NOTA: i termini con l’asterisco costituiscono altrettante voci del Glossario e quindi sono eventualmente consultabili nelle sottosezioni alfabeticamente corrispondenti.

Gastralgia: dolore* vivo all’epigastrio, cioè sopra lo stomaco, in pratica alla parte superiore del ventre corrispondente all’apertura delle costole.
Gastrite: infiammazione*, acuta o cronica, della mucosa* dello stomaco. Spesso è causata da cattive abitudini alimentari, quali l’abuso di alcool, spezie e cibi irritanti per la mucosa gastrica. La forma acuta è caratterizzata da lesioni erosive, per cui generalmente i sintomi sono acidità, bruciore e crampi allo stomaco, nausea e vomito. La forma cronica manca della componente erosiva, per cui in genere è silente ed i sintomi sembrano quelli della cattiva digestione; può degenerare in ulcera peptica* o in patologie molto più gravi.
Gastroenterite: infiammazione* simultanea di stomaco ed intestino tenue (che è il primo tratto dell’intestino). Si parla di gastroenterocolite quando viene coinvolto anche l’intestino crasso (o colon, che è il tratto terminale dell’intestino dove arrivano i residui della digestione). E’ quasi sempre provocata da infezioni dovute a virus* o batteri*, per cui è molto contagiosa. Le infezioni virali sono molto più frequenti e generalmente meno gravi di quelle batteriche; si trasmettono prevalentemente bevendo dell’acqua contaminata o per via fecale e possono provocare delle vere e proprie epidemie. I sintomi caratteristici sono diarrea* acuta, coliche e crampi all’addome (il classico mal di pancia), nausea e vomito, mal di testa, febbre*. In genere le gastroenteriti si calmano in pochi giorni.
Geloni: alterazioni cutanee che si manifestano durante i mesi invernali per l’esposizione al freddo, specie al freddo umido. Si localizzano di solito alle mani, ai piedi, al viso, al naso ed alle orecchie. Sono il risultato di un difetto della microcircolazione alle estremità, dovuta all’azione del freddo che causa un restringimento locale dei vasi sanguigni. Si presentano inizialmente con degli arrossamenti pruriginosi, dolorosi e pulsanti che possono poi trasformarsi in noduli rosso-bluastri, di consistenza molle, ancora pruriginosi e dolorosi. Se non curati possono ulcerarsi e dare luogo a fastidiose infezioni lunghe da guarire.
Germi: è il termine generico con cui si indicano gli agenti patogeni microscopici, senza indicarne la natura (batteri*, virus*, funghi*, ecc.), né le caratteristiche epidemiologiche e di contagio.
Glicemia: livello della concentrazione di glucosio* nel sangue* (V. anche Zuccheri). Sono considerati normali valori a digiuno di 80 – 100 mg/dl e dopo un pasto di 130 – 150 mg/dl. Un digiuno protratto può far scendere la glicemia a 60 – 70 mg/dl.
Glicogeno: polisaccaride (zucchero complesso) formato da una lunga catena di molecole di glucosio (a polimero ramificato), che viene accumulato nel fegato e nei muscoli per costituire una riserva di energia (V. anche Zuccheri).
Glicosidi: (o anche glucosidi) composti chimici complessi ampiamente diffusi nel mondo vegetale, che rappresentano le fonti di immagazzinamento degli zuccheri* ed hanno diverse proprietà farmacologiche, quali ad es. lassative (V. Lassativo), vasodilatatrici, cardiotoniche (V. Cardiotonico), emolitiche (V. Emolitico), immunostimolanti, ecc.
Globuli bianchi: (o leucociti) sono cellule del sangue* della serie bianca, simili a piccole masse gelatinose, del diametro di pochi micron. Non hanno forma propria e sono in grado di sviluppare una motilità propria utilizzando alcune proteine, nonché di assottigliarsi al punto da attraversare l’endotelio* (rivestimento) dei vasi sanguigni nelle sedi dell’organismo dove si richiede la loro azione. Tale azione consiste nell’inglobare e distruggere batteri*, virus*, cellule morte e sostanze estranee. Si suddividono in granulociti, linfociti e monociti. I valori normali di globuli bianchi sono di 5.000 – 8.000/mm3 per l’uomo e 4.000 – 7.000/mm3 per la donna. Una loro diminuzione comporta un abbassamento delle difese immunitarie.
Globuli rossi: (o eritrociti o emazie) sono cellule del sangue* a forma di disco appiattito, prive di nucleo, spesso unite tra loro a formare lunghe file. Hanno funzione respiratoria, ossia trasportano l’ossigeno dei polmoni, fissato nell’emoglobina* in essi contenuta, ai tessuti e ne asportano l’anidride carbonica. I valori normali di globuli rossi sono di 4,5 – 6 milioni/mm3 per l’uomo e 4 – 5,5 milioni/mm3 per la donna. Il loro numero influenza i valori di emoglobina* e di ematocrito*.
