggetto è anche iperteso Aconitum napellus, Glonoin, Arnica montana. Tenga però presente che la parola spetta sempre al medico. Con l’occasione la invito a consultare gli articoli del sito “Disturbi gastrici “della sezione “Affezioni-Rimedi”, nonché “Digestione facile”, “Digestione senza tante arie“ e “Controlliamo l’ipertensione” della sezione “Rimedi della nonna”. Cordiali saluti.

  • Vincenzo scrive:

    buongiorno dottoressa
    Gradirei sapere se il prodotto in oggetto può essere di aiuto per la mia ragazza.
    Le espongo la situazione: con frequenza ormai di 1 volta a settimana soffre di forte emicrania, dovuta sicuramente a stress, ore dinanzi am monitor del pc, esposizione al freddo e a forti escursioni termiche tra interno (caldo) ed esterno. Con conseguente nausea, voltastomaco per i forti giramenti di testa. In piú il dolore si localizza sulla parte frontale e vicino l occhio sinistro, causando anche il lacrimare degli occhi (spesso rossi). Ormai ad oggi pare assuefatta da pillole di ketoprofene, che non sembrano più utili. Con un po’ di riposo a letto sembra andare meglio ma ciclicamente questa situazione si ripete e sembra ormai insostenibile per lei. Il byronia se si tratta del rimedio piú indicato come va assunto? Il sollievo è immediato o ha bisogno di diverso tempo?
    Grazie cordiali saluti

  • Egregio Vincenzo, il caso da lei descritto è spesso trattato con Bryonia alternato con Spigelia, diluizioni 4 – 6CH, in genere 3 granuli 3 – 6 volte al dì (nelle situazioni particolarmente acute anche ogni ora, allungando i tempi con i miglioramenti). Il consiglio però è sempre quello di rivolgersi ad un medico omeopata. Per quanto riguarda i tempi di risposta questi non possono stabilirsi a priori in quanto dipendono dalla capacità di reazione del singolo organismo, ma in genere sono abbastanza contenuti. Cordiali saluti.

  • luigi pirillo scrive:

    nell’arco dell GIORNATA EA DISTANZA NEL TEMPO , MI SUCCEDE DI AVERE CAPOGIRI IMPROVVISI. SENSO DEL VOMITO, SUDORAZIONE FORTE AL MINIMO MOVIMENTO DELLA TESTA, NON ACCUSO NESSUN DOLORE , MA ALLA FINE DEL CAPOGIRO MI RESTA UN LIEVE DOLOR DI TESTA.il BRYONIA PUO’ ESSERE UN RIMEDIO EFFICACE, E SE DEVE ESSERE USATO COME PREVENZIONE,CORDIALI SALUTI

  • Egregio Luigi, da quanto riferito Bryonia potrebbe esserle di aiuto, sia per il trattamento che per la prevenzione. Cordiali saluti.

  • Gioi scrive:

    Gentile dott.ssa, è stata prescritta alla mia bimba di 2 anni la bryonia 5ch, unita al mercurius solubilis 5ch e il causticum ch per una tosse grassa, con presenza di muco non eccessivo, anche nel naso. Mi chiedevo…ma la bryonia e il causticum non sono rimedi più adatti a tosse secca? Mi piacerebbe avere una sua opinione a riguardo.
    Grazie, cordiali saluti.

  • Gentile Gioi, la sua osservazione può considerarsi corretta se si ragiona tenendo conto solo del sintomo; infatti in genere Bryonia si associa alla tosse secca e Causticum alla tosse con difficoltà di espettorazione. Devo quindi ritenere che il medico abbia prescritto i rimedi sulla base dell’esame generale effettuato nel corso della visita, non limitandosi al sintomo in senso stretto. E’ bene ricordarsi che l’omeopatia è la medicina del malato più che della malattia. Cordiali saluti.

  • Cristina scrive:

    Gent.le Dott.ssa da circa due mesi soffro di congestione nasale, mal di testa, i classici sintomi da raffreddore che con paracetamolo però nn sembrano scomparire .
    Nel mese di Novembre ho assunto amoxicillina due volte a distanza di una settimana tra un ciclo e l’altro a Dicembre 1 settimana di claritromicina ma i sintomi nn sn scomparsi comunque.
    Non vorrei più assumere farmaci perchè il mio stomaco comincia a risentirne e volevo qualcosa di più naturale.
    In farmacia mi hanno consigliato Bryonia con seguente posologia:
    -5granuli ogni mezz’ora il primo giorno;
    -5 granuli ogni ora per qualche giorno…

    Il farmaco è indicato e la posologia corretta?

    In attesa di risposta
    le porgo cordiali saluti; grazie.

  • cristina scrive:

    Dimenticavo di dire nella posologia: il primo giorno per almeno tre ore… mi consigli lei sn piuttosto confusa è la prima volta che utilizzo questo tipo di rimedi

  • Gentile Cristina, immaginando che la diluizione sia bassa, il consiglio del farmacista sembra essere corretto. Cordiali saluti.

  • carmela scrive:

    gentile dottoressa, mi chiamo Carmela e sto assumendo bryonia alba 6ch da un paio di giorni perchè il ciclo di questo mese è saltato, il ginecologo omeopata mi ha detto di prendere 4 granuli 4 volte al giorno, è giusto? arriverà il ciclo in modo da potermi sgonfiare perchè in questo momento mi sento veramente una mongolfiera
    la ringrazio per la disponibilità

  • Gentile Carmela, la cura omeopatica sembra appropriata, deve solo pazientare ed aspettare che il rimedio agisca. Stia tranquilla che solitamente le esperienze cliniche al riguardo danno risultati positivi. Tenga comunque informato il ginecologo omeopata. Cordiali saluti.

  • Natascha scrive:

    Gentile Dottoressa, soffro a periodi di difficoltà digestive, il mio medico dice che è a causa dello stress; in questo momento mi sembra di avere un blocco della digestione, qualsiasi cosa ingerisca, mi sembra un sasso che mi torna continuamente su e mi comprime lo stomaco, anche se è solo una mela, uno yougurt; inoltre soffro di stipsi e e mi si gonfia tantissimo la pancia. Potrebbe andare bene questo rimedio omeopatico( dopo quanto dovrebbe alleviare la situazione)? e che dieta devo seguire?( io non mangio carne e sono sportiva). Grazie e cordiali saluti

  • Gentile Natascha, come riportato nell’articolo “Disturbi gastrici” della sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, che la invito a consultare, i rimedi omeopatici più adoperati in situazioni simili alla sua sono Abies nigra, Carbo animalis, Nux moschata, o Phosphoricum acidum. Per un ricorso a rimedi naturali dell’antica tradizione di origine vegetale, la invito altresì a consultare l’articolo “Digestione facile” della sezione del sito “Rimedi della nonna”. Per quanto riguarda la dieta alimentare è opportuno consumare pasti leggeri, semplici e nutrienti, privilegiando i carboidrati piuttosto che le proteine ed i grassi (soprattutto i grassi cotti, specie nei fritti e nei soffrtti), i cereali, i formaggi freschi non fermentati, il pesce (meglio se fresco, specie quello azzurro), frutta e verdure cotte. Cordiali saluti.

