Rimedi Omeopatici – Home

Il sito contiene i modi per risolvere i piccoli e grandi problemi che possono compromettere il nostro stato di salute, utilizzando esclusivamente metodi, prodotti e farmaci naturali che fanno parte del mondo dell’omeopatia e di quello dei rimedi naturali in generale. Si riportano quindi i principali rimedi omeopatici con le loro caratteristiche, i casi d’uso e le dosi, un pratico ricettario omeopatico con le cure omeopatiche per le affezioni più ricorrenti, le tinture madri con i loro principi attivi, le più importanti piante del benessere con i loro molteplici usi (alimentare, farmaceutico, cosmetico, ecc.) che sono vere e proprie cure naturali, una raccolta unica di antichi segreti che costituiscono i rimedi della nonna, gli approfondimenti utili ad una maggiore comprensione dei contenuti, un glossario preziosissimo per completezza e sinteticità dei termini scientifici (medici, botanici, chimici, omeopatici, fitoterapici, ecc.) ed altro ancora!

Rimedi omeopatici sono i farmaci adoperati in Omeopatia e che derivano da prodotti naturali.

La medicina omeopatica

La medicina omeopatica, infatti, fa uso di sostanze esclusivamente naturali e si basa sul principio che “simile è curato dal simile”, meglio noto come Legge di Similitudine. Ciò significa che i sintomi che l’individuo manifesta vengono combattuti con la stessa sostanza che li provoca nell’individuo sano. Ad esempio il veleno dell’ape provoca sulla pelle gonfiore e dolore. Apis, prodotto omeopatico ricavato dalle api, è il rimedio adatto per vincere queste manifestazioni.

Il medico tedesco Samuel Hahnemann (1755–1843),  considerato il fondatore della Medicina Omeopatica, ebbe modo di osservare e sperimentare che la sostanza naturale, che come detto a dosi elevate provoca nell’individuo sano una serie di sintomi, per poter però curare gli stessi sintomi nell’individuo malato, deve essere opportunamente diluita, cioè assunta in dosi omeopatiche, e sottoposta alla tecnica della dinamizzazione (o succussione). Da qui la nascita dei rimedi omeopatici.

Le sostanze naturali che si utilizzano per la preparazione dei rimedi omeopatici, appartengono ai tre regni della Natura: vegetale, animale e minerale.

La preparazione dei rimedi omeopatici

La preparazione dei rimedi omeopatici, detti anche farmaci omeopatici, deve seguire procedimenti codificati che osservano precisi protocolli, tali da garantirne la assoluta assenza di tossicità, la sicurezza e la preservazione dell’efficacia.

I rimedi omeopatici sono confezionati in vario modo. Si trovano in commercio sotto forma di granuli, globuli, gocce, fiale orali, compresse, capsule, ovuli, supposte, creme, pomate, colliri, dentifrici, ecc.

La regola, che in generale si segue per le cure omeopatiche, è che per le malattie che si trovano nello stato acuto si assumono rimedi omeopatici a più bassa diluizione, mentre per le malattie allo stato cronico si adoperano rimedi a media ed alta diluizione.

Curarsi con l’omeopatia

Le cure omeopatiche, oltre che ai sintomi, sono legate anche alle caratteristiche della persona, in quanto ognuno di noi è differente dall’altro nell’aspetto, nel carattere, nel comportamento, ecc., e questo comporta uno specifico e caratteristico dinamismo morboso, diverso da persona a persona. Di conseguenza i rimedi omeopatici, a fronte di una stessa malattia, possono essere molteplici ma certamente solo uno, tra i possibili prodotti omeopatici, è particolarmente efficace per quell’individuo, in accordo con i suoi sintomi fisici, le sue caratteristiche individuali e con la Legge di Similitudine.

(*) V. Note esplicative

156 risposte a Rimedi Omeopatici – Home

  • FABIO GORETTI scrive:

    buongiorno,
    da alcuni mesi ho un forte prurito alle orecchie (entrambe), associato, specie al mattino, ad un leggereo prurito del palato.
    Soffro da sempre di congiuntivite allergica e durante il periodo Aprile-Agosto è normale per me avere prurito agli occhi (che curo semplicemente con del collirio), ma finora la cosa non ha mai interessato le orecchie e non credo che i due fatti siano collegati…
    Ad ogni modo, c’è qualche rimedio omeopatico che mi potete consigliare ?
    Ho già consultato un otorino che, a parte un eccesso di cerume, non ha riscontrato nulla di anomalo.
    Io però continuo ad avere questo fastidio e vorrei liberarmene !
    Grazie in anticipo e buon lavoro.
    FG

  • admin scrive:

    Gentile Fabio, probabilmente il tuo problema è dovuto a un allergene presente nell’aria, ad esempio un polline. Per i problemi allergici risulta molto utile “Ribes Nigrum”. Per calmare il prurito io ho usato “Magnesium Phosphoricum” con diluizione 6CH. Ti consiglio in ogni caso di consultare un medico omeopata e sottoporre alla sua attenzione i tuoi disturbi.

  • martina scrive:

    Buongiorno,
    alcuni anni fa feci una visita da una Dott:ssa omeopata che ora non esercita piu
    Mi diede una cura per le mestruazioni abbondanti ,
    fra cui c’era ipeca, sabina e gocce per attenuare le perdite copiose.
    non ricordo il nome di queste gocce.
    So che e’ difficile ma saprebbe dirmi quali sono i rimedi omeopaticim in gocce per questo problema?
    erano di colore scuro e si prendevano al bisogno
    Grazie e cordiali saluti.
    martina

  • Gentile Martina, dalle notizie che mi fornisce ritengo che le gocce in questione si riferiscano ad una tintura madre, che come lei sa è un prodotto fitoterapico e non omeopatico, in quanto in genere la colorazione è propria delle tinture madri che la prendono dalle piante di origine, mentre i rimedi omeopatici in gocce sono incolore. Tra le tinture madri che si dimostrano utili per il suo problema ci sono Achillea millefolium, Alchemilla, Amamelide, Borsa del pastore, Equiseto, Ortica, Piantaggine, Quercia, Rovo, Segala cornuta, Tormentilla, Vischio. Tra i rimedi omeopatici, oltre a Ipeca e Sabina, ci sono anche Crocus sativus (in caso di sangue scuro con grumi), Ferrum metallicum (sangue pallido), Frigeron canadensis (sangue rosso vivo senza grumi), Secale cornutum (sangue scuro senza grumi), Ustilago maidis (sangue scuro con grumi), per la cui scelta bisogna operare secondo il “processo di individualizzazione”. Cordiali saluti. Rita della Volpe

  • marina scrive:

    buongiorno michiamo marina e ormai dadiversi anni soffrodi attacchi di panico. ho sempre cercato di fare da sola per calmarli maadesso non ci riesco piu volevo sapere per qualche rimedio efficace per me . grazie

  • Gentile Marina, se gli attacchi di panico sono legati ad un evento o ad una situazione da affrontare potrebbero essere indicati i rimedi omeopatici Argentum nitricum, Gelsemium e Acidum phosphoricum composé. In caso di eccessivo nervosismo, con sensazione di nodo in gola, si potrebbe aggiungere Ignatia amara. Altri rimedi naturali utili potrebbero essere il gemmoterapico Tilia tormentosa (macerato glicerinato) ed i fiori di Bach. Le consiglio comunque di non fare da sé, ma di farsi seguire dal medico. Cordiali saluti. Rita della Volpe

  • Luisa scrive:

    Salve,da circa 7 anni(dopo seconda gravidanza,anche se ho sempre avuto il ciclo abbondante e lungo-8 giorni circa-)ho il ciclo molto abbondante soprattutto il 2 giorno e sono costretta ad assumere 1 cp. di ugurol x ordine della mia ginecologa che le riduce quel poco per poter muovermi un po’ più disinvolta.Pensi che d’estate al mare, mentre una volta potevo utilizzare il tampax SUPER,ora è impossibile xchè è come se nn avessi nulla.Dato che con la seconda gravidanza ho deciso di effettuare la chiusura delle tube la ginecologa e, del resto pure io, non è molto propensa a prescrivermi la pillola e quindi è da anni che vado avanti così ma sono stufa.Devo anche assumere ferro xchè 2 anni fa l’emoglobina era scesa a 7.7 poi da quando mi e andata a 10.9 nn l’ho più ricontrollata.Ho fatto l’eco transvaginale e risulta un utero di aspetto polipoide.Le mestruazioni sono rosso vivo con grumi x i primi 3/4 giorni,mi durano 7 giorni con sangue poi x altri 4 giorni ho perdite scure e per essere pulita completamente devo sempre ricorrere alla lavanda vaginale.Mi tengo sempre sotto controllo ogni anno eseguo vis. ginecologica + pap-test.Ho avuto 2 gravidanze a termine con parto cesareo.Vorrei se possibile un rimedio omeopatico.GRAZIE

  • I rimedi omeopatici più adoperati che possono contrastare l’ipermenorrea sono: Arnica montana, Arsenicum album, Calcarea carbonica e phosphorica, Cantharis, Carbo animalis, Chamomilla, China, Coccus, Crocus sativus, Cyclamen, Ferrum metallicum, Ipeca, Natrum muriaticum, Nux vomica, Platina, Sabina, Secale cornutum, Thlaspi bursa pastoris, Ustilago maidis. Possono essere utili anche diversi preparati fitoterapici, come gli infusi o i decotti delle seguenti piante: Alchemilla, Borsa del pastore, Equiseto, Ortica, Piantaggine, Quercia, Rovo, Tormentilla, Vischio. E’ sempre opportuno farsi seguire dal medico. Cordiali saluti.

  • Carol scrive:

    Quanto dipende dal fegato un problema di stitichezza?

  • Un’insufficienza epato-biliare è una delle cause di stitichezza, ma certamente non è l’unica. La diagnosi può essere fornita solo dal medico. Consulti comunque l’articolo “Mai più stitichezza” della sezione del sito “Rimedi della nonna”. Cordiali saluti.

  • roula casinisco scrive:

    ah grazie mille, i cosiddetti “rimedi della nonna” sono stati molto utili!

  • Mi fa molto piacere. Continui a visitare il sito che ci sono sempre nuove pubblicazioni. Cordiali saluti.

  • lucia scrive:

    So ffro da un mesetto di sciatica, in passato per la lombalgia ho utilizzato la Bryonia ch 9 in questo caso per ridurre le tensioni muscolari e il dolore lancinante cosa posso utilizzare al posto di antidolorifici comuni? Potreste indicarmi anche la posologia? Grazie Buona giornata

  • Gentile Lucia, purtroppo non sono in grado di fornirle una posologia e tantomeno una cura, in quanto queste sono legate alla sintomatologia ed alle caratteristiche della sua persona. Ciò può essere fatto solo dal medico omeopata, al quale è sempre bene rivolgersi. Le posso solo indicare i rimedi omeopatici che generalmente vengono utilizzati per combattere i dolori articolari, che ovviamente, senza la prescrizione del medico, è indispensabile assumere alle basse diluizioni. Tali rimedi sono Bryonia, Rhus toxicodendron, Hypericum, Cuprum metallicum e arsenicosum, Magnesium phosphoricum, Arsenicum album, Colocynthis ed altri. Cordiali saluti.

  • Raffaella Gambaro scrive:

    Buongiorno
    ho 38 anni ed una figlia di 4.
    dopo una cura col Primolut per cercare di ripristinare la normale scadenza mestruale che si era alterata durante l’ultimo anno (infatti avevo iniziato ad avere il ciclo ogni 20/22 giorni anzichè ogni 28/30 come prima), la situazione è tornata come antecedente al cura (primo ciclo senza Primolut dopo 20 gg) durato “ABBONDANTE” per ca 8 gg
    Il ginecologo mi ha quindi detto di prender, nei gg in cui le mestruazioni sono più forti, 1 fiala a pranzo ed una a cena di UGUROL
    E’ possibile invece intervenire con prodotti omeopatici?
    Le segnala che sono anemica.
    Grazie e saluti
    Raffaella Gambaro-Genova

  • Gentile Raffaella, l’omeopatia offre diversi rimedi o possibili combinazioni che potrebbero essere di aiuto alla problematica da lei esposta. Le consiglio di rivolgersi ad un medico omeopata esperto che potrà esaminare la situazione nella sua globalità ed individuare la cura più adatta. Cordiali saluti.

  • Silvana scrive:

    Sapreste indicarmi un medico omeopata a Reggio Calabria. Grazie

  • Gentile Silvana, mi dispiace di non poterla aiutare, sono solo una studiosa. Cordiali saluti e continui a visitare il sito.

  • chiara scrive:

    Buon giorno,
    io da qualche mese tento con il supporto di un omeopata di curare il mio cane con rimedi omeopatici, in quanto è allergico, e da marzo a ottobre ha dei grossi pruriti soprattutto muso, avambracci, ascelle e piedi, tanto da procurarsi delle serie lesioni cutanee di lentissima guarigione, difficilmente dorme bene di notte, spesso piange e si lamenta grattandosi, ma non smette….sono disperata, cosa mi consigliate per non ricorrere al cortisone come gli anni precedenti (che gli ha provocato un’ulcera vescicale in via di guarigione)?

  • Gentile Chiara, può provare con Dolichos pruriens o Graphites. Può usare inoltre il talco mentolato e/o bagni con amido. Cordiali saluti.

  • nunzia scrive:

    ho un bimbo di 5 anni con problema di allergia ,che gli provoca una tosse stizzosa tanto da creargli problemi asmatici .cosa posso utilizzare ? il bambino è allergico a:ulivo cipresso,graminacee,acari, vi ringrazio anticipatamente

  • Gentile Nunzia, la invito a consultare l’articolo “Tosse” della sezione del sito “Affezioni-Rimedi. La informo inoltre che un rimedio omeopatico abbastanza utilizzato per tutti i tipi di tosse, sia dei bambini che degli adulti, è il complesso Stodal. Per un ricorso a rimedi naturali di antica tradizione può consultare l’articolo “Via raffreddore, tosse, influenza” della sezione del sito “Rimedi della nonna”. Cordiali saluti.

  • Daniela scrive:

    Buonasera, gentilmente avrei piacere di sapere se esiste un rimedio per la fragilità capillare delle gambe, con presenza di una vena varicosa e edemi alle cavoglie. possibilmente, potrebbe indicarmi anche modi e tempi di somministrazione? grazie.Buonasera.

  • Gentile Daniela, il rimedio omeopatico più tipicamente utilizzato nei casi come il suo è Aesculus compositum gocce. In genere la posologia è di 10 gocce 3 volte al dì o con maggiore frequenza nella terapia d’urto. Per un ricorso a rimedi naturali di antica tradizione, provenienti dal mondo vegetale, la invito a consultare l’articolo “Emorroidi e vene varicose ko” della sezione del sito “Rimedi della nonna”. Cordiali saluti.

  • gerardo scrive:

    Buongiorno, in seguito ad un infiammazione del tendine d’achille mi è stato prescritta arnica 200 ch monodose e poi arnica 6 ch 3 granuli x 2 volte al giorno. dopo qualche giorno dall’inizio del trattamento ho iniziato ad avvertire sbandamenti, palpitazioni, tensione alle tempie e uno stato di stordimento. E’ possibile ke quesi prodotti abbiano potuto causarmi questi problemi ? Faccio presente ke ho sempre praticato sport e che nel mese di Luglio sono stato sottooposto a visita sportiva per rilascio di certificato medico sportivo. Ho 44 anni, sono alto 182 cm e peso 76 Kg. Grazie in anticipo x qualsiasi chiarimento su questo prodotto naturale e suggli effetti collaterali.

  • Egregio Gerardo, è possibile che si sia trattato del fenomeno noto come “aggravamento omeopatico”, cioè di un’esaltazione dei sintomi che il rimedio contiene, che può presentarsi all’inizio della terapia e che non deve preoccupare perché è assolutamente naturale ed indica la reazione positiva dell’organismo sotto lo stimolo del rimedio omeopatico. Probabilmente il fenomeno è stato così pronunciato a causa dell’Arnica 200CH, che è una diluizione abbastanza alta. Per maggiori informazioni in merito, consulti l’articolo “Aggravamento omeopatico” della sezione del sito “Approfondimenti”.Cordiali saluti.

  • Rina scrive:

    Buonasera, soffro di epicondilite al braccio dx da ormai otto mesi, dopo varie cure tecar,tens, cortisone e tutore ho iniziato la cura omeopatica 4 fiale x boca x 20 gg e poi devo fare un ciclo di infiltrazioni sempre omeopatiche, quest’ultima come viene fatta e come agisce? xche’ l’ortopedico mi ha parlato che dopo l’infiltrazione mi passa “una macchina”con degli aghini, ho capito bene? a cosa servono
    il prossimo appuntamento c’è l’ho il 08/04/2013
    La ringrazioe saluto rina

  • Gentile Rina, anche se mi è nota l’esistenza delle due metodiche, la prima terapeutica e la seconda essenzialmente diagnostica, non conosco precise esperienze al riguardo. Posso solo dirle che le infiltrazioni omeopatiche, che consistono nell’infiltrare all’interno di un’articolazione un farmaco omeopatico, sono indicate sia nei processi infiammatori acuti, che nelle patologie degenerative delle articolazioni. Per quanto riguarda invece ciò che lei definisce “una macchina con degli aghini”, suppongo che trattasi del Vega test, che è un check-up energetico per diagnosticare e rilevare eventuali squilibri energetici nell’organismo. L’apparecchiatura si avvale di due elettrodi che consentono di misurare i livelli dei segnali energetici nei punti dell’Agopuntura ed interpretarne le variazioni. Il test viene utilizzato, oltre che per evidenziare eventuali allergie alimentari ed ambientali, anche per verificare l’efficacia di azione dei rimedi omeopatici. Cordiali saluti.

  • katia passeri scrive:

    Mio figlio di 8 anno soffre di tosse s continua che si calma solo all aria aperta.la pediatra dice che soffre di laringite air cort aerosol non calma nulla come ndmmeno bentelan..e allergico alla polvere e all acaro ha preso x annigli antistaminici chenon hanno mai risoltonulla…enemmeno le punture di cirortisoned adto dosaggio hanno un effetto che dovfebbe essere immediato…stessa sorte hanno l adrenalina e i broncodilatatori il budesonide e tutte le porcherie che ha preso x anni .vorrei sapere se c e’qualche rimedioomeopatico grazie mille

  • Gentile Katia, in campo omeopatico esistono diversi rimedi che possono aiutare a risolvere in modo dolce il problema della tosse e vanno individuati a seconda delle caratteristiche della tosse, delle sensazioni che provoca o dei sintomi concomitanti. La invito pertanto a consultare l’articolo “Tosse” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, dove tra i vari rimedi omeopatici riportati potrà individuare quello che più assomiglia al caso di suo figlio. Inoltre standoci anche l’allergia e considerato che molto spesso la tosse si accompagna alla rinite allergica, dia anche un’occhiata all’articolo “Raffreddore e Rinite allergica” nella stessa sezione del sito “Affezioni-Rimedi”. Per una maggior sicurezza di risultato ci si potrebbe orientare verso rimedi complessi, quali ad esempio l’omeopatico “Stodal”, in sciroppo o in granuli, oppure il fitoterapico “grinTuss”, in sciroppo o in bustine orosolubili, entrambi indicati sia per la tosse secca che per quella produttiva soprattutto dei bambini. Infine, a completamento dell’informazione, visiti anche l’articolo “Via raffreddore-tosse-influenza-ecc.” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi rimedi naturali dell’antica tradizione di origine vegetale utili per le affezioni delle vie respiratorie, tosse compresa. Cordiali saluti.

