Apis

DESCRIZIONE

L’ape (o apis) è un insetto della famiglia delle Apidi, appartenente all’ordine degli Imenotteri. Con il termine ape si indica comunemente l’ape domestica (Apis mellifica), di cui si allevano varie razze, tra le quali quella italiana (Apis mellifica ligustica), assai pregiata per docilità e laboriosità.

Le api vivono in società matriarcali e pluriennali, costituite da una sola ape regina, che ha la  funzione di deporre le uova per la rigenerazione continua dell’alveare, da poche centinaia di fuchi, che sono i maschi la cui unica funzione è quella di accoppiarsi con la regina e da varie migliaia di api operaie, che sono le femmine lavoratrici indispensabili per la vita dell’alveare.

Come tutti gli insetti, l’ape ha il corpo diviso in tre parti: testa, torace e addome. Possiede tre paia di zampe attaccate al torace e due ali trasparenti per il volo veloce. Ha due occhi grandi composti da migliaia di faccette che consentono di vedere in ogni direzione. Nella parte superiore della testa sono posizionati a triangolo altri tre piccoli occhi, gli ocelli, adatti per vedere da vicino e nell’oscurità. Sulla fronte sono ubicate due antenne orientabili che funzionano da organi di senso e di tatto. La bocca è fornita di due mandibole per plasmare la cera, raccogliere la propoli e rompere le antere dei fiori contenenti il polline. In fondo alla bocca si trova la ligula, una sorta di proboscide che serve per aspirare il nettare dei fiori e l’acqua nella borsa melaria (una specie di pre-stomaco). Subito dopo la suzione, già durante il viaggio di ritorno all’alveare, grazie all’azione enzimatica della saliva, il nettare incomincia a trasformarsi in miele che viene poi immagazzinato in apposite celle all’interno dell’alveare. Le zampe posteriori sono provviste di spazzole che servono per raccogliere il polline che viene accumulato negli appositi cestelli. In fondo all’addome si trova il pungiglione collegato ad una ghiandola velenifera, che costituisce l’arma di difesa: infatti quando l’ape deve difendersi da un nemico gli inietta il veleno tramite il pungiglione, che però non è più in grado di ritrarre per cui poco dopo muore.

Il veleno dell’ape provoca un’intensa reazione infiammatoria a carico dei tessuti. Tale veleno infatti è formato da una complessa miscela di sostanze dotate di effetti tossici e di capacità allergizzanti. Sotto l’effetto della puntura d’ape si forma un gonfiore a forma di tronco di cono, simile ad una montagnetta (ponfo). Il dolore è il primo sintomo ed è immediato e pungente, poi subentra il prurito e successivamente un dolore bruciante ancora più forte con un bisogno impellente di raffreddare la parte interessata con acqua. La reazione infiammatoria può essere localizzata, oppure generalizzata o sistemica. Mentre la prima è limitata alla regione cutanea colpita, la seconda coinvolge tutto l’organismo e se interessa soggetti allergici può determinare una reazione violenta, in medicina nota con il termine di “shock anafilattico”, che può essere letale. Infatti il malcapitato subisce una vasodilatazione generalizzata ed il gonfiore della glottide (organo cartilagineo della laringe che serve ad isolare l’esofago dalla trachea) con prurito, pallore, angoscia, raffreddamento e coma fino al decesso.

Il rimedio omeopatico Apis si ottiene dalla tintura dell’ape intera e del veleno diluito in alcool.

 

CARATTERISTICHE DEL RIMEDIO

Il rimedio ha grande affinità con la superficie del corpo. I sintomi che richiedono Apis sono quelli della puntura dell’ape, con inizio immediato, brusco e violento: il primo segno è un dolore urente, cioè un dolore bruciante e pungente come aghi roventi, segue il prurito e poi un aumento della sensazione dolorosa che porta il soggetto a gridare per la sua intensità. La parte dolente è molto sensibile al tatto (anche i peli sono dolenti al tatto), è gonfia, calda e lievemente congestionata. Si forma cioè l’edema cutaneo che non è mai rosso ma si presenta bianco, al più rosato.

I sintomi di Apis sono sempre aggravati dal caldo (come Antimonium crudum e Antimonium tartaricum) e sono, viceversa, migliorati dal freddo e da applicazioni fredde. Sono altresì aggravati dalla pressione e dal contatto dei vestiti. Hanno tendenza a cambiare sede molto rapidamente, in particolare il dolore, e vanno da dx a sx, dall’alto in basso.

Il rimedio ha una lateralità dx.  Alcuni suoi antidoti sono Ipeca, Lachesis, Ledum. Alcuni suoi incompatibili sono Coffea, Rhus toxicodendron.

In Apis vi è assenza di sete, anche in caso di febbre e diminuzione delle urine, che diventano scarse. Infatti il segnale che indica che il rimedio sta agendo è proprio un aumento graduale delle urine.

Apis interessa la pelle, le mucose, le membrane sierose, nonché le membrane sinoviali.

E’ un rimedio prezioso nei casi di infiammazioni acute, quali l’erisipela, l’orticaria, l’eritema solare, il reumatismo, l’angina di gola, la nefrite, l’albuminuria, le infiammazioni dell’apparato genitale, con dolori pungenti.