  • Cesare scrive:

    Gentilissima dottoressa, tre giorni fa la farmacista esperta in naturopatia mi ha consigliato Bryonia 200ch dose unica. Avevo chiesto qualcosa che sbloccasse la mia inerzia, la mia incapacità ad uscire dal vortice di pensieri, affinché potessi uscire dalla stasi completa che fa sì che le giornate trascorrano nella routine più deprimente: dormire-mangiare-lavorare-dormire. Il giorno dopo l’assunzione ho avuto un po’ di sovreccitazione e un po’ di irritazione al lavoro. Oggi invece mi sono alzato con un senso di delusione, di avversione ai rumori e alle persone intorno. Mal di testa. Al supermercato non sono riuscito dal trattenermi dal redarguire una ragazza che toccava la frutta senza guanti… L’aria che mi toccava la pelle a tratti mi irritava mentalmente. La collega della farmacista mi ha dato allora oggi ignatia 200ch dose unica, subito presa. Mi sento più tranquillo in profondità ma mi sento “attivato”, loquace, bisognoso di stare da solo. È come se una pezza abbia attutito il colpo emotivo di Bryonia! Vorrei avere un suo parere! Grazie

  • Egregio Cesare, innanzitutto bisogna tenere presente che 200CH è una diluizione alta che deve essere prescritta solo da un medico, perché se il rimedio non è omeopaticamente ben scelto può provocare disturbi e disfunzioni molto serie e fastidiose. E probabilmente è proprio questo il suo caso. Per i sintomi iniziali da lei descritti Bryonia non è il rimedio più indicato, infatti, come avrà avuto modo di rilevare leggendo l’articolo, il soggetto che richiede Bryonia ha umore cattivo, è facilmente irritabile, è collerico, è smanioso, è incline alla veemenza, ha un’agitazione ansiosa. Invece lei si sentiva più che altro astenico, apatico, stanco mentalmente, poco reattivo, per cui i rimedi omeopatici più indicati avrebbero potuto essere altri, quali ad es. Calcarea carbonica, se vi è anche lentezza e torpore nelle reazioni, o Graphites, se vi è anche voglia di fare nulla, o Magnesia carbonica, se vi è anche depressione umorale, o Phosphoricum acidum, se l’astenia è susseguente ad uno stress psico-fisico, e così via. Molto probabilmente con l’assunzione di Bryonia 200CH lei è andato incontro ad un aggravamento omeopatico (per l’occasione si legga l’articolo “Aggravamento omeopatico” nella sezione del sito “Approfondimenti”) del tipo però non terapeutico, bensì di tipo “iatrogeno”, nel senso che sono insorti dei nuovi sintomi, del tutto estranei alla sintomatologia precedente, che non sono altro che la conseguenza dello sviluppo del potere patogeno del rimedio. In buona sostanza si sono prodotti alcuni dei sintomi mentali che Bryonia contiene. L’assunzione di Ignatia 200CH, come lei riferisce, ha calmato il nervosismo, l’eccitazione, l’iperestesia, ma ha indotto alcuni suoi sintomi quali il desiderio di solitudine o la leggera instabilità emotiva. Queste situazioni in genere sono abbastanza temporanee, tanto più che proprio Ignatia è un rimedio ad azione non troppo lunga. Qualora i nuovi sintomi siano intollerabili o debilitanti, si può ricorre ad un antidoto omeopatico, scelto opportunamente sulla base di questi. Prima di qualsiasi ulteriore iniziativa, le consiglio di rivolgersi ad un medico omeopata per un approfondimento della situazione. Cordiali saluti.

  • sonia scrive:

    Buonasera il mio bambino di 6 anni quest’anno ha sofferto tantissimo di bronchiti e broncospasmi che abbiamo curato con la medicina tradizionale. A seguito delle prove allergiche ci hanno detto che Federico è un bambino che soffre di episodi ricorrenti di broncospasmo post infettivo in quanto pluri allergico. Infatti è risultato sensibile verso le graminacee, l’erba canina, il Dermatoph. Pteron, il Dermatoph Farinae, l’Alternaria Tenuis e l’Istamina.Non volendo intraprendere le cure di cortisone tra i vari rimedi omeopatici che ci sono stati consigliati c’è la bryonia che a Federico scatena sopratttto situazioni di soffocamento (broncospasmo acuto) tanto da costringerci a sospenderlo subito. E’ possibile che sia allergico anche a questa pianta? Mi consiglia di fare altre prove allergiche e quali?
    Grazie

  • Gentile Sonia, i rimedi omeopatici sono assolutamente innocui, nel senso che non sono in grado di provocare alcun danno fisiologico, e non inducono effetti collaterali, tantomeno allergie, in quanto non contengono sostanze a livello ponderale, ma solo a livello infinitesimale, e la loro azione consiste unicamente nello stimolare ed incanalare correttamente la capacità propria di guarigione dell’organismo. E’ possibile però che il bambino sia incorso nell’aggravamento omeopatico prodotto proprio da Bryonia e quindi ha fatto bene a sospendere il rimedio, anche se il fenomeno è solo passeggero e quando non provoca reazioni esasperate o debilitanti si attende che passi (per l’occasione si legga l’articolo “Aggravamento omeopatico” nella sezione del sito “Approfondimenti”). Prima di intraprendere qualsiasi ulteriore iniziativa, le consiglio di rivolgersi ad un medico omeopata perché oggi l’omeopatia offre delle validissime possibilità di cura per risolvere in maniera definitiva il problema delle allergie e senza effetti collaterali. Solo il medico omeopata potrà scoprire in che modo nell’individuo allergico, diverso da qualsiasi altro affetto dalla stessa problematica, sia nato quel disequilibrio del sistema immunitario, con radici sia fisiologiche che psicologiche, tale da provocare una reattività allergica e quindi potrà prescrivere una terapia omeopatica strettamente personale, che non trascurerà la correzione del “terreno”. Un possibile protocollo terapeutico, utilizzato da molti omeopati, si esplica in due fasi: nella prima fase si somministrano rimedi omeopatici più idonei a superare la manifestazione acuta dello stato allergico, tenendo soprattutto riguardo alla sintomatologia in atto; nella seconda fase si somministrano rimedi costituzionali, che agiscono in profondità sul terreno e che quindi tengono conto della persona valutata nella sua globalità (ricordiamoci che vale sempre il principio che “l’omeopatia è la medicina del malato più che della malattia”). E’ possibile intervenire anche con una cura desensibilizzante che si avvale di “vaccini omeopatici”, prodotti nuovi disponibili solo da alcuni anni, costituiti da dosi omeopatiche (infinitesimali) di varie sostanze allergizzanti e che stanno presentando dei buoni risultati nel tempo. Cordiali saluti.

  • Cesare scrive:

    Grazie della risposta dottoressa. Ho sospeso bryonia/ignatia immediatamente e mi sono affidato ad un medico molto bravo di Bologna, che pratica agopuntura e mtc (erbe cinesi). Attenderò l’assestarsi dei sintomi e dei miglioramenti poi, trascorsi 60 giorni dal termine della terapia mtc, andrò con una amica a far visita dal dott. Mangialavori di Modena, perché concettualmente mi sento molto attratto dall’unicismo. Per ora soddisfo la mia curiosità rileggendo Aurum Metallicum, che mi fu prescritto dal prof. Antonio Negro una decina di anni fa, e mi rivedo nelle sfumature più emotive, nel modo di sentire e reagire.. Ho una domanda riguardo una cura invece che sta facendo mia madre, cui è stata somministrata Pulsatilla 06 lm in gocce per un mese. Ha avuto effetti di regressione dei sintomi quasi fulminante! Il catarro sparito, il reflusso pure, psicologicamente si sentiva come “galleggiare nell’aria”. Ora deve tornare a visita, e negli ultimi giorni ha avuto una recrudescenze di alcuni sintomi, non antichi, ma presenti poco prima dell’inizio della cura. Mal di gola acuto con molte placche, catarro a profusione ma solo nella parte alta, come se fosse in gola e basta. Tosse forte. Secondo lei queste fluttuazioni dopo un mese sono significative? Probabilmente il medico le darà una dose più diluita dello stesso rimedio?
    Grazie mille.