Globuline: sono proteine presenti nel plasma* del sangue*, che hanno nomi e funzioni diversi. Sono suddivise nei gruppi principali: alfa1, alfa2, beta e gamma-globuline. Normalmente le alfa1-globuline rappresentano il 2 – 5% delle proteine totali presenti nel sangue (proteinemia), le alfa2 il 7 – 12%, le beta il 9 – 14% e le gamma il 12 – 20%. Le alfa e una parte delle beta-globuline svolgono soprattutto funzione di trasporto di sostanze nel sangue (lipidi, metalli, ormoni), mentre le altre beta-globuline e le gamma-globuline costituiscono gli anticorpi circolanti del sistema immunitario, per questo dette immunoglobuline. L’aumento di queste ultime è sinonimo di infezioni o malattie in atto. Viceversa una loro diminuzione è significativa di immunodeficienza e facilità a contrarre infezioni.
Glottide: sezione della laringe*, posizionata in corrispondenza delle corde vocali, che appare come una fessura a forma triangolare e che è deputata alla fonazione. Durante la respirazione la glottide resta aperta e consente il passaggio dell’aria. Durante la deglutizione viene chiusa dall’epiglottide* sovrastante, per evitare che il cibo penetri nelle vie aeree.
Glucidi: o anche glicidi, V. Zuccheri.
Glucosio: monosaccaride* (zucchero semplice formato da una sola molecola) presente in natura nella frutta, in alcuni vegetali e nel miele. Si trova libero nel sangue*, ove costituisce il livello di glicemia*. Essendo uno zucchero semplice è facilmente assimilabile e subito bruciato dall’organismo per il fabbisogno energetico. I maggiori consumatori di glucosio sono il cervello ed i muscoli scheletrici (quelli collegati alle ossa), poi gli eritrociti (globuli rossi*) ed il muscolo cardiaco. V. anche Zuccheri.
Gocce: sono una delle forme più usate di rimedi omeopatici* per uso interno; trattasi di forma liquida ottenuta direttamente della sostanza attiva diluita e dinamizzata (V. anche Diluizione e Dinamizzazione). Anche le tinture madri* sono preparati fitoterapici* liquidi che si assumono in gocce.
Gola: condotto formato dalla faringe*, dalla laringe* e dalle parti superiori della trachea* e dell’esofago*. In fondo alla gola, nell’orofaringe, si trovano le tonsille*.
Gotta: è una malattia caratterizzata da elevati livelli di uricemia* nel sangue. Ciò può essere dovuto ad un aumento di produzione di acido urico* o ad una insufficiente espulsione dello stesso con le urine oppure da entrambi i fenomeni. Depositi di cristalli di acido urico si formano nei tessuti periarticolari provocando infiammazioni* molto dolorose delle articolazioni* che possono evolvere in artrite* cronica. Tali depositi possono formarsi anche nei reni provocando calcoli renali e nei tessuti sottocutanei dando luogo a dei noduli (tofi). In passato l’insorgenza della gotta era associata ad un eccesso di proteine animali nella dieta, dovuto soprattutto ad un elevato consumo di carne. Per questo la malattia veniva definita l’artrite dei ricchi. Oggi invece si ritiene che la gotta abbia una forte dipendenza genetica, pur convenendo che un’alimentazione sbagliata aumenta enormemente il rischio di contrarre la malattia. I sintomi sono dolori articolari intermittenti generalmente associati a gonfiore, rossore e calore, che comportano difficoltà di deambulazione. Le articolazioni più interessate sono quelle di mani e piedi ed in modo particolare l’articolazione dell’alluce. Nelle forme croniche compaiono anche i tofi in sede extrarticolare, come nel tendine di Achille e nella parte esterna dell’orecchio.
Granuli: sono una delle forme più usate di rimedi omeopatici* per uso interno; trattasi di piccole sfere di saccarosio* e di lattosio* impregnate della sostanza attiva diluita e dinamizzata (V. anche Diluizione e Dinamizzazione).
Herpes: infezione della pelle scatenata da diversi tipi di virus*, che si manifesta con vescicole* cutanee localizzate a seconda del virus.
Herpes labiale: infezione causata dal virus* Herpes simplex che compare generalmente sulle labbra sotto forma di vescicole* (piccole tumefazioni) contenenti liquido sieroso, che dopo l’infiammazione si asciugano e formano una piccola crosta giallastra.
Herpes zoster: comunemente chiamato Fuoco di Sant’Antonio, è una malattia a carico della pelle* e delle terminazioni nervose, causata dal virus* della varicella* infantile. Si manifesta inizialmente con un formicolio od un intorpidimento, poi arrossamento ed infine con la comparsa di grappoli di bollicine che ricordano nell’aspetto quelle della varicella. L’area del corpo maggiormente interessata è il torace, a volte la testa. L’eruzione cutanea è accompagnata da dolore* o bruciore e non da prurito come nella varicella. Può esserci malessere generale, febbre*, brividi, mal di testa e di stomaco.