Apis ha una grande astenia: il soggetto è molto stanco ed ha la sensazione di contusione in tutto il corpo, come se avesse lavorato duramente. E’ irritabile, irrequieto, non sopporta di essere lasciato solo; è ansioso, nervoso, brontola continuamente; è incontentabile; è maldestro; ha tremori; ha scarsa coordinazione motoria (come Agaricus muscarius si lascia cadere le cose dalle mani, ma a differenza di quest’ultimo è aggravato dal caldo); ha sussulti e contrazioni; è ipersensibile. Inoltre è diffidente e geloso, ha una certa predisposizione al pianto. Per questo il rimedio è particolarmente adatto ai bambini piagnucoloni, che non possono fare a meno di piangere e che lanciano grida improvvise durante il sonno.

Il rimedio è indicato anche in tutti i casi di malattia acuta e cronica che presenta uno stato idropico, cioè affetto da idropisia.

Apis è un rimedio ad azione locale ed è l’acuto di Natrum muriaticum, che viceversa è il cronico di Apis.

Il tipo Apis ha una costituzione fosforica e un temperamento nervoso. Inoltre, poiché il rimedio interessa pelle e mucose, si riscontra una diatesi psorica.

In estrema sintesi Apis è il rimedio della sindrome infiammatoria acuta che ha sintomatologia simile alla puntura d’ape.

 

USO DEL RIMEDIO

Apis si usa nei seguenti principali casi, quando i sintomi corrispondono e si associano alle caratteristiche del rimedio.

1) PELLE: infiammazioni acute che evolvono rapidamente con oliguria (diminuzione delle urine), assenza di sete, edema e versamento, come l’orticaria, l’erisipela (soprattutto al viso), l’eritema solare. Anche nei casi di morbillo e di rosolia.

Le eruzioni spesso cominciano a dx, se interessano il viso successivamente compaiono anche a sx. La pelle, con o senza eruzioni, è ipersensibile al minimo contatto, è rugosa e tale rugosità è ben percepibile al tatto. Può esserci febbre alta. Le labbra (in particolare il labbro superiore) e la lingua possono gonfiarsi improvvisamente e divenire calde, rosate e secche. Ciò si verifica spesso quando il soggetto allergico ha mangiato fragole, molluschi od altri alimenti. I sintomi migliorano con applicazioni fredde.

2) GOLA: stati infiammatori acuti ed angine di gola con febbre alta, faringe arrossata, palato gonfio, gola gonfia, ugola allungata e rossa. Tutta la gola è edematosa con dolori brucianti e pungenti e con difficoltà a deglutire. Laringite e infiammazione della glottide con difficoltà di deglutizione e tosse secca con senso di affaticamento, come si ha nella difterite.

I sintomi che richiedono il rimedio insorgono improvvisamente con un’intensità a dir poco eclatante. Il soggetto non sopporta alcun contatto né alla gola né al petto. I dolori sono aggravati dal caldo.

Il rimedio spesso è associato a Phytolacca, Belladonna, Mercurius, Aurum triphyllum, Phosphorus.

3) OCCHI: infiammazione accompagnata da edema, secrezione lacrimale con sensazione di punture e di bruciore ardente che migliora con lavaggi e con applicazioni fredde. Nei casi di irite, congiuntivite, oftalmia nei soggetti affetti da reumatismo. Il rimedio inoltre è indicato per prevenire le recidive degli orzaioli, nei casi di palpebre inferiori gonfie (borse agli occhi) ed in tutti i casi in cui c’è infiammazione, congestione, vasodilatazione, edema. E’ un eccellente rimedio per gli occhi. Si può associare a Euphrasia e Kali bichromicum.

4) APP. DIGERENTE: dolore e bruciore allo stomaco. Vomito e diarrea aggravati dal movimento.

5) OVAIO: annessite acuta (infiammazione che coinvolge gli annessi uterini, cioè l’ovaio e la tuba) della parte dx. Spesso anche nei casi di amenorrea, dismenorrea, quando sono presenti cisti all’ovaio dx in fase iniziale per impedire che si ingrandiscano. A volte il rimedio si adopera in associazione con Arnica.

6) TESTICOLI: infiammazione del testicolo dx.

7) APP. URINARIO: nei casi di infiammazione ove le urine sono scarse e contengono un elevato tasso di albumina (albuminuria), come nella nefrite, sia acuta che cronica, conseguente ad un’altra malattia (scarlattina, difterite, erisipela od altro). Il rimedio è indicato anche nei casi di cistite.

8) MEMBRANE SIEROSE: tutte le infiammazioni con edema.

9) MEMBRANE SINOVIALI: reumatismo delle articolazioni con edema, con sensibilità al contatto, alla pressione, al minimo movimento. La pelle delle articolazioni è tesa, rosea e calda. Edema delle mani con intorpidimento delle dita. Caviglie e piedi edematosi. Gonfiore delle ginocchia.

10) TESTA: mal di testa che peggiora con il contatto e con la pressione delle mani. Anche per alcuni casi di meningite.

11) FEBBRE: in tutti gli stati acuti in cui è presente una febbre alta ed il soggetto è agitato, ansioso e, caratteristica essenziale, non avverte sete, alternando febbre a sudorazione profusa.

DOSI

Apis, in quanto rimedio acuto, viene utilizzato alle basse diluizioni.

□ Nel caso 1), diluizione D10, 5 granuli o 10 gocce, 3 – 4 volte al dì. Associazione consigliata con Graphites, Rhus tox, Sulphur. Integrazione consigliata con pomata.