  • Egregio Cesare, è molto probabile che sua madre sia attualmente interessata dall’aggravamento omeopatico indotto da Pulsatilla, che si è manifestato risvegliando sintomi del recente passato patologico e a distanza di un mese come solitamente avviene con le diluizioni cinquantamillesimali quale è la 0/6LM. La situazione dovrebbe essere passeggera, ma se dovesse persistere si potrebbe rispettare una pausa terapeutica e poi riprendere con lo stesso rimedio. Però è opportuno che tenga informato l’omeopata. Cordiali saluti.

  • Giusy scrive:

    buongiorno, sono 2 settimane che soffro di dolore cervicale che mi si irradia nelle spalle e mi porta mal di testa pulsante lateralmente.
    Avevano prescritto a mio marito per il dolore al nervo sciatico il Bryonia 6 CH, posso prenderlo per alleviare il dolore alla cervicale o non lo posso assumere???
    Devo fare a breve una TAC per capire di cosa si tratta, considerando che sto più di 8 ore al pc.
    Grazie per la sua disponibilità

  • Gentile Giusy, probabilmente la sua cervicalgia è originata proprio dalla postura inevitabilmente errata assunta durante la lunga attività al pc. Escludendo quindi altri tipi di cause, quali i problemi di natura ossea e cartilaginea, che sono abbastanza rari, come del resto la TAC potrà confermare, verosimilmente la sua cervicalgia è provocata dalla semplice contrattura della muscolatura del collo e delle spalle. Sono altresì fattori predisponenti i sovraccarichi eccessivi e ripetuti dei muscoli del collo, il cattivo riposo notturno con materassi e cuscini non adatti, la mancanza di attività fisica o l’eccesso di alcuni tipi di attività fisica, la tendenza a scaricare lo stress quotidiano assumendo posizioni rigide e contratte, i colpi di freddo, ecc. Uno dei primi rimedi da adottare è una ginnastica mirata, eseguita con regolarità e costanza secondo un programma apposito di esercitazioni che prevede movimenti ben precisi del collo e delle spalle. Relativamente ai rimedi omeopatici, Bryonia è certamente un ottimo rimedio per i dolori cervicali, ma è uno dei tanti, per cui, come richiede l’omeopatia, i risultati terapeutici saranno tanto migliori quanto più si ravvisano somiglianze con le caratteristiche del rimedio, sia dal punto di vista fisiologico che da quello psicologico. Dovendo fronteggiare una problematica nella fase acuta, ci si può limitare alla sintomatologia in atto ed in particolare ai sintomi locali dolorosi, alle modalità di insorgenza, alle circostanze di aggravamento o di miglioramento, ecc. Bryonia è particolarmente indicato se i dolori peggiorano con il movimento e migliorano con la pressione. Gli altri rimedi omeopatici comunemente utilizzati sono: Belladonna, se i dolori peggiorano con il contatto e con il movimento e migliorano con il riposo; Rhus toxicodendron, se peggiorano con il riposo e migliorano con il movimento e/o con il calore; Hypericum, se peggiorano con il movimento e/o con il freddo e migliorano coricandosi sul lato dolente; Actaea racemosa, se peggiorano con il tatto e con il movimento, ma neppure il riposo dà sollievo; Lachnanthes, se i dolori interessano la cervicale e spesso il lato destro del collo. Possono essere altresì utili applicazioni locali con “Artiglio del diavolo” pomata. Cordiali saluti.

  • santu scrive:

    avete qualche prodotto omeopatico per l’umore basso (indifferenza, apatia etc)
    grazie
    saluti
    santu

  • Egregio Santu, i rimedi omeopatici utili per superare uno stato depressivo sono diversi e la scelta, come richiede l’omeopatia, deve ricadere sul quel rimedio con il quale si riscontra il maggior grado di affinità. Poiché, in genere, i disturbi dell’umore coinvolgono tutta la persona, non è escluso che possa rendersi necessaria una terapia con rimedi di fondo e di terreno, a media o alta diluizione, per la qual cosa occorrerà indispensabilmente rivolgersi ad un medico omeopata. Comunque, in base alla sintomatologia predominante, tra i rimedi omeopatici utilizzati troviamo ad esempio: Sepia, se vi è anche indifferenza verso tutto e tutti, soprattutto verso i familiari; Graphites, se vi è anche stanchezza, apatia, voglia di far niente e difficoltà di concentrazione; Kali carbonicum, se vi è anche una breve condizione di eccitabilità; Lachesis, se vi è peggioramento al mattino e logorrea incoercibile; Lycopodium, se vi è anche una sensazione di incapacità; Magnesia carbonica o Natrum carbonicum, se vi è anche grande astenia; Phosphoricum acidum, se vi è anche ansietà e tendenza a fantasticare; Thuya, se vi è anche senso di responsabilità e del dovere eccessivi. Cordiali saluti.

  • adriana scrive:

    Salve, vorrei gentilmente sapere se la Bryonia è indicata anche per dolori derivati da erine discali.
    Ho 27 anni e due ernie del disco che mi causano dolori lancinanti anche per lunghi periodi.
    Ho provato con l’arnica (pastiglie e crema) ma non ha sortito alcun effetto, ho provato altri rimedi naturali come impacchi, bagni, fasciature ecc. senza sentire il minimo sollievo.
    Cosa mi conisglia per alleviare i dolori?
    Grazie.

  • Gentile Adriana, Bryonia è uno dei principali rimedi omeopatici per il trattamento delle manifestazioni dolorose dell’apparato muscolo-scheletrico e quindi anche dell’ernia del disco. Ovviamente, così come richiede l’omeopatia, i risultati saranno tanto migliori quanto più lei ravvisa somiglianze con le caratteristiche proprie del rimedio, sia dal punto di vista fisiologico che da quello psicologico. Dovendo però agire a livello sintomatico sul dolore, la somiglianza può essere limitata alla sintomatologia in atto ed in particolare ai sintomi locali dolorosi, alle modalità di insorgenza, alle circostanze di aggravamento o di miglioramento, ecc. Bryonia è particolarmente indicato se i dolori peggiorano con il movimento e migliorano con la pressione e con le applicazioni calde. Altri rimedi omeopatici che vengono spesso utilizzati per i dolori in argomento, ognuno con le sue caratteristiche, sono: Magnesia phosphorica se i dolori sono di tipo crampiforme, migliorano con il riposo e con le applicazioni calde e la colonna vertebrale è molto dolorosa e sensibile al tatto; Hypericum se i dolori, di qualsiasi natura ed in ogni sede, sono dovuti soprattutto a traumi o traumatismi e peggiorano con il movimento e con il contatto; è il rimedio principe dei dolori a carattere nevralgico; Chamomilla per tutte le sintomatologie dolorose, a volte con irrigidimento e tensione muscolare, che il paziente non riesce minimamente a sopportare; Coffea simile a Chamomilla ma con sopportazione del dolore. Infine, come lei ben sa, possono essere altresì di aiuto un appropriato esercizio fisico, ridurre l’eventuale sovrappeso, correggere le posture sbagliate, l’uso di un materasso adatto, ecc. Cordiali saluti.