  • Veronica scrive:

    Ho 27 anni, non ho ancora avuto gravidanze ma a breve vorrei averla.
    Dal 2009 soffro di ovaio multifollicolare, ho assunto eutirox 25 per prevenzione ipotiroidismo e pillola anticoncezionale per acne giovanile.
    Sospesa il tutto è iniziato il problema.
    Ciclo mestruale assente per 2 mesi e mezzo poi sempre irregolare con ritardi di 1 mese o 1 mese e mezzo.
    Per questo ho fatto una cura omeopatica che aveva un pò sistemato la situazione, grazie ad essa per 4 mesi il ciclo è stato regolare.
    Poi ha iniziato di nuovo il problema, ora il ritardo è di un mese.
    Ho sintomi di mal di testa, sensazioni di vomito, fastidi al seno e mal umore e attualmente assumo eutirox 50 dal 19 di Marzo 2013 per ipotiroidismo.
    Inoltre su consiglio della mia erborista assumo da 2 maggio 2013 Rubus idaeus in gocce e anche agnocasto in gocce, inoltre assumo tisane per aiutare il ciclo mestruale, ma ancora non ci sono i risultati.
    Quasi 4 mesi fa ho fatto visita ginecologica + pap test dove risultava tutto nella norma tranne il famoso ovaio multifollicolare e la ginecologa mi ha detto che non è una cosa preoccupante, mi ha consigliato di riprendere la pillola anticoncezionale ma io siccome ho avuto problemi ed effetti indesiderati preferisco altre terapie.
    Di seguito le ultime mestruazioni:
    MESTRUAZIONI:
    25.07.2012 – 30.07.2012
    24.08.2012 – 28.08.2012
    24.09.2012 – 28.09.2012
    24.12.2012 – 28.12.2012
    Gennaio saltato
    5.02.2013 – 9.02.2013
    30.03.2013 – 3-04-2013
    Aprile saltato
    Maggio nulla
    La prolattina nelle analisi molte volte è al di fuori della norma, anche se di poco.
    Mi hanno detto che è dovuto all’ansia e all’ipotiroidismo.
    Attendo Vostra cortese risposta.

  • Gentile Veronica, i fitoterapici consigliati dall’erborista sono senz’altro indicati in quanto il gemmoderivato Rubus idaeus agisce sul sistema endocrino femminile contribuendo a regolarizzare il flusso mestruale e l’Agnocasto tintura madre aiuta ad armonizzare il bilancio ormonale rallentando il rilascio dell’ormone prolattina, la cui eccessiva produzione è responsabile della sospensione del ciclo mestruale e di qualche forma di galattorrea, che spesso si associa all’ipotiroidismo e che probabilmente è la causa dei disturbi al seno. L’amenorrea secondaria è trattata con successo anche dall’omeopatia con più di un rimedio, tra cui occorre individuare quelli (o quello) con i quali esiste il maggior grado di affinità, sia dal punto di vista fisiologico che dal punto di vista psicologico, cioè quei rimedi omeopatici che portano in conto la sintomatologia in atto ed ogni situazione emotiva o comportamentale che può alimentare il sintomo fisico. Ad esempio i rimedi omeopatici che più spesso si utilizzano per l’amenorrea secondaria sono: SEPIA, in soggetti tristi e depressi; NATRUM MURIATICUM, in soggetti depressi e tendenti all’isolamento; PHOSPHORIC ACIDUM, in soggetti magri ed astenici, dopo stress e dispiaceri; IGNATIA AMARA, in soggetti emotivamente instabili, dopo dispiaceri e contrarietà; GELSEMIUM, in soggetti ansiosi e paurosi, dopo uno spavento; ACONITUM NAPELLUS, in soggetti agitati e con paura della morte, dopo uno spavento; CHAMOMILLA, in soggetti irritabili e irascibili; SILICEA, in soggetti stressati, dopo soppressione della sudorazione ai piedi; e così via. Per una maggiore sicurezza di risultato spesso si utilizzano prodotti omeopatici complessi che contengono più rimedi in sinergia tra loro, quali ad es.: CIMICIFUGA*SAN COMPLEX gocce, o FERRUM SINERGICO gocce, o LOWE*COMPLEX N. 14 OVARIA gocce, o OMEOPLEX 77 gocce. Le consiglio però, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa, di rivolgersi ad un medico omeopata per l’approfondimento della situazione e per la scelta della terapia più appropriata, ritagliata sulla sua persona. Cordiali saluti.

  • Anna scrive:

    Gent.ma Dott.ssa il mio omeopata mi ha prescritto a dicembre una cura con Lac caninum 6LM (1 goccia diluita ogni 7 giorni e poi ogni 10 giorni) da prendere fino a maggio per risolvere le mie ricorrenti faringiti e le mie emicranee e cefalee. In questo periodo ho notato (ma non so se la cosa può essere correlata al rimedio) una variazione nell’odore delle parti intime, non supportato nè dalla presenza di perdite, nè da altri tipi di disturbi (ho fatto anche un tampone vaginale ed è risultato negativo a tutto). In 39 anni non mi è mai capitato! Può essere stato il rimedio o non c’è alcuna correlazione? Grazie

  • Gentile Anna, è possibile che ci sia una correlazione e cioè è possibile che il disturbo che lei presenta, del tutto nuovo, sia stato indotto proprio da Lac caninum nell’ambito dell’aggravamento omeopatico (per l’occasione si legga l’articolo “Aggravamento omeopatico” nella sezione del sito “Approfondimenti”), o per meglio dire dell’aggravamento “iatrogeno”, nel senso che è insorto un nuovo sintomo, del tutto estraneo alla sintomatologia precedente, il quale non è altro che la conseguenza dello sviluppo del potere patogeno del rimedio. In altre parole si tratta di un sintomo patogenetico, cioè di un sintomo che appartiene alla patogenesi del rimedio omeopatico, provocato dalla sua assunzione, che però è del tutto passeggero e sparirà senza altre conseguenze. Infatti Lac caninum ha una specifica azione anche sull’apparato genitale femminile ed all’interno della sua patogenesi troviamo la possibilità dello sviluppo di gas nell’utero, che fuoriuscendo dalla vagina emanano un odore particolare. Il fenomeno è noto scientificamente come “fisometra” ed è una possibile manifestazione di una forma di endometrite. Tale aggravamento, tanto frequente in omeopatia quanto innocuo, si è evidenziato a distanza di mesi perché così generalmente si comportano le diluizioni cinquantamillesimali, qual è la 6LM. Tutto ciò, come detto, non deve affatto preoccupare, tanto più che se le faringiti e le emicranie sono migliorate stiamo nel rispetto del principio omeopatico di guarigione o legge di direzione dei sintomi, secondo cui la guarigione terapeutica (o il percorso dei sintomi) avviene dall’alto verso il basso, cioè dalla testa ai piedi. In tal caso si ha la conferma che la cura omeopatica sta andando nella direzione giusta, cioè verso la guarigione, quindi sia il rimedio omeopatico che la sua diluizione sono ben scelti. Di tanto però è opportuno informare il suo omeopata. Cordiali saluti.

  • Anna scrive:

    Il Lac caninum ha avuto un discreto effetto sulle faringiti, ma quasi nessuno purtroppo sulle emicranee, per cui l’omeopata ha deciso di sostituirlo (da ora fino a novembre) con il Lachesis mutus 6lm (stesso tipo di somministrazione). La ringrazio per l’esaustiva risposta e sicuramente riferirò all’omeopata che però non avrò modo di sentire per ora, datosi che è fuori per degli aggiornamenti! grazie infinite

  • Gentile Anna, con tale precisazione e visti, a distanza di diversi mesi, i risultanti insoddisfacenti di Lac caninum, la sua omeopata correttamente l’ha sostituito con Lachesis che, evidentemente, ritiene più vicino al suo profilo psico-fisico. Cordiali saluti.

  • orietta Rossi scrive:

    Buonasera d.ssa Della Volpe.
    le scrivo per avere cortesemente da lei delle indicazioni.
    Lo scorso anno mio marito, anni 70 molto ben portati, improvvisamente ha avuto una infiammazione sul viso, dal naso, dopèo una puntura di un insetto.
    E’ andato dal pronto soccorso e poi da un dermatologo: diagnosi di entrambi: ERIPIPELA:
    Gli hanno somministrato per 7 giorni il Giasion + Fucidin locale+una crema a protezione solare totale.
    E’ tutto sparito ma il problema si è ripresentato a distanza di 3 o 4 mesi ed ora è tornato di nuovo.
    Lui è deciso a trovare un rimedio diverso e andare alla radice non vuole più sottoporsi a terapia antibiotica che a lui fa male e che a quanto pare non risolve.
    Potrebbe consigliarci altre cure alternative o rimedi o approfondimenti di altro tipo per cercare di prevenirla o debellarla definitivamente?
    grazie orietta rossi

  • Gentile Orietta, i rimedi omeopatici più utilizzati per il trattamento dell’erisipela sono Apis, Arsenicum album, Belladonna, Cantharis, Graphites, Lachesis, Sulphur. Come richiede l’omeopatia, per avere i risultati migliori, la scelta deve ricadere su quei rimedi con i quali si riscontra il maggior grado di affinità, sia dal punto di vista fisiologico che da quello psicologico. All’uopo si legga gli articoli omonimi nella sezione del sito “Rimedi omeopatici”. Cordiali saluti.

  • Marco scrive:

    Buona sera Dott.ssa, volevo farle una domanda, su alcuni siti che vendono integratori e prodotti omeopatici e prodotti erboristici, ho trovato un prodotto classificato come omeopatico a base di isotropina. Questo prodotto assumibile oralmente tramite spray, ha una recensione eccezionale sulle sue caratteristiche e sulle sue possibilità curative/migliorative sia estetiche che funzionali sul corpo umano che sembrano essere veramente molto interessanti.
    Volevo chiederle a tal proposito:
    Si tratta veramente di un prodotto omeopatico? Assolve veramente a tutti questi compiti come vengono descritti sul sito? Tutti noi lo possiamo utilizzare quotidianamente per migliorare le prestazioni/condizioni generali del nostro corpo e della nostra salute generale? Sia anziani che giovani? Sia sportivi che sedentari? O è una bufala autorizzata? Spero possa farmi luce su questo dubbio. La ringrazio per la sua risposta.
    Marco Deluisi

  • Gentile Marco, il prodotto da lei citato non mi risulta che sia omeopatico, per cui non posso esprimere valutazioni in merito. Cordiali saluti.

  • SONIA scrive:

    Gentile Dr.ssa volevo chiederLe se per l’anorgasmia femminile a seguito di assunzione di antidepressivi può andare bene AGNUS CASTUS alla 15CH 5 granuli per 2/3 volte al dì. Grazie mille.

  • Gentile Sonia, Agnus castus è uno dei rimedi omeopatici che possono essere impiegati per il trattamento dell’anorgasmia ed anche la diluizione e la posologia da lei indicate rientrano tra quelle utilizzate. Tenga altresì presente che anche la fitoterapia può fornire un valido contributo con vari preparati a base di piante come Damiana, Ginkgo bilova, Ginseng, Muira puama, o Maca peruviana, che hanno anche proprietà antidepressive. La parola però spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • mic scrive:

    Salve,sono andata da una omeopata x curare l’emicrania e il rimedio trovato x me e’ stato silicea, che ora assumo ogni 6 mesi in monodose xmk. Poi ho iniziato ad appassionarmi e ho letto un po’..il rimedio corrisponde molto a me ma soprattutto al mio carattere da bambina..che ho cercato di cambiare..timida, scrupolosa, paurosa.
    Ho letto che per altri problemi che ho(sinusite, eccessivo freddo, gengivite e peluria dovuta ad ereditarieta’) ricorre come consiglio proprio la silicea.La mia domanda e’ : E’ possibile assumere tale rimedio per risolvere contemporaneamente tutti questi problemi? Nel caso quale dosaggio, cadenza e durata?
    Grazie mille

  • Gentile Mic, se, come nel suo caso, esiste una buona somiglianza con un rimedio omeopatico, questo da solo può risolvere qualsiasi nostra problematica contenuta nella patogenesi del rimedio stesso. Come avrà avuto modo di rilevare leggendo l’articolo “Silicea” della sezione del sito “Rimedi omeopatici”, nel rimedio in questione sono contenuti tutti i disturbi di cui lei soffre e quindi il rimedio è indicato per tutti essi e non soltanto per l’emicrania per cui è stato inizialmente prescritto. L’omeopata, data l’ottima corrispondenza con il rimedio, le ha prescritto una diluizione altissima, qual è la XMK, per agire sul substrato di terreno e quindi per rimuovere le cause delle affezioni con un’azione più sistemica e profonda. Questo già potrebbe bastare. Consulti però lo stesso omeopata e lo informi anche degli altri disturbi, fornendogli così un quadro più completo della situazione, in modo che possa valutare se modificare diluizione e periodicità di somministrazione. Cordiali saluti.

  • annalisa ferrigno scrive:

    Buonasera D.ssa Della Volpe,
    sono venuta a conoscenza del suo sito e lo trovo assolutamente ben fatto e utilissimo.
    Desideravo chiederle un consiglio per un mio problema di acne.
    Circa una o due settimane prima dell’inizio del ciclo si presentano delle papule sottopelle molto dolorose, alcune delle quali non fuoriescono mai e non formano del pus, mentre altre, solo dopo molti giorni, si trasformano in pustole con un puntino bianco. Quelle che restano sottopelle inoltre, schiacciandole, non producono pus ma solo fuoriuscita di sangue. Le zone più colpite del viso sono in genere mento e sottomento, meno invece guance e fronte, qualche volta compaiono dietro le orecchie, e spesso rispuntano mese dopo mese sempre sugli stessi punti. La mia pelle è grassi, con punti neri e punti bianchi in altri periodi del mese (quando non ho il ciclo).
    Ho sentito parlare molto bene dell’Arnica, dell’Eugenia Jambosa, del Selenium, mi potrebbe consigliare quale rimedio o più rimedi omeopatici sono indicati per il mio problema?
    La ringrazio vivamente e le invio cordiali saluti,

  • Gentile Annalisa, i rimedi omeopatici da lei indicati sono tutti utili per il trattamento dell’acne, ma con caratteristiche diverse. Arnica montana è più adatto per le flogosi locali, per le eruzioni pustolose sul viso, principalmente intorno agli occhi. Eugenia jambosa è più adatto per le pustole sul viso, con sensibilità dolorosa ai margini. Selenium è più indicato per i comedoni, per la cute del viso grassa e lucida. Tenga altresì presente che un rimedio omeopatico che copre una sintomatologia molto simile alla sua è Sepia, ove l’acne sul viso si aggrava proprio prima delle mestruazioni. Ovviamente la personalizzazione della cura la può effettuare solo un omeopata. Possono risultare utili anche le applicazioni locali della pomata omeopatica Phytolacca compositum. Anche la fitoterapia può fornire un validissimo contributo con diversi preparati ad azione depurativa, tonica, antinfiammatoria, cicatrizzante e disinfettante, quali ad esempio quelli riportati nell’articolo “Solo per il viso” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito a consultare. E’ altrettanto utile adottare una dieta alimentare appropriata che privilegi il consumo di verdure, frutta poco zuccherina, lievito di birra e riduca il consumo di carboidrati, grassi, formaggi fermentati, dolciumi, alcool, caffè. Grazie per i complimenti riguardanti il sito. Cordiali saluti.

  • annalisa ferrigno scrive:

    Carissima D.ssa Della Volpe,
    La ringrazio ancora per la sua cordiale e veloce risposta, così esaustiva e precisa.
    Desideravo farle un’ultima domanda. Sono in partenza per l’estero, dove andrò a vivere e lavorare, per cui al momento non ho possibilità di visitare un’omeopata. Al fine di poter alleviare un pò i sintomi del mio problema, crede che possa associare, per iniziare, 3-5 granuli alla soluzione 9CH di Sepia, Selenium ed Eugenia jambosa, per circa 90 giorni e vedere se ottengo dei miglioramenti?
    nel paese in cui andrò sarà veramente difficile trovare un’omeopata (Emirati Arabi) e vorrei poter portare una cura con me. La ringrazio davvero tantissimo per il supo preziosissimo aiuto e per il suo utilissimo e ottimo lavoro.
    Cordiali saluti,
    Annalisa Ferrigno

  • Gentile Annalisa, è difficile darle una risposta precisa, perché tutto dipende dalla capacità di reazione del singolo organismo sotto lo stimolo del rimedio omeopatico di turno e dalla bontà della scelta del rimedio stesso che deve assomigliare il più possibile al paziente, quantomeno nella sintomatologia quando occorre intervenire a livello sintomatico, come nel suo caso. Una cosa però la possiamo dire e cioè che in genere i rimedi omeopatici si associano quando da questa associazione se ne ricava un beneficio, vale a dire quando i rimedi sono dei sinergici in grado quindi di sviluppare la caratteristica che l’uno completa o migliora l’azione dell’altro. Venendo ai nostri rimedi, gli unici sinergici tra loro sono Sepia e Selenium, però con un basso grado di sinergia, mentre Eugenia jambosa è assolutamente indifferente: questo però non significa che quest’ultimo rimedio non può essere associato, solo che l’eventuale associazione non è rafforzativa. Dovendo agire a livello sintomatico è preferibile che le diluizioni siano basse, quali ad esempio quelle non superiori alla 7CH, che solitamente si utilizzano in ragione di pochi granuli più volte al giorno. Quanto più la somiglianza è calzante e quanto più la patologia è profonda, cioè da acuta e localizzata tende a sub-acuta e cronica, più eventualmente ci si può spingere con le diluizioni, diradando però le somministrazioni. Ad esempio per una 9CH potrebbe essere sufficiente un solo utilizzo giornaliero, anche se, ripeto, molto dipende dalla reattività individuale. Lo stesso dicasi per la durata della terapia, che comunque potrebbe protrarsi per alcuni mesi così come potrebbero progredire i miglioramenti fino alla guarigione. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    trovo rifugio qui, in queste pagine ricche di consigli e promotrici di salute, che sono servite a rinfrescare le mie memorie di tanti anni di cure omeopatiche. Purtroppo una patologia seria come il linfoma di hodgkin è entrato nella mia vita, colpendo ciò che hai di più caro al mondo e cioè una figlia. Improvvisamente ti senti persa ed io non so proprio che cosa aspettarmi. Il protocollo prevede 12 chemio intervallate di 10 giorni l’una dall’altra ed è tutto quello che so. Credo fermamente che Lei gentilissima dottoressa possa indicarmi un rimedio che mi aiuti a sopportare il peso di questo fardello, in questo modo avrei la concentrazione necessaria per essere di aiuto a mia figlia e non crearle alcuna sorta di insofferenza o disagio nell’ambiente familiare. La ringrazio.

  • Gentile Anna, Ignatia amara potrebbe essere il rimedio omeopatico in grado aiutarla, considerato che è particolarmente indicato quando la sofferenza psicologica, connotata da ansia, depressione, sconforto, malinconia, emotività, preoccupazione eccessiva, perdita di concentrazione, tendenza al pianto, sonno disturbato, ecc., è conseguente a dispiacere, trauma affettivo, emozione perturbante, shock emotivo, contrarietà, ovverosia quando la sofferenza psicologica è di tipo esogeno cioè dovuta ad avvenimenti esterni vissuti in maniera traumatica. Cerchi di essere forte e fiduciosa per sua figlia, anche con l’aiuto di Ignatia, che le possibilità di guarigione attualmente sono molto elevate. Auguri e cordiali saluti.