□ Nel caso 2), diluizione D8, 5 granuli o 10 gocce, 6 volte al dì.

□ Nei casi 3), 4), 5), 6), 7), 8) e 10), diluizione 5 CH, 3 granuli o 5 gocce, ogni 3 ore.

□ Nel caso 9), diluizione D6, 5 granuli o 10 gocce, 4 volte al dì. Associazione consigliata con Aesculus hippocastanum, Rhus tox. Integrazione consigliata con pomata.

□ Nel caso 11), diluizione 5CH, 3 granuli o 5 gocce, secondo necessità anche ogni ora. Associazione consigliata con Bryonia, Ferrum phosphoricum.

(*) V. Note esplicative

44 risposte a Apis

  • serena scrive:

    Salve….piu che un commento volevo fare una domanda …..può essere somministrato anche ai cani??? Grazie

  • Gentile Serena, anche se non sono un’esperta in questo campo, le posso dire che in genere, come spesso succede per le altre medicine, l’omeopatia può essere adoperata anche per gli animali domestici. Cordiali saluti.

  • anita scrive:

    Se assumendo apis si manifestasse l’ orticaria sulle spalle, è il caso di continuarne l’asunzione? Grazie

  • Gentile Anita, potrebbe trattarsi di un normale aggravamento omeopatico a carattere transitorio. Sarebbe opportuno che tale valutazione la facesse il medico omeopata, il quale potrebbe decidere se ridurre la dose e/o cambiare la diluizione e/o ricorre ad un antidoto omeopatico per lo specifico sintomo. Per l’occasione consulti l’articolo “Aggravamento omeopatico” della sezione del sito “Approfondimenti”. Cordiali saluti.

  • passera franca scrive:

    ‘a
    pis mellifica 15 ch per vulvovaginiti e cistiti che dosaggio devo fare per prevenzione ?

    grazie mille

  • Gentile Franca, potrebbero andare bene 3 – 5 granuli una volta al dì. Tenga però presente che potrebbe risolvere definitivamente il problema con una cura appropriata e per questo dovrebbe rivolgersi necessariamente al medico omeopata. Cordiali saluti.

  • Barbara scrive:

    Buona sera,
    Volevo sapere se con l’utilizzo dell’apis si rischiano reazioni allergiche anime gravi (shock anafilattico). Grazie saluti

  • Gentile Barbara, generalmente i rimedi omeopatici non danno reazioni allergiche, anzi molte volte vengono adoperati proprio per combatterle. Cordiali saluti.

  • leahu tatiana scrive:

    ho una ciste ovarica destra di 10 cm .sono stata operata 5 anni fa di una ciste di 5 cm e adesso e di 10cm sempre nella parte destra..ci dica x favore un rimedio adatto che nn vorrei fare ancora l’aparascopia GRAZIE TANTO.ho 42 anni,3 figli —18 anni,17anni e 14 anni.per favore li chiedo tanto aiuto

  • Gentile Tatiana, i rimedi omeopatici che potrebbero essere maggiormente indicati sono Apis, Carbo animalis, Iodum. Il consiglio però è sempre quello di rivolgersi al medico. Cordiali saluti.

  • caterina rizzo scrive:

    Scrivo il mio caso particolare è da 2 anni che ho un eritema corrosivo al viso sono riuscita ha tamponare con delle medicine omopatiche…lenisce ma il problema c’è sempre… adesso sono in fase acuta … con bruciori e stiramenti al viso formandosi delle chiazze rosse in disquamazione …la cura prendo 3 granuli x tre volte al giorno ( apis melliaca 5ch) x 15 giorni e 50 gocce di ribes nero x 30 giorni….. sulfur 0,6 LM poi x 30 giorni altre 30 giorni sulfur 0,30 LM…. la soluzione … allieva la cute ma nulla di difinito spero di avere maggior risposta x avere un buon risultato.cordiali saluti

  • Gentile Caterina, la prima cosa che le consiglio di verificare, se non l’avesse già fatto, che l’affezione cutanea non sia dovuta al contatto con sostanze allergizzanti (metalli, saponi, detersivi, cosmetici, farmaci ad uso locale, ecc.). In linea del tutto generale la cura che sta effettuando, che ritengo sia stata prescritta da un omeopata, sembra essere abbastanza equilibrata e se è nuova deve solo avere la pazienza di attenderne i risultati, considerato anche che le diluizioni LM agiscono in maniera più dolce e lenta, ma più in profondità per la completa rimozione delle cause. Lo stato acuto in atto potrebbe essere dovuto all’azione positiva di Sulphur, che incomincia ad espellere attraverso la cute i rifiuti tossici dell’organismo. Cordiali saluti.

  • caterina rizzo scrive:

    LA CURA CHE STO FACENDO è STATA PERSCRITTA DALL’OMEOPATA…SI QUESTA ALLERGIA è DOVUTA A CONTATTI ALLERGIZZANTI … MI ALLIEVA IL BRUCIORE E IL ROSSORE L’UNICA COSA CHE SI STANNO FORMANDO PIù ACCENTUATE GLI EDEMI NEL VISO LE BORSE SOTTO GLI OCCHI COSA CHE NON MI è SUCCESSO L’ALTRA VOLTA IN PASSATO FACENDO LA STESSA CURA…VORREI SAPERE SE è NORMALE … ..PERò DEVO CONSIDERARE LA PRIMA VOLTA è STATA MOLTO EFFICACE SENZA QUESTO GONFIORE…CORDIALI SALUTI.