  • Nunzia scrive:

    Gent.le Dott., è quasi un anno che a fasi alterne soffro di vari mali. Il primo sintomo sono i giramenti di testa e il blocco delle gambe, che non mi consentono di camminare se non per pochissimi minuti e accompagnata. Ho provato vari rimedi, ma nessuno mi è sembrato determinante. Sono una donna di 36 anni. Il neurologo mi ha detto dopo varie cose, che è fibromialgia. Stanchezza diffusa, dolori al collo e alle spalle. I sintomi si placano quando sto semi stesa sul divano. Ora sto prendendo bryonia 6 ch alternata a sanguinaria 6 ch. C’è una cura per tutto questo. P.s. Sono in cura da un medico omeopatico che quest’anno mi ha somministrato ignazia 30 ch, gelsenium 18 lm e acido phosforicum 6 ch. Migliora per un po’, sembra che io riesca a camminare, ma poi di nuovo blocco alle gambe e vertigini enormi. Grazie

  • Gentile Nunzia, la fibromialgia è una sindrome che, come lei ben sa, è ancora oggetto di studi nella medicina convenzionale, ove si è ancora nel campo delle ipotesi e pertanto al momento non esiste una terapia univoca di provata efficacia. Con la medicina naturale su una cosa si è d’accordo e cioè che la patologia richiede più di un trattamento terapeutico, che può prevedere l’uso congiunto di farmaci, di dieta alimentare appropriata, di esercizio fisico ed altro. L’omeopatia che, com’è noto, guarda più al malato ed ai suoi sintomi piuttosto che alla malattia può fornire un contributo con rimedi che possano agire non solo sul piano fisiologico ma anche su quello psicologico, che inevitabilmente accompagna situazioni debilitanti di questo tipo. Il percorso potrebbe essere abbastanza lungo, per cui deve avere pazienza e dare tempo e fiducia al suo medico omeopata che certamente sta mettendo in atto la strategia terapeutica più adeguata alla sua situazione, con possibili adattamenti in corso d’opera sulla base delle risposte che verranno. Tutti i rimedi da lei citati potrebbero avere una loro validità. Bryonia specificamente per i dolori muscolari ed articolari, che peggiorano con il movimento e migliorano con il riposo o stando distesi sul lato dolente. Sanguinaria per la sua azione su muscoli ed articolazioni. Ignatia per essere un policresto e quindi con un’azione generale riequilibrante su vari organi ed apparati e con molte reazioni psico-somatiche riconducibili a traumi, dispiaceri, ecc., oggetto di peggioramento ad ogni sforzo fisico o psichico. Gelsemium per la sua azione sui nervi sensitivi e sui nervi motori e quindi per i disturbi della trasmissione di stimoli. Acidum phosphoricum per la stanchezza fisica e psichica. Per quanto riguarda la dieta alimentare, anche se non c’è ne una specifica, è preferibile limitare gli zuccheri, ridurre i grassi ed il sale, incrementare frutta, verdura e cereali integrali, evitare alcool e caffè, bere molta acqua. Relativamente all’esercizio fisico è consigliabile un’attività continuativa ma non troppo intensa e, nei limiti del possibile, aerobica, stretching, massaggi, nuoto. Cordiali saluti.

  • Italo scrive:

    Mi é stata prescritta dal mio fisioterapista Osteopata per sciatalgia bryoniaai 200k il 1^giorno e bryonia 200 km dopo 7gg non ho trovato in rete quali possono essere gli eventuali effetti collaterali tenuto conto della mia emiplegia da ischemia da 15 anni

  • Egregio Italo, i rimedi omeopatici generalmente non hanno effetti collaterali, intesi questi nel senso tradizionale del termine, cioè essi non sono in grado di provocare alcun danno fisiologico, in quanto non contengono sostanze a livello ponderale, ma solo a livello infinitesimale e la loro azione consiste unicamente nello stimolare ed incanalare correttamente la capacità propria di guarigione dell’organismo. Questo però non significa che possono essere assunti senza cautela e senza prescrizione medica, in quanto, soprattutto con le alte diluizioni, se si dovesse assumere un rimedio omeopatico sbagliato si potrebbero avere disturbi abbastanza seri e fastidiosi. Cordiali saluti.

  • alessandra zeno scrive:

    Buonasera, il mio bimbo di 8 anni soffre di tracheite e successivamente di bronchite e la pediatra prescrive sempre aerosol cortisone e antibiotico. Guarisce ma non per molto. Sono stufa di dargli questi medicinali che ritengo pesanti. Cosa mi consiglierebbe di fare? E dall’età di 9 mesi che soffre

  • Gentile Alessandra, la tracheite, che com’è noto è un’infiammazione della mucosa che riveste la trachea, nei bambini spesso è una delle complicanze delle tipiche affezioni a carico delle vie respiratorie superiori, come conseguenza quindi di faringite, laringite o tonsillite. Inoltre l’infiammazione facilmente si estende ai bronchi causando pertanto una bronchite, la quale in genere comporta febbre, tosse e dispnea. Pertanto volendo adottare un rimedio omeopatico che abbia un’importante azione sull’apparato respiratorio, nei termini appena descritti, lo si può ricercare tra quelli riportati nell’articolo “Tosse” della sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, tenuto conto che la tosse è il sintomo che maggiormente accomuna le varie affezioni delle vie respiratorie, tra cui appunto la tracheite e la bronchite. Ad esempio potrebbero essere adatti rimedi come Antimonium tartaricum, Arsenicum album, Bryonia, Ipeca, Kalium bichromicum, Lachesis, Phosphorus, Pulsatilla, Sulphur, Thuya. Verifichi lei, avvalendosi delle note caratteristiche che accompagnano ciascun rimedio nell’articolo, quale presenta una sintomatologia più somigliante a quella del suo bimbo, condizione questa indispensabile per ottenere dei risultati positivi. Dal punto di vista omeopatico, per verificare la somiglianza con i suddetti rimedi, potrebbe avvalersi anche delle note riportate nell’articolo “Asma” sempre nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, relativamente alla sintomatologia che interessa. Sarebbe però meglio che tale lavoro lo facesse un medico omeopata, che possa esaminare a fondo la situazione, prescrivere una terapia personalizzata (rimedio, diluizione, posologia, durata della cura, eventuale adattamento in corso d’opera, ecc.) e seguire il bambino in modo appropriato, secondo i corretti canoni omeopatici e medici in generale. Volendo ricorrere alla fitoterapia, si potrebbe utilizzare uno dei tanti preparati fitoterapici come, ad esempio, quelli dell’antica tradizione riportati negli articoli “Mal di gola subito via” e “Via raffreddore-tosse-influenza-ecc.” della sezione del sito “Rimedi della nonna”. Vedrà che con il tempo i suddetti episodi saranno destinati a ridursi, fino a scomparire del tutto, quando con la crescita del bambino il sistema immunitario completerà la sua formazione e si rafforzeranno le difese immunitarie. I meccanismi di difesa del sistema immunitario possono essere potenziati anche con un’alimentazione sana ed equilibrata che privilegi i cibi ricchi di vitamine (in particolare le vitamine A, B12, C, E), di grassi polinsaturi (omega3 e omega6), di minerali (in particolare rame, manganese, selenio e zinco), di prebiotici e probiotici. Cordiali saluti.