  • silvia scrive:

    Buon giorno,
    desidero sapere se i rimedi omeopatici sono farmaci fotosensibilizzanti
    grazie

  • francesco scrive:

    Buon giorno, mia figlia si deve sottoporre alla rimozione con dye laser di un angioma tumorale che le sta dando problemi estetici perchè in pieno volto.
    E’ consigliato dare qualche rimedio dopo l’intervento per ridurre gli eventuali effetti negativi del laser?
    grazie.

  • Gentile Silvia, in genere i rimedi omeopatici non sono in grado di provocare fenomeni di fotosensibilizzazione in quanto non contengono sostanze a livello ponderale, ma solo a livello infinitesimale e la loro azione consiste unicamente nello stimolare ed incanalare correttamente la capacità propria di guarigione dell’organismo. Cordiali saluti.

  • Egregio Francesco, il rimedio omeopatico per eccellenza di tutti i tipi di traumi, sia fisici che psichici, è Arnica montana che pertanto si rivela utilissimo per il trattamento del post-operatorio. Dovendo intervenire a livello sintomatico la diluizione sarà bassa, ad es. non superiore alla 7CH, che solitamente viene utilizzata in ragione di 3 granuli 3-6 volte al dì per qualche settimana. Cordiali saluti.

  • vincenzo scrive:

    salve,dott.ssa Rita ho la pressione minima alta e fatti alcuni esami è risultato il valore micro albumunia 67,5 sto usando olivo composto che mi consiglia visto che la pressione si è stabilizzata a 130 /90 la ringrazio per la collaborazione.

  • Egregio Vincenzo, sia l’omeopatia che la fitoterapia in genere raggiungono dei buoni risultati nel controllare l’ipertensione arteriosa, quando, come avviene nella stragrande maggioranza dei casi, non se ne conosce la causa precisa. Relativamente all’omeopatia, così come richiede tale medicina con la legge dei simili, occorrerà individuare il rimedio omeopatico che rispecchia meglio la totalità dei sintomi del paziente, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. L’articolo “Ipertensione arteriosa” della sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, che la invito a consultare, riporta i principali rimedi omeopatici che vengono più frequentemente utilizzati. Verifichi lei, avvalendosi delle note caratteristiche che accompagnano ciascun rimedio, quale risulta essere più somigliante, anche se è meglio che tale scelta la operi un medico omeopata, al quale è sempre opportuno rivolgersi. Nello stesso articolo sono riportati anche alcuni semplici suggerimenti utili a eliminare o ridurre i fattori predisponenti all’ipertensione, che occorrerà indispensabilmente associare a qualsiasi terapia. Relativamente alla fitoterapia, anche qui i preparati sono tanti, da reperire in erboristeria (ad es. sono valide molte tinture madri o forme diverse) o da preparare direttamente in casa, come, ad esempio, quelli dell’antica tradizione riportati nell’articolo “Controlliamo l’ipertensione” della sezione del sito “Rimedi della nonna”, che la invito altresì a consultare. Cordiali saluti.

  • vincenzo scrive:

    salve,mi sono rivolto a un omeopata per risolvere il problema della minima alta come mi ha consigliato lei e secondo il dottore il problema è renale e il fegato grasso.mi ha prescritto la seguente cura per 2 mesi arteriol, mdepa,manganese-cobalto,cactus-homaccord,cardus iris berberis iris per adesso i valori sono sempre uguali per l’esperienza vostra che tempi occorrono per vedere qualche risultato in attesa di una risposta la ringrazio anticipatamente
    cordiali saluti

  • Egregio Vincenzo, la durata di una cura omeopatica è molto legata alla situazione personale ed ai risultati che via via si producono, per cui occorre aspettare i due mesi e fare un primo bilancio, anche se la cura al momento prescrittale dal medico omeopata non appartiene al mondo dell’omeopatia classica, bensì al mondo dell’omotossicologia che rappresenta un’evoluzione in chiave più recente della stessa omeopatia, facendo uso di organoterapici, oligoterapici, complessi omeopatici, gemmoterapici. Tenga informato l’omeopata sull’andamento della cura. Cordiali saluti.

  • mariangela scrive:

    Salve dott.ssa
    Le scrivo per mia figlia che da qualche anno soffre di dismenorrea, caratterizzata da forti dolori al basso ventre e da mal di testa (questo anche qualche giorno prima del ciclo e dopo). Ho letto del rimedio actaea racemosa 6ch, ma occore prenderlo qualche giorno prima del ciclo o soltanto al momento dei dolori?
    Saluti

  • Gentile Mariangela, Actaea racemosa è indubbiamente uno dei principali rimedi omeopatici per la dismenorrea, essendo tra quelli che ha una maggiore azione elettiva nei confronti di tale disturbo, però, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, occorrerà verificare che il rimedio rispecchi al meglio la sintomatologia di sua figlia, altrimenti i risultati saranno inferiori alle attese. Actaea racemosa presenta (e quindi in questi casi è maggiormente indicato) dolori proporzionali al flusso, intensi ed estenuanti, simili a spasmi del basso ventre che possono andare da un’anca all’altra; si può osservare una certa lateralità sinistra; le mestruazioni sono solitamente abbondanti ed a volte irregolari; potrebbe esserci una cefalea che si scatena o si aggrava durante le mestruazioni. Se la sintomatologia di sua figlia risulta essere abbastanza corrispondente, allora il rimedio potrebbe essere adatto, altrimenti occorrerà individuarne un altro (o altri). Ad esempio, tra gli altri rimedi omeopatici più frequentemente utilizzati per la dismenorrea e sintomi associati, troviamo: Arsenicum album quando i dolori sono lancinanti, il mestruo è abbondane ed escoriante, a volte anticipato; Chamomilla se i dolori interessano il basso ventre ed a volte anche la schiena; Colocynthis quando le mestruazioni sono scarse e i dolori, spasmodici simili a crampi, migliorano in posizione piegata su se stessa; Dioscorea se viceversa i dolori sono più sostenibili in posizione eretta; Cyclamen se il mestruo è di sangue scuro; Lachesis quando i dolori migliorano con la comparsa del mestruo; Magnesia phosphorica quando i dolori compaiono prima del ciclo e migliorano con l’arrivo, il mestruo è di sangue scuro e in anticipo; eccetera. In attesa della prescrizione di un medico omeopata, ci si potrebbe orientare verso le basse diluizioni, ad es. quelle non superiori alla 7CH, che solitamente vengono utilizzate in ragione di 3 granuli 3-6 volte al dì. Una delle possibili modalità potrebbe essere di iniziare una settimana prima dell’arrivo delle mestruazioni. Anche l’alimentazione potrebbe fornire il suo contributo, privilegiando i cibi con vitamine e sali minerali (soprattutto calcio, magnesio, potassio) e quelli particolarmente consigliati sono cavolo, lattuga, fico, finocchio, prezzemolo. Anche una buona tisana potrebbe alleviare i dolori, prima fra tutte la tisana di camomilla, la quale non a caso è una pianta che presenta nella denominazione botanica il termine “matricaria” (Matricaria chamomilla), da “matrice” che anticamente indicava gli annessi uterini. Dia anche un’occhiata all’articolo “Per solo donne” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici molto validi per tali problematiche femminili. Cordiali saluti.

  • silvia scrive:

    Buon giorno,
    vorrei da Lei un parere circa il dare o meno fluoro (sia in dentifricio che in pastiglie) ai bambini.
    Da quando abbiamo iniziato un percorso omeopatico per nostra figlia abbiamo seguito scrupolosamente tutte le indicazioni del medico.
    Premetto che mia figlia ha un terreno costituzionale incline alla carie ma ora che ha sei anni e gia’ tre carie su denti permanenti mi viene il dubbio che forse l’aver sospeso la somministrazione di pastiglie di fluoro non l’abbia del tutto aiutata…
    grazie

  • Gentile Silvia, l’uso di integratori a base di fluoro deve essere fatto con estrema cognizione e comunque secondo indicazione medica, perché i danni provocabili da un eventuale eccesso (fluorosi) possono essere superiori a quelli di un’eventuale carenza. Considerato che il fabbisogno quotidiano di fluoro richiesto dall’organismo è abbastanza basso (si ritiene ottimale un quantitativo di circa 1 mg/die), questo viene facilmente coperto da una dieta alimentare adeguatamente varia. Infatti il fluoro si trova in diversi alimenti, in particolare nel pesce, frutti di mare, patate, cereali, the, aranciata, carote, spinaci e altri vegetali. Fonti di assunzione di fluoro sono anche alcune acque minerali e l’uso del dentifricio. Per mantenere i denti sani e prevenire le carie, un ruolo importantissimo lo devono svolgere la corretta igiene orale e il moderato consumo di dolciumi (anche se ciò con i bambini può risultare problematico). Inoltre, a meno che non sia indispensabile, somministrare pastiglie di fluoro ai bambini è ritenuto da più parti un intervento diseducativo, perché insegna loro ad assoggettare la propria salute ai farmaci. Cordiali saluti.

  • Fabio scrive:

    Gentile D.ssa, spesso in farmacia richiedendo un rimedio omeopatico alle basse diluizioni (es. Thuja 5ch) mi viene chiesto se deve essere in granuli o globuli. Io so che i globuli è possibile torvarli solo dalla 200 ch in su. Mi conferma il tutto?
    Ne approfitto per un altro dubbio. Qualche volta mi è capitato di lasciare inavvertitalente dei rimedi omeopatici nelle immediate vicinanze di un cellulare acceso. Questa disattenzione pregiudica fortemente l’efficacia del rimedio o il tutto è anche legato al tempo di esposizione che nel mio caso è stato spesso di 1 o 2 ore? La ringrazio. Un cordiale saluto. Fabio

  • Egregio Fabio, la linea di demarcazione tra granuli e globuli, relativamente alle diluizioni, non è univocamente definita, dipende un po’ dalle case farmaceutiche. In genere i granuli prevedono tutte le diluizioni (anche se diverse aziende li producono solo alle basse e alle medie diluizioni), mentre i globuli sono riservati alle medie e alte diluizioni (dalla 9CH a salire) e solitamente sono contenuti in un tubo-dose per un’unica somministrazione o, come qualche omeopata prescrive, per più somministrazioni. Per quanto riguarda il secondo quesito, sarebbe meglio evitare l’esposizione diretta dei rimedi omeopatici a campi elettromagnetici di forte intensità e per un tempo prolungato, in quanto, secondo l’orientamento di recenti studi, l’attività terapeutica del rimedio omeopatico (dove, ricordiamolo, la sostanza di origine è fortemente diluita) potrebbe essere attribuita ad un’informazione elettromagnetica, ad una sorta di background elettromagnetico, che il rimedio veicola per attivare i sistemi di regolazione dell’organismo che portano alla guarigione. Quindi per non alterare questa informazione sarebbe opportuno tenere a debita distanza i rimedi omeopatici dalle fonti elettromagnetiche di una certa potenza e per prudenza anche dai cellulari, che avendo però una bassa potenza di emissione-ricezione non dovrebbero procurare danni rilevanti, tanto più se l’esposizione è stata occasionale e per qualche ora. Cordiali saluti.

  • lidia berruti scrive:

    Gent.ma dott.ssa della Volpe, mi hanno diagnosticato un herpes che colpisce la gengiva dell’incisivo sin. Il tutto è cominciato nel 1994 quando ho avuto un incidente d’auto e ho battuto il viso contro il parabrezza. Si è formato un ematoma alla radice degli incisivi e da allora più o meno ad ogni cambio di stagione, (ma prevalentemente al primo sole)si forma una pustola sulla gengiva e il dolore prende il nervo del dente. A volte è spuntata una pustola anche sulla parete del palato. Il dentista lo ha trattato per anni con il “Bacacil” ma non mi dava nessun giovamento nemmeno con trattamenti di 10 gg. Ogni due anni faccio una panoramica per controllare se il nervo del dente è vivo e pare, dai risultati, che lo sia ancora. Due anni fa ho fatto una cura con il “Famvir” ma menneno questo farmaco ha prodotto risultati soddisfacenti. Alla prima esposizione al sole eccolo lì a rispuntare fuori come una rondine a primavera. Quest’anno è particolarmente feroce. Ho il frenulo del labbro superiore circondato da un enorme gonfiore e la parte dietro i denti (nel palato) si è gonfiata tantissimo e non riesco nemmeno a mangiare. Sto prendendo da una settimana l’Enantyum per calmare il dolore e cerco di tenere disinfettato il cavo orale con sciacqui continui, ma non passa. Mi può aiutare con qualche consiglio omeopatico perché sono stanca di farmaci, per di più inefficaci.
    La ringrazio in anticipo e Le porgo i miei più cordiali saluti. Lidia

  • Gentile Lidia, purtroppo la presenza nell’organismo del virus dell’Herpes simplex hominis non assicura di per stessa l’immunità, per cui dallo stato latente si può sempre passare allo stato attivo. La fase attiva in genere è scatenata da sforzi fisici o psichici, da disturbi digestivi, da esposizione al sole, da malattie e da febbre. I rimedi omeopatici che possono essere utili al trattamento dell’infezione sono diversi ed ovviamente, così come richiede l’omeopatia con la legge dei simili, il risultato migliore lo produrrà il rimedio che contempla una sintomatologia la più somigliante a quella del paziente. Il rimedio omeopatico più importante degli eczemi acuti e dell’herpes è Rhus toxicodendron, quando le vescicole sono piene di liquido sieroso trasparente e vi può essere prurito che migliora con le applicazioni calde. Seguono: Cantharis, le cui vescicole sono un po’ più grandi di Rhus tox, più brucianti e meno pruriginose, con miglioramenti sia con applicazioni fredde che calde; Hypericum, che è il rimedio principe delle irritazioni e delle infiammazioni dolorose dei nervi sensitivi (è il rimedio delle nevriti) ed anche dell’herpes proprio perché in tessuti ricchi di nervi, inoltre il rimedio aiuta anche per supportare psicologicamente il disagio emotivo e lo stato depressivo che spesso si accompagnano; Sulphur, soprattutto se vi è sensazione di bruciore e l’herpes, recidivante, si alterna con altri disturbi, quali ad es. emicranie, disturbi digestivi, diarree, ipertensione arteriosa, ecc.; Graphites, specie se l’herpes interessa un soggetto pletorico e flemmatico; Arsenicum album, quando le vescicole sono di colore scuro, sono brucianti e tuttavia migliorano con le applicazioni calde; Ranunculus bulbosus, quando le vescicole contengono un liquido tendente al bluastro; Anacardium orientale, se vi è prurito che diminuisce con applicazioni di acqua calda; Natrum muriaticum, quando le eruzioni erpetiche compaiono di preferenza durante o a seguito di malattia; eccetera. Potrebbe essere molto utile, prima di iniziare la terapia omeopatica o anche congiuntamente, effettuare un’attività di “drenaggio” che stimoli gli organi emuntori (in particolare fegato, reni e pelle), liberi l’organismo dalle tossine e favorisca l’azione dei rimedi omeopatici. In caso di herpes solitamente si utilizzano come drenanti i gemmoterapici (o gemmoderivati) Ribes nigrum M.G. D1 e Ulmus campestris M.G. D1, che sono dei macerati glicerici (o macerati glicerinati) con diluizione del principio attivo alla prima decimale hahnemanniana. Anche diverse piante con specifica attività antivirale potrebbero completare il trattamento, effettuando dei risciacqui con i loro estratti da reperire in erboristeria (quali le tinture madri sciolte in acqua), come ad es. Echinacea, Iperico, Ginseng, Melissa, Liquirizia ed altre. Infine, come una recente ricerca fitofarmacologica ha evidenziato, le foglie fresche (o il loro estratto secco) del Sambucus nigra (o semplicemente sambuco) hanno capacità inibitorie nei confronti del virus dell’influenza e dell’Herpes simplex. Si ricordi però che la parola spetta sempre al medico. Cordiali saluti.

  • vincenzo scrive:

    Gent.ma dott.ssa della Volpe,mia moglie da circa un anno soffre di vertigini da posizione sentito il parere dell’otorino la causa è gli otoliti spostati e l’unica cura sarebbe la manovra liberatoria,le ha prescritto il vertisec 24,e,levopraid 25 il riallineamento dell’Atlante può risolvere questo problema.in attesa di una risposta la saluto. n.b.per la pulizia del fegato mi hanno consigliato un infuso di 4 bacche di cardamomo e 25 gr zenzero in mezzo litro di acqua che ne pensa grazie .
    distinti saluti

  • Egregio Vincenzo, fermo restando che la manovra liberatoria e/o il riallineamento dell’Atlante secondo indicazione medica potrebbero risolvere il disturbo, se lei volesse provare a controllare le vertigini con l’omeopatia le consiglio di rivolgersi ad un medico omeopata, perché i rimedi omeopatici in grado di contrastare le vertigini sono tantissimi e tra essi occorrerà scegliere il rimedio (o i rimedi) che rispecchia meglio la totalità dei sintomi del paziente, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. Non è escluso poi che debba farsi ricorso a qualche organoterapico specifico, a supporto e a completamento della terapia omeopatica con i rimedi classici. Per quanto riguarda la depurazione del fegato, pur se il cardamomo e lo zenzero potrebbero fornire indirettamente un contributo, tenga presente che la tisana depurativa per eccellenza è quella di Cardo mariano. Tale pianta ha la capacità di promuovere la salute e la funzionalità epatica, è in grado di stimolare la rigenerazione epatica dopo un danno da sostanze tossiche, ha importanti proprietà antiossidanti che proteggono le cellule epatiche dai danni indotti dai radicali liberi. Tra gli alimenti più indicati per depurare il fegato troviamo: carciofo, cardo mariano, broccoli, cavolfiore, cavolo, asparagi, ortaggi a foglia verde, carote, barbabietole, aglio, lievito, cereali integrali, curcuma, olio extravergine di oliva, limone, pompelmo, mela, mirtillo. E’ comunque sempre consigliabile il parere del medico. Cordiali saluti.