  • Gentile Caterina, se lei ha ripetuto di sua iniziativa la stessa cura prescrittale in passato dall’omeopata per un’analoga affezione cutanea al viso, ha commesso uno sbaglio, perché ha ragionato secondo i canoni della medicina tradizionale, dove i farmaci vengono scelti unicamente in base al sintomo e per questo motivo esistono farmaci universali per curare specifiche sintomatologie (leggi malattia). Nella medicina omeopatica invece più che al sintomo si guarda al malato con tutte le sue manifestazioni fisiche, psichiche e mentali (oltre ovviamente ai sintomi), che possono subire delle modificazioni nel tempo e per questo motivo non sempre si può associare alla stessa malattia lo stesso farmaco. Inoltre nelle malattie croniche o nelle recidive, anche se il rimedio omeopatico dovesse essere confermato, potrebbe essere necessario modificare la sua diluizione (o per meglio dire la sua potenza) e ciò per evitare l’esasperazione dei sintomi o la comparsa di nuovi sintomi, comunque contenuti nel rimedio, che in precedenza non si erano manifestati. Di conseguenza non è per nulla scontato che a distanza di tempo la stessa cura omeopatica possa essere ancora quella giusta, anzi è molto più probabile che debba o essere ripetuta con diluizioni diverse o essere addirittura cambiata (parzialmente o totalmente). Intanto le medio-alte diluizioni, nel suo caso 0/6LM o 0/30LM di Sulphur, possono essere assunte solo su esplicita prescrizione del medico, dopo l’esame della situazione attuale. Le consiglio pertanto di risentire il parere del suo medico omeopata. Cordiali saluti.

  • gianluca scrive:

    Buongiorno volevo chiederle che dosaggio devo prendere per prevenzione alle punture delle api essendo un apicoltore hobbista. Mi hanno detto che apis ch15 ovuli è un ottimo rimedio per non diventare allergici.
    Grazie e cordiali saluti

  • Cesare scrive:

    Buongiorno dottoressa, dopo un peeling estetico con glicolico/cojico possiamo pensare ad Apis? Per rossore/bruciore? In tal caso in quale diluizione/forma?

  • Egregio Gianluca, per la prevenzione delle punture d’insetto il rimedio omeopatico più indicato è Ledum palustre, mentre Apis viene associato in presenza degli effetti locali di una puntura in quanto capace di esercitare un’azione particolarmente rapida e lenitiva sulla parte colpita. Le diluizioni potranno essere opportunamente basse, ad es. 5CH, alla dose spesso consigliata di 3 granuli ogni 12 ore, salvo diverso parere del medico cui è sempre opportuno rivolgersi. Infine non mi risulta che Apis non faccia diventare allergici, semmai potrebbe ridurre gli effetti di una reazione allergica indotta dalla puntura d’insetto. Cordiali saluti.

  • Egregio Cesare, i fenomeni di irritazione cutanea e di sensibilizzazione conseguenti ad un trattamento di peeling con acido glicolico e/o con acido cogico, possono senz’altro trovare beneficio con Apis omeopatico che è un rimedio particolarmente indicato per tutte le infiammazioni acute della pelle. La diluizione che generalmente si utilizza è la 5CH in ragione di 3 granuli 3-6 volte al dì, allungando i tempi con i miglioramenti. Sarebbero utili anche applicazioni locali con una crema a base di Calendula. La parola però spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • david scrive:

    Gentile dottoressa, a mia moglie è stata diagnosticata una infiammazione metabolica piuttosto grave, ha parecchi edemi su tutto il corpo e una importante obesità. Soprattutto quelli alle gambe alle mani al viso e alle caviglie le danno molto dolore con sensazione di imminente “esplosione” nelle zone maggiormente interessate. Pensa che apis possa dare beneficio? Ho trovato sul mercato apis mellifica 30×250 non so esattamente cosa significhi pensa possa andare bene? Quale dovrebbe essere il suo dosaggio per una donna adulta di 48 anni? La ringrazio anticipatamente.

  • Egregio David, il prodotto omeopatico da lei indicato, cioè Apis mellifica 30X 250 compresse, è un rimedio appartenente alla Farmacopea Omeopatica degli Stati Uniti, ove 30X, che è la sua diluizione, corrisponde alla nostra D30, ovverosia alla trentesima decimale. Per la sintomatologia descritta il rimedio potrebbe essere indicato e la posologia spesso consigliata è di 4 compresse sotto la lingua 4 volte al dì, anche se ciò è opportuno che lo stabilisca il medico. Cordiali saluti.

  • Lory scrive:

    Buongiorno,
    a causa di una malformazione congenita soffro da anni di artrosi che, negli ultimi tempi, mi sembra anche aggravata. Apis potrebbe essere d’aiuto e si in che diluizione e quante volte al giorno è necessario assumerla?
    Grazie e cordiali saluti.

  • David scrive:

    La ringrazio per la celere risposta, ne approfitto per chiederle se è necessario sospendere la somministrazione di diuretici allopatici durante l’uilizzo di apis o se possono concorrere insieme ad una piu veloce guarigione. Esistono anche rimedi in crema/pomata omeopatici da applicare localmente? Inoltre se le fosse possibile indicarmi un valido e sicuramente esperto medico omeopata in Roma o nord est romano (Monterotondo, Guidonia etc.) di sua conoscenza in grado di aiutarci a superare questo momento difficile mai risolto con la medicina tradizionale nonostante i grandi sforzi sia economici che di tempo impiegati inutilmente. La ringrazio ancora anticipatamente per la sua risposta.