  • alessandra scrive:

    Buongiorno sono Alessandra, gentilmente lei conosce un bravo dottore omeopata a Novara o zona limitrofe? Grazie ancora

  • Gentile Alessandra, mi dispiace non poterla aiutare, sono solo un’appassionata ed una studiosa di omeopatia. Se non ha altri riferimenti, potrebbe provare a rivolgersi ad una farmacia di fiducia con vendita omeopatica per essere indirizzata verso un bravo medico omeopata, che sicuramente esisterà nella sua zona. Cordiali saluti.

  • Gabriella scrive:

    Gent.ma dott.ssa,
    a mia moglie è stata diagnosticata la sindrome di Tietze, manifesta infatti dolori alle costole sotto il collo, mentre su una spalla le è uscito una minuscola sporgenza di ossicino che prima era dolorante. Inoltre un altro osso (sempre sotto il collo) è infiammato e sembra un po’ in rilievo rispetto all’altro laterale. La notte comunque dorme normalmente. Il sistema immunitario da oltre 15 anni le ha attaccato la tiroide (tiroidite da hashimoto). A volte i dolori vagano per altri parti del corpo, per il resto: pressione, disturbi circolatori, colesterolo, cuore, ecc. non ha nulla. Sebbene qualche volta soffra di diarrea senza apparenti ragioni. Quale farmaco omeopatico potrebbe assumere? La ringrazio anticipatamente per un suo consiglio. Cordiali saluti

  • Gentile Gabriella, poiché, com’è a lei noto, la sindrome di Tietze è una malattia reumatica di natura infiammatoria che colpisce le cartilagini articolari costosternali, i rimedi omeopatici che possono dare un aiuto sono quelli che vengono adoperati per i reumatismi, cioè per le compromissioni dolorose dell’apparato muscolo-scheletrico. Tra di essi, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, occorrerà individuare il rimedio che contiene una sintomatologia quanto più somigliante a quella del paziente, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. Si dovrà quindi tenere conto delle modalità di manifestazione dei dolori, con particolare riguardo ai loro modi di insorgenza, alla loro localizzazione, ai sintomi associati, alle circostanze di aggravamento e di miglioramento, ecc. I principali rimedi omeopatici utilizzati sono: Aconitum napellus, se i dolori, che si acuiscono dopo un colpo di freddo, sono violenti, sono accompagnati da agitazione intensa e peggiorano di notte; Belladonna, se i dolori peggiorano con il contatto e con il movimento e migliorano con il riposo; è il rimedio tipico dell’infiammazione ed il paziente traspira al contrario di Aconitum; Apis, se i dolori sono brucianti e migliorano con le applicazioni fredde; le articolazioni sono gonfie e tese; Bryonia, se i dolori migliorano con il riposo e peggiorano con il movimento; il paziente ha molta sete; Rhus toxicodendron, se i dolori migliorano con il movimento o con il calore e peggiorano con il riposo (ha delle modalità opposte a Bryonia); Hypericum, se i dolori peggiorano con il movimento e/o con il freddo e migliorano coricandosi sul lato dolente; Actaea racemosa, se i dolori peggiorano con il tatto e con il movimento, ma neppure il riposo dà sollievo; Magnesia carbonica, se i dolori migliorano con il movimento e con le bevande fredde. Sarebbe però meglio ricorrere ad un medico omeopata per la certezza di ricevere una terapia strettamente personale (rimedio, diluizione, posologia, durata della cura, eventuale adattamento in corso d’opera, ecc.), secondo i corretti canoni omeopatici e medici in generale. Cordiali saluti.

  • Gabriella scrive:

    Ringrazio la dott.ssa Rita della Volpe per i suoi consigli analitici e dettagliati. Cercherò un contatto diretto con un medico omeopatico e nel contempo le chiedo se lei stessa avesse uno studio a Roma. In questo caso la pregherei d’inviarmi il suo indirizzo privatamente. Cordiali saluti Gabriella

  • Gentile Gabriella, sono solo un’appassionata ed una studiosa di omeopatia che cerca di fornire, con il presente sito, informazioni chiare, oggettive e responsabili su ciò che l’omeopatia e le medicine naturali in generale possono fare per la nostra salute e il nostro benessere. Continui a informarsi visitando il sito, dove troverà sempre delle nuove e interessanti pubblicazioni, comprese le risposte ai commenti dei tanti visitatori. Cordiali saluti.

  • Gabriella scrive:

    Gent.ma dott.ssa, vorrei lasciare lo spazio per altri utenti, tuttavia qualora non ci fossero problemi Le comunico che una farmacista la quale, come Lei, è esperta in omeopatia ha consigliato a mia moglie Gabriella Zeel T. Prevedo la sua obiezione: perché non si è rivolta a un medico omeopatico? Le rispondo che a volte il medico che frequentiamo noi, ha l’illusione o forse la convinzione di cercare il “particolare soggettivismo del paziente” che lo porta (a nostro avviso) un po’ fuori “fuori del disturbo stesso” in un approccio idealizzato che lascia un po’ perplessi.
    Cordiali saluti

  • Gentile Gabriella, Zeel T. è un preparato omotossicologico, cioè è un rimedio complesso in preparazione omeopatica che non appartiene però al mondo dell’omeopatia classica bensì a quello della omotossicologia, la quale potrebbe rappresentare un’evoluzione della stessa omeopatia classica. L’omotossicologia pur avendo diversi punti di contatto ed ispirativi con l’omeopatia, ha però dei principi terapeutici alquanto differenti. In estrema sintesi l’omotossicologia parte dal concetto che la malattia è l’espressione della lotta tra l’organismo e una “tossina” che ne sta turbando l’equilibrio, per cui i rimedi omotossicologici devono disintossicare l’organismo nel suo insieme ed eventualmente riparare i danni provocati. L’omeopatia si basa sul principio che la malattia può essere curata con una serie di sostanze, provenienti dal mondo vegetale, minerale e animale, che in alte dosi sono in grado di provocare gli stessi sintomi della malattia, mentre fortemente diluite e dinamizzate hanno la capacità di curare la stessa malattia (legge dei simili). I rimedi omotossicologici complessi sono una combinazione di più bioterapici che lavorano in sinergia tra loro, scelti tra rimedi omeopatici classici, nosodi (da escrezioni o secrezioni patologiche derivate dall’uomo o dall’animale), organoterapici (da estratti di tessuto o di organo di animali), allergenoterapici (da allergeni), farmaci allopatici (da farmaci tradizionali), coenzimi, catalizzatori intermedi, ognuno dei quali in preparazione omeopatica cioè diluito e dinamizzato. Tornando al nostro Zeel T., mi risulta che il prodotto è più indicato per combattere varie forme di artrosi (che è un reumatismo di tipo degenerativo, consistente nella degenerazione della cartilagine articolare), anche se presenta un’indicazione per la modulazione degli stati infiammatori e per la riduzione della sintomatologia dolorosa. La sindrome di Tietze invece è più che altro configurabile come una forma di artrite (che è un reumatismo di tipo infiammatorio, consistente nel caso specifico nell’infiammazione della cartilagine articolare costosternale). Pertanto il rimedio in parola potrebbe essere di aiuto, anche se non è tra i più specifici. Cordiali saluti.