  • ELENA scrive:

    Buongiorno dottoressa! Sono separata da 11 anni, sono sempre stata equilibrata e positiva, ma da 3/4 anni, da che i figli sono cresciuti e via da casa per la maggior parte dell’anno, mi sono accorta di essere peggiorata nei miei atteggiamenti di paura e insieme di ricerca della solitudine. Da una parte sono così abituata a stare sola che mi sono adeguata, ma spesso invece mi pesa, e mi immalinconisco e piango. Più mi sento sola più mi chiudo, e più mi manca la forza per attuare soluzioni che ho ben presenti….stare con gli altri, organizzare, fare attività sportive, passeggiare, andare in giro….. Il cibo, soprattutto ‘cibo spazzatura’ poi è la mia consolazione! Con conseguenza di sovrappeso, che mi porta in un circolo vizioso di odio verso me stessa, e di diete restrittive, e poi di sgarri che provocano ulteriori sgarri fino a entrare in periodi di noncuranza del mio aspetto! sempre in modo non eccessivo per fortuna, ma davvero mi rendo conto di non riuscire ad uscirne! Sarà depressione probabilmente, mi manca la forza per reagire, mi manca la gioia di vivere, il desiderio e la capacità di fare progetti. C’è qualche rimedio che potrebbe essermi utile?
    Sono in menopausa, sto facendo da un anno la TOS con buoni risultati, e prendo la melatonina di sera per dormire. Soffro da anni di cervicalgia (ho due protrusioni).
    Grazie se potrà rispondermi! Elena

  • Gentile Elena, in genere l’omeopatia riesce ad ottenere dei buoni risultati nella cura della depressione e dell’ansia insieme, che spesso convivono in quanto la loro linea di demarcazione è sempre molto sottile, a condizione però che si individui la terapia giusta e la giusta strategia terapeutica, legate intimamente al caso personale. I rimedi omeopatici potenzialmente indicati a ciò sono diversi e tutti con differenti caratteristiche, tra cui individuare, così come richiede il principio terapeutico della legge dei simili, il rimedio (o i rimedi) che rispecchia meglio la totalità dei sintomi del paziente, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. Individuato il rimedio (o i rimedi), bisognerà scegliere la sua diluizione, quella cioè più attiva per il paziente, in base al grado di profondità della patologia e alla capacità di reazione del proprio organismo e quindi al livello di azione terapeutica. Vi è poi da stabilire la posologia, l’eventuale alternanza di rimedi per coprire tutta la sintomatologia, gli eventuali adattamenti durante la cura, la durata della stessa, la verifica di compatibilità con altri farmaci, ecc. Questo “lavoro” lo può svolgere solo il medico omeopata, al quale è indispensabile rivolgersi se si vuole curare correttamente il proprio disturbo secondo i canoni omeopatici e medici. Dalla breve descrizione fornita (ovviamente non sufficiente), verrebbe da pensare a tre importanti rimedi omeopatici, precisamente Sepia, Ignatia amara e Lycopodium. Sepia, che è il rimedio della depressione legata alla menopausa, corrisponde a una donna che sembra alimentarsi di tristezza, di malinconia, di pessimismo, di stanchezza, che soffre d’insonnia, che vede tutto nero (proprio come l’inchiostro della seppia, da cui il rimedio ha origine), che pensa in negativo e che tutto le pesa. Ha anche un modo esagerato di reagire ad ogni piccolissimo stimolo, per cui entra facilmente in ansia per qualsiasi cosa, però, poiché è un soggetto molto stanco, non ha la resistenza necessaria per sopportare la situazione di stress. Questa donna stanca e depressa soffre di solitudine e non ama rimanere sola, perché ha bisogno della presenza dei suoi cari, prova indifferenza per le cose della vita, non sa più gioire, non ha più entusiasmi, non si interessa più a nulla, perché è come se si sentisse inadeguata e pertanto si percepisce vuota, inutile e costretta a soffrire per sempre. Però di tutto questo si rende conto e ne soffre, ma non riesce a fare nulla. Ignatia amara riguarda una persona che deve essere sollevata da un’emotività, da un’ansia, da uno stato depressivo reattivo doloroso ed è perciò indicato quando vi è una perturbazione a livello dell’asse cortico-diencefalico, causata da un trauma psicologico che provoca nell’organismo uno stress la cui espressione clinica è il più delle volte la depressione reattiva. Per tale motivo Ignatia è uno dei migliori rimedi omeopatici, se non il migliore, per la cura dell’ansia e della depressione di tipo “esogeno”, cioè provocate o innescate da avvenimenti esterni vissuti in maniera traumatica, quali ad es. lutti, dispiaceri, delusioni, contrarietà, insuccessi, emozioni perturbanti, trauma affettivo, shock emotivo, ecc., tali da instaurare una situazione di instabilità emotiva. Lycopodium si riferisce a un soggetto debole e depresso, che tende a nascondere la sua depressione, che è molto emotivo e piange con facilità, che soffre di un invecchiamento precoce (fisico e/o intellettivo), che non ama stare da solo, che si sottovaluta ed ha paura di non essere in grado di far fronte alle proprie responsabilità, le quali possono diventare anche pesanti considerato che è un ambizioso. Nel soggetto ogni cosa va progressivamente rallentando e ciò si riflette, oltre che sul piano mentale, anche sul piano fisico delle funzioni organiche e metaboliche. Potrebbe essere utile effettuare, prima della cura omeopatica o anche congiuntamente ad essa, un’attività di drenaggio che stimoli gli organi emuntori, liberi l’organismo dalle tossine e renda lo stesso più recettivo all’azione terapeutica dei rimedi omeopatici. I drenanti che vengono generalmente utilizzati sono dei rimedi gemmoterapici (si tratta di macerati gligerici di gemme di piante con diluizione alla prima decimale hahnemanniana) e nel caso specifico si potrebbe ricorrere a Tilia tormentosa M.G. D1, che è un buon regolatore del sistema nervoso, un buon tranquillante, del tutto privo di tossicità, indicato per vari stati di eccitabilità nervosa, ansia, stress, nervosismo, insonnia. Ovviamente come si allenta la tensione psichica così si riduce il desiderio irresistibile per alcune categorie di alimenti o di mangiare oltre il necessario e si rende vano anche il bisogno di divagare con il cibo e di ricorrere al suo “effetto consolatorio”. In conclusione, ripeto, poiché la cura omeopatica potrebbe essere abbastanza laboriosa, articolata e lunga, richiedendo una vera e propria strategia terapeutica, le consiglio di rivolgersi ad un medico omeopata se vuole dare una risposta risolutiva al suo malessere emotivo. Cordiali saluti.

  • LAURA scrive:

    Salve, fino a poco tempo fa utilizzavo un prodotto omeopatico della BOIRON, CEPHIL, per il mal di testa in genere. Ora è irreperibile, mi piacerebbe un preparato che lo possa sostituire. Grazie

  • Gentile Laura, anche se il prodotto da lei citato è stato classificato come omeopatico, in realtà non appartiene al mondo dell’omeopatia classica, essendo costituito da un mix di rimedi alcuni dei quali anche allopatici (cioè farmaci tradizionali). E’ quindi impossibile indicarle un rimedio sostitutivo, perché il prodotto si presentava unico nel suo genere. Ed è anche praticamente impossibile indicarle un rimedio omeopatico, perché, com’è noto, in omeopatia i rimedi vengono scelti in base alla somiglianza con il paziente, nei sintomi e nelle caratteristiche, nel rispetto della “legge dei simili”, altrimenti i risultati non saranno quelli auspicati. Dia comunque un’occhiata all’articolo “Addio mal di testa” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici dell’antica tradizione che potrebbero aiutare. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    gent.ma dr.ssa della Volpe
    a seguito dell’assunzione per 6 mesi di Enantone per collocare a riposo le ovaie, mia figlia lamenta bruciori vaginali. Volendo sostituire alle irrigazioni e agli ovuli prescritti dal ginecologo, uno o più rimedi omeopatici, dai quali in passato ho tratto io grandi benefici, potrebbe consigliargliene qualcuno?
    Ricordo che Colocyntis è molto efficace ma solo in presenza di perdite ematiche, è non è questo il caso specifico….La ringrazio e La saluto con affetto e rispetto.

  • Gentile Anna, come lei sospetta, è probabile che sua figlia sia andata incontro ad una vaginite irritativa dovuta proprio all’assunzione dell’Enantone che, determinando un calo di estrogeni, ha reso le pareti vaginali sottili e secche e conseguentemente provocato sintomi come bruciore e prurito vaginale. I rimedi omeopatici più adatti per vaginiti di tale natura sono Cantharis, Anacardium orientale, Nitricum acidum, Borax, Calcarea carbonica, Pulsatilla. Anche la fitoterapia potrebbe fornire il suo contributo con più di un preparato, come ad es. diluendo la tintura madre di Calendula o l’olio essenziale di Melaleuca (noto anche come Tea Tree Oil), che possono essere adoperati per delle irrigazioni vaginali o per l’igiene intima, onde ottenere un’azione antisettica, antinfiammatoria, lenitiva, calmante, anestetica. Entrambi i preparati vanno diluiti in acqua sterilizzata, previa bollitura, e le quantità che generalmente si utilizzano sono, per mezzo litro d’acqua, 40-50 gocce per la tintura madre di Calendula e 5-10 gocce per l’olio essenziale di Melaleuca. Possono essere altresì utili applicazioni locali con l’olio di Mandorle dolci o di Borragine od anche con una crema a base di Avena o di Echinacea o della stessa Calendula. Sarebbe ancora opportuno associare altri tipi di intervento, quali ad esempio un’alimentazione appropriata (fibre, vitamine, sali minerali), una corretta igiene personale, l’uso di detergenti delicati e non troppo alcalini, l’uso di indumenti intimi idonei (di cotone e traspiranti), l’eliminazione di jeans o pantaloni troppo stretti ed altro. Sarebbe comunque opportuno stare sotto controllo medico. Cordiali saluti.

  • anna maria scrive:

    gentilissima dott.della volpe,
    desidererei sapere quale antidolorifico,disinfiammante naturalmente omeopatico è adatto per il menisco,grazie .cordiali saluti

  • Gentile Anna Maria, un rimedio omeopatico contro i dolori di qualsiasi origine e contro le infiammazioni è Hypericum. Se il problema al menisco è di natura traumatica, allora il rimedio omeopatico principe è Arnica montana, che potrebbe essere associato anche a Hypericum per produrre il miglior risultato, considerato che i due rimedi sono sinergici. Se invece si tratta di un problema reumatico, allora la invito a consultare l’articolo “Reumatismi” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, dove sono riportati i principali rimedi omeopatici a ciò potenzialmente indicati. Ho usato l’avverbio “potenzialmente” per ricordare un concetto fondamentale della medicina omeopatica e cioè che un rimedio omeopatico produce gli effetti terapeutici desiderati solo se assomiglia al paziente, nella sintomatologia e nelle caratteristiche, e quanto maggiore è tale somiglianza tanto migliori saranno i risultati. Cordiali saluti.

  • Fabio scrive:

    Gentile Dr.ssa, secondo la sua conoscenza ed esperienza è possibile che problemi ai cosiddetti denti del giudizio (tipo inclusione) possano riperquotersi anche sul sistema immunitario causando ad es. allergie e/o intolleranze alimentari? Quantomeno, possono renderci più cagionevoli nei confronti di malattie dell’apparato respiratorio? Questo naturalmente riferito alle persone più predisposte. La ringrazio. Fabio

  • Egregio Fabio, non mi risulta che le problematiche generate dai denti del giudizio, tra cui quelle dovute alla loro occlusione, possano ripercuotersi sul sistema immunitario, semmai possono essere fonte di penetrazione di batteri, localmente in gengiva o al loro interno, con possibili infezioni del cavo orale. Cordiali saluti.

  • Donata scrive:

    Gentile dott.vorrei un aiuto da parte sua,a seguito di un brutto lutto ho iniziato ad avere delle vibrazioni all’orecchio con senso di pesantezza dopo poco tempo attacchi d’ansia con nodo alla gola ,gola chiusa con difficoltà a deglutire e insonnia la mia dottoressa mi ha prescritto laroxyl e daparox gocce ,gli attacchi di panico sono migliorati ma per quanto riguarda la vibrazione nulla però ho messo su un po’ di chili,ora tramite una farmacista che cura con omopatia mi ha prescritto ignatia 10 gocce per 3 volte e Biopax compresse 2 per 3 volte a di ,volevo un suo parere se aumentare o altro questa cura,anticipo dicendole che soffro di ipotiroidismo e sono in cura con tirosint gocce 20 al mattino a digiuno.la ringrazio moltissimo in anticipo per la sua disponibilità

  • fabrizia scrive:

    Buongiorno Dottoressa,
    ho seguito il suo consiglio e, per lo spotting che si protrae dalla fine dell’ultima mestruazione ho ricontattato il mio omeopata.
    Dal 28/10 sto assumendo Agnocasto e 20 gocce di capsella Majorana alla mattina, e 20 gocce di capsella alla sera.
    Purtroppo c’è ancora spotting e dal 3/11 sera mi ha aggiunto 5 granuli di luteinum 5CH..ma ancora questa mattina spotting (e sempre alle 9-9.30 poi scema e sembra finito nel tardo pomeriggio fino alla mattina successiva..).
    Ma questo Luteinum quando comincerà a fare il suo effetto? Comicio ad essere stanca tra ciclo e spotting tra una settimana è un mese che “sno in pista”.L’omeopata vuole essere richiamato lunedì. Lei cosa ne pensa? Approfitto perchè Lei è gentilissima e preparatissima! Grazie, FABRIZIA

  • Gentile Donata, le vibrazioni che lei avverte all’orecchio potrebbero essere una forma di acufene, probabilmente un acufene oggettivo, che è dovuto ad un’energia vibratoria generata all’interno del corpo. Se non l’avesse già fatto, sarebbe opportuno sottoporsi ad una visita medica specialistica per accertarne possibilmente le cause ed escludere eventuali patologie, anomalie o disturbi a carico dell’orecchio o di altre sedi. E’ comunque possibile che una situazione particolarmente stressante sul piano emotivo (nel suo caso il lutto) possa essere responsabile dell’insorgenza o dell’amplificazione dell’acufene, ma è anche possibile il contrario, cioè che l’acufene possa innescare o aggravare una condizione di sofferenza psicologica. In ogni caso quindi uno stato ansioso e depressivo abbassa la soglia di sopportabilità ed aumenta la percezione del disturbo uditivo. Ignatia amara è un importantissimo rimedio omeopatico che potrebbe aiutarla sia sul piano fisiologico che sul piano psicologico. Infatti Ignatia è uno dei principali rimedi “ad azione generale”, ossia un policresto omeopatico, con attività profonda e polivalente, capace di sollevare da un’emotività, da un’ansia o da uno stato depressivo reattivo doloroso (dovuto al lutto) e nello stesso tempo di sistemare tutta una serie di disfunzioni organiche, fisiche o psicosomatiche, stimolando un miglioramento delle prestazioni di tutto il corpo. Per quest’ultimo aspetto potrebbe aiutarla anche a perdere peso. E’ anche un valido rimedio per gli spasmi alla gola che producono manifestazioni analoghe al “bolo isterico” (il cosiddetto “nodo alla gola”), per l’insonnia e per i sintomi cosiddetti paradossali, che cioè sfuggono alle spiegazioni logiche. Biopax non è un rimedio dell’omeopatia classica, bensì è un antiomotossico, ossia un rimedio che appartiene all’omotossicologia, che pur avendo diversi punti di contatto con l’omeopatia, alla quale si ispira, ha però dei principi terapeutici e di scelta dei rimedi completamente differenti. In particolare è un rimedio complesso o composto semplice, costituito cioè da un mix di rimedi omeopatici o di omeoterapici sinergici a bassa diluizione, che risulterebbe indicato per depressioni reattive, malattie di origine psicosomatica, insonnia, nevrosi isteriformi ed altro. Deve vedere come va, perché tutto ciò potrebbe anche bastare. In caso diverso sarebbe opportuno rivolgersi ad un medico omeopata. Cordiali saluti.

  • Gentile Fabrizia, com’è noto, l’Agnocasto fitoterapico è indicato in caso di menorragia (mestruazioni lunghe), metrorragia (perdite intermestruali o spotting), dismenorrea (mestruazioni dolorose), sindrome premestruale, disturbi della menopausa, turbe funzionali del ciclo mestruale ed anche per l’ansia. Capsella Majorana compositum è un omeobioterapico, precisamente un rimedio complesso costituito da un mix di fitoterapici, che risulta indicato per la terapia di base delle alterazioni del flusso mestruale e della dismenorrea. Luteinum è un organoterapico, ottenuto dal corpo luteo animale, che a bassa diluizione, qual è la 5CH, risulta essere in grado di stimolare proprio l’organo omonimo, cioè il corpo luteo, e quindi di adeguare la produzione di progesterone la cui carenza può essere responsabile dello spotting premestruale. I tempi di azione di tale rimedio non sono valutabili a priori, in quanto dipendono dalle reattività del singolo organismo e dal quadro clinico generale, ma sicuramente non possono essere brevissimi, potendo rientrare nell’ordine di grandezza di uno o più cicli mestruali con miglioramenti progressivi. Lunedì riferisca al medico omeopata che potrà fare un nuovo punto della situazione. Cordiali saluti.

  • VINCENZO scrive:

    Gentilissima Dottoressa,
    da un po’ di tempo accuso delle sudorazioni notturne, più precisamente le zone del collo/spalle/torace.
    Siccome assumo del magnesio supremo, può esserci una correlazione?
    Mi potrebbe indicare dei rimedi omeopatici/fitoterapici per affrontare il problema ?
    La ringrazio per la Sua disponibilità e Le porgo cordiali saluti.

  • Egregio Vincenzo, generalmente i sintomi dell’eccesso di magnesio sono simili a quelli della carenza e tra questi non rientra direttamente la sudorazione eccessiva. Sarebbe però opportuno che tale valutazione la facesse il medico che le ha prescritto l’integratore di magnesio supremo. La sudorazione eccessiva (iperidrosi) notturna può essere dovuta a diverse cause patologiche (ad es. disfunzioni tiroidee, diabete, ipertensione arteriosa, insufficienza cardiaca, dispepsia, reflusso gastroesofageo, ecc.), ma può essere anche dovuta, come avviene non di rado, agli stati di ansia e di stress emotivo. L’omeopatia può fornire un valido contributo per aiutare a superare le situazioni di iperidrosi, con più di un rimedio, tra cui individuare, nel rispetto della “legge dei simili”, il rimedio con il quale si ravvisano le maggiori somiglianze. Tra i principali rimedi omeopatici ritenuti più adatti troviamo: Argentum nitricum, se l’iperidrosi è associata alla cosiddetta “ansia anticipatoria”, cioè all’ansia in attesa di un evento o per le cose da fare; Gelsemium, come Argentum nitricum, solo che l’ansia si manifesta nello stesso momento in cui si vivono gli eventi stressanti; Silicea, se il sudore ha un odore sgradevole; Magnesia carbonica, se il sudore è estremamente acido; Sulphur, se il sudore ha significato eliminatorio; Baryta carbonica, se la sudorazione eccessiva privilegia un lato del corpo; Calcarea carbonica, se vi è anche sudore freddo alle mani e/o sudore alla nuca al primo sonno; Carbo vegetabilis, se vi è anche sudorazione fredda al volto; Ignatia amara, se la sudorazione eccessiva riguarda un soggetto con le caratteristiche del rimedio; eccetera. Anche una dieta alimentare appropriata può fornire il suo contributo, come ad es. privilegiare gli alimenti ricchi di silicio, che è un minerale che regola la sudorazione e di vitamine del gruppo B, che sono utili a ridurre la sudorazione eccessiva, nonché diminuire le quantità di grassi ed evitare il consumo di alcool e di pietanze piccanti. Un ulteriore aiuto può venire ancora dalla natura con la Salvia comune, che è una delle piante officinali più adoperate ed efficaci per limitare la sudorazione eccessiva, di cui si può preparare l’infuso di foglie per berne una tazza un paio di volte al giorno. Sarebbe altresì opportuno adottare alcuni accorgimenti altrettanto utili ed efficaci, come ad es. sciacquare ogni sera le parti interessate con acqua e bicarbonato di sodio, lavare le parti utilizzando saponi delicati, indossare indumenti di cotone, meglio se di colore chiaro e comunque traspiranti, ecc. Ovviamente il ricorso al medico omeopata rappresenta sempre la migliore garanzia. Cordiali saluti.