  • Gentile Lory, Apis è un rimedio omeopatico senz’altro indicato per i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico e quindi anche per l’artrosi, ma è uno dei tanti, per cui, come richiede l’omeopatia, i risultati saranno tanto migliori quanto più lei ravvisa somiglianze con le caratteristiche del rimedio. Volendo fronteggiare la problematica acuta, ci si soffermerà molto sulla sintomatologia in atto ed in particolare sui sintomi locali dolorosi, sulle modalità di insorgenza, sulle circostanze di aggravamento o di miglioramento, ecc. Apis è particolarmente idoneo se le articolazioni si presentano gonfie e tese, se i dolori sono brucianti e migliorano con le applicazioni fredde. Gli altri rimedi omeopatici comunemente utilizzati nelle artrosi sono: Arnica montana, se le articolazioni sono gonfie e si ha paura di essere toccati; Belladonna, se vi è l’infiammazione ed i dolori peggiorano con il contatto e migliorano con il riposo; Bryonia, se vi è secchezza delle mucose ed essudazione delle sierose e se il dolore peggiora con il movimento e migliora con la pressione (è anche il rimedio della sinovite); Rhus toxicodendron, se il dolore peggiora con il riposo e migliora con il movimento e/o con il calore; Hypericum, se il dolore peggiora con il movimento e/o con il freddo e migliora coricandosi sul lato dolente. Molte volte Arnica montana si associa con Rhus toxicodendron e/o con Hypericum, così come Belladonna con Bryonia. Le diluizioni più consigliate sono le basse, quale ad es. la 7CH, in ragione di 3 granuli 3-4 volte al dì, alternando i rimedi in caso di associazione. Sono utili anche le applicazioni locali di pomata Arnica compositum o Artiglio del diavolo. Per un ricorso a rimedi naturali dell’antica tradizione di origine vegetale, la invito a consultare l’articolo “Stop reumatismi-nevralgie-ecc.” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”. La parola però spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • Egregio David, in linea del tutto generale prima di sospendere un farmaco occorre sempre sentire il parere del medico. Nel caso specifico, comunque, Apis può convivere con il diuretico. Per le applicazioni locali potrebbe essere utile la pomata di Apis mellifica o di Ledum palustre. Infine per quanto riguarda il recapito di un medico omeopata in Roma, mi dispiace di non poterla aiutare in quanto solo un’appassionata ed una studiosa di omeopatia. Le posso però suggerire, se non ha altri riferimenti, di rivolgersi ad una farmacia di fiducia con vendita omeopatica per poter essere indirizzato verso un bravo medico omeopata, che certamente esisterà nella sua zona. Cordiali saluti.

  • caterina rizzo scrive:

    Gentile dottoressa… riscrivo x comunicare che le cure fatte sull’edema corrosivo sul viso sono state lunghe … il mio omeopata ha associata la cura… facendomi fare molti bagni al mare senza mettere nessuna protezione…nello stesso tempo ho preso molto sole…giorno x giorno la mia pelle migliorava…raggiungendo buon risultati… ringrazio il mio dottore che oltre alla medicina omeopatica, mi ha suggerito con molto onestà di curarmi con l’ acqua del mare e il sole… Cordiali saluti Caterina.

  • Gentile Caterina, la sua testimonianza conferma ancora una volta che la Natura possiede delle formidabili capacità guaritrici sia con i rimedi che da essa derivano e sia anche direttamente con i suoi elementi. L’acqua di mare è un vero e proprio toccasana per molte affezioni della pelle grazie all’azione lenitiva, vitalizzante, tonica, cicatrizzante, antisettica, antinfiammatoria, ecc., dovuta soprattutto alla presenza di sali minerali e di oligoelementi come sodio, rame, zolfo, potassio, magnesio, ferro, zinco, bromo, calcio, iodio. Anche un’esposizione controllata al sole è in grado di esercitare un potere terapeutico per molte patologie della pelle. Il resto, come lei giustamente afferma, lo si deve alla cura omeopatica. Cordiali saluti.

  • Gianni scrive:

    Gentile dottoressa, le scrivo in quanto mi hanno riscontrato un’allergia alle vespidi. Dopo delle analisi del sangue e delle prove in ospedale nel reparto di allergologia, mi hanno consigliato la terapia del veleno.I miei sintomi sono stati vari dopo la puntura, ma non ho avuto un vero e proprio shock anafilattico.Momenti di tachicardia alternati a mancamenti, ipertensione, mancanza di salivazione, caldo improvviso con colpi di freddo, vertigini controllate ecc.Quello che mi ha colpito di più è lo squilibrio totale dello stomaco. Tantè che solo un moment o una tachipirina mi portano attualmente ad essere iperteso, e con vari problemi di digestione(da acidità a fame continua)insomma mi ha squilibrato tutto. Ora le cose sono molto migliorate, ma pensare di fare una cura con del veleno mi preoccupa un pò….
    La mia domanda è…posso fare una cura omeopatica per essere tollerante alle punture delle vespidi? Posso chiedere in ospedale di provare questo tipo di cura?
    La ringrazio anticipatamente…Cordiali saluti