  • Maria scrive:

    Gent.Le dott.ssa
    le scrivo per sottoporle il caso di mia madre ottantaquattrenne che nell’ultimi tempi accusa forti dolori alle articolazioni e muscolari soprattutto delle gambe e che per tale condizione il medico di famiglia le ha prescritto del paracetamolo. Nel 2006 mi madre ha avuto problemi di cardiaci per cui da allora le hanno inserito un pacemaker (bradicardicardia) e nel contempo si scoprì che aveva anche un’ostruzione importante (placche ateriosclerotiche stabili a sx, l’ostruzione oggi è pari al 45-50% ). Fino a poco tempo fa la sua terapia consisteva in ibustrin( 1compressa/die) e sinvacor da40mg( 1compressa/die). Da circa un mese mia madre ha sospeso l’uso della statina a causa di un improvviso innalzamento dei valori delle lipasi e delle amilasi pancreatiche e del CPK. Attualmente prende la lecitina di soia la mattina e mangia carni bianche e pesce in tal modo riusciamo a contenere i livelli di colesterolemia, soprattutto dell’LDL, che attualmente è di 110mg/100ml ma come le accennavo all’inizio negli ultimi tempi i dolori muscolari ed articolari sono aumentati e dalle analisi il fattore reumatoide è pari a 120 IU/ml. Infinema già da molto tempo ha problemi di stipsi con feci dure che ricordano quelle delle capre, può aiutarmi?
    La ringrazio e la saluto cordialmente
    Maria

  • Gentile Maria, uno dei più importanti rimedi omeopatici per i dolori articolari e muscolari, ma in generale per tutti i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico, è proprio Bryonia, a condizione che sia presente questa duplice modalità: il dolore è migliorato dal riposo assoluto e aggravato dal minimo movimento. Se invece le modalità sono decisamente invertite, ossia il dolore è migliorato dal movimento continuato (all’inizio però è molto intenso) e, viceversa, è aggravato dal riposo, allora l’altro grande rimedio omeopatico che si potrebbe utilizzare è Rhus toxicodendron. Per quanto riguarda la stitichezza, fermo restando che entrambi i succitati rimedi sono altresì indicati per tale disturbo, potrebbero essere di aiuto i tanti preparati fitoterapici dell’antica tradizione riportati nell’articolo “Mai più stitichezza” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a consultare, quali ad esempio l’infuso di scorza d’arancia o la premuta d’arancia, il decotto di carciofo, l’infuso di cicoria, l’infuso di malva, l’infuso di rosmarino, l’infuso o il decotto di tarassaco, tanto per citare le preparazioni più casalinghe. Anche il succo di Aloe vera, da reperire eventualmente in erboristeria, può essere molto valido. Si ricordi però che è sempre opportuno il parere del medico. Cordiali saluti.

  • Alessio scrive:

    Gentile dott.ssa,
    Sono un ragazzo di 22 anni a cui è stato prescritto il bryonia alba 200k.
    Ho ormai da un paio di settimane dolori alle ginocchia, prima molto forti su di uno (ginocchio caldo e gonfio) e poi sull’altro, sebbene molto minore. L’ortopedico in una prima visita mi ha diagnosticato semplicemente una infiammazione e dalle analisi del sangue e delle urine è risultato tutto positivo. Successivamente un fisioterapista Osteopata dopo avermi visitato mi ha diagnosticato una usura della cartilagine delle ginocchia (più grave in una e meno nell’altra) e appunto prescritto il suddetto medicinale. Secondo lei può essere la cura è mirata o mi puó consigliare altro?
    La ringrazio,
    Distinti saluti!

  • Egregio Alessio, quello che le posso dire è che Bryonia è un importantissimo rimedio omeopatico, probabilmente il più importante, particolarmente indicato per i dolori reumatici articolari, sia che si tratti di reumatismi di tipo infiammatorio (artrite) e sia che si tratti di reumatismi cosiddetti “degenerativi” (artrosi, come sembrerebbe nel suo caso). Però, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, il risultati si ottengono solo se il paziente presenta una sufficiente somiglianza con il rimedio, con particolare riferimento alla sintomatologia. I dolori di Bryonia, che sono acuti e pungenti, migliorano con il riposo e con la pressione e peggiorano con il movimento; inoltre i rimedio è molto valido per le sinoviti L’altro grandissimo rimedio omeopatico per i dolori reumatici articolari è Rhus toxicodendron, che è maggiormente specializzato per l’artrosi. I dolori di Rhus tox hanno delle modalità praticamente opposte a quelle di Bryonia, cioè migliorano con il movimento (all’inizio però sono molto intensi) e, viceversa, peggiorano con il riposo oppure il riposo non li migliora affatto; inoltre i dolori sono più sordi e più opprimenti, ma non pungenti ed in generale sono migliorati dal calore e aggravati dal freddo umido o sdraiandosi sul lato dolente. Infine Rhus tox essendo principalmente il rimedio dell’artrosi, agisce in maniera più specifica sui legamenti e sui tendini articolari, invece, come detto, Bryonia presenta un netto tropismo nei confronti delle sierosi articolari. In conclusione il rimedio che, tra i due, le somiglia di più potrebbe produrre i risultati migliori. La 200K è una diluizione alta prescrivibile solo se esiste un buon grado di somiglianza con il rimedio, altrimenti potrebbe causare qualche inconveniente fastidioso. Le alte diluizioni, ammesso che siano necessarie, solitamente sono collocate verso la fine di un percorso terapeutico, perché in genere si preferisce iniziare con le diluizioni relativamente più basse per poi aumentarle con cautela, valutandone gli esiti, salvo diversa indicazione medica riferita al caso personale. Ecco perché (ovviamente non soltanto per questo) il ricorso al medico omeopata rappresenta sempre la migliore garanzia. Cordiali saluti.

  • Nicola scrive:

    Salve io da tempo soffro di dolori muscolare a livello della natica che mi scende lungo il quadricipite fino al piede il quale si addormenta. Premesso che pratico come sport il ciclismo e,questo fenomeno mi capita principalmente quando effettuo gli allenamenti, mi hanno consigliato di assumere bryonia vorrei chiedere se va bene e principalmente il dosaggio e la modalità d’uso cioè quante volte al giorno e in che quantità assumere. Grazie

  • Egregio Nicola, Bryonia è uno dei principali rimedi omeopatici per tutti i disturbi dolorosi a carico dell’apparato muscolo-scheletrico e quindi anche per i dolori muscolari, però, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, i risultati si otterranno solo se la propria sintomatologia assomiglia a quella appartenente alla patogenesi del rimedio. Bryonia è indicato in caso di dolori che migliorano con il riposo e peggiorano con il movimento, che sono acuti e pungenti e sono altresì migliorati dalla pressione; inoltre il rimedio è molto valido per la sinovite. Un altro importante rimedio omeopatico altresì indicato è Rhus toxicodendron, i cui dolori hanno delle modalità praticamente opposte a quelli di Bryonia, nel senso che migliorano con il movimento (all’inizio del movimento però sono molto intensi) e, viceversa, peggiorano con il riposo, oppure il riposo non li migliora affatto; i dolori sono più sordi e più opprimenti, ma non pungenti ed in generale sono altresì migliorati dal calore e aggravati dal freddo umido o sdraiandosi sul lato dolente; inoltre il rimedio agisce in maniera più specifica sui legamenti e sui tendini articolari. Tra i due, il rimedio che assomiglia di più sarà in grado di produrre i risultati migliori. Tenga infine presente che, in ogni caso, poiché potrebbe trattarsi di un trauma da attività sportiva, il grande rimedio omeopatico allo scopo indicato è Arnica montana. In attesa della prescrizione di un medico omeopata, ci si potrebbe orientare per le basse diluizioni, quali ad es. quelle non superiori alla 7CH, che solitamente si utilizzano in ragione di 3 granuli 3-6 volte al dì. Potrebbe anche essere utile associare una pomata fitoterapica all’Artiglio del diavolo per delle applicazioni locali. Cordiali saluti.