  • vincenzo scrive:

    Buongiorno dottoressa ho un problema di naso chiuso la notte senza avere ne raffreddore ne muco;sono stato operato nel 2004 al setto nasale e turbinati ma dopo pochissimi mesi il problema si è ripresentato.Nel 2011 mi sono sottoposto alla riduzione dei turbinati con la radiofrequenza ma anche stavolta dopo un paio di mesi il problema si è riproposto.
    Non mi ammalo quasi mai di influenza o alle vie respiratorie pero’ il tormento riguada il naso chiuso la notte il piu’ delle volte le narici si alternano pero’ delle volte si chiudono entrambe con conseguenti risvegli e quindi riposo annullato.
    Quale o quali prodotti omeopatici potrebbero favorire la mia situazione visto che la chiusura del naso sicuramente è di natura allergica non so forse alla polvere ai cambi di temperatura ecc. infatti spesso sono soggetto a starnuti ripetuti improvvisamente , ripeto senza avere nessun raffreddore o patologie virali alle vie respiratorie.
    La ringrazio anticipatamente e Le invio cordiali saluti

  • Egregio Vincenzo, il naso chiuso o per meglio dire la congestione nasale è un sintomo che corrisponde ad un’alterazione delle mucose delle cavità nasali e dei limitrofi seni paranasali, con relativa ostruzione respiratoria. La respirazione pertanto può essere effettuata con la sola bocca e ciò può provocare altri tipi di disturbi, come la difficoltà respiratoria durante la deglutizione, la secchezza di fauci e gola (per la mancata umidificazione dell’aria attraverso il naso), maggiore esposizione della gola al rischio di infiammazioni, il russamento notturno o le apnee notturne nei casi più gravi. Tutto ciò ovviamente rende il sonno difficile e disturbato. La congestione nasale può avere molteplici origini e nel suo caso, da quanto riferito, potrebbe essere dovuta ad una rinite allergica cronica, dove l’infiammazione della mucosa nasale sarebbe determinata da sostanze allergizzanti presenti nell’aria e non causata da infezioni delle prime vie respiratorie. I principali rimedi omeopatici maggiormente utilizzati per la congestione nasale sono consultabili all’articolo “Raffreddore e Rinite allergica” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, tra i quali individuare il rimedio (o i rimedi) che contempla la sintomatologia più somigliante alla propria, nel rispetto della “legge dei simili”. Ovviamente quanto maggiore sarà detta somiglianza tanto migliori saranno i risultati. Ad esempio, i rimedi da considerare potrebbero essere Aralia racemosa, Arsenicum album, Dulcamara, Eucalyptus, Eupatorium perfoliatum, Ferrum phosphoricum, Galphimia glauca, Natrum sulphuricum, Sabadilla, Sambucus nigra, Sulphur, ecc. Potrebbe essere utile associare anche qualche rimedio gemmoterapico della fitoterapia rinnovata (o gemmoderivato, si tratta di un macerato glicerico di gemme vegetali con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), che, oltre ad avere delle proprie attività terapeutiche, espleta un’importante azione di “drenaggio” capace di stimolare gli organi emuntori, liberare l’organismo dalle tossine e rendere lo stesso più recettivo all’azione della cura omeopatica o di qualsiasi altra terapia. Nel caso specifico si potrebbe ricorrere ad un gemmoterapico come Ribes nigrum M.G. D1 gocce, che è un ottimo cortisone-like, con attività antinfiammatorie e antistaminiche ed un è ottimo regolatore del sistema immunitario, per cui andrebbe bene anche per l’allergia. Sarebbe comunque opportuno rivolgersi ad un medico omeopata per la prescrizione di una terapia strettamente legata al suo caso ed alla sua persona, che potrebbe anche affrontare in maniera sistemica il problema allergico, per il quale l’omeopatia dispone di valide soluzioni. Cordiali saluti.

  • maria scrive:

    Gentilissima dott.ssa mia figlia di 40 anni sta attraversando un brutto periodo umore negativo, stress perdita di capelli è separata, si sente sola, ha due figli e ritiene di nn riuscire fisicamente e mentalmente a sopportare le nuove incombenze. Soffre per un amore finito male e da sempre in forte sovrappeso e nn riesce a contenere l’impulso a mangiare soprattutto cioccolato e dolci. Ha un problema linfatico che le fa lamentare gonfiore, stipsi e continui mal di testa a suo dire e come se avesse dei lacci emostatici e si sentisse la testa calda dall’interno. Io sono una madre che nn sa piu cosa fare per aiutarla. e sinceramente vorrei nn ricorresse a psicofarmaci. Grazie

  • Gentile Maria, come ho avuto già modo di rispondere l’altro giorno sulla pagina “Rimedi della nonna”, il superamento dello stato depressivo che interessa sua figlia riuscirà a risolvere la gran parte, se non tutti, i disturbi che l’affliggono. L’omeopatia può essere in grado di dare una grossa mano in tal senso, offrendo una ricchezza di rimedi omeopatici e di patogenesi tali da riuscire a coprire qualsiasi sofferenza emotiva con gli inevitabili riflessi psicosomatici. Avevo pertanto suggerito di consultare l’articolo “Ansia, Depressione, Attacchi di panico” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, allo scopo di individuare il rimedio (o i rimedi) più somigliante, nelle causalità e nelle modalità di manifestazione, tenendo presente che questa è la condizione indispensabile per ottenere dei risultati positivi, nel rispetto della “legge dei simili” su cui l’omeopatia fonda il suo principio terapeutico. Il completamento del quadro psicologico e fisiologico fatto adesso da lei rende l’idea che sua figlia sembrerebbe assomigliare straordinariamente a Sepia, che è uno dei più grandi policresti omeopatici. Ovviamente ciò lo potrà o meno confermare solo un medico omeopata, al quale ribadisco l’opportunità di rivolgersi se si vuole dare una risposta concreta e risolutiva ai disturbi che affliggono sua figlia. Da soli difficilmente si potrà riuscire nell’intento. Il medico omeopata con la visita potrà approfondire il caso, sotto tutti gli aspetti, sia strettamente medici che rigorosamente omeopatici e quindi prescrivere una terapia intimamente legata al caso in esame, che potrebbe fare uso, oltre che di rimedi omeopatici con le relative diluizioni, anche di altri rimedi bioterapici secondo una ben definita strategia terapeutica. Cordiali saluti.

  • vincenzo scrive:

    Buongiorno gentilissima dottoressa, in riferimento alla sua precedente volevo informarLa che per il problema naso chiuso la notte gia’ da una settimana sto assumendo sabadilla 3 granuli ogni 4 ore, piu’ribes nigrum 1 DH 40 gocce 2 volte al di.Quest’ultimo almeno per due mesi mentre la sabadilla diminuire in base ai miglioramenti; volevo chiederLe se è possibile che prendendo il ribes nigrum anche la sera (la seconda dose giornaliera)cio’ possa disturbare il sonno è come se stessi in una sorte di dormiveglia e cio’ non per il naso chiuso che in verita’ già avverto dei segnali di miglioramento.
    La ringrazio tanto per la Sua disponibilità e Le invio cordiali saluti.

  • Egregio Vincenzo, da quanto mi risulta il Ribes nigrum va usato con cautela solo nei soggetti ipertesi, in coloro che sono affetti da patologie renali o nervose ed in chi fa uso di anticoagulanti o di psicofarmaci o di diuretici. Per il macerato glicerico ciò vale soprattutto come precauzione, perché la diluizione D1 dei principi attivi riduce enormemente i già di per se minimi effetti collaterali di cui in precedenza. Nelle prime fasi della cura è comunque possibile che l’utilizzo del gemmoterapico possa provocare dell’insonnia in alcuni soggetti. In tal caso sarebbe da evitare il suo uso di sera. Cordiali saluti.

  • Lorenzo scrive:

    Buongiorno dottoressa.
    Circa due anni fa, per una mia lieve difficoltà ad alzare le braccia, presso la Neurologia dell’Ospedale d Treviso mi è stata diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica.
    Nel corso del primo anno, la situazione è rimasta abbastanza stabile, senza peggioramenti. In quel periodo mi sono recato più volte, per altre visite, presso La città della salute di Torino (dott. Chiò) e l’Ospedale di Padova (dott. Sorarù), dove mi è stata confermata la stessa diagnosi.
    L’unico farmaco per questa malattia, farmaco che però non cura, è il Riluzolo: però, poiché io non lo tolleravo, mi è stata prescritto di assumerne solo metà compressa per due volte al giorno.
    Purtroppo, dai primi mesi di quest’anno, la situazione è peggiorata progressivamente…
    Attualmente sono costretto su una poltrona per tutto il giorno. Le mie braccia sono come quelle di un manichino: non ho più alcuna autonomia nel lavarmi, vestirmi, mangiare… Inoltre, da qualche mese, anche il mio respiro è diventato molto difficoltoso: durante tutta la notte e per tante altre ore della giornata devo respirare con l’ausilio di ventilatore e mascherina e, nonostante questo, spesso mi trovo in apnea. Ho difficoltà nel parlare, le ginocchia mi reggono a fatica e per pochi passi, ho fascicolazioni …
    Poiché in passato ho fatto uso di rimedi omeopatici per altre cause, da un po’ di tempo sto pensando di ricorrere nuovamente all’omeopatia con la speranza di ottenere un po’ di sollievo anche in questa nuova situazione.
    Ho consultato vari siti in rete che consigliano di usare vari rimedi: Nux-vomica, Cur, Ign, Aurum Metallicum, Baryta Carbonica, Carbo Vegetabilis…
    Non riesco però a trovare alcuna indicazione sulla diluizione e sul dosaggio.
    Spero pertanto di poter ottenere da Lei qualche indicazione in merito.
    La ringrazio.

  • Egregio Lorenzo, i rimedi omeopatici che potrebbero fornire un contributo andrebbero ricercati tra quelli che nella patogenesi contengono l’atrofia muscolare progressiva. Tra essi si citano Abrotanum, Carboneum sulphuratum, Kali phosphoricum, Manganum metallicum, Phosphorus, Physostigma venenosum, Plumbum. Non trova le indicazioni sulla diluizione e sul dosaggio perché, come lei sa, ogni cura omeopatica è strettamente personale, con tutte le sue entità terapeutiche (rimedi, diluizioni, posologie, tempi di cura, ecc.) e pertanto non generalizzabile. Quando occorre intervenire a livello sintomatico spesso ci si orienta per le basse diluizioni, quelle ad es. non superiori a 7CH, che solitamente vengono utilizzate in ragione di 3 granuli 3-4 volte al dì, salvo diversa prescrizione medica. Però l’opportunità dell’uso di uno o più dei suddetti rimedi omeopatici (o anche di altri), con relative diluizioni e posologie, è meglio che la stabilisca un medico omeopata, al quale è sempre opportuno rivolgersi. Cordiali saluti.

  • stefano scrive:

    Gentile Dottoressa Sono il papà di un bambino di 3 anni e mezzo, affetto da ghiandola ipertrofica sx da 3/4 mesi.. Ultimamente si ammala spesso.. Inizia con tosse secca e poi catarrosa gola arrossata e poi febbre alta.. ( tampone streptococco negativo)… E’ un bambino affettuoso un po timido e testardo, un pochino basso per la sua eta’.. Carnagione chiara.. Sta seguendo una cura omeopatiaca con tubercolinum koch 6ch.. Da ottobre 2 granuli al mattino e due la sera.. E terapia d’urto solo la domenica con dose unica di silicea MK.. Prescritta dal dottore omeopatico.. Secondo lei è la cura giusta..???.. Mi può consigliare qualcosa di diverso..??? Aspetto con ansia la sua risposta.. Grazie e buona giornata..

  • Egregio Stefano, se il medico omeopata, visitando il bambino, ha prescritto quella cura omeopatica è perché evidentemente ha fatto le proprie valutazioni ed ha quindi ha potuto stabilire che quei rimedi, con quelle diluizioni, sono i più adatti al caso specifico. La cura sembrerebbe appropriata, considerato che Silicea è un grandissimo rimedio costituzionale che si prescrive proprio ai bambini gracili, fragili, freddolosi, timorosi, palliducci, il cui scheletro si sviluppa lentamente, che soffrono di rinofaringiti a ripetizione, che presentano numerose adenopatie ed in particolare la scrofolosi, ossia l’ipertrofia delle ghiandole linfonodali del collo (meglio nota come adenite tubercolare). Nei bambini tale ipertrofia è generalmente provocata dall’infezione di “microbatteri non turbercolari”, conosciuti anche come “microbatteri atipici”, come il Nontuberculous mycobacteria, Solitamente l’infezione dopo la pubertà tende ad una risoluzione spontanea. Silicea riesce ad esprimere i migliori risultati quando viene associato a rimedi omeopatici della serie psoro-tubercolinica, come lo è Tubercolinum. Quindi l’unica cosa consigliabile è di tenere informato l’omeopata sull’andamento della cura. Cordiali saluti.

  • Eu Cap scrive:

    Buonasera. Mio figlio fi 7 anni ha assunto del kiwi e ha avuto una reazione di pelle a chiazze sulle congiunture, sul collo, sul viso. Inoltre forte irritazione alla gola. Dopo la somministrazione dell’antistaminico e’ passato il forte prurito ma la pelle non e’ migliorata. Cosa consiglia. Grazie saluti Laura

  • Gentile Laura a nome Eu Cap, potrebbe essere utile qualche preparato fitoterapico in uso esterno. Ad esempio potrebbe andare bene una pomata di Calendula o di Avena o di gel di Aloe vera, oppure l’olio di Iperico, oppure ancora degli impacchi adoperando la tintura madre di Calendula o l’olio essenziale di Melaleuca (noto anche come Tea Tree Oil). Questi due ultimi preparati vanno diluiti in acqua sterilizzata, previa bollitura, e le quantità che generalmente si utilizzano sono, per 250 ml d’acqua, 20-30 gocce per la tintura madre di Calendula e 3-5 gocce per l’olio essenziale di Melaleuca. Cordiali saluti.

  • serena scrive:

    Buongiorno dottoressa,
    Volevo chiederle un informazione.
    Ho 27anni e uso la pillola da circa 7anni Xke avevo il ciclo troppo copioso e soprattutto gli ormoni maschili molto alti.
    Ora devo farmi operare al naso e mi hanno consigliato di smettere la pillola.
    Cosa posso fare per ridurre un po’ il ciclo e soprattutto cercare di regolarizzarlo? Senza pillola mi viene in ciclo ogni due mesi.
    La ringrazio molto

  • Ernestina scrive:

    Per problemi di insonnia (mi svegliavo alle 3.00 con una forte agitazione accompagnata da coniati di vomito da non riuscire più a riaddormentarmi) il mio medico omeopata mi ha prescritto L72 (20 gocce prima di colazione, 20 gocce prima di pranzo e 25 gocce prima di coricarmi. Inoltre prima di coricarmi 5 granuli di gelsenium sempervires 30 ch e 5 granuli di gelsenium sempervires 30 ch al risveglio.
    Dopo un mese di cura senza risultati mi ha sostituito i 5 granuli di gelsenium 30 ch della sera con 5 granuli di arsenicum albun 30 ch. Questa cura ha funzionato già dalla sera stessa (mi svegliavo alle 3/4 però riuscivo ad addormentarmi senza grossi problemi) però adesso dopo 15 giorni di cura il problema si è ripresentato. Come mai?

  • Gentile Serena, la invito a consultare l’articolo “Per solo donne” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici che in genere si rivelano moto utili per la regolarizzazione del ciclo mestruale. Cordiali saluti.

  • Vincenzo scrive:

    Buongiorno dottoressa,
    Volevo chiederle delle informazione ho mia moglie con mal di testa abbiamo svolti vari esami tac compressa con risultati nella norma il dottore associa il mal di testa al ciclo visto che si presenta qualche giorno prima o dopo e le ha prescritto rizaliv rpd 10 mg .Poi abbiamo nostro figlio ha abbastanza perdite di sangue dal naso e sta usando cortison chemicetina 2,5%+2%unguento e emofix ma con scarsi risultati che ci consiglia.Certi della sua collaborazione la ringrazio anticipatamente.

    cordiali saluti

  • Gentile Ernestina, è probabile che bisognerà operare un ulteriore adattamento della cura, come ad esempio modificare la diluizione o introdurre/sostituire un rimedio. Sarebbe quindi importante che lei informasse il suo medico omeopata. Cordiali saluti.

  • Egregio Vincenzo, com’è noto, nel rispetto della “legge dei simili”, i rimedi omeopatici per produrre l’effetto terapeutico desiderato devono assomigliare il più possibile al paziente, nella sintomatologia e nelle caratteristiche, nelle casualità e nelle modalità, e quanto maggiore è tale somiglianza tanto migliori saranno i risultati. Per quanto riguarda la cefalea di sua moglie legata al ciclo mestruale, tra i principali rimedi omeopatici più frequentemente utilizzati troviamo: Actaea racemosa, Cyclamen, Glononium e Pulsatilla nei casi di cefalea che precede o che si verifica durante le mestruazioni; Lilium tigrinum, Pulsatilla e Sepia in caso di cefalea dopo le mestruazioni. Potrebbe essere utile l’associazione con qualche gemmoterapico della fitoterapia rinnovata come Ribes nigrum M.G. D1 o Tilia tormentosa M.G. D1, in gocce. E’ considerata altresì utile un’alimentazione con cibi ricchi di vitamine, in particolare le vitamine A, C, E e del gruppo B. Inoltre sarebbe il caso di prendere l’abitudine di assumere, alla vigilia e durante i periodi incriminati, alcune volte al giorno, una tisana rilassante e analgesica a base di camomilla, melissa, valeriana, che sono tra le erbe più efficaci e più adoperate, in primis la tisana di camomilla, la quale non a caso è una pianta che presenta nella denominazione botanica il termine “matricaria” (Matricaria chamomilla), da “matrice” che anticamente indicava gli annessi uterini. Dia anche un’occhiata all’articolo “Addio mal di testa” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”. Per quanto riguarda l’epistassi di suo figlio, i rimedi omeopatici più spesso utilizzati sono Achillea millefolium, Ammonium carbonicum, Arnica montana, Carbo vegetabilis, China, Crotalus, Hamamelis, Phosphorus. Per i casi specifici sarebbe comunque opportuno rivolgersi ad un medico omeopata. Cordiali saluti.

  • Fabio scrive:

    Gentile D.ssa Rita, vorrei un suo parere sul metodo di assunzione dei rimedi omeopatici descritto da un suo collega al link seguente.
    Io personalmente l’ho provato e devo dire che personalmente sembri che funzioni.
    Il mio dubbio è però il seguente: nel caso di rimedi decimali DH, può essere applicata la stessa metodologia di assunzione? L’efficacia resta inalterata?
    La ringrazio. Fabio

  • Vincenzo scrive:

    Gentilissima dott.ssa mio padre ha 83 anni e ha il colesterolo totale 250 e la pressione arteriosa 150/95 gli hanno prescritto ossido nitrico può essere sufficiente solo questo prodotto,in alternativa che ci consiglia la ringrazio della disponibilità.
    cordiali saluti

  • Egregio Fabio, si tratta di una pratica già nota, anche se a volte gli approcci e le interpretazioni sono diversificate. La metodologia di assunzione può essere estesa a qualsiasi diluizione. Un altro sistema, molto logico, che era quello praticato dai Maestri del passato, consiste nel lasciar sciogliere 3 granuli in mezzo bicchiere d’acqua e poi bere il sorso nel numero di volte giornaliere prescritto dal medico omeopata. Si rabbocca di volta in volta l’acqua che viene bevuta, allo scopo di aumentare la diluizione della soluzione e quindi la sua potenza terapeutica, come raccomandava Hahnemann. L’acqua in cui sono stati sciolti i granuli può essere usata per 2-3 giorni. Se non si effettua il rabbocco, l’acqua, prima di ogni assunzione, o deve essere travasata rapidamente più volte (generalmente 20 volte) da un bicchiere all’altro, oppure deve essere scossa energicamente più volte (generalmente 10 volte), ma in quest’ultimo caso occorrerebbe una bottiglietta. Cordiali saluti.