  • Egregio Gianni, l’omeopatia è in grado di trattare le allergie con l’utilizzazione di rimedi costituzionali in grado di esercitare un’azione di “terreno” che gradualmente elimina quel disequilibrio sistemico, con radici sia fisiologiche che psicologiche, che provoca la reattività allergica e quindi la risposta errata e spropositata del sistema immunitario. Le cure in genere sono abbastanza articolate e vanno avanti per gradi, dove ciascun grado potrebbe richiedere un particolare adattamento terapeutico, però i risultati sono buoni e sono stabili nel tempo. Se lei perciò intende superare la sua allergia con l’omeopatia, si deve rivolgere ad un medico omeopata che sarà in grado di prescriverle una cura strettamente personale con l’individuazione dei rimedi costituzionali adatti a lei e di mettere in atto la strategia terapeutica, di cui in precedenza, per risolvere definitivamente il problema. L’ospedale potrà essere in grado di fare ciò solo se ha una sezione dedicata, perché, com’è noto, l’omeopatia non è una medicina vietata ma neanche completamente riconosciuta dal sistema sanitario nazionale, mentre i rimedi omeopatici sono riconosciuti come farmaci a tutti gli effetti, tant’è che si vendono in farmacia e quota parte della spesa è fiscalmente detraibile alla stessa stregua dei farmaci tradizionali. Però tenga presente che la somministrazione a piccole dosi controllate dell’allergene risponde proprio ad un principio omeopatico, cioè quello di somministrare a dosi bassissime la sostanza che produce i sintomi o la malattia. In questo modo, nella fattispecie, si dà la possibilità al sistema immunitario di abituarsi a considerare gli allergeni non nocivi per l’organismo. Infatti i vaccini omeopatici per le allergie, che sono tra i rimedi utilizzati dall’omeopatia moderna, sono preparati diluendo le sostanze responsabili delle allergie. Cordiali saluti.

  • Giuseppe scrive:

    Buongiorno,
    soffro da anni di angio-edema migrante e rapido, apparentemente scaturito da una reazione intollerante ai FANS. Da allora, si ripete spesso in relazione a cio che mangio o ad altri farmaci che assumo. Mi hanno suggerito APIS 3g al bisogno, ma vorrei chiedere un suo gentile parere in quanto nello specifico gli edemi sono spesso ai polsi, mani, gomiti, piedi. Generalmente li arresto con un antistaminico. Posso chiedere un suo parere? suggerisce di abbinare altri rimedi? esistono pomate che potrebbero essere utili? grazie in anticipo, buona serata.

  • Egregio Giuseppe, Apis è senz’altro un rimedio omeopatico adatto, considerato che è specificamente indicato per ogni tipo di edema, la cui sintomatologia migliora con le applicazioni fredde. Se l’angioedema è accompagnato da orticaria potrebbe essere utile rafforzarne l’azione associando Urtica urens, sempre omeopatico. Anche la fitoterapia potrebbe fornire il suo contributo con più di un preparato, come ad esempio quelli dell’antica tradizione di cui all’articolo “Spegniamo le infiammazioni” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”. Altri fitoterapici particolarmente utili potrebbero essere le applicazioni locali con il gel di Aloe vera, una pomata alla Calendula, l’olio di Menta o di Sandalo, oppure gli impacchi con infuso di Camomilla o di Biancospino o di farina di Avena e bicarbonato di sodio o di Zenzero o di Curcumina o di radice di Liquirizia ed altro. Infine sarebbe consigliabile adottare un’alimentazione sana ed equilibrata che privilegi i cibi ricchi di vitamine, in particolare le vitamine B1, B2, B3, C, E e che eviti, ovviamente, i cibi o gli additivi alimentari in grado di scatenare i sintomi. Si ricordi che la parola spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • GIORGIA scrive:

    Buongiorno, il mio bimbo di 5 anni soffre fin dalla nascita di dermatite atopica, non grave per fortura, in questo periodo “grazie” al sudore ha un gran prurito insopportabile giorno e notte, cosa posso somministrargli per alleviarglielo un po’ ? mi consiglia anche una crema per la pelle che si secca molto ? grazie mille !

  • Gentile Giorgia, per lenire e calmare il prurito sono molto validi diversi preparati fitoterapici per uso esterno, come, ad esempio, i bagni locali con un infuso che si ottiene miscelando Malva, Noce e Sambuco, nella proporzione di una parte di miscela e due parti di acqua bollente, lasciando ovviamente raffreddare il tutto. Lavaggi locali possono realizzarsi anche diluendo la tintura madre di Calendula o l’olio essenziale di Melaleuca (noto anche come Tea Tree Oil), che hanno importanti proprietà antipruriginose, lenitive, calmanti, antisettiche, antinfiammatorie, cicatrizzanti, ecc. Entrambi i preparati vanno diluiti in acqua sterilizzata, previa bollitura e le quantità che generalmente si utilizzano sono, per mezzo litro d’acqua, 30-40 gocce per la tintura madre di Calendula e 5-6 gocce di olio essenziale di Melaleuca. Possono andare bene anche gli impacchi con gli infusi di Bardana o di Tarassaco o di Echinacea o di Centella asiatica o di Consolida e di Menta piperita, oppure le spugnature con la farina di Avena. Sono altresì validi, sempre per uso esterno, l’olio di Mandorle dolci o di Borragine od anche una crema idratante a base di Avena o di Calendula per un’azione lenitiva, calmante, antipruriginosa, disarrossante. Per ridurre la secchezza della pelle è altresì importante applicare creme emollienti (le creme e gli oli citati sono di per sé emollienti), evitare bagnetti prolungati, adoperare detergenti delicati a pH fisiologico (4 o 5), bere abbastanza acqua, ecc. Sarebbe opportuno associare anche altri tipi di intervento, quali ad esempio un’alimentazione appropriata (fibre, vitamine, sali minerali), riducendo, in particolare, il consumo di dolci e di zuccheri semplici, una corretta igiene personale, l’uso di indumenti idonei (di cotone e traspiranti), l’eliminazione di jeans o pantaloni troppo stretti, non far grattare le zone interessate per non aggravare ulteriormente il problema, ecc. Senta comunque il parere del medico. Cordiali saluti.