  • lidia berruti scrive:

    Gent.ma dott.ssa Della Volpe mia mamma ha 80 anni e dalla menopausa (avvenuta intorno ai 52 anni) si trascina problemi di osteoporosi (trattata a suo tempo con calcitonina di salmone) e artrosi diffusa (trattata con cortisonici e antidolorifici vari) che hanno causato, in seguito, ben 2 ernie a L4 e L5 con successive operazioni e protesi al ginocchio sinistro. Ora, visti il fisico e il carattere innegabilmente forti e reattivi, è ancora in piedi, ma soffre moltissimo di dolori proprio a quest’ultimi. Ha l’alluce valgo che si infiamma e si gonfia a dismisura e ha delle fitte tremende nella pianta del piede, inoltre ha perso quasi totalmente la sensibilità delle dita (che si stanno deformando anch’esse) e questo la porta ad avere timore nel camminare per paura di cadere e rompersi l’anca (che vista la MOC non è messa tanto bene neppure lei!). Il medico che l’ha operata alla schiena, ha detto che la mancata sensibilità del piede è portata dall’operazione e non esiste modo di curarla. Per farla breve la mia mamma sta ingurgitando una quantià di antidolorifici esorbitante da circa 30 anni, lo stomaco regge ma non ringrazia e prima o poi chiederà il conto anche lui. Ho pensato alla “Bryonia” ma non so se è sufficiente. Mi può dare un aiuto? La ringrazio in anticipo e con l’occasione Le porgo cordiali saluti.
    Laura Grandi

  • Gentile Laura (commento a nome Lidia), se lei intende trattare le problematiche dell’apparato muscolo-scheletrico di sua madre con l’omeopatia, le consiglio di rivolgersi ad un medico omeopata che potrà esaminare a fondo la situazione, locale e generale, inquadrare il soggetto dal punto di vista omeopatico, vagliare tutti i sintomi, fare una corretta anamnesi, valutare la capacità reattiva dell’organismo e quindi prescrivere la terapia più adatta al caso personale, individuando i rimedi giusti (quelli cioè che, per la legge terapeutica dei simili, rispecchiano maggiormente la totalità dei sintomi del paziente), le diluizioni, le posologie, la durata della cura ed altro. L’omeopatia è in grado di dare una risposta e di fornire un valido sollievo, arrestando o contrastando le inevitabili degenerazioni e agendo con efficacia contro il dolore, però ciò è strettamente legato alla corretta individuazione dei rimedi e alla sapiente strategia terapeutica da mettere in campo per il singolo caso, al fine di ottenere i risultati migliori, altrimenti gli effetti saranno inferiori alle attese. Questo “lavoro” lo può svolgere solo il medico omeopata, il quale dovrà anche seguire adeguatamente il paziente durante il trattamento per valutare l’opportunità di introdurre eventuali adattamenti alla cura. Tra l’altro, oggi, con l’omeopatia rinnovata le possibilità di cura si sono ampliate, potendo ricorrere a bioterapie tramite rimedi in preparazione omeopatica (ossia diluiti e dinamizzati) di nuova generazione, quali ad es. organoterapici, immunofarmacologici, gemmoterapici, litoterapici, ecc. Solo a titolo informativo, venendo alla patologia che dà maggiori problemi e sofferenze a sua madre, ossia l’artrosi diffusa, alla quale possiamo aggiungere anche le manifestazioni dolorose dell’alluce valgo, tenga presente che i due grandi rimedi omeopatici per i dolori reumatici sono Bryonia e Rhus toxicodendron, che hanno però delle modalità decisamente inverse. Bryonia è indicato in caso di dolori che migliorano con il riposo e peggiorano con il movimento, che sono acuti e pungenti e sono altresì migliorati dalla pressione. Rhus tox è invece indicato in caso di dolori che migliorano con il movimento (all’inizio del movimento però sono molto intensi) e, viceversa, peggiorano con il riposo, oppure il riposo non li migliora affatto; i dolori sono più sordi e più opprimenti, ma non pungenti ed in generale sono altresì migliorati dal calore e aggravati dal freddo umido o sdraiandosi sul lato dolente. Inoltre Rhus tox, essendo il rimedio dell’artrosi per eccellenza, agisce in maniera più specifica sui legamenti e sui tendini articolari, laddove Bryonia presenta invece un netto tropismo nei confronti delle borse sinoviali, facendo sì che possa venire prescritto sia nelle artrosi che nelle artriti. Tra i due, il rimedio che assomiglia di più sarà in grado di produrre i risultati migliori. Potrebbe essere utile associare un’attività di drenaggio con uno o più gemmoterapici, accennati in precedenza (sono macerati gligerici con diluizione del principio attivo D1), che per un quadro clinico dominato dall’osteoporosi potrebbero essere “Rubus fructicosus” germogli giovani, e/o “Sequoia” gemme, e/o “Vaccinium vitis ideae” gemme. Un’altra associazione altresì utile potrebbe essere quella con un organoterapico, di cui in precedenza, individuato dall’analogia tissutale, che, ad esempio, per un’artrosi generalizzata potrebbe essere “Cartilago” (cartilagine animale) o “Meduloss” (midollo osseo). La stessa litoterapia dechelatrice, di cui ancora in precedenza, potrebbe intervenire, ad esempio, con un rimedio come “Calcaire de Versailles” (roccia di calcite), che è indicato proprio in caso di artrosi con osteoporosi di notevole entità. Come vede i rimedi per trattare adeguatamente i disturbi di sua madre ci sono, vanno solo correttamente individuati e combinati tra loro, però, ripeto, per fare ciò è indispensabile ricorrere al medico omeopata. Cordiali saluti.

  • Daniela scrive:

    Gentile Dott.ssa, avrei bisogno di un suo consiglio. Da 10 anni mia madre soffre di bocca urente con tutto ciò che questa “malattia” comporta. Secondo lei questa pianta potrebbe aiutare a lenire la sensazione di fuoco perenne che mia madre avverte ? Questa pianta ha effetti collaterali o interazioni con altri medicinali, considerando che mia madre assume giornalmente Rythmonorm 300, compresse per la pressione e glicemia? Eventualmente in che dosi dovrebbe assumerla ? La ringrazio anticipatamente.