  • Egregio Vincenzo, per l’età di suo padre i valori di colesterolo e di pressione arteriosa, pur da non sottovalutare e quindi senz’altro da contenere, non sono particolarmente drammatici, come certamente potrà confermare il medico che ha prescritto l’integratore di ossido nitrico. Tra l’alto per la colesterolemia sarebbe da controllare il rapporto tra le HDL (lipoproteine ad alta densità, il cosiddetto “colesterolo buono”) e le LDL (lipoproteine a bassa densità, il cosiddetto “colesterolo cattivo”), rispetto al valore del colesterolo totale (HDL + LDL). In genere il valore delle HDL non dovrebbe essere inferiore al 30% del valore del colesterolo totale, oppure l’indice di rischio cardiovascolare, cioè il rapporto tra il colesterolo totale e le HDL, non deve essere superiore a 5. Se il prodotto prescritto possa essere o meno sufficiente lo si potrà sapere solo dopo un periodo di cura, sotto la sorveglianza del medico. In alternativa sia l’omeopatia che la fitoterapia offrono una vasta gamma di rimedi molto validi, per la qual cosa occorrerà rivolgersi ad un medico omeopata. Ad esempio, solo a titolo informativo, per quanto riguarda l’ipercolesterolemia potrebbe essere adatto un organoterapico come Cholesterinum, eventualmente associato a Lycopodium omeopatico. Altri rimedi omeopatici utili potrebbero essere Nux vomica, Kali carbonicum, Aurum metallicum, Baryta carbonica, Sulphur. La fitoterapia rinnovata propone diversi gemmoterapici, quali Olea europaea (Olivo), Prunus amygalus (Mandorlo), Fraxinus excelsior (Frassino), Fagus sylvatica (Faggio), Acer campestre (Acero campestre), Juniperus communis (Ginepro), in gocce, tutti M.G. D1. La fitoterapia classica offre vari preparati come gli estratti o le tinture di Tarassaco, Carciofo, Aglio, Policosanoli, ecc. Per quanto riguarda l’ipertensione arteriosa, i principali rimedi omeopatici utili sono consultabili all’articolo “Ipertensione arteriosa” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”. Tra gli organoterapici possiamo trovare Artére e Veine. I gemmoterapici della fitoterapia rinnovata utilizzabili sono Olea europaea (Olivo), Prunus amygalus (Mandorlo), Viscum album (Vischio), in gocce, tutti M.G. D1. I preparati della fitoterapia classica sono consultabili all’articolo “Controlliamo l’ipertensione” nella sezione del sito “Rimedi della nonna” e tra quelli erboristici più adoperati troviamo le tinture madri di Aglio, Biancospino, Cardiaca, Pervinca, Rauwolfia, Tiglio, Ulivo, Vischio, ecc. A tutto ciò, ovviamente, occorrerà associare un’alimentazione ed uno stile di vita adeguati. E’ opportuno comunque, ripeto, farsi guidare dal medico. Cordiali saluti.

  • GIOVANNA scrive:

    Gent.ma dr.ssa Volpe sto assumento antibiotico per un’infezione ai denti.
    E’ possibile prendere qualche rimedio omeopatico per contrastare gli effetti collaterali dell’antibiotico?
    Grazie
    Giovanna T.

  • Gentile Giovanna, il rimedio omeopatico utile a contrastare gli effetti collaterali di un antibiotico potrà essere individuato solo a fronte dei sintomi indesiderati che l’antibiotico provoca. Il rimedio adatto cioè sarà quello che contiene una sintomatologia simile a quella dell’effetto collaterale. Invece un rimedio omeopatico che viene spesso utilizzato per disintossicare l’organismo dall’effetto di farmaci è Nux vomica. Cordiali saluti.

  • Elisabetta scrive:

    Gentile Dott.ssa Della Volpe, in merito alle sue risposte relative a patologie concernenti animali vorrei sottolineare l’esistenza di veterinari omeopati, le uniche figure professionali legittimate a curare con questa pratica medica ( art 35 FNOVI)
    Per tale motivo come noi veterinari omeopati non ci permettiamo di prescrivere rimedi alle persone ( non ne conosciamo fisiologia anatomia e patologia) un medico omeopata umano non può prescrive rimedi ad un cane o ad un gatto per le stesse ragioni.
    Il mio vuole essere un intervento puramente informativo, per il resto ben vengano persone come lei che dedicano tempo ad una giusta causa
    Cordialmente Elisabetta

  • Gentile Dott.ssa Elisabetta, sono d’accordo con lei, le due discipline sono e devono rimanere distinte. Però tengo a precisarle che su questo sito non vengono fornite prescrizioni di rimedi o cure ma solo chiarimenti, spunti, chiavi di lettura per interpretare meglio le situazioni, informazioni su ciò che l’omeopatia e le altre naturali possono offrire, indirizzi riportati in letteratura. E ciò viene fatto sempre in modo oggettivo e responsabile. Non si perde mai l’occasione per ribadire che solo la visita medica omeopatica può stabilire la terapia. Tant’è che si consiglia sempre il consulto medico per la diagnosi e la cura. Tale linea editoriale si è generalmente mantenuta anche per gli sporadici commenti rilasciati dai visitatori per il loro animale domestico. La ringrazio comunque di questo suo intervento che rappresenta un contributo ad ogni modo utile. Cordiali saluti.

  • sabrina scrive:

    Buongiorno dottssa Volpe mi può dare qualche consiglio riguardo alle compresse ignatia heel?Grazie.Saluti.

  • Gentile Sabrina, Ignatia Heel non è un rimedio dell’omeopatia classica, bensì è un antiomotossico, ossia un rimedio dell’omotossicologia, la quale pur avendo diversi punti di contatto con l’omeopatia, alla quale si ispira, ha però degli orientamenti terapeutici e dei criteri di scelta dei rimedi completamente differenti. Ignatia Heel compresse è in particolare un rimedio complesso, più precisamente è un composto semplice, costituito cioè da un mix selezionato di rimedi omeopatici unitari, tra cui Ignatia amara, a diluizioni decimali, che risulterebbe indicato per disordini psicosomatici e nevrosi climaterica. I composti semplici hanno un’azione terapeutica sintomatica, rapida ma non profonda e quindi vanno bene per le patologie acute o al più subacute. Nella cronicizzazione della malattia solitamente vengono affiancati o sostituiti da rimedi di sostegno ad azione trofica più profonda. Cordiali saluti.

  • Sara scrive:

    Buonasera, soffro da alcuni mesi di prurito intimo, che ho notato, è spesso in concomitanza con l’inizio delle mestruazioni. Ho effettuato tampone vaginale, esame delle urine e urinocoltura, tutto con esito negativo.
    Mi è stato diagnosticato un anno fa un polipo endometriosico. Sono già stata operata per una ciste endometriosica all’ovaio sx nel 2008.
    Nessuno che mi abbia saputo dare una spiegazione scientifica al mio problema attuale, nè una soluzione definitiva ad esso…
    Cosa mi consiglia di fare? Che problema potrei avere?
    Grazie in anticipo.
    Cordiali Saluti.
    S.

  • Gentile Sara, il prurito intimo è un disturbo abbastanza comune e, quando non è dovuto a cause patologiche, può essere ascrivile a diversi fattori, quali ad esempio un’igiene intima sbagliata, un’alimentazione squilibrata ricca di zuccheri, sale e grassi, l’utilizzo quotidiano di salva-slip, l’uso di biancheria intima sintetica, l’abitudine ad un abbigliamento troppo aderente (jeans, leggins, collant). E’ anche abbastanza ricorrente nelle donne in età di menopausa (non so se questo possa essere il suo caso) o prima delle mestruazioni, a causa dei cambiamenti ormonali. Non è neanche da sottovalutare il ruolo giocato dallo stress emotivo. Possono essere molto utili dei lavaggi locali diluendo in acqua tiepida, sterilizzata previa bollitura, la tintura madre di Calendula o l’olio di Melaleuca (noto anche come Tea Tree Oil), che hanno importanti proprietà antipruriginose, lenitive, calmanti, antisettiche, antinfiammatorie, cicatrizzanti, ecc. Oppure i lavaggi esterni potrebbero essere fatti con bicarbonato sciolto in acqua tiepida. Altresì validi potrebbero rivelarsi gli impacchi con gli infusi di Bardana o di Tarassaco o di Echinacea o di Centella asiatica o di Consolida, od ancora, sempre in uso esterno, l’olio di Mandorle dolci o di Borragine od anche una crema idratante a base di Avena o di Calendula. I rimedi omeopatici per il prurito intimo sono numerosi e diversi per caratteristiche, tra cui, com’è noto, nel rispetto della “legge dei simili” su cui l’omeopatia fonda il suo principio terapeutico, il rimedio (o i rimedi) più adatto sarà quello più assomigliante al paziente, nella sintomatologia e nelle sensazioni, nelle causalità e nelle modalità delle manifestazioni, e quanto maggiore è tale somiglianza tanto migliori saranno i risultati. In caso di prurito vulvare i rimedi omeopatici che vengono utilizzati sono Ambra grisea, Aurum sulphuratum, Caladium, Chininum sulphuricum, Ferula glauca, Grindelia, Hamamelis, Kali bichromicum, Lac caninum, Lilium tigrinum, Platinum, Ruta, Tarentula, Urtica urens, Zincum metallicum. In caso di prurito vaginale i rimedi omeopatici sono Aurum muriaticum, Caladium, Graphites, Grindelia, Hydrocotyle asiatica, Medorrhinum, Mentha piperita, Mitchella, Ruta. Il consiglio comunque è di rivolgersi ad un medico omeopata che saprà trovare la terapia giusta per lei. Cordiali saluti.

  • Marta scrive:

    Gentile dott.ssa,
    Le chiedo cortesemente un consiglio. Sono appena stata dal medico di base che mi ha diagnosticato una tracheite (ho una tosse insistente con catarro soprattutto di giorno). Mi ha prescritto un antibiotico (amoxicillina ). Premetto che ho avuto due giorni di febbre dove ho assunto Belladonna 30 ch con beneficio, ora sono sfebbrata. Le chiedo se per favore mi potrebbe indicare un rimedio omeopatico da assumere in sostituzione dell’antibiotico prescritto.
    Ringraziandola, la saluto cordialmente.
    Marta

  • Franca scrive:

    Buongiorno, soffro da anni di colite ma ultimamente la situazione sta decisamente peggiorando, oltre a crampi e gonfiore il meteorismo è il mio problema più imbarazzante e che mi condiziona la vita. Ho provato di tutto, ho eliminato a rotazione tutti gli alimenti sembra sempre che funzioni i primi due giorni e poi tutto come prima… il mio dottore non riesce a risolvere il problema ho fatto un sacco di esami del sangue mi ha dato un farmaco che aiuta la digeribilità (pergil) ma nulla…. fra tutti i vari fermenti lattici credo non ce ne sia uno che non ho provato… attualmente prendo lactoflorene pancia piatta e sto provando la chamomilla 7 ch da ieri ed oggi mi sono imbattuta sul suo sito e ho deciso di tentare anche questa…
    Spero davvero di ricevere sue notizie.

  • Gentile Marta, i principali rimedi omeopatici che vengono più frequentemente utilizzati in caso di tracheite sono Ammonium carbonicum, Bryonia, Causticum, Drosera, Hyosciamus niger, Rumex crispus, Spongia tosta, come rilevabile dall’articolo “Tosse” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, atteso che la tosse è uno dei sintomi caratteristici di un tale processo infiammatorio. Ovviamente, nel rispetto della “legge dei simili” su cui l’omeopatia fonda il suo principio terapeutico, il rimedio più adatto risulterà quello che contiene una sintomatologia più somigliante alla propria. Però l’opportunità dell’uso di un rimedio omeopatico e la sua sostituibilità con l’antibiotico è bene che le stabilisca un medico omeopata, al quale sarà opportuno rivolgersi. Cordiali saluti.

  • Gentile Franca, il meteorismo, com’è noto, è un’eccessiva produzione e accumulo di gas nel tratto digestivo, più usualmente nel tratto intestinale, che causa gonfiore addominale, spasmo e distensione dell’addome, dolori addominali, eruttazioni, flatulenza. Il meteorismo, quando non è legato a patologie di una certa rilevanza a livello del fegato, dell’intestino o del pancreas, molto spesso è legato a un’errata alimentazione, specialmente in concomitanza con stipsi o flogosi intestinali, tra cui proprio la colite. Ma il meteorismo può essere anche dovuto a qualche intolleranza alimentare non nota, tra cui le più diffuse sono le intolleranze ai lieviti, al glutine e ai latticini. Varrebbe la pena di indagare in tal senso. Ovviamente si tratta soltanto di ipotesi che solo un medico può o meno confermare. In ogni caso sarebbe opportuno, come lei già sta facendo, adottare un’alimentazione semplice e sana, evitare le pietanze eccessivamente condite o pesanti e le fritture, inserire nella dieta finocchio, mela, anice, cumino, mirtilli, mirto, menta che contrastano efficacemente il meteorismo ed il conseguente gonfiore addominale, abolire le bevande gassate, evitare alcool, caffè, tè e spezie piccanti, bere abbastanza acqua per favorire l’eliminazione delle tossine e dei liquidi in eccesso. E’ altresì importante consumare i cibi senza fretta, masticando lentamente e a lungo. Inoltre potrebbe essere molto utile assumere qualche tisana a base di erbe a spiccata azione carminativa e anti-dispeptica, come ad es. le tisane di semi di finocchio, di anice, di zenzero, di melissa ed altre. Sarebbe anche opportuno evitare la sedentarietà che è una delle cause di cattiva digestione e di gonfiore addominale. Per quanto riguarda l’omeopatia la invito a consultare l’articolo “Disturbi gastrici” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”, dove sono riportati i principali rimedi omeopatici più frequentemente utilizzati in diversi disturbi del digerente. Per il meteorismo, ad esempio, risultano più specifici rimedi come Anacardium orientale, Asa foetida, Carbo vegetabilis, Chamomilla, China, Kalium carbonicum, Lycopodium, Nux vomica, Phosphoricum acidum, Rawfolia, Robinia pseudoacacia, Sepia. Ovviamente, nel rispetto della “legge dei simili”, il rimedio (o i rimedi) che assomiglia di più produrrà i risultati migliori. In diversi casi viene associato qualche gemmoterapico della fitoterapia rinnovata (o gemmoderivati, si tratta di macerati glicerici di gemme vegetali con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), in gocce, come Ficus carica M.G. D1 che è particolarmente indicato per vari disturbi dell’apparato gastro-intestinale, quali distonie neurovegetative regolarizzando motilità e secrezione gastro-duodenale, turbe dispeptiche, aerofagia, meteorismo, colite, colon irritabile, coliche addominali, costipazione ed altro. Detto gemmoterapico espleta anche un’importante attività drenante. Per quanto riguarda la fitoterapia classica dia un’occhiata agli articoli “Digestione facile” e Digestione senza tante arie” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”. Concludendo le ricordo che tutto quanto detto finora richiede una conferma medica, per cui il consiglio, invece “di tentare anche questa”, è di rivolgersi ad un medico omeopata che saprà prescrivere la terapia più appropriata per lei e quindi dare una risposta risolutiva al suo problema. Cordiali saluti.

  • Franca scrive:

    Grazie per la risposta molto esaudiente, purtroppo ho provato quasi tutti i rimedi suggeriti, le chiedo però una precisazione ho visto che tra le cose da evitare mette anche il tè anche questa bevanda, che tra l’altro sarebbe l’unica delle elencate che consumo può far male?
    Dovo posso trovare l’indicazione per un buon medico omeopata a Trento?
    Grazie per la cortesia e la pazienza!

  • Gentile Franca, quando dice “ho provato quasi tutti i rimedi suggeriti” probabilmente non intende riferirsi ai rimedi omeopatici, perché sono talmente tanti e diversi nelle caratteristiche che è praticamente impossibile che possano risultare tutti adatti per lo stesso organismo. Il medico omeopata vedrà. Relativamente al tè, come diceva Paracelso (il noto medico naturalista e filosofo del Rinascimento) “è la dose che fa il veleno”, per cui una tazza di buon tè non potrà mai creare problemi. Infine per quanto riguarda l’indicazione di un medico omeopata, se non ha altri riferimenti potrebbe fare una ricerca in rete relativamente a siti sicuri e associazioni omeopatiche affidabili, molte delle quali hanno un’organizzazione territoriale, oppure rivolgersi ad una farmacia di fiducia con vendita omeopatica per essere indirizzata verso un bravo medico omeopata che sicuramente esisterà nella sua zona. Cordiali saluti.

  • isabella scrive:

    Gent.ssima Dott.ssa mio marito in seguito a varie visite spec.,gli è stato diagnosticato un sistema nervoso traumatizzato soprattutto a causa dell’ambiente fam.di provenienza in cui tutti soffrivano di problemi legati sempre ai nervi.Da giovane si è curato con benzodiazepine,poi con Prozac e En in gocce e di recente sempre sotto controllo medico,sereupin e levobren,dando risultati positivi nel breve termine,infatti i sintomi almeno i più evidenti permangono e sono 3;Dispepsia,ormai cronica trattata per anni con domperidone sciroppo.Ipersensibilità,a sostanze eccitanti,allo sforzo fisico e al freddo.Infine i frequenti cambiamenti del Viso,da completamente disarmonico,sciupato,contrassegnato da occhi sporgenti,scavature profonde che nell’insieme lo rendono di molto più vecchio quale in realtà non è avendo solo 40 anni e con analisi del sangue sempre perfette a un Viso disteso e pieno che ne dimostra anche 10 anni in meno rispetto ai suoi coetanei.
    Abbiamo visitato di recente un neurologo che ha proposto un cura sintomatica e un omeopata/fitoterapeuta che ha detto che questi casi non li tratta perché troppo complessi e ci ha consigliato di rivolgerci a un bravo neurologo.Che ne pensa Dottoressa della situazione clinica di mio marito,è cosi disperata? e cosa farebbe al mio posto?
    Un affettuoso saluto

  • Gentile Isabella, la situazione clinica di suo marito non è così disperata da non poter avere soluzioni. Non esistono casi troppo complessi del tipo segnalato che l’omeopatia non possa affrontare, ma esistono solo i casi individuali che richiedono una propria specifica terapia, dopo un approfondito esame e studio del paziente, del suo quadro clinico, delle sue caratteristiche morfologiche, fisiologiche, psicologiche e di tutte quelle peculiarità che rendono il soggetto unico rispetto a tutti gli altri affetti dalla stessa patologia o dallo stesso disturbo (costituzione, temperamento, carattere, ereditarietà, familiarità, sintomatologia, sensazioni, stile di vita, alimentazione, ambiente, relazioni sociali, ecc. ecc.). Innanzitutto vi dovete rivolgere a un bravo medico omeopata, ossia a un medico laureto in Medicina e Chirurgia, iscritto all’Ordine dei Medici e iscritto a uno dei Registri accreditati dei Medici Omeopati, con una buona esperienza in campo omeopatico. L’omeopatia dispone di una ricchezza di rimedi e di patogenesi in grado di curare numerosissimi disturbi fisici e psichici, anche (e forse soprattutto) di natura psicosomatica. L’abilità sta nell’individuarli correttamente. Giusto per informarla, consulti l’articolo “Ansia, Depressione, Attacchi di panico” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi” e relativamente alle disfunzioni del digerente consulti l’articolo “Disturbi gastrici” nella medesima sezione del sito. Ad esempio, tra i principali rimedi omeopatici che possono aiutare a superare sia i disturbi digestivi e sia i disturbi emotivi troviamo Argentum nitricum, Arsenicum album, Calcarea carbonica, Chamomilla, Ignatia amara, Lycopodium, Nux vomica, Phosphoricum acidum, Phosphorus, Pulsatilla, Sepia. A solo titolo orientativo, dalla breve descrizione fornita di suo marito, le posso dire che diversi casi analoghi sono stati trattati con successo alternando i rimedi Nux vomica e Lycopodium. Ovviamente questa è soltanto un’ipotesi che solo il medico omeopata, con la visita omeopatica, potrà o meno confermare. Il medico omeopata dovrà poi stabilire le diluizioni dei rimedi, scelta questa anch’essa importante e strategica, ossia quelle più attive per il paziente, tenendo conto delle specificità dei rimedi, della reattività dell’organismo in esame e del livello di azione terapeutico necessario. Dopodiché dovrà stabilire la posologia conseguente, tenendo anche conto della durata di copertura terapeutica. Potrà altresì decidere dell’opportunità di affiancare i rimedi omeopatici con dei bioterapici di supporto, come gemmoterapici e/o organoterapici, oppure con oligoelementi gluconati, fitoterapici ed altro. Dovrà altresì stabilire le modalità con cui procedere alla dismissione graduale dei farmaci tradizionali. Dovrà anche monitorare ed interpretare i segnali che provengono dal campo durante la terapia, per definire gli eventuali aggiustamenti da apportare. Come vede le possibilità terapeutiche esistono, bisogna solo individuare le cura giusta e la giusta strategia terapeutica lungo un percorso che solo un bravo medico omeopata potrà tracciare con la dovuta precisione e sicurezza. Cordiali saluti.

