NOTA: i termini con l’asterisco costituiscono altrettante voci del Glossario e quindi sono eventualmente consultabili nelle sottosezioni alfabeticamente corrispondenti.

Decotto: è un preparato fitoterapico* per uso interno ed indica un tipo di tisana* che si utilizza per estrarre i principi attivi dalle parti più dure e resistenti della pianta officinale*, quali radici, semi, corteccia e fusto, che sono poco termolabili. Si immergono le parti selezionate e sminuzzate della pianta in acqua, si porta il tutto all’ebollizione a fuoco lento, si lascia bollire per un certo tempo (in genere da 10 a 20 min), poi si lascia intiepidire per circa 15 min e quindi si filtra spremendo bene il residuo (si può usare il normale colino). Si può dolcificare a piacere con zucchero o preferibilmente miele. I decotti possono essere conservati in frigorifero per max 24 ore, oppure conservati in termos per essere consumati durante il dì.
Deiscente: è detto di un frutto* che giunto a maturazione si apre spontaneamente per lasciare uscire il seme. Esempi di frutti secchi deiscenti sono i legumi.
Dentatura: l’insieme dei denti la cui funzione primaria è la masticazione del cibo. I denti sono disposti su due arcate simmetriche (superiore ed inferiore) e sono costituiti complessivamente da 8 incisivi, 4 canini, 8 premolari e 12 molari, per un totale di 32. Le radici dei denti sono coperte dalle gengive.
Depurativo: rimedio che ha un’azione cosiddetta disintossicante, cioè in grado di aiutare l’organismo ad eliminare le tossine ed a sostenere fegato e reni in maniera del tutto naturale.
Derma: tessuto connettivo* molto vascolarizzato e innervato che costituisce lo strato intermedio della pelle*. E’ sottostante l’epidermide* (da questa separato dalla membrana basale) ed è sovrastante l’ipoderma*. Nel derma risiedono le papille tattili, i corpuscoli per le sensazioni termiche e dolorifiche, le ghiandole sudoripare, le ghiandole sebacee, i bulbi piliferi, i vasi sanguigni. La trama di fibre del derma è formata da due costituenti principali: il collagene* e l’elastina*, che sono delle fibre proteiche, responsabili, la prima della resistenza delle pelle, la seconda della morbidezza e dell’elasticità.
Dermatite: (o eczema) malattia della pelle* di tipo infiammatorio (V. anche Infiammazione) che provoca prurito, bruciore, comparsa di eritema* (irritazione cutanea con arrossamento), vescicole* (piccole tumefazioni contenenti siero), edemi* (gonfiori) seguiti da croste e desquamazione. Le forme sono essenzialmente due: la dermatite o eczema da contatto, dovuta al contatto con sostanze allergizzanti (metalli, saponi, detersivi, cosmetici, farmaci ad uso locale, ecc.) e la dermatite o eczema atopico, di tendenza ereditaria, scatenata da fattori ambientali (caldo, freddo, polveri, peli di animali, ecc.), da alcune sostanze alimentari, da stress e ansia.
Dermatite seborroica: V. Crosta lattea.
Dermatofiti: funghi* tipici della tigna*.
Dermatosi: termine usato per indicare malattie della pelle* che non presentano fenomeni infiammatori.
Detergente: che ripulisce piaghe ed ulcere* (lesioni della pelle che non tendono a guarire spontaneamente) facilitandone anche la cicatrizzazione.
Diabete: malattia dovuta a carenza di insulina* (ormone prodotto dal pancreas) e caratterizzata da alterazioni del ricambio, in special modo degli zuccheri*. Tali alterazioni si accompagnano ad un aumento del tasso di glucosio* nel sangue* (iperglicemia) e ad un’eliminazione di esso attraverso le urine. E’ classificato in diabete di tipo 1, che insorge nell’infanzia o nell’adolescenza, quando il pancreas non produce più insulina, e in diabete di tipo 2, che è la forma più comune e riguarda il 90% dei casi, quando le cellule dell’organismo non riescono più a utilizzare l’insulina. Le conseguenze del diabete si manifestano con danni gravi a diversi organi e tessuti, tra cui reni, cuore, occhi, vasi sanguigni, nervi periferici.