  • Gentile Daniela, piuttosto che a Bryonia, per la sindrome della bocca urente verrebbe da pensare a rimedi omeopatici come, ad esempio, Arsenicum album, Arum triphyllum, Belladonna, Sanguinaria, che hanno come sintomo più rappresentativo proprio il bruciore. I rimedi omeopatici in genere non hanno effetti collaterali, intesi questi nel senso tradizionale del termine, in quanto non contengono sostanze a livello ponderale ma solo a livello infinitesimale e la loro azione consiste unicamente nello stimolare ed incanalare correttamente la capacità propria di guarigione dell’organismo. Possono coesistere con altri farmaci se assunti per curare patologie differenti, altrimenti potrebbero essere essi (i rimedi omeopatici) a soffrirne e non il viceversa. Per quanto riguarda la diluizione e la posologia, ma soprattutto la scelta del rimedio più appropriato è consigliabile rivolgersi ad un medico omeopata. Nelle more ci si potrebbe orientare per le basse diluizioni, ad es. quelle non superiori alla 7CH, che generalmente si utilizzano in ragione di 3 granuli 3-6 volte al dì, salvo diversa prescrizione medica. Cordiali saluti.

  • Mircea scrive:

    Buna ziua am 80 de ani si am o ,,nevralgie de trigemeni” pe falca stanga(articulatie mandibula)aceasta suferinta o am de 7ani pentru remediu este buna brionia ch5.Va multumesc. Astept un raspuns-cu bine.

  • Gentile Mircea, un importante rimedio omeopatico molto utilizzato per la nevralgia del trigemino o per qualsiasi altra nevralgia e per la terapia del dolore è Hypericum. Cordiali saluti.
    Buna Mircea, un remediu homeopatic foarte important folosit pentru nevralgie de trigemen sau orice alt nevralgie și pentru tratamentul durerii este Hypericum. Toate cele bune.

  • Stefano scrive:

    Dott.ssa buongiorno, da un paio di mesi mi è stata diagniosticata la gotta.Sono chiaramente spaventato anche perchè i dolori sono fortissimi e mi sembra di capire che guarigione definitiva non esiste. Mi hanno consigliato la Bryonia per alleviare i dolori.Esiste anche un prodotto omeopatico per aiutare ad espellere meglio gli acidi urici nel sangue? Vorrei fare tutto quello che si può per risolvere al meglio questa subdola malattia. Consideri che ho,credo, una buona alimentazione.
    Carne 1 volta al mese,tanta verdura,frutta e cereali,ma i miei peccati sono dolci,formaggi e alcolici,
    tutti, o quasi tutti, i giorni. Mi può aiutare ? Grazie Stefano

  • Egregio Stefano, com’è noto, la gotta è una patologia caratterizzata da elevati livelli di uricemia nel sangue, dovuti ad un aumento di produzione di acido urico e/o ad una insufficiente espulsione dello stesso con le urine. Depositi di cristalli di acido urico si formano nei tessuti periarticolari provocando infiammazioni molto dolorose delle articolazioni che possono evolvere in artrite cronica. Di conseguenza tutti i rimedi omeopatici che hanno un’importante azione elettiva sull’apparato osteoarticolare sono adatti per la gotta, oltre che per i reumatismi in generale. Nell’articolo “Reumatismi” della sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, che la invito a consultare, sono riportati i principali rimedi omeopatici a ciò indicati, tra cui scegliere il rimedio (o i rimedi) che contengono una sintomatologia più somigliante alla sua, nel rispetto della legge dei simili su cui si basa il principio terapeutico della medicina omeopatica. Considerato inoltre che generalmente la gotta comporta sintomi come dolori articolari intermittenti associati a gonfiore, rossore e calore, i rimedi omeopatici più specifici potrebbero essere Apis, Arsenicum album, Belladonna, Bryonia, Ledum palustre, Nux vomica, Phytolacca decandra, Rhododendron, Rhus toxicodendron. Tali rimedi sarebbero in grado di controllare anche il livello di uricemia nel sangue. Ma più utilmente si potrebbe associare alla cura omeopatica qualche rimedio gemmoterapico specifico della fitoterapia rinnovata (o gemmoderivato, si tratta di macerati gligerici di gemme di piante con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), che, oltre ad avere una propria attività terapeutica, espleta anche un’importante azione di “drenaggio” capace di stimolare gli organi emuntori (tra cui i reni), liberare l’organismo dalle tossine e rendere lo stesso più recettivo all’azione della cura omeopatica o di qualsiasi altra terapia. Nel caso specifico si potrebbe ricorrere a gemmoterapici come: Fraxinus excelsior (Frassino) gemme M.G. D1 che possiede attività diuretica e regolarizza l’uricemia, per cui è particolarmente indicato nella gotta acuta e cronica; Betula pubescens (Betulla pelosa) giovani radici M.G. D1 che favorisce la diuresi e diminuisce i livelli di uricemia; Betula verrucosa (Betulla bianca) linfa M.G. D1 che ha proprietà diuretiche e depurative, atte ad eliminare l’acido urico. Anche la fitoterapia classica potrebbe fornire il suo contributo, come ad esempio la tintura madre di Ortica che è un valido rimedio per l’iperuricemia e per la gotta. Le consiglio, però, se volesse trattare la sua patologia con l’omeopatia ed i rimedi naturali, di rivolgersi ad un medico omeopata che possa prescriverle un terapia più adatta al suo caso personale. Cordiali saluti.

  • Giada scrive:

    Buonasera dottoressa Volpe,
    vorrei chiederle un parere riguardo al mio caso.Da circa 20 anni soffro di dolorosi problemi di stomaco.Attraverso gastroscopie mi è stata diagnostica ripetutamente gastrite cronica con esofagite o reflusso gastroesofageo.Da circa 14 anni mi è stata diagnosticata pure la fibromialgia,che ho cercato prima di curare attraverso i consigli del medico con leggera e corretta attività fisica,ma con l’andare del tempo i dolori e la tensione muscolare-articolare si sono accentuati.Sono stata costretta perciò a far spesso uso di paracetamolo,antinfiammatori,miorilassanti,eccc…Da circa 1 anno mi è stato diagnosticato anche la sindrome di meniere o una forma di menierismo all’orecchio sinistro.Mi è stato consigliato di prendere per un pò di tempo il DIAMOX 250 MG e poi vedere.Di recente parlando di questo mio disturbo al medico di base mi sono state prescritte delle analisi del sangue.Sono risultata carente di vitamina D, ferro e con problemi alla tiroide,ipotiroidismo causato a spiegazione del medico, da tireopatia autoimmunitaria.Ho cominciato terapia con Eutirox 25 mg,poi si vedrà.Io da anni sono
    stata in cura da un medico omeopata,in principio per i problemi gastrici, ma poi si sono aggiunte
    le altre malattie e disfunzioni.In principio ho preso thuia,ma con scarsi risultati,poi per anni calcarea carbonica,ma dopo 5-6 anni ha smesso di funzionare,sono passata a nux vomica,ottima per i problemi gastrici,ma per le altre cose non esauriente.Ora su consiglio del medico omeopata sto provando bryonia alba,ma non sò se sia la scelta migliore in quanto nux vomica funzionava di più per certe cose mentre bryonia funziona più per altre.Che fare???Sottolineo che mi sono sempre stati prescritti rimedi omeopatici con dodaggi 6LM,30LM,45 LM eccc..Lei cosa mi consiglia nel mio caso complesso di fare o meglio cosa utilizzare?? Grazie

  • Gentile Giada, potrebbe chiedere al suo medico omeopata se non fosse il caso di adoperare sia Bryonia che Nux vomica, in assunzione alternata, considerato che entrambi i rimedi omeopatici le hanno comportato benefici su fronti diversi e che l’uno “segue bene” l’altro. Cordiali saluti.

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