  • Rino scrive:

    Gentile dott.ssa sono Rino lo scorso 18 Dicembre 2014 mi ha già dato delle indicazioni di rimedi omeopatici per il trattamento del reflusso gastroesofageo. A distanza di circa 8 mesi di terapia con IPP persiste tutta la sintomatologia; dolore epigastrico, arsura, scottatura della lingua, bruciore e soprattutto AFFANNO, con conseguenziale stato ansioso per l’insuccesso della terapia. Vorrei interrompere con gli IPP e assumere i rimedi omeopatici già da lei indicati. Nello specifico, intendo assumere il Ficus Carica (gocce), Asa Foetida (5 ch) e Iris Versicolor (5 ch). Le chiedo in che posologia esse sono sufficienti nel mio caso o è opportuno aggiungere Aloe…, carbone vegetale, Nux Vomica, ecc. La ringrazio di vero cuore

  • Egregio Rino, come le avevo suggerito nella risposta precedente, sarebbe opportuno, anzi sarebbe indispensabile che lei si rivolgesse ad un medico omeopata che con la visita omeopatica sarà in grado di prescriverle la terapia più appropriata. Lei già proviene da un insuccesso terapeutico e facendo da solo con l’omeopatia molto probabilmente ne raccoglierà un altro. L’omeopatia è una medicina molto personalizzata che richiede un approfondito esame e studio del paziente, del suo quadro clinico, della sua sintomatologia, delle sue caratteristiche morfologiche, fisiologiche, psicologiche e di tutte quelle peculiarità che rendono il soggetto unico rispetto a tutti gli altri affetti dalla stessa patologia o dallo stesso disturbo (costituzione, temperamento, carattere, ereditarietà, familiarità, sintomatologia, sensazioni, stile di vita, alimentazione, ambiente, lavoro, relazioni sociali, ecc. ecc.). Il medico omeopata sulla base di tale analisi sarà in grado innanzitutto di individuare i rimedi omeopatici più adatti, scelta questa fondamentale per il buon esito della terapia. Ma non basta. Dovrà anche individuare le diluizioni dei rimedi, scelta anche questa importante e strategica, ossia dovrà ricercare quelle più attive per il paziente, tenendo conto delle specificità dei rimedi, della reattività dell’organismo in esame e del livello di azione terapeutico necessario. Dopodiché dovrà stabilire la posologia conseguente, tenendo anche conto della durata di copertura terapeutica. Potrà altresì decidere dell’opportunità di affiancare i rimedi omeopatici con dei bioterapici di supporto, come gemmoterapici e/o organoterapici, oppure con oligoelementi gluconati, fitoterapici ed altro. Dovrà altresì stabilire le modalità con cui procedere alla riduzione graduale dei farmaci tradizionali fino al loro definitivo abbandono. Dovrà anche monitorare ed interpretare i segnali che provengono dal campo durante la terapia, per definire gli eventuali aggiustamenti da apportare. E probabilmente altro ancora. Come vede il quadro è abbastanza articolato e per certi versi anche complesso, per cui non è pensabile che si possa provvedere con l’automedicazione, con il “fai da te”, con gli interventi occasionali o per tentativi, ma occorre la competenza e l’esperienza di un medico omeopata, innanzitutto perché è un medico e poi perché come omeopata è l’unico in grado di prescrivere la terapia più adatta a lei, secondo i corretti canoni omeopatici e medici. Cordiali saluti.

  • roberto scrive:

    Bona sera D.ssa Della Volpe
    due anni fa, ho avuto una diagnosi di rosacea – fenomeno tutto localizzato sul naso – al di la dell’inestetismo, la patologia non mi si era presentata con alcun disturbo. I farmaci che mi furno prescritti erano delle creme da applicare sul naso e dintorni, esse erano: metronidazolo e acido azealico. Con l’applicazione di queste creme, vi è stato soltanto un leggero contenimento del rossore. A distanza di due anni, vi è stata una progressione dei sintomi che riguardano il disturbo: Maggiore rossore, sensazione di tensione, calore ed eruzioni pustolose. Le chiedo D.ssa se la rosacea può essere affrontata omeopaticamente. La ringrazio per l’attenzione che vorrà rivolgermi. RA

  • Egregio Roberto, i rimedi omeopatici che vengono utilizzati per il trattamento di una rosacea sono Abrotanum, Agaricus muscarius, Arsenicum album, Carbo animalis, Causticum, Eugenia jambosa, Graphites, Nux vomica, Rhus toxicodendron, che nei confronti della dermatosi e della sua localizzazione al naso contengono tutti una sintomatologia abbastanza somigliante e soltanto differente in alcuni dettagli. Tali sottili differenze sono così sintetizzabili: Abrotanum, pelle rugosa e grassa; Agaricus muscarius, prurito, rossore e bruciore, come i geloni; Arsenicum album, gonfiore e bruciore; Carbo animalis, gonfiore rosso e doloroso; Causticum, gonfiore con dolore urente; Eugenia jambosa, sensibilità dolorosa ai margini delle pustole; Graphites, sensazione di bruciore nella parte interna del naso; Nux vomica, tensione attorno al naso con gonfiore; Rhus toxicodendron, naso congestionato, gonfio e caldo. In molti casi viene associato, o utilizzato da solo, un qualche gemmoterapico della fitoterapia rinnovata (o gemmoderivato, si tratta di macerati glicerici di gemme vegetali con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), in gocce, come Junglas regia (Noce) M.G. D1 che è particolarmente indicato per l’acne rosacea e per tutte le dermatosi pustolose. Tale gemmoterapico effettua anche un’importante azione drenante. Relativamente alla fitoterapia classica i preparati erboristici che vengono generalmente adoperati sono a base di piante come Agrimonia, Amamelide, Centella asiatica, Edera, Ippocastano, Mirtillo, Rosa canina, Vite rossa, ecc., od anche le applicazioni locali di decotti o creme alla liquirizia, oppure di crema al tè verde o a base di Chrysanthellum indicum. Sarebbe altresì importante adottare alcuni accorgimenti, quali ad es. usare detergenti delicati privi di sapone, lavarsi con acqua tiepida, evitare le temperature estreme, non esporre la faccia troppo tempo al sole, non strofinare o toccare la pelle, incrementare il consumo di cibi ricchi di vitamine del gruppo B, evitare gli alcolici, i cibi piccanti o speziati ed i cibi troppo caldi. Anche lo stress emotivo sarebbe da evitare perché è uno dei fattori scatenanti. Ovviamente la terapia più adatta al caso specifico potrà prescriverla solo un medico omeopata, al quale sarà opportuno rivolgersi. Cordiali saluti.

  • filippo scrive:

    Salve D.ssa Della Volpe, volevo un consiglio da Lei. Sono un 78enne che prende la cardioaspirina, una compressa da 100 mg al giorno per fluidificare il sangue perchè denso.
    Siccome ho anche valori alti di uricemia (7,4) per la quale prendo allopurinolo una compressa da 300 mg per 10 volte al mese.
    Purtroppo mi è stato detto che la cardioaspirina fa alzare i valori di acido urico nel sangue, per cui per da una parte è utile dall’altra è dannosa.
    Le chiedo ci sarebbe un alternativa omeopatica o fitoterapica per fluidificare il sangue?
    Io ho letto su una rivista che la bromelina estratta dal gambo dell’ananas è utile nel fluidificare il sangue; è vero?
    Per abbassare i valori di acido urico nel sangue è utile questo farmaco omotossicocologico denominato Lithiumeel compresse.
    La ringrazio tantissimo per la cortese risposta chiarificatrice.

  • Egregio Filippo, sarebbe opportuno, se non l’avesse ancora fatto, che ne parlasse con il medico che le ha prescritto la cardioaspirina, per fargli valutare l’intero quadro clinico e quindi se è il caso di modificare qualcosa o di ricorrere a un anticoagulante diverso. Per quanto riguarda l’omeopatia non esiste alcun rimedio omeopatico che possa provocare una maggiore fluidificazione del sangue, perché l’azione terapeutica dei rimedi omeopatici consiste unicamente nello stimolare ed incanalare correttamente la capacità propria di guarigione o di regolazione dell’organismo. L’omeopatia è cioè una medicina che riesce solo a guarire da patologie o da disfunzioni ma non a procurarle, quindi sarebbe inefficace per un’attività del genere perché la maggiore fluidificazione del sangue è una “disfunzione” indotta, che nei soggetti a rischio serve per evitare le problematiche circolatorie. L’azione di anticoagulazione non può essere che chimica, come ad es. nel caso della cardioaspirina. Per quanto riguarda la fitoterapia, le erbe che possono favorire la fluidificazione del sangue sono peperoncino, zenzero, pepe di Cayenna, curry, cannella, paprika, papaya, rosmarino, partenio, salice bianco, iperico, ecc. Diverse varietà di frutta e verdura hanno un buon contenuto di salicilati (gli stessi dell’aspirina) che riducono la coagulazione del sangue, come arance, mandarini, prugne, albicocche, ananas, more, mirtilli, ribes nero, fragole, lamponi, uva, olive, cicoria, ravanelli, pomodori, ecc. Tra gli alimenti troviamo l’ananas proprio perché la bromelina, contenuta maggiormente nel gambo, ha proprietà inibitorie sulla coagulazione del sangue. Il Lithiumeel compresse, che è un rimedio complesso omotossicologico, più precisamente un composto semplice, costituito cioè da un mix sinergico di rimedi omeopatici in diluizioni decimali, risulterebbe indicato per tutti i disturbi artritico-reumatici e quindi solo in presenza di gotta potrebbe indirettamente contribuire alla lontana a contenere i livelli di uricemia. Però come tutti i composti semplici sarebbe indicato per le patologie acute e non per quelle croniche. Per contrastare l’iperuricemia spesso viene utilizzato un rimedio omeopatico come Lycopodium e/o dei gemmoterapici (o gemmoderivati, sono macerati glicerici di gemme vegetali con diluizione alla prima decimale hahnemanniana), in gocce, come Fraxinus excelsior M.G. D1, Betula pubescens M.G. D1, Betula verrucosa M.G. D1, oppure la tintura made di Ortica. Anche l’alimentazione assume un ruolo importante nell’iperuricemia, avendo cura di evitare o moderare il consumo di cibi ricchi di composti azotati (purine e in misura minore proteine), di ridurre l’introduzione di grassi ma di aumentare quella degli omega-3, di ridurre il fruttosio (quest’ultimo presente nei dolci e nella frutta zuccherina ed essiccata), di eliminare o moderare l’apporto di alcool e birra, di introdurre molta acqua, meglio se oligominerale per favorire l’eliminazione dell’acido urico con le urine. Inoltre sarebbe opportuno che l’alimentazione fosse improntata alla moderazione calorica, evitando eccessi ed abbuffate, atteso che l’eliminazione graduale del peso superfluo apporta grossi benefici. Altrettanto utile sarà un’attività fisica regolare e continuativa. In conclusione le consiglio di non prendere alcuna iniziativa senza l’approvazione del medico, che potrà essere un medico omeopata se lei intende ricorrere all’omeopatia ed ai rimedi naturali. Cordiali saluti.

  • anna scrive:

    Salve dottoressa sono anna sono 6 mesi che non o il ciclo mi parlano di amenorrea come si cura cosa devo mangiare

  • Gentile Anna, se non l’avesse ancora fatto, ma sono sicuro di sì, sarebbe opportuno che si sottoponesse ad indagine medico-ginecologica per accertare la causa della sua amenorrea secondaria, se patologica oppure soltanto di natura psicologica in conseguenza ad es. di forti traumi psichici. Dopo ovviamente si pensa alla terapia. L’omeopatia offre delle ottime possibilità di cura con tantissimi rimedi e quindi con ampie possibilità di scelta del rimedio omeopatico più somigliante a sé stessi, nelle caratteristiche e nella sintomatologia, come richiesto dalla “legge dei simili” che costituisce il principio terapeutico di tale medicina. Solo a titolo informativo, fra i rimedi omeopatici più frequentemente utilizzati troviamo Aconitum napellus, Actaea racemosa, Calcarea carbonica, Chamomilla, Ferrum metallicum, Gelsemium, Graphites, Ignatia amara, Lycopodium, Natrum muriaticum, Phosphoricum acidum, Pulsatilla, Sepia, Staphysagria, ecc. Dia anche un’occhiata all’articolo “Per solo donne” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”, dove sono riportati diversi preparati fitoterapici che possono aiutare. Per quanto riguarda l’alimentazione, questa deve essere particolarmente sana ed equilibrata, rafforzata nei cibi ricchi di vitamine (specialmente vitamine C, E) e di oligoelementi (specialmente manganese, cobalto, rame), ma contenuta negli zuccheri semplici e nei grassi. Sarebbe comunque opportuno rivolgersi ad un medico omeopata per la terapia più appropriata al proprio caso ed alla propria persona. Cordiali saluti.

  • sara scrive:

    salve dottoressa, da cinque anni soffro di acufene all’orecchio destro e da due di vertigini, instabilità, nausea, senso di ovattamento e ipoacusia (che peggiora sempre più) insieme all’acufene perenne all’orecchio destro e da qualche mese anche all’orecchio sinistro, con conseguente abbassamento dell’udito. Ho fatto tutti i controlli possibili:visite, analisi (sangue, urine, feci, test audiometrici, vestibolari, manovre, risonanza magnetica, etc.) otorini e ospedali vari su tutto il territorio nazionale con la diagnosi di sindrome di Meniere. Parallelamente ai controlli e ai dottori ho fatto diverse cure tutte allopatiche che non mi hanno portato nessun beneficio e solo effetti collaterali. So che devo rivolgermi ad un buon omeopata di zona, ma visto che per ora non lo trovo, lei che rimedi omeopatici proporrebbe per questi sintomi? Grazie mille!

  • Gentile Sara, come lei si sarà resa conto è proprio la sindrome di Meniere la responsabile di tutti i suoi disturbi, come acufeni, vertigini, mancanza di equilibrio, nausea, ipoacusia e ciò che ne consegue. Le cause esatte della malattia sono a tutt’oggi sconosciute, anche se si è osservato che è sempre concomitante un accumulo di endolinfa (idrope) nel labirinto con la conseguente alterazione del segnale nervoso tra orecchio e cervello. Purtroppo la malattia non ha una cura specifica risolutiva, però è possibile ricorrere a diversi interventi terapeutici in grado attenuarne i sintomi e quindi di migliorare la qualità di vita del paziente. L’omeopatia è certamente una medicina che dispone di rimedi capaci di fare ciò, in maniera dolce e non invasiva, a condizione però che si individui la terapia giusta e la giusta strategia terapeutica. I rimedi omeopatici che vengono prevalentemente utilizzati nel trattamento dell’idrope endolinfatica sono Chenopodium anthelminticum, Chininum sulphuricum, Cocculus, Conium maculatum, Glonoinum, Natrum salicylicum, Phosphorus, Secale cornutum. Nel rispetto della “legge di similitudine” su cui l’omeopatia fonda il suo principio terapeutico, il rimedio più adatto a produrre i risultati migliori sarà quello con la sintomatologia più somigliante a quella del paziente. Tale scelta dovrà avvenire tenendo conto, oltre che dei sintomi generali come quelli da lei descritti, anche dei sintomi caratteristici propri del paziente, quali ad es. sensazioni, percezioni, modalità delle manifestazioni, circostanze di aggravamento e di miglioramento, sintomi concomitanti, riflessi psicologici, ecc. Ovviamente si tratta solo di possibili riferimenti di massima, ma da qui a stabilire la cura omeopatica più appropriata ce ne vuole. Solo la visita medica omeopatica può riuscire in tale intento, per cui sarebbe importante che lei riuscisse a trovare un bravo medico omeopata, altrimenti difficilmente si raggiungerà lo scopo. Il medico omeopata saprà prescriverle la terapia personalizzata maggiormente adatta, fatta di rimedi, di scelta delle loro diluizioni (scelta anch’essa strategica per il successo della terapia), di posologie, di durate o cicli di cura, di eventuali bioterapici di supporto, ecc. Infine sarebbe da non sottovalutare l’importanza di un corretto stile di vita che potrebbe contribuire a mitigare la malattia, come ad es. adottare una dieta alimentare iposodica, moderare il consumo di alcool e caffè, non fumare, tenere un regolare esercizio fisico moderato, evitare ogni affaticamento fisico e intellettuale, il rumore, il vento, l’altitudine, ecc. Cordiali saluti.

  • Stefano scrive:

    Buongiorno Dottoressa,
    mi piacerebbe mettermi in contatto con lei per una consulenza.
    Potrebbe gentilmente farmi avere un suo recapito telefonico al seguente indirizzo?
    grazie,
    Stefano

  • GIOVANNA scrive:

    Buongiorno dottoressa, è possibile associare ribes nigrum all’argentum nitricum, al lac caninum e al natrum muriaticum. Non tutte insieme ma a distanza una dall’altra di 5 giorni (mezza dose alla 200 ch). La cura con le mezze dosi alla 200 ch la sto già facendo, ora vorrei prendere il ribes nigrum per una fastidiosa allergia e vorrei sapere se ci sono incompatibilità tra i rimedi.
    Grazie e Buona Pasqua
    Giovanna

  • Vincenzo scrive:

    Salve Dottoressa Della Volpe, volevo un consiglio da Lei.L’otorino mi ha consigliato conium maculatum ch 15 o ch 30 per le vertigini vorrei della delucidazioni a riguardo di questo rimedio omeopatico la ringrazio della collaborazione.
    distinti saluti

  • Egregio Stefano, come potrà rilevare dalla sezione del sito “Chi sono”, non sono un medico bensì una biologa appassionata e studiosa di omeopatia che cerca di fornire con il presente sito web un’informazione chiara, comprensibile, oggettiva, disinteressata e responsabile su ciò che l’omeopatia e i rimedi naturali possono fare per la nostra salute e il nostro benessere. Anche attraverso le risposte ai commenti cerco di offrire notizie e spunti utili, sia agli interessati che agli altri visitatori, ma il medico rimane sempre la figura centrale di riferimento imprescindibile e insostituibile. Eventuali richieste di chiarimento, pertanto, potranno essere inoltrate soltanto tramite il canale dei commenti. Cordiali saluti.