Diaforetico: V. Sudorifero.
Diarrea: eliminazione, con frequenza al di sopra della norma, del materiale fecale. Di per sé non è una malattia, ma un sintomo di altre patologie. Difatti si riscontra in numerose affezioni intestinali (enteriti*, coliti*, ecc.) ed epatiche. La forma acuta è scatenata principalmente da agenti infettivi. Può essere dovuta anche a condizioni non patologiche, quali intolleranze alimentari, situazioni di stress, ecc. Le feci subiscono un’alterazione di quantità e qualità, presentandosi poco formate di consistenza liquida o semiliquida (V. anche Dissenteria).
Diatesi: in omeopatia* si intende per diatesi (o miasma) la tendenza acquisita e congenita dell’individuo ad ammalarsi di determinate malattie con caratteristiche e modalità proprie. Le diatesi sono in pratica le malattie croniche responsabili delle ricadute cui il soggetto può andare incontro, per effetto della soppressione antinaturale delle malattie acute. Più recentemente per diatesi si intende la capacità dell’organismo di liberarsi delle tossine o di neutralizzarle, per ristabilire l’equilibrio perduto. Si riconoscono quattro modalità di reazione: diatesi psorica*, diatesi tubercolinica*, diatesi sicotica* e diatesi luesinica*.
Diatesi luesinica: in omeopatia* è una delle quattro diatesi* ed esprime la fissazione delle tossine o degli agenti patogeni in una zona del corpo con conseguente alterazione e/o distruzione dei tessuti interessati. Le predisposizioni morbose sono ad es. varici*, occlusione delle arteriole, scarlattina*, disturbi della dentizione, stomatite*, disfunzioni ormonali. In genere è presente nei soggetti a costituzione fluorica*.
Diatesi psorica: in omeopatia* è una delle quattro diatesi* ed esprime la tendenza ad eliminare le tossine attraverso la cute, le mucose o gli emuntori fisiologici (reni, fegato, ecc.). Le tendenze morbose sono foruncoli, eczema*, rinite allergica*, diarrea*, ma anche diabete*, cirrosi. In genere appartiene a soggetti di costituzione carbonica* o fosforica*.
Diatesi sicotica: in omeopatia* è una delle quattro diatesi* ed esprime un rallentamento degli scambi e la tendenza all’accumulo delle tossine, con conseguente formazione in zona di vere e proprie escrescenze. Tra le predisposizioni morbose troviamo le manifestazioni catarrali croniche (es. bronchite cronica), uretrite cronica, arteriosclerosi*, verruche*, polipi, papillomi, fibromi. In genere si riscontra nei soggetti a costituzione carbonica* o sulfurica*.
Diatesi tubercolinica: in omeopatia* è una delle quattro diatesi* ed esprime la tendenza dell’organismo ad accelerare i processi catabolici, cioè ad attivare i processi di degradazione delle tossine. E’ molto probabile che gli avi abbiano avuto problemi tubercolari. Le tendenze morbose sono le malattie broncopolmonari, i disturbi da cattiva circolazione venosa periferica, i dimagrimenti. In genere è associata a soggetti con costituzione fosforica*.
Difterite: malattia acuta, infettiva e contagiosa, che si manifesta con placche sulle mucose*, specie su quelle delle vie aeree.
Digestivo: che facilita la digestione aiutando l’attività dello stomaco.
Diluizione: metodo di preparazione dei rimedi omeopatici* che consiste nel ridurre in dosi infinitesimali il ceppo omeopatico (V.), da cui trae origine il rimedio stesso, rendendo così possibile l’azione terapeutica secondo la Legge di Similitudine. Il solvente che si utilizza per le diluizioni è una soluzione idroalcolica (etanolo + acqua distillata o depurata) con un’opportuna titolazione. Il ceppo omeopatico viene diluito nel rapporto 1:10 per le diluizioni dette decimali (contrassegnate dalla sigla D) o nella misura di 1:100 per le diluizioni dette centesimali (contrassegnate dalla sigla CH).