  • enzo scrive:

    ho un ‘infiammazione nevralgica post erpetica dovuta da un erpes zoster ,mi è stato consigliato apis belladonna.,chi sa dirmi se potrò avere effetti benefici? grazie.

  • Egregio Enzo, se i dolori sono brucianti e migliorati dalle applicazioni fredde, allora Apis potrebbe essere il rimedio omeopatico indicato. Se i dolori si accompagnano a sensazione di calore e bruciore, sono pulsanti e si aggravano con il tatto, allora potrebbe essere indicato Belladonna. Qualora la sintomatologia si presenta mista, potrebbero essere associati entrambi i rimedi omeopatici, a maggior ragione considerato che sono anche sinergici.(pur se con grado di sinergia non elevato). In situazione diversa tenga presente che uno dei principali rimedi delle nevralgie è Hypericum, dove il dolore risale lungo il tragitto del nervo e peggiora con il movimento e/o con il freddo. Un altro valido rimedio delle nevralgie è Magnesia carbonica, dove però i dolori, violenti e improvvisi, che seguono il tragitto del nervo, si aggravano di notte e di solito insorgono a sinistra. Cordiali saluti.

  • federico scrive:

    Ho molta fosse sia secca che grassa, diurna e soprattutto notturna, forte mal di gola, congestione agli occhi e mal di testa. L’omeopata mi ha prescritto apis 30ch e il dolore alla gola migliora, la tosse al contrario non trova alcun beneficio. Si può associare ad apis qualcosa di specifico x la tosse secca e grassa? Grazie

  • Egregio Federico, se la tosse non proviene, come si dice, dalla gola, allora è possibile che Apis da solo non abbia risolto il problema, atteso che il rimedio è più specifico per il mal di gola e meno per la tosse in generale. Dobbiamo però ricordare che la tosse non è una malattia, bensì un sintomo di reazione dell’organismo in risposta alle infezioni delle vie respiratorie, ad allergie o un meccanismo di difesa per liberare le stesse da catarro, polvere, corpi estranei e sostanze nocive o irritanti. Di conseguenza non va curata la tosse, che andrebbe solo calmata quando diventa eccessiva e insostenibile, ma vanno curate le relative cause. Sarebbe perciò importante avere una diagnosi precisa, in modo che si possano mettere in atto le cure appropriate a eliminare stabilmente la causa della tosse. E’ vero che l’omeopatia guarda più al malato ed ai suoi sintomi piuttosto che alla malattia in sé, però l’individuazione della malattia consentirebbe di stabilire la corretta strategia terapeutica e di conoscere i risultati ottenibili con la cura omeopatica. Ciò premesso, l’articolo “Tosse” della sezione del sito “Affezioni-Rimedi” riporta diversi rimedi omeopatici potenzialmente in grado di controllare la tosse, tra cui, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, occorrerà individuare il rimedio (o i rimedi) che presenta una sintomatologia quanto più somigliante possibile, a seconda delle caratteristiche della tosse, delle sensazioni che provoca e dei sintomi concomitanti. Ad esempio tra i principali rimedi utili a trattare una tosse, grassa o secca che sia, che si manifesta soprattutto di notte troviamo Antimonium tartaricum, Arsenicum album, Belladonna, Bryonia, Carbo vegetabilis, Coccus cacti, Phosphorus, Pulsatilla, Sabadilla, Silicea, Sticta pulmonaria, Sulphur, Thuya. Ovviamente il rimedio (o i rimedi) che assomiglia di più produrrà i migliori risultati. Inoltre potrebbe essere utile associare un’attività di drenaggio che stimoli gli organi emuntori, liberi l’organismo dalle tossine e renda lo stesso più recettivo all’azione della cura omeopatica. I drenanti che vengono generalmente utilizzati sono dei rimedi gemmoterapici (o gemmoderivati, si tratta di macerati gligerici di gemme di piante con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), che vengono scelti in base all’indicazione terapeutica. Nel caso specifico si potrebbe ricorrere, ad esempio, a gemmoterapici come Carpinus betulus M.G. D1 che ha un’azione elettiva sul rino-faringe e sulle mucose respiratorie ed ha proprietà antinfiammatorie, anticatarrali, riduce gli spasmi delle prime vie respiratorie ed è un ottimo antitosse e Ribes nigrum M.G. D1 che ha delle ottime proprietà antinfiammatorie, antistaminiche e stimolanti del sistema immunitario. Anche la fitoterapia classica potrebbe fornire il suo contributo con, ad esempio, i preparati fitoterapici dell’antica tradizione di cui all’articolo “Via raffreddore-tosse-influenza-ecc.” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, tra i quali si citano lo sciroppo di cipolla e limone, gli impacchi di semi di lino o di crusca di frumento, il decotto di viola mammola, gli infusi di malva, maggiorana, cicoria, fichi secchi e timo. Sarebbe però opportuno che tutto quanto ciò lo stabilisse il suo medico omeopata. Cordiali saluti.