  • Gentile Giovanna, fermo restando i contenuti della risposta precedente, il Ribes nigrum, specialmente nella forma galenica di gemmoterapico, cioè di macerato glicerico con diluizione D1, viene frequentemente associato alla cura omeopatica come rimedio di supporto, oltre ad avere le proprie attività terapeutiche, essendo un ottimo cortisone-like, con proprietà antinfiammatoria e antistaminica ed un ottimo regolatore del sistema immunitario, per cui risulta particolarmente indicato in caso di allergia. Sarebbe però consigliabile rivolgersi ad un medico omeopata per la garanzia di una terapia corretta per lei. Cordiali saluti.

  • Egregio Vincenzo, Conium maculatum è uno dei rimedi omeopatici che viene abbastanza spesso prescritto in caso di vertigini, soprattutto quando queste compaiono girando la testa di lato, girando gli occhi, anche solo leggermente, stendendosi, girandosi nel letto, alzandosi, qualche volta tali da provocare una vera e propria perdita di equilibrio. E’ un rimedio omeopatico cosiddetto “ad azione locale”, che cioè interviene in patologie ben determinate e su sintomi ben specifici, Cordiali saluti.

  • tiziana scrive:

    Gentile Dott.ssa
    mi sono ritrovata per molti versi nella sua descrizione del soggetto Lycopodium, a volte per sentirmi meglio, lo uso per i miei disturbi al fegato e ai calcoli alla colecisti. Le volevo chiede se al posto del Lycopodium ca.5 posso prendere i Sali del Dott. Schussler il n.11. Lei è a Roma?potrei contattarla per una visita?
    Nel ringraziarla Le invio cordiali saluti

  • Gentile Tiziana, tengo innanzitutto a precisare, come potrà rilevare dalla sezione del sito “Chi sono”, che non sono un medico bensì una biologa appassionata e studiosa di omeopatia che cerca di fornire con il presente sito web un’informazione chiara, comprensibile, oggettiva, disinteressata e responsabile su ciò che l’omeopatia e i rimedi naturali possono fare per la nostra salute e il nostro benessere. Anche attraverso le risposte ai commenti cerco di offrire notizie e spunti utili, chiarimenti e riflessioni, ragionamenti e chiavi di lettura, sia agli interessati che agli altri visitatori, ma il medico rimane sempre la figura centrale di riferimento imprescindibile e insostituibile. Per quanto riguarda le sua richiesta, com’è noto, i rimedi omeopatici ed i sali di Schussler appartengono a due diverse metodiche terapeutiche, che hanno principi terapeutici completamente differenti. I rimedi omeopatici traggono il loro principio terapeutico dalla “legge di similitudine”, in base alla quale sono in grado di curare la sintomatologia (o quadro clinico) del paziente simile a quella contenuta nella patogenesi del rimedio. La loro azione terapeutica consiste nello stimolare ed incanalare correttamente la capacità propria di guarigione dell’organismo, andando a ripristinare l’efficienza e la funzionalità dei sistemi di difesa e di regolazione generale dell’organismo (essenzialmente il sistema immunitario, il sistema endocrino ed il sistema nervoso). I sali di Schussler, che sono in preparazione omeopatica (con diluizione D6 o D12), traggono il loro principio terapeutico dall’ipotesi che i tessuti si ammalano perché le cellule non contengono più le sostanze minerali (sali) nelle quantità necessarie alla buona salute. Impiegano la diluizione omeopatica per entrare più facilmente in circolo ed arrivare direttamente, attraversando la membrana cellulare, a portare l’informazione del sale carente, che poi l’organismo assorbirebbe meglio dagli alimenti Altra differenza è che i rimedi omeopatici sono classificati come farmaci, invece i sali di Schussler come integratori alimentari. Nella fattispecie Lycopodium omeopatico, le cui organo-specificità sono rilevabili dall’articolo omonimo, in primis fegato e cistifellea, riesce a curare, laddove “giusto” per l’individuo-paziente, le affezioni e le sintomatologie, sia fisiche che psichiche, che rientrano nelle sue caratteristiche e che ne costituiscono la patogenesi. Relativamente al sale di Schussler n. 11, qualche Casa produttrice a tale numero attribuisce Silicea (secondo la numerazione originale) ed altre invece Natrum sulfuricum, ma ritengo che lei voglia riferirsi a quest’ultimo. Il sale di Schussler Natrum sulfuricum (solfato di sodio anidro) risulterebbe indicato per disturbi digestivi, epatopatia, pancreatite, eczema umido, stati influenzali, disturbi reumatici e per eliminare i liquidi in eccesso e le scorie metaboliche, disintossicando l’organismo e stimolando la secrezione biliare. Cordiali saluti.

  • Dario scrive:

    Complimenti per l’opera, spero che tu possa continuare ad ampliarla sempre con rinnovato entusiasmo.
    Saluti

  • ENZO scrive:

    Gentile dott.ssa,
    volevo chiederle se vi sono dei rimedi omeopatici efficaci e risolutivi per trattare le macchie sul viso.
    Affetto da periartrite scapolo omerale lato sx, quali rimedi?
    Grazie della Sua disponibilità.
    Cordiali saluti.

  • Egregio Dario, grazie per i complimenti. Stia tranquillo che l’entusiasmo non manca e testimonianze come la sua rafforzano l’impegno a continuare. Seguiti a visitare il sito che è sempre in aggiornamento e dove potrà trovare nuove ed interessanti pubblicazioni, comprese le risposte ai commenti dei visitatori. Cordiali saluti.

  • Egregio Enzo, i rimedi omeopatici in grado di trattare le macchie del viso sono tantissimi e diversi nelle caratteristiche, tra i quali, così come richiede l’omeopatia con la “legge di similitudine”, il rimedio più adatto risulterà quello con la manifestazione più somigliante (colore, forma, numero, localizzazione precisa, ecc.) e sintomi concomitanti (ad es. sensazioni, percezioni, modalità delle manifestazioni, riflessi psicologici, ecc.). Tra i rimedi omeopatici potenzialmente utili troviamo, ad esempio, Ambra grisea, Antimonium carbonicum, Arsenicum album, Benzoicum acidum, Calcarea carbonica, Ferrum metallicum, Hyosciamus, Kali phosphoricum, Lycopodium, Natrum carbonicum, Nux moschata, Petroleum, Sulphur, ecc. Potrebbe essere utile anche qualche preparato fitoterapico, come quelli di cui all’articolo “Pelle sempre bella” nella sezione del sito “Rimedi della nonna”. Per quanto riguarda la periartrite scapolo-omerale, i principali rimedi omeopatici più spesso utilizzati nei disturbi dolorosi dell’apparato osteoarticolare sono consultabili all’articolo “Reumatismi” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”. Sarebbe però opportuno rivolgersi ad un medico omeopata per la garanzia di vedersi prescritta la terapia più adatta al proprio caso specifico. Cordiali saluti.

  • Cristina scrive:

    Gent. Dott.ssa, mia figlia di 14 anni ha gli ossiuri. Purtroppo quando era piccina ne era soggetta, ora erano almeno 5 anni che non li aveva più. Ahimè, ho visto che Oxiurius con la quale la curavo in Italia non è più disponibile e quindi lo debbo comprare da un sito svizzero. Io oltre ai granuli 200ch avevo bisogno anche di monodosi 200ch da dare al cambio di luna, ma nel sito mi sembra che non ci siano. Che altra diluizione posso darle?
    Posso sostituire Oxiurius con Cina?
    Grazie.
    Cristina

  • Gentile Cristina, Cina è uno dei rimedi omeopatici che viene utilizzato nell’ossiuriasi. A titolo informativo altri rimedi che vengono adoperati sono Cuprum aceticum e Spigelia. Sempre a titolo informativo esistono diverse piante e alimenti ai quali si riconosce la capacità di contribuire a curare l’ossiuriasi, ma essi ovviamente non possono sostituirsi al consulto medico. Tra essi troviamo aglio, cipolla, finocchio, carote, rafano nero, buccia di limone, cannella, chiodo di garofano, fragole, anice, menta, aloe vera, primula, equiseto, timo, valeriana, semi di zucca, semi di pompelmo, mallo delle noci, succo di ananas intero, succo di foglie di cavolo crudo, probiotici, ecc. Cordiali saluti.

  • Raffaella scrive:

    Gentilissima Dott.ssa Rita della Volpe,ultimamente come mamma sono molto preoccupata per mio figlio di 10 anni:E’ dall’anno scorso che in questo periodo soffre di continui giramenti di testa già dal risveglio mattutino con conseguente nausea e a volte mal di stomaco,lingua bianca con patina,la pediatra ha consigliato nux vomica e fermenti lattici;in un primo momento sembra star bene,ma poi a distanza di due settimane si è ripresentato il solito problema. Su consiglio della nostra dott.ssa,ci è stato chiesto di fargli fare il test per le intolleranze alimentari(che a breve farà),premetto che mio figlio è allergico a olivo,graminacee…non abbiamo però fatto quelle alimentari e lo scorso anno ha avuto una sinovite all’anca dx e quest’anno all’anca sx…Le chiedo,un consiglio o aiuto per come poter aiutare mio figlio,anche perché tutto ciò,lo ha portato a perdere giorni di scuola e diventare irritabile e nervoso per questi sintomi che sembrano nn migliorare.Aspetto una sua risposta,il prima possibile,grazie infinite.Mamma Raffaella

  • Gentile Raffaella, non è da escludere che il suo bambino possa proprio soffrire di qualche intolleranza o allergia alimentare, sia perché i sintomi sono tipici di ciò e sia perché è già un soggetto allergico. Vale quindi la pena di indagare in tal senso. Una volta posta la diagnosi precisa si potranno allontanare gli alimenti incriminati o a rischio e la pediatra omeopata, se dovesse occorrere, potrà prescrivere una terapia maggiormente orientata. Cordiali saluti.

  • Alberto scrive:

    Gentile Dott.ssa, esiste un rimedio omeopatico per il trattamento della malattia di La Peyronie, di cui sono affetto da quasi un decennio? Se si, potrebbe consigliarmi tipo di trattamento e dosaggi. Sono un 65enne in perfetto stato di salute generale. Grazie

  • Egregio Alberto, l’omeopatia può essere utilizzata nel trattamento coadiuvante della malattia di La Peyronie, senza avere ovviamente la pretesa di poterla risolvere. I rimedi omeopatici che vengono più frequentemente adoperati sono Badiaga, Berberis vulgaris, Hydrocotyle asiatica, Sepia, Thiosinaminum, Thuya. Per quanto riguarda la diluizione e la posologia, queste come tutti i parametri terapeutici omeopatici, sono strettamente personali, non generalizzabili, in quanto legate alla reattività e sensibilità individuale allo stimolo dei rimedi, alla profondità della patologia ed al grado di somiglianza rimedi-paziente. Solo la visita medica omeopatica può determinare ciò con la dovuta precisione. Nelle more di rivolgersi ad un medico omeopata, quando occorre intervenire a livello sintomatico ci si orienta verso le basse diluizioni (quelle fino a 7CH), che solitamente si utilizzano in ragione di pochi granuli più volte al dì lontano dai pasti, salvo diversa prescrizione medica. Però, ripeto, l’opportunità dell’uso dei rimedi, le diluizioni, le posologie e la durata della cura è meglio che le stabilisca un medico omeopata, al quale è sempre opportuno rivolgersi. Cordiali saluti.

  • Roberta scrive:

    Buonasera dottoressa vorrei farle due domande:se c’è qualche rimedio per curare i diverticoli fatto colon e mi hanno riscontrato diverticoli colon ascendente….anche se generalmente si trovano al colon discendente…
    La seconda domanda:mi si gonfia sempre la pancia c’è qlc rimedio?solo al mattino quando mi alzo è sgonfia….grazie….

  • Gentile Roberta, per rispondere alle sue domande occorre premettere un concetto fondamentale. L’omeopatia, a differenza della medicina tradizionale, non è la medicina per la cura di una patologia o disturbo in generale, ma è la medicina per la cura di una persona che ne è affetta, con il suo quadro clinico individuale. In altre parole l’omeopatia, nella sua visione olistica, guarda più al malato con i suoi sintomi piuttosto che alla malattia in sé. Il principio terapeutico di riferimento è la “legge di similitudine”, secondo la quale un rimedio omeopatico per essere curativo deve assomigliare al paziente, nelle caratteristiche e nella sintomatologia, sia a livello fisico che psichico. L’omeopatia è perciò una medicina molto personalizzata, che non ha cure standard che vanno bene per chiunque, dove ogni paziente richiede il suo rimedio e quindi la sua cura che è facilmente diversa da quella di un altro quand’anche entrambi affetti dalla stessa patologia o disturbo. Per la scelta del rimedio somigliante non bastano i sintomi comuni di una malattia o disturbo (ad es. nella fattispecie la diverticolosi o il gonfiore addominale), ma occorrono (e forse soprattutto) i sintomi caratteristici individuali, quali ad es. sensazioni, percezioni, causalità e modalità delle manifestazioni, sintomi concomitanti, localizzazione precisa dei disturbi, riflessi psicologici, circostanze di aggravamento e di miglioramento, segni di richiamo, ecc. Vi è poi da scegliere la diluizione del rimedio (o dei rimedi), quella più attiva per il paziente, anch’essa molto personale, in quanto legata alla reattività individuale del paziente ed al livello d’intervento terapeutico necessario. La posologia diventa una conseguenza. Ciò premesso, il trattamento più efficace della diverticolosi del colon è incentrato sulla prevenzione delle infiammazioni e delle infezioni, ossia sulla prevenzione delle complicazioni quali la diverticolite. All’origine dell’anomalia, oltre ad una predisposizione genetica, è opinione diffusa che vi sia una dieta troppo squilibrata, eccessivamente ricca di grassi e zuccheri ed eccessivamente povera di fibre e acqua. Diventa quindi importante aumentare il consumo di fibre e di liquidi, che in quantità adeguate favoriscono la motilità intestinale, interrompendo lo sviluppo dei diverticoli e riducendo il ristagno del contenuto intestinale negli stessi con abbassamento del possibile rischio di infiammazioni. I rimedi omeopatici potenzialmente utili a trattare una diverticolosi/diverticolite sono tutti quelli che si mostrano adatti nelle coliche addominali e nelle infiammazioni. Ad esempio tra i rimedi omeopatici riportati nell’articolo “Disturbi gastrici” della sezione del sito “Affezioni-Rimedi” potrebbero essere appropriati Arsenicum album, Asa foetida, Belladonna, Bismuthum subnitricum, Carbo vegetabilis, Chamomilla, Ignatia amara, Nux moschata, Nux vomica, Phosphoricum acidum. Ovviamente, per quanto detto prima, il rimedio più adatto sarà quello più somigliante al paziente con la sua sintomatologia. Il gonfiore addominale potrebbe essere dovuto proprio alla diverticolosi, ma in ogni caso i rimedi accennati sono adatti anche a ciò. Concludendo si renderà conto che solo un medico omeopata potrà riuscire, con la visita medica omeopatica, a prescrivere la terapia più appropriata per lei. Il consiglio più saggio ed opportuno che le si può dare è quindi di rivolgersi ad un tale professionista. Cordiali saluti.

  • alessandro scrive:

    Buonasera Dott.ssa,
    sono un uomo di 43 anni e da qualche mese, soprattutto il primo pomeriggio mi iniziano delle eruttazioni con risalita di saliva quasi schiumosa non acida, questo fastidio lo avverto maggiormente a letto. L’unica sintomatologia è questa, non ho mai avuto dolore, bruciore, acidità, vomito o cose del genere. Da anni soffro di colon irritabile.
    Le premetto che da qualche mese sto vivendo un forte stress lavorativo e comunque sono un soggetto ansioso.
    Dott.ssa esiste un rimedio omeopatico che potrei provare per questo reflusso ?
    Grazie per la disponibilità

  • Egregio Alessandro, un’eruttazione eccessiva e una salivazione ugualmente eccessiva con risalite, che si manifestano maggiormente a letto, quindi in posizione sdraiata, fa pensare a un problema di reflusso gastroesofageo. Ma questi sono sintomi comuni anche ad altre patologie o disturbi, quali ad es. aerofagia, indigestione, gastrite, ernia iatale, ulcera gastrica, ulcera peptica, ecc. Non è neppure da trascurare la componente emotiva, in quanto è possibile che una condizione di particolare stress, nervosismo, ansia possa essere la responsabile o la principale concausa di una somatizzazione a livello gastrico. Sarebbe pertanto importante porre una diagnosi precisa. E’ vero che l’omeopatia è una medicina che guarda più al malato con i suoi sintomi piuttosto che alla malattia in sé, però l’individuazione della malattia consentirebbe, nei limiti del possibile, di allontanare o limitare la causa della stessa, di indirizzare più correttamente la terapia e di conoscere i risultati ottenibili con la cura omeopatica. Una panoramica dei principali rimedi omeopatici più spesso utilizzati nei vari disturbi digestivi è consultabile all’articolo “Disturbi gastrici” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”. Nel rispetto della “legge di similitudine” su cui l’omeopatia fonda il suo principio terapeutico, il rimedio più adatto sarà quello che contempla la sintomatologia più somigliante alla propria. Ad esempio, se dovesse trattarsi di reflusso gastroesofageo, che quando si trasforma in un disturbo cronico diventa la malattia da reflusso gastroesofageo, i rimedi omeopatici più adatti potrebbero essere Argentum nitricum, Arsenicum album, Calcarea carbonica, Chamomilla, China, Ignatia amara, Iris versicolor, Kalium carbonicum, Lycopodium, Nux vomica, Phosphoricum acidum, Phosphorus, Robinia pseudoacacia, Sanguinaria, Sulphuricum acidum. Tutti i suddetti rimedi sono altresì in grado di controllare la componente psicologica, molti dei quali con un’azione importante. Com’è noto, anche l’alimentazione deve svolgere il suo ruolo. Essa deve essere semplice e sana, evitando le pietanze eccessivamente condite o pesanti, privilegiando i cibi ricchi di vitamine (in particolare le vitamine A, C, E e del gruppo B), limitando gli alimenti che ritardano lo svuotamento dello stomaco (cibi ricchi di grassi, cioccolato, insaccati, fritture, ecc.), riducendo il consumo di alcool, caffè, tè e spezie piccanti, abolendo le bevande gassate, masticando lentamente e a lungo. Inoltre sarebbe utile ridurre l’eventuale sovrappeso, evitare l’uso di cinture o abiti troppo stretti in vita che possono aumentare la pressione addominale, dormire con la testa sollevata, ecc. Bisognerebbe evitare anche la sedentarietà. Ovviamente la garanzia per una terapia più appropriata a lei la può offrire solo un medico omeopata, al quale le consiglio di rivolgersi se vuole avere delle concrete possibilità di cura. Cordiali saluti.

  • francesca scrive:

    Buongiorno mio marito da più di due mesi ha male al polso e al pollice della mano, ha fatto i raggi, risulta una infiammazione, il medico curante ha prescritto le pastiglie palexia50 mg. li assume da un mese senza risultati, ha fatto anche dei cicli di tens, mi hanno detto di fagli assumere lac canium, può consigliarmi grazie,

  • Gentile Francesca, Lac caninum è un rimedio omeopatico particolarmente adatto alle sindromi dolorose che si spostano da una parte all’altra, tant’è che all’interno della sua patogenesi troviamo i polsi dolenti e bloccati, specialmente il destro, con dolori acuti che passano dal pollice al mignolo oppure dolori reumatici agli arti e alle estremità che iniziano dalle piante dei piedi e si spostano da un’articolazione all’altra o da un lato all’altro del corpo. Una panoramica dei principali rimedi omeopatici che vengono più frequentemente utilizzati nei disturbi dolorosi dell’apparato osteoarticolare è consultabile all’articolo “Reumatismi” nella sezione del sito “Affezioni-Rimedi”. Ovviamente sarebbe meglio affidarsi alla competenza di un medico omeopata. Cordiali saluti.

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