Dinamizzazione: (o succussione) fase importante del processo di preparazione dei rimedi omeopatici*, consistente in un’azione di forte agitazione e di percussione della provetta in cui è contenuta la diluizione* omeopatica. Ad ogni diluizione deve seguire una dinamizzazione. Serve per conferire al rimedio il potere omeopatico in concordanza con la Legge di Similitudine.
Disaccaride: zucchero semplice formato da due unità (molecole), quali il saccarosio* (il comune zucchero usato in cucina) formato da glucosio* + fruttosio, ed il lattosio* (contenuto nel latte) formato da glucosio + galattosio. Gli zuccheri semplici sono facilmente assimilabili e subito bruciati dall’organismo per il fabbisogno energetico. V. anche Zuccheri.
Dismenorrea: termine con cui si indicano le mestruazioni dolorose. E’ un disturbo che, nella sua forma più comune detta primaria, non associata cioè ad alcuna patologia della sfera ginecologica, affligge circa il 50% delle giovani donne. I dolori, dovuti a violente contrazioni dell’utero, compaiono all’inizio delle mestruazioni o alcune ore prima ed interessano il basso ventre, talvolta anche la schiena e la parte alta delle cosce. Possono presentarsi nausea, vomito, diarrea, mal di testa, vertigini, astenia.
Dispepsia: alterazione della funzione digestiva gastrica o intestinale, comunemente chiamata digestione difficile, caratterizzata da pesantezza di stomaco, sonnolenza, mal di capo dopo i pasti. Talora si presentano dolore o fastidio cronico alla parte addominale superiore o retro-sternale, aerofagia (V.), flatulenza, pirosi gastrica (bruciore, acidità di stomaco), borborigmi, nausea, vomito. Può essere di natura organica, come ad es. la gastrite* (infiammazione della mucosa gastrica) acuta e cronica, o funzionale, come ad es. l’ulcera gastrica* (lesione della mucosa gastrica).
Dispnea: respirazione difficoltosa, con sensazione di fame d’aria.
Dissenteria: forma di diarrea* in cui le manifestazioni si complicano fino ad espellere ripetutamente soltanto liquidi, senza più caratteristiche fecali. Può diventare particolarmente pericolosa per bambini ed anziani a causa del rischio di disidratazione.
Distorsione: chiamata comunemente slogatura (quella della caviglia è detta storta) è una lesione della capsula e dei legamenti delle articolazioni*, dovuta ad un movimento brusco che comporta un momentaneo allontanamento dei capi articolari, andando al di là dei loro limiti fisiologici, seguito da un immediato ritorno spontaneo nella posizione fisiologica. La distorsione è accompagnata da fuoriuscita di sangue* nella sede articolare, che diventa gonfia, arrossata e calda, da un forte dolore e dal blocco del movimento. Le cause più comuni di distorsioni sono le storte e le torsioni degli arti. Le articolazioni più comunemente interessate sono il ginocchio, il polso, il gomito e molto frequentemente la caviglia (V. anche Lussazione).
Diuretico: dicesi di rimedio che favorisce la diuresi, cioè che aumenta la produzione di urina, combattendo pertanto l’idropisia* (ritenzione idrica). Il trattamento con tale rimedio non può prescindere da una dieta povera di NaCl.
Dolore: esperienza sensazionale ed emozionale sgradevole associata a un danno dell’organismo in atto o potenziale. Il dolore indica che qualcosa sta funzionando male ed è quindi un segnale per il cervello affinché questo possa dare luogo ai comportamenti adeguati per cercare di neutralizzarlo, tentando di ripristinare l’integrità fisica, oppure diventa il sintomo da interpretare correttamente per giungere ad una diagnosi e stabilire la terapia.
Drupa: è un frutto* indeiscente* (a maturazione non si apre spontaneamente per far uscire i semi) con l’epicarpo* (la parte più esterna, la cosiddetta buccia) membranoso, il mesocarpo* (la parte intermedia del frutto) polposo e l’endocarpo* (la parte interna che avvolge i semi) legnoso che contiene un solo seme. Esempi sono pesca, ciliegia, albicocca, oliva, ecc.
Duroni: sono calli* che si sviluppano nel calcagno o nella superficie esterna delle dita dei piedi.