  • Chiara scrive:

    Gentile dottoressa, due giorni fa sono stata punta da un insetto non ben identificato, forse una vespa. Visto il dolore che ho sentito nell’immediato, ho assunto immediatamente apis 7ch (era quello che avevo in casa era domenica sera) 3 granuli ogni mezz’ora circa e applicato una piccola dose di crema apis che purtroppo avevo finito.. Il giorno seguente dolore passato, ho applicato halicar dhu crema che conosco e uso da tempo. Però l’infiammazione si è allargata dalla zona delle punture (sono stata punta due volte all’attaccatura del braccio, parte interna) quasi fino al gomito. Quindi i sintomi: rossore, gonfiore, prurito, hanno iniziato a darmi il tormento. Il mio medico mi ha dato una pomata (non omeopatica, purtroppo non è omeopata..) che ha pure peggiorato la situazione. I primi miglioramenti li ho avuti ieri con numerosi impacchi freddi e smettendo le applicazioni locali ma senza mai interrompere apis 7 ch, 3 granuli tre volte al giorno. Il rossore sta molto gradualmente scemando, il prurito pure, ma sembra che il gonfiore si stia spostando verso il gomito e più giù.. Nell’attesa che torni il mio medico, potrebbe darmi un consiglio? Apis 7 ch è corretto? In caso contrario quale diluizione mi consiglia? E a livello topico? Grazie infinite per la sua disponibilità.. Resto in attesa.

  • Gentile Chiara, Apis è indiscutibilmente il miglior rimedio omeopatico per le punture d’insetti, per le quali, dovendo agire a livello sintomatico, viene utilizzato alle basse diluizioni, quali ad es. proprio la 7CH. A livello topico potrebbe essere adoperata una pomata alla Calendula per un’azione lenitiva, calmante, antisettica, antinfiammatoria, cicatrizzante, ecc. Cordiali saluti.

  • Chiara scrive:

    Grazie per la rapida risposta, un’ultima domanda se posso.. Ho notato che la crema halicar dhu, che so essere davvero efficace proprio su chi ha problemi cutanei, tipo allergia ai cerotti, sfoghi, eczemi e altri disturbi di questo genere, questa volta non era indicata. Vero che si tratta di una puntura, ma l’esito finale, sulla pelle, sembrava proprio uno di quei casi.. C’è una ragione specifica oppure è una questione soggettiva? Mi scusi se mi sono dilungata troppo. Un caro saluto.

  • Gentile Chiara, la crema Halicar DHU può andare senz’altro bene, le avevo però indicato la pomata alla Calendula, o per meglio dire una biopomata, perché contiene tutti ingredienti naturali e/o di origine naturale. Tutto qui. Cordiali saluti.

  • Anna scrive:

    Si può usare apis nei soggetti con depressione ipocondriaca?

  • Gentile Anna, più che altro Apis è il rimedio omeopatico del depresso che pensa di stare per morire, invece i rimedi più tipici del depresso con ipocondria, ossia con la preoccupazione eccessiva e infondata per la propria salute, con la paura di avere una malattia grave, mal interpretando i sintomi veri o psicosomatici, sono altri, quali, ad esempio, Argentum nitricum, Arsenicum album, Aurum metallicum, Calcarea carbonica, Thuya, ecc. Sarebbe però meglio affidarsi alla competenza di un medico omeopata per l’individuazione del rimedio giusto più assomigliante al paziente. Cordiali saluti.

  • nadia scrive:

    Ogni volta che vado al mare,soffro di eritema solare acuto,con presenze di piccole pustole che portano ad un prurito snervante.Mi hanno consigliato l’Apis Mellifica ogni giorno con aggiunta di una volta a settimana Sol…quali possono essere le dosi da prendere?Grazie

  • Gentile Nadia, Apis è uno dei principali rimedi omeopatici per la cura delle dermatiti ed in particolare dell’eritema solare. Si adopera soprattutto quando le zone irritate e pruriginose della pelle sono rosee, sollevate e calde, si avverte una sensazione di aghi arroventati e c’è desiderio di metterci sopra del ghiaccio o qualcosa di molto freddo. Si adopera invece Belladonna se le chiazze sono più rosse e la pelle è più rilevata ed inoltre coesiste una ipersensibilità a tutti gli stimoli esterni. Si adopera infine Rhus toxicodendron se la pelle è dolente ed arrossata, con piccole vescichette pruriginose che lasciano fuoriuscire un liquido chiaro. Il trattamento di riferimento che viene generalmente utilizzato è quello che fa ricorso alle basse diluizioni, ad es. una 5CH, in ragione di 3 granuli 3-6 volte al dì fino alla guarigione, salvo diversa prescrizione medica. Anche la fitoterapia potrebbe contribuire con diversi preparati come, ad esempio, gli impacchi con gli infusi di Bardana o di Tarassaco o di Echinacea o di Centella asiatica o di Consolida, oppure le spugnature con la farina di Avena o una crema idratante a base della stessa Avena o di Calendula o di Aloe vera, oppure l’olio di Iperico o di Mandorle dolci o di Borragine ed altro ancora. Cordiali saluti.

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